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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Valentina Gazzola</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Global Voices in Italiano &#187; Valentina Gazzola</title>
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		<title>Bahrain: anni di galera ai medici che hanno curato gli attivisti in piazza</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 20:06:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Gazzola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arabo]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo diversi mesi di detenzione e uno sciopero della fame, alcuni medici locali sono stati condannati a diversi anni di carcere -- qualcuno addirittura a 15 anni. Le loro colpe? Aver curato i feriti durante le manifestazioni di protesta e aver denunciato gli orrori della repressione imposta dal regime.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo mesi di detenzione e uno <a title="Post su GV in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2011/09/08/bahrain-medical-staff-released-after-hunger-strike/">sciopero della fame</a> [en, <em>come tutti gli altri link, eccetto ove diversamente specificato</em>], il mese scorso, i medici locali che avevano curato i feriti durante le manifestazioni e denunciato gli orrori della repressione del regime, erano stati rilasciati su cauzione, in attesa del processo. Ma, alcuni giorni fa, è arrivata una notizia scioccante: la corte ha condannato i medici dai 5 ai 15 anni di carcere accusandoli di diversi crimini tra i quali minaccia dell’ordine pubblico, possesso di armi, occupazone del maggiore ospedale del Paese (il Salmaniya Medical Complex) e molte altre false accuse che il regime e il suo apparato mediatico hanno elaborato sin dall’inizio delle proteste in Bahrain, il 14 febbraio 2011.</p>
<p>I medici, arrestati e torturati per essere stati testimoni delle atrocità del regime nei confronti dei manifestanti, avevano portato la loro lotta su internet, rivolgendosi ai media internazionali e alle organizzazioni dei diritti umani tramite Twitter, e raccontando online la loro versione dei fatti.</p>
<div id="attachment_258513" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><a href="http://yfrog.com/nxtosshj"><img class="size-medium wp-image-258513   " title="Un invito online per un sit-in tenutosi martedì pomeriggio in appoggio ai medici del Bahrein " src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/10/bh-medics-375x264.jpg" alt="Un invito online per un sit-in tenutosi martedì pomeriggio in appoggio ai medici del Bahrein " width="375" height="264" /></a><p class="wp-caption-text">Un invito online per un sit-in in appoggio ai medici incriminati</p></div>
<p>Tra i dottori incriminati, c’è la Dottoressa Nada Dhaif (<a title="Commenti su twitter in inglese e in arabo" href="http://twitter.com/#!/NadaDhaif">@NadaDhaif</a> [en, ar]) che è stata abbastanza coraggiosa da raccontare la sua esperienza in carcere e da mandare una video-lettera al mondo tramite Amnesty International e la BBC. Condannata a 15 anni di carcere, in una recente intervista Dhaif ha accusato un membro della famiglia regnante, Nourah Al-Khalifa, di averla torturata e apostrofata “Scrofa sciita”.</p>
<p>Dhaif ha creato una clinica improvvisata per curare i feriti durante le manifestazioni nella Giostra della Perla (o Lulu), l’epicentro delle proteste. In uno dei suoi tweet scrive:</p>
<blockquote><p><a title="Status su twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/NadaDhaif/status/120245882854711297">@NadaDhaif</a> : secondo il portavoce governativo, nessuno può considerarsi al di sopra della legge, inclusa la famiglia reale. Un membro della famiglia reale è stato uno dei miei aguzzini.</p></blockquote>
<p>Un altro medico condannato a 15 anni è il Dott. Ghassan Dhaif (<a title="profilo twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/ghassandhaif">@ghassandhaif</a>), mentre la moglie, Zahra Al-Sammak (<a title="profilo twitter in arabo" href="http://twitter.com/#!/zahrasammak">@Zahrasammak</a> [ar]), ha avuto 5 anni di carcere. La coppia ha 3 figli e ha pubblicato su Twitter alcuni racconti sulla traumatica esperienza vissuta.</p>
<p>La loro situazione ha scioccato parecchi, dato che ora che i figli della coppia dovranno vivere per un lungo periodo senza i genitori, colpevoli solo di aver esercitato la loro professione cercando di salvare la vita dei manifestanti feriti. Il marito rilancia su Twitter la reazione dei figli:</p>
<blockquote><p><a title="status su twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/ghassandhaif/status/120568948910600192">@ghassandhaif</a> : I miei figli hanno chiesto: Papà, tu andrai in prigione per 15 anni e la mamma per 5 anni dopo tutto quello che avete fatto per salvare delle vite? Sono scoppiato a piangere.</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="status su twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/ghassandhaif/status/120569629595803648">@ghassandhaif</a> : I miei figli mi hanno detto: Papà, siamo fieri di te e della mamma perché entrambi avete amato la gente e la gente vi ha amato. Vi aspetteremo.</p></blockquote>
<div id="attachment_258596" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.demotix.com/photo/720402/protesters-stand-solidarity-bahrain-doctors-manama"><img class="size-medium wp-image-258596   " title="Un attivista vestito da medico in supporto ai dottori arrestati per aver curato dei manifestanti feriti in Bahrein" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/10/Bahrain-protest-doctors-375x275.jpg" alt="Un attivista vestito da medico in supporto ai dottori arrestati per aver curato dei manifestanti feriti in Bahrein" width="300" height="220" /></a><p class="wp-caption-text">Un attivista vestito da medico in supporto ai dottori arrestati. </p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Dott.ssa Al-Sammak (<a title="profilo twitter in arabo" href="http://twitter.com/#!/zahrasammak">@Zahrasammak</a> [ar]) diffonde via Twitter alcune testimonianze del periodo passato in carcere:</p>
<blockquote><p>لقد عالجنا المرضى بكل مهنية وعدم انحيازلذلك قبض علينا وزج بنا في السجن وتعرضنا لأبشع أنواع التعذيب لكي نوقع على إعترافات على أشياءلم نقترفها</p></blockquote>
<div class="translation"><a title="status su twitter in arabo" href="http://twitter.com/#!/zahrasammak/status/120002042629603328">@Zahrasammak</a> [ar]: Abbiamo trattato i pazienti in maniera professionale, senza prendere le parti di nessuno ed è per questo che siamo stati arrestati, messi in carcere e torturati brutalmente, costringendoci a firmare delle confessioni per azioni che non abbiamo mai commesso.</div>
<p>Il Dott. Ali Alekri (<a title="profilo twitter in arabo" href="http://twitter.com/#!/DrAlekri/">@DrAlekri</a> [ar]), anch’esso condannato a 15 anni di carcere, non pubblica spesso commenti personali su Twitter, però aggiorna continuamente il suo profilo ripubblicando le ultime notizie. Il Dott. Alekri è diventato famoso per il <a title="video su youtube in arabo" href="http://www.youtube.com/watch?v=4EIyvosKWS8">video</a> [ar] in cui si vede lui che scoppia in lacrime al Salmaniya Medical Complex dopo aver visto tutti quei feriti e dopo che l’ospedale era stato invaso dalla polizia.</p>
<p>Alcuni giorni fa, il Dott. Alekri aveva scritto:</p>
<blockquote><p>أسواء ما يحز في نفسي من تلك التهم اننا منعنا العلاج عن إخواننا من الطاءفة السنية وان من أحبائي من المرضى من صدق مثل تلك الأكاذيب</p></blockquote>
<div class="translation">
<p><a title="status su twitter in arabo" href="http://twitter.com/#!/DrAlekri/status/119524266281676800">@DrAlekri</a> [ar] : Quello che mi ferisce di più è il fatto di essere stati accusati di aver rifiutato di curare i nostri fratelli sunniti. Sfortunatamente, alcuni dei miei cari pazienti hanno creduto a queste menzogne.</p>
</div>
<p>Un account Twitter (<a title="profilo twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/Freedom4BahDrs">@Freedom4BahDrs</a>) continua ad aggiornare sulla situazione specifica. Queste alcune frasi tratte da interviste e testimonianze dei medici stessi:</p>
<blockquote><p><a title="status twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/Freedom4BahDrs/status/121174855122034688">@Freedom4BahDrs</a> : Medici condannati in Bahrein: ci hanno proibito di chiamare o incontrare le nostre famiglie. Li abbiamo incontrati solo dopo 3 mesi, in una brutta circostanza.</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="status twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/Freedom4BahDrs/status/121173956186218497">@Freedom4BahDrs</a> : Medici condannati in Bahrein: non ci hanno consentito di lavarci e cambiarci i vestiti per 19 giorni e ormai puzzavamo.</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="status twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/Freedom4BahDrs/status/121173812061540353">@Freedom4BahDrs</a> : Medici condannati in Bahrein: ci hanno impedito di dormire e ci hanno obbligato a restare in piedi per 24 ore, eccetto alcuni minuti per mangiare.</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="status twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/Freedom4BahDrs/status/121173742830366721">@Freedom4BahDrs</a> : Medici condannati in Bahrein: siamo stati torturati fisicamente, psicologicamente e hanno minacciato di violentarci. Siamo stati insultati per le nostre credenze religiose.</p></blockquote>
<blockquote><p><a title="status twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/Freedom4BahDrs/status/121173589046206464">@Freedom4BahDrs</a> : Medici condannati in Bahrein: Hanno deliberatamente distrutto parte delle nostre case, ci hanno insultato e picchiato di fronte alle nostre famiglie.</p></blockquote>
<p>Il processo e le sentenze nei confronti dei medici hanno attivato un&#39;ondata di proteste sia a livello nazionale che internazionale, specialmente perché questi dottori vantano numerosi anni di esperienza e sono rispettati dai propri pazienti e colleghi.</p>
<p><a title="profilo twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/Anarchist74">@Anarchist74</a> commenta:</p>
<blockquote><p><a title="status su twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/Anarchist74/status/119489957109833728">@Anarchist74</a> : avete ucciso e torturato. Avete utilizzato eserciti stranieri. Avete arrestato e torturato medici. Avete espulso studenti. Cosa avete in serbo ancora?</p></blockquote>
<p><a title="profilo twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/in_bahrain">@in_bahrain</a> pubblica un triste commento dopo la sentenza della corte:</p>
<blockquote><p><a title="status su twitter in inglese" href="http://twitter.com/#!/in_bahrain/status/119055064533970945">@in_bahrain</a> : I migliori dottori, insegnanti, attivisti per i diritti umani, imprenditori e anche dei giocatori di pallamano sono in carcere! Chi è rimasto ancora libero?</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/mona-kareem/' title='elenca tutti gli articoli di Mona Kareem'>Mona Kareem</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/valentina-gazzola/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Valentina Gazzola'>Valentina Gazzola</a></span></span> 
 &middot; <span class='source-link'><a href='http://globalvoicesonline.org/2011/10/05/bahrain-15-year-jail-sentences-for-medics-who-treated-protesters/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a></span> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/10/bahrain-anni-di-galera-ai-medici-che-hanno-curato-gli-attivisti-in-piazza/#comments" title="commenti">commenti (1) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F10%2Fbahrain-anni-di-galera-ai-medici-che-hanno-curato-gli-attivisti-in-piazza%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F10%2Fbahrain-anni-di-galera-ai-medici-che-hanno-curato-gli-attivisti-in-piazza%2F&#038;text=Bahrain%3A+anni+di+galera+ai+medici+che+hanno+curato+gli+attivisti+in+piazza&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F10%2Fbahrain-anni-di-galera-ai-medici-che-hanno-curato-gli-attivisti-in-piazza%2F&#038;title=Bahrain%3A+anni+di+galera+ai+medici+che+hanno+curato+gli+attivisti+in+piazza' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F10%2Fbahrain-anni-di-galera-ai-medici-che-hanno-curato-gli-attivisti-in-piazza%2F&#038;title=Bahrain%3A+anni+di+galera+ai+medici+che+hanno+curato+gli+attivisti+in+piazza' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F10%2Fbahrain-anni-di-galera-ai-medici-che-hanno-curato-gli-attivisti-in-piazza%2F&#038;title=Bahrain%3A+anni+di+galera+ai+medici+che+hanno+curato+gli+attivisti+in+piazza' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F10%2Fbahrain-anni-di-galera-ai-medici-che-hanno-curato-gli-attivisti-in-piazza%2F&#038;title=Bahrain%3A+anni+di+galera+ai+medici+che+hanno+curato+gli+attivisti+in+piazza' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Myanmar: il Governo sospende progetto per diga idroelettrica</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2011/10/myanmar-il-governo-sospende-progetto-per-diga-idroelettrica/</link>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 15:13:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Gazzola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il governo del Myanmar ha sorpreso tutti annunciando, in risposta alle petizioni pubbliche e alle proteste popolari, lo stop a un controverso progetto per la costruzione di una diga in collaborazione con la Cina. Ma questa decisione può davvero essere letta come un cambiamento della situazione birmana?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il controverso progetto per la costruzione di una diga idroelettrica sul fiume Ayeyarwaddy, nel nord del Myanmar, è stato sospeso dal Governo. Il Presidente Thein Sein ha inviato una <a title="Post originale in inglese" href="http://eversion.news-eleven.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1486:myanmar-president-suspends-myitsone-hydropower-project-&amp;catid=43:biweekly-eleven-eversion&amp;Itemid=110">lettera</a> [en] al Parlamento con cui si comunica che il progetto della diga verrà sospeso per ragioni di interesse pubblico. Il progetto faceva parte degli investimenti cinesi per le infrastrutture in Myanmar. Lo scopo era di esportare in Cina l’energia prodotta da questo impianto.</p>
<p>Lo scorso mese, il ministro dell’Energia Elettrica Zaw Min aveva riferito ai giornalisti che il Governo non avrebbe sospeso il progetto nonostante le obiezioni mosse da alcuni gruppi. Ma alcune iniziative pubbliche, come la firma di petizioni, i workshop e le conferenze comunitarie, hanno obbligato il governo a bloccare la costruzione della diga, che si era intensificata negli ultimi giorni. Anche le compagnie dei media e alcune famose personalità hanno dato eco alle ragioni della popolazione che chiedeva al Presidente di cancellare il programma.</p>
<p>In Myanmar, gli utenti della Rete hanno espresso il loro sostegno alla decisione del Governo. Sulle pagine di <em>Eleven Media Group</em>, una nota agenzia locale, l&#39;utente HeinHlyan528 <a title="Commento in birmano" href="http://www.11-media.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=10336:2011-09-30-05-45-52&amp;catid=42:2009-11-10-07-36-59&amp;Itemid=112">ha commentato</a> [my, <em>come tutti gli altri link, eccetto ove diversamente specificato</em>]:</p>
<blockquote><p>Innanzitutto, vorrei ringraziare il Presidente che ha posticipato il progetto della diga. Chiunque si interessi alle vicende del Myanmar può comprendere come sia stato difficile prendere una decisione simile. Ringrazio di cuore il Presidente per aver preso una così coraggiosa decisione venendo incontro al volere della popolazione e nonostante il suo impatto a lungo termine sui fabbisogni energetici della Cina, la quale protegge il Myanmar nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU. [E nonostante] le ripercussioni a livello legale per aver violato il contratto che era già stato firmato. È stato un atto di portata storica. Io, come cittadino del Myanmar, vorrei sapere come la nostra cara Cina risponderà a questa azione.</p></blockquote>
<p>Un altro utente, babymilo, commenta:</p>
<blockquote><p>[Nel percorso che va] dal rinvio alla demolizione, dobbiamo ancora marciare insieme</p></blockquote>
<p><em>Eleven Media</em> ha raccolto le reazioni del pubblico. Una signora di 60 anni di Myitkyina ha espresso il suo sollievo riguardo la cancellazione del progetto:</p>
<blockquote><p>Davvero il governo l’ha rinviato? Sono così felice. Non è necessario spiegare come fossi preoccupata riguardo la costruzione della diga. Non solo io, ma tutta la città, tutto il Paese. Quel programma avrebbe distrutto la natura. Tutti ne avremmo subito le conseguenze negative. Sono così felice per questa notizia.</p></blockquote>
<p><center>
<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_258519" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.flickr.com/photos/dayapragm/4352493577/sizes/m/in/photostream/"><img class="size-full wp-image-258519" title="Il fiume Ayeyarwaddy, Myanmar. Foto di DamienHR, ripresa da Flickr con licenza CC Attribution-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-SA 2.0)" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/10/myanmar-river.jpg" alt="Il fiume Ayeyarwaddy, Myanmar. Foto di DamienHR, ripresa da Flickr con licenza CC Attribution-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-SA 2.0)" width="500" height="333" /></a></dt>
</dl>
</div>
<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_258519" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px;">
<dd class="wp-caption-dd">Il fiume Ayeyarwaddy, Myanmar. Foto di DamienHR, ripresa da Flickr con licenza CC Attribution-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-SA 2.0)</dd>
</dl>
</div>
<p>&nbsp;<br />
</center><br />
Nel frattempo, NayOoPeople ha pubblicato un commento sulla pagina Facebook del <a title="Commento su Facebook in birmano" href="http://www.facebook.com/thevoiceweekly">Voice Weekly</a>, un altro popolare quotidiano del Myanmar.</p>
<blockquote><p>Evviva!!!! Questo è l’inizio di un processo che porterà alla costruzione di un rapporto di fiducia tra DASSK, i cittadini birmani, i gruppi etnici e il presente governo.</p></blockquote>
<p>Ma non tutti i cittadini credono al fatto che la sospensione della costruzione della diga sia il segno di un cambiamento nel Paese. Un utente anonimo ha pubblicato questo commento sul blog di <a title="Commento sul blog di Irrawaddy News in birmano" href="http://www.irrawaddyblog.com/2011/09/blog-post_1387.html">Irrawaddy News</a>:</p>
<blockquote><p>Ora possono autoproclamarsi come Governo del popolo. Ma [i membri del governo] non hanno chiarito se la costruzione sia stata bloccata per sempre. Ne trarranno comunque profitto. Anche se non potrebbero, dovranno aspettare solo cinque anni. Non è possibile sostenere che sia stato fatto per la gente. Non si può dire nemmeno che la situazione in Myanmar sia cambiata.</p></blockquote>
<p>Anche Tint Kyaw Naing mette in guardia dal cantare vittoria troppo presto:</p>
<blockquote><p>Questo significa che se non fosse proseguito sotto un regime democratico, sarebbe stato portato a termine sotto il governo militare in futuro? Se è così, [il progetto] deve continuare!</p></blockquote>
<p><a title="Sito dell'Irrawaddy news in inglese" href="http://irrawaddy.org/">Irrawaddy News</a> [en] ha anche accennato al fatto che l’icona globale della democrazia Aung San Suu Kyi ha accolto favorevolmente la decisione del Presidente durante un incontro con il Ministro Aung Kyi.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/mydaydream/' title='elenca tutti gli articoli di mydaydream'>mydaydream</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/valentina-gazzola/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Valentina Gazzola'>Valentina Gazzola</a></span></span> 
 &middot; <span class='source-link'><a href='http://globalvoicesonline.org/2011/10/05/myanmar-president-suspends-dam-project/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a></span> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/10/myanmar-il-governo-sospende-progetto-per-diga-idroelettrica/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F10%2Fmyanmar-il-governo-sospende-progetto-per-diga-idroelettrica%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F10%2Fmyanmar-il-governo-sospende-progetto-per-diga-idroelettrica%2F&#038;text=Myanmar%3A+il+Governo+sospende+progetto+per+diga+idroelettrica&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F10%2Fmyanmar-il-governo-sospende-progetto-per-diga-idroelettrica%2F&#038;title=Myanmar%3A+il+Governo+sospende+progetto+per+diga+idroelettrica' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F10%2Fmyanmar-il-governo-sospende-progetto-per-diga-idroelettrica%2F&#038;title=Myanmar%3A+il+Governo+sospende+progetto+per+diga+idroelettrica' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F10%2Fmyanmar-il-governo-sospende-progetto-per-diga-idroelettrica%2F&#038;title=Myanmar%3A+il+Governo+sospende+progetto+per+diga+idroelettrica' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F10%2Fmyanmar-il-governo-sospende-progetto-per-diga-idroelettrica%2F&#038;title=Myanmar%3A+il+Governo+sospende+progetto+per+diga+idroelettrica' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
</p>]]></content:encoded>
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		<title>Stati Uniti: &#8220;Occupiamo Wall Street&#8221;, è indignazione anche a New York</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2011/09/stati-uniti-occupiamo-wall-street-e-indignazione-anche-a-new-york/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2011/09/stati-uniti-occupiamo-wall-street-e-indignazione-anche-a-new-york/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 15:15:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Gazzola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Economia & Business]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Governance]]></category>
		<category><![CDATA[Nord America]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Protesta]]></category>
		<category><![CDATA[Spagnolo]]></category>
		<category><![CDATA[U.S.A.]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli <em>indignados</em> newyorchesi hanno dato vita al movimento "Occupiamo Wall Street": dal 17 settembre centinaia di giovani stanno occupando il cuore del maggiore distretto finanziario mondiale e ci si aspetta che nei prossimi mesi altre persone si uniranno alla protesta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel cuore del distretto finanziario di New York, il gruppo <a title="Pagina in inglese" href="http://www.adbusters.org/blogs/adbusters-blog/occupywallstreet.html">Occupy Wall Street</a> [en, <em>come gli altri link eccetto ove diversamente specificato</em>] (<a title="Account twitter di occupy wall street in inglese" href="https://twitter.com/#!/search/occupywallstreet">#occupywallstreet</a> su Twitter) ha organizzato una protesta pacifica con il supporto della rivista canadese <a title="Pagina in inglese" href="http://www.adbusters.org/blogs/adbusters-blog/occupywallstreet.html">AdBusters</a> e il gruppo di hacker Anonymous.</p>
<p>Ispirati dalle manifestazioni avvenute in varie città dei Paesi arabi e in Europa, questi giovani hanno voluto dimostrare la loro insoddisfazione nei confronti del modo in cui, secondo loro, Wall Street ha retto i fili dell’economia statunitense, trasformando quest’ultima in una “multinazional-crazia” e creando milioni di disoccupati. Lo scorso 17 settembre, il gruppo ha occupato Zuccotti Park con delle tende e si prevede che nei prossimi mesi altre persone si uniranno alla protesta.</p>
<div id="attachment_86998" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a rel="attachment wp-att-86998" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=86998"><img class="size-full wp-image-86998   " title="Manifesto del movimento." src="http://es.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/09/Wall-Street-text.jpg" alt="Manifesto del movimento." width="400" height="438" /></a><p class="wp-caption-text">Manifesto del movimento.</p></div>
<p>Nel parco si possono incontrare musicisti, uno staff medico, una biblioteca improvvisata e una squadra tecnica armata di computer e altri dispositivi. I manifestanti hanno anche creato dei poster con ritagli di cartone attraverso i quali esprimono le loro idee contro il capitalismo, così come il loro rifiuto nei confronti dell’esecuzione di <a title="Post su GV in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/09/commenti-e-riflessioni-via-twitter-dopo-lesecuzione-di-troy-davis/">Troy Davis</a> [it]. I manifestanti sono uniti dallo slogan “Siamo il 99% che non potrà mai sopportare l’avarizia e la corruzione dell’1%”.</p>
<div id="attachment_87030" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a rel="attachment wp-att-87030" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=87030"><img class="size-full wp-image-87030   " title="Foto di Sofía Gallisá. Ripresa su sua autorizzazione" src="http://es.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/09/6174553372_c121b1be30.jpg" alt="Foto di Sofía Gallisá. Ripresa su sua autorizzazione" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Sofía Gallisá. Ripresa su sua autorizzazione</p></div>
<div id="attachment_87028" class="wp-caption aligncenter" style="width: 343px"><a rel="attachment wp-att-87028" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=87028"><img class="size-full wp-image-87028    " title="Un cartello mostra le risorse on line per accedere alle informazioni. Foto di Sofía Gallisá. Ripresa su sua autorizzazione" src="http://es.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/09/6174030965_cec3fa9742.jpg" alt="Un cartello mostra le risorse on line per accedere alle informazioni. Foto di Sofía Gallisá. Ripresa su sua autorizzazione" width="333" height="500" /></a><p class="wp-caption-text">Un cartello mostra le risorse on line per accedere alle informazioni. Foto di Sofía Gallisá. Ripresa su sua autorizzazione</p></div>
<div id="attachment_87029" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a rel="attachment wp-att-87029" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=87029"><img class="size-full wp-image-87029   " title="Foto di Sofía Gallisá. Ripresa su sua autorizzazione" src="http://es.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/09/6174036181_871c92331c.jpg" alt="Foto di Sofía Gallisá. Ripresa su sua autorizzazione" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Sofía Gallisá. Ripresa su sua autorizzazione</p></div>
<div id="attachment_87032" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a rel="attachment wp-att-87032" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=87032"><img class="size-full wp-image-87032   " title="Foto di Sofía Gallisá. Ripresa su sua autorizzazione" src="http://es.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/09/6174566516_67eb1ecab51.jpg" alt="Foto di Sofía Gallisá. Ripresa su sua autorizzazione" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Sofía Gallisá. Ripresa su sua autorizzazione</p></div>
<p>Nonostante le proteste siano state portate avanti senza creare disturbo, non sono mancati gli arresti: secondo notizie recenti, sabato 24 settembre si sono verificati <a title="Post NYTimes in inglese" href="http://cityroom.blogs.nytimes.com/2011/09/24/80-arrested-as-financial-district-protest-moves-north/">circa 80 arresti</a> dovuti soprattutto a “problemi di ordine pubblico” da parte di “individui che bloccavano il traffico pedonale e la circolazione dei veicoli”, oltre a resistenza all’arresto e intralcio all’amministrazione governativa. Senza dubbio gli arresti non sono riusciti ad impedire che la protesta si diffondesse in altre parti della città come Union Square o Manhattan. Nonostante i media tradizionali non abbiano offerto una copertura sufficiente sulla manifestazione, le informazioni sono state diffuse tramite i social network (Twitter, Facebook, YouTube, Vimeo, Flickr).</p>
<p>Alcune personalità a livello nazionale, come il professore e filosofo Cornel West (<a title="Status su twitter in inglese" href="http://twitter.com/#%21/CornelWest/status/117683476953706496">@CornelWest</a>) hanno dimostrato il loro appoggio alla manifestazione attraverso Twitter:</p>
<blockquote><p>Coraggio gente. La disobbedienza civile è parte integrante del processo democratico americano. <a title="Commenti su twitter in inglese" href="http://twitter.com/#%21/search?q=%23OccupyWallStreet"><strong>OccupyWallStreet</strong></a> <a title="Post e video in inglese" href="http://ow.ly/6DNj1">http://ow.ly/6DNj1</a></p></blockquote>
<p>Anche Van Jones (<a title="Status su twitter in inglese" href="http://twitter.com/#%21/VanJones68/status/117723550672109568">@VanJones68</a>), un importante attivista statunitense, ha espresso la sua solidarietà ai manifestanti e ha criticato l’azione della polizia:</p>
<blockquote><p>Queste persone di Occupy Wall Street meritano il nostro appoggio. Ma la polizia di New York? Che succede? Guardate il video! <a title="Video in inglese" href="http://t.co/3W8xa4wi">http://livestre.am/PlNN</a> via <a title="Profilo twitter in inglese" href="http://twitter.com/#%21/livestream">@<strong>livestream</strong></a></p></blockquote>
<p>Altri utenti di Twitter come Michele Catalano (<a title="Status su twitter in english" href="http://twitter.com/#%21/inthefade/status/115136356145041408">@inthefade</a>) ritengono che la protesta sia contradditoria:</p>
<blockquote><p>È così dolce vedere come i ragazzini di Occupy Wall Street stiano pubblicando messaggi su Twitter dai loro iPhone e Android. COMBATTETE IL POTERE.</p></blockquote>
<p>Tra gli altri, anche Ricardo (<a title="Status su twitter in spagnolo" href="http://twitter.com/#%21/jrickymayo/status/117870634029158400">@jrickymayo</a> [es]) ha trovato una contraddizione negli eventi della notte del 24 settembre:</p>
<blockquote><p>y esto pasa en el pais mas [sic] libre Al menos 80 detenidos en Nueva York durante las protestas para &#8216;ocupar&#39; Wall Street <a title="Post in spagnolo" href="http://www.20minutos.es/noticia/1168359/0/policia-nueva-york/detenidos/occupy-wall-street/">http://bit.ly/onHB4C</a> [es]</p></blockquote>
<div class="translation">e questo succede nel paese più [sic] libero. Almeno 80 i detenuti a New York durante le manifestazioni per “occupare” Wall Street<br />
<a title="Post in spagnolo" href="http://www.20minutos.es/noticia/1168359/0/policia-nueva-york/detenidos/occupy-wall-street/">http://bit.ly/onHB4C</a> [es]</div>
<p>Qui di seguito un video di “Occupy Wall Street” dove si vede chiaramente come i manifestanti si stringono in cordone per far fronte ad un pesante intervento delle forze dell’ordine:</p>
<div class="Video da Vimeo" style="text-align: center;"><iframe src="http://player.vimeo.com/video/29550866" width="500" height="281" frameborder="0" webkitAllowFullScreen allowFullScreen></iframe></div>
<p>&nbsp;</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://es.globalvoicesonline.org/author/robert-valencia/' title='elenca tutti gli articoli di Robert Valencia'>Robert Valencia</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/valentina-gazzola/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Valentina Gazzola'>Valentina Gazzola</a></span></span> 
 &middot; <span class='source-link'><a href='http://es.globalvoicesonline.org/2011/09/25/ee-uu-occupy-wall-street-toma-corazon-financiero-de-nueva-york/' title='articolo originale  [es]'>articolo originale  [es]</a></span> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/09/stati-uniti-occupiamo-wall-street-e-indignazione-anche-a-new-york/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fstati-uniti-occupiamo-wall-street-e-indignazione-anche-a-new-york%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fstati-uniti-occupiamo-wall-street-e-indignazione-anche-a-new-york%2F&#038;text=Stati+Uniti%3A+%26%238220%3BOccupiamo+Wall+Street%26%238221%3B%2C+%C3%A8+indignazione+anche+a+New+York&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fstati-uniti-occupiamo-wall-street-e-indignazione-anche-a-new-york%2F&#038;title=Stati+Uniti%3A+%26%238220%3BOccupiamo+Wall+Street%26%238221%3B%2C+%C3%A8+indignazione+anche+a+New+York' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fstati-uniti-occupiamo-wall-street-e-indignazione-anche-a-new-york%2F&#038;title=Stati+Uniti%3A+%26%238220%3BOccupiamo+Wall+Street%26%238221%3B%2C+%C3%A8+indignazione+anche+a+New+York' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fstati-uniti-occupiamo-wall-street-e-indignazione-anche-a-new-york%2F&#038;title=Stati+Uniti%3A+%26%238220%3BOccupiamo+Wall+Street%26%238221%3B%2C+%C3%A8+indignazione+anche+a+New+York' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fstati-uniti-occupiamo-wall-street-e-indignazione-anche-a-new-york%2F&#038;title=Stati+Uniti%3A+%26%238220%3BOccupiamo+Wall+Street%26%238221%3B%2C+%C3%A8+indignazione+anche+a+New+York' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Cina: Porta i Tuoi Libri nei Villaggi Rurali</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2011/07/cina-porta-i-tuoi-libri-nei-villaggi-rurali/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2011/07/cina-porta-i-tuoi-libri-nei-villaggi-rurali/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 12:08:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Gazzola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Cinese]]></category>
		<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Un importante studioso cinese sta incoraggiando gli utenti della rete a "portare i propri libri nei villaggi". Grazie a questa iniziativa, in tutto il Paese, sono sorti numerosi centri per la gestione dei libri donati e per la raccolta di fondi destinata alla costruzione di biblioteche nelle aree rurali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Yu_Jianrong">Yu Jiarong</a> [en], un importante studioso cinese di sviluppo rurale e di movimenti sociali popolari, ha lanciato un flash mob per i primi di maggio al fine di consegnare libri usati nei villaggi rurali cinesi.</p>
<p>Il flash mob è coordinato tramite l’account Weibo @<a title="Profilo Weibo in cinese" href="http://weibo.com/profile.php?uid=2128771982">随手送书下乡</a> [zh, <em>come gli altri link, eccetto ove diversamente specificato</em>], il cui significato è “porta i tuoi libri nei villaggi”. Qui di seguito citiamo un appello per la ricerca di volontari, pubblicato il 4 maggio 2011:</p>
<blockquote><p>现招募全国各城市活动志愿者负责人，职责是：组织该地区志愿者利用节假日收集爱心人士捐赠的图书，分类登记并公布书名目；接统一调度发送图书；指导和监督接受捐赠的组织或个人管理图书；组织网友到农村去开展读书活动；关爱留守儿童。有意者请私信。</p></blockquote>
<div class="translation">
<p>Stiamo cercando volontari provenienti da tutto il Paese. Le loro mansioni saranno:</p>
<p>1. organizzare i volontari per la raccolta e la catalogazione di libri durante le vacanze;<br />
2. coordinare la consegna dei libri nei villaggi vicini;<br />
3. supervisionare le organizzazioni o le persone responsabili della gestione dei libri donati;<br />
4. organizzare gli utenti della rete per realizzare corsi di lettura nei villaggi rurali;<br />
5. prendersi cura dei bambini i cui genitori lavorano nelle città come lavoratori rurali migranti.</p>
<p>Si prega di inviare un messaggio privato se interessati.</p>
</div>
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-241348 aligncenter" title="Tre pacchi di libri" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/07/book1-375x281.jpg" alt="Tre pacchi di libri" width="263" height="197" /></p>
<p>Nel giro di due giorni, il punto di raccolta di Pechino ha ricevuto <a title="Post su Weibo in cinese" href="http://weibo.com/2128771982/ezM7ySMsXvH">tre pacchi di libri</a>:</p>
<p>Per risparmiare sulle spese di spedizione <em>@bring your book to the villages</em> <a title="Post su Weibo in cinese" href="http://weibo.com/2128771982/ezPkS6Y8awp">ha chiesto ai suoi sostenitori</a>:</p>
<blockquote><p>大家好：十分感谢大家的支持，为了节省图书邮寄的费用，是否可以在各地建立随手送书下乡的联系人，1 收集本地的图书， 2 在本地农村的联系有意建立读书室的朋友，3联系本地随手送书下乡活动的志愿者。大家感觉这样可以吗？</p></blockquote>
<div class="translation">
<p>Ciao, grazie mille per il sostegno. Per evitare di pagare le spese di spedizione, potreste creare punti di raccolta nella vostra regione in modo da:</p>
<p>1. raccogliere libri;<br />
2. contattare amici interessati a costruire biblioteche nei villaggi;<br />
3. far nascere punti di raccolta per volontari interessati a inviare libri nei villaggi.</p>
<p>Pensate che questo progetto sia realizzabile?</p>
</div>
<p>Molto rapidamente, nel giro di cinque giorni, sono sorti nuovi punti di raccolta a <a title="post su Weibo in cinese" href="http://weibo.com/2128771982/ezTpLkjBKLC">Pechino</a>, <a title="Post su Weibo in cinese" href="http://weibo.com/2128771982/ezTsOguBLTP">Chongqin</a>, <a title="Post su Weibo in cinese" href="http://weibo.com/2128771982/ezTAIEI5vkD">Changsha</a>, <a title="Post su Weibo in cinese" href="http://weibo.com/2128771982/ezTAIEI5vkD">Guangzhou</a> e <a title="Post su weibo in cinese" href="http://weibo.com/2128771982/ezTBdBAuEEY">Wuhan</a>. Alcuni volontari, inoltre, hanno creato dei <a title="Post su Weibo in cinese" href="http://weibo.com/2128771982/ezUigp6uA6S">gruppi QQ</a> per coordinare la raccolta e la consegna dei libri a livello locale.</p>
<p>Il gruppo di utenti <em>@bring your books to the villages</em> <a title="Post su Weibo in cinese" href="http://weibo.com/2128771982/eAbxCsx96Bd">ha poi organizzato</a> il suo primo flash mob per il 15 maggio, al fine di consegnare alcuni libri a Dabei, un villaggio nella contea di Shuping, provincia di Hebei. Più di 30 volontari vi hanno partecipato. @Sesehou era tra loro.</p>
<p>Ecco <a title="Post+foto su Weibo in cinese" href="http://weibo.com/1039302717/eAjCbKMCPGf">una foto</a> che mostra la sala di lettura nel villaggio:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-241349" title="Sala di lettura" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/07/book-2.jpg" alt="Sala di lettura" width="440" height="330" /></p>
<p>Wang Qiang, sulla sua pagina Weibo, ha pubblicato una foto di gruppo della prima consegna di libri:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-241350" title="Foto di gruppo" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/07/book-3.jpg" alt="Foto di gruppo" width="440" height="294" /></p>
<p>Poco dopo la prima azione, <em>@bring your books to the village</em> <a title="Post su Weibo in cinese" href="http://weibo.com/2128771982/eAy5a9Pv5JB">ha organizzato un altro flash mob</a> per raccogliere libri. Tale azione si è svolta il 21 e il 22 maggio in un hotel a Pechino. Il gruppo è riuscito a <a title="Post su Weibo in cinese" href="http://weibo.com/2128771982/eAKBby3FJzv">raccogliere 1.600 libri </a>in due giorni:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://weibo.com/2128771982/eAKoYTVFiuf"><img class="aligncenter size-medium wp-image-241351" title="1600 libri" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/07/book-4-375x249.jpg" alt="1600 libri" width="440" height="294" /></a></p>
<p>Oltre a organizzare i flash mob, <em>@bring your books to the village</em> ha anche <a title="Post su weibo in cinese" href="http://weibo.com/2128771982/eAC8KmR2UW9">aperto un conto corrente bancario</a> per raccogliere donazioni destinate alla costruzione di biblioteche nelle zone rurali. Le entrate e le uscite sono state rese pubbliche in un rapporto apparso sulla pagina Weibo del gruppo.</p>
<p>Dalla nascita del gruppo su Weibo, il 3 maggio 2011, a oggi <em>@bring your books</em> ha realizzato flash mob per la raccolta e la consegna di libri in diverse zone del paese quasi ogni weekend. In meno di tre mesi, il gruppo ha fatto nascere <a title="Post in cinese" href="http://blog.sina.com.cn/s/blog_7ee27b8e0100rq0a.html">33 punti di raccolta</a> e <a title="Post su weibo in cinese" href="http://weibo.com/2128771982/xf112CD5D">11 biblioteche</a> in alcuni villaggi rurali.</p>
<p>Il resoconto finanziario di luglio ha mostrato come il gruppo abbia finora ricevuto donazioni dagli utenti della rete per un totale di <a title="post su weibo in cinese" href="http://weibo.com/2128771982/eDUA97D4aHo">RMB 87.858,38</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/oiwan/' title='elenca tutti gli articoli di Oiwan Lam'>Oiwan Lam</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/valentina-gazzola/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Valentina Gazzola'>Valentina Gazzola</a></span></span> 
 &middot; <span class='source-link'><a href='http://globalvoicesonline.org/2011/07/21/china-bring-your-books-to-rural-villages/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a></span> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/07/cina-porta-i-tuoi-libri-nei-villaggi-rurali/#comments" title="commenti">commenti (1) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F07%2Fcina-porta-i-tuoi-libri-nei-villaggi-rurali%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F07%2Fcina-porta-i-tuoi-libri-nei-villaggi-rurali%2F&#038;text=Cina%3A+Porta+i+Tuoi+Libri+nei+Villaggi+Rurali&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F07%2Fcina-porta-i-tuoi-libri-nei-villaggi-rurali%2F&#038;title=Cina%3A+Porta+i+Tuoi+Libri+nei+Villaggi+Rurali' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F07%2Fcina-porta-i-tuoi-libri-nei-villaggi-rurali%2F&#038;title=Cina%3A+Porta+i+Tuoi+Libri+nei+Villaggi+Rurali' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F07%2Fcina-porta-i-tuoi-libri-nei-villaggi-rurali%2F&#038;title=Cina%3A+Porta+i+Tuoi+Libri+nei+Villaggi+Rurali' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F07%2Fcina-porta-i-tuoi-libri-nei-villaggi-rurali%2F&#038;title=Cina%3A+Porta+i+Tuoi+Libri+nei+Villaggi+Rurali' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
</p>]]></content:encoded>
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		<title>Egitto: &#8220;Togliere lo Hijab?&#8221; le blogger si interrogano</title>
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		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2011/07/egitto-togliere-lo-hijab-le-blogger-si-interrogano/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 07:59:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Gazzola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
		<category><![CDATA[Donne & Genere]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente & Nord Africa]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[I temi discussi e dibattuti nell’ “hijablogosfera” sono sempre molto variegati. Una serie di post pubblicati recentemente ha approfondito una tematica particolarmente delicata: cosa succede se una donna decide di togliersi lo hijab?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I temi discussi e dibattuti nell’ “<a title="Post su Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/03/hijablogging-il-velo-conquista-la-blogosfera/">hijablogosfera</a>” [it] sono sempre molto variegati. Una serie di post pubblicati recentemente ha approfondito una tematica particolarmente delicata: cosa succede se una donna decide di togliersi lo <a title="Voce su wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hijab">hijab</a> [it]?</p>
<p>Un post pubblicato a fine maggio da una blogger egiziana, Nadia Elawady, ha suscitato clamore sul web, raccogliendo centinaia di commenti. Nel suo post, Nadia <a title="Post in inglese" href="http://nadiaelawady.wordpress.com/2011/05/30/ive-gone-and-done-it-now-what-its-like-without-the-muslim-headscarf/">ci racconta</a> [en, <em>come gli altri link, eccetto ove diversamente segnalato</em>] il suo “piccolo segreto”:</p>
<blockquote><p>Ci ho provato la scorsa settimana. Mi sono tolta lo hijab – il velo che molte donne musulmane usano per coprirsi i capelli.</p>
<p>Ho portato il velo per uscire di casa per 25 anni, sin da quando ne avevo 17. È un bel po’ di tempo per un essere umano.</p>
<p>Mi sono tolta lo hijab durante un recente viaggio in Europa. Volevo sapere cosa si provava. Volevo capire come sarebbe cambiato il modo in cui venivo guardata dagli altri, e da me stessa.</p></blockquote>
<div id="attachment_235453" class="wp-caption aligncenter" style="width: 220px"><a href="http://www.flickr.com/photos/davidden/527355094/"><img class="size-medium wp-image-235453 " title="Donna nel deserto vicino a Sharm el Sheik, Egypt. Immagine di DavidDennisPhotos, ripresa da Flickr con licenza Creative Commons (CC BY-SA 2.0)." src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/06/hijab-egypt-375x277.jpg" alt="Donna nel deserto vicino a Sharm el Sheik, Egypt. Immagine di DavidDennisPhotos, ripresa da Flickr con licenza Creative Commons (CC BY-SA 2.0)." width="210" height="155" /></a><p class="wp-caption-text">Donna nel deserto vicino a Sharm el Sheik, Egypt. Immagine di DavidDennisPhotos, ripresa da Flickr con licenza Creative Commons (CC BY-SA 2.0).</p></div>
<p>Nadia continua raccontando ai lettori come ha preso questa decisione e quali sono state le sue sensazioni, descrivendo in breve il processo che l’ha portata a tale scelta. Conclude scrivendo:</p>
<blockquote><p>Sono tornata a casa a Il Cairo, con il mio hijab indosso. Non mi pento dell&#39;esperimento. E attualmente non ho intenzione di smettere di portare il mio hijab. Ho i miei buoni motivi: dovessi mai decidere di non portare lo hijab in Egitto, non mi aspetto certo reazioni positive, di appoggio o quantomeno di indifferenza, anche da parte di persone che mi conoscono. Ne farebbero una tragedia, e non so se sono pronta per questo. Inoltre, c’è una parte di me che pensa ancora che lo hijab sia obbligatorio. Forse Dio vuole veramente che io mi copra dalla testa ai piedi. Devo ancora capirlo.</p></blockquote>
<p>Recentemente, Fatma Emam, sempre da Il Cairo, <a title="Post in inglese" href="http://atbrownies.blogspot.com/2011/06/latest-decision-taking-veil-off.html">ha scritto</a> un post sulla sua decisione definitiva di non portare lo hijab. Nel descrivere il percorso che l’ha portata a tale decisione, Fatima spiega:</p>
<blockquote><p>Mi sentivo imprigionata in una visione ristretta, che percepiva il mondo, le relazioni di potere, il pudore e la condizione delle donne in maniera troppo ristretta. Sentivo il bisogno di conoscere nuovi punti di vista. Fino a quel momento non avevo mai pensato che le mie posizioni teoretiche mi avrebbero portato a una qualsivoglia decisione personale. Per me è stata una battaglia astratta per dimostrare che esiste una diversità all’interno del paradigma musulmano.</p></blockquote>
<p>Shani Pathan capisce meglio di chiunque altro i sentimenti di queste donne. In un post intitolato “Hijab incerto: Tenerlo&#8230;Toglierlo&#8230;Tenerlo&#8230;” <a title="Post in inglese" href="http://shanipathan.wordpress.com/2011/05/25/hijab-undecided-keep-it-on-take-it-off-keep-it-on/">spiega</a> come prima avesse deciso di portarlo, per cambiare idea appena un mese dopo. La blogger spiega anche come per lei indossare lo hijab sia scollegato dal concetto di pudore:</p>
<blockquote><p>Prima ancora di pensare se portare o meno uno hijab, pensateci bene, anche se è obbligatorio vestire in maniera umile, anche se è scritto in una sunnah del Profeta Maometto. Sarete veramente in grado di rappresentare lo Hijab correttamente? Sarete capaci di cambiare le vostre abitudini e indossarlo per la giusta ragione?</p>
<p>Non ha senso portare lo Hijab solo per coprire la testa se poi non ci si comporta come una donna umile. Potrebbe essere che io non rappresenti in maniera corretta l’intero lato religioso delle cose, ma quello che so è che posso camminare a testa alta in strada, essendo allo stesso tempo umile, senza offuscare il valore dello Hijab.</p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/jillian-york/' title='elenca tutti gli articoli di Jillian C. York'>Jillian C. York</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/valentina-gazzola/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Valentina Gazzola'>Valentina Gazzola</a></span></span> 
 &middot; <span class='source-link'><a href='http://globalvoicesonline.org/2011/06/28/hijablogging-hijab-undecided/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a></span> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/07/egitto-togliere-lo-hijab-le-blogger-si-interrogano/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F07%2Fegitto-togliere-lo-hijab-le-blogger-si-interrogano%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F07%2Fegitto-togliere-lo-hijab-le-blogger-si-interrogano%2F&#038;text=Egitto%3A+%26%238220%3BTogliere+lo+Hijab%3F%26%238221%3B+le+blogger+si+interrogano&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F07%2Fegitto-togliere-lo-hijab-le-blogger-si-interrogano%2F&#038;title=Egitto%3A+%26%238220%3BTogliere+lo+Hijab%3F%26%238221%3B+le+blogger+si+interrogano' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F07%2Fegitto-togliere-lo-hijab-le-blogger-si-interrogano%2F&#038;title=Egitto%3A+%26%238220%3BTogliere+lo+Hijab%3F%26%238221%3B+le+blogger+si+interrogano' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F07%2Fegitto-togliere-lo-hijab-le-blogger-si-interrogano%2F&#038;title=Egitto%3A+%26%238220%3BTogliere+lo+Hijab%3F%26%238221%3B+le+blogger+si+interrogano' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F07%2Fegitto-togliere-lo-hijab-le-blogger-si-interrogano%2F&#038;title=Egitto%3A+%26%238220%3BTogliere+lo+Hijab%3F%26%238221%3B+le+blogger+si+interrogano' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
</p>]]></content:encoded>
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		<title>India: a Delhi la Slut Walk si chiamerà Besharmi Morcha</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2011/07/india-a-dehli-la-slut-walk-si-chiamera-besharmi-morcha/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Jul 2011 19:20:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Gazzola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia meridionale]]></category>
		<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
		<category><![CDATA[Donne & Genere]]></category>
		<category><![CDATA[Idee]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>
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		<category><![CDATA[Libertà d'espressione]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
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		<description><![CDATA[La "Marcia delle Sgualdrine" (Slut Walk), un nuovo movimento femminista nato a Toronto e che ha fatto il giro di varie città occidentali, sta per arrivare a Delhi. Dopo le critiche per l'utilizzo della parola "slut", che trova uno scarso riflesso culturale in India, le organizzatrici dell'evento hanno cercato di contestualizzare il movimento rinominandolo, in hindi, "Besharmi Morcha".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Slut Walk (“<a title="Voce su wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/SlutWalk">marcia delle sgualdrine</a>”) [en, <em>come gli altri link eccetto ove diversamente specificato</em>], un nuovo movimento femminista nato nell’aprile di quest’anno a <a title="Sito della slut walk canadese in inglese" href="http://www.slutwalktoronto.com/">Toronto</a> e che ha fatto il giro di numerose città occidentali come Londra, <a title="Post di GV in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/06/australia-attivismo-in-piazza-e-dibattitto-online-per-le-slutwalks/">Melbourne, Brisbane</a> [it], Montreal, Saskatoon, Edmonton, Hamilton, San Diego e Vancouver, <a title="Articolo in inglese" href="http://articles.timesofindia.indiatimes.com/2011-06-20/people/29679629_1_sexual-violence-dressing-protest">sta per approdare a New Delhi</a>, la capitale dell’India. Alla fine di luglio, Delhi sarà la prima città asiatica ad ospitare una “marcia delle sgualdrine”.</p>
<p>In India, quella appena passata è stata una stagione di proteste e di campagne guidate da due importanti figure, il leader spirituale <a title="voce su wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ramdev">Baba Ramdev</a> e il gandhiano <a title="voce su wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Anna_Hazare">Anna Hazare</a>. Entrambi hanno portato avanti uno sciopero della fame per convincere il governo ad agire contro la corruzione e altri problemi che affliggono il sistema.</p>
<div id="attachment_234181" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.demotix.com/photo/723864/slut-walk-toronto"><img class="size-full wp-image-234181  " title="In Canada si sono svolte centinaia di proteste contro un ufficiale di polizia di Toronto, il quale ha sostenuto che &quot;le donne dovrebbero evitare di vestirsi come sgualdrine, in modo da evitare di diventare vittime.&quot; Foto di Natalie A., copyright Demotix (03/04/11)" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/06/723864-640x480.jpg" alt="In Canada si sono svolte centinaia di proteste contro un ufficiale di polizia di Toronto, il quale ha sostenuto che &quot;le donne dovrebbero evitare di vestirsi come sgualdrine, in modo da evitare di diventare vittime.&quot; Foto di Natalie A., copyright Demotix (03/04/11)" width="300" height="375" /></a><p class="wp-caption-text">In Canada si sono svolte centinaia di proteste contro un ufficiale di polizia di Toronto, il quale ha sostenuto che &quot;le donne dovrebbero evitare di vestirsi come sgualdrine, in modo da evitare di diventare vittime di violenza.&quot; Foto di Natalie A., copyright Demotix (03/04/11)</p></div>
<p>In India, i media tradizionali giocano un ruolo fondamentale nel fare e disfare questo tipo di campagne e, attualmente, la “Slut Walk” sembra essere la loro preferita. Numerose notizie e opinioni si sono diffuse attraverso i media tradizionali. Praticamente tutti i giornali o riviste più importanti hanno dato il loro contributo.</p>
<p>Ad ogni modo, la comunità dei blogger si è fatta sentire in misura minore rispetto al movimento. Dal vociferare che si sente sui social media ci si immaginerebbe che <em>Slut Walk Delhi </em>sia la tematica più importante di cui i cittadini stanno discutendo. La gran parte del fermento online è creata tramite la condivisione, l’inoltro e il “mi piace” riguardo i contenuti pubblicati dai media tradizionali.</p>
<p>Su <a title="blog in inglese" href="http://www.youthkiawaaz.com/">Youth Ki Awaz</a>, un blog creato dai giovani, Alam Bains ha scritto un post a favore del movimento:</p>
<blockquote><p>La “Slut Walk”è un’iniziativa interessante e si occupa di un argomento importante, ma la sensibilizzazione della società è comunque necessaria per avere successo. Le donne dovrebbero essere rispettate, così come i loro diritti di vivere la loro vita e fare quello che vogliono.</p></blockquote>
<p>Vidyut, su <a title="blog in inglese" href="http://aamjanata.com/">Aam Janata</a>, ha scritto molto sull’argomento. <a title="post in inglese" href="http://aamjanata.com/what-is-a-slutwalk/">Nel suo primo post sul tema</a> ha scritto che aveva aspettato a lungo che questo movimento arrivasse anche in India:</p>
<blockquote><p>Abbiamo bisogno di una “marcia delle sgualdrine” in ogni città, villaggio e località. Abbiamo bisogno di una “marcia delle sgualdrine” ogni volta che una donna esce di casa. La strada da percorrere per cambiare le opinioni della gente, per creare spazi di dignità umana e per ottenere il diritto alla sicurezza personale è ancora lunga. Così come lungo è il cammino per far capire alle persone che non importa come è vestita: una donna rimane comunque una persona e ha il diritto di dire “no”.</p></blockquote>
<p>Nel <a title="post in inglese" href="http://aamjanata.com/why-do-you-call-it-slut-walk/">post successivo</a> Vidyut si occupa delle critiche rivolte al nome del movimento, perchè chiamarlo marcia delle “sgualdrine”? “Non è solo la parola &#39;sgualdrina&#39;. È un atteggiamento”. L’autrice spera che questo movimento faccia vergognare un certo tipo di comportamento e non per il suo nome.</p>
<p>Chandni, nel blog <em>Bohemian Rhapsody</em>, <a title="post in inglese" href="http://chandni.wordpress.com/2011/06/08/yes-means-yes-no-means-no-the-slut-walk/">scrive</a> che la ragione per cui alcune persone reagiscono in maniera negativa riguardo al nome del movimento è che questi individui utilizzano un modo di pensare patriarcale secondo il quale le donne sono prive della sessualità.</p>
<blockquote><p>E ancora, una delle prime reazioni nei confronti della parola “sgualdrina&#8221; è di disagio. Perchè usare quella parola per la protesta?</p>
<p>Io direi “perchè no”? Non riuscite a guardare oltre? Le donne innanzitutto [devono farlo] – È imbarazzante? Scomodo? Offensivo? Vi sentireste più a vostro agio a camminare a testa alta e a marciare se il movimento si fosse chiamato “Nari mukti morcha” o “donne contro lo stupro” o qualcosa del genere? pronunciate la parola. <em>Sgualdrina</em>. Pensateci. Perchè vi mette a disagio?</p>
<p>E gli uomini – È divertente? Invitante? Vi fa venire in mente visioni di donne promiscue che non vedono l’ora di essere distese, che si mettono in fila per il piacere dei vostri occhi? La fantasia estrema eh?</p>
<p>La sessualità femminile? Ah, non esiste.</p>
<p>È per questo che l’utilizzo della parola “sgualdrina” è una buona cosa. Recuperare la parola. Ripetere ancora e ancora “BASTA INCOLPARE LE VITTIME E IL LORO ABBIGLIAMENTO”. È così semplice.</p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
<div id="attachment_234195" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://www.demotix.com/photo/715227/slut-walk-sao-paulo"><img class="size-full wp-image-234195    " title="Almeno 200 persone hanno partecipato alla Slut Walk Brasile, ripresa da una marcia tenutasi in Canada in aprile, in cui le donne hanno manifestato contro la violenza nei loro confronti e per il diritto a vestirsi come vogliono, senza per questo essere considerate colpevoli delle violenze subite. Sao Paulo, Brasile." src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/06/715227-640x480.jpg" alt="Almeno 200 persone hanno partecipato alla Slut Walk Brasile, ripresa da una marcia avvenuta in Canada in aprile, in cui le donne hanno manifestato contro la violenza nei loro confronti e per il diritto a vestirsi come vogliono, senza per questo essere considerate colpevoli delle violenze subite. Sao Paulo, Brasile." width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Almeno 200 persone hanno partecipato alla Slut Walk Brasile, ripresa da una marcia avvenuta in Canada in aprile, in cui le donne hanno manifestato contro la violenza nei loro confronti e per il diritto a vestirsi come vogliono, senza per questo essere considerate colpevoli delle violenze subite. Sao Paulo, Brasile.</p></div>
<p>Nonostante il successo iniziale, tra le centinaia o migliaia di giovani delle città che hanno dimostrato il loro appoggio iscrivendosi alla <a title="pagina evento slum walk delhi su facebook in inglese" href="https://www.facebook.com/slutwalkdelhi">pagina Facebook dell’evento</a>, scrivendo su Twitter o modificando il proprio status, il movimento ha dovuto affrontare più volte alcuni momenti critici a causa del nome.</p>
<p><a title="post in inglese" href="http://sanjukta.wordpress.com/2011/06/10/the-slut-walk-comes-to-delhi-what-does-it-mean-for-delhiites/">Nel mio blog personale ho scritto</a> che il problema con la parola “sgualdrina” non è legato alla “vergogna” che il termine suscita, ma per il suo scarso significato nel contesto indiano.</p>
<blockquote><p>“Sgualdrina” – la parola è entrata nel vocabolario dei cittadini indiani attraverso i film e le serie tv straniere e fa parte del cambiamento culturale che ha preso il via con l’introduzione della <a title="articolo in inglese" href="http://www.indiancabletv.net/cabletvhistory.htm">tv via cavo</a>.</p>
<p>Innanzitutto, la parola non fa parte del linguaggio corrente. [&#8230;] Penso che la parola “sgualdrina” sia entrata a far parte del linguaggio dei giovani altolocati che parlano inglese solo recentemente.</p>
<p>Non abbiamo mai usato in questo modo la parola “sgualdrina”, quindi di cosa vogliamo riappropriarci? Da chi lo stiamo recuperando? Perchè dobbiamo utilizzarlo quando la metà degli abitanti di Delhi non sa nemmeno che cosa significa? E se il punto è che l’evento consiste solo nel dire che noi non l’abbiamo mai rivendicato, allora perchè dobbiamo chiamare il movimento “Slut Walk” solo perchè questa frase ha suscitato interesse in altri Paesi?</p>
<p>Penso, inoltre, che questa idea di importare un movimento occidentale senza prima riadattarlo al contesto locale sia decisamente eurocentrico.</p></blockquote>
<p><a title="post in inglese" href="http://christinepemberton.me/?p=9537">Christine Pemberton</a>, un’immigrata di origine indiane che vive a New Delhi, parla dal profondo del suo cuore di femminista degli anni ‘70:</p>
<blockquote><p>Spero veramente di sbagliarmi, ma mi immagino già la scena: uomini che fotografano queste ragazze, le guardano, cercano di toccarle – non capendo niente.</p>
<p>Per essere franca, non penso che Delhi sia pronta pronta per questo tipo di proteste così sfacciate. Triste, ma vero.</p></blockquote>
<p>Kuber Sharma ha scritto su <a title="post in inglese" href="http://www.mustbol.in/team-blog/don%E2%80%99t-call-me-slut">MustBol</a>, un blog comunitario composto da giovani, che non è necessario etichettarsi come “prostituta” per manifestare. Anche Kuber accenna al fatto che tale parola non sia diffusa in India. Per questo motivo, le persone in strada non capirebbero il motivo della protesta.</p>
<p>Reena ha redatto una <a title="post in inglese" href="http://reenalmeida.wordpress.com/2011/06/17/twitter-reacts-to-slut-walk-delhi/">lista di tweet</a> sull’argomento.</p>
<div id="attachment_234184" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://www.demotix.com/photo/721669/slutwalk-comes-london"><img class="size-full wp-image-234184  " title="La Slut Walk a Londra (UK)" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/06/721669-640x480.jpg" alt="La Slut Walk a Londra (UK)" width="500" height="375" /></a><p class="wp-caption-text">La Slut Walk a Londra (UK)</p></div>
<p>La giornalista <a title="post in inglese" href="http://seemagoswami.blogspot.com/2011/06/slut-walk-no-thanks-there-are-better.html?spref=tw"><em>Seema Goswami</em> ha scritto sul suo blog</a> che l’idea di permettere alle donne di portare sempre e comunque gli abiti che vogliono e di non essere preparate alle conseguenze non è nient’altro che una discriminazione. L’autrice, inoltre, sostiene che non saremmo a nostro agio nemmeno nel caso autorizzassimo gli uomini a “sessualizzare” il loro ambiente circostante nella stessa maniera in cui alcune donne vogliono fare.</p>
<blockquote><p>Quindi, facciamo un passo indietro e lasciamo che anche gli uomini “mettano la loro carne in mostra” se gli va. Potrebbero togliersi le camicie in ufficio; mostrare le loro natiche in strada e andare a ballare nei nightclub sfoggiando solo la loro biancheria intima. Sì, sono d’accordo, non passerebbe molto tempo prima che le donne considerino tutto ciò disgustoso.</p>
<p>Sei diventata una preda facile a causa delle tue azioni – e ti devi assumere la responsabilità di questo. Ogni scelta che facciamo ha delle conseguenze e dobbiamo tenere bene a mente quelle conseguenze tutte le volte che facciamo una scelta.</p></blockquote>
<p>Le critiche di Seema Goswami si basano sulla premessa per cui la natura stessa della campagna è controversa. Anche se in realtà <a title="post in inglese" href="http://www.in.com/news/current-affairs/slut-walk-we-need-a-tawaaif-walk-19451672-in-1.html">le mie critiche</a> si rivolgono soprattutto nei confronti del nome dell’evento.</p>
<p>La scorsa settimana le organizzatrici dell’evento hanno cercato di contestualizzare il movimento rinominandolo “Slut Walk Delhi arthaat Besharmi Morcha”. Ma la versione <a title="voce su wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Desi">desi</a> del movimento ha raccolto meno aderenti. Una domanda è stata pubblicata sulla pagina di Facebook dell’evento: che cosa ne pensate del nuovo nome? Le risposte non hanno lasciato spazio a dubbi (Anch’io ho pubblicato un <a title="post in inglese" href="http://sanjukta.wordpress.com/2011/06/19/slut-walk-delhi-is-now-besharmi-morcha-a-desi-name-has-less-takers-said-to-be-for-illiterates-and-of-low-standard/">post sul mio blog che raccoglie alcuni screen shot delle risposte</a>):</p>
<blockquote><p>“Besharmi Morcha è per gli ‘ignoranti’ che non sanno cosa significa la parola ‘slut’. Slut Walk è appropriato e sofisticato”</p>
<p>“Per niente. È assolutamente inappropriato… Non degradate il livello della Marcia”</p>
<p>“Questa parola non è adatta, questo abbasserà gli standard&#8230;”</p>
<p>“Slut walk era ‘figo’, besharmi fa gay!”</p>
<p>Loro (le giovani supporter della campagna) non hanno un’idea ben chiara del femminismo, delle violenze contro le donne o dell’attivismo. Non conoscono la realtà; a loro non interessa apportare un reale cambiamento. Sono salite sul carro solo perchè <strong>Slut Walk</strong> aveva l’aria dell’ultima novità alla moda importata dall’occidente dopo MTV.</p></blockquote>
<p>Detto questo, comunque il nuovo nome non sembra colpire dove più fa male. Un nome in hindi gli conferisce un carattere rozzo, rustico e, soprattutto, reale. Un nome vero era necessario per una campagna così forte.</p>
<p>A proposito del nuovo nome <a title="post in inglese" href="http://aamjanata.com/slutwalk-is-now-besharmi-morcha/">Vidyut scrive</a>,</p>
<blockquote><p>Non molti indiani capivano il termine “slut”, ma il fatto di aver chiamato il movimento “besharam” (svergognate) è importante per noi. Sono veramente entusiasta perchè ora il nome racchiude l’idea di non doversi vergognare per il solo fatto di essere una donna. E questo [l’essere donna] è qualcosa di positvo e, come ho detto, non c’è niente di cui vergognarsi.</p></blockquote>
<p>Ora non rimane che vedere quante ragazze e donne si faranno avanti in questa “Marcia delle Sgualdrine” o Besharmi Morcha. L’evento si sarebbe dovuto tenere il 25 giugno, ma ora è stato posticipato alla fine di luglio per organizzarlo meglio. L’evento potrebbe creare delle divisioni generazionale e di classe all’interno del movimento femminista, se questo viene considerato come uno stadio del movimento femminista. Per il momento, le organizzazioni femministe “tradizionali” non si sono espresse sull’argomento e nessuna di queste organizzazioni è direttamente coinvolta nell’evento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/sanjukta/' title='elenca tutti gli articoli di Sanjukta'>Sanjukta</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/valentina-gazzola/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Valentina Gazzola'>Valentina Gazzola</a></span></span> 
 &middot; <span class='source-link'><a href='http://globalvoicesonline.org/2011/06/23/slut-walk-is-besharmi-morcha-in-india/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a></span> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/07/india-a-dehli-la-slut-walk-si-chiamera-besharmi-morcha/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F07%2Findia-a-dehli-la-slut-walk-si-chiamera-besharmi-morcha%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F07%2Findia-a-dehli-la-slut-walk-si-chiamera-besharmi-morcha%2F&#038;text=India%3A+a+Delhi+la+Slut+Walk+si+chiamer%C3%A0+Besharmi+Morcha&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F07%2Findia-a-dehli-la-slut-walk-si-chiamera-besharmi-morcha%2F&#038;title=India%3A+a+Delhi+la+Slut+Walk+si+chiamer%C3%A0+Besharmi+Morcha' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F07%2Findia-a-dehli-la-slut-walk-si-chiamera-besharmi-morcha%2F&#038;title=India%3A+a+Delhi+la+Slut+Walk+si+chiamer%C3%A0+Besharmi+Morcha' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F07%2Findia-a-dehli-la-slut-walk-si-chiamera-besharmi-morcha%2F&#038;title=India%3A+a+Delhi+la+Slut+Walk+si+chiamer%C3%A0+Besharmi+Morcha' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F07%2Findia-a-dehli-la-slut-walk-si-chiamera-besharmi-morcha%2F&#038;title=India%3A+a+Delhi+la+Slut+Walk+si+chiamer%C3%A0+Besharmi+Morcha' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
</p>]]></content:encoded>
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		<title>Cuba: voto favorevole alla risoluzione ONU sui diritti della comunità LGBT</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 03:12:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Gazzola</dc:creator>
				<category><![CDATA[America Latina]]></category>
		<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti gay (LGBT)]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Consiglio per i Diritti Umani dell'ONU approva una risoluzione che esprime “forte preoccupazione a proposito di atti di violenza e discriminazione basati sull'orientamento sessuale...”. Blogger e utenti Twitter cubani festeggiano e commentano la storica decisione del Paese di votare "sì".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì 17 giugno il <a title="Articolo in inglese" href="http://www.un.org/apps/news/story.asp?NewsID=38762&amp;Cr=prejudice&amp;Cr1">Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite</a> [en] ha approvato una risoluzione che esprime“forte preoccupazione su atti di violenza e discriminazione basati sull&#39;orientamento sessuale&#8230;”. All’interno di tale misura, il Consiglio ha richiesto uno studio globale sulle discriminazioni perpetrate a danno dalle comunità LGBT nel mondo.</p>
<p>La risoluzione è stata approvata per una manciata di voti: 23 membri si sono schierati a favore, 19 hanno votato contro, mentre 3 si sono astenuti. Tra i Paesi che hanno sostenuto la misura c&#39;era Cuba. Nei giorni seguenti all’approvazione della risoluzione, blogger e utenti Twitter cubani hanno festeggiato l’importante vittoria per le comunità LGBT dell’isola.</p>
<p><a title="Post in spagnolo" href="http://diversidadcenesex.blogcip.cu/2011/06/17/cuba-apoya-resolucion-en-naciones-unidas-sobre-diversidad-sexual/">Diversidad CENESEX</a> [es,<em>come gli altri link, eccetto ove diversamente specificato</em>], il blog ufficiale del Centro Nazionale di Educazione Sessuale (CENESEX), ha scritto:</p>
<blockquote><p>El voto favorable de Cuba es muestra de la voluntad política de nuestro Partido y Estado en eliminar todas las formas de discriminación que lamentablemente aún persisten en la sociedad cubana.</p></blockquote>
<div class="translation">Il voto a favore della risoluzione da parte di Cuba è la prova della volontà politica del nostro Partito e dello Stato di eliminare tutte le forme di discriminazione che, purtroppo, persistono ancora oggi nella società cubana.</div>
<p>Se attivisti LGBT sostenuti dallo Stato come il CENESEX e Hombres para la Diversidad (HxD), per diversi mesi,  hanno appoggiato “ad alta voce” la risoluzione, anche gruppi indipendenti (non statali) hanno partecipato allo sforzo: <em><a title="Post in spagnolo" href="http://laislaylaespina.blogspot.com/2011/05/santiago-de-cuba-jornada-cubana-contra.html">La isla y la espina</a></em> ha pubblicato delle testimonianze sula &#8216;gay parade&#39; tenutasi a maggio nella città di Santiago (nella parte orientale dell’isola), organizzata per sostenere il voto. L’autore del blog fa notare:</p>
<blockquote><p>No estoy viendo una película. Son las calles de mi ciudad. Jornada cubana contra la homofobia.</p></blockquote>
<div class="translation">
<p>Questo non è un film. Sono le strade della mia città. Giornata cubana contro l’omofobia.</p>
</div>
<p><em><a title="Post in spagnolo" href="http://paquitoeldecuba.wordpress.com/2011/06/20/dia-historico-en-naciones-unidas-o-donde-estaba-el-corresponsal-de-prensa-latina/">Paquito el de Cuba</a></em>, uno degli attivisti cubani LGBT più “rumorosi” della comunità dei blogger, parla del grande traguardo che questa misura rappresenta. Ad ogni modo, segnala come, nonostante l’apppoggio popolare alla risoluzione, le agenzie di stampa nazionali abbiano parlato del voto solo sul web, mentre la stampa non ha segnalato affatto l’evento.</p>
<blockquote><p>&#8230;los diarios impresos nacionales&#8230;no tuvieron a su disposición ningún despacho de esa agencia de prensa que diera cuenta del suceso.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>¿Porqué perdimos esta oportunidad de educar a la población sobre cuál es laposición del Partido, el Estado y el gobierno de Cuba en relación con talestemas?  [&#8230;] ¿Qué impidió adecuar la información que brindaron los sitios digitales cubanos a lasversiones impresas de los diarios?</p></blockquote>
<div class="translation">
<p>&#8230;la carta stampata&#8230;non ha ricevuto nessun dispaccio da parte di questa agenzia di stampa che raccontasse ciò che era successo.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Perchè abbiamo perso questa opportunità di informare la popolazione sulla posizione del Partito, dello Stato e del Governo di Cuba su queste tematiche? [&#8230;] Cos’ha impedito di riportare le informazioni presenti sui siti web cubani nella carta stampata?</p>
</div>
<p>Mentre questo voto è la prova della volontà del governo cubano di sostenere politiche progressiste su scala internazionale, appare chiaro che, nell’isola, molti sono i passi ancora da fare prima che queste tematiche vengano ampiamente riconosciute dalla popolazione.</p>
<p>* Foto di <a title="Album foto flickr" href="http://www.flickr.com/photos/-marlith-/">Marlith</a>, ripresa da Flickr con licenza Creative Commons <a href="http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/">BY-2.0</a>.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/ellery-roberts-biddle/' title='elenca tutti gli articoli di Ellery Roberts Biddle'>Ellery Roberts Biddle</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/valentina-gazzola/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Valentina Gazzola'>Valentina Gazzola</a></span></span> 
 &middot; <span class='source-link'><a href='http://globalvoicesonline.org/2011/06/25/cuba-cuba-votes-for-lgbt-resolution-at-un-human-rights-council/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a></span> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/06/cuba-voto-favorevole-alla-risoluzione-onu-sui-diritti-della-comunita-lgbt/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F06%2Fcuba-voto-favorevole-alla-risoluzione-onu-sui-diritti-della-comunita-lgbt%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F06%2Fcuba-voto-favorevole-alla-risoluzione-onu-sui-diritti-della-comunita-lgbt%2F&#038;text=Cuba%3A+voto+favorevole+alla+risoluzione+ONU+sui+diritti+della+comunit%C3%A0+LGBT&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F06%2Fcuba-voto-favorevole-alla-risoluzione-onu-sui-diritti-della-comunita-lgbt%2F&#038;title=Cuba%3A+voto+favorevole+alla+risoluzione+ONU+sui+diritti+della+comunit%C3%A0+LGBT' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F06%2Fcuba-voto-favorevole-alla-risoluzione-onu-sui-diritti-della-comunita-lgbt%2F&#038;title=Cuba%3A+voto+favorevole+alla+risoluzione+ONU+sui+diritti+della+comunit%C3%A0+LGBT' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F06%2Fcuba-voto-favorevole-alla-risoluzione-onu-sui-diritti-della-comunita-lgbt%2F&#038;title=Cuba%3A+voto+favorevole+alla+risoluzione+ONU+sui+diritti+della+comunit%C3%A0+LGBT' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F06%2Fcuba-voto-favorevole-alla-risoluzione-onu-sui-diritti-della-comunita-lgbt%2F&#038;title=Cuba%3A+voto+favorevole+alla+risoluzione+ONU+sui+diritti+della+comunit%C3%A0+LGBT' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
</p>]]></content:encoded>
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		<title>Dopo Malta anche le Filippine affrontano una legge sul divorzio</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jun 2011 20:29:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Gazzola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
		<category><![CDATA[Donne & Genere]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo il successo del referendum a Malta, le Filippine restano l'unico Paese al mondo che non ammette il divorzio. Nelle ultime settimane si sta sviluppando un dibattito sulla possibile approvazione di una legge al riguardo, aspramente osteggiata dalla potente Chiesa Cattolica filippina.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo l&#39;intenso dibattito sul &#8220;Reproductive Health Bill&#8221;, il disegno di legge riguardante la salute riproduttiva, i filippini sono già ai ferri corti su un altro argomento estremamente delicato: la proposta di legge sul divorzio.</p>
<p>Il dibattito ha ricevuto un impulso decisivo quando i filippini hanno appreso che Malta, attraverso un referendum, si è dichiarata a favore del divorzio. La notizia ha incoraggiato i progressisti ad alzare i toni del confronto, per spingere le Filippine - Paese a maggioranza cattolica - a seguire l’esempio di Malta e a legalizzare il divorzio.</p>
<p>Tale questione non è totalmente nuova alla popolazione, ad esempio <a title="Post originale in inglese" href="http://attyatwork.com/the-divorce-issue-again/">AttyatWork</a> [en, <em>come i link che seguono</em>] ha recentemente pubblicato una raccolta di punti di vista sull’argomento risalenti a un anno fa.</p>
<p><em><a title="Post in inglese" href="http://filipinofreethinkers.org/2011/05/30/malta-says-yes-to-divorce-yes-to-secularism/">Filipino Thinkers</a></em> ha pubblicato un interessante riassunto sullo svolgimento del dibattito e del referendum a Malta. In più, il post fa un parallelo della situazione nelle Filippine e a Malta:</p>
<blockquote><p>A parte l’happy end che ha reso delle Filippine l’unico Paese in cui non esiste il divorzio, la storia del referendum sul divorzio a Malta presenta numerose somiglianze con il nostro dibattito sulla salute riproduttiva (RH):</p>
<p>entrambi i Paesi sono gli ultimi bastioni del cattolicesimo: Malta in Europa, le Filippine in Asia; entrambi gli Stati sono a maggioranza cattolica: il 95% a Malta, l’80% nelle Filippine; sia nelle Filippine che a Malta, la battaglia si è svolta tra cattolici progressisti e vescovi conservatori. Infine, in ambedue i Paesi, i vescovi conservatori hanno utilizzato la paura per tenere sotto controllo il loro “gregge”.</p></blockquote>
<p>Per un rapido aggiornamento sulle differenze tra divorzio, annullamento e separazione legale, Lyle R. Santos ha pubblicato una <a title="Post originale in inglese" href="http://www.lylesantos.com/2011/06/01/marriage-divorce-and-annulment-in-the-philippines/">breve guida (laica) sull’argomento</a>.</p>
<p>Con l’approvazione maltese del divorzio, ora le Filippine sono l’unico Stato al mondo che lo proibisce. Per Blue Dela Kanluran, il <a title="Post originale in inglese" href="http://sigarilyosadilim.wordpress.com/2011/05/30/its-official-we-now-stand-alone/">dibattito sul divorzio non dovrebbe essere limitato solamente a questo fatto</a>:</p>
<blockquote><p>Come ho accennato prima, la mia posizione è contro il divorzio. Ad ogni modo, non nego il diritto di uno stato sovrano a decidere cos’è meglio per il proprio Paese, come è successo a Malta. (Vedete, quello di Malta è un esempio di separazione tra Stato e Chiesa).</p>
<p>Tutto ciò mi porta a pensare: che effetti avrà (sul dibattito interno) lo stigma di unico Paese al mondo in cui il divorzio è illegale?</p>
<p>Personalmente, penso che ciò potrebbe rendere più difficile l’approvazione di una legge a favore del divorzio, non solo per l’intromissione della Chiesa, ma anche per il già citato stigma (e non è su queste basi che una legge dovrebbe essere discussa).</p></blockquote>
<p>Cocoy vede la prossima approvazione del &#8220;Reproductive Health Bill&#8221; e il disegno di legge sul divorzio come un <a title="Articolo in inglese" href="http://propinoy.net/2011/06/01/continuity-reboots/"><em>reboot</em></a> per le Filippine, che potrebbe comportare il passaggio da Stato prevalentemente religioso a Paese laico:</p>
<blockquote><p>Se la proposta sulla salute riproduttiva diventasse legge, seguita da quella sul divorzio? Questo significherebbe l’inizio di un nuovo corso per le Filippine. Dimostrerebbe che la nazione sta lentamente diventando laica e meno alla mercé del Vaticano.</p>
<p>Come cattolica, la mia opinione è che questa possa essere l’opportunità per la Chiesa per concentrarsi sulle tematiche spirituali. Io voglio dei sermoni e delle indicazioni che mi aiutino a diventare una persona migliore. Non ho bisogno che la Chiesa mi dica cosa non va con il governo. I filippini sanno già cosa non va nella loro nazione. È giunto il momento di risolvere i problemi. Io voglio che la mia Chiesa aiuti la povera domestica che ogni giorno viene picchiata dal marito. Ho bisogno di una Chiesa che tolga i bambini dalle strade e che li aiuti nell’istruzione. Ho bisogno che questa Chiesa sia utile.</p></blockquote>
<p><em>Dreamwalker</em> è entusiasta del fatto che questa proposta di legge, a prescindere dale divisioni che crea e dal suo carattere controverso, <a title="Post originale in inglese" href="http://www.dreamwalkersworld.com/2011/05/philippine-house-bill-1799-divorce-bill.html">ha aperto il dibattito all’interno della società</a>, incoraggiando così tutta la popolazione a prendervi parte:</p>
<blockquote><p>Continuo ad essere sbalordito da come i filippini sembrino essere più attenti a cosa sta succedendo nel Paese e di come essi cerchino di informarsi di più sulle nostre leggi – sia proposte che già approvate. Secondo me, questo non può far altro che bene. Non importa che ci siano pareri opposti. Almeno ora le persone stanno iniziando a impegnarsi di più nelle questioni che riguardano il loro Paese.</p></blockquote>
<p>Maju sottolinea il fatto <a title="Post in inglese" href="http://forwhatwearetheywillbe.blogspot.com/2011/05/malta-legalizes-divorce.html">che i legislatori filippini dovrebbero dedicarsi alla legge sul divorzio con un occhio di riguardo</a>:</p>
<blockquote><p>Dovremmo prendere in considerazione quanto buone o cattive siano le leggi sul divorzio esistenti. In molti Paesi, in particolare quelli in cui vige la Sharia, i diritti dell’uomo e della donna nell’ambito del divorzio non sono gli stessi.</p></blockquote>
<p>Per concludere, è opportuno segnalare un articolo dell’avvocata <a title="Post in inglese" href="http://casaveneracion.com/annulment-legal-separation-and-divorce/">Connie Veneracion</a> sulle leggi attualmente vigenti nelle Filippine a proposito di annullamento e di separazione legale. In tale post, viene sottolineato come il divorzio possa riempire i vuoti dell’attuale Codice in materia di diritto di famiglia:</p>
<blockquote><p>Nonostante i margini consentiti dal concetto di incapacità psicologica, è palese che ci sia un vuoto enorme nella disciplina legislativa. L’annullamento è un procedimento legale molto costoso, al di là delle possibilità finanziarie della maggioranza dei filippini. La lavandaia che vive negli slum che subisce le violenze fisiche da parte del marito ubriaco e disoccupato non se lo può permettere. Oltre a queste spese, il processo può essere lungo e tedioso. Finalmente, gli attivisti per il divorzio hanno ricominciato a fare rumore. Come ci si poteva aspettare, la Chiesa Cattolica sta diventando sempre più creativa nell’inventare argomenti contro il divorzio.</p>
<p>È triste vedere come la maggior parte dei filippini non riesca a percepire il matrimonio al di fuori del contesto religioso. È ancora più triste vedere come la maggioranza della popolazione con si consideri sposata a tutti gli effetti se il matrimonio non è avvenuto in chiesa. Davvero molto triste.</p>
<p>Quindi, l’approvazione di una legge sul divorzio riuscirà a colmare le lacune del Codice di Famiglia? Dipende da quali requisiti legali verranno accettati dalla legge come base valida per richiedere il divorzio e dal tipo di procedura che bisognerà seguire. È già capitato che una legge venisse approvata come una specie di pacificatore. Il Congresso può approvare una legge sul “divorzio” caratterizzata da requisiti molto rigidi e da un processo eccessivamente complicato: questa situazione negherebbe nei fatti il vero scopo di un divorzio. Comunque [nonostante la legge sia insoddisfacente], il Congresso si potrebbe vantare di aver approvato una legge sul divorzio. Dubito, però, che questo possa soddisfare le richieste dei progressisti e degli attivisti per il divorzio.</p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
<div class="notes">Thumbnail di <a title="Album Flickr di Jekert Gwapo" href="http://www.flickr.com/photos/jekert/3351422861/sizes/s/in/photostream/">jekert gwapo</a> ripresa da Flickr con licenza Creative Commons (BY-NC-SA 2.0)</div>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/julius-rocas/' title='elenca tutti gli articoli di Julius Rocas'>Julius Rocas</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/valentina-gazzola/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Valentina Gazzola'>Valentina Gazzola</a></span></span> 
 &middot; <span class='source-link'><a href='http://globalvoicesonline.org/2011/06/03/philippines-debate-on-divorce-bill/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a></span> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/06/dopo-malta-anche-le-filippine-affrontano-una-legge-sul-divorzio/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F06%2Fdopo-malta-anche-le-filippine-affrontano-una-legge-sul-divorzio%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F06%2Fdopo-malta-anche-le-filippine-affrontano-una-legge-sul-divorzio%2F&#038;text=Dopo+Malta+anche+le+Filippine+affrontano+una+legge+sul+divorzio&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F06%2Fdopo-malta-anche-le-filippine-affrontano-una-legge-sul-divorzio%2F&#038;title=Dopo+Malta+anche+le+Filippine+affrontano+una+legge+sul+divorzio' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F06%2Fdopo-malta-anche-le-filippine-affrontano-una-legge-sul-divorzio%2F&#038;title=Dopo+Malta+anche+le+Filippine+affrontano+una+legge+sul+divorzio' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F06%2Fdopo-malta-anche-le-filippine-affrontano-una-legge-sul-divorzio%2F&#038;title=Dopo+Malta+anche+le+Filippine+affrontano+una+legge+sul+divorzio' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F06%2Fdopo-malta-anche-le-filippine-affrontano-una-legge-sul-divorzio%2F&#038;title=Dopo+Malta+anche+le+Filippine+affrontano+una+legge+sul+divorzio' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Africa: La Cina è tallonata dall&#039;India</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jun 2011 07:39:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Gazzola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
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		<description><![CDATA[Mentre cresce a vari livelli la presenza cinese nel continente nero, si è tenuto in Etiopia il secondo incontro tra India e Paesi africani. Il Piano di cooperazione proposto dall'India, basato su un modello diverso rispetto a quello cinese, fa discutere la blogosfera francofona.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In maggio, presso la sede dell’Unione Africana a Addis-Abeba (Etiopia), si è tenuto il secondo incontro India-Africa. L’obiettivo del summit era <a title="Articolo in francese" href="http://www.brazzaville-adiac.com/index.php?action=depeche&amp;dep_id=49418&amp;oldaction=liste&amp;regpay_id=0&amp;them_id=0&amp;cat_id=2&amp;ss_cat_id=0&amp;LISTE_FROM=20&amp;select_month=05&amp;select_year=2011">l’adozione</a> [fr, <em>come gli altri link, eccetto ove diversamente specificato</em>] di due documenti: la Dichiarazione di Addis-Abeba e il Piano di cooperazione tra India e Africa (reperibile sul sito ufficiale dell’<a title="Notizie sul summit sul sito dell'UA in francese" href="http://au.int/en/summitfr/AfricaIndia">Unione Africana</a>).</p>
<p>Immancabilmente il meeting ha suscitato numerose reazioni nella blogosfera dell’Africa francofona e si segnalano soprattutto i commenti relativi alla corsa in atto fra Cina e India per esercitare la propria influenza nel continente africano. Tale competizione ha ispirato fra l&#39;altro un <a title="Video su youtube" href="http://www.youtube.com/v/Jw4m8xc0qDc">breve video satirico</a> pubblicato da <em>TheLeadersOfTheWorld</em> su Youtube.</p>
<p><em> </em></p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 171px"><a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/f/f3/Manmohansingh04052007.jpg/389px-Manmohansingh04052007.jpg"><img class=" " title="Manmohan singh. Questa foto è stata caricata sulla licenza Creative Commons. Attribuzione 2.5 Brasile (CC  BY 2.5). Questa fotografia è stata prodotta dall'Agência Brasil." src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/f/f3/Manmohansingh04052007.jpg/389px-Manmohansingh04052007.jpg" alt="Manmohan singh. Questa foto è stata caricata sulla licenza Creative Commons. Attribuzione 2.5 Brasile (CC  BY 2.5). Questa fotografia è stata prodotta dall'Agência Brasil." width="161" height="248" /></a><p class="wp-caption-text">Manmohan singh. Questa foto è stata caricata sulla licenza Creative Commons. Attribuzione 2.5 Brasile (CC  BY 2.5). Questa fotografia è stata prodotta da Agência Brasil.</p></div>
<p>Il <a title="Articolo in francese" href="http://journaldutchad.com/article.php?aid=1259"><em>journaldutchad.com</em></a> ha pubblicato le cifre significative emerse dall&#39;Incontro:</p>
<blockquote><p>Quindi l’India romperà il salvadanaio e ormai sta battendo tutti i record, con l&#39;annuncio di un prestito pari a 2400 miliardi di CFA (franchi centrafricani, equivalenti a 5 miliardi di dollari) per i prossimi tre anni, a favore del continente africano. Inoltre, il Primo Ministro indiano Manmohan Singh, che condivide la stessa visione del continente, ha intenzione di concedere una sovvenzione di 336 franchi CFA (700 milioni di dollari) sotto forma di “donazione” a favore dell’Africa.</p></blockquote>
<p><a title="Profilo autore sul sito di afrique7 in francese" href="http://www.afrique7.com/author/patrice-garner">Patrice Garner</a>, su <em>afrique7.com</em>, <a title="Articolo in francese" href="http://www.afrique7.com/economie/1418-afrique-la-cooperation-economique-inde-afrique.html">offre ulteriori dettagli</a> sui nuovi progetti:</p>
<blockquote><p>I fatti valgono più delle parole e, all’interno di questo partenariato [India-Africa], verrà costruito un istituto di informatica in Ghana, un istituto di pianificazione nel settore dell&#39;istruzione in Burundi, uno per il commercio estero in Uganda e un istituto del diamante in Botswana.</p></blockquote>
<p><a title="Profilo su afrik.com in francese" href="http://www.afrik.com/auteur12526.html">Assanatou Baldé</a>, su <em>Afrik.com</em>, sottolinea che nella vita quotidiana degli Africani gli investimenti indiani sono già <a title="Articolo in francese" href="http://www.afrik.com/article22925.html">ben visibili</a>.</p>
<blockquote><p>Uno dei più importanti è quello del gigante indiano delle telecomunicazioni Bharti Airtel, che ha sborsato 10 miliardi di dollari per conquistare il mercato della telefonia mobile in 15 Paesi africani. Il gruppo automobilistico Tata, presente in 11 Paesi del continente, detiene il monopolio dei trasporti in Uganda e nella regione di <a title="Voce su wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Thi%C3%A8s">Thiès</a> [it] in Senegal.</p></blockquote>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 376px"><a href="http://farm1.static.flickr.com/12/14160316_ca540bf0af.jpg"><img class=" " title="Camion della Tata in Africa. Foto di Robin Elaine, ripresa da Flickr con licenza Creative Commons (BY-NC-SA 2.0) " src="http://farm1.static.flickr.com/12/14160316_ca540bf0af.jpg" alt="Camion della Tata in Africa. Foto di Robin Elaine, ripresa da Flickr con licenza Creative Commons (BY-NC-SA 2.0) " width="366" height="274" /></a><p class="wp-caption-text">Camion della Tata in Africa. Foto di Robin Elaine, ripresa da Flickr con licenza Creative Commons (BY-NC-SA 2.0) </p></div>
<p>Si è poi aperto un dibattito, sulla piattaforma <em>Flamme d’Afrique, les autres voix de l’Afrique</em> dell’Istituto Panos, dove Ousseini Issa <a title="Articolo in francese" href="http://http://www.panos-multimedia.org/indeaf/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=76">confronta le strategie</a> indiane e cinesi in Africa:</p>
<blockquote><p>I rapporti commerciali e di cooperazione che Delhi intrattiene con l’Africa si distinguono da quelli adottati dalla Cina. Le strategie indiane si basano su un&#39;offensiva da parte di imprese private (ma sostenute dallo Stato) che cercano di radicarsi attraverso  “fusioni-acquisizioni”. La Cina, invece, privilegia il commercio diretto con i governi. Ad ogni modo, anche l’India utilizza questa strategia di integrazione con le istituzioni economiche regionali come la Cedao e la Sadc. [&#8230;] la posta in gioco consiste nella possibilità per il continente africano di inserirsi in un tipo di rapporti che si differenziano rispetto a quelli che seguivano l’asse Nord-Sud e su cui si basava lo sfruttamento nei secoli passati.</p></blockquote>
<p><a title="Commento in forum sul sito flamme d'afrique in francese" href="http://www.panos-multimedia.org/indeaf/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=74:commentaires&amp;catid=46:commentaire#comment-2">#2 NIBIZI</a> spera, grazie a questo riavvicinamento tra India e Africa, nell’inizio di una nuova era:</p>
<blockquote><p>I politici africani devono prendere al volo l’occasione di questo partenariato e rompere con le pratiche di corruzione che hanno distrutto il continente. La cultura dei diritti umani deve tornare in primo piano, in modo che si possa profittare dei frutti che questo riavvicinamento potrà portare, il tutto nella prospettiva di una cessazione delle guerre e  lotte intestine che hanno impedito al continente africano di avviarsi verso la crescita economica.</p></blockquote>
<p>Karl, invece, è pragmatico, sicuro e <a title="Commento in forum sul sito flamme d'afrique in francese" href="http://www.panos-multimedia.org/indeaf/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=74:commentaires&amp;catid=46:commentaire">preoccupato</a> allo stesso tempo, in particolare per quel che riguarda un <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/vociglobali/grubrica.asp?ID_blog=286&amp;ID_articolo=317&amp;ID_sezione=&amp;sezione=">possibile accaparramento delle terre coltivabili</a> [it] da parte dell&#39;India:</p>
<blockquote><p>L’obiettivo di questo summit, per l’Africa, dovrebbe essere quello di negoziare metodi di collaborazione volti alla risoluzione del problema cruciale dell’energia. Ma, si tratta anche di porre fine alla cessione in affitto e alla vendita dei terreni in Africa, fintanto che i produttori [autoctoni] avranno problemi ad accedervi per  poter concorrere all&#39;autosufficienza alimentare e per godere del diritto a un luogo in cui vivere.</p></blockquote>
<p>Sull’ <a title="Commento in forum sul sito RFI in francese" href="http://www.rfi.fr/afrique/20110524-inde-affirme-presence-afrique#comment-194653">incontro di Addis Abeba</a> ha <a title="Commento in forum sul sito RFI in francese" href="http://www.rfi.fr/afrique/20110524-inde-affirme-presence-afrique#comment-195451">fatto molto discutere</a> anche un articolo pubblicato nel sito di radio RFI. E&#39; il rifiuto dell&#39;“<a title="Testo canzone in francese" href="http://www.lyricsmania.com/armee_francaise_lyrics_alpha_blondy.html">Indipendenza sotto stretta sorveglianza</a>” (parole di una canzone di <a title="voce su wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alpha_Blondy">Alpha Blondy</a> [it]), ossia il modello di cooperazione post-coloniale francese, ad avere suscitato i commenti più accesi, mentre c&#39;è più indulgenza nei confronti di Cina e India:</p>
<div><em>Kamerun</em> :</div>
<div>
<blockquote><p>L’arrivo dell’INDIA e della CINA nel continente AFRICANO ci rende molto fieri, dato che questo potrebbe aiutarci a cacciare con forza i ladri imperialisti che saccheggiano il continente dal 1960. [&#8230;]</p></blockquote>
<div><em>Anonimo:</em></div>
<blockquote><p>[&#8230;] Dubito che Outtara concederà dei mercati lucrativi agli indiani o ai cinesi, a discapito della Francia. A meno che non voglia restare al potere ancora per poco.</p></blockquote>
</div>
<div>
<div><em>Ma belle Afrique :</em></div>
</div>
<blockquote>
<div>
<p>La strategia indiana di cooperazione con l’Africa è più altruista di quella adottata dalla Francia di Sarkozy. È ora che gli africani voltino le spalle ai Paesi che hanno imposto loro il governo con le armi.</p>
</div>
</blockquote>
<div><em>RéaPar :</em></div>
<div>
<blockquote><p>Queste forme di cooperazione, in cui le risorse naturali africane sono convogliate verso gli uni o gli altri (Europa o Paesi del BRIC) non sono una soluzione sostenibile per i problemi di sviluppo di questo continente. La cooperazione dovrebbe essere basata su una visione a lungo termine che permetta un giorno agli africani di andare a vendere delle “TATA” in India, in Francia o in CINA (qui esagero). Tutto ciò passa per la formazione dei giovani, per la democrazia e per politiche economiche ambiziose a lungo termine finalizzate a ridurre il “sistema della mano tesa” (elemosina) nel continente.</p></blockquote>
</div>
<p>Il summit di Addis Abeba è stata anche l’occasione per portare un tocco di cultura dell’Africa occidentale in Etiopia, grazie a un gruppo di percussionisti di <a title="voce su wikipedia in francese" href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Rufisque">Rufisque</a>, città a sud-est di Dakar. Chérif FAYE <a title="Articolo in francese" href="http://www.rufisquenews.com/arts-et-culture/310-sommet-inde-afrique-a-addis-abeba-le-groupe-l-ker-gi-r-de-bargny-a-lhonneur.html">ha annunciato</a> su <em>rufisquenews.com</em> che è stato invitato in Etiopia dall&#39;ambasciata indiana in Senegal:</p>
<blockquote><p>Il gruppo “<em>Kër Gi </em>” di Bargny, per l’occasione, [doveva] presentare una creazione intitolata “<em>Guur Nduuy</em>”, che significa “<em>tradizione dei lébous</em>”. Il “<em>Guur Nduuy</em>” è uno spettacolo che rievoca alcuni aspetti del ricco patrimonio immateriale della comunità <a title="voce su wikipedia in francese" href="http://fr.wikipedia.org/wiki/L%C3%A9bous">lébous</a>.</p></blockquote>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://fr.globalvoicesonline.org/author/abdoulaye-bah/' title='elenca tutti gli articoli di Abdoulaye Bah'>Abdoulaye Bah</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/valentina-gazzola/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Valentina Gazzola'>Valentina Gazzola</a></span></span> 
 &middot; <span class='source-link'><a href='http://fr.globalvoicesonline.org/2011/06/08/69709/' title='articolo originale  [fr]'>articolo originale  [fr]</a></span> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/06/africa-la-cina-e-tallonata-dallindia/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F06%2Fafrica-la-cina-e-tallonata-dallindia%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F06%2Fafrica-la-cina-e-tallonata-dallindia%2F&#038;text=Africa%3A+La+Cina+%C3%A8+tallonata+dall%26%2339%3BIndia&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F06%2Fafrica-la-cina-e-tallonata-dallindia%2F&#038;title=Africa%3A+La+Cina+%C3%A8+tallonata+dall%26%2339%3BIndia' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F06%2Fafrica-la-cina-e-tallonata-dallindia%2F&#038;title=Africa%3A+La+Cina+%C3%A8+tallonata+dall%26%2339%3BIndia' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F06%2Fafrica-la-cina-e-tallonata-dallindia%2F&#038;title=Africa%3A+La+Cina+%C3%A8+tallonata+dall%26%2339%3BIndia' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F06%2Fafrica-la-cina-e-tallonata-dallindia%2F&#038;title=Africa%3A+La+Cina+%C3%A8+tallonata+dall%26%2339%3BIndia' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Giappone: storia e leggende dei Sanka, gitani del sol levante</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 10:29:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Gazzola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A riportare alla memoria l’esistenza dei gitani del Giappone – mai stata registrata da nessun Governo –  è stato un documentario mandato in onda alcuni mesi fa dall’emittente pubblica NHK: la blogosfera ne è rimasta affascinata, e ha cominciato a scambiarsi storie e leggende su questa popolazione, i "Sanka".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Capita che alcune questioni, persone o storie dimenticate riemergano dall’oblio risvegliando qualcosa nell’immaginario collettivo. A volte, anche i protagonisti di queste storie, le cui origini storiche sono difficili da rintracciare, entrano a far parte della leggenda.</p>
<p>Questo è, più o meno, quello che è successo a un gruppo di persone che si dice abbia vissuto nelle remote montagne e pianure dell’arcipelago giapponese fino agli anni 70. Stiamo parlando dei gitani giapponesi, detti anche <a title="Voce su Wikipedia in giapponese" href="http://ja.wikipedia.org/wiki/%E5%B1%B1%E7%AA%A9">Sanka</a> [jp, <em>come gli altri link, eccetto ove diversamente specificato</em>], il cui nome in giapponese è 山家 (gente delle montagne) o 山窩 (nomadi delle montagne).</p>
<p>A riportare alla memoria l’esistenza di questa popolazione – che sembra non sia mai stata registrata da nessun Governo –  è stato un documentario mandato in onda alcuni mesi fa dall’emittente pubblica giapponese NHK.</p>
<p>Come nella letteratura occidentale classica, che si rifà al mito del “nobile selvaggio”, alcuni blogger hanno ragionato sulle possibili origini di questi nomadi leggendari e sul loro stile di vita “naturale”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_219625" class="wp-caption aligncenter" style="width: 458px"><a href="http://www.flickr.com/photos/jasohill/3397514295/sizes/l/in/photostream/"><img class="size-full wp-image-219625  " title="Monte Iwate, Giappone. Immagine di Jasohill, ripresa da Flickr con licenza Creative Commons (BY-NC-SA 2.0)" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/04/jasohill.jpg" alt="Monte Iwate, Giappone. Immagine di Jasohill, ripresa da Flickr con licenza Creative Commons (BY-NC-SA 2.0)" width="448" height="266" /></a><p class="wp-caption-text">Monte Iwate, Giappone. Immagine di Jasohill, ripresa da Flickr con licenza Creative Commons (BY-NC-SA 2.0)</p></div>
<p><em>Onoda </em><a title="Post in giapponese" href="http://77783061.at.webry.info/201010/article_3.html">spiega ciò che ha sentito dire sulle condizioni di vita</a> e sulle tradizioni dei Sanka fino alla loro scomparsa:</p>
<blockquote><p>サンカ−−これは外国の話ではない。日本に住み、農家の箕と呼ばれる道具を<br />
修繕する技術力を持ち、農家の家々を回って修繕して麦や米や調味料などをもらい、<br />
また、河原や崖の穴に住処を作って川魚を狩猟して、河原で水浴びもしていた、<br />
家族をひとまとまりとした漂流生活者であった。[&#8230;]</p>
<p>彼らは１９６０年代を最後に忽然と姿を消す。[&#8230;]</p>
<p>純粋に彼らが消えた理由は、生計の糧である箕を使う農家も農地も<br />
減ったこと。自由に暮らせる森も草原も河原も開発の波で次々に<br />
姿を消したこと。土地所有の権利者から立ち入りを許されることが<br />
難しくなったことなど、時代を考えればそうなんだろうなと、<br />
思うことしきり。</p></blockquote>
<div class="translation">
<p>La storia dei Sanka non proviene da un altro Paese. Vivevano in Giappone, e avevano abilità tecniche tali da saper riparare alcuni attrezzi come i setacci usati in agricoltura. [I Sanka] andavano di fattoria in fattoria, ricevendo cibo (come farina o riso) in cambio delle loro riparazioni. Costruivano le loro case vicino al letto dei fiumi o nelle caverne delle scogliere, praticavano la pesca nei fiumi, dove si lavavano. Erano nomadi organizzati in famiglie. […]</p>
<p>Dopo il 1960, improvvisamente, sono scomparsi. [&#8230;]</p>
<p>Tra le cause della loro scomparsa, uno dei motivi potrebbe dipendere dalla scomparsa di strumenti come i setacci usati dagli agricoltori, dalla cui riparazione dipendeva la loro sopravvivenza. Inoltre, le foreste, i fiumi e le pianure dove un tempo vivevano liberi sono scomparsi a causa delle conseguenze dello sviluppo. Probabilmente hanno iniziato ad avere problemi con i proprietari terrieri che non consentivano l’accesso alle loro proprietà da parte degli stranieri.</p>
</div>
<p>Secondo <em><a title="Post in giapponese" href="http://jiyodan.exblog.jp/11543632/">jiyodan</a></em>, i Sanka erano un popolo libero che cercò di resistere al progetto di assimilazione condotto dal Governo centrale, il quale, durante il XVIII e il XIX secolo, obbligò le diverse popolazioni originarie come gli <a title="Articolo in inglese" href="http://www.japanfocus.org/-Simon-Cotterill/3500">Ainu</a> [en] (nelle regioni settentrionali del Paese) e gli <a title="Articolo in inglese" href="http://www.uchinanchu.org/uchinanchu/history_assimilation.htm">Okinawa</a> [en] (nelle Isole Ryukyu) ad abbandonare la loro cultura e la loro lingua al fine di adottare quelle dell’isola principale.</p>
<blockquote><p>わが国には、古来から人別にも記載されない山窩（サンカ・サンガ）と呼ばれる山の民（非定住民・狩猟遊民）が居る。<br />
明治維新以後に戸籍(壬申戸籍 /じんしんこせき)をつくるまで、山窩（サンカ・サンガ）は、治世の外に存在した自由民であった。<br />
この山窩（サンカ・サンガ）は、九州から東北地方まで分布している所から、比較的後期の渡来系勢力に押されて、同化を拒み、山中に逃げ延びた「内地の原日本人系縄文人（原ポリネシア系）の一部ではないか」と考えられる。<br />
つまり、先住民族の同化から取り残された残存の一部が、山窩（サンカ・サンガ）でないと、存在の理由が見当たらないのである。<br />
勿論、山窩（サンカ・サンガ）にも渡来系勢力との接触はあるから、完全に文明から取り残された訳ではない。<br />
山に篭った群れ、平地に降りて来て一郭に集団で居留したもの、その中間の存在もあった筈である。</p></blockquote>
<div class="translation">
<p>Nel nostro Paese esiste un gruppo di persone, la gente delle montagne: abitanti o nomadi non identificati che vivevano di caccia e pesca. [Questa popolazione] si chiama Sanka e non è mai stata identificata come etnia.</p>
<p>Fino alla creazione del sistema di registrazione familiare, durante la Restaurazione Meiji [1868], i Sanka o Sanga erano una popolazione libera e al di fuori del controllo governativo. Erano distribuiti in tutto il Paese, dalla regione meridionale del Kyushu a quella settentrionale del Tohuko. Si pensa che furono spinti verso nord dalle popolazioni arrivate successivamente. Rifiutarono l’assimilazione e si rifugiarono sulle montagne. Si pensa che “potrebbero essere stati parte dei Jomon, gli antenati dei giapponesi di origini polinesiane”.</p>
<p>In altre parole, la loro esistenza può essere spiegata solo considerandoli come una delle popolazioni aborigene che hanno resistito all’assimilazione.</p>
<p>Esiste, inoltre, la credenza che [i Sanka] vivessero in gruppi, ritirati sulle montagne e nelle pianure. [&#8230;]</p>
</div>
<blockquote><p>そして彼ら山に篭った群れの純粋な山窩（サンカ・サンガ）の生活にも、文明や道具の一部は取り入れられたが、生活様式だけは頑なに守って独自の生活圏を山岳地帯につくり、言わば祭らわぬ人々（統治されざる人々）として存在し、それが明治維新の少し後まで無人別集団として存在して居たのである。</p></blockquote>
<div class="translation">
<p>In seguito i Sanka, come quelli che si nascondevano sulle montagne, dovettero accettare la “civilizzazione” in ogni aspetto della propria vita quotidiana, e cominciarono ad utilizzare alcuni strumenti [&#8221;moderni&#8221;]. Continuarono comunque a preservare il proprio stile di vita e a costruire le loro case entro i confini delle montagne e delle colline. Quindi, hanno continuato ad esistere come “un popolo che non voleva associarsi con persone che erano state sottomesse”. Fino a poco dopo la Restaurazione Meiji [1868], [i Saka] hanno continuato a esistere come popolazione non riconosciuta.</p>
</div>
<p>Nessuno sa esattamente perchè, negli anni 70, questo popolo è apparentemente “scomparso”. Alcuni credono che siano stati privati di terre sulle quali potevano vivere liberamente. Il cosiddetto miracolo economico, che ha reso il Giappone la seconda economia mondiale nei decenni successivi alla fine della guerra, non poteva tollerare l’esistenza di una popolazione esterna al sistema.</p>
<div id="attachment_219640" class="wp-caption aligncenter" style="width: 458px"><a rel="attachment wp-att-219640" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=219640"><img class="size-full wp-image-219640  " title="Immagine di Jetalone - ripresa con licenza Creative Commons (BY-NC-SA 2.0)." src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/04/jetalone.jpg" alt="Immagine di Jetalone - ripresa con licenza Creative Commons (BY-NC-SA 2.0)." width="448" height="336" /></a><p class="wp-caption-text">Immagine di Jetalone - ripresa con licenza Creative Commons (BY-NC-SA 2.0).</p></div>
<p>Secondo <a title="Pagina Yahoo!Answers in giapponese" href="http://detail.chiebukuro.yahoo.co.jp/qa/question_detail/q1445798674">kuronekobyakudhan</a>, il quale risponde a una domanda sui Sanka su Yahoo, [questo popolo] non è scomparso in maniera improvvisa. Egli ritiene che il fenomeno si sia evoluto e che i poveri diventeranno i nuovi Sanka.</p>
<p>Alcuni di loro continuano a essere emarginati, come molte altre minoranze in Giappone, a cause delle umili origini, che spesso risalgono a secoli precedenti. [Tali minoranze] erano discriminate e non potevano entrare a far parte della società tradizionale basata sul lavoro. È un problema che esiste tuttora, anche se su scala diversa, e a cui le amministrazioni locali continuano a far fronte:</p>
<blockquote><p>山 窩族については徳川家康のブレーンのひとりであった林羅山などが記していますが、大正時代に三角寛が大衆紙に山窩を題材にした小説を発表するとちょっと した山窩ブームが起き、本来の山の民ではなく、社会をドロップアウトしてしまった人たち（世界恐慌もそれを後押しした）が山間部でのホームレス化してしま う社会現象が起きています。</p></blockquote>
<div class="translation">
<p><a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Hayashi_Razan">Hayashi Razan</a> [en], luminare dell’amministrazione [shogun] Tokugawa Yeyasu del XVI secolo, scrisse a proposito dei Sanka. Durante l’era Taisho (1912-1926), lo scrittore <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://ja.wikipedia.org/wiki/%E4%B8%89%E8%A7%92%E5%AF%9B">Misumi Kan</a> parlò di loro in un breve romanzo che venne pubblicato su un importante giornale e [a seguito di tale pubblicazione] esplose una vera e propria mania nei confronti di tale popolazione. Ad ogni modo, i Sanka non erano una popolazione delle montagne, ma piuttosto vittime di un fenomeno sociale per cui coloro che venivano rigettati dalla società finivano per diventare senza tetto, costretti a vivere fuori dalle città; fenomeno che la crisi mondiale avrebbe intensificato.</p>
</div>
<blockquote><p>そうした山窩族を含めた被差別民は各地に多く存在し、[&#8230;]山梨県内には調査資料では１９３５年にそうした被差別地区が２３区域１８１８人（１９９３年にはそれが６区域２９３人に縮小し た。）とあります。</p></blockquote>
<div class="translation">Questo tipo di Sanka e altri gruppi sociali discriminati sono numerosi in tutto il Paese. [&#8230;] Per esempio, secondo una ricerca, nella Prefettura di Yamanashi nel 1935 c’erano 1.818 persone in 23 “distretti discriminati”. Nel 1993 il numero dei “distretti discriminati” era sceso a sei, con 293 persone in totale.</div>
<p>Kuronekobyakudhan, inoltre, sostiene che, oggi, in ogni area, il Governo ha creato un ufficio amministrativo con il compito di occuparsi della stessa discriminazione sociale di cui i Sanka hanno sofferto. Questo significa che, anche se il problema è stato ridotto, la questione dell&#39;emarginazione è ancora da risolvere:</p>
<blockquote><p>当然こうした仕事を担当する窓口の人は、その歴史的背景なども熟知していませんと親身な対応ができませんから、それなりの研修などを受講されています。</p></blockquote>
<div class="translation">
<p>Le persone che lavorano in questo campo e conoscono il contesto storico che ha portato questo fenomeno a galla, sanno che devono prendersi cura di quelle persone e, quindi, sono ben preparate per tale compito.</p>
</div>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/scilla-alecci/' title='elenca tutti gli articoli di Scilla Alecci'>Scilla Alecci</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/valentina-gazzola/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Valentina Gazzola'>Valentina Gazzola</a></span></span> 
 &middot; <span class='source-link'><a href='http://globalvoicesonline.org/2011/05/05/japan-sanka-legendary-gypsies-living-in-the-wild/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a></span> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/06/giappone-storia-e-leggende-dei-sanka-gitani-del-sol-levante/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F06%2Fgiappone-storia-e-leggende-dei-sanka-gitani-del-sol-levante%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F06%2Fgiappone-storia-e-leggende-dei-sanka-gitani-del-sol-levante%2F&#038;text=Giappone%3A+storia+e+leggende+dei+Sanka%2C+gitani+del+sol+levante&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F06%2Fgiappone-storia-e-leggende-dei-sanka-gitani-del-sol-levante%2F&#038;title=Giappone%3A+storia+e+leggende+dei+Sanka%2C+gitani+del+sol+levante' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F06%2Fgiappone-storia-e-leggende-dei-sanka-gitani-del-sol-levante%2F&#038;title=Giappone%3A+storia+e+leggende+dei+Sanka%2C+gitani+del+sol+levante' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F06%2Fgiappone-storia-e-leggende-dei-sanka-gitani-del-sol-levante%2F&#038;title=Giappone%3A+storia+e+leggende+dei+Sanka%2C+gitani+del+sol+levante' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F06%2Fgiappone-storia-e-leggende-dei-sanka-gitani-del-sol-levante%2F&#038;title=Giappone%3A+storia+e+leggende+dei+Sanka%2C+gitani+del+sol+levante' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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