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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Maria Grazia Pozzi</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Africa: predatori d’arte, capacità imprenditoriali e divagazioni poetiche</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/africa-predatori-d%e2%80%99arte-capacita-imprenditoriali-e-divagazioni-poetiche/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 05:48:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Pozzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Genere]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
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		<description><![CDATA[Variegato potpourri di interventi dal taglio artistico e auto-riflessivo prodotti da blogger di varie regioni africane. Alla ricerca di tutto ciò che può nutrire lo spirito e l’anima, verso l'esplorazione dell'espressività artistica in senso lato. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/njeri-wangari/">Njeri Wangari</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/mgpozzi/'>Maria Grazia Pozzi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/23/africa-predators-of-art-entrepreneurship-and-poet-ramblings/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Ci sono i predatori e poi ci sono i predatori d’arte, e <a title = "Vai al blog inglese" href="http://artpredator.wordpress.com">Gwendolyn Alley</a> [in] è fra questi ultimi.</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-102661" title="Halloween" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/Halloween-75x75.jpg" alt="Halloween" width="75" height="75" />Raramente sentiamo il termine “predatore d’arte”, magari cultore, appassionato ma non predatore, ed è questo che mi ha incuriosito del blog di Alley, dove l’autrice confessa l&#39;amore per l’arte.</p>
<p>Ecco cosa dice di sé:</p>
<blockquote><p>Coleridge spiega l’estetica come qualcosa che coinvolge e impregna l’anima. Un predatore d’arte vaga alla ricerca di ciò che può conquistare la sua anima e la vostra, dalla letteratura alle arti visive, dallo spettacolo e dal genio culinario all’attivismo sociale e ambientale, alle attività all’aperto fra cui campeggio, escursioni, trekking, ciclismo, sci, alpinismo e festival quali <a title="Vai alla voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Coachella_Valley_Music_and_Arts_Festival">Coachella</a> [it], Lightening in a Bottle e <a title="Vai alla voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Burning_Man">Burning Man</a> [it].</p></blockquote>
<p>Sul <a title="Blog in inglese" href="http://artpredator.wordpress.com">blog</a> [in] si trovano poesie, informazioni su attività artistiche a breve oltre a molti altri temi che l’autrice ritiene interessanti. Forse la scelta del nome può sembrare un po’ prudente, riduttiva visto che il lato artistico si perde in mezzo alla vastità dei post, ma per lei è un diario dove scrivere di diverse esperienze, nell&#39;arte o altrove.</p>
<p>Questa sua poesia a proposito di <a title="Post in inglese" href="http://artpredator.wordpress.com/2009/09/28/poetry-from-the-315-experiment-august-2-2009-a-facility-with-language/">un professore</a> [in] è piuttosto interessante.</p>
<blockquote><p>Il professore aveva lasciato tutti<br />
i paroloni <br />
sul bordo del piatto.</p>
<p>E spostava <br />
spostava spostava le parole<br />
intorno con la forchetta</p>
<p>Resta da vedere<br />
ciò per cui <br />
stavano davvero litigando</p>
<p>Inizia sempre tutto con le parole<br />
e poi si va avanti in discesa.</p>
<p><em><a title="Post in inglese" href="http://artpredator.wordpress.com/2009/09/28/poetry-from-the-315-experiment-august-2-2009-a-facility-with-language/">Qui</em></a> [in] è reperibile l&#39;intera poesia</p>
</blockquote>
<p><a title="Blog in inglese" href="http://poetry-and-art-by-injete-chesoni.blogspot.com">Injete Chesoni</a> [in] è un’artista poliedrica con un taglio imprenditoriale per completare il tutto. Ha due blog, uno si chiama <a title="Blog in inglese" href="http://poetry-and-art-by-injete-chesoni.blogspot.com">Poetry and Art by Injete Chesoni</a> [in]. Vi si trovano le sue espressioni creative, cioè poesie, racconti e interventi artistici.</p>
<p>Injete cura anche <a title="Blog in inglese" href="http://poetrygifts.blogspot.com/">poetry Gifts</a> [in] un blog con tante idee per donare poesia. Suggerisce come creare regali poetici oltre a presentare la <a title="Post in inglese" href="http://www.puddinghouse.com/ekphrastic.htm">poesia ekfrastica</a> [in].</p>
<p>Ci sono anche molti oggetti in tema, come poster sulla poesia, libri, calamite a perfino poesie che <em>fanno paura</em> per Halloween.</p>
<p><a title="Post in inglese" href="http://poetry-and-art-by-injete-chesoni.blogspot.com/2009/06/mystery-in-old-town-mombasa-scary-poem.html">Mystery in Old Town Mombasa</a> [in] (mistero nella Mombasa vecchia) è un esempio di queste poesie che esprimono un fondo di timore, di paura.</p>
<blockquote><p>Aveva qualcosa di misterioso</p>
<p>quando andava alla finestra e guardava fuori</p>
<p>Camminavo nella parte vecchia di Mombasa</p>
<p>e ricordai si diceva che</p>
<p>i fantasmi infestano questa città</p>
<p>e le cose non sono mai ciò che sembrano.</p>
<p>Ci sono folletti travestiti da gatti</p>
<p>e uomini che indossano casacche da donna.</p>
<p>Così la guardai negli occhi e corsi via</p>
<p>ma la mia mente si fermò a pensare</p>
<p>se fosse davvero una donna camuffata<br />
O un essere soprannaturale</p>
</blockquote>
<p><strong>L’On. Mwangi S. Muthiora</strong> ha un titolo piuttosto lungo per la sua età,  è deputato del Parlamento Nazionale della Gioventù di Githunguri in Kenya.</p>
<p>Nato nel 1982 in una famiglia di nove persone, Simon Mwangi Muthiora è membro del Parlamento Nazionale della Gioventù in Kenya ed è Deputato Junior nella circoscrizione di Githunguri.</p>
<p>Muthiora è anche scrittore e autore di una serie di brevi racconti, poesie e perfino di un&#39;opera teatrale. Scrive per diletto e il suo blog è una testimonianza concreta di ciò che rivendica.<br />
<a title="Blog in inglese" href="http://twohoursbefore.blogspot.com/">Two Hours Before</a> [in] (due ore prima), ed ecco come è arrivato alla scelta finale del nome:</p>
<blockquote><p>IMMAGINATE COME SARA&#39; CAMBIATO IL MONDO FRA DUE ORE, O PEGGIO, PENSATE A COSA POTREBBE ACCADERE , O GLI EVENTI CHE POTREBBERO VERIFICARSI DOPO LA VOSTRA MORTE, “FRA DUE ORE”. ALLORA FERMATEVI, “DUE ORE PRIMA” VI  TERRA’ COMPAGNIA. E’ ARRIVATO IL NUOVO POETA DEL KENYA.</p>
</blockquote>
<p>La sua poesia è priva di quel fiume emozionale che la maggior parte dei poeti cerca quando scrive versi d’amore. Parla di <em>mutilazione genitale femminile, di mogli-pile, di morte, di eredità delle donne, di guerra</em> e di molte altre forme di immoralità presenti in Kenya, in Africa e nel mondo più in generale.</p>
<p>Ecco un brano dala poesia sulla mutilazione genitale femminile, <a title="Post in inglese" href="http://twohoursbefore.blogspot.com/2009/10/fgm-has-probably-been-performed-for-at.html">A Woman&#39;s Meat</a> [in] (carne di donna)</p>
<blockquote><p><strong> CARNE DI DONNA </strong> </p>
<p>La mattina presto</p>
<p>prima che sorga il sole</p>
<p>e la luna muoia</p>
<p>compare la vecchia zingara </p>
<p>e le sue intenzioni sono chiare</p>
<p>avvolta nell’umorismo colpevole</p>
<p>perchè la carne di una donna</p>
<p>è il suo bersaglio</p>
<p>in nome della purezza.</p>
<p>Ridacchiando si avvicina</p>
<p> Ha ha ha ha, ha ha ha……..</p>
<p>“Non è doloroso, mia cara nipote”</p>
<p><a title="Post in inglese" href="http://twohoursbefore.blogspot.com/2009/10/fgm-has-probably-been-performed-for-at.html"><em>Qui</a> [in] potete leggere il resto della poesia</em>.</p>
</blockquote>
<p><strong>Kojo Bafoe</strong> è un uomo, un padre, un figlio, un fratello, un marito, un amico, un poeta, uno scrittore che cerca di dare senso a questa realtà grazie alle parole. Vive a Johannesburg, in Sudafrica.</p>
<p>Kojo ha due blog,  <a title="Blog in inglese" href="http://imperfectpoetry.blogspot.com/">Imperfectpoetry</a> [in], interamente dedicato alla sua attività di poeta, e <a title="Blog in inglese" href="http://kojobaffoe.wordpress.com/">kojobaffoe</a> [in], blog sulla piattaforma wordpress dove scrive le proprie “divagazioni”, come egli stesso le definisce. Qui spazia dallo sport alla tecnologia, ai poeti che lo ispirano, e vi si trova anche musica <a title="Voce su Wikipedia in Italiano" href = "http://it.wikipedia.org/wiki/Neo_soul">Neo Soul</a> [it].</p>
<p>Il <a title="Blog in inglese" href="http://imperfectpoetry.blogspot.com">blog Imperfectpoetry</a> [in], offre invece un’introspezione di Kojo, che si considera poeta imperfetto che scrive poesie imperfette, una valutazione piuttosto modesta che predispone alla lettura dei suoi versi con particolare attenzione proprio alle imperfezioni.</p>
<p>Ma leggendo la poesia ‘<em><a title = "Post in inglese" href="http://imperfectpoetry.blogspot.com/2008/07/just-words.html">Just words</a></em>’ [in] (solo parole) si capisce d&#39;aver sottovalutato le sue capacità poetiche. Nella brevità e precisione della poesia non troviamo la minima traccia di imperfezione.</p>
<blockquote><p>Brucia i muri della follia</p>
<p>Ubriacati dai fumi</p>
<p>Scatenati contro la macchina</p>
<p>Ma torna a casa in tempo per cena</p>
<p>Spezza le catene</p>
<p>Bevi l’acqua dal pozzo della libertà</p>
<p>Sfrutta la terra dei tuoi padri<br />
Ma non scordare di pagare l’affitto</p>
<p><em><a title="Post in inglese" href="http://imperfectpoetry.blogspot.com/2008/07/just-words.html">Qui</a> [in] potete leggere il resto della poesia.</em></p>
</blockquote>
<p>Il blog esiste già da tre anni e malgrado l&#39;ultimo post risalga a febbraio, non ci si chiede cosa l&#39;abbia trattenuto altrove leggendo l&#39;altro suo blog. Di tanto in tanto c’è bisogno di distrarsi.</p>
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		<title>Guinea: indignazione e dolore dopo il massacro compiuto dai militari a Conakry</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/guinea-indignazione-e-dolore-dopo-il-massacro-compiuto-dai-militari-a-conakry/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 05:28:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Pozzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Diaspora]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo le giornate di lutto ufficiale decise dalla dittatura per la brutale azione repressiva dei militari che ha portato alla strage di almeno 157 dimostranti disarmati e sostenitori dell’opposizione, lunedì scorso a Conakry, il Paese si trova ancora sotto lo stretto controllo delle forze dell’ordine. Preoccupanti commenti anche da forum online tedeschi e francesi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/claire-ulrich/">Claire Ulrich</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/mgpozzi/'>Maria Grazia Pozzi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/02/guinea-outrage-grief-after-brutal-massacre/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Ancora sotto lo stretto controllo della polizia, la <a title="Voce su Wikipedia in Italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guinea">Guinea</a> [it] si è lasciata alle spalle il lutto nazionale per la strage dei civili massacrati la scorsa settimana dai militari durante <a title="Articolo della BBC in inglese" href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/africa/8280603.stm">la manifestazione</a> [in] di lunedì 28 settembre contro l’opposizione. Si stima che 157 dimostranti disarmati (probabilmente molti di più) siano stati uccisi con armi da fuoco, accoltellati o bastonati a morte dai soldati dentro e fuori lo &#8220;Stadio del 28 settembre&#8221; dove la coalizione delle forze di opposizione &#8220;Forces vives&#8221; aveva indetto una dimostrazione contro il Capo di Stato, il militare <a title="Voce su Wikipedia in Italiano" href= http://it.wikipedia.org/wiki/Moussa_Dadis_Camara>Dadis Camara</a> [it], che punta a candidarsi alle elezioni presidenziali nel gennaio 2010. Coincidenza tragica, lo stadio prende il nome del giorno in cui la Guinea ha ottenuto l’indipendenza dalla Francia, il 28 settembre 1958. D’ora in poi verrà ricordato come il secondo monumento commemorativo per le torture e le uccisioni di massa dopo il famigerato <a title = "Post di GV in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/04/guinea-un-memoriale-per-le-vittime-di-camp-boiro/">Camp Boiro</a> [it].</p>
<p><center><object title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="356" height="288" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/TFx6Hmz2iOo&amp;hl=fr&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="356" height="288" src="http://www.youtube.com/v/TFx6Hmz2iOo&amp;hl=fr&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br /><small>Il filmato mostra i soldati guineani che sparano sui dimostranti a Conakry,<br />
lunedì 28 settembre (ANSA, su YouTube)</small></center></p>
<p>Quello stesso giorno, in Europa, il blogger <em>Konngol Afirik</em> <a title="Post originale in francese" href="http://konngolafirik.maneno.org/fra/articles/eyf1254167219/">esprimeva così la propria rabbia</a> [fr] :</p>
<blockquote><p>Les responsables du carnage de cette journée noire ont pour nom Capitaine Moussa Dadis Camara, chef de la junte et président de la République autoproclamé, Capitaine Tiegboro Camara secrétaire d’État chargé de la lutte anti-drogue et du grand banditisme, Général Sékouba Konaté ministre de la Défense, Jean Claude Pivi ministre chargé de la sécurité présidentielle. Encore une fois, l&#39;Union Africaine et la CÉDÉAO et les partenaires internationaux se sont révélés ineffectifs devant un officier putschiste prêt à marcher sur des cadavres pour conserver le pouvoir.</p>
</blockquote>
<div class="translation">I responsabili della carneficina in questa tragica giornata sono il Cap. Moussa Dadis Camara, capo della giunta militare e presidente dell&#39;autoproclamata repubblica, il Cap. Tiegboro Camara, Segretario di Stato responsabile degli interventi antidroga e contro il banditismo, il Gen. Sekouba Konaté, Ministro della Difesa e Jean Claude Pivi, ministro responsabile della sicurezza del presidente. Ancora una volta l’Unione Africana, <a title="Voce su Wikipedia in Italiano" href ="http://it.wikipedia.org/wiki/Ecowas">l’ECOWAS</a> [it] e i partner internazionali hanno dimostrato la propria incapacità davanti all&#39;ufficiale golpista che non esita a camminare sui morti per mantenere il potere.</div>
<p>Il cap. Moussa Dadis Camara, salito al potere con un colpo di stato senza spargimento di sangue nove mesi fa, subito dopo la morte del dittatore <a title="Post di GV inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2008/12/24/all-quiet-in-guinea-after-coup-say-bloggers/">Lansana Conté</a> [in], inizialmente aveva alimentato grandi speranze nei guineani. Ciò perchè era giovane, aveva ricevuto addestramento militare all&#39;estero (in Germania) e non era coinvolto nella precedente dittatura. Come <a title="Articolo su France24" href="http://observers.france24.com/fr/content/20090930-capitaine-dadis-camara-sombrer-guinee-chaos-conakry">ricorda</a> [fr] Noël Etienne Gnimassou, tecnico in una fabbrica di alluminio a Conakry, sul web del canale TV di France24, <em>”Les observateurs”</em>, tale speranza è durata tre mesi:</p>
<blockquote><p>Le capitaine Camara est incompétent pour le poste. Il s&#39;est contenté de travailler pendant les trois mois qui ont suivi sa prise de pouvoir : il a lutté contre la corruption, il a mis à la retraite les vieux généraux fidèles au président Conté et il s&#39;est attaqué au trafic de drogue. Mais passé cette période, il a commencé à se sentir à l&#39;aise dans le fauteuil de président.</p>
</blockquote>
<div class="translation">Il cap. Camara è inadatto a quel ruolo. Si è dato da fare nei tre mesi successivi alla sua ascesa al potere: ha combattuto la corruzione, il traffico di droga e ha mandato in pensione i vecchi generali fedeli al presidente Conté. Poi ha iniziato a star comodo nella poltrona presidenziale.</div>
<p>Su YouTube, l’acconto anonimo <a title="Video su YouTube in francese" href="http://www.youtube.com/watch?v=gzYpeeqmuGA">”Dadis Show”</a> [fr] ha documentato il rapido cambiamento verso la brutalità della dittatura con una serie di discorsi ampollosi che hanno alimentato dubbi su un leader che la rivista <em>Jeune Afrique</em> ha soprannominato <a title="Articolo in francese" href="http://www.jeuneafrique.com/Article/ARTJAJA2541p020-026.xml0/-arrestation-justice-gouvernance-greve-Docteur-Dadis-et-Mister-Camara.html"><em>il Capitano Dadis e il Signor Camara</em></a> [fr].</p>
<p><center>
<p><object title="Video su YouTube in francese" alt="Video su YouTube in francese" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/GGgAj1C7YvM&amp;hl=fr&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/GGgAj1C7YvM&amp;hl=fr&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p></center></p>
<p>Lentamente, nei forum dei residenti, dei medici e dei corrispondenti esteri, sono poi filtrate notizie di stupri brutali, di soldati che cercavano di nascondere la reale portata del massacro rubando i cadaveri dalle camere mortuarie degli ospedali o seppellendoli in tutta fretta sul posto.</p>
<blockquote><p>Anonymous: J&#39;ai une collègue qui a perdu son neveu, mais d&#39;apres les militaires qui ont répondu a son téléphone portable, la famille ne récupérera  pas le corps. On est confine dans les maisons. C&#39;est vraiment terrifiant.</p>
</blockquote>
<div class="translation">Anonimo: una mia collega ha perso la nipote ma stando ai soldati che hanno risposto al cellulare la famiglia non potrà reclamarne il corpo. La gente è confinata in casa. È davvero terribile.</div>
<p>Giovedì le voci sono state confermate dall’agghiacciante testimonianza resa all’emittente radiofonica francese RFI da un <a title="Articolo su RFI in francese" href="http://www.rfi.fr/actufr/articles/118/article_85209.asp">soldato coinvolto nel bagno di sangue</a> [fr] per obbedire all&#39;ordine ricevuto.</p>
<p>In un <a title="Comunicato stampa in francese" href="http://www.guineenews.org/articles/article_tempo.asp?num=200992983648">comunicato stampa</a> [fr] il Cap. Dadis Camara nega qualsiasi responsabilità, scaricando le accuse sull’opposizione e sui soldati: “Neppure il Capo di Stato è in grado di fermare questo movimento”. Resta da vedere chi guida effettivamente l&#39;esercito, chi ha ordinato di dare la caccia a due corrispondenti di testate estere che <a title="Articolo su RSF in inglese" href="http://www.rsf.org/Two-reporters-for-foreign-media-go.html">“hanno diffuso un’immagine negativa della Guinea”</a> [in]. La maggioranza di quanti hanno commentato l’evento nei <a title="Sito originale in francese" href="http://www.guineenews.org/">siti web sulla diaspora</a> [fr] e nei <a title="Forum in francese" href="http://www.guinea-forum.org/">forum guineani</a> [fr] inorridisce di fronte a queste &#8220;lacrime di coccodrillo&#8221; e considera l’appello &#8220;all’indagine internazionale” e al “governo di coalizione” un altro espediente.</p>
<p>Oumar, un guineano residente all’estero, esorta i connazionali a non aver paura e non smettere mai di volere la pace per <a title="Post in francese" href="htttp://konngolafirik.maneno.org/fra/articles/upd1254359233/">non cadere in trappola</a> [fr]:</p>
<blockquote><p>Son dernier subterfuge est le gouvernement d’union nationale. Le dictateur sait que si l’opposition accepte de faire partie d’un pareil gouvernement, la communauté internationale serait embarrassée dans l’application des sanctions. Comment punir des bourreaux si leurs victimes collaborent avec eux dans un même gouvernement ?Autre idée du chef de la junte pour échapper à la justice internationale : une commission d’enquête internationale avec à sa tête un « sage africain ». À qui pense t-il quand il parle de ce fameux « sage africain » ? Certainement à son mentor Abdoulaye Wade président du Sénégal voisin qui l’appelle affectueusement « mon fils » et qui est avec Kadhafi le seul Chef d’État africain à l’avoir ouvertement soutenu depuis le début.</p>
</blockquote>
<div class="translation">L’ultimo pretesto è un governo di unità nazionale. Il dittatore sa bene che qualora l’opposizione accettasse di far parte di quel governo la comunità internazionale sarebbe perlomeno imbarazzata nell&#39;applicare le sanzioni. Come si fa a punire i responsabili quando proprio le loro vittime collaborano nello stesso governo? Un’altra trovata del capo della giunta per sfuggire alla giustizia internazionale: una commissione d’inchiesta internazionale presieduta da un “africano saggio”. Ma a chi pensa quando parla di questo famoso &#8220;saggio africano?&#8221; Sicuramente al suo mentore Abdoulaye Wade, Presidente del vicino Senegal, che gli si rivolge chiamandolo affettuosamente “figlio mio” e che, insieme a Gheddafi, è l’unico capo di stato africano ad aver sostenuto apertamente Camara fin dall’inizio.</div>
<p>Quando finirà questa vicenda? Nell&#39;ambito di un&#39;indagine svolta dalla BBC, l’analista Paul Melly <a title="Articolo sulla BBC in inglese" href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/africa/8280603.stm">spiega una delle ragioni</a> [in] per cui la Guinea si è trovata per cinquant’anni stretta nella morsa di una serie di dittature:</p>
<blockquote><p>Il Paese è ricco di risorse naturali. Non è facile forzare la caduta di un regime solo con le pressioni esterne. Il [precedente] regime di Lasana Conté è sopravvissuto ad anni di sospensioni degli aiuti europei senza mai cedere di fronte alle richieste dell’Unione Europea di una riforma politica.</p>
</blockquote>
<p><strong>Le proteste in Germania</strong></p>
<p>Intanto, le difficili condizioni della Guinea hanno sollevato un’altra polemica. Quando si è saputo in Germania, dove Dadis Camara ha seguito l&#39;addestramento militare, che parla tedesco e che <a title="Articolo in tedesco" href="http://www.welt.de/politik/ausland/article4684280/Bundeswehr-bildete-brutalen-Junta-Chef-aus.html">sfoggia sempre il distintivo dei paracadutisti tedeschi </a> [ted] sul berretto rosso dell’esercito, il ministero della difesa ha dichiarato che la formazione di ufficiali stranieri in Germania viene promossa dal <a title="Articolo in inglese" href="http://www.earthtimes.org/articles/show/287918,defence-ministry-guineas-military-ruler-was-trained-in-germany.html">governo per diffondere la democrazia all&#39;estero</a> [in] e che &#8220;non è colpa di Berlino se gli ufficiali prendono un’altra direzione quando tornano a casa”. L’indignazione si è riversata in dieci pagine e più di commenti sul sito del <a title="Post in tedesco" href="http://www.welt.de/politik/ausland/article4684280/Bundeswehr-bildete-brutalen-Junta-Chef-aus.html">quotidiano tedesco Die Welt</a> [ted]:</p>
<blockquote><p>Angelina: Diesem Schwein sollten alle Titel und Ränge der Deutschen Bundeswehr aberkannt werden,das Fallschirmspringerabzeichen müßte ihm Frau Merkel persönlich vom Barrett reißen!</p>
</blockquote>
<div class="translation">A quel maiale bisognerebbe strappare i titoli e i gradi della Bundeswehr tedesca e il distintivo dei paracadutisti, e dovrebbe farlo personalmente la Sig.ra Merkel!</div>
<p class="notes"><em>Jennifer Brea ha contribuito alla stesura e alla traduzione di quest&#39;articolo.</em></p>
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		<title>Giappone: scultura di pattume</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/giappone-scultura-di-pattume/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 05:20:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Pozzi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[articolo originale diOiwan Lam  &#183; tradotto da Maria Grazia Pozzi &#183;  vai all&#39;articolo originale 
Lattine di birra, fili e un copricerchione, e poi un pallone da basket, un circuito stampato… non è l&#39;ultima novità lanciata da Microsoft ma un mucchione d&#39;immondizia. Un enorme cumulo di rifiuti raccolti dai canali che attraversano la città [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/oiwan/">Oiwan Lam</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/mgpozzi/'>Maria Grazia Pozzi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/05/japan-rubbish-sculpture/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Lattine di birra, fili e un copricerchione, e poi un pallone da basket, un circuito stampato… non è l&#39;ultima novità lanciata da Microsoft ma un <em>mucchione d&#39;immondizia</em>. Un enorme cumulo di rifiuti raccolti dai canali che attraversano la città di Osaka, in Giappone, e usati per creare un gigantesco &#8220;pesce di spazzatura&#8221; all&#39;interno dell&#39;area destinata all’Aqua Metropolis Festival 2009. “Da ciò se ne deduce che quando si tratta di immondizia gli abitanti di Osaka hanno due possibilità: a) la riciclano diligentemente separando carta, cartoni, sacchetti e contenitori destinati poi a materiale infiammabile, non infiammabile, plastica, lattine, flaconi, bottiglie PET, bottiglie in vetro, materiale elettrico e giornali, oppure b) la scaricano nei canali&#8221;, si legge sul blog <a title="Post originale in inglese" href="http://anenglishmaninosaka.blogspot.com/2009/10/beer-cans-wires-and-wheel-trim.html">An Englishman in Osaka</a> [in]. “Un inno alle porcherie che la gente butta nelle acque cittadine senza le quali questa singolare espressione artistica non sarebbe mai  esistita&#8221;, conclude l’autore mostrando svariate foto dell&#39;opera.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Materiali e concorsi video per non dimenticare il Congo</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 05:21:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Pozzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
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		<description><![CDATA[<em>Enough Project</em> e <em>YouTube</em> hanno co-organizzato un video-concorso per mostrare in che modo la popolazione locale risponde alla quotidiana drammaticità di un conflitto armato. Insieme ad altri video auto-prodotti, sono iniziative per tenere desta l'attenzione globale sulla perdurante guerra e per spezzare il “circolo vizioso” dei gadegt informatici che la alimenta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/juliana-rincon-parra/">Jiuliana Rincon Parra</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/mgpozzi/'>Maria Grazia Pozzi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/12/video-caring-about-congo/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><a href="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/congo.JPG"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-95733" title="Congo" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/congo-75x75.jpg" alt="Congo" width="75" height="75" /></a>Qual è il legame tra i <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nuovi_media">new media</a> [it] e il conflitto nella <a title="Voce su Wikipedia Italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_Democratica_del_Congo">Repubblica Democratica del Congo?</a> [it]. Che il mercato nero dei componenti minerali necessari per far funzionare telefoni cellulari, computer portatili, lettori mp3 e macchine fotografiche digitali <a title="Pagina su Cnn.com" href="http://money.cnn.com/2009/03/27/news/international/congo.fortune/">alimenta anche la guerra e finanzia molti gruppi armati</a> [in]. Paradossalmente, queste tecnologie svolgono un ruolo fondamentale nel processo di sensibilizzazione sul conflitto e mostrano che la RDC non è solo un nome stampato su una carta geografica ma una nazione di persone che vogliono sopravvivere malgrado tutto e che cercano di trarre il massimo dalla situazione attuale.</p>
<p>Prendiamo per esempio questo <a title="Vai al video YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=Wg4xozB-bvU">video sui rapper congolesi</a> [fr] e sui bambini di strada che usano la musica per sfuggire alla violenza. Il filmato è stato caricato su YouTube da <a title="Profilo personale su YouTube" href="http://www.youtube.com/user/mikalayi">mikayali</a> [in] e inserito nel blog <a title = "Post originale in inglese" href="http://freeuganda.wordpress.com/2009/05/27/congo-videocongo-street-children-abandoning-violence-for-music/">Free Uganda</a> [in]. Giovani rapper parlano della gente che non ne può più della violenza, degli insegnanti che scioperano perché da anni non vengono pagati e dei bambini che crescono per strada senza istruzione e senza prospettive di lavoro. Per questo si avvicinano al rap, è un modo per esprimere la rabbia della loro condizione, per parlare di morte e di fame con un pizzico d&#39;ironia, dicono, così il messaggio arriva in maniera positiva, senza violenza o brutalità e nella lingua locale, il <a title="Voce su Wikipedia Italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lingala">lingala</a> [it], poiché molti non parlano né francese né inglese. L&#39;audio del video è in francese con sottotitoli in inglese.</p>
<p><center><object title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Wg4xozB-bvU&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/Wg4xozB-bvU&amp;hl=es&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p>È questa volontà di sopravvivere, di continuare a vivere e sperare di poter crescere che ispira molti di quanti giungono in Congo per perorare la causa informando sul conflitto e divulgando il messaggio in modo che il mondo se ne prenda cura. È quanto ha fatto <a title="Video su Vimeo" href="http://vimeo.com/user1185710">Emily Troutman</a> [in] realizzando questo video: <em><a title="Vai al video su Vimeo in inglese" href="http://vimeo.com/6284324">Why Congo Matters</a></em> [in] (perchè il Congo è importante). Scrive:</p>
<blockquote><p>Dopo un mese trascorso nella Repubblica Democratica del Congo mi sono ritrovata a parlare spesso di numeri: 5,4 milioni di morti, 2.000 stupri ogni mese, 17.000 soldati ONU, una guerra che è iniziata 15 anni fa (o di più?)…</p>
<p>E d’un tratto il conflitto sembra incredibilmente immenso, irrisolvibile, tragico e lontano. È facile dimenticare che numeri e simboli rappresentano persone che occupano un vero e proprio spazio fisico, che camminano lungo strade impolverate al tramonto portando l’acqua dal fiume, proprio come facevano quando ero tra loro&#8230;</p>
<p>…Perché un numero abbia significato deve avere un volto e un cuore che batte. Deve raccogliere nomi e aiutarci a ricordare qualcosa dentro di noi. Un numero dovrebbe spingerci a scoprire cosa c’è dietro, per dargli un odore (i profumi densi del sottobosco nella giungla), un colore (il nero della terra vulcanica), un sapore (la papaia) e un suono (lo schiocco sonoro dei fagiolini freschi e croccanti).</p>
</blockquote>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="225" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=6284324&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="225" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=6284324&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
<br /><small><a title="Video su Vimeo" href="http://vimeo.com/6284324">Perché il Congo è importante</a> [in] di <a title="Profilo su Vimeo" href="http://vimeo.com/user1185710">Emily Troutman</a> [in] <a title="Vai a Vimeo" href="http://vimeo.com">Vimeo</a> [in].</small></center></p>
<p>Cosa farne, quindi, di tutti i nostri gadget e del fatto che finanziano la violenza in un Paese già devastato dalla guerra? <a title="Vai al sito inglese" href="http://www.enoughproject.org/news/enough-launches-%E2%80%9Ccome-clean-4-congo%E2%80%9D-video-contest">Enough Project</a> [in] e YouTube hanno co-organizzato <a title="Sito originale inglese" href="http://www.raisehopeforcongo.org/comeclean4congo">un concorso</a> [in] dove, attraverso i filmati, si può chiedere alle aziende di fornire verifiche trasparenti sugli approvvigionamenti di minerali assicurandosi che questi non abbiano alcun aggancio con il conflitto. Come spiegato sul sito:</p>
<blockquote><p>“Gran parte della violenza nel Congo orientale proviene da gruppi armati che combattono per controllare il commercio illecito di minerali&#8221; dice John Norris, direttore esecutivo di Enough Project. “Sono proprio quei minerali che <a title="Articolo su Cnn.com" href="http://money.cnn.com/2009/03/27/news/international/congo.fortune/">vanno a finire nei nostri dispositivi elettronici</a> [in] come telefoni cellulari, computer portatili e macchine fotografiche digitali. Perciò mi sembra quanto mai appropriato l’uso di uno strumento come YouTube, e l&#39;enorme creatività dei suoi utenti, per aiutare a porre fine alla piaga del conflitto dei minerali”. Enough Project ha invitato le aziende elettroniche a garantire la provenienza certificata &#8220;senza guerra&#8221; dei loro prodotti e a sottoporre la catena di approvvigionamento a verifiche trasparenti.</p>
</blockquote>
<p>Il <a title="Vai alla pagina del concorso" href="http://www.raisehopeforcongo.org/comeclean4congo">vincitore del concorso <em>Come Clean 4 Congo</em></a> [in] è stato scelto pochi giorni fa e verrà presentato al Film Festival di Hollywood a fine ottobre. Si chiama Matthew Smith ed è americano, l&#39;ispirazione gli è venuta anche grazie a un recente viaggio in quel Paese insieme al suo gruppo dove la realtà del conflitto l’ha spinto a partecipare con <em><a title="Video su YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=406TLCNksM8">Life Should be Free</a></em> [in].</p>
<p><center><object title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" width="425" height="261"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/406TLCNksM8&#038;hl=es&#038;fs=1&#038;color1=0x234900&#038;color2=0x4e9e00"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/406TLCNksM8&#038;hl=es&#038;fs=1&#038;color1=0x234900&#038;color2=0x4e9e00" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="261"></embed></object></center></p>
<p><a title="Enough Project su YouTube" href="http://www.youtube.com/enoughproject">Qui si possono vedere</a> [in] anche i video degli altri partecipanti, cliccando su &#8220;gallery&#8221; .</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Partnership tra Global Voices e Conversations for a Better World</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 23:55:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Pozzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
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		<description><![CDATA[Un nuovo blog/progetto sponsorizzato dal Fondo delle Nazioni Unite per le attività in materia di popolazione ha incaricato i blogger di Global Voices di documentare le diverse "conversazioni online" che trattano di temi legati a popolazione e sviluppo in tutto il mondo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/solana-larsen/">solana larsen</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/mgpozzi/'>Maria Grazia Pozzi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/01/global-voices-conversations-for-a-better-world/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><a title="Blog originale in inglese" href="http://conversationsforabetterworld.org/"><em>Conversations for a Better World </em></a> [in], un nuovo blog/progetto sponsorizzato dal Fondo delle Nazioni Unite per le attività in materia di popolazione (United Nations Population Fund, UNFPA), ha incaricato i blogger di Global Voices di documentare le diverse &#8220;conversazioni online&#8221; che trattano di popolazione e sviluppo in tutto il mondo.</p>
<p>Almeno una dozzina di blogger di Global Voices si alterneranno <a title="Vai allo speciale di GV in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/-/special/conversations-better-world/">nel rilanciare le storie</a> [in] che nelle rispettive blogosfere parlano di ambiente e cambiamento climatico, giovani e sessualità, maternità, diritti riproduttivi e altro ancora, nel corso dei prossimi sei mesi su <em>Conversations for a Better World</em>.</p>
<p><a title="Blog originale in inglese" href="http://www.conversationsforabetterworld.com/the-topics/">L&#39;argomento cambia mensilmente</a> [in] e ogni volta ci sono due nuovi blogger responsabili. <a title="Vai al profilo su GV in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/author/ayesha-saldanha/">Ayesha Saldanha</a> [in] (Bahrain) e <a title="Vai al profilo su GV in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/author/rezwan/">Rezwan</a> [in] (Bangladesh) hanno seguito il progetto nel mese di agosto e  <a title="Vai al profilo su GV in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/author/ndesanjo-macha/">Ndesanjo Macha</a> [in] (Tanzania) e <a title="Vai al profilo su GV in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/author/njeri-wangari/">Njeri Wangari</a> [in] (Kenya) sono appena subentrati per settembre.</p>
<p>Finora abbiamo letto di <a title="Blog originale in inglese" href="http://www.conversationsforabetterworld.com/2009/08/hiv-positive-bloggers-love-is-still-possible/">blogger sieropositivi in Africa e Asia</a> [in], di posizioni e atteggiamenti verso l’<a title="Vai al blog originale in inglese" href="http://www.conversationsforabetterworld.com/2009/08/bloggers-reflect-on-hivaids-awareness-in-arab-world/">AIDS in Medio Oriente</a> [in], mentre i blogger dell&#39;India hanno parlato di <a title="Vai al blog originale in inglese" href="http://www.conversationsforabetterworld.com/2009/08/a-wave-of-suicides-among-indian-farmers/">agricoltori suicidi a causa dell&#39;estrema povertà</a> [in].</p>
<p>Per noi è un&#39;occasione unica di raggiungere le ONG e l&#39;audience delle Nazioni Unite, oltre ad essere una <a title="Vai al post di GV in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/08/global-voices-e-i-modelli-alternativi-di-sostentamento-economico/">fonte alternativa di reddito</a> [it] assai gradita per Global Voices. Questi post per <em>Conversations for a Better World</em> vengono ripubblicati anche su una <a title="Vai alla pagina di GV in inglese sul progetto" href="http://globalvoicesonline.org/-/special/conversations-better-world/"> apposita pagina</a> [in] di Global Voices, inclusiva dei link alle versioni eventualmente tradotte <a title="Pagina del progetto Lingua in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/lingua/">nei vari siti di Lingua</a> [in].</p>
<p><em>Conversations for a Better World </em> è un’iniziativa in fase di crescita e cerca collaboratori volontari. Invitiamo la nostra comunità a prendervi parte inviando le proprie storie, ed è semplice per chiunque  <a title="Vai al blog originale in inglese" href="http://www.conversationsforabetterworld.com/become-a-conversation-starter/">registrarsi</a> [in] e condividere articoli o commenti.</p>
<p>C’è ancora molto da fare per abbattere le barriere allo sviluppo che nascono dall’ignoranza e dalla mancanza di consapevolezza e conoscenza. Leggendo e parlando apertamente di molti argomenti che i blogger di tutto il mondo riscontrano nella loro quotidianità, possiamo dare il nostro (piccolo) contributo verso il cambiamento.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Primo attacco suicida in Mauritania</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/08/primo-attacco-suicida-in-mauritania/</link>
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		<pubDate>Tue, 11 Aug 2009 06:43:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Pozzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Etnie]]></category>
		<category><![CDATA[Governance]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra & conflitti]]></category>
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		<category><![CDATA[Mauritania]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato scorso un attentato suicida nella capitale Nouakchott ha provocato il ferimento di un cittadino locale e due francesi. Fra le varie reazioni online, si fa notare la diversa attenzione all'evento riservata da media locali e occidentali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/jillian-york/">Jillian York</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/mgpozzi/'>Maria Grazia Pozzi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/08/10/mauritania-experiences-first-ever-suicide-bombing/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Sabato scorso in Mauritania si è registrato il primo attacco suicida, con il ferimento di un cittadino locale e due francesi. Mentre l&#39;evento è stato riportato assai marginalmente dai media occidentali, l&#39;emittente televisiva <em>Al Arabiya</em> con sede a Dubai ne <a title="Vai al sito di AlArabiya in inglese" href="http://www.alarabiya.net/articles/2009/08/08/81229.html">ha dato notizia</a> [in] subito dopo l&#39;attentato da Nouakchott, la capitale, evidenziandone la tempistica in questo articolo:</p>
<blockquote><p>L’attentato è avvenuto tre giorni dopo che Mohamed Ould Abdel Aziz, autore del golpe militare che nel 2008 ha rovesciato il primo leader eletto democraticamente, aveva prestato giuramento come presidente della Mauritania dopo aver vinto le elezioni il mese scorso.</p>
</blockquote>
<p><em>The Moor Next Door</em> ha scritto un <a title="Vai al sito originale" href="http://themoornextdoor.wordpress.com/2009/08/09/suicide-bombing-in-mauritania/">pezzo dettagliato</a> [in] sull’incidente dipingendo l&#39;immagine di una popolazione furiosa per quanto accaduto ma ancor più frustrata dal regime:</p>
<blockquote><p>Le risposte agli articoli sull&#39;attentato presenti sull&#39;internet araba sono esplicative. Un commento aggiunto a uno dei primi reportage dice “liberaci dal Generale e poi ti chiameremo shaid (martire)!”. Altri condannano l’attentatore e la sua stupidità schernendone le origini  <a title="Vai al sito ossin.org in italiano" href=http://www.ossin.org/mauritania/razzismo-schiavitu-mauritania.html>haratine</a> [it]. I mauritani sono arrabbiati, proprio come hanno fatto dopo i tanti attacchi terroristici sferrati negli anni. Ma per quanto vi sia frustrazione e risentimento per l&#39;attentato, gran parte di questi [sentimenti] viene rivolto contro il regime. Anche se la storia dell’attentatore suicida è il “pezzo forte” del momento che ha attirato l&#39;attenzione dei media occidentali dopo le elezioni, i mauritani vedono altri problemi legati alla legittimità e al despotismo strisciante.</p>
</blockquote>
<p>Becky, blogger che lavora per <a title="Vai al sito inglese di Peace Corps"  href="http://www.peacecorps.gov/index.cfm?shell=learn.whatispc">Peace Corps</a> [in] in Mauritania, segnala l&#39;eventualità che i volontari dell’associazione in servizio nel Paese possano essere rimpatriati e <a title ="Post originale in inglese" href="http://beckyrobinson1.blogspot.com/2009/08/welcome-to-camp-peace-corpsanyone-up.html">scrive</a> [in]:</p>
<blockquote><p>È un giorno triste per i volontari di Peace Corps in Mauritania. Non solo perché ciò minaccia il nostro futuro ma anche perché un Paese nel quale siamo cresciuti e che chiamiamo “casa” ora verrà visto dal resto del mondo come luogo pericoloso e instabile. Va detto che i terroristi sono degli estremisti e non rappresentano il pensiero più diffuso. Sarà molto difficile, per me, lasciare tutte le persone che non hanno fatto niente di male anche se quelli con cui ho parlato capiscono perfettamente [la situazione].</p>
</blockquote>
<p><em><a title="Profilo in inglese su Twitter" href="http://twitter.com/weddady">weddady</a></em> [in] ha scritto della sua frustrazione in un <a title="Messaggio in inglese su Twitter" href="http://twitter.com/weddady/status/3202324420">messaggio su Twitter</a> [in]:</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-90020" title="Messaggio su Twitter di weddady" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/08/weddady1-300x162.png" alt="Messaggio su Twitter di weddady" width="327" height="176" /><br />
[Aljazeera e Alarabiya includono Salka Bint Cheikh nella lista dei feriti, le testate occidentali la ignorano. Tirate voi le conclusioni.]</p>
<p>Anche se sono ancora pochi i blogger che parlano della questione, la Francia ha <a title="Articolo in inglese sul Wahsington Post" href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2009/08/09/AR2009080900842.html">condannato</a> [in] l’attentato e il neopresidente Mohammed Ould Abdel Aziz <a title="Articolo in inglese su Google" href="http://www.google.com/hostednews/afp/article/ALeqM5ixqX_42_cGiAq8Pw_INo8nfkUVbg">ha messo in guardia</a> [in] contro futuri attacchi terroristici.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Israele: autocritica significa odio?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/08/israele-autocritica-significa-odio/</link>
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		<pubDate>Tue, 11 Aug 2009 06:12:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Pozzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Idee]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[in breve]]></category>

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		<description><![CDATA[articolo originale diAyesha Saldanha  &#183; tradotto da Maria Grazia Pozzi &#183;  vai all&#39;articolo originale 
“Sono stufa e stanca dei luoghi comuni che ci affibbiano come l’odio di sé ebraico e ritengo sia semplicemente patriottico che ciascuno di noi lotti per migliorare il governo e la società visto l’impegno di Israele nel mantenere viva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/ayesha-saldanha/">Ayesha Saldanha</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/mgpozzi/'>Maria Grazia Pozzi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/08/10/israel-critical-means-self-hating/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>“Sono stufa e stanca dei luoghi comuni che ci affibbiano come <em>l’odio di sé ebraico</em> e ritengo sia semplicemente patriottico che ciascuno di noi lotti per migliorare il governo e la società visto l’impegno di Israele nel mantenere viva la democrazia. Penso che un buon cittadino debba conservare uno spirito critico nei confronti della propria terra e ciò si può fare in modi diversi, ma sempre con la volontà di migliorare, e allora cos&#39;é questo <em>odio di sé ebraico</em> che rispunta sempre? Nessuno vuole questi appellativi perché sarebbe come dire che tanto vale sedersi e lasciare che gli altri decidano per noi&#8221; - scrive <em>Kristin</em> sul suo <a title="Post originale in inglese" href="http://klh3.blogspot.com/2009/08/tying-some-things-together.html">blog</a> [in].</p>
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		<title>Buthan: mucche volontarie nello smaltimento dei rifiuti</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/08/buthan-mucche-volontarie-nello-smaltimento-dei-rifiuti/</link>
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		<pubDate>Tue, 11 Aug 2009 06:08:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Pozzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Bhutan]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Umorismo]]></category>
		<category><![CDATA[in breve]]></category>

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		<description><![CDATA[articolo originale diRezwan  &#183; tradotto da Maria Grazia Pozzi &#183;  vai all&#39;articolo originale 
Nel Buthan c’è un singolare gruppo di “volontari” che si occupa di smaltimento dei rifiuti. Penstar pubblica le foto [in] fatte col suo cellulare che mostrano le… mucche al lavoro.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/rezwan/">Rezwan</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/mgpozzi/'>Maria Grazia Pozzi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/08/10/bhutan-cows-as-garbage-collectors/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Nel Buthan c’è un singolare gruppo di “volontari” che si occupa di smaltimento dei rifiuti. <em>Penstar</em> <a title="Post originale in inglese" href="http://nawangpenstar.blogspot.com/2009/08/do-you-produce-lot-of-wastes-and-is-it.html">pubblica le foto</a> [in] fatte col suo cellulare che mostrano le… mucche al lavoro.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Myanmar: arrivano le uova finte&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 05:57:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Pozzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Industria]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Myanmar (Burma)]]></category>
		<category><![CDATA[in breve]]></category>

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		<description><![CDATA[articolo originale diMong Palatino  &#183; tradotto da Maria Grazia Pozzi &#183;  vai all&#39;articolo originale 
Il 31 luglio scorso i giornali del Myanmar (ex Birmania) hanno rilanciato la notizia di &#8220;uova contraffatte&#8221; introdotte nel Paese. L&#39;episodio è stato confermato dal Ministero della Salute che fornisce ulteriori dettagli. Pare che l&#39;albume del finto-uovo sia fatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/mong/">Mong Palatino</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/mgpozzi/'>Maria Grazia Pozzi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/08/07/fake-eggs-in-myanmar/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Il 31 luglio scorso i giornali del Myanmar (ex Birmania) hanno rilanciato la notizia di &#8220;uova contraffatte&#8221; introdotte nel Paese. L&#39;episodio è stato confermato dal Ministero della Salute che fornisce ulteriori dettagli. Pare che l&#39;albume del finto-uovo sia fatto di acido benzoico, gelatina, una sostanza chimica sconosciuta e prodotti chimici utilizzati nella produzione di amido liquido e lievito in polvere. Il tuorlo dell’uovo è composto da una sostanza sconosciuta di colore giallo mischiata con altra sostanza non riconosciuta e cloruro di calcio. Questo fluido è noto come “acqua magica”. Le due parti vengono travasate in uno stampo di plastica e, grazie all&#39;acqua magica che forma un sottile strato divisorio, non si mischiano fra loro. Il guscio del finto-uovo è fatto da una miscela di cera di paraffina e da una sostanza bianca non meglio specificata che viene versata sullo stampo che, una volta asciutto, assomiglia in tutto e per tutto a un uovo vero. Il comunicato informa che, a parte l&#39;ovvia constatazione sull’assenza di sostanze nutritive, il prodotto nuoce alla salute e anche volendo rischiare, ahimé, un uovo sodo non si può fare perché il bianco e il tuorlo, bollendo, si uniscono. <em><a title = "Vai al blog originale" href="http://www.myanmar2day.com/myanmar-news/2009/08/fake-egg-in-myanmar/">Today in Myanmar</a></em> [in] rilancia la notizia con alcune foto.</p>
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		<title>Giamaica, Trinidad e Tobago: prospettive economiche</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/08/giamaica-trinidad-e-tobago-prospettive-economiche/</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 05:52:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Grazia Pozzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Giamaica]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Trinidad & Tobago]]></category>
		<category><![CDATA[in breve]]></category>

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		<description><![CDATA[articolo originale diJanine Mendes Franco  &#183; tradotto da Maria Grazia Pozzi &#183;  vai all&#39;articolo originale 
Alla luce del recente rating Standard &#038; Poor&#39;s che vede Giamaica, Trinidad e Tobago retrocessi al livello CCC+,  il blog The Liming House [in] valuta le prospettive dell&#39;isola che al momento é particolarmente vulnerabile poichè dipende da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/janine-mendes-franco/">Janine Mendes Franco</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/mgpozzi/'>Maria Grazia Pozzi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/08/07/jamaica-trinidad-tobago-economic-outlook/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Alla luce del recente rating <em>Standard &#038; Poor&#39;s</em> che vede Giamaica, Trinidad e Tobago retrocessi al livello CCC+,  il blog <em><a title="Vai al blog originale" href="http://theliminghouse.org/2009/08/06/sps-move-on-jamaica-suggest-theres-pain-ahead/">The Liming House</a></em> [in] valuta le prospettive dell&#39;isola che al momento é particolarmente vulnerabile poichè dipende da presupposti economico-finanziari favorevoli per far fronte agli impegni presi. Vale a dire che se le condizioni economiche in Giamaica e nei Caraibi dovessero peggiorare ulteriormente, il Paese avrà non poche difficoltà a gestire l’attuale esposizione debitoria. </p>
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