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Russia: approvata legge contro la “propaganda gay”

RuNet Echo Questo articolo fa parte di RuNet Echo, progetto di Global Voices mirato a rilanciare l'Internet di lingua russa. tutti gli articoli ·

Tutti i link del sequente articolo sono in russo, tranne dove altrimenti indicato.
Ancora una volta il Parlamento russo ha dato prova del proprio impegno a tutela dell'infanzia. Dopo la lista nera [it] dei siti Internet che diffondono materiale pornografico e incitano al suicidio e all'uso di droghe, e la legge [en] che proibisce le adozioni di orfani russi da parte di genitori statunitensi, è la volta della “propaganda omosessuale” che, in base a un recente progetto di legge, sarà punita con pesanti sanzioni economiche.

Il progetto legistlativo, presentato alla Duma nel marzo del 2012 ha diversi precedenti in varie città della federazione, tra cui Novosibirsk, San Pietroburgo, Rjazan, Archangelsk e Kostroma. Nell'ultima stesura della normativa si legge [ru,come i link successivi, tranne dove altrimenti indicato]:

Пропаганда гомосексуализма среди несовершеннолетних – влечет наложение административного штрафа на граждан в размере от четырех тысяч до пяти тысяч рублей; на должностных лиц – от сорока тысяч до пятидесяти тысяч рублей; на юридических лиц – от четырехсот тысяч до пятисот тысяч рублей.

La propaganda omosessuale nei confronti di minori è punibile con una sanzione economica pari a 4-5 mila rubli [98-120 euro] per i privati, 40-50 mila rubli [980-1200 euro] per i funzionari, and 400-500 mila rubli [9800-12000 rubli] per entità giuridiche.

Immediate le reazioni degli attivisti per i diritti dei gay, che hanno organizzato già diverse “Giornate del bacio” davanti al Parlamento, dove hanno trovato ad accoglierli un gruppo sempre più folto di membri della chiesa ortodossa, armati di uova, bustine di ketchup e palle di neve, con cui sono stati bersagliati prima di essere presi a calci e a pugni.

Siti ortodossi come 3rm.info lanciano appelli affinché le persone di fede dichiarino “guerra al male”, che fa mostra di sé davanti alla Duma:

Приезжайте все, кто сможет – нужны бойцы, чтобы драться в первую очередь. В этот раз бьем всех – Мужчин пока стоят на ногах, женщинам портим лица!

Chi può venga! Abbiamo bisogno soprattutto di gente forte. Questa volta riempiremo di botte gli uomini che sono ancora in piedi e sfigureremo le donne!

Blogger e reporter hanno documentato con precisione e dovizia di particolari le violenze, condividendo foto di attivisti ortodossi mascherati e di manifestanti con il volto insanguinato.

Elena Kostjučenko, right, coperta di ketchup, davanti alla Duma a Mosca. 24 gennaio 2013, screenshot da YouTube.

Elena Kostjučenko, in qualità di inviata speciale della Novaja Gazeta, ha partecipato a entrambe le “Giornate del bacio”, dopo aver attivamente pubblicizzato gli eventi su Twitter, Facebook, e LiveJournal. ha inoltre promosso la prima manifestazione del 22 gennaio con un “evento” su Vkontakte e su Facebook, raccogliendo oltre 100 partecipanti (anche se in realtà sul posto ne sono arrivati meno). Ogni pagina rimanda al sito loveislegal.ru, che negli ultimi due mesi ha raccolto foto amatoriali di sostenitori dei diritti di LGBT e di coppie omosessuali, che spesso mostrano cartelli con scritto: “sono una persona, non propaganda”.

Poco dopo la prima manifestazione, Kostjučenko scrive su LiveJournal:

Сегодня уверенные нелюди сломали кости двум моим друзьям и избили мою девушку. Аню.
Я больше никого не зову с собой.
Когда Госдума будет принимать этот закон, я буду там.
Любой день, в 12.00.
Кто захочет встать рядом – встанет.

Oggi delle bestie arroganti hanno rotto le ossa a due miei amici e picchiato Anna, la mia ragazza.
Non chiederò più a nessuno di venire.
Quando la Duma passa la legge io ci sarò.
Un giorno qualsiasi a mezzogiorno.
Chi vuole unirsi a me, è il benvenuto.

Il 25 gennaio, mentre il disegno di legge veniva approvato in prima lettura, Kostjučenko si trovava davanti al Parlamento assieme a un gruppo di 30-40 persone. I voti a favore sono stati 388, con un solo contrario e un astenuto. 52 coraggiosi si sono astenuti. Uno di questi eroi è il deputato dell’opposizione Dmitrij Gudkov, di Russia Giusta, il quale ha dichiarato a Publicpost.ru di non aver votato per non attirare l’attenzione pubblica sulla “propaganda gay”:

Я вообще не буду голосовать, потому что, когда начинают бороться с гей-парадами, они провоцируют пропаганду этой темы. Ее надо просто оставить в покое, тогда меньше будет пропаганды и разговоров об этом. Я против пропаганды, просто это невозможно грамотно прописать в законопроекте.

Non mi pronuncerò, in quanto combattendo le sfilate dei gay non facciamo altro che pubblicizzare ulteriormente la questione. Bisogna non darci peso, e allora ci sarà meno scalpore e se ne parlerà di meno. Personalmente sono contro la propaganda gay, ma non c'è modo di regolamentarla in modo intelligente.

Lo zelo dimostrato da Gudkov nel tentativo di minimizzare la minaccia gay non gli ha impedito di scrivere un tweet riguardo al fatto che l’unico a votare contro fosse stato Sergej Kuzin, membro della Russia Unita di Vladimir Putin. Mentre Gudkov si divertiva a “cinquettare”, Kostjučenko e altre 19 attivisti venivano fermati davanti alla Duma. Le foto del breve soggiorno in carcere sono poi state condivise su Twitter e Istagram. Tra le immagini anche quella di un livido sul volto della ragazza, che la polizia le avrebbe procurator trascinandola sulle scale. Dopo diverse ore tutti i manifestanti sono stati rilasciati.

Difficile definire il punto di vista dell’opposizione nei confronti dei diritti degli omosessuali. È poco probabile comunque che la criminalizzazione dei gay susciti le stesse proteste di massa verificatesi dopo gli attacchi del governo contro la libertà di Internet e le recenti disposizioni riguardo gli orfani russi.
Roman Super, giornalista che lavora per RenTV, ha dato vita a un acceso dibattito su Facebook, criticando duramente le “Giornate del bacio”. La posizione di Super viene condivisa da molti liberali, secondo i quali dimostrazioni di questo genere non fanno altro che peggiorare l’omofobia (quanto sostiene Gudkov). Tuttavia il giornalista afferma ironicamente che anche molti degli alti funzionari russi sono omosessuali non dichiarati:

Федеральный закон о запрете пропаганды гомосексуализма будет означать лишь одно: элиты прямо скажут народу и, прежде всего, самим себе о том, что гомосексуальность в России — это исключительно привилегия государственных менеджеров самого высокого звена.

Una legge federale che proibisce la propaganda dell’omosessualità significa solo una cosa: l’élite sta dicendo alla gente che, prima di ogni altra cosa, l’omosessualità in Russia è privilegio esclusivo dei più alti funzionari di Stato.

Anche il blogger e rubricista Maksim Kononenko, rispondendo a Konstantin Rykov su Twitter, ironizza sul voto contrario di Sergej Kuzin:

Константин Рыков ‏@rykov
Кто? Кто этот прекрасный депутат, проголосовавший за гей-пропаганду? Это же самый крутой каминг-аут в истории российского парламентаризма!
Максим Кононенко @kononenkome
@rykov единственный нормальный человек среди 450 пидарасов

Konstantin Rykov @rykov
Cosa? Quale sarebbe il fantastico deputato che ha votato in favore della propaganda gay? Questo è senza dubbio il coming out più sbalorditivo nella storia del Parlamento russo!
Maksim Kononenko @kononenkome
@rykov È l’unico normale tra 450 froci.

In altre parole, la Russia resta un Paese dove,in risposta alle repressioni dei diritti dei gay da parte del governo, è più facile reagire con l'umorismo che con la protesta. Basta guardare alla conversazione sulla pagina Facebook di Roman Super. Alja Kirillova di DozhdTV reagisce alla situazione di Kostjučenko con la stessa compiacenza, scrivendo essenzialmente che, se non abbiamo nulla di gentile da dire, sarebbe meglio non dire nulla. “Il silenzio è d'oro,” aggiunge. Un paio di minuti dopo un altro utente rilancia una foto di due uomini che si baciano a una parata gay (probabilmente a New York). Sullo sfondo, un cartello recita: “SILENZIO=MORTE.” Affermazione quest'ultima, che in Russia appare alquanto controversa.

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