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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Sara Cifani</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Global Voices in Italiano &#187; Sara Cifani</title>
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		<title>Russia: esiste davvero tutta questa libertà sul web e tra i social media?</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Oct 2010 05:41:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Cifani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Spesso l'Internet russa viene presentata, soprattutto da varie testate occidentali, come uno dei pochi "forum" democratici del Paese. Tuttavia non poche tra queste analisi andrebbero prese con le pinze...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_165528" class="wp-caption alignright" style="width: 235px"><a href="http://www.flickr.com/photos/ell-r-brown/3643510292/"><img class="size-medium wp-image-165528 " title="Il Tribunale- Raffigurazione della Giustizia, foto di Elliott Brown" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/09/3643510292_b9eca95b48-225x300.jpg" alt="Il Tribunale- Raffigurazione della Giustizia, foto di Elliott Brown" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Il Tribunale- Raffigurazione della Giustizia, foto di Elliott Brown</p></div>
<p>La scorsa settimana <a title="Leggi la voce wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/RT_(TV_network)">Russia Today TV</a> (RT) <em>[en, come tutti gli altri link eccetto ove diversamente indicato]</em>, emittente russa che trasmette all&#39;estero, ha trasmesso un servizio sulla condizione dei blogger russi e su come stiano coraggiosamente mettendo in luce i crimini e la corruzione che affliggono il sistema. Ecco alcuni estratti dell&#39;<a title="Articolo dal sito di RT" href="http://rt.com/Top_News/2010-09-20/bloggers-investigation-society-crimes.html">articolo pubblicato online</a>:</p>
<blockquote><p>Computer, portatili, telefoni e palmari&#8230; in Russia internet si sta diffondendo molto rapidamente e sta diventando molto più di un semplice passatempo. Per molti si è trasformato in uno &#8220;speaker corner&#8221; virtuale, dove le proprie voci non solo possono essere ascoltate, ma ottengono risonanza in tutto il Paese nel giro di poche ore.</p>
<p>Ci sono esempi concreti di come gli utenti di internet possano contribuire a risolvere problemi complicati. In un caso, un video diffuso online aveva portato alle dimissioni di un membro di punta dell&#39;amministrazione locale. L&#39;uomo, solito a maltrattare i bambini della scuola, era rimasto impunito finché il video non è diventato virale.</p></blockquote>
<p>Segue un&#39;analisi:</p>
<blockquote><p>&#8220;Ciò non significa che i giornalisti non siano bravi e che i blogger siano meglio&#8230;&#8221;, sottolinea Sergey Dorenko, caporedattore del <a title="Visita la pagina del RNS" href="http://www.rusnovosti.ru/">&#8220;Russian News Service&#8221;</a> [ru], &#8220;&#8230;o che il semplice concetto di libertà di espressione esista soltanto su Internet. È semplicemente una questione di scelte. Non ci accontentiamo più di assistere a [come l&#39;informazione venga gestita da] qualcun altro, vogliamo e possiamo farlo da soli. Internet ci permette di scegliere cosa vogliamo sapere a una velocità con cui stampa e televisione semplicemente non possono competere&#8221;.</p></blockquote>
<p>Ma poi c&#39;è stato un altro caso:</p>
<blockquote><p>In un altro caso, un blogger è riuscito a mettersi in contatto col presidente Dmitry Medvedev per aiutare un orfano, Pasha Berezin. Pasha, eccellente giocatore di scacchi, genio della matematica e assegnatario di sussidi statali, perderà l&#39;inizio dell&#39;anno accademico a causa delle pretese avanzate da una impresa edilizia che contribuisce all&#39;economia della sua scuola. &#8220;Voglio diventare un esperto di Information Technology&#8221;, ha riferito il ragazzo a RT. &#8220;Ma la scuola ha detto che se voglio studiare qui e vivere nello studentato devo studiare per diventare ingegnere&#8221;. Del caso di Pasha, ora, si occupa un&#39;organizzazione umanitaria, <a title="sito ufficiale dell'organizzazione" href="http://www.murzik.ru/english/index.php">Murzik</a>.</p>
<p>Il suo fondatore, German Pyatov, sostiene che ciò che ha fatto la differenza nel caso del ragazzo è stato un messaggio pubblicato online e indirizzato al Presidente. &#8220;Dopo aver pubblicato online la mia lettera ho ricevuto la telefonata di qualcuno dell&#39;ufficio del Presidente che voleva conoscere i dettagli del caso&#8221;, riferisce Pyatov. &#8220;So che si sono messi in contatto con l&#39;istituto, perché quasi immediatamente la scuola gli ha telefonando per chiedergli di ritirare la propria domanda di ammissione, e cioè in poche parole di andarsene. Avevano paura che le autorità venissero coinvolte. In seguito i media hanno parlato dell&#39;episodio e la scuola è stata obbligata a interrompere questi comportamenti illegali. Adesso permettono a Pasha di frequentare le lezioni, anche se si rifiutano ancora di fornigli un posto nello studentato.&#8221;</p></blockquote>
<p>Questa notizia è stata trasmessa il 20 settembre. Il giorno seguente, su <a title="Leggi l'articolo in inglese" href="http://rbth.ru/articles/2010/09/21/if_the_hospital_is_bad_then_blog_it04956.html">Russia Beyond the Headlines</a> (giornale online e cartaceo, realizzato <a title="Visita il sito in inglese" href="http://rbth.ru/about.html">in collaborazione</a> con diversi quotidiani esteri), è apparso un altro servizio sul grande potenziale della blogosfera russa:</p>
<blockquote><p>Le politiche di opposizione sembrano essere legate meno a figure politiche o partiti e più a questioni con un seguito popolare: ne sono testimonianza le proteste degli automobilisti o la campagna partita dal basso contro la corruzione della polizia. Il ribaltamento del flusso di informazioni (dalla blogosfera ai mezzi di comunicazione di massa) assume una certa rilevanza, poiché dimostra come i blogger si stiano allontanando dallo stereotipo di esponenti di un&#39;elite urbana con buoni agganci.</p></blockquote>
<p>Vedendo questi rapporti non si può fare a meno di considerarne la fonte: entrambi sono di proprietà statale e sono stati realizzati, in prima istanza, in inglese allo scopo di &#8220;aiutare gi stranieri a comprendere meglio la Russia&#8221;. Tenendo conto di ciò, sembra che queste notizie servano bene la diplomazia pubblica russa, soprattutto visti i tentativi del presidente Medvedev di dimostrare al mondo che la Russia può essere <em>en par</em> con l&#39;Occidente per quanto riguarda il progresso tecnologico nonché le trasformazioni sociali ed economiche che ne conseguono.</p>
<p>Tuttavia, la libertà dell&#39;Internet russa appare ancora un paradosso, al punto da attirare l&#39;attenzione di molti. Questo mese, <em><a title="Post di Luke Allnutt" href="http://www.rferl.org/content/Russias_Second_Life_Democracy/2162251.html">Tangled Web</a></em> ha provato a occuparsi della &#8220;democrazia virtuale&#8221; russa facendo riferimento a un recente rapporto pubblicato dallo U.S. Institute of Peace - <a title="rapporto dell'istituto per la Pace" href="http://www.usip.org/events/blogs-and-bullets-evaluating-the-impact-new-media-conflict"><em>Blogs and Bullets</em></a> - circa il potere dei nuovi media:</p>
<blockquote><p>In base alle premesse, il rapporto sottolinea che l&#39;impatto dei nuovi media sulla democrazia non è ancora del tutto chiaro, dal momento che la maggior parte delle prove raccolte è ancora frammentaria e aneddotica. Ma c&#39;è una frase della sezione riguardante i modi in cui i nuovi media possono influenzare gli individui che mi ha colpito particolarmente: &#8221; i nuovi media possono aumentare la passività dei cittadini, portandoli a confondere la retorica del web con le azioni politiche vere e proprie, e distraendo la loro attenzione da attività più produttive&#8221;.</p>
<p>Internet è decisamente libera in Russia, specialmente se paragonata ai mezzi di comunicazione televisivi e alla stampa, dominati dallo Stato: perlopiù, sul web sembra essere molto diffuso l&#39;attivismo di base. Tuttavia, invece che favorire la democrazia, internet potrebbe anche rivelarsi uno dei principali inganni, dando adito a processi e dibattiti paralleli; certo, un inganno vivace e variegato, ma in fin dei conti pur sempre una finzione.</p></blockquote>
<p>In questo contesto non si può non far riferimento al <a title="sito ufficiale" href="http://www.access-controlled.net/">rapporto 2010 pubblicato da OpenNet Initiative</a>, il cui <a title="profilo della Russia" href="http://www.access-controlled.net/wp-content/PDFs/part2/010_Russia.pdf">Profilo sulla Russia</a> afferma:</p>
<blockquote><p>L&#39;assenza in Russia di un evidente filtraggio della Rete su mandato dello Stato ha portato alcuni osservatori a concludere che internet rappresenti in Russia uno spazio aperto e incontestato. Il governo russo è assai attivo online, ricorrendo strategie di seconda e terza generazione per influenzare l&#39;informazione nazionale e per promuovere messaggi e strategie politiche a sostegno del Governo. Questo approccio è coerente con la visione strategica della Rete espressa dal governo, una visione articolata in strategie quali la dottrina della sicurezza delle informazioni.</p></blockquote>
<p>Il tema degli &#8220;approcci alternativi&#8221; alla &#8220;gestione&#8221; di Internet viene approfondito in <a title="secondo capitolo del rapporto" href="http://www.access-controlled.net/wp-content/PDFs/chapter-2.pdf">un capitolo successivo</a> del rapporto dedicato a Internet in Russia. In sostanza, tuttavia, nel rapporto si parla di strategie poco evidenti e forse persino occulte, che non necessariamente limitano le libertà - finalizzate a diffondere una tranquillità generale (per esempio, non ci sono &#8220;firewall&#8221; o divieti di accesso a determinati siti web) - assumendo allo stesso tempo il controllo nei casi in cui concedere troppa libertà <a title="articolo di Evgeny Morozov" href="http://neteffect.foreignpolicy.com/posts/2009/12/13/is_internet_censorship_making_a_comeback_in_russia">potrebbe avere serie ripercussioni</a>.</p>
<p>Ci sono state molte altri articoli di &#8220;informazione&#8221; sull&#39;argomento che abbiamo ritenuto degni di nota:</p>
<p>- <em>Il Guardian</em> ha pubblicato un articolo ottimista circa &#8220;<a title="Articolo di Aleksej Kovalev sul Guardian" href="http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2010/sep/24/russia-blogging-revolution">la rivoluzione della blogosfera Russa</a>&#8220;, in cui si evidenziavano anche esempi di come sia possibile sfruttare Internet da chi è al potere per i propri interessi.</p>
<p>- Il <em>New York Times</em> ha invece diffuso <a title="Guarda il video dal sito del NYT" href="http://video.nytimes.com/video/2010/07/27/world/europe/1247468521083/russia-s-youtube-whistle-blower.html?ref=russia">uno spezzone video</a> sul potenziale dell&#39;attivismo online e sulle sue possibili conseguenze in Russia.</p>
<p>- La stessa <a title="breve articolo di RT" href="http://rt.com/prime-time/2010-09-03/youtube-ban-lifted-russia.html">Russia Today TV</a> ha trasmesso la notizia del fallito tentativo di un tribunale in una città nell&#39;estremo est della Russia, Komsomolsk sull&#39;Amur, <a title="precedente articolo su GV" href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/08/russia-per-la-prima-volta-youtube-bloccato-da-una-sentenza-giudiziaria/">di bloccare internet</a> . La notizia riferisce <a title="breve su GV" href="http://globalvoicesonline.org/2010/09/17/russia-bloggers-create-alternative-website-to-discuss-police-reform/">del discusso &#8220;nuovo esperimento&#8221;</a> del Cremlino: aprire la recente proposta di riforma della polizia <a title="breve su GV" href="http://globalvoicesonline.org/2010/08/07/russia-draft-bill-to-rename-militsiya-to-police/">alla discussione pubblica online</a>.</p>
<p>Questi possono, forse, essere considerati segnali di miglioramenti che certo non ci si può aspettare arrivino all&#39;improvviso. Ciononostante, potrebbero comunque costituire esempi di ciò che il blog <em><a title="Post sul blog Tangled Web" href="http://www.rferl.org/content/Russias_Second_Life_Democracy/2162251.html">Tangled Web</a></em> definisce &#8220;una vecchia scuola di pensiero russa, dove alla fine lo zar non era poi malaccio, e bisognava prendersela con gli ufficiali di medio livello&#8221;.</p>
<p>Ad ogni modo andrebbe ricordato che la democrazia - che sia reale o virtuale - si dimostra, sempre e comunque, un concetto piuttosto relativo: dal momento che persino alcune grandi democrazie occidentali hanno i loro grattacapi con l&#39;<a title="Leggi un rapporto sull'Italia" href="http://www.access-controlled.net/wp-content/PDFs/part2/018_Italy.pdf">accesso</a> e il <a title="Scarica un report sul Regno Unito" href="http://www.access-controlled.net/wp-content/PDFs/part2/021_United%20Kingdom.pdf">controllo</a> al web, forse non bisognerebbe giudicare la Russia tanto severamente&#8230;. ma, in fin dei conti, perché non farlo, dato che è lo stesso Paese ad essersi posto questo obiettivo?</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/yelena-osipova/' title='elenca tutti gli articoli di Yelena Osipova'>Yelena Osipova</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/sara-cifani/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Sara Cifani'>Sara Cifani</a></span></span> 
 &middot; <span class='source-link'><a href='http://globalvoicesonline.org/2010/09/29/russia-web-of-justice/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a></span> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/10/russia-e-veramente-libero-il-web/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F10%2Frussia-e-veramente-libero-il-web%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F10%2Frussia-e-veramente-libero-il-web%2F&#038;text=Russia%3A+esiste+davvero+tutta+questa+libert%C3%A0+sul+web+e+tra+i+social+media%3F&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F10%2Frussia-e-veramente-libero-il-web%2F&#038;title=Russia%3A+esiste+davvero+tutta+questa+libert%C3%A0+sul+web+e+tra+i+social+media%3F' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F10%2Frussia-e-veramente-libero-il-web%2F&#038;title=Russia%3A+esiste+davvero+tutta+questa+libert%C3%A0+sul+web+e+tra+i+social+media%3F' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F10%2Frussia-e-veramente-libero-il-web%2F&#038;title=Russia%3A+esiste+davvero+tutta+questa+libert%C3%A0+sul+web+e+tra+i+social+media%3F' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F10%2Frussia-e-veramente-libero-il-web%2F&#038;title=Russia%3A+esiste+davvero+tutta+questa+libert%C3%A0+sul+web+e+tra+i+social+media%3F' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Russia: una sopravvissuta all&#039;assedio della scuola di Beslan racconta</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2010/09/russia-una-sopravvissuta-allassedio-della-scuola-di-beslan-racconta/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 04:26:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Cifani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Agunda Vataeva era una ragazzina di 13 anni che stava per iniziare il suo primo anno alle superiori quando, il 1 settembre 2004, lei, sua madre e un altro migliaio di persone furono prese in ostaggio in una scuola di Beslan, in Ossezia del nord. Agunda, oggi diciannovenne, ha recentemente pubblicato i suoi ricordi di quei tragici tre giorni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_161022" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><a href="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/09/IMG_0031-vi.jpg"><img class="size-medium wp-image-161022" title="Primo anniversario della tragedia di Beslan" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/09/IMG_0031-vi-375x249.jpg" alt="Foto relativa al primo anniversario della tragedia di Beslan" width="375" height="249" /></a><p class="wp-caption-text">Il primo anniversario della tragedia di Beslan, 2005. Foto di Natasha Mozgovaya</p></div><br />
Agunda Vataeva (utente Livejournal <em>agunya</em>) era una ragazzina di 13 anni che stava per iniziare il suo primo anno alle superiori quando, il 1 settembre 2004, lei, sua madre e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Beslan_school_hostage_crisis" title="Voce di Wikipedia">più di altre 1.100 persone furono prese in ostaggio</a> [it] alla scuola #1 nella città di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Beslan" title="Voce di Wikipedia">Beslan</a> [it], in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/North_Ossetia-Alania" title="Voce di Wikipedia">Ossezia del Nord</a> [it].  Lei è<Egrave> sopravvissuta ai tre giorni di assedio mentre sua madre, una delle insegnanti, non ce l&#39;ha fatta. Dei 334 ostaggi che persero la vita sei anni fa, 186 erano bambini.</p>
<p>Oggi Agunda è<Egrave> una studentessa universitaria di 19 anni. Negli ultimi giorni ha pubblicato in tre puntate sul proprio <a href="http://agunya.livejournal.com/" title="blog di Agunda Vataeva">blog</a> [ru,<em> come tutti gli altri link eccetto ove diversamente indicato</em>] e sui blog di <a href="http://echo.msk.ru/blog/dishag/" title="Post di Agunda sul blog di Radio Echo Moskvy">Radio Echo Moskvy</a> i suoi ricordi di quei tre giorni del settembre 2004.</p>
<p>La ragazza scrive nell&#39;introduzione al suo <a href="http://agunya.livejournal.com/12584.html" title="Post di Agunda Vataeva del 01/09">primo post</a>:</p>
<blockquote><p> Mentre ero in ospedale, subito dopo aver preso un computer portatile, ho iniziato a trascrivere i miei ricordi di quei tre giorni vissuti come ostaggio. Sei anni dopo voglio pubblicare gli appunti scritti allora, a mente fresca. [&#8230;]</p></blockquote>
<p><a href="http://echo.msk.ru/blog/dishag/707536-echo/" title="Post sul blog della radio Echo Moskvy del 01/09)">Sul blog di Echo Moskvy</a>, questo post del 1 settembre è<Egrave> stato  visto 7.554 volte e ha raccolto per ora 55 commenti.</p>
<p>Agunda inizia il suo racconto con la descrizione di una mattina al tempo stesso normale e di festa, una mattina calda e molto soleggiata; descrive la sua passeggiata fino a scuola con sua madre, gli ultimi preparativi per accogliere il nuovo anno scolastico e le chiacchiere qualunque coi suoi amici. Una mattina come tante interrotta all&#39;improvviso dagli spari:</p>
<blockquote><p>[&#8230;] Mi sono girata e ho visto tre ragazzi che correvano verso l&#39;uscita e dietro di loro un uomo in mimetica con una folta barba nera che li rincorreva sparando in aria. Ho pensato: &#8220;Qualcuno sta facendo un brutto scherzo, dev&#39;essere una burla o l&#39;ennesima esercitazione.&#8221; Questi pensieri sono scomparsi non appena i colpi sono iniziati ad arrivare da tutte le parti e hanno iniziato a spingerci verso la sala caldaie.  Eravamo ammassati tutti insieme, l&#39;asfalto era coperto di mazzi di fiori calpestati, scarpe, borse. [&#8230;] </p></blockquote>
<p>Agunda e un paio di suoi cari amici si trovarono rinchiusi nella palestra della scuola insieme a centinaia di altri ostaggi:  </p>
<blockquote><p>[&#8230;] La gente si lasciò prendere dal panico, eravamo tutti isterici. Per farci calmare hanno fatto alzare un uomo e hanno minacciato di ucciderlo se non avessimo fatto silenzio. Tentavamo, ma la paura e il panico presero il sopravvento. Si udì un colpo. L&#39;avevano ucciso&#8230; è<Egrave> allora che subentrò il silenzio, un silenzio di tomba, letteralmente. Lo interrompevano soltanto il pianto e le grida dei bambini più piccoli. [&#8230;]</p></blockquote>
<p>Alla madre di Agunda fu permesso abbastanza presto di andare a sedersi con la figlia:</p>
<blockquote><p>[&#8230;] Abbiamo subito iniziato a coprirla di domande su cosa sarebbe successo, se ci avrebbero lasciato andare o no. La mamma diceva molto calma che tutto sarebbe andato bene, che ci avrebbero salvato, ma la guardavo e sapevo che neanche lei aveva idea di come sarebbe andata a finire e che stava cercando di calmarci, come suoi alunni, come bambini. Effettivamente allora non eravamo altro che bambini spaventati. [&#8230;] In una situazione come quella, persino gli ADULTI più maturi si trasformano in bambini impauriti. [&#8230;]</p></blockquote>
<p>Ecco altri dettagli del primo giorno dell&#39;assedio:</p>
<blockquote><p>[&#8230;] Un guerrigliero ci passò accanto, all&#39;improvviso si fermò, disse qualcosa, guardò verso Madina [una delle amiche di Agunda] e si infuriò. Le gettò addosso una giacca con queste parole &#8220;copri la tua vergogna!&#8221;  Aveva le ginocchia nude e, spaventata, si coprì subito. Dopo questo mi sentii un po&#39; meglio. &#8220;Almeno non ci violenteranno&#8221;, pensai.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Il tempo scorreva lentissimo. Faceva caldo, terribilmente caldo. Ci togliemmo di dosso tutto quello che potevamo toglierci senza apparire indecenti. C&#39;era poco spazio, eravamo sedute su di una panca. [&#8230;]</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>[&#8230;] erano quasi le otto di sera quando si mise a piovere [&#8230;]. Noi eravamo sedute proprio accanto alle finestre rotte e iniziammo a lasciare che le gocce di pioggia ci cadessero in bocca. Avevamo così tanta sete. La mamma continuava a coprire me e le ragazze con la sua giacca, ma io continuavo a uscire per prendere un po&#39; di pioggia. Era così piacevole, penso sia il ricordo migliore di quell&#39;inferno. [&#8230;]</p>
<p>In effetti verso l&#39;ora di pranzo, Loro cercarono di installare una TV in palestra (ovviamente per tentare di distrarre gli ostaggi con qualche telegiornale), ma non ci riuscirono e la portarono via. Ci raccontarono che secondo i notiziari c&#39;erano 354 ostaggi nella scuola. Ci sentivamo, come si può dire, indignati. [&#8230;]</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Per tutta la notte dormimmo in coppia, in turni di un&#39;ora. Mentre Madina ed io sedevamo sulla panca, la mamma e Zarina dormivano sul pavimento. Trascorsa un&#39;ora ci davamo il cambio. [&#8230;]</p></blockquote>
<p>Nel suo <a href="http://agunya.livejournal.com/12906.html" title="Secondo post di Agunda sul proprio blog">post del 2 settembre</a> (9.626 contatti e 92 commenti <a href="http://echo.msk.ru/blog/dishag/707643-echo/" title="secondo post di Agunda, circa la vicenda, sul blog di Echo mokvy">sul blog di Echo Moskvy</a>), Agunda racconta, tra le altre cose, delle conversazioni telefoniche dei sequestratori, delle loro richieste (che comprendevano il ritiro delle truppe russe dalla vicina <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chechnya" title="Voce di Wikipedia">Cecenia</a> [it] e il riconoscimento della sua indipendenza), la visita di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ruslan_Aushev" title="Voce di Wikipedia in inglese">Ruslan Aushev</a> [en], ex-presidente della vicina <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ingushetia" title="Voce di Wikipedia">Inguscezia</a> [it], e il conseguente rilascio di &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Beslan" title="Voce di Wikipedia sulla strage di Beslan">11 infermiere e di tutti e 15 i neonati</a>&#8221; [it] - un fatto, questo, che risvegliò le speranze di Agunda.</p>
<p>Il racconto del terzo giorno dell&#39;assedio è<Egrave> stato il più duro da scrivere per Agunda, ed è<Egrave> anche il più duro da leggere:</p>
<blockquote><p>[&#8230;] Questo è<Egrave> il giorno che ricordo meglio, per molto tempo questi ricordi mi hanno provocato dolore impedendomi di metterli nero su bianco. [&#8230;]</p></blockquote>
<p>Ad oggi, il <a href="http://agunya.livejournal.com/13392.html" title="post di Agunda relativo al 3 settembre 2004">post relativo al 3 settembre</a> ha raccolto 16.185 contatti e 178 commenti<a href="http://echo.msk.ru/blog/dishag/707921-echo/" title="post di Agunda sul blog di Echo Moskvy"> sul blog di Echo Moskvy</a> (e questi dati continuano a crescere).<br />
Agunda descrive la stanchezza, la sete e lo sconforto provati da lei e dagli altri ostaggi:</p>
<blockquote><p>[&#8230;] Per tutto quel tempo Zarina aveva tenuto con sé suo cugino, un alunno di prima elementare, ed era molto preoccupata per lui. Il terzo giorno il bambino era estremamente debole e continuava a chiedere dell&#39;acqua. Da qualche parte Zarina prese dell&#39;urina, in una scatolina rotta da quattro soldi, e gliela dava poco a poco, e la usava per rinfrescare il viso di entrambi. Io non riuscivo a superare il mio disgusto, o forse non avevo abbastanza sete per arrivare a bere dell&#39;urina. [&#8230;]</p></blockquote>
<p>Mancavano pochi minuti alle tredici, Agunda scrive, quando i sequestratori annunciarono che le truppe russe sarebbero state ritirate dalla Cecenia e che, se la notizia fosse stata confermata, avrebbero iniziato poco a poco a rilasciare gli ostaggi:</p>
<blockquote><p>[&#8230;] Ed ecco che per la prima volta in quei tre giorni sentii il bisogno di piangere, perché era tornata la speranza che ne sarebbero usciti. Ma poi&#8230; ho semplicemente perso conoscenza e quando mi sono ripresa il tetto stava bruciando, crollava tutto, tutt&#39;intorno c&#39;erano persone a terra. La prima cosa che ho visto quando mi sono alzata  fu il cadavere semi-carbonizzato, che ardeva ancora, di uno dei terroristi [&#8230;]. I sequestratori iniziarono ad urlare che coloro che erano ancora vivi dovevano alzarsi e andare in corridoio. Non so perché<Eacuto> ma io e la mamma ci alzammo e uscimmo dalla palestra. [&#8230;] Accanto alla porta ho visto qualcosa che mi torna ancora in mente ogni qual volta penso all&#39;atto terroristico&#8230; ho visto il corpo di una ragazzina piccola e magra, e quando ho guardato al di sopra del suo collo, mi sono accorta che che non c&#39;era più la parte superiore del cranio [&#8230;]. Quello fu il momento più terribile, e fu allora che mi resi conto che quel che stava succedendo era reale. [&#8230;]</p></blockquote>
<p>Nei minuti che seguirono ci fu un&#39;altra esplosione, ulteriore carneficina e orrore. Agunda rimase seriamente ferita, ma era ancora in grado di muoversi, sua madre invece non ci riusciva:</p>
<blockquote><p>[&#8230;] Mamma era distesa lì accanto. &#8220;La mia gamba,&#8221; diceva &#8220;Esci.&#8221; Non potrò mai perdonarmi di averle obbedito, di essermi voltata ed essere uscita. Non so cosa fu, da cosa derivò questo tradimento.</p>
<p>Ho iniziato a strisciare carponi verso la finestra rotta. C&#39;erano delle stufe vicino alla finestra e sono riuscita a raggiungere il davanzale. Su una di queste stufe erano distesi i cadaveri di due ragazzini nudi e smagriti. Si somigliavano come fratelli. I loro occhi&#8230; [&#8230;]</p>
<p>Pochi passi mi separavano dalla strada quando la mia gamba è<Egrave> finita in un buco nel terreno. Non riuscivo quasi più a sentire la gamba a quel punto, non riuscivo a trovarla, continuavo a cercare di tirarla fuori, ma non ci riuscivo. Di sotto mi aspettavano già sia la polizia locale che i soldati. Mi gridavano &#8220;Dai, piccola, forza!&#8221; Ma non ci riuscivo. Quella sensazione di stanchezza e disperazione mi fecero piangere. Per la prima volta in quei tre giorni stavo piangendo. In qualche modo, però, ho trovato la forza di liberare la gamba e camminare. [&#8230;]</p></blockquote>
<p>Agunda continua il suo racconto scrivendo di come venne portata in ospedale e seppe della morte della madre. Scrive dei suoi amici ed insegnanti che non sono sopravvissuti, scrive di cosa significhi vivere con quel dolore:</p>
<blockquote><p>[&#8230;] Le persone stanno ancora morendo per le conseguenze di quell&#39;atto terroristico. Molti rivivono quegli avvenimenti continuamente. Non vi ho raccontato neanche la metà di quello che è<Egrave> successo, credo. La memoria è<Egrave> qualcosa di straordinario: ciascuno cerca di dimenticare tutto ciò che è<Egrave> malvagio, orribile e doloroso.</p>
<p>[&#8230;] Vi sto raccontando la mia storia, tutto quello che è<Egrave> successo, che è<Egrave> accaduto nella mia cara scuola, con le persone che amo e penso di avere il diritto di raccontarvi il mio dolore. Quello che allora chiamavo vita mi è<Egrave> stato portato via. [&#8230;]</p>
<p>La gente di Beslan sta cercando di far conoscere la verità. Non ci stiamo riuscendo troppo bene. Le indagini vanno avanti già da sei anni e non hanno fatto il minimo passo avanti. Tutte le domande che ci ponevamo allora restano in piedi ancora oggi. [&#8230;]</p></blockquote>
<p>Negli ultimi giorni molti blogger hanno linkato e citato i post di Agunda. In molti le hanno scritto per farle sapere che ricordano cos&#39;è<Egrave> successo sei anni fa e che condividono il suo dolore e quello degli altri sopravvissuti. <a href="http://abstract2001.livejournal.com/1234955.html" title="Blog di Marina Litvinovic">Stando ad alcuni blogger</a>, tuttavia, né<Eacuto> il Presidente Dmitrj Medvedev, né<Eacuto> il Primo Ministro Vladimir Putin, hanno rilasciato dichiarazioni per il sesto anniversario della tragedia di Beslan. Inoltre, il 1 settembre, uno dei lettori di Agunda ha lasciato <a href="http://echo.msk.ru/blog/dishag/707536-echo/#comment-2143951" title="commento dell'utente Greenprofessor sul blog di Echo Moskvy">questo breve commento</a> sul blog di Echo Moskvy:</p>
<blockquote><p>Le figlie di Putin leggeranno tutto questo?</p></blockquote>
<div id="attachment_161019" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><a href="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/09/IMG_0021-vi.jpg"><img class="size-medium wp-image-161019" title="Una delle foto del primo anniversario della tragedia di Beslan" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/09/IMG_0021-vi-375x249.jpg" alt="Una delle immagini del primo anniversario della tragedia di Beslan, foto delle vittime" width="375" height="249" /></a><p class="wp-caption-text">Il primo anniversario della tragedia di Beslan, 2005. Foto di Natasha Mozgovaya</p></div>
<div><small>Altre foto scattate da <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Natasha_Mozgovaya" title="Voce di Wikipedia">Natasha Mozgovaya</a> [en] a Beslan nel 2005 sono disponibili <a href="http://public.fotki.com/mozgovaya/beslan/" title="raccolta di foto di Beslan 2005">qui</a>; il suo blog in russo è<Egrave> raggiungibile tramite questo <a href="http://mozgovaya.livejournal.com/" title="blog di Natasha Mozgovaya">link</a>.</small></div>
<p><small>Precedenti articoli apparsi su GV circa la tragedia di Beslan sono consultabili <a href="http://globalvoicesonline.org/?s=beslan" title="ulteriori articoli su GV circa la vicenda">qui</a> [en].</p>
<p></small></p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/neeka/' title='elenca tutti gli articoli di Veronica Khokhlova'>Veronica Khokhlova</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/sara-cifani/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Sara Cifani'>Sara Cifani</a></span></span> 
 &middot; <span class='source-link'><a href='http://globalvoicesonline.org/2010/09/04/russia-beslan-school-siege-survivors-account/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a></span> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/09/russia-una-sopravvissuta-allassedio-della-scuola-di-beslan-racconta/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F09%2Frussia-una-sopravvissuta-allassedio-della-scuola-di-beslan-racconta%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F09%2Frussia-una-sopravvissuta-allassedio-della-scuola-di-beslan-racconta%2F&#038;text=Russia%3A+una+sopravvissuta+all%26%2339%3Bassedio+della+scuola+di+Beslan+racconta&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F09%2Frussia-una-sopravvissuta-allassedio-della-scuola-di-beslan-racconta%2F&#038;title=Russia%3A+una+sopravvissuta+all%26%2339%3Bassedio+della+scuola+di+Beslan+racconta' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F09%2Frussia-una-sopravvissuta-allassedio-della-scuola-di-beslan-racconta%2F&#038;title=Russia%3A+una+sopravvissuta+all%26%2339%3Bassedio+della+scuola+di+Beslan+racconta' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F09%2Frussia-una-sopravvissuta-allassedio-della-scuola-di-beslan-racconta%2F&#038;title=Russia%3A+una+sopravvissuta+all%26%2339%3Bassedio+della+scuola+di+Beslan+racconta' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F09%2Frussia-una-sopravvissuta-allassedio-della-scuola-di-beslan-racconta%2F&#038;title=Russia%3A+una+sopravvissuta+all%26%2339%3Bassedio+della+scuola+di+Beslan+racconta' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
</p>]]></content:encoded>
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		<title>Giappone: &#8220;inevitabile&#8221; per i netizen il sorpasso cinese come seconda potenza economica</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2010/08/giappone-inevitabile-per-i-netizen-il-sorpasso-cinese-come-seconda-potenza-economica/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 04:48:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Cifani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
		<category><![CDATA[Economia & Business]]></category>
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		<description><![CDATA[Pur se pompato un po' ovunque nei giorni scorsi, l'annuncio non sembra aver sorpreso granché i giapponesi -- inclusi diversi blogger che hanno commentato con un semplice: e allora?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/orvice/4851943479/in/photostream/"><img class="size-thumbnail wp-image-158701" title="Disegno di una bandiera cinese e una giapponese affiancate" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/08/4851943479_f2dfd26b13-100x100.jpg" alt="Disegno di una bandiera cinese e una giapponese affiancate" width="100" height="100" align="right"/></a> Recenti dati finanziari vedono il Giappone spodestato dalla sua ormai consolidata posizione di seconda potenza economica mondiale. Il governo giapponese ha ammesso che <a title="Articolo su GV in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2010/08/16/china-gdp-rising-public-spending-too/">la Cina gli ha rubato la potenza</a> [en, <em>come tutti gli altri link eccetto ove diversamente indicato</em>], diventando la seconda economia mondiale dopo gli Stai Uniti; stando ai dati ufficiali, infatti, il Prodotto Interno Lordo del Giappone nel secondo trimestre era pari a 1.280 miliardi di dollari USA, contro i 1.330 miliardi della Cina.</p>
<p>L&#39;annuncio non ha però sorpreso granché i giapponesi, molti dei quali prevedevano comunque il concretizzarsi di un simile evento. La risonanza data dai media locali alla notizia del sorpasso del Giappone da parte del vicino asiatico ha fatto aggrottare le sopracciglia a molti blogger che si sono detti: e allora?</p>
<p>Secondo Ampontan, ad esempio, il fatto che la Cina sia <a title="Post sul blog Japan From The Inside Out by Ampontan" href="http://ampontan.wordpress.com/2010/08/18/enough-bubbles-to-take-a-bath/">diventata la seconda potenza economica mondiale</a> non è altro che una bolla che finirà per scoppiare.</p>
<blockquote><p>Ieri, le testate anglofone erano piene di articoli che annunciavano la crescita dell&#39;economia cinese fino a diventare la seconda nel mondo, sorpassando quella giapponese. Un giornale ha scritto che la Cina aveva &#8220;afferrato&#8221; il secondo posto (come se le economie potessero afferrare qualcosa), mentre un altro riportava che aveva catturato &#8220;la corona del secondo posto&#8221;.</p>
<p>Forse andrbbero scusati perché è evidente che non sanno di cosa stanno parlando. Molta gente, spesso di sinistra, considerano le dinamiche delle economie nazionali come un gioco a somma zero, come se fossero spettatori di una partita di baseball, football o hockey, senza vincitori. Gli economisti ci ricordano che c&#39;è sempre il potenziale per il cosiddetto &#8220;win-win&#8221;, in cui non c&#39;è nessuno che perde, ma sono pochi a darvi ascolto. [&#8230;]</p>
<p>Secondo quanto sottolineato da Gordon Chang su <a title="Articolo di Gordon G. Chang su Forbes.com" href="http://www.forbes.com/2010/08/12/china-property-electricity-asia-opinions-columnists-gordon-g-chang.html">Forbes</a>, il mercato immobiliare cinese è diventato una bolla enorme nel bel mezzo della stanza. Quando scoppierà, e sappiamo tutti che lo farà, gli investitori saranno costretti a farsi un bagno tale da i inondare le testate, 24 ore su 24, di notizie relative agli sport acquatici.</p></blockquote>
<p>Il Giappone è emerso come super potenza economica nel 1968, anno in cui conquistò la seconda piazza nel mondo superando la Germania Ovest.<br />
Il &#8220;miracolo economico&#8221;, così lo hanno definito <a title="Articolo su thefreelibrary intitolato: Japan Since 1945: the rise of an economic superpower" href="http://www.thefreelibrary.com/Japan+Since+1945:+The+Rise+of+an+Economic+Superpower.-a019273208">alcuni studiosi</a>, è stato dovuto a numerosi fattori, incluso le riforme post belliche e un elevato livello di industrializzazione promossi dal <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Keiretsu">&#8220;keiretsu&#8221;</a> [it], una partnership tra Governo e industrie private.<br />
Con una popolazione pari ad appena un decimo di quella cinese, il Giappone conta attualmente<a title="articolo circa la situazione del debito giapponese" href="http://www.globaleconomiccrisis.com/blog/archives/1084">rapporto PIL/debito pubblico di circa il 200%</a> e un tasso di crescita economica pari ad un misero 0,1%.</p>
<p>Il blogger Takaojisan <a title="Post in giapponese" href="http://takaojisan.blog13.fc2.com/blog-entry-276.html">ritiene</a> [jp] sia naturale che il PIL cinese sorpassi quello giapponenese, essendo la popolazione del Paese del sol levante nettamente più ridotta. Sembra tuttavia condividere con il blogger Ampontan la convinzione che tutta questa storia che vede la Cina diventare la più grande potenza mondiale in un prossimo futuro sia soltanto una bufala.</p>
<blockquote><p>単純に考え、日本の１０倍の人口がいるから日本の１０倍の購買力があるなどはあり得ず、結局は一部の富裕層が買いあさっているに過ぎない。中国のGDPは、個人消費ではなく、行き場のない金が向かっている投資によるところが大きい。そして、その投資がはじければ、中国の巨大な経済は一夜にして水泡に帰するのだ。なにしろ、経済の実体となりうる個人消費がきわめて限られ、インフラが整備されず、国民生活を支える有形無形の社会サービスがまったく形成されていないからだ。<br />
つまり中国の投資バブルがはじけた場合の崩壊はすさまじいと言える。まさに、実体のない経済が雲散霧消するのだ。[…]<br />
しかし、いずれ日本を経済規模で抜いたとしても、べつにそれがどうと言うことではないのだ。</p></blockquote>
<div class="translation">Per semplificare: il fatto che la popolazione della Cina sia dieci volte superiore a quella del Giappone non implica che anche il suo potere d&#39;acquisto sia proporzionalmente superiore, in quanto là soltanto una parte della classe più abbiente può permettersi di comprare quanto vuole.<br />
Il PIL cinese non dipende dai consumi dei privati ma dagli investimenti di denaro che non poteva essere speso in altri modi.<br />
Se quegli investimenti dovessero fallire, l&#39;enorme economia cinese evaporerebbe per una serie di concause. Tra le principali si ricorda che i consumi privati, che potrebbero diventare il pilastro di quell&#39;economia, appaiono limitati, le infrastrutture non risultano essere ben mantenute e i servizi per il supporto sociale e materiale dei cittadini non sono affatto organizzati.</p>
<p>In altre parole, il contraccolpo economico, nel caso dovesse scoppiare la bolla degli investimenti in Cina, sarebbe terribile. Un&#39;economia cui mancano solide basi scomparirebbe senza lasciare traccia. […]<br />
In ogni caso, anche se l&#39;economia [della Cina] avesse superato quella giapponese, e allora?</p>
</div>
<p>Oltre ai dati che vedono l&#39;economia cinese essere più imponente di quella del sol levante, <a title="Articolo del New York Times circa il sorpasso cinese" href="http://www.nytimes.com/2010/08/16/business/global/16yuan.html">le previsioni degli esperti</a> annunciano che questa potenza in espansione alla fine sorpasserà, entro il 2030, anche gli Stati Uniti, diventando così la maggiore economia mondiale.</p>
<p>Il blogger <em>aen_ukon99</em> <a title="post del blogger aen_ukon99" href="http://blogs.yahoo.co.jp/aen_ukon99/32827405.html">si chiede</a> [jp] quali siano i fattori presi in considerazione dagli esperti nel valutare la performance economica di un Paese.</p>
<blockquote><p>それに中国に生産拠点を移した多くの外国企業の生産はカウントされていないのかな？<br />
そして安い労働力の供給元だった中国がこの頃自殺者やストなどで目覚め始めて多くの企業はインドやアフリカに移りつつあるって中国にとっては結構痛い話じゃ無いのかな。</p></blockquote>
<div class="translation">Mi chiedo se sia stata presa in considerazione la produzione delle numerose aziende straniere che hanno trasferito i propri centri produttivi in Cina?<br />
Inoltre, la Cina, che ha fino ad ora fornito una forza lavoro molto a buon mercato, si sta rendendo conto dei problemi legati a suicidi e scioperi che hanno indotto numerose aziende a trasferirsi in India o in Africa. Questa diventerà sicuramente una questione particolarmente delicata per la Cina, non credete?</div>
<p>Pensatori più ottimisti, quali<a title="Post di Bos su un blog giapponese" href="http://blog.golfdigest.co.jp/user/0066/archive/1457"> Bos</a> [jp], hanno accolto la notizia come uno stimolo a guardare avanti e ad aiutare il  Paese a sfruttare quei valori e punti di forza che l&#39;avevano reso una potenza mondiale solo qualche decennio fa.</p>
<blockquote><p>まあ、いつか来る順位変動なので仕方がない。<br />
これ以上落ちないように努力と行動と思考と知能を生かしていきたいものだ・・・・・。</p></blockquote>
<div class="translation">Il miglioramento della propria posizione da parte della Cina era qualcosa che doveva succedere, non c&#39;è nulla da dire al riguardo. In ogni caso, dovremmo fare del nostro meglio e usare le nostre capacità, la forza d&#39;animo e il sapere per evitare che l&#39;economia giapponese continui a perdere posizioni…</div>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/scilla-alecci/' title='elenca tutti gli articoli di Scilla Alecci'>Scilla Alecci</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/sara-cifani/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Sara Cifani'>Sara Cifani</a></span></span> 
 &middot; <span class='source-link'><a href='http://globalvoicesonline.org/2010/08/27/japan-eyebrows-raised-by-china%e2%80%99s-rise-to-number-two/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a></span> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/08/giappone-inevitabile-per-i-netizen-il-sorpasso-cinese-come-seconda-potenza-economica/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Fgiappone-inevitabile-per-i-netizen-il-sorpasso-cinese-come-seconda-potenza-economica%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Fgiappone-inevitabile-per-i-netizen-il-sorpasso-cinese-come-seconda-potenza-economica%2F&#038;text=Giappone%3A+%26%238220%3Binevitabile%26%238221%3B+per+i+netizen+il+sorpasso+cinese+come+seconda+potenza+economica&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Fgiappone-inevitabile-per-i-netizen-il-sorpasso-cinese-come-seconda-potenza-economica%2F&#038;title=Giappone%3A+%26%238220%3Binevitabile%26%238221%3B+per+i+netizen+il+sorpasso+cinese+come+seconda+potenza+economica' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Fgiappone-inevitabile-per-i-netizen-il-sorpasso-cinese-come-seconda-potenza-economica%2F&#038;title=Giappone%3A+%26%238220%3Binevitabile%26%238221%3B+per+i+netizen+il+sorpasso+cinese+come+seconda+potenza+economica' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Fgiappone-inevitabile-per-i-netizen-il-sorpasso-cinese-come-seconda-potenza-economica%2F&#038;title=Giappone%3A+%26%238220%3Binevitabile%26%238221%3B+per+i+netizen+il+sorpasso+cinese+come+seconda+potenza+economica' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Fgiappone-inevitabile-per-i-netizen-il-sorpasso-cinese-come-seconda-potenza-economica%2F&#038;title=Giappone%3A+%26%238220%3Binevitabile%26%238221%3B+per+i+netizen+il+sorpasso+cinese+come+seconda+potenza+economica' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Ghana: Mario Balotelli è italiano o ghanese?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2010/08/ghana-mario-balotelli-e-italiano-o-ghanese/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2010/08/ghana-mario-balotelli-e-italiano-o-ghanese/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 04:39:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Cifani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Etnia]]></category>
		<category><![CDATA[Europa occidentale]]></category>
		<category><![CDATA[Ghana]]></category>
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		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Si accende la discussione online su Mario Barwuah Balotelli: nato a Palermo da una coppia di immigrati ghanesi, che fu costretta a darlo in affidamento alla famiglia Balotelli, non ha mai voluto unirsi alla nazionale ghanese perchè ha sempre sognato di giocare per l'Italia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mario Balotelli è ghanese o italiano? La questione ha dato vita a un acceso dibattito in Rete. <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Balotelli">Mario Barwuah Balotelli</a> [it] è un calciatore, da poco passato al Manchester City dall&#39;Inter, nato a Palermo da una coppia di immigrati ghanesi. Le precarie condizioni di salute del bambino costrinsero i suoi genitori ad abbandonarlo a soli due anni alle cure dei servizi sociali che, nel 1993, lo diedero in affidamento alla famiglia Balotelli. Non essendo stato convertito l&#39;affidamento in adozione, il calciatore ha dovuto attendere il compimento del diciottesimo anno di età per ottenere, nel 2008, la cittadinanza italiana.</p>
<p>Il giocatore ha rifiutato di unirsi alla nazionale ghanese, dove venne chiamato per la prima volta nell&#39;agosto 2007, sostenendo di aver sempre sognato di giocare per l&#39;Italia. </p>
<p>Ma leggiamo le opinioni dei blogger e dei loro lettori sull&#39;argomento. Iniziamo con Abena Serwaa che si chiede, <a title="Post sul blog della ghanese Abena Serwaa" href="http://chardonas.blogspot.com/2010/08/is-young-mario-balotelli-part-of-ghana.html">&#8220;Il giovane Mario Balotelli fa parte del club di coloro che hanno rinnegato il Ghana?&#8221;</a> [en, <em>come tutti gli altri link eccetto ove diversamente indicato</em>] La blogger inizia così il suo post:</p>
<blockquote><p>Balotelli è anche conosciuto per i suoi moderati tratti esotici. In effetti è così esotico che se doveste incontrarlo potreste essere portati a pensare che somiglia molto a:</p>
<p>1. Quell&#39;asino che si è rifiutato di darvi il resto giusto mentre andavate al lavoro<br />
2. Quel ragazzo che vende DVD al mercato Adum di Kumasi e che ha cercato di piazzarvi la raccolta completa di Steven Seagal<br />
3. Un ragazzino che gironzola con i suoi amici per il centro commerciale di Accra [la capitale ghanese]</p></blockquote>
<p>La blogger continua poi <a title="Blog della ghanese Abena Serwaa" href="http://chardonas.blogspot.com/2010/08/is-young-mario-balotelli-part-of-ghana.html">chiedendo</a>:</p>
<blockquote><p>Come fa un ragazzo dall&#39;aspetto tipicamente ghanese a finire con un nome così marcatamente italiano? Fa forse parte del club di coloro che hanno rinnegato il Ghana, club che ha visto personalità importanti come il wrestler professionista Kofi Kingston, che prima portava i colori della Giamaica e ora del Ghana?</p>
<p>È degno di nota il fatto che a Mario Balotelli è stato insistentemente proposto dalla Associazione Calcio del Ghana (GFA) di entrare a far parte delle Black Stars, ma ha continuato a rifiutare ripetendo che il suo sogno era sempre stato quello di giocare per l&#39;Italia e non per il suo Paese d&#39;origine. Il giocatore coltivava questo sogno nonostante alcuni italiani avessero serie obiezioni al fatto di unirsi agli Azzurri.</p></blockquote>
<p>Commentando il post di Abena, <a title="post sul blog di Abena Serwaa" href="http://chardonas.blogspot.com/2010/08/is-young-mario-balotelli-part-of-ghana.html?showComment=1281963347713#c2484614084125068532">Mike scrive</a> che Mario non è ghanese. Avere sangue ghanese non rende qualcuno ghanese:</p>
<blockquote><p>A volte dobbiamo accettare che la propria nazionalità non può dipendere semplicemente dal fatto che si abbia sangue ghanese. Allo stesso modo mi rifiuto di usare il termine &#8220;afro-americano&#8221; per i discendenti degli schiavi. Non riesco neanche a definire le mie nipoti ghanesi, sebbene alcune abbiano ENTRAMBI i genitori di tale nazionalità. Ci sono troppe sfaccettature della cultura ghanese che nessuna di loro ha mai vissuto o vivrà mai, e per me gran parte di ciò che mi rende ghanese è costituito dal mio vivere la realtà del mio paese e il relazionarmi con esso.<br />
Di recente ho fatto vedere ai miei nipoti un video su Youtube col nostro inno nazionale, e credo che sarebbe stato uguale fargli sentire musica antiquata, non sono riusciti a capire o apprezzare i tentativi di avvicinarli ad un mondo che non riescono a comprendere del tutto. Mario Balotelli sta rinnegando un patrimonio culturale a cui non si rapporta? No, non lo accuserò di questo. Sta rinnegando la propria famiglia d&#39;origine? A giudicare dalle sue foto all&#39;età di dieci anni con sua madre e suo fratello, in aperto contrasto con i suoi racconti, immagino di sì. Tutto ciò è parte dell&#39;annosa questione, forse basata su una cattiva informazione, circa il suo abbandono; aspetto che, insieme ad altre cose, dovrà chiarire quando sarà più adulto. Ma in ogni caso no, Mario Balotelli non è ghanese.</p></blockquote>
<p><a title="Commento al post sul blog di Abena Serwaa" href="http://chardonas.blogspot.com/2010/08/is-young-mario-balotelli-part-of-ghana.html?showComment=1281974353783#c2054039646000571491">Sankofa concorda</a> con Mike e scrive:</p>
<blockquote><p>Su questo non posso che concordare con Mike. In effetti penso che i ghanesi non potessero avanzare alcuna pretesa dall&#39;istante in cui ha dichiarato di essere italiano. È evidente che si considera italiano, e chi sono io per insistere altrimenti? Non ha mai vissuto in Ghana, probabilmente non ci è nemmeno mai stato, e non si identifica con la cultura ghanese sotto nessun aspetto. Lasciate che si unisca al popolo italiano che, da parte sua, probabilmente non lo considererà mai un vero italiano. Mi dispiace davvero per lui, a volte avere un&#39;identità ibrida deve farti sentire terribilmente solo.</p></blockquote>
<p>Un altro lettore, che si fa chiamare <em>The Other Mike</em>, <a title="commento al post sul blog di Abena Serwaa" href="http://chardonas.blogspot.com/2010/08/is-young-mario-balotelli-part-of-ghana.html?showComment=1281977377464#c6649836281855803585">sembra essere in disaccordo</a>. Non importa quale nazionalità sceglierà, fa notare, perchè gli chiederanno sempre: &#8220;Di dove sei originario?:</p>
<blockquote><p>Si è di certo guadagnato un posto in cima alla lista di coloro che hanno rinnegato il Ghana. Visto che non sono un patito di calcio avrei potuto facilmente scambiarlo per il ragazzo che vende i DVD della raccolta di Seagal. Questa battuta era davvero buona, Abena. Assomiglia un po&#39; anche a Castro, quel cantante di <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hip_life">hiplife</a> [it] (quando era magro).<br />
È libero di scegliersi la nazionalità che vuole, e va bene, ma imparerà presto che nel mondo reale continueranno a chiedergli: &#8220;Di dove sei originario?&#8221; Mangiare tonnellate di pasta, parlare italiano, ecc. non cambieranno le sue origini etniche.</p>
<p>@ Mike; &#8220;a volte dobbiamo accettare&#8230;&#8221;<br />
A volte? Davvero?<br />
Quali sono allora le volte in cui possiamo non accettare?</p></blockquote>
<p><a title="Commento al post sul blog di Abena Serwaa" href=" http://chardonas.blogspot.com/2010/08/is-young-mario-balotelli-part-of-ghana.html?showComment=1281983259736#c7730079559828256055">Gifty sostiene</a> la posizione di The Other Mike:</p>
<blockquote><p>Sono completamente d&#39;accordo con &#8220;The other mike&#8221;.. a Mario chiederanno SEMPRE da dove viene originariamente&#8230;. andiamo, sembra stia tornando indietro.. oggi ci sono afro-americani che PAGANO per usare il proprio DNA e scoprire il proprio paese d&#39;origine nell&#39;Africa Occidentale cercando una doppia cittadinanza (ad es. Isaiah Washington della serie <em>Grey&#39;s Anatomy</em> ha la doppia cittadinanza con la Sierra Leone).. e lui sta andando nella direzione opposta.. puoi cambiare nome&#8230; mangiare tonnellate di pasta e parlare un italiano impeccabile, ma resterai comunque un africano, è meglio che inizi ad accettarlo..</p></blockquote>
<p><a title="Commento al post sul blog di Abena Serwaa" href=" http://chardonas.blogspot.com/2010/08/is-young-mario-balotelli-part-of-ghana.html?showComment=1282077535969#c5031829018157430457">Rispondendo ai vari commenti</a>, Abena Serwaa conclude dicendo &#8220;&#8230;non è affascinante come Kevin-Prince Boateng abbia abbracciato interamente la propria identità ghanese e apparentemente stia continuando già da un po&#39; ?&#8221; <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kevin-Prince_Boateng">Kevin-Prince Boateng</a> [it] è un calciatore di livello internazionale, ghanese nato in Germania. Ha giocato per la nazionale ghanese durante i mondiali 2010 mentre il suo fratellastro <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/J%C3%A9r%C3%B4me_Boateng">Jérôme Agyenim Boateng</a> [it] giocava per la Germania.</p>
<p>Anche il blogger ghanese Nana Sarpong ha scritto un post su Mario Balotelli: <a title="Post originale in inglese" href="http://sarpongobed.blogspot.com/2010/08/boy-barwuah-who-became-man-balotelli.html">The Boy Barwuah who Became the Man Balotelli. (Il ragazzo Barwuah che è diventato l&#39;uomo Balotelli)</a> Il blogger vede Mario come un bambino con dei problemi che sta cercando di capire se stesso:</p>
<blockquote><p>Quando guardo questo calciatore vedo un bambino con dei problemi che sta cercando di capire se stesso.</p>
<p>Mario con la famiglia Balotelli<br />
A peggiorare le cose si aggiunge il fatto che Mario pensa che il miglior modo di uscire da questo suo tumulto psicologico sia prendere le distanze dai propri genitori naturali e scappare dalla sua identità &#8220;di colore&#8221;. Ha certamente bisogno di aiuto; un tipo di aiuto che i suoi genitori italiani e bianchi non possono dargli. Se avessero potuto (e se avessero avuto un po&#39; di senno l&#39;avrebbero fatto) avrebbero invitato i Barwuah alla cerimonia nella quale a Mario veniva concessa la cittadinanza italiana o li avrebbero informati del suo cambio di nome. Almeno, dal punto di vista del signor Barwuah, i Balotelli hanno fatto uno evidente sforzo per non restituire Mario alla propria famiglia d&#39;origine continuando ad estendere il periodo di affidamento ( i poveri Barwuah non potevano certo affrontare la forza legale dei Balotelli).</p></blockquote>
<p><a href="http://sarpongobed.blogspot.com/2010/08/boy-barwuah-who-became-man-balotelli.html">Stando a quanto riferito da Nana</a>, Mario avrebbe detto all&#39;Associazione Ghana Calcio di non aver mai sentito parlare di quel Paese!:</p>
<blockquote><p>L&#39;Associazione Ghana Calcio, a un certo punto, ha chiesto a Mario di giocare per il Ghana. Il ragazzo ha sbattuto loro la porta in faccia vomitandogli addosso di non aver mai sentito parlare di quel paese, sebbene fosse nella stessa squadra del centrocampista ghanese Sulley Muntari. All&#39;epoca pensai che Mario fosse un bravo giocatore ma che il Ghana non avesse bisogno di canaglie simili. Probabilmente lui ha la sua versione dei fatti, come quando ha detto che i suoi genitori l&#39;avevano abbandonato in un ospedale, ma credo che debba imparare ad andare oltre questa sua debole idea.</p></blockquote>
<p>Il blogger conclude il proprio post facendo riferimento alla storia di Mario definendola &#8220;&#8230;una favola triste di molte povere famiglie africane che vivono in Europa, America o persino in Ghana&#8221;:</p>
<blockquote><p>Questa è una favola triste di molte povere famiglie africane che vivono in Europa, America o persino in Ghana. Quello dei Barwuah è stato un errore enorme ed è chiaro che il loro figlio (che li ha praticamente disconosciuti) ha intenzione di farli convivere con questo sbaglio per sempre!</p></blockquote>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/ndesanjo-macha/' title='elenca tutti gli articoli di Ndesanjo Macha'>Ndesanjo Macha</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/sara-cifani/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Sara Cifani'>Sara Cifani</a></span></span> 
 &middot; <span class='source-link'><a href='http://globalvoicesonline.org/2010/08/25/ghana-is-mario-balotelli-italian-or-ghanaian/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a></span> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/08/ghana-mario-balotelli-e-italiano-o-ghanese/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Fghana-mario-balotelli-e-italiano-o-ghanese%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Fghana-mario-balotelli-e-italiano-o-ghanese%2F&#038;text=Ghana%3A+Mario+Balotelli+%C3%A8+italiano+o+ghanese%3F&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Fghana-mario-balotelli-e-italiano-o-ghanese%2F&#038;title=Ghana%3A+Mario+Balotelli+%C3%A8+italiano+o+ghanese%3F' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Fghana-mario-balotelli-e-italiano-o-ghanese%2F&#038;title=Ghana%3A+Mario+Balotelli+%C3%A8+italiano+o+ghanese%3F' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Fghana-mario-balotelli-e-italiano-o-ghanese%2F&#038;title=Ghana%3A+Mario+Balotelli+%C3%A8+italiano+o+ghanese%3F' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Fghana-mario-balotelli-e-italiano-o-ghanese%2F&#038;title=Ghana%3A+Mario+Balotelli+%C3%A8+italiano+o+ghanese%3F' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Giappone: pochi giorni di ferie e forti pressioni sociali per i lavoratori dipendenti</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2010/08/giappone-il-paese-dove-le-ferie-non-esistono/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 04:30:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Cifani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Economia & Business]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Giapponese]]></category>
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		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono molti i modi per godersi le ferie: starsene sdraiati in spiaggia al riparo di un ombrellone, fare vita da turisti e vagare per le vie di una città sconosciuta, o magari rilassarsi a casa propria. Tutto vero... purché non si viva in Giappone.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono molti modi per godersi le ferie: starsene sdraiati in spiaggia al riparo di un ombrellone, fare vita da turisti vagando per le vie di una città sconosciuta con una cartina in mano, o semplicemente rilassarsi a casa godendosi il tempo libero. La scelta tra queste opzioni sembra banale per la maggior parte dei vacanzieri, tuttavia molti giapponesi rinunciano ogni anno a tutte queste attività per perdere meno giorni lavorativi possibile.</p>
<p>Secondo un&#39;indagine diffusa recentemente da <em>Expedia Japan</em>, focalizzata sul cosiddetto <a title="Statistiche sulla privazione dalle vacanze" href="http://www.expedia.co.jp/corporate/holiday-deprivation.aspx">fenomeno della &#8220;privazione delle vacanze&#8221;</a> [ja, <em>come tutti gli altri link tranne ove diversamente indicato</em>] in 11 Paesi economicamente sviluppati, i lavoratori giapponesi usufruiscono in media di appena 7,9 giorni di ferie l&#39;anno. E con una media di 15 giorni disponibili l&#39;anno, il Giappone è anche il Paese con il minor numero di ferie retribuite dopo gli Stati Uniti &#8212; mentre è al primo posto per giornate di ferie non godute.</p>
<p>Tra le cause si rilevano la pressione e l&#39;ansia dovute alla crisi economica, e un ambiente lavorativo in cui poche persone osano assentarsi dal lavoro per evitare di &#8220;creare problemi ai propri colleghi&#8221;, aumentandone il carico di lavoro.</p>
<div id="attachment_156602" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><a href="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/08/3901133600_0e48c82dde_o.jpeg"><img class="size-medium wp-image-156602" title="Una proposta per sostituire il messaggio classico e ormai fuori moda FUORI UFFICIO; foto di Luis Gosalbez, con licenza CC" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/08/3901133600_0e48c82dde_o-375x169.jpg" alt="Una proposta per sostituire il messaggio classico e ormai fuori moda FUORI UFFICIO. Foto di Luis Gosalbez, con licenza CC" width="375" height="169" /></a><p class="wp-caption-text">Una proposta per sostituire il messaggio classico e ormai fuori moda: FUORI UFFICIO.</p></div>
<p>Un anonimo uomo d&#39;affari di Hatenalabo <a title="Pagina originale in giapponese" href="http://anond.hatelabo.jp/20100511124812">ha condiviso la propria esperienza</a> di manager con responsabilità sui giorni di ferie da concedere ai propri colleghi più giovani. Dai dirigenti fino ai responsabili delle divisioni più piccole, nessuno sembra volersi prendere la responsabilità di dire &#8220;sì&#8221; ad un collega che vuole usufruire dei giorni di ferie che gli spettano secondo contratto. I colleghi più anziani non vanno in ferie e così non lo faranno neanche quelli assunti di recente. Questa è la prassi!</p>
<blockquote><p>入社して半年ばかりたった男の子が、「来月友達と旅行行くんで１週間休んでもいいですか？」とかいってきた。<br />
急にそんなこと言い出したから「ちょっと、さすがに一週間は無理でしょ」って注意したら、酷く怯えたような、物悲しいような恐ろしい顔で私のこと見てたけど、今考えるもっととソフトな言い方すればよかった。<br />
とくに立て込んだ予定も入ってなかったから休ませてあげたい気持ちもないことはなかったけど、そんな習慣はなく、そもそもだれも有給休暇を消費しない社内環境で、上司や他の同僚が聞き耳立ててる状況ではやっぱり無理だよ。そんな恐い顔しないでよ。<br />
あっても使えなくてさらにへんな罪悪感を植えつけるような制度なら最初から無くなって欲しいよ。</p></blockquote>
<div class="translation">Un ragazzo assunto solo sei mesi fa mi chiesto: “Il mese prossimo vorrei fare un viaggio con degli amici, potrei avere una settimana di ferie?”<br />
“Una settimana è impossibile, dovresti capirlo!”, gli ho risposto come se la sua richiesta giungesse inaspettata. Mi ha guardato con un&#39;espressione triste e spaventata. Avrei dovuto usare un tono più gentile. […] Non c&#39;erano progetti particolari in vista e non è che non volessi che si prendesse dei giorni di ferie, ma nella nostra azienda semplicemente ciò non succede. Prima di tutto, in azienda l&#39;ambiente è tale per cui nessuno usufruisce di tutti i giorni di ferie che gli spettano. E inoltre i superiori e i colleghi presenti stavano ascoltando la nostra conversazione, non potevo dirgli di sì. Non fare quell&#39; espressione&#8230;<br />
Abbiamo un sistema che prevede permessi retribuiti praticamente inutilizzabili e che instillano nei dipendenti che ne usufruiscono anche un senso di colpa. Sarebbe meglio non avere alcun sistema.</div>
<p><a title="Indagine condotta da Reuters circa la percentuale di ferie effettivamente godute dai lavoratori" href="http://www.msnbc.msn.com/id/38592435">Un&#39;altra recente indagine</a> [en] sui permessi non goduti, condotta da Ipsos e Reuters in 24 Paesi del mondo, ha rivelato che soltanto il 33% dei lavoratori giapponesi sceglie di usufruire interamente dei permessi a cui avrebbe diritto. La Francia è risultata prim.a con una percentuale pari all&#39;89%.</p>
<p>Sasa, un uomo d&#39;affari, <a title="Post circa la situazione di alcuni lavoratori giapponesi" href="http://ameblo.jp/silence-sasa/entry-10615487589.html">confessa</a> che nella sua azienda le persone ci penserebbero due volte prima di chiedere alcuni giorni di ferie, in quanto una tale richiesta risulterebbe impopolare tra i propri colleghi.</p>
<blockquote><p>sasaの周りでも有給なんて、あってないようなもの。取れない風潮がある。<br />
残業しないで帰ろうとすると、えっ？まさか帰るわけじゃないよね？という雰囲気で言葉をかけられる。</p></blockquote>
<div class="translation">I permessi retribuiti nel mio ambiente sono qualcosa di teorico, che non esiste nella realtà. Il clima generale è tale per cui non si può usufruirne.<br />
Persino se dei lavoratori tentassero di andare a casa al termine del normale orario di lavoro senza fare ore di straordinario, c&#39;è semrpe qualcuno che dice, con tono accusatorio: &#8220;Cosa? Non starete mica andando a casa <em>adesso</em>, vero?”</div>
<p>La mancanza di normative circa <a title="Profilo del lavoro in Giappone stilato dalla International Labour Organization" href="http://www.ilo.org/public/english/dialogue/ifpdial/info/national/jp.htm">i permessi per malattia</a> [en] costringe molti lavoratori giapponesi a utilizzare in quei casi i giorni di ferie retribuite. Questa è un&#39;altra delle ragioni per cui molti preferiscono non utilizzare tutti i giorni di permesso accumulati, temendo di non averne in caso non possano lavorare per problemi di salute.</p>
<p>H.N., un <a title="Voce di Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Expatriate">emigrato</a> [en] autore di un blog chiamato proprio <em>kusoshigoto, </em> “lavoro schifoso&#8221;, non ha pietà per il sistema impiegatizio giapponese de <a title="Post del blog kusoshigoto" href="http://kusoshigoto.blog121.fc2.com/blog-entry-269.html">lo critica</a> sia per la mancanza di normative a livello governativo sia per il costante senso di colpa e pressione sociale imposti ai lavoratori.</p>
<blockquote><p>正直、permesso per malattia（病欠給）がない国ってのは聞いた事がない。特に日本は先進国、経済大国wとか言っておきながらpermesso per malattia（病欠給）すら定められてなくて、病気で休んだら有給が削られるなんてエグ過ぎるだろ？　これはクソ会社の問題って言うより傲慢な国の問題かもな。仕事絡みのストレスでウツ病なったり、過労死や過労自殺など世界でも類を見ないような社会問題が頻発してるのに見ないふり、聞こえないふりか？　連日終電ギリギリまで働かせておいて「体調管理も仕事のうちw」って言ってるのと同じレベルでクソだな。</p></blockquote>
<div class="translation">Onestamente non ho mai sentito di un Paese che non avesse un fondo per le assenze per malattia! E particolarmente grave è il fatto che a non prevedere un tale diritto sia una nazione quale il Giappone che si vanta di essere un Paese sviluppato e una delle più grandi potenze economiche del pianeta. Se un lavoratore si assenta perché malato, i giorni di assenza gli vengono detratti dal totale delle ferie retribuite spettanti. Non vi sembra assolutamente terribile? Questa situazione, inoltre, sembra ben lontana dall&#39;interessare soltanto una singola azienda schifosa, sembra piuttosto endemica di un&#39;arrogante cultura degli affari che investe l&#39;intero paese.<br />
Hanno forse intenzione di far finta che problemi quali la depressione da stress o le morti per iper-lavoro e i suicidi (problemi che non hanno riscontri in altri Paesi) non esistano? I membri delle varie direzioni aziendali che costringono i dipendenti a lavorare fino a dover poi correre per riuscire a prendere in tempo l&#39;ultimo treno per tornare a casa, e hanno anche la sfacciataggine di sostenere che &#8220;l&#39;attenzione alla propria salute è parte del lavoro&#8221;, sono tutti parte del medesimo problema costituito da questo sistema schifoso.</div>
<p>H.N. continua la polemica e <a title="Post sul blog kugoshigoto nel quale si prende in considerazione il problema sotto l'aspetto etico" href="http://kusoshigoto.blog121.fc2.com/blog-entry-345.html">prende in considerazione</a> anche l&#39;etica giapponese del lavoro.</p>
<blockquote><p>本来、仕事は生活するための手段に過ぎないのに、日本ではいつの間にか仕事自体が目的になってしまっているんだよな。諸外国では当たり前のlavora per vivere（生きるために働く）の価値観が、vive per lavorare（働くために生きる）にすり替わってるんだから。</p></blockquote>
<div class="translation">Sebbene il lavoro sia sempre stato un mezzo per vivere, i giapponesi adesso vedono il lavoro come fine a sé stesso. Mentre in ogni altro Paese la gente &#8220;lavora per vivere&#8221;, in Giappone i valori sono diametralmente opposti, e la gente &#8220;vive per lavorare&#8221;.</div>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/scilla-alecci/' title='elenca tutti gli articoli di Scilla Alecci'>Scilla Alecci</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/sara-cifani/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Sara Cifani'>Sara Cifani</a></span></span> 
 &middot; <span class='source-link'><a href='http://globalvoicesonline.org/2010/08/15/japan-where-taking-a-vacation-is-a-no-no/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a></span> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/08/giappone-il-paese-dove-le-ferie-non-esistono/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Fgiappone-il-paese-dove-le-ferie-non-esistono%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Fgiappone-il-paese-dove-le-ferie-non-esistono%2F&#038;text=Giappone%3A+pochi+giorni+di+ferie+e+forti+pressioni+sociali+per+i+lavoratori+dipendenti&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Fgiappone-il-paese-dove-le-ferie-non-esistono%2F&#038;title=Giappone%3A+pochi+giorni+di+ferie+e+forti+pressioni+sociali+per+i+lavoratori+dipendenti' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Fgiappone-il-paese-dove-le-ferie-non-esistono%2F&#038;title=Giappone%3A+pochi+giorni+di+ferie+e+forti+pressioni+sociali+per+i+lavoratori+dipendenti' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Fgiappone-il-paese-dove-le-ferie-non-esistono%2F&#038;title=Giappone%3A+pochi+giorni+di+ferie+e+forti+pressioni+sociali+per+i+lavoratori+dipendenti' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Fgiappone-il-paese-dove-le-ferie-non-esistono%2F&#038;title=Giappone%3A+pochi+giorni+di+ferie+e+forti+pressioni+sociali+per+i+lavoratori+dipendenti' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Austria: social media, strumento principe per le proteste studentesche?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2010/08/austria-i-social-media-infiammano-la-protesta-studentesca-nelle-universita/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2010/08/austria-i-social-media-infiammano-la-protesta-studentesca-nelle-universita/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 14 Aug 2010 03:51:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Cifani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Austria]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Europa occidentale]]></category>
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		<description><![CDATA[Panoramica sulle proteste, avviate mesi addietro, contro la riduzione dei finanziamenti all'istruzione pubblica in Europa. Varie analisi lo dipingono come pietra miliare per il futuro di movimenti studenteschi interamente basati sulle nuove tecnologie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo post risale al dicembre 2009, quando alcune università europee sono state occupate dagli studenti per protestare contro le politiche di riduzione dei finanziamenti all&#39;istruzione e il rallentamento del cosiddetto <a title="Voce di Wikipedia sul Processo di Bologna" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Processo_di_Bologna">Processo di Bologna</a>, [it] la riforma del sistema di istruzione superiore istituito tra i Paesi dell&#39;Unione Europea.</p>
<p>Mentre le proteste <a title="Pagina di EUniriot in italiano" href="http://www.uniriot.org/uniriotII/index.php?option=com_content&#038;view=category&#038;layout=blog&#038;id=132&#038;Itemid=324">proseguono in vari istituti</a> [it], rimane significativo il fatto che queste non sono state coordinate centralmente da associazioni studentesche, ma interamente organizzate &#8220;dal basso&#8221; con l&#39;aiuto dei <em>social media</em> via Internet.</p>
<p>Tutto è iniziato a Vienna il 22 ottobre 2009, quando un piccolo gruppo di studenti ha organizzato un <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Flash_mob">flashmob</a> [it] di protesta in centro città, per poi dirigersi all&#39;Università di Vienna dove ha spontaneamente occupato l&#39;Aula Magna. All&#39;arrivo della polizia, la notizia dell&#39;occupazione era già circolata su Twitter, mobilitando così talmente tanti sostenitori che è risultato quasi impossibile sgombrare l&#39;aula.</p>
<div id="attachment_109426" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a title="Sito utilizzato per gestire la protesta" href="http://unsereuni.at/"><img class="size-medium wp-image-109426" title="Sito utilizzato per gestire la protesta" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/12/unsereuni-262x300.png" alt="Il sito web Unsereuni.at" width="150" /></a><p class="wp-caption-text">Il sito web Unsereuni.at</p></div>
<p>In pochi giorni, gli occupanti, con loro stessa sorpresa, hanno messo in piedi una notevole struttura organizzativa: mobilitazioni e comunicazioni sono state organizzate attraverso gli &#8220;<a title="Cosa sono gli hashtag" href="http://www.twitterando.it/che-cosa-sono-gli-hashtag-o-simbolo-del-cancelletto/">hashtag</a>&#8221; [it] di Twitter <a title="Risultati ricerca su Twitter di unibrennt" href="http://twitter.com/#search?q=unibrennt">#unibrennt</a> e <a title="risultati ricerca su Twitter di unsereuni" href="http://twitter.com/#search?q=unsereuni">#unsereuni</a> (&#8221;università a fuoco&#8221; e &#8220;la nostra università&#8221;).</p>
<p>È stato creato anche un <a title="Canale che trasmette in streaming le immagini registrate nell'aula magna della protesta" href="http://www.ustream.tv/channel/unsereuni">webcast</a> [de] attivo 24 ore su 24 dall&#39;Aula Magna. I compiti logistici, dal cucinare al pulire, sono stati gestiti attraverso un <a title="Wiki" href="http://unsereuni.at/wiki/">wiki</a> [de], e un <a title="Sito ufficiale della protesta" href="http://unsereuni.at/">sito web</a> [de] permetteva di comunicare con il pubblico. Twitter, blog e <a title="Gruppo attivato su facebook a sostegno della protesta" href="http://www.facebook.com/unsereuni">Facebook</a> [de] (32.400 fan ad oggi) sono stati utilizzati per diffondere la notizia.</p>
<p>Tutto ciò ha avuto due effetti:</p>
<p>- Per la prima volta proteste di queste proporzioni non hanno avuto bisogno dei mezzi di comunicazione di massa per mobilitare sostenitori. Infatti, in meno di una settimana dall&#39;inizio della proteste, oltre 20.000 manifestanti hanno scorazzato per le vie di Vienna, anticipando ogni notizia diffusa dai media. I contatti con gli organi di informazione sono stati ridotti al minimo indispensabile, cosa che ha creato molta confusione. Gli studenti semplicemente non ne hanno avuto bisogno e, dato che la protesta non aveva alcuna gerarchia, c&#39;è stata una penuria di portavoce.</p>
<p>- Inoltre, dato che chiunque poteva seguire cosa stesse succedendo all&#39;interno dell&#39;Aula Magna (il canale straming ha registrato un milione di utenti in un mese), la stampa scandalistica non ha potuto etichettare i manifestanti come rivoltosi o estremisti. Troppe persone sapevano che non era così. Il potere di influenzare l&#39;opinione pubblica sembra essere passato di mano.</p>
<p>Ben presto le proteste hanno contagiato altre città universitarie in Austria e all&#39;estero. Ad oggi, a meno di un mese e mezzo dalle prime manifestazioni, <a title="Mappa delle proteste con didascalia multilingue" href="http://zurpolitik.com/2009/11/10/unsere-unis-eine-karte/">quasi 100 università</a> [it] in Austria, Germania, Svizzera, Albania, Serbia, Francia, Italia, Croazia e Olanda sono state occupate o hanno visto altre forme di protesta di massa.</p>
<p>Su <em><a title="Blog su cui posta Max Kossatz" href="http://www.wissenbelastet.com/">Wissen belastet</a></em> [de], Max Kossatz, blogger autriaco osservatore dei media, <a title="Analisi grafico-statistica della protesta presentata da Max Kossatz" href="http://wissenbelastet.com/2009/11/27/unibrennt-auf-twitter-eine-analyse/">ha analizzato</a> [de] la dinamica di Twitter: lo scorso mese 66.379 tweet da 6.780 utenti diversi sono stati pubblicati sull&#39;argomento. Sono state caricate 1.043 immagini su Twitpic e sono stati registrati 125.612 contatti - date un&#39;occhiata a questa <a title="Carrellata di foto, ritagli di giornale, immagini varie della protesta" href="http://www.youtube.com/watch?v=F-zdRJ0cgXc">carrellata di immagini riprese da Twitpic su Youtube</a>. Particolarmente interessante è la seguente mappa dei tweet, che mostra come le proteste si siano diffuse nel corso del tempo (è preferibile guardarla in HD e a schermo intero per apprezzarla a pieno):</p>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/oWDSdvEE4a8&amp;hl=en_GB&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" title="Video su Youtube" alt="Video su Youtube" height="344" src="http://www.youtube.com/v/oWDSdvEE4a8&amp;hl=en_GB&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p>Gerald Bäck, su <a title="Blog a cui collabora Gerald Bäck che riprende la protesta" href="http://www.baeck.at/blog/"><em>Bäck Blog</em></a> [de], che è attivo nel campo dell&#39;osservazione dei media, ha rilevato che la portata approssimativa dei <em>tweet</em>, in termini di numero di<em> follower</em>, è stata pari a 386.860. <a title="Analisi dell'utilizzo di Twitter per gestire la comunicazione da parte dei manifestanti" href="http://www.baeck.at/blog/2009/11/27/unibrennt-215-millionen-reichweite-in-4-wochen/">La sua analisi</a> [de] chiarisce quali siano stati i fondamentali fattori di influenza, quali indirizzi web e gli hashtag hashtag maggiormente linkati e usati.</p>
<p>Nel suo blog <a title="Blog di Michael Shuster" href="http://www.smime.at/blog/"><em>smime</em></a> [en/de], Michael Schuster, specialista di analisi semantiche, ha fornito <a title="Post dal titolo: protesta studentesca e i media" href="http://www.smime.at/blog/2009/11/28/studentenproteste-und-die-medien/">una panoramica</a> [de] della copertura dell&#39;evento sui mezzi di comunicazione tradizionali. Ha registrato 2.700 articoli e identificato quattro correnti durate approssimativamente una settimana ciascuna: &#8220;La protesta inizia&#8221;, &#8220;la protesta continua&#8221;, &#8220;la protesta si allarga&#8221; e, di recente, &#8220;ok, adesso basta&#8221;.</p>
<p>Luca Hammer di <a title="Sito del blog su cui Luca Hammer ha pubblicato il suo rapporto" href="http://www.2-blog.net/"><em>2-Blog</em></a> [de], studente e ideatore tecnico delle attività viennesi in Rete, ha pubblicato un <a title="Rapporto pubblicato da Luca Hammer su 2-blog" href="http://www.2-blog.net/2009/unsereuni-und-das-social-web/">rapporto dettagliato</a> [de] di come i wiki, Twitter e il canale webcast siano stati usati per far funzionare le cose.</p>
<p>Sembra che il caso di <a title="Risultati ricerca su Twitter di unibrennt" href="http://twitter.com/#search?q=unibrennt">#unibrennt</a> possa diventare una pietra miliare per la trasformazione della politica austriaca attraverso l&#39;uso dei <em>social media</em> online. I mezzi di comunicazione tradizionali e le strutture politiche hanno manifestato molta attenzione, ma anche incertezza, e il movimento è riuscito anche a creare uno spirito di responsabilizzazione degli studenti e dei leader digitali.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/helge-fahrnberger/' title='elenca tutti gli articoli di Helge Fahrnberger'>Helge Fahrnberger</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/sara-cifani/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Sara Cifani'>Sara Cifani</a></span></span> 
 &middot; <span class='source-link'><a href='http://globalvoicesonline.org/2009/12/02/austria-how-social-media-set-universities-on-fire/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a></span> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/08/austria-i-social-media-infiammano-la-protesta-studentesca-nelle-universita/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Faustria-i-social-media-infiammano-la-protesta-studentesca-nelle-universita%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Faustria-i-social-media-infiammano-la-protesta-studentesca-nelle-universita%2F&#038;text=Austria%3A+social+media%2C+strumento+principe+per+le+proteste+studentesche%3F&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Faustria-i-social-media-infiammano-la-protesta-studentesca-nelle-universita%2F&#038;title=Austria%3A+social+media%2C+strumento+principe+per+le+proteste+studentesche%3F' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Faustria-i-social-media-infiammano-la-protesta-studentesca-nelle-universita%2F&#038;title=Austria%3A+social+media%2C+strumento+principe+per+le+proteste+studentesche%3F' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Faustria-i-social-media-infiammano-la-protesta-studentesca-nelle-universita%2F&#038;title=Austria%3A+social+media%2C+strumento+principe+per+le+proteste+studentesche%3F' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Faustria-i-social-media-infiammano-la-protesta-studentesca-nelle-universita%2F&#038;title=Austria%3A+social+media%2C+strumento+principe+per+le+proteste+studentesche%3F' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Arabia Saudita: un servizio SMS per monitorare le donne</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Aug 2010 19:17:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Cifani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arabia Saudita]]></category>
		<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
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		<description><![CDATA[In Arabia Saudita è attivo un servizio tramite il quale il Ministero degli Affari Esteri invia un sms al tutore maschio ogni qual volta una donna lascia il Paese: la blogger saudita Eman Al Nafjan apre il vaso di Pandora scatenando il dibattito su questa novità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#39; Arabia Saudita sta tenendo il passo con i tempi, e la blogger Eman Al Nafjan <a title="post originale sul servizio di sms per tenere sotto controllo le donne" href="http://saudiwoman.wordpress.com/2010/07/24/posting-from-rome/" target="_blank">ci spiega</a> [en, <em>come tutti gli altri link</em>] in che modo.</p>
<p>Sapevate che in Arabia Saudita è attivo un servizio che prevede che il Ministero degli Affari Esteri invii un sms al tutore maschio, ogni qual volta una &#8220;persona a carico&#8221; lascia il paese?</p>
<p>Per &#8220;tutore&#8221; si intendono padri e mariti, o in loro assenza i fratelli, mentre le &#8220;persone a carico&#8221; sono mogli, figlie e sorelle.</p>
<p>Eman prende una pausa dalle vacanze per rilanciare la notizia:</p>
<blockquote><p>Al momento mi trovo in vacanza in Italia, ma dovevo assolutamente pubblicare sul mio blog ciò che il Ministero degli Affari Esteri ha inviato a mio marito. A quanto pare c&#39;è un nuovo servizio attraverso il quale viene inviato al tutore maschio un sms ogni volta che una &#8220;persona a carico&#8221; lascia il paese. [Il messaggio] non specifica per quale paese la donna in questione è partita, limitandosi a comunicare semplicemente l&#39;avvenuta partenza. Mio marito mi ha raccontato di aver ricevuto lo stesso messaggio quando sono andata in Germania.</p></blockquote>
<p>La blogger aggiunge:</p>
<blockquote><p>Sono una donna adulta e da ormai dieci anni ho un mio reddito ma, a causa del mio genere, il governo saudita mi considererà persona &#8220;a carico&#8221; fino al giorno in cui morirò.</p></blockquote>
<p>Questo breve post ha aperto il vaso di Pandora, provocando 93 commenti (che continuano ad arrivare) che spaziano dai messaggi di sostegno a quelli che tirano in ballo la religione, fino agli interventi di persone che hanno vissuto esperienze simili.</p>
<p><em>Kha</em> è sorpresa e scrive:</p>
<blockquote><p>Mio Dio. Inviano davvero degli sms? È incredibile come un Paese possa stare al passo con i tempi in termini di tecnologia, ma essere COMPLETAMENTE indietro in termini di uguaglianza tra i sessi (&#8230;).</p></blockquote>
<p>Un&#39;altra lettrice, che si firma come <em>Health Practitioner</em>, condivide la sua esperienza di viaggio scrivendo:</p>
<blockquote><p>Stavo viaggiando con mia madre, che all&#39;epoca aveva 60 anni, e ci siamo accorte che il permesso era scaduto. Il poliziotto mi ha detto che non c&#39;erano problemi perché se la donna ha oltre 50 anni, non ha bisogno di un permesso!!!</p>
<p>La cosa che mi sconvolge maggiormente è che molte donne con tanto di laurea e dottorato di ricerca non possono viaggiare per partecipare a conferenze o eventi senza aver ottenuto un permesso dal proprio tutore maschio, che può avere 21 anni ed essere un incapace, o addirittura più giovane di lei&#8230;</p>
<p>Per me è questa la vera tragedia: che in Arabia Saudita le donne &#8220;a carico&#8221;, con una buona formazione, non possano nemmeno recarsi in un ufficio governativo se non accompagnate dal proprio tutore, per non parlare dei viaggi all&#39;estero&#8230;</p></blockquote>
<p><em>Om Lujain </em>aggiunge:</p>
<blockquote><p>Penso che scelgano un&#39;età qualsiasi, arbitrariamente, visto che mia madre ha 54 anni e ha ancora bisogno del permesso di suo fratello minore (è divorziata).</p>
<p>Hai proprio ragione, è una vera tragedia che donne adulte non possano prendere decisioni in autonomia e debbano di fatto implorare il proprio fratello/figlio/padre/marito per qualunque cosa gli occorra.</p></blockquote>
<p>Nel frattempo, <em>Hala</em> sostiene che le risorse spese per tenere d&#39;occhio le donne saudite dovrebbero essere investite in qualcosa di più utile, come ad esempio lo sviluppo delle infrastrutture del Paese:</p>
<blockquote><p>Se si pensa a tutto il denaro e la programmazione impiegati per pedinare le donne mentre le nostre infrastrutture sono in pessime condizioni e rischiano di crollare al primo acquazzone&#8230;! ai piani alti, qualcuno non ha ben chiare le priorità…</p></blockquote>
<p><em>Fawad</em> fa l&#39;avvocato del diavolo, e afferma di non capire quale sia il problema degli sms al tutore:</p>
<blockquote><p>si tratta soltanto di un servizio sms per arrivi e partenze. Che c&#39;è di così grave?</p></blockquote>
<p>Ma <em>Kha</em> non prende il commento alla leggera e ribatte:</p>
<blockquote><p>A me sembra grave perché si tratta, in pratica, di un sistema di monitoraggio. Perché una persona non dovrebbe poter prendere le proprie decisioni senza che lo sappia nessuno? Perché una donna, e CHIUNQUE altro, non dovrebbe avere il diritto alla propria privacy? Il servizio sms implica che queste donne sono così indifese e stupide che i loro mariti devono tenerle costantemente sott&#39;occhio. Sapete chi è che dev&#39;essere tenuto costantemente sotto controllo? I bambini. Le donne adulte che lavorano NON sono bambini. I messaggi dovrebbero mandarli se è  un bambino, a lasciare il paese da solo, e non una donna adulta!</p></blockquote>
<p><em>Jenna</em> avanza una nuova proposta:</p>
<blockquote><p>Sapete, lo voglio un sistema di monitoraggio anche per mio marito&#8230;ogni volta che parla con qualche sconosciuta o flirta con una donna… voglio ricevere un SMS!</p></blockquote>
<p><em>Vicks</em> chiama in causa anche un altro aspetto della questione, scrivendo:</p>
<blockquote><p>Articolo interessante!!! Quello che mi meraviglia è che, sebbene la maggior parte dei commenti suggerisca disprezzo verso questa iniziativa (e molte altre simili) del governo saudita, in nessuno [si riscontra] il minimo dissenso o la minima forma di protesta nei confronti delle autorità (dove sono gli attivisti per i diritti delle donne o i gruppi per i diritti dei musulmani in questo caso?)&#8230;<br />
Non mi stupirei affatto, qualora un qualsiasi governo occidentale [monitorasse allo stesso modo la circolazione delle donne musulmane], se queste stesse persone reagissero con manifestazioni di piazza, gridando alla discriminazione e all&#39;islamofobia!!!!</p></blockquote>
<p><em> Ari </em>, invece, auspica una rivoluzione:</p>
<blockquote><p>Aspetto il giorno in cui queste ricche principesse saudite decideranno di FARE veramente qualcosa per rendersi libere, invece di passare il tempo a lamentarsi.</p>
<p>In occidente, tanto le donne benestanti con uno status sociale elevato quanto le donne qualunque, e perfino gli uomini, hanno marciato, protestato, sono state arrestate e hanno sofferto torture come <a title="Leggi la voce wikipedia su questo tipo di tortura" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Force-feeding#Coercive_and_torturous_use">l&#39;alimentazione forzata</a>, e tutto per ottenere l&#39;uguaglianza e il diritto di voto.</p>
<p>Quando le donne saudite, al pari di altre donne e uomini musulmani, saranno pronte a pagare il prezzo dell&#39;uguaglianza, allora l&#39;otterranno. Nel frattempo, c&#39;è chi può prendersi una vacanza nel mondo libero, mentre le proprie sorelle e fratelli meno privilegiati continuano a soffrire.</p>
<p>Fino ad allora, buono shopping!</p></blockquote>
<p>Per ulteriori reazioni, si leggano i commenti al post originale. Eman ha anche scritto un post <a title="post di Eman su donne senza carta d'identità ed altro" href="http://saudiwoman.wordpress.com/2010/08/07/wife-tracker-revisited/">che fa seguito</a> a quello in questione.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/amira-al-hussaini/' title='elenca tutti gli articoli di Amira Al Hussaini'>Amira Al Hussaini</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/sara-cifani/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Sara Cifani'>Sara Cifani</a></span></span> 
 &middot; <span class='source-link'><a href='http://globalvoicesonline.org/2010/08/12/saudi-arabia-where-women-are-dependents-forever-and-ever/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a></span> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/08/arabia-saudita-un-servizio-sms-per-monitorare-le-donne/#comments" title="commenti">commenti (1) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Farabia-saudita-un-servizio-sms-per-monitorare-le-donne%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Farabia-saudita-un-servizio-sms-per-monitorare-le-donne%2F&#038;text=Arabia+Saudita%3A+un+servizio+SMS+per+monitorare+le+donne&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Farabia-saudita-un-servizio-sms-per-monitorare-le-donne%2F&#038;title=Arabia+Saudita%3A+un+servizio+SMS+per+monitorare+le+donne' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Farabia-saudita-un-servizio-sms-per-monitorare-le-donne%2F&#038;title=Arabia+Saudita%3A+un+servizio+SMS+per+monitorare+le+donne' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Farabia-saudita-un-servizio-sms-per-monitorare-le-donne%2F&#038;title=Arabia+Saudita%3A+un+servizio+SMS+per+monitorare+le+donne' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Farabia-saudita-un-servizio-sms-per-monitorare-le-donne%2F&#038;title=Arabia+Saudita%3A+un+servizio+SMS+per+monitorare+le+donne' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Russia: &#8220;Ortodossia o Morte&#8221; per l&#039;Arte Degenerata?</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Aug 2010 04:06:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Cifani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA["Ortodossia o Morte" è lo slogan del conflitto in corso tra forze reazionarie religiose e movimenti liberali, in quel che sembra essere la versione russa delle caricature su Maometto. All'origine dello scontro il processo e la condanna dei curatori di una mostra d'arte contemporanea svoltasi a Mosca nel 2007.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignright" style="width: 250px"><a title="locandina del Museo Sakharov" href="http://www.sakharov-center.ru/museum/exhibitionhall/foto/forbidden.jpg"><img title="Arte Proibita" src="http://www.sakharov-center.ru/museum/exhibitionhall/foto/forbidden.jpg" alt="Foto dal titolo arte proibita" width="240" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">Foto del Museo Sakharov</p></div>
<p>Il 12 luglio scorso, il tribunale distrettuale moscovita di Tagansky ha pronunciato una sentenza di condanna nei confronti dei curatori d&#39;arte Yuri Samodurov e Andrei Yerofeev, ritenuti colpevoli di &#8220;alimentare il conflitto etnico e religioso&#8221; per la loro mostra <a title="Programma della mostra Arte Proibita - 2006" href="http://www.sakharov-center.ru/museum/exhibitionhall/forbidden-art/">&#8220;Arte Proibita - 2006&#8243;</a> [rus, <em>come tutti gli altri link eccetto ove diversamente indicato</em>], a seguito della denuncia presentata dall&#39;organizzazione russa di destra <em><a title="Pagina originale in russo" href="http://www.narodsobor.ru/">Narodny Sobor</a></em>. I due imputati sono stati sanzionati con multe rispettivamente pari a 200.000 rubli (circa 6.500 dollari USA) e 150.000 rubli (circa 4.900 dollari USA). Il verdetto ha rappresentato una delusione sia per i conservatori, che speravano in una condanna a tre anni di reclusione, sia per i liberali, che avrebbero voluto un&#39;assoluzione. Ancora una volta ci si chiede dove stiano ponendosi i limiti della libertà d&#39;espressione in Russia: questo si profila come l&#39;ennesimo caso russo che verrà sottoposto alla <a title="Pagina della Corte Europea" href="http://www.echr.coe.int/echr/">Corte Europea per i Diritti Umani</a> [en/fr] di Strasburgo.</p>
<p>Tutto qui? Forse, ma questo caso può anche servire da esempio non soltanto del fragile equilibrio della libertà di parola, ma anche di come persino questa specie di equilibrio diventi un&#39;&#8221;happening&#8221; artistico che traccia una linea sottile tra arte e società, come dimostra il dibattito che sta circondando &#8220;<a title="Programma della mostra Arte Proibita - 2006" href="http://www.sakharov-center.ru/museum/exhibitionhall/forbidden-art/">Arte Proibita - 2006</a>&#8220;</p>
<p>Il detto &#8220;un&#39;immagine è più eloquente di mille parole&#8221; è più vero in Russia che in molti altri Paesi. Prendete, ad esempio, <a title="Topolino nei panni di un Gesù che affronta il supplizio" href="http://www.aerofeev.ru/images/stories/delo/exposition/Savko1.jpg">Gesù sofferente con la testa di Topolino</a> oppure <a title="Dipinto che ritrae un crocifisso col volto di Lenin" href="http://www.aerofeev.ru/images/stories/delo/exposition/IMG14.jpg">Gesù col volto di Lenin</a>, e poi rifletteteci sopra. Le forme artistiche vengono costantemente spinte oltre il limite. Lo slogan del <a title="Voce di Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Russian_Futurism">manifesto futurista russo</a> [en] di ormai un secolo fa, &#8220;uno schiaffo al gusto corrente&#8221;, mantiene oggi  lo stesso ruolo di rilievo che aveva per l&#39;arte e la cultura russe agli inizi del &#8216;900. Tuttavia, al giorno d&#39;oggi, gli schiaffi non sempre sono quello che sembrano.</p>
<p>Qual&#39;è quindi la vera storia dietro tutta questa vicenda? Nel marzo 2007, i curatori d&#39;arte Yuri Samodurov e Andrei Yerofeev organizzarono a Mosca una mostra di opere rifiutate, nell&#39;anno precedente, da musei e gallerie d&#39;arte &#8220;tradizionali&#8221;, da qui il titolo &#8220;<a title="Programma della mostra Arte Proibita - 2006" href="http://www.sakharov-center.ru/museum/exhibitionhall/forbidden-art/">Arte proibita - 2006</a>.&#8221; Lo scopo dell&#39;esposizione era quello di portare alla luce la censura auto-imposta che reprime la scena artistica russa, orientata verso esposizioni artistiche più tradizionali. La mostra ottenne il magro numero di 1.020 visitatori, tuttavia attirò l&#39;attenzione di un piccolo movimento di religiosi reazionari che portarono Samodurov e Yerofeev in tribunale per aver offeso i loro sentimenti religiosi. Così è iniziato lo spettacolo, terminato con la sentenza contro i curatori, che ha attirato così tanta attenzione sia nei mezzi di comunicazione russi che in quelli internazionali.</p>
<p>Il blogger <em>don_beaver</em> <a title="Post di un blog russo circa il processo" href="http://don-beaver.livejournal.com/59580.html">riassume</a>, indignato, la vicenda:</p>
<blockquote><p>Non molto tempo fa alcuni artisti hanno organizzato una mostra in una galleria privata: persone che non erano neanche state alla galleria hanno dichiarato che la mostra ne feriva i sentimenti religiosi e si sono rivolte al tribunale. Il giudice ha dato loro ragione, sanzionando pesantemente gli organizzatori della mostra. L&#39;unico lato positivo è che non sono andati in galera.</p></blockquote>
<p>Cos&#39;è stato ad attrarre l&#39;attenzione dei media sul caso, oltre al tema della libertà d&#39;espressione? Alla lettura della sentenza, un piccolo gruppo di uomini barbuti e vestiti con tuniche nere si è radunato all&#39;ingresso del tribunale di Taganskij, indossando magliette con la scritta &#8220;Ortodossia o morte.&#8221; Dietro queste parole si nasconde molto più di quanto sia visibile a occhio nudo. &#8220;Ortodossia o morte&#8221; (gr. ορθοδοξία ή θάνατος) era originariamente un motto del famoso monastero di Esphigmenou sul Monte Athos, in Grecia, in conflitto con il Patriarca ecumenico di Costantinopoli, ma a partire dagli anni &#8216;90 è diventato un simbolo di intolleranza ed estremismo in altri Paesi ortodossi quali la Serbia e la Russia. È stata quest&#39;immagine a suscitare l&#39;interesse dei media presenti davanti al tribunale, con la rappresentazione vivida di un manipolo di pazzi nazionalisti. Immagine che è riuscita a portare all&#39;ordine del giorno le libertà civili russe sulle pagine dei giornali di tutto il mondo. L&#39;effetto simbolico è stato così imponente che le voci di una futura proposta, sostenuta dalla Chiesa, di integrare il Codice Civile con il crimine di &#8220;eresia&#8221; hanno raggiunto testate rispettabili quali <a title="Articolo di Argumenty i Fakty che presenta la notizia di una fantomatica richiesta da parte della Chiesa di introdurre il crimine di eresia" href="http://www.samara.aif.ru/politic/news/30813"><em>Argumenty i Fakty</em></a>. In ogni caso, secondo la blogger <em>tristen2e</em> [<em>il blog risulta attualmente oscurato dalla direzione di LiveJournal senza ulteriori spiegazioni</em>], si è trattato soltanto di una bufala:</p>
<blockquote><p>Inoltre, tutti hanno creduto alla notizia clamorosa, sebbene le parole attribuite a padre Vsevolod presentassero l&#39;eresia come &#8220;ogni forma di contrapposizione all&#39;Ortodossia.&#8221; Ovviamente, questa gretta espressione è difficilmente attribuibile a un così abile diplomatico della chiesa russa come l&#39;arciprete Vsevolod Chaplin [portavoce della Chiesa Ortodossa Russa]. In ogni caso, come spesso accade in un&#39;estate soffocata dal caldo, i colleghi giornalisti potrebbero aver fatto un po&#39; di confusione - hanno pensato tutti - e così la notizia ha iniziato a viaggiare in rete.</p></blockquote>
<p>Per i sostenitori liberali di Samodurov e Yerofeev l&#39;emblema &#8220;Ortodossia o morte&#8221; è stato ovviamente come vedersi lanciare un guanto di sfida, che gli ha ricordato le battaglie combattute durante i giorni della dissidenza nel passato sovietico. Questo è forse un ulteriore aspetto importante che è stato largamente ignorato dai resoconti sulla vicenda. In effetti, il curatore d&#39;arte Yuri Samodurov proviene dallo stesso movimento di dissidenza anti-sovietica del premio Nobel per la pace <a title="Voce di Wikipedia su Sakharov" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Andrej_Dmitrievi%C4%8D_Sacharov">Andrei Sakharov</a> [it], ed è divenuto uno dei membri fondatori dell&#39;organizzazione per i diritti umani <a title="Sito ufficiale dell'assiociazione Memorial" href="http://www.memorial.ru"><em>Memorial</em></a>.</p>
<p>Samodurov considerava tuttavia l&#39;opposizione al potere sovietico non tanto come atto politico, quanto culturale. Probabilmente, questo non soltanto lo distingue dalla corrente principale del movimento dissidente ma gli anche ha permesso di mantenere la sua rilevante posizione all&#39;interno del dibattito russo, dato che l&#39;intera società riteneva obsoleto il movimento dei dissidenti. Come direttore del <a title="Sito ufficiale del museo Sakharov" href="http://www.sakharov-center.ru/">Museo Sakharov</a>, Samodurov, nel febbraio 2006, partecipò attivamente al dibattito legato alla <a title="Voce di wikipedia sulla controversia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Caricature_di_Maometto_sullo_Jyllands-Posten">controversia danese sui fumetti su Maometto</a> [it], annunciando un&#39;esposizione a Mosca delle famose caricature. La carriera artistica di Samodurov è sempre stata in bilico tra la costante commistione tra la società come arte e l&#39;arte come società. Sembra che Samodurov e le sue azioni siano diventati la personificazione di un&#39;opera d&#39;arte postmoderna che rende incerti i confini tra sfera artistica e società.</p>
<p>Quali sono dunque gli effetti del caso &#8220;Arte Proibita&#8221; sul dibattito in seno alla società russa? Il blogger e poeta Vitaly Kaplan ha cercato, in modo critico, <a title="Post sul blog di Vitaly Karplan che commenta l'intera vicenda" href="http://vitaly-kaplan.livejournal.com/126633.html#cutid1">di tracciare un quadro più ampio</a> di come l&#39;arte stia rivelando tendenze più ampie di sviluppo  dell&#39;attuale Russia:</p>
<blockquote><p>Tanto per cominciare, c&#39;è un &#8220;residuo secco&#8221; che poi si guarnisce di ogni tipo di considerazione. Dunque, la mostra &#8220;Arte proibita - 2006&#8243; è effettivamente un oltraggio ai sentimenti dei credenti. C&#39;era bisogno di una condanna da parte della società? Sì. C&#39;era bisogno di andare in tribunale? Avrei i miei dubbi. Cosa penso della sentenza? Sono contento che non abbiano mandato in galera Yerofeev e Samodurov. Cosa ne penso delle polemiche su Internet? Direi che si tratta soltanto di una battaglia tra banner.</p>
<p>E ora andrò più nel dettaglio. Dapprima per quanto riguarda l&#39;oltraggio ai sentimenti religiosi. Il problema è che la maggior parte dei partecipanti a questa disputa, indipendentemente dalle proprie posizioni, non capisce affatto di cosa si tratti. Da una parte i sostenitori di Yerofeev e Samodurov si indignano: oh, ma dai, questi ortodossi! Qualunque cosa li offende! Se potessero costringerebbero tutti gli uomini a farsi crescere la barba e le donne a mettere il fazzoletto in testa, raderebbero al suolo i &#8220;McDonald&#39;s&#8221; e brucerebbero moschee e sinagoghe insieme. Il fatto è che i loro delicati sentimenti religiosi sono offesi da tutto ciò che non coincide con i loro ideali ortodossi. Gli oppositori di Yerofeev e Samadurov, invece, piangono lacrime amare perché le immagini della mostra offendono il popolo russo e contraddicono le tradizioni nazionali, sono una terribile testimonianza della perdita di ideali e rappresentano la decadenza dei costumi che impedisce la rinascita della Grande Russia&#8230;</p></blockquote>
<p>Di conseguenza, l&#39;effetto del caso &#8220;Arte Proibita&#8221; non soltanto contrappone fra loro le percezioni delle icone postmoderne e medievali, ma costituisce anche una prova delle differenze tra immaginario e realtà presenti nell&#39;attuale società russa. L&#39;iniziale rimostranza dei credenti ortodossi era, in termini religiosi, che le immagini esposte costituivano una dissacrazione delle icone in quanto portatrici di messaggi divini, sulla base di una tradizione ortodossa secondo la quale la parola di Dio non può essere ricondotta a un testo ma deve essere rappresentata per immagini. Il cuore del problema è costituito quindi dall&#39;iconizzazione, nell&#39;ambito della mostra, di immagini che rappresentano una metamorfosi del divino in profano. Le icone vengono trasformate in idolatria di simboli con un messaggio ambiguo che rappresenta le complessità della società attuale.</p>
<p>Quale impatto produce la condanna di Samodurov e Yerofeev sulle percezioni della società russa? Può essere considerata un indicatore del percorso seguito dalla libertà di espressione in questo Paese? Sarebbero certamente gradite risposte semplici, ma probabilmente la realtà ha in serbo di più, se si prende in considerazione un quadro più ampio della questione. Forse il nocciolo del problema risulta poco chiaro se si affronta la questione attraverso una scelta che trascende i confini dell&#39;arte e della società: libertà artistica o libertà di espressione, entrambe o nessuna delle due? Tuttavia la società, nella prospettiva dello Stato, sceglie di prendere posizione a favore o contro la libertà di espressione in termini di forme artistiche il cui scopo potrebbe essere, in realtà, quello di sfruttare l&#39;interazione che una tale posizione inevitabilmente comporta.</p>
<p>Però, alla fin fine, occorre davvero chiedersi quali siano le implicazioni di quella posizione sullo sviluppo della libertà di parola nella società russa. A tale proposito, il blogger <em>timur_nechaev77</em> <a title="Post di  Timur Nechaev che commenta la sentenza" href="http://timur-nechaev77.livejournal.com/22307.html?thread=218915">offre le sue riflessioni</a> in un post dal titolo &#8220;L&#39;Arte proibita si fa più costosa&#8221;:</p>
<blockquote><p>La sentenza emanata contro gli organizzatori della mostra &#8220;Arte proibita - 2006&#8243; mostra che negli ultimi anni il prezzo per la critica contro l&#39;ideologia di Stato, l&#39;ortodossia, è quasi raddoppiato. Nel 2005, Yuri Samadurov fu condannato a pagare una multa di 100 mila rubli per la mostra &#8220;Attenti alla religione&#8221; che provocò un pogrom da parte di estremisti religiosi della Chiesa Ortodossa Russa. Ora, invece, Samadurov è stato condannato a pagare 200 mila rubli e Andrej Yerofeev 150 mila. Ovviamente la sentenza sarà presentata in appello fino a Strasburgo e, se la Corte Europea dovesse prendere le parti dei pogromisti e dei fanatici religiosi della Chiesa Ortodossa Russa, allora ovviamente a Yerofeev e Samodurav toccherà pagare le rispettive multe.</p></blockquote>
<p>Sebbene sia spesso poco compresa dalla società contemporanea, l&#39;arte può esporre l&#39;essenza di  problemi e tendenze dei giorni nostri. Il ruolo di un artista sta diventando sempre più quello di spingere i tasti giusti per avviare, all&#39;interno della società, il dibattito su temi che potrebbero essere, in realtà, più profondi persino dell&#39;arte stessa. Semplicemente l&#39;arte diviene il simbolo di tendenze più ampie e al contempo si ricrea <em>sui generis</em> attraverso meccanismi che superano le singole opere e i loro creatori. Nel caso di &#8220;Arte Proibita&#8221; la sentenza potrebbe divenire un vettore o un segno premonitore di sviluppi, auspicabili o meno, di ciò che sta eliminando i compromessi normativi all&#39;interno della società russa. Tutto ciò è giusto o sbagliato? Forse stavolta questa contrapposizione non è poi così importante: la vicenda stessa, come tutto del resto, diventa parte dello spettacolo, un avvenimento, o un esempio del &#8220;famoso&#8221; <a title="Voce di Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/15_minutes_of_fame">quarto d&#39;ora di gloria</a> [en].</p>
<p>Come dicevano i romani, &#8220;de gustibus disputandum non est&#8221;, e l&#39;arte va ben oltre il dominio delle cose per cui una società possa puntare il dito contro qualcuno. È una questione di gusti, e ciascuno dovrebbe poter decidere come meglio crede, compresa la possibilità di sostenere o protestare contro le idee e le convinzioni in accordo o in conflitto con le proprie, senz&#39;alcuna interferenza da parte dello Stato. Perché, in fondo, chi può stabilire cosa sia l&#39;arte &#8220;degenerata&#8221;?</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/vilhelm/' title='elenca tutti gli articoli di Vilhelm Konnander'>Vilhelm Konnander</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/sara-cifani/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Sara Cifani'>Sara Cifani</a></span></span> 
 &middot; <span class='source-link'><a href='http://globalvoicesonline.org/2010/07/20/russia-orthodoxy-or-death-to-degenerate-art/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a></span> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/08/russia-ortodossia-o-morte-per-larte-degenerata/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Frussia-ortodossia-o-morte-per-larte-degenerata%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Frussia-ortodossia-o-morte-per-larte-degenerata%2F&#038;text=Russia%3A+%26%238220%3BOrtodossia+o+Morte%26%238221%3B+per+l%26%2339%3BArte+Degenerata%3F&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Frussia-ortodossia-o-morte-per-larte-degenerata%2F&#038;title=Russia%3A+%26%238220%3BOrtodossia+o+Morte%26%238221%3B+per+l%26%2339%3BArte+Degenerata%3F' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Frussia-ortodossia-o-morte-per-larte-degenerata%2F&#038;title=Russia%3A+%26%238220%3BOrtodossia+o+Morte%26%238221%3B+per+l%26%2339%3BArte+Degenerata%3F' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Frussia-ortodossia-o-morte-per-larte-degenerata%2F&#038;title=Russia%3A+%26%238220%3BOrtodossia+o+Morte%26%238221%3B+per+l%26%2339%3BArte+Degenerata%3F' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Frussia-ortodossia-o-morte-per-larte-degenerata%2F&#038;title=Russia%3A+%26%238220%3BOrtodossia+o+Morte%26%238221%3B+per+l%26%2339%3BArte+Degenerata%3F' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
</p>]]></content:encoded>
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		<title>Georgia: Conflitti congelati, felicità congelata</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 16:22:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Cifani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia centrale & Caucaso]]></category>
		<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
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		<description><![CDATA[A ridosso dell'anniversario della breve guerra che ha viste coinvolte Russia e Georgia circa la secessione dell'Ossezia del Sud, la rivista online Evolutsia rivolge l'attenzione a un altro dei due conflitti "congelati" del paese, quello in Abcasia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A ridosso dell&#39;anniversario della <a title="dossier GV in inglese sulla guerra in Ossezia del sud" href="http://globalvoicesonline.org/specialcoverage/2008-special-coverage/south-ossetia-crisis-2008/">breve guerra che ha viste coinvolte Russia e Georgia per la secessione dell&#39;Ossezia del Sud</a> [en], <em>Evolutsia</em> rivolge l&#39;attenzione a un altro dei due conflitti &#8220;congelati&#8221; del paese, <a title="scheda della bbc sul territorio abcaso" href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/3261059.stm">quello in Abcasia</a> [en]. Entrambi i territori sono stati riconosciuti dalla Russia come stati indipendenti a seguito della guerra del 2008. Il blog commenta le notizie delle nuove violenza inter-etniche, aggiungendo inoltre che <a title="articolo di Michael Cecire circa nella regione del Gali" href="http://evolutsia.net/?p=1628">la crescente influenza russa su questi territori, la cui indipendenza non è stata riconosciuta da quasi nessun altro Paese, non ha trovato l&#39;accoglienza</a> che molti auspicavano [en].</p>
<blockquote><p>[&#8230;]</p>
<p>Mentre la maggior parte degli abcasi, e certamente coloro che fanno parte della classe politica, comprendono che l&#39;assistenza della Russia era e rimane fondamentale ai fini della loro separazione dalla Georgia, è crescente la sensazione che gli accordi con il Cremlino potrebbero avere un che di <a title="Leggi la voce wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Patto_col_diavolo">faustiano</a> [it].</p>
<p>[&#8230;] con i russi che ne controllano il bilancio, i confini e le principali vie di comunicazione, c&#39;è sicuramente un ampio margine di profondo risentimento tra i cittadini abcasi medi riguardo la veridicità della propria cosiddetta &#8220;indipendenza&#8221; e [la sfacciataggine] con la quale i russi hanno raggiunto nel Paese i posti di comando in ambito politico ed economico.</p>
<p>Un tale senso di risentimento, unitamente a dissapori di natura più prosaica, come quelli per la spartizione dei fondi, può diventare una miscela esplosiva. Atteggiamenti nervosi e dissapori potrebbero condurre a forme di violenza, che [a sua volta] potrebbero avere risvolti piuttosto seri, a meno che le autorità abcase o russe non riescano meglio a tenere le cose sotto controllo. [&#8230;]</p></blockquote>
<p>I frequenti episodi di violenza, soprattutto nelle zone al confine tra Armenia e Azerbaijan, e il continuo fallimento dei tentativi per raggiungere una pace duratura nel conflitto per il territorio della repubblica del Nagorno Karabakh inducono alcuni analisti a ritenere che i tre conflitti regionali non siano del tutto &#8220;congelati&#8221;.</p>
<p>Ciononostante, il termine continua ad essere uno di quelli maggiormente utilizzati in relazione all&#39;Abcasia, l&#39;Ossezia del Sud e alla repubblica del Nagorno Karabakh. [Ecco ad esempio] un messaggio diffuso via Twitter <a title="tread sui conflitti detti bloccati" href="http://twitter.com/abgeo">dall&#39;account</a> [en] di un blog georgiano, <em>Dream for our Brotherhood</em>, che afferma che questa situazione equivale a un &#8220;congelamento della felicità&#8221;:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-154579" title="screenshot del tweet originale" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/07/peacetweet-375x203.gif" alt="immagine di un tweet: il conflitto è infelicità. Un conflitto bloccato vuol dire una felicità bloccata. Risolviamo i problemi e riprendiamoci la felicità. Ottenendo la pace" width="375" height="203" /></p>
<blockquote><p>&#8220;Ogni conflitto è infelicità. Conflitto congelato, felicità congelata. Risolviamo le divergenze e riportiamo la felicità!&#8221; - Getting to Peace</p></blockquote>
<p>Il blog commenta anche <a title="post sul blog Deam for our Brotherhood" href="http://abgeo.blogspot.com/2010/06/blog-post.html">un reportage video</a> [ge/ru/en] nel quale vengono riassunte una varietà di riflessioni di cittadini dei paesi coinvolti nei due conflitti congelati, l&#39;Ossezia del Sud e l&#39;Abcasia.</p>
<blockquote><p>Nella società georgiana, le posizioni sulle modalità di risoluzione dei conflitti territoriali sono nettamente contrapposte.</p></blockquote>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="306" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Z20GEPpR5y0&amp;hl=en_US&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="306" src="http://www.youtube.com/v/Z20GEPpR5y0&amp;hl=en_US&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><em>Questo post fa parte dello speciale di Global Voices <a title="dossier GV in inglese sul conflitto nel caucaso" href="http://globalvoicesonline.org/specialcoverage/caucasus-conflict-voices/">Caucasus Conflict Voices</a></em> [en].</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/onnik-krikorian/' title='elenca tutti gli articoli di Onnik Krikorian'>Onnik Krikorian</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/sara-cifani/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Sara Cifani'>Sara Cifani</a></span></span> 
 &middot; <span class='source-link'><a href='http://globalvoicesonline.org/2010/07/31/georgia-frozen-conflicts-frozen-happiness/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a></span> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/08/georgia-conflitti-congelati-felicita-congelata/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Fgeorgia-conflitti-congelati-felicita-congelata%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Fgeorgia-conflitti-congelati-felicita-congelata%2F&#038;text=Georgia%3A+Conflitti+congelati%2C+felicit%C3%A0+congelata&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Fgeorgia-conflitti-congelati-felicita-congelata%2F&#038;title=Georgia%3A+Conflitti+congelati%2C+felicit%C3%A0+congelata' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Fgeorgia-conflitti-congelati-felicita-congelata%2F&#038;title=Georgia%3A+Conflitti+congelati%2C+felicit%C3%A0+congelata' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Fgeorgia-conflitti-congelati-felicita-congelata%2F&#038;title=Georgia%3A+Conflitti+congelati%2C+felicit%C3%A0+congelata' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Fgeorgia-conflitti-congelati-felicita-congelata%2F&#038;title=Georgia%3A+Conflitti+congelati%2C+felicit%C3%A0+congelata' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
</p>]]></content:encoded>
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		<title>Russia: per la prima volta YouTube bloccato da una sentenza giudiziaria</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Aug 2010 20:06:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Cifani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alexey Sidorenko ci racconta del primo tentativo delle autorità russe di bloccare YouTube a partire dall'estremo oriente del Paese: il processo messo in piedi viene giudicato del tutto inefficiente, tuttavia c'è anche chi considera quest'episodio come il risultato di un costante ed imponente sviluppo dei sistemi di controllo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_154366" class="wp-caption alignright" style="width: 385px"><a href="http://www.flickr.com/photos/mauritsonline/4561481118/"><img class="size-medium wp-image-154366" title="YouTube a fuoco nell'estremo oriente russo. Foto di mauritsonline" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/07/4561481118_2eca63b1d7-375x249.jpg" alt="Immagine del logo di YouTube tra le fiamme riferita all'estremo oriente russo. Foto di mauritsonline" width="375" height="249" /></a><p class="wp-caption-text">YouTube a fuoco nell&#39;estremo oriente russo</p></div>
<p>Il 16 luglio scorso il Tribunale civile di <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Komsomol%27sk-na-Amure">Komsomolsk sull&#39;Amur</a> [it] <a title="Sentenza ufficiale del Tribunale civile di Komsomolsk sull'Amur" href="http://docs.pravo.ru//document/view/4349339/3659308">ha emesso una sentenza</a> [rus, <em>come tutti gli altri link eccetto ove diversamente indicato</em>] su sollecitazione del pubblico ministero, la quale obbligava il provider internet locale &#8220;<em>Rosnet</em>&#8221; a bloccare gli indirizzi IP di cinque siti web: <em>lib.rus.ec</em> (una libreria online russa), <em>thelib.ru</em>, <em>www.zhurnal.ru</em>, <em>web.archive.org</em>, e&#8230; <em>youtube.com</em>. I provider sono stati accusati di &#8220;non aver bloccato&#8221; alcuni contenuti estremisti che sarebbero stati pubblicati sui siti in questione (diverse copie del &#8220;Mein Kampf&#8221; e un video intitolato &#8220;Russia for Russians&#8221; che faceva da sfondo a <a title="Dibattito sulla vicenda e link alla canzone" href="http://brainw45h.livejournal.com/5540.html">una canzone skinhead caricata da un utente serbo</a>). Così recita la sentenza del tribunale:</p>
<blockquote><p>&#8230;проведенная прокуратурой проверка показала, что интернет-провайдер в лице ответчика не обеспечивает должным образом безопасность пользователей в глобальной сети. Жители г. Комсомольска-на-Амуре имеют свободный доступ к сайтам экстремисткой и террористической направленности, которые пропагандируют идеи общественных организаций, содержат высказывания, направленные на возбуждение ненависти и вражды к группе лиц по признакам национальности, отношения к религии, а равно принадлежности к власти, органам управления, а также оправдание террористической деятельности, запрещенных на территории Российской Федерации.<br />
[&#8230;]<br />
в целях восстановления нарушенных прав граждан и во исполнение действующего законодательства, доступ к &#8230; к Интернет - сайтам &#8230; следует ограничить, посредством добавления на пограничном маршрутизаторе правил фильтрации IP - адресов указанных сайтов.</p></blockquote>
<div class="translation">&#8230;l&#39;ispezione condotta dalla pubblica accusa ha dimostrato che il provider internet (l&#39;imputato) non è stato in grado di garantire adeguatamente la sicurezza dei suoi utenti online. Gli abitanti di Komsomolsk hanno infatti libero accesso a siti web estremisti e terroristici che promuovono idee di associazioni di attivisti, contengono dichiarazioni aventi lo scopo di incitare all&#39;odio e all&#39;ostilità verso gruppi di individui su basi etniche, nei confronti della religione, ma anche per l&#39;appartenenza alle autorità o agli organi dirigenziali, fino alla legittimazione di attività terroristiche proibite sul territorio della Federazione Russa.<br />
[&#8230;]<br />
al fine di ristabilire i diritti violati dei cittadini e di attuare la legislazione vigente, l&#39;accesso &#8230; ai siti internet &#8230; dovrà essere limitato aggiungendo nuove regole di filtraggio agli indirizzi IP dei siti web summenzionati.</div>
<p><em>Marker.ru</em> <a title="Intervista al Pubblico Ministero Pakhomov" href="http://marker.ru/news/1459">ha pubblicato</a> un&#39;intervista al Pubblico Ministero Vladimir Pakhomov, il quale ha sostenuto che “un provider è tenuto a filtrare le informazioni che passano attraverso i propri canali fino al Web,” e non ha escluso la possibilità di filtrare persino <em>Vkontakte.ru</em> ed altri social network.</p>
<p>La sentenza del tribunale, comunque, non è ancora stata applicata. I provider sono riusciti a <a title="Articolo del Vedomosti circa il processo al provider internet russo" href="http://www.vedomosti.ru/politics/news/2010/07/28/1069002">presentare ricorso</a> in tempo e stanno aspettando l&#39;esito del nuovo processo.</p>
<p>I numerosi errori, sia di forma che di sostanza, presenti nella sentenza del tribunale <a title="Articolo di Alexander Amzin sul processo" href="http://www.lenta.ru/columns/2010/07/29/amur/">hanno attirato l&#39;attenzione</a> di numerosi blogger che hanno messo in evidenza il basso livello di alfabetizzazione sia a livello informatico che più in generale di chi ha scritto la sentenza stessa. Inoltre, stando a quanto sostenuto da <a title="Comunicato stampa ufficiale della Rosnet" href="http://amurnet.ru/">Rosnet</a> in un dettagliato comunicato stampa pubblicato sul suo sito, la misura di filtraggio degli indirizzi IP risulta essere sia costosa che inefficiente per numerose ragioni. Google Russia <a title="Articolo del direttore addetto alla collaborazione con le autorità governative di Google" href="http://googlerussiablog.blogspot.com/2010/07/youtube_30.html">ha affermato</a> che la decisione potrebbe essere una seria minaccia per lo sviluppo della Rete nell&#39;estremo oriente della Russia.</p>
<p>Già in precedenza, Global Voices aveva riferito di casi simili di accuse mosse a provider (<a title="Breve articolo su GV in inglese circa altri tentativi di bloccare siti web in Russia" href="http://globalvoicesonline.org/2010/06/09/russia-prosecutors-office-forces-provider-to-close-website/">qui</a> [en], <a title="Breve articolo su GV in inglese circa altri tentativi di bloccare siti web in Russia" href="http://globalvoicesonline.org/2010/05/20/russia-another-web-site-closed-for-extremism/">qui</a> [en], e <a title="Breve articolo su GV in inglese circa altri tentativi di bloccare siti web in Russia" href="http://globalvoicesonline.org/2010/05/13/russia-hosting-providers-sued-for-refusal-to-block-web-sites/">qui</a> [en], e molti altri non sono stati documentati. Tuttavia, fino ad ora, i pubblici ministeri avevano richiesto che venissero chiusi soltanto siti web minori. Nel caso di YouTube la tecnica di rimuovere/bloccare i contenuti è stata leggermente diversa. Le autorità russe si sono rivolte direttamente a YouTube con richieste di cancellare determinati video, e il servizio si è in genere dimostrato <a title="GV ripreso da dal sito della radio ekho Moskvy" href="http://www.echo.msk.ru/blog/globalvoices/678788-echo/">accondiscendente</a>.</p>
<p>&#8220;<em>Rosnet</em>&#8221; <a title="Pagina originale in russo" href="http://www.amurnet.ru/">ha riferito</a> sul proprio sito di due casi simili avviati, ma persi, dallo stesso pubblico ministero nell&#39;aprile e maggio di quest&#39;anno. Di recente, <em>Sova-center</em> ha riferito di un caso giudiziario nella regione di <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/%C4%8Cita">Čita</a> [it], anch&#39;essa nell&#39;estremo oriente russo: il tribunale civile di Čita <a title="Notizia di agenzia sulla sentenza del tribunale" href="http://www.sova-center.ru/racism-xenophobia/news/counteraction/2010/07/d19433/">ha imposto a un provider locale</a> di bloccare il sito web di &#8220;Russia oltre il Bajkal&#8221; a causa del suo contenuto neo-nazista. Sia Čita che Komsomolsk sull&#39;Amur si trovano entro un raggio di 200-300 chilometri dal confine con la Cina, un Paese con i più rigidi sistemi di controllo della Rete. Inoltre, Komsomolsk presenta costi di Internet <a title="Articolo di GV in inglese circa i prezzi della banda larga in Russia" href="http://globalvoicesonline.org/2010/03/14/russia-mapping-broadband-internet-prices/">tra i più elevati</a> [en] e allo stesso tempo un numero di utenti di social network tra i più bassi per quanto riguarda le città con una popolazione superiore ai 200.000 abitanti.</p>
<p>Quindi qual&#39;è il problema? E&#39; forse la vicinanza geografica a rendere le pratiche di filtraggio così allettanti, o si tratta invece di arretratezza tecnica? O piuttosto di una generale tendenza verso un sistema nazionale di filtraggio dei contenuti? Ci troviamo di fronte alla stupidità delle autorità locali o all&#39;inizio di un Grande Firewall Russo?</p>
<p>Valgono entrambe le considerazioni, conclude Anton Nosik, imprenditore informatico e famoso blogger, nel suo blog <em>snob.ru</em>, in cui <a title="Post sul blog di Nosik intitolato 'Come Funziona il Progetto Nazista per la Lotta all'Estremismo'" href="http://www.snob.ru/selected/entry/22110">ha preso in considerazione</a> l&#39;inusuale ampliamento <a title="Lista ufficiale del materiale considerato estremistico dal Ministero della Giustizia russo" href="http://www.minjust.ru/ru/activity/nko/fedspisok/">dell&#39;elenco di materiale considerato estremistico</a>, aumentata dai 218 elementi del 2008 ai quasi 700 attuali. Nosik ci racconta piuttosto cinicamente di tali azioni contro l&#39;&#8221;estremismo&#8221;:</p>
<blockquote><p>грандиозный замысел опустился на уровень исполнителей, у которых в общем случае никакой собственной мотивации насчет идеологического контроля не было. И система принялась отрабатывать начальственный указ&#8230; У милиции и прокуратуры появился «план по валу», предусматривающий выявление и запрет экстремистских материалов на подконтрольной территории, физической и виртуальной. &#8230;подобрались «эксперты», готовые штамповать по заказу прокуратуры заключения об экстремистском характере любого поступившего от заказчика материала. Устаканилась процедура вынесения судебных решений. Идею требовать от уездных провайдеров фильтрации запретных серверов по IP обкатало УФСБ по Новосибирской области четыре года назад [&#8230;].</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>В результате этой суеты по всей стране оформился внушительный и нелепый конвейер, продуктами работы которого являются и сам Федеральный список запретных материалов, и недавнее постановление о запрете YouTube в Комсомольске-на-Амуре, которое на нем основано. В работе конвейера задействованы тысячи милицейских, прокурорских и судейских работников по всей стране. Которые в гробу видали и свободу слова, и борьбу с ней, но у них у всех есть разнарядка, и нужно ежеквартально отчитываться о проделанной работе. На выходе имеем то, что имеем: нагромождение нелепых и неэффективных запретов, с нулевым практическим выходом — будь то для реальной борьбы с экстремизмом или даже для локального ограничения доступа к цензурируемым произведениям. Весь этот мартышкин труд осуществляется строго для галочки, для отчетности. А главный стимул, которым объясняется высокий уровень активности уездных бюрократов по этому направлению, — чрезвычайная простота всех процедур, позволяющих затем рапортовать об успешно проделанной работе, в условиях нулевого контроля сверху за ее полезностью или эффективностью.</p></blockquote>
<div class="translation">
<p>Il piano generale è stato fatto scendere al livello dei funzionari, che in realtà non avevano alcuna motivazione ideologica per il controllo. Così il sistema ha iniziato a realizzare gli ordini della dirigenza&#8230; La polizia e la pubblica accusa hanno predisposto un [piano generale] che prevedeva l&#39;individuazione e il divieto di diffusione di materiale estremistico sul territorio sotto il loro controllo, fosse esso reale o virtuale. &#8230; sono stati formati &#8220;esperti&#8221; pronti a sottoscrivere, su ordine dei pubblici ministeri, conclusioni circa il carattere estremistico di qualunque materiale gli venisse sottoposto. Si è inoltre consolidata la pratica del ricorso all&#39;emissione di sentenze giudiziarie. L&#39;idea di richiedere ai provider internet di filtrare i server vietati sulla base degli indirizzi IP è già stata attuata dal Servizio di Sicurezza Federale della regione di Novosibirsk quattro anni fa [&#8230;].</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Come conseguenza di questo pasticcio, in tutto il Paese si è diffuso un imponente e assurdo &#8220;ciclo produttivo&#8221; che ha avuto come principali &#8220;prodotti&#8221; la lista federale dei materiali vietati e, su questa base, il recente blocco di YouTube a Komsomolsk. Migliaia di poliziotti, pubblici ministeri e dipendenti dei tribunali sono coinvolti nel funzionamento di questo ciclo produttivo in tutto il Paese. A tutte queste persone non interessa affatto la libertà di parola o la sua violazione, ma hanno tutte un piano da eseguire e ogni trimestre devono riferire sul lavoro svolto. E in conclusione ecco con cosa ci ritroviamo: un&#39;accumulo di assurdi e inefficienti divieti senza alcun risultato pratico, sia esso a favore di una vera lotta contro l&#39;estremismo che per la semplice limitazione dell&#39;accesso alle pagine vietate. Tutta questa inutile attività viene svolta soltanto per salvare le apperenze, per la burocrazia. E il principale incentivo ai burocrati locali, che può spiegare l&#39;elevato livello di attività in questo senso, è la straordinaria semplicità di tutte queste procedure, la facilità di costruire un rapporto in termini di lavoro ben fatto e l&#39;assenza di un qualsivoglia controllo dall&#39;alto sulla sua utilità ed efficienza.</p>
</div>
<p>Nosik conclude sostenendo che i poliziotti russi &#8220;sono in grado di seppellire qualunque disgustosa idea totalitaria,&#8221; si tratti di censura o di controllo integrale. Sebbene la realtà descritta da Nosik sia in qualche modo vera, il primo episodio del blocco di YouTube in Russia risulta essere il risultato di un costante ed imponente sviluppo. Blog e piattaforme di video (come YouTube) stanno diventando più pericolosi per i blogger individuali perchè tentativi di bloccare LiveJournal e Facebook, dopo che questi hanno ospitato materiale discutibile, risultano essere sempre più probabili.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/alexey-sidorenko/' title='elenca tutti gli articoli di Alexey Sidorenko'>Alexey Sidorenko</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/sara-cifani/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Sara Cifani'>Sara Cifani</a></span></span> 
 &middot; <span class='source-link'><a href='http://globalvoicesonline.org/2010/07/30/russia-the-first-case-of-youtube-ban/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a></span> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/08/russia-per-la-prima-volta-youtube-bloccato-da-una-sentenza-giudiziaria/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Frussia-per-la-prima-volta-youtube-bloccato-da-una-sentenza-giudiziaria%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Frussia-per-la-prima-volta-youtube-bloccato-da-una-sentenza-giudiziaria%2F&#038;text=Russia%3A+per+la+prima+volta+YouTube+bloccato+da+una+sentenza+giudiziaria&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Frussia-per-la-prima-volta-youtube-bloccato-da-una-sentenza-giudiziaria%2F&#038;title=Russia%3A+per+la+prima+volta+YouTube+bloccato+da+una+sentenza+giudiziaria' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Frussia-per-la-prima-volta-youtube-bloccato-da-una-sentenza-giudiziaria%2F&#038;title=Russia%3A+per+la+prima+volta+YouTube+bloccato+da+una+sentenza+giudiziaria' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Frussia-per-la-prima-volta-youtube-bloccato-da-una-sentenza-giudiziaria%2F&#038;title=Russia%3A+per+la+prima+volta+YouTube+bloccato+da+una+sentenza+giudiziaria' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Frussia-per-la-prima-volta-youtube-bloccato-da-una-sentenza-giudiziaria%2F&#038;title=Russia%3A+per+la+prima+volta+YouTube+bloccato+da+una+sentenza+giudiziaria' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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