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Vietnam: condanne per tre blogger ‘dissidenti’

I blogger vietnamiti Dieu Cay, AnhBaSG, and Ta Phong Tan sono stati giudicati colpevoli [en, come i link successivi] dalla corte di Ho Chin Minh di aver violato l'articolo 88 del codice criminale del Vietnam che riguarda la “divulgazione di notizie illecite che fomentano l'agitazione popolare” e “diffamano l'amministrazione pubblica”. Oltre a scontare una pena detentiva, per i tre si prevedono anche gli arresti domiciliari.

Prima dell'arresto i tre blogger hanno costantemente denunciato i numerosi danni sociali del Vietnam, primi fra tutti la corruzione delle alte cariche e la diseguaglianza nelle periferie. Denunce appoggiate immediatamente dalle associazioni sui diritti umani.
Rupert Abbott, ricercatore di Amnesty International in Vietnam, ritiene che l'aspra sentenza detentiva – che varia dai quattro ai dodici anni – voleva intimorire la comunità locale di internet:

I blogger arrestati Dieu Cay, AnhBaSG, e Ta Phong Tan. Foto di Dan Lam Bao

 

Queste scandalose sentenze di prigionia confermano le nostre peggiori paure – che le autorità vietnamiti abbiano usato questi blogger come monito per indurre gli altri al silenzio.
Le sentenze riflettono la disastrosa e sempre più grave questione sulla libertà di espressione in Vietnam.
Amnesty International lotterà strenuamente per il rilascio dei blogger – che noi consideriamo dei Prigionieri della Coscienza – e invitiamo le autorità vietnamite affinché garantiscano l'incolumità dei loro parenti e conoscenti.

Invocando il rilascio della blogger attivista cattolica Maria Ta Phong Tan, il blog hermeneutic of continuity sottolinea l'abuso di potere delle autorità vietnamite:

Che disgrazia si è abbattuta sulla buona popolazione vietnamita a causa dell'abuso di potere e della paura codarda della libertà di parola! I politici dovrebbero essere in grado di rispondere con cognizione di causa se ritengono che qualcuno abbia distorto le loro parole; dovrebbero essere in grado di collaborare con l'opposizione. Chinate il capo e vergognatevi e permettete ai buoni cittadini del Vietnam di essere liberi di dire la verità! Liberate Maria Ta Phong Tan!

Manifesto che invoca il rilascio dei blogger incarcerati. Foto del profilo Facebook di Me Nam

Sembra che il Vietnam stia rafforzando misure restrittive contro i blogger. Precedentemente, il Primo Ministro Nguyen Tan Dung ha fatto diffondere un comunicato ufficiale nel quale i tre bloggers venivano accusati di agire contro il governo. Ma NamViet dichiara che i blog in questione meritano di rimanere online poiché denunciano la corruzione del potere e affermano la sovranità del Vietnam nelle isole rivendicate dalla China:

Il blog di Dan Lam Bao ha denunciato questioni che il governo e il Partito Comunista Vietnamita proibisce, come la corruzione e la dissidenza.

Il blog di Quan Lam Bao aperto nel luglio 2012, da quanto riportato, per difendere la causa anti-corruzione, denuncia solo casi di corruzione legati a Nguyen Tan Dung, a suo figlio Nguyen Thanh Nghi, a sua figlia Nguyen Thanh Phuong e a suo marito (laureato ad Harvard) Nguyen Bao Hoang.

Il blog di Bien Dong tratta solo delle dispute nel Mare della Cina meridionale, tra Cina e Vietnam, o delle Filippine. Foto e video di manifestanti vietnamiti o filippini contro la Cina sono proibite dal PCV

Nonostante la persecuzione vissuta dai bloggers e i tentativi di censurare i contenuti online, Chris Brummitt dichiara che è attualmente complicato, per il governo vietnamita, riuscire a controllare efficacemente il comportamento dei netizen.

Facebook e altri siti di social network sono stati bloccati qui, ma il firewall dello stato è così debole che persino i bambini delle elementari riuscirebbero ad armeggiare con le impostazioni del computer per aggirare l'ostacolo. Il governo ha annunciato ban sui siti web, per poi vedere solamente il loro traffico salire alle stelle. Questa settimana i tre blogger sono stati condannati al carcere – uno di loro a dodici anni – ma molti altri continuano a portare avanti la loro causa

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