Tailandia/Cambogia: s'intensificano i venti di guerra al confine

Nella prima settimana di febbraio, la baruffa di confine tra Tailandia e Cambogia è andata intensificandosi [en, come gli altri link di questo articolo tranne ove diversamente segnalato]: i due Paesi si sono affrontati in uno scontro a fuoco che è costato la vita a diversi soldati di entrambi gli schieramenti e ha costretto l'evacuazione di alcuni villaggi. Entrambe le nazioni rivendicano la sovranità sullo storico tempio di Preah Vihear.

Mappa dal blog "Life in Rural Thailand"

thaicam descrive su Twitter la “stupidità della situazione”

RT @thaitvnews: due Paesi buddisti si affrontano per il controllo delle rovine di un tempio indù, cosa che mette ancor più in evidenza la stupidità della situazione

Michael ribatte: la baruffa non dipenderebbe, in realtà, dal controllo del tempio:

Naturalmente, il tempio non c'entra nulla. Ci sarebbero molti altri templi di cui occuparsi, prima di questo.

E’ una situazione di comodo che permette di controllare i pensieri della gente, e altrettanto comodamente ottenere il sostegno della popolazione per l'invio di armate forti e ben equipaggiate… quando soffiano venti di guerra, chi è impegnato a difendere la madrepatria ha bisogno di tutto sostegno possibile.

Tharum Bun ha spulciato le reazioni cambogiane dai blog e da Twitter. Ecco cosa scrive Albeiro Rodas:

Nella penisola di Indocina, l'Impero Khmer è un'entità politica riconosciuta da ben prima della della Tailandia: potremmo paragonare le due nazioni alla Grecia e all'Italia. La Cambogia c'era da prima, ed è impossibile negarlo. La Tailandia è stata ricavata su territorio cambogiano, e ha grandi debiti verso la sua storia e la sua cultura. Ciò non significa affatto che la Tailandia sia meno autentica, o vada considerata alla stregua di un invasore; però i tailandesi dovrebbero riconoscere il proprio debito, non per umiliarsi, ma per esprimere un affetto fraterno.

La Cambogia, in passato, ha sofferto molto, e ora può contare su uno spirito saldo. I leader tailandesi dovrebbero recuperare un po’ di lucidità, sospendere quest'aggressione e sedersi assieme ai propri fratelli khmer, perché tali sono, per costruire la pace e un progetto di sviluppo comune a entrambi i popoli.

Life in Rural Thailand spera che il conflitto finisca presto:

La situazione è disdicevole, dato che [la zona] è veramente stupenda, da visitare. Non amo andar per templi, ma riconosco che questo in particolare è qualcosa di eccezionale, data la sua posizione: si trova in cima a una rupe a 525 metri di altezza, e da là in cima è possibile ammirare una meravigliosa vista panoramica sulle piane cambogiane.

Il tempio in questione si trova a 45 chilometri di distanza dal nostro villaggio, e il conflitto, in passato, non aveva mai destato alcuna preoccupazione. Questa volta, però, pare che si spari anche più lontano dal tempio, cosa che fa preoccupare un po’ tutti.

Khon Kaen critica gli addetti al turismo tailandesi, i quali non sembrano essere preoccupati delle conseguenze che questa guerra di confine avrà sull'industria del turismo.

Questa battaglia di confine non è una qualche scaramuccia da seppellire a pagina 32 del giornale locale. Era nei titoli principali del telegiornale della Fox di ieri. E se il Governatore della TAT (Tourism Authority of Thailand) crede che nessuno abbia visto la notizia, o che nessuno reagirà negativamente, sarebbe meglio si facesse psicanalizzare.

Sono molti i lettori che ritengono che l'Asean [Association of Southeast Asian Nations] avrebbe dovuto agire da mediatore e risolvere la questione. Il concetto è ben espresso da Sacrava, che ha disegnato e pubblicato sul suo sito una vignetta:

Gli utenti twitter tailandesi stanno utilizzando gli hashtag #thaiborder e #thaikhmer per monitorare l'evolversi della situazione al confine. La pagina Facebook Thai & Khmer People who Want Peace [Tailandesi e Khmer per la pace] è stata creata da cittadini che rifiutano la guerra. Ecco qui di seguito un messaggio di Topza Aung:

I Governi cambogiano e tailandese dovrebbero vergognarsi, si sono fatti corrompere dall'avidità, dalla cupidigia e dalla sete di potere, e stanno cercando di cominciare una guerra.

Noi, popoli di questi due Paesi, non condividiamo la stessa idea. Siamo innocenti, e senza rendercene conto veniamo usati come fossimo strumenti per fomentare l'odio gli uni verso gli altri, perché i nostri Governi mentono e ci manipolano attraverso media e notiziari fasulli.

Ragazzi, ricordatevi sempre che qui si tratta di uno scontro fra politica cambogiana e tailandese, e non tra i popoli di questi due Paesi.

Simbolo della pace tra tailandesi e khmer

The Son of the Khmer Empire accusa il Primo Ministro tailandese Abhisit Vejjajiva di star manipolando la questione a beneficio della sua immagine politica:

La guerra di confine tra Cambogia e Tailandia non ha nulla a che vedere con la difesa della sovranità tailandese, quanto piuttosto con gli interessi politici di un gruppo di personaggi elitari, in particolar modo i democratici e i loro alleati. Questa guerra si fonda su alcuni auspici di Abhishit:

- apparire come uomo forte, e ottenere popolarità grazie alla guerra con la Cambogia.
– unificare il popolo tailandese per convincerlo a continuare a sostenere il suo debole Governo e vincere le prossime consultazioni di aprile; lo dimostra il fatto che recentemente il leader ha lanciato un appello al suo popolo affinché, in occasione del conflitto al confine, mettesse da parte le divergenze.

Lo stesso blogger accusa infine il Primo Ministro cambogiano Hun Sen di star manipolando l'episodio per rafforzare la propria leadership:

- La sua popolarità potrebbe giovarne
– La gente potrebbe dimenticarsi delle asperità economiche provocate dalla sua incompetenza,
– Avrà un motivo per acquistare ulteriori armi e chiedere ancora più stanziamenti per la sua armata personale,
– Spera di ottenere sempre più voti e restare aggrappato al potere per gli anni a venire.

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