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Slovacchia: controverso sostegno del Premier alla candidatura per le Olimpiadi invernali del 2022

Mentre la Norvegia [en] e la Svizzera [en] hanno intenzione di indire un referendum prima di sottoporre la loro candidatura per le Olimpiadi invernali nel 2022, il destino della candidatura congiunta di Slovacchia e Polonia sembra esser già stato deciso, come fanno intuire le dichiarazioni [en] del primo ministro slovacco Robert Fico.

Le spese sostenute dalla Slovacchia per ospitare i giochi olimpici erano inizialmente stimate intorno ai 200 milioni di euro, ma, in seguito, il ministro delle Finanze ha parlato [sk, come i link successivi, eccetto dove diversamente indicato] di 300 milioni, mentre altre stime arrivano quasi a 500. Alcune ONG slovacche, tra cui Aliancia Fair-Play, e i partiti di opposizione hanno richiesto la pubblicazione di un’analisi dei costi precisa e di una lista delle fonti di finanziamento.

L'economista Richard Ďurana ritiene che “l’organizzazione dei giochi olimpici è molto costosa e sarebbe una mera promozione dell’identità nazionale a breve termine, che soltanto dei Paesi ricchi e irresponsabili sono in grado di sostenere”.

Imrich Body, membro del gruppo extra-parlamentare 99 Percent-Civic Voice [en] (“Voce Civica al 99 Percento”), vede le Olimpiadi come l'ennesimo tentativo di “nutrire il gorilla” [en], riferendosi allo scandalo corruzione [en] che colpì la Slovacchia un anno fa.

Il blogger Matej Bórik ha le seguenti domande da porre al primo ministro:

Come ci può assicurare che non assisteremo al fenomeno dei rincari come è successo a Londra, Atene, Sochi, Vancouver e altre grandi città? Quali misure verrano prese se ciò avverrà? Lei ha abbastanza risparmi nel suo conto corrente personale?

Samo Marec commenta così il fatto:

Abbiamo già concorso per le Olimpiadi – ben due volte […]. Potrei essere l’unico a pensarla così, ma credo fortemente che l’unico scopo della candidatura alle Olimpiadi sia quello di convertire nuovamente il denaro pubblico in privato. Confrontato con coloro che hanno ideato questa candidatura, Jaromír Ruda [famoso per l'insuccesso delle Olimpiadi dedicate ai non udenti] [en] sembra uno squallido dilettante.

Al contrario, Karol Šebo esprime ottimismo:

La Polonia, e non la Slovacchia, rivestirà un ruolo centrale nel convincere il Comitato Olimpico Internazionale. La Polonia, paese organizzatore di una riuscitissima edizione degli Europei di calcio; la Polonia, forte di una lobby composta da numerose organizzazioni in tutto il mondo. Per non parlare dell'immagine di Cracovia nell'immaginario collettivo internazionale. Per questo credo che la candidatura congiunta possa vincere, e ogni successo dà alla Slovacchia la possibilità di aumentare la propria visibilità, cosa che non succede molto spesso.

Questa l'opinione di Tomáš Bosák:

Candidarsi per ospitare le Olimpiadi ora, mentre stiamo tirando la cinghia [a causa dell misure dettate dall’austerity]? A cosa ci servono le Olimpiadi? […] Mi chiedo soltanto da dove i vari governi attingeranno i fondi per questa carnevalata.

Mi ricordo bene della sceneggiata alla quale abbiamo assistito quando venne costruito il palazzetto del ghiaccio di Bratislava [it] e di come questo diventava sempre più costoso. Ma ora costruire un nuovo impianto non sarebbe sufficiente. Non so, tutto ciò mi ricorda i preparativi dei festeggiamenti per il primo maggio. Niente calcoli, né documenti, ma si faccia comunque, perché la gente si divertirà. E avremo l’opportunità di metterci in mostra.

Infine, Mikuláš Huba, ecologista recentemente eletto in parlamento, scrive sul suo blog:

Esiste una minaccia concreta per l’ambiente, perché i monti Tatra non sono le Alpi.

Non si erogano finanziamenti ai medici e agli insegnanti, ma ce ne sono per le autorità, i politici, gli sviluppatori e gli sponsor?

La candidatura alle Olimpiadi è una decisione troppo seria, che non può e non deve essere presa da una persona sola in un giorno solo; richiede un lungo e informato dibattito, e non solo in parlamento, ma anche a livello sociale, proprio come nel caso della Norvegia.

Il primo ministro ha dichiarato apertamente la sua serietà nei confronti del consolidamento delle finanze pubbliche ma ha anche fatto capire chi e quali siano le sue priorità.

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