Ucraina: Attivismo dal basso

Il 12 maggio scorso il Los Angeles Times ha pubblicato un'indagine sul tema dell'abusivismo edilizio a Kiev, “un'epidemia” che oltre a produrre grandi danni in città va anche generando numerose proteste “dal basso”. Uno degli attivisti intervistati per il reportage è Artem Chapaye, conosciuto su Live Journal come chapeye:

[…] Come molti altri, Chapeye prese parte alle dimostrazioni di piazza del 2004 che catturarono l'attenzione internazionale e spinsero al potere il Presidente Viktor Yushchenko. Ora, insieme ad altri amici fa tesoro di quell'esperienza, con l'aiuto di internet, per tenere manifestazioni contro l'affarismo di quelle persone che loro stessi aiutarono a salire al potere.
“È proprio lo Stato che sta distruggendo la città, così dobbiamo combattere con le nostre stesse mani,” ha sostenuto Chapeye. “I bulldozer arrivano e noi combattiamo.” […]

Chapaye ha ripubblicato l'articolo del LA Times sul suo blog, aggiungendo un commento sarcastico [ukr]:

Sì sì sì…. Questi maledetti attivisti stanno rovinando la reputazione internazionale dell'Ucraina.

Si tratta ovviamente di una esagerazione. L'mmagine dell'Ucraina agli occhi della comunità internazionale, potenziata nel 2004 dalla Rivoluzione Arancione, rimane in gran parte intatta, visto che i media occidentali difficilmente portano alla ribalta questioni strettamente interne, come la veemente opposizione all'abusivismo edilizio che sta avendo luogo a Kiev – anche se, secondo Chapaye, “tutti i giornalisti stranieri sono perfettamente a conoscenza di quanto sta accadendo.”

Ciò nonostante, la pubblicazione dell'articolo da parte del LA Times è una vittoria per gli attivisti, così come il riflesso della stanchezza di tanti ucraini per una cultura di assoluto disprezzo delle leggi che va coinvolgendo un numero sempre maggiore di cittadini in azioni di attivismo dal basso.

Una delle ultime manifestazioni – Velonayizd (”L'Attacco delle Biciclette”) – si è svolta a Kiev il 21 giugno, quando quasi 500 ciclisti, motociclisti e pedoni si sono radunati di fronte al quartier generale della Polizia Municipale per una manifestazione in pieno stile Critical Mass, spinti dalle recenti morti di almeno due ciclisti e dall'incapacità delle autorità di trovarne i colpevoli.

Bicycle Attack
Velonayizd (”Bicycle Attack”), Kiev, 21 Giugno 2008 – foto di Alex Kleimenov

Il 7 giugno, Anatoly Perepadya, un importante traduttore letterario ucraino, è stato investito da una macchina mentre si stava dirigendo alla Writers’ Union a Kiev; è morto in ospedale due giorni dopo. Nato nel 1935, Perepadya era estremamente stimato per le sue traduzioni di Marcel Proust, Albert Camus, Francesco Petrarca, François Rabelais, Michel de Montaigne, Antoine de Saint Exupéry e molti altri. Un appassionato ciclista, in una delle sue interviste (RUS) Perepadya descrisse la bicicletta come una specie di ufficio alternativo:

Ogni giorno mi mettevo a tradurre due sonetti [di Petrarca]. […] Quando non riuscivo a trovare l'ispirazione, saltavo sulla bici e me ne andavo in giro per un bel po’ di tempo, così la traduzione iniziava a prendere forma nella mia mente.

L'utente di LJ dnistrovyj ha pubblicato una nota [ukr] sulla morte di Perepadya nelle community di LJliteratura_ua, e questo uno dei commenti (UKR) inseriti:

terrykoo:
A giudicare dalle statistiche e dalle notizie sugli incidenti stradali gravi, ciò che sta avvenendo nelle strade ucraine in questi giorni è un vero e proprio incubo! Non so nulla sulle circostanze dell'incidente di Anatoly Perepadya, ma bisogna incaricare un'autorità di alto livello non solo di “controllare” le indagini ma anche capace di assicurare un qualche risultato concreto; altrimenti, toccherà noi organizzarci e ottenere giustizia!.. Perché se non lo facessimo, la nostra cultura “giovane” non potrà mai diventare adulta…

Il 9 giugno Oleksiy (Alesha) Bashkirtsev – utente LiveJournal alesha-kiev, musicista e artista di 22 anni di Kiev – viene ucciso da un automobilista ventenne ubriaco.

Il testo seguente [rus] scritto dall'utente di LJ arizona_, sulla tragedia e sulla reazione assolutamente inadeguata della polizia, è stato ripubblicato da molti blogger e siti online, entrando nei primi 30 articoli del portale Yandex Blogs :

[…] Mentre la gente va riprendendosi dallo shock e danno l'addio [ad Alesha], l'uomo che ha causato la tragedia le sta provando tutte per sfuggire alla giustizia.
[…]
La tragedia ha avuto luogo nei pressi della stazione della metropolitana di Lukyanivska, vicino al negozio “Sekunda”. [Alesha] stava guidando la sua bicicletta ed è stato investito da uno che guidava completamente ubriaco. Fedor, l'amico di [Alesha] che procedeva accanto a lui, ha visto tutto. Racconta di aver sentito lo stridere delle ruote provenire da dietro e, quando si è girato, ha visto una macchina piombare a piena velocità contro di loro. Andava molto veloce [quando ha investito Alesha].
[…]
L'ambulanza è arrivata dopo 20 minuti.
[Alesha] è rimato cosciente per un po’ dopo essere stato investito, in evidente stato di shock. L'automobilista – Khomutovsky Stanislav Olegovych, nato nel 1988 – è saltato fuori dalla macchina ed ha cominciato ad urlare che qualcuno l'avrebbe ucciso per aver rovinato l'automobile. Secondo i testimoni, era completamente ubriaco. Non si è mai avvicinato alla vittima dell'incidente.
L'ambulanza ha portato [Alesha] all'ospedale distrettuale di Pechersk, dove è morto alcune ore dopo.
Anche l'autista dell'automobile è stato portato via dall'ambulanza perché sembrava avesse un trauma cranico. In queste circostanze, solitamente viene fatto obbligatoriamente un esame del sangue in ospedale. È noto che all'autista sia stato consegnata un'ingiunzione che gli imponeva di sottoporsi agli esami del sangue, ma ovviamente, non li ha mai fatti. Così NON ESISTE alcuna certificato medico a comprovare lo stato di ebbrezza dell'autista fosse ubriaco.
[…]
L'autista è stato trattenuto in fermo giudiziario per tre giorni e, in base alle decisione del procuratore, poi è stato lasciato libero su cauzione. Gli investigatori l'avrebbero trattenuto più a lungo, ma hanno ricevuto l'ordine dal procuratore di lasciarlo andare fino a quando non fossero state raccolte ulteriori prove.
Inoltre, secondo gli inquirenti, le indagini si protrarranno per due mesi. E una volta raccolti i risultati definitivi, verrà decisa la data del processo.
Due mesi è un lasso di tempo sufficiente per provare l'innocenza di colui che era al volante e, ancora di più, per dimostrare che è egli stesso una vittima. Sapendo come funziona il sistema, non occorre certo spiegare perché sia così semplice, vero?
[…]

Dalla traduzione di cui sopra è stata omessa la citazione di un video ripreso sul luogo dell'incidente, reso pubblico successivamente. Fra l'altro, il video mostra anche l'autista della BMW che ha ucciso Alesha Bashkirtsev. Come molti altri blogger ucraini, Taras di Ukrainiana lo ha inserito nel suo blog, integrandolo con una traduzione della trascrizione:

Tra i commenti, Taras parla di alcuni incidenti automobilistici mortali i cui colpevoli sono rimasti impuniti. Una delle ovvie conclusioni è:

[…] Andare in bicicletta dove la gente che guida automobili di lusso può uccidere e rimane impunita, è un fatto estremamente pericoloso. […]

Ma questa relativa impunibilità da parte di alcuni suscita le proteste di altra gente.

Victor Zagreba (conosciuto su LJ come viktoza) ha scritto [rus] su Bicycle Blog, blog in russo esterno a LiveJournal:

[…] Tutto questo sta forzando i residenti di Kiev a… no, non a tirar fuori le pistole (non ancora, almeno) ma a partecipare a manifestazioni di protesta. […] A partire da questo sabato [21 Giugno], abbiamo i mente di scendere in piazza con cadenze regolare, ogni settimana o due. Fino alla vittoria definitiva. […]

Questi infine i link ai reportage fotografici della manifestazione svoltasi a Kiev il 21 giugno scorso:

- L'utente LJ andriyko (20 photos)

- L'utente LJ my-soul-rebel (14 photos)

- L'utente LJ eagle_x (7 photos)

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