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USA: ‘Occupy Sandy’ per la ricostruzione autogestita

È passato più di un mese da quando l'uragano Sandy ha seminato distruzione sulla costa nordorientale degli Stati Uniti ma ciò nonostante l'opera di ricostruzione è ancora in corso. Se i contributi del governo federale e gli eventi di beneficenza come il concerto 12.12.12 [en, come gli altri link, tranne ove diversamente indicato], organizzato da Bruce Springsteen, si propongono portare aiuto a centinaia di migliaia di famiglie, sono state organizzazioni come Occupy Sandy le prime a scendere in campo, nel momento in cui è iniziata la conta dei danni.

Frutto degli sforzi organizzativi del gruppo InterOccupy, l'operazione Occupy Sandy attinge dall'esperienza del movimento Occupy [it], le cui modalità operative consistevano nell'indire assemblee generali, finalizzate a promuovere la reciproca comunicazione, alle quali partecipavano individui e gruppi di lavoro. Secondo quanto stabilito nel suo manifesto, Occupy si propone l'obiettivo di rispondere alle necessità del 99 per cento [it].

Analogamente a Occupy Wall Street, anche Occupy Sandy ha fatto uso delle reti sociali per mobilitare l'attivismo e stimolare la partecipazione. Sono stati creati dei gruppi d'azione tematici (chiamati hub) come ad esempio @OccupyIsaac, finalizzato alla raccolta fondi per le vittime dell'uragano Isaac che ha colpito New Orleans in agosto, e @OccupySandyNJ, nato per il coordinamento delle operazioni di soccorso nello stato del New Jersey, mentre l’hashtag #OccupySandy, attraverso il quale gli utenti possono rilanciare commenti e segnalare storie, è diventato un trending topic.

Come emerge da questo post pubblicato dall'ONG Truthout.org, al centro del 99% ci sono le comunità di colore colpite dall'uragano e le sfide cui devono far fronte organizzazioni come Occupy Sandy:

Per decenni la discriminazione finanziaria cui sono state oggetto le comunità di colore e latina a opera dei gruppi immobiliari, degli istituti bancari e delle compagnie assicurative hanno privato queste fasce della popolazione di investimenti, marginalizzando le classi meno abbienti sulla base di un criterio geografico. La marginalizzazione economica e sociale spiega come mai queste comunità risultino le più colpite da disastri come l'uragano Sandy. La sfida che ora attende Occupy Sandy e le altre organizzazioni di soccorso create dal basso è quella di restituire potere alle comunità in questo ambiente di ineguaglianze strutturali, operando per ottenere uno scenario di giustizia ambientale, al contempo opponendosi con forza a ogni forma di razzismo ambientale [it].

Su Twitter abbondano i commenti riguardo al ruolo rivestito da Occupy Sandy, come ad esempio quello di thelaughingman (@EcBillofRights)

@EcBillofRights: @Hakem_Burhan E quindi è spettato a #OccupySandy: intervenire laddove le autorità della città di New York non sono intervenute.

Daniel Solomon (@danatgu) segnala il riconoscimento del dipartimento di polizia cittadino al movimento:

@danatgu: Questo è veramente degno di nota: il Dipartimento di Polizia di New York da credito al programma di mutuo aiuto di #OccupySandy per la prevenzione dei crimini dopo il disastro: http://bit.ly/RD0Ul0.

Analogamente (@CarrieM213) Carrie M ne plaude l'operato:

@CarrieM213: Non importa. Per fortuna #OccupySandy non esiste per ricevere pacche sulle spalle dalle grandi aziende e dai personaggi famosi. Sappiamo che stiamo aiutando le persone!

Non sono soltanto gli utenti di Twitter a ritenere degno di lode l'impegno di Occupy Sandy. Anche il sindaco di New York, Michael Bloomberg [it], durante la sua visita a una delle aree devastate dall'uragano, si è complimentato per il lavoro svolto dal movimento, come si può vedere nel video qui sotto riportato:

[ La foto del titolo è un fermo immagine tratto da questo video. ]

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