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Tamara Nigi

profilo personale · 116 articoli · collabora dal 11 giugno 2008

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Consulente nell'ambito della formazione e traduttrice freelance si interessa di educazione linguistica e interculturale. Coglie volentieri dalla blogosfera spunti e idee su temi che le stanno a cuore per condividerli in italiano con i lettori. Global Voices è un'interessante occasione di scambio.

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ultimi articoli di Tamara Nigi

14 febbraio 2012

Madagascar: Il ciclone Giovanna si abbatte sulle coste orientali. Per l'emergenza i blogger malgasci creano piattaforma di crowdsourcing.

Atteso per le 23 del 13 febbraio (ora locale del Madagascar), il ciclone Giovanna [si è abbattuto con violentissime raffiche sulle coste orientali dell'isola]. Già da ieri è in funzione una  piattaforma ad hoc approntata dai blogger malgasci per far convergere informazioni utili dal territorio. La rete multicanale a disposizione comprende SMS a un numero locale (0326705819), un indirizzo di posta elettronica dedicato (cyclonegiovanna@gmail.com],  un apposito modulo da compilare online e l'hashtag twitter  #Giovanna. [Secondo i metereologi - fonte BBC  News Africa - Giovanna potrebbe produrre danni comparabili a quelli del ciclone che colpì il Paese nel 1994, quando si contarono 200 morti e 40.000 dispersi]

12 giugno 2011

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Egitto: La democrazia non ci è data ma è qualcosa a cui tendere, sempre

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E' il messaggio che giunge da Aalam Wassef, blogger e produttore di media virali egiziano, le cui campagne online hanno accompagnato il processo di riscatto civile in Egitto. Ne parla in un documentario prodotto dal sito latino americano NarcoNews, che quest'anno ha dedicato all'Egitto parte della sua programmazione, raccontando la rivoluzione egiziana anche attraverso alcuni dei suoi artefici.

25 maggio 2011

Tecnologia per la trasparenza: relazione conclusiva

leggi l'articolo Technology for Transparency Network

Il Technology for Trasparency Network annuncia la pubblicazione della sua relazione conclusiva che documenta la mappatura su scala globale delle tecnologie per favorire la trasparenza e l'assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni pubbliche di vari Paesi. Sintesi dei punti salienti.

13 maggio 2011

Eritrea: Tragica situazione degli Eritrei in Egitto

Ancora gravi le preoccupazioni per la situazione dei rifugiati eritrei in Egitto. A esprimerle è Release Eritrea, associazione di volontari con sede nel Regno Unito che riferisce di cinque Eritrei uccisi negli ultimi giorni dalla polizia di frontiera egiziana. Raggiunti dai colpi d'arma da fuoco, gli Eritrei sono riusciti comunque a varcare la frontiera, per morire più tardi a causa delle ferite riportate, come riportano fonti israeliane.

11 maggio 2011

Singapore: Per l'Unesco pesante sistema di controllo dei media mainstream, mentre si fanno strada i blog e i new media

Nella sezione Commmunication and Information del suo sito, L’UNESCO pubblica una nota [in] sui mezzi d'informazione mainstream a Singapore, definendoli ”pesantemente regolamentati” dal governo. Contemporaneamente riconosce ai blog e ad altri new media [in] online il pregio di offrire ”argomentazioni alternative su importanti temi socio-politici, dalla politica interna, ai diritti degli omosessuali e a quelli degli anziani.”

Nella nota si sottolinea come due soli gruppi, Singapore Press Holdings e MediaCorp, detengano nel Paese il controllo della televisione e della totalità di quotidiani e canali radiofonici. Sono tutte società di diritto privato, ma avrebbero forti legami con l'esecutivo, difedendone le posizioni. Oltre a una miriade di lacci legislativi che influiscono sulla libertà di espressione, la nota menziona anche forme di controllo che trascendono il quadro normativo per giungere alla labilità di confini fra governo e aziende dell'infomazione, dove facile è il transito di cariche dall'uno alle altre, in un sistema che rende remissivi i media e scoraggia la pluralità delle idee.

Apatia generalizzata e una scena politica scialba sarebbero all'origine della preoccupante situazione. In questo scenario, la libertà delle idee corre su Internet dove, nonostante la presenza di leggi restrittive, il governo non ha ancora la mano pesante, rispetto al controllo che invece opera sui mezzi di informazione mainstream.

Si segnala quindi la crescita di gruppi di citizen juournalist che mostrano un approccio critico nei confronti dei mezzi di informazione tradizionali e, non solo, cercano anche di colmarne le lacune, trattando argomenti scottanti e perlopiù ignorati.

4 marzo 2011

Pakistan: L'assassinio del Ministro Shahbaz Bhatti

Shahbaz Bhatti è la seconda vittima eccellente in due mesi. Sul blog  Terrorland, il giornalista e scrittore pakistano Habib Sulemani parla dell'assassinio a Islamabad del Ministro Federale per le Minoranze.

Cattolico, si batteva per cambiare le leggi sulla blasfemia. “Insieme ad altri settori della società” dice il blogger “i gruppi che difendono i diritti umani restano per arcani motivi in silenzio di fronte all'ondata di estremismo innescata di recente, soprattutto ai danni di gente di fama liberale.”

Sulemani se la prende con la Human Rights Commission of Pakistan (HRCP), con Rozan, con Aurat Foundation e con svariate altre migliaia di ONG, leader inclusi, per quello che definisce un silenzio criminale davanti alla distruzione della società pakistana. Poi propone una disamina dei pregi e dei difetti delle ONG, che, a suo giudizio, stanno cambiando in peggio, meritandosi non di rado, a porte chiuse, anche valutazioni poco lusinghiere da parte dei comuni cittadini.

14 febbraio 2011

Gabon: le proteste ignorate dai media internazionali

Le proteste in atto in Gabon non sono riuscite ad attirare l'attenzione dei media internazionali. Non c'è da sorprendersi, commenda Ethan Zuckerman nel suo blog [qui un estratto tradotto in italiano], se si pensa che il Paese centrafricano conta solo 1.5 milioni di abitanti e che sono veramente pochi i lettori in grado di localizzarlo geograficamente. Ma non c'è da soprendersi neppure del fatto che i sostenitori dell'opposizione, in Gabon, abbiano guardato con speranza a quanto stava accadendo in Tunisia [e ora verosimilmente in Egitto]. Zuckerman fa notare che è rischioso, però, ignorare la rivoluzione in Gabon: “Il rischio [...] non sta solo nella possibilità che le forze di opposizione vengano arrestate, se non peggio. Il rischio è dato dalla mancata comprensione dei profondi mutamenti in atto in tutto il mondo, mutamenti che stanno modificando la natura stessa della rivoluzione popolare. L'ondata di proteste montate in Tunisia [ed Egitto] potrebbe non esplodere solo nel mondo arabo, ma toccare altre regioni, venendo a interessare una porzione ben più ampia del pianeta.”

29 gennaio 2011

Egitto, Yemen, Tunisia: diffondete (e traducete) i vostri canti rivoluzionari

I graffiti prodotti dalle rivoluzioni continuano a vivere quando queste si spengono; gli slogan sono spesso seppelliti con i loro resti mortali. Questo più o meno il senso di una frase coniata dal blogger iFaqeer per dire che questi slogan andrebbero diffusi e conosciuti perché sono, a suo dire, “la parte più stimolante delle manifestazioni di strada”. Il blogger esorta quindi i manifestanti di Egitto, Yemen e Tunisia, come chiunque conosca l'arabo – anche chi stesse osservando da lontano – a pubblicare quelle parole, quelle frasi, quei canti, e, soprattuto, a tradurli, pur dicendosi consapevole di come a nessun'opera d'arte si possa render giustizia con la traduzione. iFaqeer, che sembra dunque sposare la tesi dell'intraducibilità, “osa” però sperare di tener viva in qualche modo una concordanza. Intanto ha trovato un blog che sembra fare al caso suo. E in calce al post, lo stesso Rezwan promette interessanti sviluppi.

28 gennaio 2011

Egitto: bloccato l'accesso a internet

Nei giorni scorsi i manifestanti hanno diffuso informazioni sulle proteste in atto servendosi dei social media, nonostante i molti ostacoli incontrati. Ora ogni tipo di accesso a Internet risulta completamente bloccato.

22 gennaio 2011

Medio Oriente: le riflessioni dei blogger sulla rivolta tunisina

Mentre la situazione in Tunisia sembra tornare a una certa normalità, pur se ovviamente non tutto è risolto, i blogger arabi continuano a scambiare idee e riflessioni sulla rivolta tunisina e sulle possibili implicazioni per l'intera regione.

30 dicembre 2010

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Africa francofona: eventi tragici e citizen media nel 2010

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Un altro anno che va a chiudersi con un quadro poco sereno e denso di eventi di primo piano, quello offerto dai citizen media dell'Africa francofona.

6 dicembre 2010

Madagascar: ondata di arresti dopo il tentato colpo di Stato

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All'indomani dell'approvazione del referendum costituzionale e del tentativo di colpo di stato avvenuto lo stesso giorno (17 novembre), un'ondata di arresti e di inchieste getta un'ombra sinistra sul Madagascar. A questa serie di eventi i cittadini malgasci reagiscono con atteggiamenti di stupore e preoccupazione.

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