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Tamara Nigi

profilo personale · 115 articoli · collabora dal 11 giugno 2008

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Consulente nell'ambito della formazione e traduttrice freelance si interessa di educazione linguistica e interculturale. Coglie volentieri dalla blogosfera spunti e idee su temi che le stanno a cuore per condividerli in italiano con i lettori. Global Voices è un'interessante occasione di scambio.

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ultimi articoli di Tamara Nigi

23 novembre 2010

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Madagascar: passa il referendum, ma la crisi rimane

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Il referendum di riforma costituzionale, voluto dal regime militare e svoltosi il 17 novembre, è stato fortemente contestato dall'opposizione e dalla comunità internazionale. Anche online s'accende il dibattito, mentre i primi risultati danno il 53% di votanti e il 74% di Si. Resta tesa la situazione.

28 settembre 2010

USA: i blogger scientifici diventano globali e i giornalisti non li snobbano più

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Negli ultimi anni è andata consolidandosi una comunità globale online di scienziati che si sta dimostrando via via più influente. Grazie a un linguaggio sempre più accurato nella comunicazione, questi blogger riescono a catturare l'attenzione di quei gionalisti che prima snobbavano i media partecipativi di stampo scientifico.

26 settembre 2010

Ambiente

Arrestato il 5 settembre a Maroantsetra, nel Madagascar orientale, un “giornalista straniero”. Ne hanno dato notizia il 17 settembre il sito Mongabay [in] e il blog MyDago [fr]. Il giornalista, di cui non sono state rivelate identità e nazionalità, stava conducendo un'inchiesta sul traffico di legnami pregiati [it]. La polizia gli avrebbe contestato la mancanza della necessaria autorizzazione speciale, sequestrandogli la fotocamera e intimandogli di distruggere le immagini. Temendo per la sua tutela e quella della guida che l'accompagnava, il giornalista, poi rilasciato, avrebbe cancellato le foto in presenza di quattro funzionari di polizia e - fatto singolare - di tre noti commercianti di legname.

27 agosto 2010

Pakistan

“Se c'è una cosa che è bene il governo impari da queste inondazioni è prendere più seriamente l'istruzione e mettere le donne in condizione di agire”. E' quanto scrive [en] Dr. Syed Nabeel Zafar dal campo medico di Sukkur, nella provincia pakistana di Sindh, colpita da una seconda ondata di monsoni. Il suo intervento è pubblicato sul blog Teeth Maestro [en] in una rassegna dal titolo Field notes from doctors of a relief team [Appunti sul campo dai medici di una squadra di soccorso]. Sul blog una sintesi, giorno per giorno, dell'attività condotta dalla squadra. Secondo Syed Nabeel Zafar, il già immane compito di dare aiuto agli sfollati è amplificato da un retroterra culturale assai difficile. Così prosegue il medico: “Se gli sfollati fossero più istruiti, per il governo sarebbe molto più semplice provvedere alla loro sistemazione. Come fa una madre a prendersi cura di 10-15 bambini? È semplicemente impossibile.” A confermare questa impressione è l'esperienza del Dr. Nighats: alcune donne che avevano ricevuto informazioni sulla pianificazione familiare gli hanno chiesto se non temesse Allah, oppure dicevano: “I nostri mariti vogliono così. Ci picchiano”. Molte donne capiscono perfettamente, ma gli uomini no. In uno dei nostri campi, una donna è venuta a chiederci la pillola contraccettiva. Cosa decisamente sorprendente….purtroppo però nessuno ne disponeva.

23 agosto 2010

Ruanda: quale futuro dopo la rielezione di Kagame alle Presidenziali 2010?

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Cosa significa questa (schiacciante ma scontata) vittoria per il Paese? La blogosfera si interroga sul futuro e sulle reali possibilità di alternanza democratica, sullo sfondo di eventi destabilizzanti che rimandano al tenebroso passato.

12 agosto 2010

Ungheria: controversa intervista all'ex-leader comunista Béla Biszku

Si riaccende il dibattito pubblico sulla storia pre-1989 del Paese, dopo la proiezione di un controverso film-documentario su Béla Biszku, leader del Partito Socialista dei Lavoratori, Ministro degli Interni dal 1957 al 1961 e tra i protagonisti della controrivoluzione del 1956.

11 agosto 2010

Sudafrica

Sul suo blog Africa's a country, Sean Jacobs parla di un nuovo film-documentario [en] del regista sudafricano Dylan Valley, dal titolo Afrikaaps. La pellicola racconta un'altra storia [e non è la prima volta] sulla lingua Afrikaan [it]. “Coloro che parlano l'Afrikaan”, spiega il blogger, “non sono in maggioranza bianchi, eppure per molti osservatori la lingua è sinonimo di colonialismo, apartheid e razzismo dei bianchi. E come dargli torto? [In effetti] i nazionalisti Afrikaaner, con la complicità dei media, delle organizzazioni culturali, dell'editoria, delle università e del sistema scolastico, avrebbero minimizzato e svalutato l'origine creola della lingua Afrikaan perché cozzava con il progetto politico della purezza della razza e della dominazione bianca”. E dopo l'apartheid, ci sono Afrikaaner che la pensano ancora così.

17 luglio 2010

Francia

Dopo 50 anni, Londra torna a esporre Paul Gauguin [it] in una mostra in partenza a settembre alla Tate Modern, dal titolo “Gauguin: Maker of Myth”, che presenterà anche opere inedite per la capitale britannica. Dal suo blog, ‘Philosophy of Science Portal', Mercury [en] rilancia le riflessioni nate intorno alla figura dell'artista in vista di questo evento e si chiede, in calce alla riproduzione di alcuni fra i più sensuali dipinti del francese: “Vi pare un caso estremo di manipolazione della verità per rappresentare una situazione irreale? E a che scopo?”.

Intanto Belinda Thompson, che della mostra è co-curatrice, sostiene che non fu Tahiti a trasformare l'arte di Gauguin [en], e che il seme del suo stile pittorico germogliò assai prima, nutrendosi dell'interesse verso le culture alternative d'Europa, a partire dalla Bretagna. In Polinesia Gauguin avrebbe attinto a piene mani alle credenze locali, mentre alla fine dell'800, i riti della cultura Maori stavano già rapidamente scomparendo per effetto dell'evangelizzazione cristiana.

Sembra che la mostra voglia svelare questo volto di Gauguin, che sulle pagine di The Guardian Charlotte Higging, traendo spunto dalla colorita definizione dell'artista [”un manipolatore patentato”] suggerita dall'altra co-curatrice, Christine Ridding,  non esita a definire fin dal titolo e nell'incipit “affabulatore e spudorato manipolatore di verità, oltre che abile pubblicista di se stesso” [en].

Il tutto per dimostrare che Gauguin non era un marginale, ma un artista vero?

15 luglio 2010

Blogosfera egiziana: cultura, arte e sociale affiancano politica e attivismo offline

Rising Voices

La blogosfera egiziana rimane la più ampia e variegata del mondo arabo. E come rivela uno studio del Berkman Center, l'attivismo online si estende sul territorio, con campagne per le riforme sociali, la lotta contro l'HIV/AIDS o le molestie sessuali. Né mancano blogger dediti a poesia, letteratura e arte, diritti umani e condizione femminile.

14 luglio 2010

Iraq

Il blog IraqPundit se la prende [en] con l'amministrazione Obama per la decisione di abbandonare ogni riferimento al radicalismo islamico - come rivela l'attenzione alla scelta dei termini per descrivere l'Islam [en]. Collegare questa religione alla minaccia terroristica non farebbe che fomentare la propaganda, con il rischio di alienarsi i moderati mussulmani statunitensi. Il blogger però, pur comprendendo le ragioni all'origine di questa mossa e scontando la retorica che l'avvolge, vi ravvisa la volontà di non infastidire i militanti, e ritiene un errore non chiamare le cose con il loro nome. D'altronde, aggiunge, ”nessun musulmano che si rispetti dovrebbe sentirsi offeso”.

12 luglio 2010

Iraq

Iraqi Pundit si era espresso il 13 giugno scorso [en] sulle esplosioni che il giorno stesso avevano colpito Baghdad, precedendo l'assalto armato alla banca centrale e causando almeno una quindicina di morti e quaranta feriti.  “Chiunque ne sia stato l'artefice, ha voluto farci sapere di essere ancora presente”, era stato il commento. L'attentato era avvenuto alla vigilia della prima riunione del parlamento [it] eletto nel marzo scorso, tra le crescenti preoccupazioni sull'incapacità del Paese di esprimere una maggioranza governativa.

E mentre un attentato suicida [it] ha di nuovo insanguinato la capitale irachena, uccidendo almeno 28 pellegrini sciiti e ferendone 45 [fonte BBC], la crisi politica è ancora in corso. Al riguardo, il vicepresidente USA Joe Biden, volato a Baghdad [en] per una visita a sorpresa ai soldati americani nel giorno della Festa dell'Indipendenza (4 luglio), si è detto ottimista sulla “formazione di un governo rappresentativo” - riporta l'agenzia di stampa APCOM. E lo stesso IraqPundit, in un post del 10 luglio [en], ribadisce che l'annuncio sulla formazione del nuovo governo “arriverà prima del tredici luglio”, data in cui è prevista la prossima riunione del nuovo parlamento.

10 luglio 2010

Iraq

“[…] Falluja è una città proibita”. Così si esprime l'irachena Layla Anwar che, dopo aver visto un programma ritrasmesso dall'emittente Al Jazeera, descrive sul suo blog [en] gli effetti della contaminazione chimica e radioattiva provocata a Falluja dall'uranio impoverito e dal fosforo bianco delle bombe usate in Iraq nel 2004. Le “forze di “invasione/occupazione” statunitensi e quelle “marionette” delle autorità locali” (così le descrive la blogger) [sarebbero riusciti a tenere] Falluja praticamente sotto assedio, impedendo lo svolgimento di qualsiasi vera attività di studio. A sostenere che la contaminazione di Falluja è più grave che a Hiroshima è il Prof. Chris Busby, in un'intervista rilasciata all'emittente araba. Busby è segretario scientifico del CERI (Comitato Europeo sul Rischio Radioattivo) e direttore di Green Audit - prosegue la Anwar. Già noto per i suoi articoli sulla contaminazione radioattiva in Kosovo, Libano, Gaza e Iraq, ha condotto fra molti ostacoli un'indagine/ricerca su Falluja.  I risultati si attendono a breve. Il sito uruknet.info [en, it] rilancia il video con l'intervista al Prof. Busby [ar, in].

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