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Azerbaigian: Cyber-censura in atto? Arrestato un altro attivista

Oggi 12 marzo 2011 è la giornata internazionale contro la cyber-censura [en, come ogni altro link di questo articolo se non dove sia specificato diversamente], evento annuale organizzato dal 1998 da Reporters Sans Frontières, e dopo l'alternarsi di voci sul timore che in Azerbaigian il governo stesse tentando di screditare o reprimere l'utilizzo di Facebook, giunge notizia dell'arresto di un altro attivista, Bakhtiyar Hajiyev. La cosa si è saputa rapidamente attraverso Twitter ed è stata poi confermata  da un servizio in inglese di Radio Free Europe (RFE).

Hajiyev, 29 anni, laureato di Harvard ed x-candidato al parlamento, è uno degli organizzatori della campagna lanciata su Facebook per un giorno di manifestazioni contro il governo.

[...]

Sulla sua pagina Facebook Hajiyev ha pubblicato il seguente appello alla polizia a nome “di un gruppo di giovani azeri”:

“Alla luce degli eventi del mondo arabo, abbiamo capito che quando un popolo vuole la libertà, la ottiene. Vi invitiamo a stare dalla parte giusta della storia, a non usare la forza contro i vostri stessi concittadini, gente comune che lotta per costruire una società giusta, felice e libera in Azerbaigian”.

Hajiyev è stato arrestato all'inizio di questo anno e accusato di essersi sottratto al servizio militare. Sia lui che gli attivisti affermano che le accuse a suo carico avevano una motivazione politica.

Fra i  moderatori della pagina Facebook lanciata di recente per sollecitare in Azerbaïdjan iniziative di protesta simili a quelle egiziane, Hajiyev sembra essere l'unico a trovarsi in questa ex repubblica sovietica tanto ricca di petrolio.  Guarda il caso, alcuni gorni dopo, uno degli altri moderatori aveva detto alla redazione azera dell'emittente RFE [az] che se avesse aperto la pagina quando ancora viveva in Azerbaigian, probabilmente sarebbe stato arrestato.

Ipotesi che la carcerazione di Hajiyev sembra dunque confermare, andando ad aggiugersi all'arresto il mese scorso di un altro giovane attivista, Jabbar Savalan. Anche lui  aveva lanciato appelli sulla sua pagina Facebook per invocare manifestazioni a favore della democrazia, sul modello di quelle egiziane.

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