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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Laura Diel</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Global Voices in Italiano &#187; Laura Diel</title>
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		<title>Pakistan: l&#039;istruzione, ultima speranza per superare la crisi socio-politica?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2011/09/pakistan-listruzione-ultima-speranza-per-superare-la-crisi-socio-politica/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 19:13:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Diel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia meridionale]]></category>
		<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
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		<description><![CDATA[Pur nella crisi generale del Paese, vari ambiti della società civile ribadiscono l’importanza dell’istruzione -- nella speranza che possa essere la chiave per riportare la stabilità nell’inquietante guerra civile interna. Commenti, segnalazioni e iniziative rilanciate online.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre la crisi socio-politica del Pakistan sembra ormai fuori controllo, nella società civile si rimarca l’importanza dell’istruzione. La speranza è soprattutto che questa possa essere la chiave per riportare la stabilità nell’inquietante guerra civile interna in cui è coinvolto il Paese.</p>
<p>Su TwitterAly Nasser scrive:</p>
<blockquote><p><a title="Aly Naseer" href="https://twitter.com/#!/alynaseer/status/106213806505603073">@alynaseer:</a> Il sistema educativo in <a title="#Pakistan" href="https://twitter.com/#%21/search?q=%23Pakistan" target="_blank">#Pakistan</a> deve essere immediatamente riformato con misure adeguate che prevedano borse di studio per i giovani della classe media.</p></blockquote>
<p>Un blog di notizie sull’istruzione (dalla Florida, USA) pubblica questo tweet forse scioccante, ma per nulla sorprendente:</p>
<blockquote><p><a title="Education News" href="https://twitter.com/#!/educationblog/status/105962041868681217">@educationblog:</a> Il sistema educativo pakistano è in crisi, qui il tasso di alfabetizzazione è inferiore al cinquanta percento. <a title="http://pcrschool.org/news/?p=30782" href="http://t.co/2BMBapl" target="_blank">pcrschool.org/news/?p=30782</a></p></blockquote>
<div id="attachment_249657" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a title="vai all’articolo in inglese" href="http://www.demotix.com/photo/681177/school-students-participate-awareness-rally-womens-education"><img class="size-full wp-image-249657" title="Studentesse sostengono striscioni" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/08/681177-640x480.jpg" alt="" width="500" height="346" /></a><p class="wp-caption-text">Studentesse sostengono striscioni e poster durante una manifestazione a favore dell’istruzione delle donne a Hyderabad. Fotografia di PPI Images. Copyright Demotix, 4 maggio 2011.</p></div>
<p>Nel blog dell’<em>Express Tribune</em>, Asad Ali pubblica un toccante articolo intitolato <a title="vai all’articolo in inglese" href="http://blogs.tribune.com.pk/story/6645/riaz-wanted-to-learn-english/" target="_blank">“Riaz voleva imparare l’inglese”</a> <em>[en, come tutti gli altri link, salvo diversamente specificato]</em>; lo scrittore racconta la storia di un ragazzino che distribuiva i giornali e della sua determinazione a imparare a leggere e scrivere in inglese. L’autore aveva fatto il possibile per aiutarlo e gli aveva dato il suo indirizzo e-mail affinché potesse contattarlo una volta in grado di leggere e scrivere in inglese. Ecco cosa racconta Asad Ali 11 anni dopo:</p>
<blockquote><p>Quasi undici anni dopo (tre giorni fa) ho ricevuto la prima e-mail di Riaz. La sua determinazione per imparare la lingua si è rivelata davvero straordinaria.</p>
<p>La storia di Riaz è la dimostrazione che i nostri <a title="vai all’articolo in inglese" href="http://blogs.tribune.com.pk/story/509/one-small-step-towards-reducing-poverty/" target="_blank">giovani sono assetati di sapere</a>. Purtroppo i leader politici non hanno fornito le infrastrutture necessarie, ma non si tratta certo di una novità.</p>
<p>Non ci sono più scuse per lasciare le cose come stanno. Se solo l’uno percento di noi <a title="vai all’articolo in inglese" href="http://blogs.tribune.com.pk/story/6317/a-charitable-nation-we-are/" target="_blank">si assumesse la responsabilità</a> di togliere un bambino di 10 anni dalla strada in dieci anni ci sarebbero 1,8 milioni <a title="vai all’articolo in inglese" href="http://blogs.tribune.com.pk/story/866/bringing-street-children-into-the-fold/" target="_blank">di persone istruite in più</a>. Dieci anni passano in fretta. Immaginatevi se si mobilitasse il due percento delle persone.</p></blockquote>
<p>Purtroppo non tutti sono altrettanto ottimisti ed edificanti.  Molti blog raccontano come il livello di istruzione in Pakistan non sia solo critico, ma addirittura stagnante.</p>
<p>Tra questi, <a title="vai all’articolo in inglese" href="http://marpasha.wordpress.com/2011/05/24/to-whom-should-we-ask-to-whom-should-we-balm/" target="_blank"> Dr. M. Pasha </a>spiega:</p>
<blockquote><p>Vorrei che i nostri politici e burocrati comprendessero che l’istruzione dei giovani nel mondo globalizzato di oggi è la sfida più difficile e complessa da affrontare. Richiede la cura dello sviluppo intellettuale, emotivo, sociale e fisico degli studenti. Il duro lavoro, la dedizione e l’impegno da soli non sono sufficienti. È necessaria professionalità. Un’istruzione di qualità si può ottenere solo con processi educativi realizzati con intelligenza ed attuati con continuità da parte di un gruppo di professionisti preparati, che dispongono degli strumenti appropriati e che sono dotati delle conoscenze, delle capacità e dell’atteggiamento adeguati a un ambiente di insegnamento e apprendimento tecnologicamente avanzato. Un piccolo numero di studenti istruiti nel modo giusto sono più importanti per un Pakistan sicuro e prosperoso che un gran numero di giovani laureati improduttivi e frustrati. Il vicerettore è sempre il leader della propria università ed è responsabile della gestione della qualità. Cosa ci si può aspettare da un’università senza vicerettore?  Vorrei che la popolazione pachistana capisse il concetto d’istruzione del XXI secolo.</p></blockquote>
<p>Kalsoom Lakhani di <a title="vai al sito in inglese" href="http://changinguppakistan.wordpress.com/" target="_blank">Changing Up Pakistan</a> presenta una nuova iniziativa chiamata “<strong>Teach for Pakistan</strong>” (Insegna per il Pakistan),  che rientra nella rete globale “Teach for All” (di cui fa parte anche il programma “Teach for America”).  In un articolo intitolato <a title="vai all’articolo in inglese" href="http://changinguppakistan.wordpress.com/2011/03/04/teach-for-pakistan-bringing-innovation-to-education/" target="_blank">“Insegna per il Pakistan: portare l’innovazione nell’istruzione”</a> scrive:</p>
<p><a title="vai al sito in inglese" href="http://www.teachforpakistan.edu.pk/website/"><img class="alignright size-medium wp-image-249658" title="Teach For Pakistan" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/08/photo2-375x163.jpg" alt="" width="150" /></a></p>
<blockquote><p>In Pakistan, le sfide da affrontare sono enormi e complesse. La maggior parte dei bambini non ha accesso a una buona istruzione. Sono le vittime innocenti di un sistema educativo frammentato, dove il pensiero critico è raramente insegnato,  dove è difficile trovare dei buoni insegnanti e dove gli abbandoni sono frequenti. Le statistiche forse non cambieranno drasticamente in questa epoca. Ma le iniziative come Teach for Pakistan sono importanti per raggiungere il più rapidamente possibile  questo obiettivo, coinvolgendo i giovani del nostro paese.</p></blockquote>
<p>Il Pakistan ha senza dubbio parecchia strada davanti per migliorare il proprio tasso di alfabetizzazione. L’istruzione e l’alfabetizzazione sono due concetti completamente diversi, è pertanto indispensabile che vadano di pari passo, altrimenti imparare solo a leggere e scrivere può rivelarsi futile e una causa persa.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/jehan/' title='elenca tutti gli articoli di Jehan Naseem'>Jehan Naseem</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/laurad/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Laura Diel'>Laura Diel</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2011/08/25/pakistan-education-the-last-hope/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/09/pakistan-listruzione-ultima-speranza-per-superare-la-crisi-socio-politica/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fpakistan-listruzione-ultima-speranza-per-superare-la-crisi-socio-politica%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fpakistan-listruzione-ultima-speranza-per-superare-la-crisi-socio-politica%2F&#038;text=Pakistan%3A+l%26%2339%3Bistruzione%2C+ultima+speranza+per+superare+la+crisi+socio-politica%3F&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fpakistan-listruzione-ultima-speranza-per-superare-la-crisi-socio-politica%2F&#038;title=Pakistan%3A+l%26%2339%3Bistruzione%2C+ultima+speranza+per+superare+la+crisi+socio-politica%3F' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fpakistan-listruzione-ultima-speranza-per-superare-la-crisi-socio-politica%2F&#038;title=Pakistan%3A+l%26%2339%3Bistruzione%2C+ultima+speranza+per+superare+la+crisi+socio-politica%3F' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fpakistan-listruzione-ultima-speranza-per-superare-la-crisi-socio-politica%2F&#038;title=Pakistan%3A+l%26%2339%3Bistruzione%2C+ultima+speranza+per+superare+la+crisi+socio-politica%3F' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F09%2Fpakistan-listruzione-ultima-speranza-per-superare-la-crisi-socio-politica%2F&#038;title=Pakistan%3A+l%26%2339%3Bistruzione%2C+ultima+speranza+per+superare+la+crisi+socio-politica%3F' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
</p>]]></content:encoded>
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		<title>Arabia Saudita: il matrimonio di #Tabukgirl</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jul 2011 09:07:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Diel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arabia Saudita]]></category>
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		<description><![CDATA[Grazie a una serrata serie di 'tweet', gli utenti dei social network fanno emergere la storia di una ragazzina costretta a sposare un sessantenne -- con le conseguenze del caso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è la prima volta che un padre vuole dare in sposa la propria figlia minorenne a un uomo anziano, soprattutto in Arabia Saudita e nello Yemen. Negli ultimi giorni però sui social network è emersa la controversa vicenda della “ragazza di Tabuk”.</p>
<p><a title="vai all’articolo in inglese" href="http://www.a1saudiarabia.com/Teenage-Tabuk-girl-escapes-from-fathers-enforced-marriage/">Secondo i media ufficiali la ragazza avrebbe 17 anni</a> <em>[en, come tutti gli altri link, salvo diversamente specificato]</em>, ma gli utenti dei social network sostengono che  <a title="vai sul sito in inglese" href="http://hashtags.org/tabukgirl">#Tabukgirl</a> ne abbia solo 14.  A prescindere dalla sua vera età, se non fosse intervenuto lo zio, la ragazza sarebbe stata costretta dal padre a sposare un uomo di 60 anni. Lo zio ha denunciato il fratello per impedire il matrimonio, che nel frattempo è stato bloccato in attesa della sentenza del tribunale, prevista per ottobre.</p>
<div id="attachment_241686" class="wp-caption alignright" style="width: 228px"><a href="http://sharaf-inc.tumblr.com/post/7886815992"><img class="size-medium wp-image-241686 " title="Illustrazione dell’artista kuwaitiano Mohammed, che denuncia quanto successo alla ragazza di Tabuk." src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/07/tabuk-girl-218x300.jpg" alt="Illustrazione dell’artista kuwaitiano Mohammed, che denuncia quanto successo alla ragazza di Tabuk." width="218" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Illustrazione dell’artista kuwaitiano Mohammed, che denuncia quanto successo alla ragazza di Tabuk.</p></div>
<p>Su Twitter si sono scatenate le proteste. Una studentessa universitaria saudita, che si fa chiamare Aimee Rash (<a title="vai all’account di Twitter" href="https://twitter.com/AimeeRash">@AimeeRash</a>), lancia un appello all&#39;intero Paese:</p>
<blockquote><p><a href="http://twitter.com/AimeeRash/status/93791339967291393">@AimeeRash</a>: Dobbiamo introdurre una legge che impedisca a genitori e tutori di costringere le ragazze a sposarsi oppure vietare i matrimoni  sotto i 18 anni.</p></blockquote>
<p>Anche il dottorando Maha Al-Zayer (<a title="vai all’account di Twitter" href="https://twitter.com/malzayer180">@malzayer180</a>) [ar]  chiede un intervento di tipo legislativo:</p>
<blockquote><p>احنا لازم نقدم خطاب بنص قانون لا لزواج القاصرات</p></blockquote>
<div class="translation"><a href="http://twitter.com/malzayer180/status/94018436686028800">@malzayer180</a>: Dobbiamo proporre una legge che ponga fine ai matrimoni dei minorenni.</div>
<p>L’utente saudita Aiman (<a title="vai all’account di Twitter" href="https://twitter.com/aimn1984">aimn1984</a>) [ar] attacca chi non rispetta i diritti di donne e bambini:</p>
<blockquote><p>من يقصي المرأة ولا يعترف بحقوقها ومن لا يصرخ من اجل حماية الطفولة هو ليس من البشر مهما كانت جنسيته ومهما كان دينه</p></blockquote>
<div class="translation"><a href="http://twitter.com/aimn1984/status/93838839197609985">@aimn1984</a>: Chi discrimina le donne e non ne riconosce i diritti, e chi non interviene per proteggere l’infanzia non è un essere umano, a prescindere dalla sua nazionalità e religione.</div>
<p>Dana Qaddoura (<a href="https://twitter.com/DanaQV">DanaQV</a>) condanna quanto  accaduto alla ragazza di Tabuk, e commenta così l’episodio:</p>
<blockquote><p><a title="vai all’account di Twitter" href="http://twitter.com/DanaQV/status/93842434206859264">@DanaQV</a>: Mi dispiace, ma onestamente non posso proprio immaginarmi di dare mia figlia a un uomo che potrebbe essere mio nonno.</p></blockquote>
<p>Khalil Jubran (<a title="vai all’account di Twitter" href="https://twitter.com/third_point">third_point</a>) [ar] considera inutile discutere se la ragazza abbia acconsentito o meno al matrimonio:</p>
<blockquote><p>الطفله طفله وافقت ام رفضت الزواج مايحصل جريمة ضد الانسانيه وكل الاطراف اب وزوج وماذون ومفتي وشاهد وصامت شركاء بالجريمه</p></blockquote>
<div class="translation"><a title="vai all’account di Twitter" href="http://twitter.com/third_point/status/93905450231279616">@third_point</a>: Un minore resta un minore, indipendentemente dal fatto di oppporsi al matrimonio. Questo è un crimine contro l’umanità, al quale hanno partecipato tutte le parti, inclusi il padre, l’ufficiale dello stato civile, i testimoni e chi ha taciuto.</div>
<p>Il blogger saudita Zaki Safar (<a title="vai all’account di Twitter" href="https://twitter.com/Zaki_Safar">@Zaki_Safar</a>) spiega come la storia della ragazza di Tabuk rifletta il maschilismo della società saudita:</p>
<blockquote><p><a title="vai all’account di Twitter" href="http://twitter.com/Zaki_Safar/status/94070953641914368">@Zaki_Safar</a>: L’Arabia Saudita: un regno dove la religione è plasmata per soddisfare le esigenze sessuali degli uomini.</p></blockquote>
<p>Un altro saudita, Amr Dulaimi, (<a title="vai all’account di Twitter" href="http://twitter.com/Amr_D">@Amr_D</a>) dice di vergognarsi perchè l&#39;episodio si è verificato nel suo Paese:</p>
<blockquote><p><a title="vai all’account di Twitter" href="http://twitter.com/Amr_D/status/94016439601741824">@Amr_D</a>:  #TabukGirl è una storia vera? Siamo nel #2011! Mi vergogno di avere lo stesso passaporto di quel pedofilo.</p></blockquote>
<p>Il giornalista saudita Abdullah Haydhah (<a title="vai all’account di Twitter" href="https://twitter.com/AbdullahHaydhah">@AbdullahHaydhah</a>) [ar] rilancia alcune informazioni in merito all&#39;intervista allo zio della ragazza, pubblicata a breve:</p>
<blockquote><p>في لقاء أجرته الزميلة غادة محمد.. وسينشر لاحقا بإيلاف.. عم فتاة تبوك يوضح أنه تعرض للتهديد من أخيه حال وقف تزويج الفتاة</p></blockquote>
<div class="translation"><a title="vai all’account di Twitter" href="http://twitter.com/AbdullahHaydhah/status/94165399909838848">@AbdullahHaydhah</a>: In un’intervista realizzata dal mio collega Ghada Mohammed, che sarà pubblicata sul giornale Elaph, lo zio della ragazza di Tabuk racconta di essere stato minacciato dal fratello, che gli avrebbe intimato di non ostacolare il matrimonio.</div>
<p>Aroob Aloofi, (<a title="vai all’account di Twitter" href="https://twitter.com/AroobM">@AroobM</a>), altra utente saudita, esprime disgusto per la situazione:</p>
<blockquote><p><a title="vai all’account di Twitter" href="http://twitter.com/AroobM/status/94106402838163456">@AroobM</a>: Chi sposa una minorenne è un  #pedofilo. Siete dei malati, volete una bambina, non una moglie.</p></blockquote>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/mona-kareem/' title='elenca tutti gli articoli di Mona Kareem'>Mona Kareem</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/laurad/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Laura Diel'>Laura Diel</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2011/07/24/saudi-arabia-the-marriage-of-tabukgirl/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/07/arabia-saudita-il-matrimonio-di-tabukgirl/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F07%2Farabia-saudita-il-matrimonio-di-tabukgirl%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F07%2Farabia-saudita-il-matrimonio-di-tabukgirl%2F&#038;text=Arabia+Saudita%3A+il+matrimonio+di+%23Tabukgirl&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F07%2Farabia-saudita-il-matrimonio-di-tabukgirl%2F&#038;title=Arabia+Saudita%3A+il+matrimonio+di+%23Tabukgirl' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F07%2Farabia-saudita-il-matrimonio-di-tabukgirl%2F&#038;title=Arabia+Saudita%3A+il+matrimonio+di+%23Tabukgirl' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F07%2Farabia-saudita-il-matrimonio-di-tabukgirl%2F&#038;title=Arabia+Saudita%3A+il+matrimonio+di+%23Tabukgirl' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F07%2Farabia-saudita-il-matrimonio-di-tabukgirl%2F&#038;title=Arabia+Saudita%3A+il+matrimonio+di+%23Tabukgirl' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Cina: ancora lunga la battaglia per la sicurezza alimentare</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2011/04/cina-ancora-lunga-la-battaglia-per-la-sicurezza-alimentare/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2011/04/cina-ancora-lunga-la-battaglia-per-la-sicurezza-alimentare/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 18 Apr 2011 07:15:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Diel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Nelle ultime settimane si sono verificati numerosi scandali alimentari, da panini adulterati a latte contaminato -- a riprova del fatto che il Paese fatica ancora a mantenere i livelli di sicurezza. E i netizen si chiedono: quand'è che il Governo deciderà di applicare misure davvero efficaci?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle ultime settimane si sono verificati numerosi scandali alimentari in Cina, che hanno dimostrato come il Paese fatichi ancora a mantenere  i livelli di <a title="vai al post di GV" href="http://globalvoicesonline.org/2010/11/28/china-ditch-oil-floods-restaurants/">sicurezza alimentare</a> <em>[en, come tutti gli altri link, salvo ove diversamente specificato]</em>.</p>
<p>Lo scandalo più recente è stato sollevato da un <a title="vai al post in inglese" href="http://shanghaiist.com/2011/04/12/now_even_steamed_buns_arent_safe_en.php">servizio</a> dell’emittente televisiva CCTV2, che  ha rivelato come un produttore di panini al vapore (<em>mantou</em>) di Shangai usasse coloranti e dolcificanti artificiali in quantità eccessive e rimettesse in vendita, con nuove etichette, panini già scaduti restituiti dai supermercati locali. Wang Longxing, direttore dell’Ufficio per la sicurezza alimentare di Shanghai, si è <a title="vai al post in inglese" href="http://shanghaiist.com/2011/04/15/shanghai_food_safety_official_apolo.php">scusato</a> per l’accaduto, insistendo però che anche i supermercati dovrebbero assumersi una parte delle responsabilità per non aver controllato la qualità dei panini prima di venderli.</p>
<div>
<dl id="attachment_217552"></dl>
</div>
<p><strong>Latte, carne e riso avvelenati, e poi cos’altro?</strong></p>
<p>Sempre questo mese sono morti tre bambini e altri 35 sono stati ricoverati nella provincia nord-occidentale di Gansu, dopo aver bevuto, come sospettano le autorità, del <a title="vai al post in inglese" href="http://chinadigitaltimes.net/2011/04/china-tainted-milk-kills-three-children/">latte contaminato con nitrito</a>, un sale industriale. I media statali cinesi <a title="vai al post in inglese" href="http://news.xinhuanet.com/english2010/china/2011-04/12/c_13825347.htm">hanno poi divulgato la notizia</a> diffusa dalla polizia per cui due sospetti avrebbero intenzionalmente avvelenato il latte per vendicarsi contro il contadino che lo aveva prodotto.</p>
<p>A marzo, nella <a title="vai al post in inglese" href="http://chinadigitaltimes.net/2011/03/chinas-largest-meat-processor-apologizes-over-additive-scandal/">carne di maiale</a> proveniente da una filiale del maggiore produttore cinese di carne, Shuanghui Group nella provincia di Henan,  è stato trovato un additivo illegale, il clenbuterolo, utilizzato per rendere più magra la carne. Le autorità della provincia hanno arrestato 72 persone coinvolte nella produzione, utilizzo o vendita dell’additivo, chiuso 16 allevamenti suini e sigillato 134 tonnellate di derivati di carne di maiale. Il Ministero dell’agricoltura cinese ha inoltre <a title="vai al post in inglese" href="http://news.xinhuanet.com/english2010/china/2011-03/28/c_13802146.htm">garantito</a> che il Governo adotterà per un anno severi provvedimenti restrittivi contro l’uso di additivi illegali nei mangimi per suini.</p>
<div id="attachment_217552" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-217552" title="riso" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/04/rice-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /><p class="wp-caption-text">Il riso è la principale fonte alimentare in Cina. Foto dell’utente Flickr Herr_Bert (CC BY-SA 2.0)</p></div>
<p>Anche l’industria del riso è stata al centro di polemiche, dopo essere risultato da diversi <a title="vai al post in inglese" href="http://www.chinadialogue.net/article/show/single/en/4198">rapporti</a> che il 10% del riso del Paese sarebbe contaminato con metalli pesanti. In particolare, nel Sud della Cina, le tossine sono state trasportate nelle piantagioni di riso con gli scarichi delle miniere. Recentemente la rivista <em>Caixin</em> <a title="vai al post in inglese" href="http://english.caing.com/2011-02-16/100226177.html"> ha rivelato</a> che:</p>
<blockquote><p>La maggior parte del riso tossico è consumato da famiglie contadine che non si possono permettere il riso “pulito” venduto nei mercati. Ma gli esperti sostengono che i controlli di sicurezza non riescono sempre a identificare il riso contaminato  con i metalli pesanti, che viene così immesso sul mercato generale, raggiungendo a volte anche i consumatori nelle città cinesi più benestanti.</p></blockquote>
<p><strong>Lo scandalo irrisolto del latte alla melamina</strong></p>
<p>Episodi fatali come questi non sono nuovi. Lo scandalo più noto è stato probabilmente quello del 2008, quando morirono sei bambini e quasi 300.000 rimasero intossicati <a title="vai all’articolo di wiki" href="http://http://en.wikipedia.org/wiki/2008_Chinese_milk_scandal">per il latte in polvere contaminato con la melamina</a>. Si tratta di una sostanza chimica industriale, che diluita nel latte aumenta i livelli di proteine, ma provoca anche calcoli renali nei bambini. L’episodio indusse le autorità cinesi a inasprire le norme sulla sicurezza alimentare con la promulgazione della prima Legge sulla sicurezza alimentare nel giugno del 2009. (Proprio pochi giorni fa il  principale legislatore della Cina <a title="vai al post in inglese" href="http://news.xinhuanet.com/english2010/china/2011-04/16/c_13831795.htm">ha invocato</a> un’applicazione più severa e rigorosa della legge).</p>
<p><a title="vai all’articolo su wiki" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Zhao_Lianhai">Zhao Lianhai</a> (@<a title="vai su twitter" href="http://twitter.com/zhaolianhai">zhaolianhai</a>), il cui figlio è rimasto intossicato con il latte alla melamina, ha reagito allo scandalo. Ha creato un sito web per comunicare con gli altri genitori vittime della tragedia e per fare causa alle società coinvolte nello scandalo. Nel 2010 è stato condannato per il suo attivismo a due anni e mezzo di prigione con l’accusa di “disturbo dell’ordine pubblico”. È stato rilasciato in libertà condizionale a dicembre dello stesso anno.</p>
<p>In un recente <a title="vai su youtube" href="http://cmp.hku.hk/2011/04/08/11394/">video su YouTube </a> in cui chiede la liberazione dell’artista <a title="vai al post su GV" href="http://globalvoicesonline.org/2011/04/04/china-ai-weiwei-detained-initial-twitter-reactions/">Ai Weiwei</a> e di altre vittime delle recenti <a title="vai all’articolo in inglese" href="http://www.economist.com/node/18560351">azioni repressive</a> contro potenziali dissidenti, Zhao allude allo scandalo del 2008:</p>
<blockquote><p>Molti bambini non hanno ricevuto cure tempestive, e per alcuni di loro la situazione si è aggravata. I governi locali e i dipartimenti rilevanti ci hanno semplicemente voltato le spalle. Speriamo, innanzitutto da un punto di vista umanitario e per la tutela più fondamentale dei nostri figli, che si faccia urgentemente qualcosa di concreto. Sono certo che tutti i genitori sapranno comprendere la tragedia che ha travolto le nostre famiglie. In queste lunghe ore subiamo molte ritorsioni. Ma speriamo che tutti i dolori che dobbiamo sopportare possano portare più bontà a questo nostro Paese, creando un ambiente sociale migliore per chi verrà dopo di noi. Una società, dove tutte le nostre generazione possano vivere in piena sicurezza.</p></blockquote>
<p><strong>I commenti dei netizen</strong></p>
<p>La scorsa settimana, <a title="vai al post in inglese">ChinaGeeks</a> <a title="vai al post in inglese" href="http://chinageeks.org/2011/04/netizens-on-food-safety">ha selezionato e tradotto</a> alcuni commenti dei netizen apparsi recentemente su <a title="vai sul sito in cinese" href="http://t.sina.com.cn/">Sina Weibo</a> [zh], l’equivalente cinese di <a title="vai su twitter" href="http://www.twitter.com">Twitter</a>. Ne riportiamo alcuni:</p>
<blockquote><p>Tirate fuori la gente dai dipartimenti del Governo [responsabili] e sparategli. Perché sono sempre i media a scoprire per primi queste cose?</p></blockquote>
<blockquote><p>Tutti i cibi potrebbero essere contaminati, perché allora i leader di alto rango non sono nervosi? Penseranno che la gente comune mangia gli stessi cibi speciali e sicuri che mangiano loro…  (&#8230;) Quale ufficiale di alto rango è stato investigato o costretto a dimettersi? La gente comune è costretta a capire da sola se persino i cibi e le bevande di prima necessità sono avvelenati o no. Dirigenti del [dipartimento] per la sicurezza alimentare, non vi vergognate? Se quegli ispettori alimentari che non hanno svolto il loro dovere non sono puniti, il problema del cibo avvelenato non sarà mai risolto.</p></blockquote>
<blockquote><p>Non è un grande scandalo, non siate allarmisti. Non hanno aggiunto solo un po’ di coloranti? Non hanno solo rimesso in vendita dei mantou scaduti? Cosa volete che sia, niente di grave…Come cittadini della Grande Cina, come discendenti di Yan Di e Huang D, come cinesi che ce l’avete fatta fino a qui, vi rifiutate di mangiare queste cose; non vi vergognate?</p></blockquote>
<blockquote><p>La  stessa Cina è una società dove ci si avvelena e ci si ferisce a vicenda. Tu aggiungi un po’ di [veleno]  al latte, io aggiungo dei dolcificanti ai mantou scaduti, lui aggiunge degli additivi nel mangime dei maiali, in olio, granchi, riso, uova di anatra…anche se i produttori di latte non bevono il latte, mangiano mantou. Anche se i produttori di mantou non mangiano mantou, mangiano carne di maiale. Anche se gli allevatori di suini non  mangiano carne di maiale, bevono latte. Alla fine, ci facciamo solo male a vicenda. La nazione è in pericolo e sta diventando oggetto di scherno e vergogna.</p></blockquote>
<p>Il blogger Jiangminct ha invece scritto in merito al rilevamento di mercurio nel Coilia Ecetenes Jordan, un pesce d’acqua dolce, raro e costoso, che vive nel fiume Yangtze. I pescivendoli <a title="vai al post in cinese" href="http://blog.sina.com.cn/s/blog_5fbd15020100qbql.html">iniettavano mercurio [zh]</a> per aumentare il peso del pesce e farlo sembrare più fresco.</p>
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<dl id="attachment_217552"></dl>
</div>
<blockquote><p>我们的老百姓啊，祖国的花朵啊，你们能够吃到染色馒头、过期馒头、重金属米粉，那也是你们的幸运，毕竟这些东西不会吃死人，看你们长期吃，也没有拉肚子、长癌症，还是生龙活虎的，就是证据。你们就别嚷嚷了，感谢那个生产染色馒头的老板吧，他已经很仁慈了，没有让你们吃水银，只是让你们吃了一点点色素而已，他的良心大大的好。[&#8230;]</p>
<p>今天我不打算评论有关部门和所有监督部门，这个话题让人很累，说了还是一样，再过几天某地又会冒出某食品有问题的新闻。至于为什么，只可意会，不可言传，你们都懂的。总之，相信谁也不如相信自己。在这个神奇的国家，我们的食品没有最毒，只有更毒。</p></blockquote>
<div class="translation">
<p>Cittadini, fiori della nostra patria, siete fortunati ad avere panini con coloranti e riso con metalli pesanti, almeno non vi uccideranno. Non lo vedete, dopo tutti questi anni, non avete il cancro, non avete la dissenteria. Il vostro corpo è ancora in buona forma. Queste sono le prove. Non lamentatevi, dovreste essere grati ai produttori di panini con i coloranti, sono così gentili da non aggiungervi mercurio, si limitano a un po’ di coloranti artificiali. Sono persone dalla coscienza buona [&#8230;].</p>
<p>Non voglio commentare il ruolo del dipartimento responsabile per il controllo alimentare, è un argomento così faticoso. Non ha senso commentare, vengono pubblicate sempre nuove notizie sulla sicurezza alimentare. Perché? Il motivo non  si può dire apertamente, ma sono sicuro che lo conoscete. In sintesi, non ci si può fidare di nessuno, fuorché di sé stessi. In questo straordinario Paese, non si ha mai il cibo più velenoso di tutti, c’è sempre qualcuno che ne ha di più velenoso.</p>
</div>
<p>I blogger occidentali ed espatriati non sono rimasti <a title="vai al post in inglese" href="http://www.chinalawblog.com/2011/04/china_food_safety_it_aint_working_and_we_told_you_so.html">particolarmente sorpresi</a>, ma <a title="vai al post in inglese" href="http://thechinaline.wordpress.com/2011/04/16/waiter-theres-a-condom-in-my-soup/">si domandano</a> per quanto tempo ancora continueranno questi scandali prima che il Governo si decida ad applicare misure realmente efficaci.</p>
<div class="notes">(Testi cinesi tradotti da <a title="vai al sito su VG href=" href="http://globalvoicesonline.org/author/oiwan/">Oiwan Lam</a>.)</div>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/marta-cooper/' title='elenca tutti gli articoli di Marta Cooper'>Marta Cooper</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/laurad/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Laura Diel'>Laura Diel</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2011/04/17/china-recent-scandals-show-ongoing-battle-for-food-safety/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/04/cina-ancora-lunga-la-battaglia-per-la-sicurezza-alimentare/#comments" title="commenti">commenti (1) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F04%2Fcina-ancora-lunga-la-battaglia-per-la-sicurezza-alimentare%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F04%2Fcina-ancora-lunga-la-battaglia-per-la-sicurezza-alimentare%2F&#038;text=Cina%3A+ancora+lunga+la+battaglia+per+la+sicurezza+alimentare&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F04%2Fcina-ancora-lunga-la-battaglia-per-la-sicurezza-alimentare%2F&#038;title=Cina%3A+ancora+lunga+la+battaglia+per+la+sicurezza+alimentare' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F04%2Fcina-ancora-lunga-la-battaglia-per-la-sicurezza-alimentare%2F&#038;title=Cina%3A+ancora+lunga+la+battaglia+per+la+sicurezza+alimentare' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F04%2Fcina-ancora-lunga-la-battaglia-per-la-sicurezza-alimentare%2F&#038;title=Cina%3A+ancora+lunga+la+battaglia+per+la+sicurezza+alimentare' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F04%2Fcina-ancora-lunga-la-battaglia-per-la-sicurezza-alimentare%2F&#038;title=Cina%3A+ancora+lunga+la+battaglia+per+la+sicurezza+alimentare' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Myanmar: foto e commenti sul disastro sismico, terza catastrofe in tre anni</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 11:13:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Diel</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Myanmar (Burma)]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo scorso giovedì 24 marzo, il nord-est del Myanmar è stato colpito da un terremoto di 6.8 gradi della scala Richter, avvertito anche in Tailandia, Vietnam e Cina. Il terremoto ha ucciso almeno 70 persone e distrutto più di 240 edifici nel solo Myanmar, ma la stima potrebbe aumentare. Alcune foto e commenti dalle blogosfere locali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un <a title="vai all’articolo in inglese" href="http://earthquake.usgs.gov/earthquakes/shakemap/global/shake/c0002aes/">terremoto di 6.8 gradi della scala Richter</a> <em>[en, come tutti gli altri link]</em> ha colpito il nord-est del Myanmar nella serata di giovedì 24 marzo 2011.  Il <a title="vai all’articolo in inglese" href="http://www.irrawaddy.org/highlight.php?art_id=21008">sisma</a>, che è stato avvertito anche nella confinante Tailandia, in Vietnam e Cina, ha ucciso almeno 70 persone e distrutto più di <a title="vai alll’articolo in inglese" href="http://www.dvb.no/news/quake-toll-hits-75-images-emerge/14950">240 edifici</a> nel solo Myanmar. Sono state registrate delle forti scosse anche nelle città tailandesi di Chiang Mai e Chiang Rai.</p>
<p>Il numero dei morti potrebbe essere superiore a questa prima stima. Sembra infatti che a Tachilek siano stato vendute più di <a title="vai all’articolo in inglese" href="http://democracyforburma.wordpress.com/2011/03/25/quake-death-toll-could-reach-100-and-more-at-talerh-monglane-area/">80 bare</a> nella sola mattina di venerdì 25 marzo. Le fonti locali hanno descritto il terremoto come il terzo più grande disastro naturale mai registrato in Myanmar dopo il ciclone <a title="vai al post su GV" href="http://globalvoicesonline.org/2008/05/11/myanmar-survivors-of-cyclone-nargis/">Nargis</a> del 2008 e il ciclone <a title="vai al post su GV" href="http://globalvoicesonline.org/2010/10/22/cyclone-giri-hits-myanmar/">Giri</a> del 2010.</p>
<p>Il giornale indipendente <em>The Irrawaddy</em> ha intervistato gli abitanti di <a title="vai all’articolo in inglese" href="http://www.irrawaddy.org/article.php?art_id=21009">Mae Sai</a> in Tailandia. In una lettera pubblicata dal <em>Shan Herald</em>, <a title="vai alla lettera in inglese" href="http://www.shanland.org/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=3532:earthquake&amp;catid=mailbox&amp;Itemid=279">Jai Noi</a> ha descritto l’impatto del terremoto sui residenti:</p>
<blockquote><p>Miei cari,</p>
<p>Siamo stati vigili tutta la notte, dormendo a intervalli mentre cercavamo di stare in allerta. La linea telefonica non funziona bene, né quella mobile né quella fissa. Per ora non vi sono danni alla casa. Per tutta la notte siamo dovuti entrare e uscire di casa. Spero che questa email vi arrivi. Taler, 40 km a nord, ha subito gravi danni e un ponte è crollato. Ho sentito che la maggior parte della città è stata rasa al suolo e siccome c’è un solo medico lì, i feriti sono stati mandati a Tachilek, ma in numero superiore a quelli che può accogliere. Almeno 80 i morti. Ancora nessun dettaglio. Vi sono sicuramente molti feriti. L’epicentro era intorno a Merng Lain, 59 km a nord di Maesai, secondo quanto riportato dalle notizie. Si sentono ancora scosse di assestamento.</p></blockquote>
<p>Il blog <em>akm-kuntha</em> ha pubblicato delle <a title="vai al blog" href="http://akm-kuntha.blogspot.com/2011/03/blog-post_2303.html">foto</a> che testimoniano i danni subiti dalle strade di Tarle, una città che dista 20 miglia da Tarchileik.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://akm-kuntha.blogspot.com/2011/03/blog-post_2303.html"><img class="aligncenter size-medium wp-image-211581" title="I danni alla strada di Tarle" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/03/tarle-375x281.jpg" alt="" width="375" height="281" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://akm-kuntha.blogspot.com/2011/03/blog-post_2303.html"><img class="aligncenter size-medium wp-image-211582" title="I danni al ponte di Tarle" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/03/tarle-bridge-375x281.jpg" alt="" width="375" height="281" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://akm-kuntha.blogspot.com/2011/03/blog-post_2303.html"><img class="aligncenter size-medium wp-image-211596" title="Danni a un'abitazione a Tarle" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/03/tarle-house-375x281.jpg" alt="" width="375" height="281" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://akm-kuntha.blogspot.com/2011/03/blog-post_2303.html"><img class="aligncenter size-medium wp-image-211588" title="Danni a una strada a Tarle" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/03/tarle-road-375x281.jpg" alt="" width="375" height="281" /></a></p>
<p>Anche <em>Democratic Voice of Burma</em> ha <a title="vai al post" href="http://www.dvb.no/news/quake-toll-hits-75-images-emerge/14950">pubblicato</a> delle immagini del terremoto. Di seguito alcune reazioni su twitter da Yangon:</p>
<blockquote><p><a href="http://twitter.com/ascmmr/statuses/51184709727817728">@ascmmr:</a> Cari fan, spero non vi sia successo nulla, se avete sentito il terremoto del 24 marzo 2011 8:25 pm</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://twitter.com/minnyoonthit/statuses/51152386835746816">@minnyoonthit</a>: terremoto provoca gravi danni nello Shan settentrionale, area di Tachileik (oltre 100 morti, molti i feriti.</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://twitter.com/blacksumo/statuses/50922895333011456">@blacksumo</a>: Cavoli, c’è stato davvero il terremoto?? Pensavo che mia zia se lo fosse immaginato…</p></blockquote>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/mong/' title='elenca tutti gli articoli di Mong Palatino'>Mong Palatino</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/laurad/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Laura Diel'>Laura Diel</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2011/03/25/myanmar-photos-of-earthquake-disaster/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/03/myanmar-foto-e-commenti-sul-disastro-sismico-terza-catastrofe-in-tre-anni/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F03%2Fmyanmar-foto-e-commenti-sul-disastro-sismico-terza-catastrofe-in-tre-anni%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F03%2Fmyanmar-foto-e-commenti-sul-disastro-sismico-terza-catastrofe-in-tre-anni%2F&#038;text=Myanmar%3A+foto+e+commenti+sul+disastro+sismico%2C+terza+catastrofe+in+tre+anni&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F03%2Fmyanmar-foto-e-commenti-sul-disastro-sismico-terza-catastrofe-in-tre-anni%2F&#038;title=Myanmar%3A+foto+e+commenti+sul+disastro+sismico%2C+terza+catastrofe+in+tre+anni' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F03%2Fmyanmar-foto-e-commenti-sul-disastro-sismico-terza-catastrofe-in-tre-anni%2F&#038;title=Myanmar%3A+foto+e+commenti+sul+disastro+sismico%2C+terza+catastrofe+in+tre+anni' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F03%2Fmyanmar-foto-e-commenti-sul-disastro-sismico-terza-catastrofe-in-tre-anni%2F&#038;title=Myanmar%3A+foto+e+commenti+sul+disastro+sismico%2C+terza+catastrofe+in+tre+anni' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F03%2Fmyanmar-foto-e-commenti-sul-disastro-sismico-terza-catastrofe-in-tre-anni%2F&#038;title=Myanmar%3A+foto+e+commenti+sul+disastro+sismico%2C+terza+catastrofe+in+tre+anni' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Egitto: di nuovo online, un autore di Global Voices racconta la sua storia</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2011/02/egitto-di-nuovo-online-un-autore-di-global-voices-racconta-la-sua-storia/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2011 05:30:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Diel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>
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		<category><![CDATA[Protesta]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Il blackout di Internet ha spinto molti egiziani a scendere in strada: tra loro  anche Tarek Amr, che ci racconta la sua storia - condividendo le sensazioni comuni dei manifestanti, quali insicurezza, attesa e anche confusione. E conclude: "Non c'è ancora nulla di certo, ma di una cosa sono sicuro: l’Egitto è cambiato."]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="vai al profilo dell’autore" href="http://globalvoicesonline.org/author/tarek-amr/">Tarek Amr</a> <em>[en, come gli altri link dell&#39;articolo, tranne ove diversamente segnalato]</em>, che fa parte del team di Global Voices in Egitto, è rimasto offline dal 26 gennaio, quando il governo egiziano <a title="vai al post di GV in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/01/egitto-bloccato-laccesso-a-internet/">ha bloccato la maggior parte dei server Internet</a> [it].</p>
<p>Adesso <a title="vai al post in inglese" href="http://www.renesys.com/blog/2011/02/egypt-returns-to-the-internet.shtml">che ha di nuovo accesso alla rete</a>, <a title="vai al post in inglese" href="http://notgr33ndata.blogspot.com/2011/02/mubaraks-roller-coaster.html">può raccontarci la sua storia</a>:</p>
<blockquote><p>Non ho partecipato al primo giorno della rivolta. Ero un po&#39; spaventato e pensavo che non sarebbe cambiato nulla. Preferisco infatti seguire questo tipo di eventi su twitter e facebook, piuttosto che parteciparvi di persona.</p></blockquote>
<div id="attachment_192052" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><a rel="attachment wp-att-192052" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=192052"><img class="size-medium wp-image-192052" title="Tarek in un recente viaggio a Londra" alt="Tarek in un recente viaggio a Londra" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/02/tarek-amr-375x250.jpg" alt="" width="375" height="250" /></a>
<p class="wp-caption-text">Tarek in un recente viaggio a Londra</p>
</div>
<p>Quando Internet è stato bloccato, Tarek ha però deciso di avventurarsi fuori dalle mura di casa. Ecco il suo racconto:</p>
<blockquote><p>Due giorni dopo il Governo ha bloccato  telefoni cellulari, internet, blackberry e tutti gli altri mezzi di comunicazione. Pensavano di riuscire a impedire alle persone di comunicare e organizzare altre manifestazioni. Ma la verità è che è stato proprio <a href=" http://it.globalvoicesonline.org/2011/01/egitto-bloccato-laccesso-a-internet/">il blackout dell&#39;informazione</a> a spingere me, come migliaia di altre persone, a scendere in strada e partecipare al &#8220;venerdì della rabbia&#8221;.</p></blockquote>
<p>Tarek racconta cosa è successo il 28 gennaio, il &#8220;giorno della rabbia&#8221;:</p>
<blockquote><p>La brutalità della polizia non sembrava aver fine. In diversi luoghi dell’Egitto sono stati usati proiettili di gomma, lacrimogeni e persino proiettili letali. Hanno fatto di tutto per impedire ai protestanti di attraversare i ponti e raggiungere piazza Tahrir. Abbiamo provato vari ponti in diverse aree, ma ovunque la polizia opponeva resistenza, fino a quando è stato annunciato il coprifuoco e ho preferito ritornare a casa insieme a molti altri manifestanti.</p></blockquote>
<div id="attachment_192053" class="wp-caption aligncenter" style="width: 330px"><a rel="attachment wp-att-192053" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=192053"><img class="size-full wp-image-192053 " title="Foto scattata da Tarek" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/02/tareks-photo2.jpg" alt="" width="320" height="240" /></a><p class="wp-caption-text">Un graffito di protesta &quot;Mubarak vattene!&quot;. Foto di Tarek Amr.</p></div>
<p>Tarek descrive un sentimento condiviso da molti egiziani, quello dell&#39;attesa:</p>
<blockquote><p>Nei tre giorni successivi, la polizia e le forze di sicurezza sono sparite dalle strade. I manifestanti sono rimasti in piazza Tahrir a fare appelli per organizzare una marcia di protesta da un milione di persone per il martedì successivo. Le persone rimaste a casa erano terrorizzate, uscivano ogni sera con bastoni e coltelli, trascorrevano le notti in strada per proteggere le proprie case e i negozi. La gente ha anche provveduto da sola alla pulizia delle strade e alla protezione di alcuni edifici governativi e d&#39;interesse nazionale. Durante quei tre giorni, chiunque si fosse recato in piazza Tahrir si sarebbe convinto che era giunta l’ora per Mubarek di fare le valigie e lasciare il palazzo presidenziale, mentre  dalla TV nazionale sembrava che il Presidente si stesse preparando per altri trent’anni di governo.</p></blockquote>
<div id="attachment_192045" class="wp-caption aligncenter" style="width: 330px"><a rel="attachment wp-att-192045" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=192045"><img class="size-full wp-image-192045  " title="foto di Tarek" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/02/tareks-photo.jpg" alt="" width="320" height="240" /></a><p class="wp-caption-text">Foto delle strade del Cairo di Tarek Amr</p></div>
<p>Tarek esprime poi la sensazione di insicurezza che i giorni di rivolta nella sua città natale, il Cairo, gli ha lasciato addosso:</p>
<blockquote><p>Ancora una volta, Mubarak ha suscitato emozioni contrastanti. Dopo il suo discorso ero felice. Sebbene non si fosse dimesso, aveva promesso di non concorrere alle prossime elezioni presidenziali e di consentire al Parlamento di modificare le parti della Costituzione che limitano i candidati presidenziali ai membri del NDP o a quelli approvati dal partito. Ma dopo un po’ mi è venuto il dubbio che si trattasse solo di un’altra manovra di palazzo&#8230;</p></blockquote>
<p>Conclude:</p>
<blockquote><p>Sono ancora confuso. Non so se i manifestanti hanno ottenuto almeno in parte quello che chiedevano o se la rivolta è morta qui. Non sono l’unico ad essere dubbioso, siamo in tanti: alcuni dicono che bisogna rimanere e organizzare un’altra manifestazione il prossimo venerdì, mentre altri chiedono alle gente di tornare a casa e porre fine alle proteste. Non c&#39;è ancora nulla di certo, ma di una cosa sono sicuro, l’Egitto è cambiato. Ricordo ancora le parole di una donna che ho incontrato in piazza Tahrir, e che è riuscita a riassumere tutto in una frase: &#8220;Alcuni giorni fa avevo paura di tutti i poliziotti, e adesso eccomi qui, a protestare contro il capo di Stato&#8221;.</p></blockquote>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/jillian-york/' title='elenca tutti gli articoli di Jillian C. York'>Jillian C. York</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/laurad/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Laura Diel'>Laura Diel</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2011/02/02/egypt-back-online-a-gv-author-shares-his-story/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/02/egitto-di-nuovo-online-un-autore-di-global-voices-racconta-la-sua-storia/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F02%2Fegitto-di-nuovo-online-un-autore-di-global-voices-racconta-la-sua-storia%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F02%2Fegitto-di-nuovo-online-un-autore-di-global-voices-racconta-la-sua-storia%2F&#038;text=Egitto%3A+di+nuovo+online%2C+un+autore+di+Global+Voices+racconta+la+sua+storia&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F02%2Fegitto-di-nuovo-online-un-autore-di-global-voices-racconta-la-sua-storia%2F&#038;title=Egitto%3A+di+nuovo+online%2C+un+autore+di+Global+Voices+racconta+la+sua+storia' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F02%2Fegitto-di-nuovo-online-un-autore-di-global-voices-racconta-la-sua-storia%2F&#038;title=Egitto%3A+di+nuovo+online%2C+un+autore+di+Global+Voices+racconta+la+sua+storia' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F02%2Fegitto-di-nuovo-online-un-autore-di-global-voices-racconta-la-sua-storia%2F&#038;title=Egitto%3A+di+nuovo+online%2C+un+autore+di+Global+Voices+racconta+la+sua+storia' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F02%2Fegitto-di-nuovo-online-un-autore-di-global-voices-racconta-la-sua-storia%2F&#038;title=Egitto%3A+di+nuovo+online%2C+un+autore+di+Global+Voices+racconta+la+sua+storia' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
</p>]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Buala&#8221;, portale per dar voce alle culture africane contemporanee di lingua portoghese</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Jan 2011 05:30:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Diel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
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		<description><![CDATA[Puntando a “creare nuovi punti di vista, liberi da pregiudizi e preconcetti coloniali”, Marta Lança e Francisca Bagulho raccontano in un'intervista la creazione e il lancio di questo nuovo progetto: "un portale interdisciplinare di riflessione, critica e documentazione" dedicato alla cultura lusofona.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a title="vai al sito" href="http://www.buala.org/">Buala</a> [pt, en, fr] </em>si presenta come<em> </em>“Un portale web interdisciplinare di riflessione, critica e documentazione sulle culture africane contemporanee di lingua portoghese”. In un’intervista a Global Voices le sue creatrici, Marta Lança e Francisca Bagulho, discutono le basi e le origini di uno spazio che affronta temi culturali, storici, politici e artistici in generale, nonché relazionati con la città, spazio per eccellenza del “mutamento costante” e palcoscenico della cultura contemporanea.</p>
<div id="attachment_14381" class="wp-caption aligncenter" style="width: 541px"><a href="http://www.buala.org/"><img class="size-full wp-image-14381  " title="La homepage di Buala.org" src="http://pt.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/01/Screen-shot-2011-01-14-at-03.14.49.png" alt="La homepage di Buala.org" width="531" height="295" /></a><p class="wp-caption-text">Buala.org</p></div>
<p>Queste due portoghesi, che hanno alle spalle diversi anni di esperienza nella produzione culturale in Africa, hanno lanciato nel 2010 un “progetto globale” allo scopo di “[diffondere] l&#39;operato di diversi &#8216;creatori di cultura&#39; africani, e consentire di “scoprirne molti altri.” Dopo aver presentato il progetto a Maputo, in Luanda, e aver studiato i casi di Capo Verde e del Portogallo, le due hanno fondato un’associazione culturale. Ottenuti i primi finanziamenti, hanno subito cominciato a raccogliere articoli “nei quali sono essenziali la qualità e un certo equilibrio tematico (&#8230;). In seguito il nostro lavoro è stato quello di mantenere quotidianamente lo stesso livello di interesse”.</p>
<p>Marta e Francisca hanno così dato vita a <em>Buala</em>, uno “spazio indipendente”, un “contenitore di articoli lunghi e approfonditi, che trattano di opere serie e complesse pur senza dimenticare mai l&#39;ironia, le culture urbane della gioventù africana e della diaspora, e le persone che studiano l&#39;Africa libere da interpretazioni fantasiose e folli pregiudizi storici, che desiderano contribuire alla riflessione con e sul continente”. Il sito è disponibile in portoghese, francese e inglese, e si rivolge a un pubblico internazionale che forse solo ora, per la prima volta, riesce ad accedere alla cultura e alle esperienze lusoafricane contemporanee. Proprio perché “si propone di promuovere la conoscenza reciproca e costruire ponti”, <em>Buala</em> si caratterizza come progetto bidirezionale.</p>
<p>Dal momento che l&#39;area geografica coperta da <em>Buala</em> viene determinata dai contributi testuali e visivi che vengono inviati dagli utenti, chi visita il sito ha la sensazione che [le differenze interne] all’Africa (e non solo quella lusofona), una volta abbandonati i confini continentali, si appiattiscano in un unicum indistinto. “L&#39;Africa, storicamente, è un continente di migrazioni. L’impatto del traffico di schiavi verso le Americhe e della tarda decolonizzazione si riflettono negli ambiti culturali e sociali che attraversano i diversi contesti geografici, ed è su questi che vale la pena discutere e riflettere.”</p>
<p>L&#39;Africa contemporanea è pertanto intesa nella sua transnazionalità.</p>
<div id="attachment_14385" class="wp-caption aligncenter" style="width: 325px"><a href="http://www.buala.org/"><img class="size-full wp-image-14385   " title="La testata di Buala" src="http://pt.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/01/buala_gr.jpg" alt="" width="315" height="85" /></a><p class="wp-caption-text">Nella lingua quimbundo la parola “bwala” significa casa, villaggio, comunità dove avvengono gli incontri. La decisione di usare un’ortografia diversa, “Buala”, non è dovuta a motivi grafici, ma “per la specifica volontà di non usare una parola propria della lingua quimbundo, poiché lavoriamo in un contesto più internazionale.”</p></div>
<p><strong>Global Voices Online: Raccontateci qualcosa del progetto <em>Buala</em>. Come è nata l’idea?</strong></p>
<p>Buala: L’idea è nata dalla constatazione della scarsità in Africa e nell&#39;intera diaspora africana di studi e divulgazioni dei fenomeni culturali contemporanei che non fossero appesantite dalla nostalgia o dalle prospettive unilaterali che avevano caratterizzato per così tanti anni lo studio del nostro panorama culturale. Inoltre, avvertivamo come molta della conoscenza prodotta sull’Africa non arrivasse ai Paesi africani, né circolasse in modo adeguato tra le persone coinvolte in tale produzione. Sono numerosi gli argomenti, le persone e i fenomeni culturali che meritano di essere trattati in articoli approfonditi, ma che non dispongono dei canali necessari per consentire il dialogo e lo scambio culturale sia entro i Paesi della CPLP (Comunità di Paesi di Lingua Portoghese) che tra questi e il resto del mondo. Abbiamo pensato che Internet sarebbe potuto diventare lo strumento più adatto a diffondere e ampliare questo potenziale, soprattutto tra i giovani; al momento, senza sostenere grandi spese, riusciamo ad avere una media di 500 lettori al giorno.</p>
<p><strong>GVO: Nonostante la diversità tematica degli articoli pubblicati su <em>Buala</em>, appaiono evidenti due costanti: la lingua portoghese e la cultura lusofona&#8230;</strong></p>
<p>B: La lusofonia, della quale si discute ampiamente in tutti i Paesi di lingua portoghese, non implica una conoscenza integrata delle realtà e delle culture delle realtà differenti. <em>Buala</em> cerca di far dialogare queste persone, cercando però di non cadere nella trappola del &#8220;discorso lusofono&#8221;, in particolar modo di quello proveniente dal Portogallo, che molto spesso riverbera il passato. Molte persone visitano questo spazio; condividiamo una lingua comune e realtà interconnesse; ci sentiamo a casa in tutti questi Paesi, ma, a dire il vero, non c&#39;è molta comprensione reciproca, né esistono casi evidenti di artisti di diversi Paesi che riescono a promuovere i propri lavori.</p>
<div id="attachment_14396" class="wp-caption aligncenter" style="width: 541px"><a href="http://www.buala.org/pt/a-ler/lusofonia-identidade-e-diversidade-na-sociedade-em-rede"><img class="size-full wp-image-14396  " title="Buala: Identità e Diversità" src="http://pt.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/01/buala-diversidade.jpg" alt="Buala: Identità e Diversità " width="531" height="377" /></a><p class="wp-caption-text">&quot;È importante comunicare con la dinamica dei Paesi lusofoni e le loro specifiche particolarità, per rafforzare l’unione, ma non trattare la loro unità come un blocco omogeneo.&quot; Immagine di Antonio Ole apparsa a corredo dell’articolo intitolato &quot;Lusofonia, identità e diversità nella società della rete&quot;</p></div>
<p>Siamo riusciti a vedere i vantaggi insiti in un dialogo sulle diverse prospettive, nell&#39;interesse della condivisione, perché abbiamo una visione generale e al contempo specifica di questi Paesi, delle loro frustrazioni, di ciò che può infastidirli, delle tendenze in atto, di ciò da cui dipendono, dei desideri diffusi, delle pratiche culturali e delle figure che compongono i loro panorami culturali. In particolare, crediamo che esista una nuova generazione che può vivere queste realtà, e che oltre a interiorizzare ed esprimere posizioni de-colonizzate è in grado di includere nella propria cultura anche elementi esterni.</p>
<p>È con queste nuove prospettive e mete che siamo interessati a lavorare senza mistificazioni e senza escludere un approccio post coloniale nell’analisi delle relazioni passate per comprendere quelle presenti. Cerchiamo di fare in modo che lo “spazio della lingua portoghese” non sia più una specie di bolla isolata separata dal resto dell’Africa. Vogliamo dare un contributo affinché i Paesi lusofoni osservino e partecipino a quello che succede nel resto dell’Africa, cosa che a volte non avviene; l’Angola e Capo Verde, ad esempio, comunicano molto di più con il Brasile e il Portogallo che con gli altri Paesi africani. Potremmo affermare lo stesso dello scarso interesse culturale dell’Africa e del mondo verso questi Paesi.</p>
<p>A livello linguistico, siamo interessati ad analizzare le diversità della lingua portoghese, mostrando la varietà di espressioni, gerghi, lessici e varianti di questa lingua dotata di una grande capacità di trasformazione. Invitiamo autori mozambicani, brasiliani, angolani, capoverdiani e portoghesi, e il loro modo di scrivere ci consente di comprendere il pensiero e la cultura dei relativi Paesi, nonché i loro punti di riferimento; oppure, nel caso delle persone che hanno lasciato il proprio Paese di origine, della mescolanza prodotta dalla “diaspora permanente”. Molti autori africani partecipano a <em>Buala</em> perché vogliono contribuire a dare maggiore visibilità a quei lavori che stimolano i giovani a sviluppare un pensiero critico.</p>
<p><strong>GVO: Quali sono i lettori di <em>Buala</em>? Mirate ad ampliare il vostro pubblico?</strong></p>
<p>B: <em>Buala</em> è un portale web interdisciplinare di riflessione, critica e documentazione sulle culture africane contemporanee di lingua portoghese. Abbiamo constatato l&#39;esistenza di progetti simili in francese, inglese, tedesco, e così via, ma anche che il materiale pubblicato in portoghese era davvero limitato. Tali progetti si concentrano in particolare sui Paesi africani di lingua francese e inglese, mentre scarseggiano gli articoli sui Paesi africani di lingua portoghese. Vogliamo proporre una piattaforma per articoli di riflessione e critica che riflettano questa cultura contemporanea all&#39;interno di uno “spazio di lingua portoghese&#8221; realizzato in modo integrato e  contestualizzato, che includa le riflessioni che emergono da altri Paesi e autori. Pertanto, <em>Buala</em> si propone, da un lato, di apportare riflessioni e tradurle - per il momento, solo in francese e inglese, le due lingue che ci sembrano le più importanti e traducibili – e, dall’altro lato, tradurre in portoghese alcune delle più rilevanti discussioni sulla cultura africana contemporanea.</p>
<p>Questa attività di traduzione ci consente senza dubbio di divulgare meglio gli articoli e gli argomenti discussi a livello internazionale. Sebbene sia sempre interessante ampliare il pubblico di lettori, al momento non è possibile tradurre i nostri articoli verso altre lingue, ma siamo convinti che le tre versioni attualmente disponibili ci consentano già di comunicare ad ampio raggio.</p>
<div id="attachment_14399" class="wp-caption aligncenter" style="width: 541px"><a href="http://www.buala.org/pt/cidade/luanda-um-estado-de-urgencia"><img class="size-full wp-image-14399   " title=" Foto di Sérgio Pinto Afonso nell’articolo “Luanda, uno stato di urgenza” di Marta Lança " src="http://pt.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/01/buala-descolonizados.jpg" alt=" Buala si propone “di creare nuovi punti di vista, liberi da pregiudizi e preconcetti coloniali”. Foto: " width="531" height="359" /></a><p class="wp-caption-text">Buala si propone “di creare nuovi punti di vista, liberi da pregiudizi e preconcetti coloniali.” Foto: Sérgio Pinto Afonso apparsa a corredo di un articolo intitolato “Luanda, uno stato di urgenza” di Marta Lança</p></div>
<p><strong>GVO: La comunità lusofona dei Paesi africani è ancora in costruzione, costretta ancora ad articolare il suo bisogno di decolonizzazione, o sarebbe contradditorio parlare di cultura e decolonizzazione lusofona, considerando che la lingua portoghese in Africa è un’eredità coloniale, il frutto di un processo di colonizzazione che veniva chiamato “civilizzatore”? In che misura l’Africa contemporanea ha messo in discussione questo aspetto? </strong></p>
<p>B: È, in effetti, innanzitutto necessario riflettere sui significati di questa “comunità in costruzione&#8221;, che viene edificata attivamente e, a volte, altrettanto attivamente respinta; di fatto, in questi Paesi, le identità possibili sono tante, al di là della caratteristica comune della lingua portoghese (che dovrebbe anch’essa essere considerata singolarmente in ogni contesto nazionale). Abbiamo pubblicato diversi articoli su <em>Buala</em> che affrontano in modo nuovo il concetto di cultura lusofona, che cercano di individuare le identità culturali condivise dai vari Paesi, che tracciano paragoni con altri modelli di spazi linguistici, economici e culturali, come per esempio la sfera francofona (che in termini di sforzi culturali e identificazione è completamente diversa), e che perseguono aspetti che meritano di essere sviluppati in tale comunità.</p>
<p>Siamo tutti coscienti di questo attributo molto pericoloso della “civilizzazione&#8221;, risalente all&#39;epoca coloniale ma che è rimasto nella mente delle persone così a lungo a causa dell&#39;idea manipolata dell&#39;eccezionalismo del colonialismo portoghese, mascherata dal luso-tropicalismo e da altre teorie palliative. La cultura lusofona dipende dalla narrazione della peculiarità del colonialismo portoghese, che legittima un determinato tipo di presente. E&#39; per questo che riteniamo necessario raccontare storie alternative, ampliare i nostri riferimenti e pubblicare i testi anticoloniali dei combattenti della Resistenza, quelli dei pensatori della negritudine e dei leader dei movimenti indipendentisti, gli scritti dei poeti e dei filosofi e di tutta un’atmosfera cultuale di quell’epoca; [vogliamo trattarli] da una prospettiva che non sia solo storica, ma che rifletta sulla realtà attuale e che esprima visioni artistiche sovversive, in grado di rivoluzionare i vecchi miti.</p>
<div id="attachment_14400" class="wp-caption aligncenter" style="width: 541px"><a href="http://www.buala.org/pt/da-fala/mahla-dos-mocambicanos-mickey-fonseca-e-pipas-forjaz"><img class="size-full wp-image-14400    " title=" Immagine dal film Mahla" src="http://pt.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/01/buala-cinema.jpg" alt=" Immagine dal film Mahla, dei mozambicani Mickey Fonseca e Pipas Forjaz, nel blog Buala “Dá Fala” (dare voce, pt), sulla cultura contemporanea africana " width="531" height="308" /></a><p class="wp-caption-text">Immagine dal film Mahla, dei mozambicani Mickey Fonseca e Pipas Forjaz, nel blog Buala “Dá Fala” (dare voce, pt), sulla cultura contemporanea africana </p></div>
<p>La lusofonia, a volte, corre il rischio di nascondere un passato violento, un &#8220;politicamente corretto&#8221; condito dalla retorica inebriante dell’interculturalità che ci dà la sensazione di trovarci in uno spazio che si preoccupa realmente delle questioni fondamentali che riguardano la convivenza con l’Altro. Tutto ciò è ipocrita, perché sappiamo che c’è ancora molto razzismo, e non solo in Portogallo. A Capo Verde resiste ancora un profondo razzismo contro gli africani della costa. In Angola, il razzismo è diretto verso i congolesi e permangono irrisolti eterni conflitti tra bianchi, neri e mulatti. In Mozambico, la totale dipendenza dagli aiuti stranieri e dai mercati vicini può indurre disperazione e provocare crisi, <a title="vai al post di GV" href="http://globalvoicesonline.org/2010/09/02/mozambique-violent-unrest-frustration-in-maputo/">come è successo a settembre</a><em> [en, come gli altri link di questo articolo]</em>. São Tomé e Príncipe e la Guinea-Bissau sono ancora poco conosciuti, e hanno urgente bisogno di una maggiore affermazione culturale, di trovare insomma il proprio posto nella scena artistica. Il Brasile esporta la sua cultura in tutto il mondo, ma poco sa di quella degli altri Paesi di lingua portoghese. Date le rispettive posizioni geografiche e gli scambi commerciali preferenziali, questi Paesi hanno altri legami, ma ci interessano esattamente come gli altri.</p>
<p>Pertanto, a parte i punti di contatto dovuti alla storia e alle migrazioni comuni da e verso tali Paesi, ci rifiutiamo di considerare la &#8220;cultura lusofona” come un tutt’uno, come un blocco unico di Paesi. Crediamo in un’unione per rafforzare la lingua e gli scambi culturali, un’unione che ha bisogno di essere promossa meglio (incentivando le borse di studio, <a title="leggi la voce wikipedia sui finanziamenti per artisti" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Artist_in_residence">i finanziamenti per artisti</a>, rendendo meno burocratica la circolazione di arte, cultura e persone, liberandoci di alcuni pregiudizi), ma sempre tenendo in conto le specificità e le diversità di ogni Paese. L’internazionalizzazione ricercata da <em>Buala</em> contribuisce a creare uno spazio dove i Paesi lusofoni sono liberi dalle figure dominanti di ogni capitale, dall’élite culturale, dalla mancanza di una critica costruttiva e di opportunità per le nuove voci. Cerchiamo di ampliare queste visioni faziose e a nostro parere sbagliate con un approccio più intergenerazionale, interdisciplinare e transnazionale.</p>
<div id="attachment_14401" class="wp-caption alignleft" style="width: 329px"><a href="http://www.buala.org/pt/da-fala/curso-de-crioulo"><img class="size-full wp-image-14401    " title="Poster di un corso di lingua creola capoverdiana" src="http://pt.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2011/01/buala-curso-de-criolo.jpg" alt=" Poster di un corso di lingua creola capoverdiana nel blog di Buala “Dá Fala” (dare voce, pt), sulla cultura africana contemporanea " width="319" height="374" /></a><p class="wp-caption-text">Poster di un corso di lingua creola capoverdiana nel blog di Buala “Dá Fala” (dare voce, pt), sulla cultura africana contemporanea</p></div>
<p>L’Africa contemporanea sfida le visioni paternaliste che hanno dominato la produzione artistica sull&#39;intero continente. Diamo priorità alle nuove generazioni africane che, nonostante siano state ostacolate dai conflitti e dalle guerre dei propri Paesi, sono meno vincolate da una mentalità di repressione, e sono in grado di apportare nuove esperienze e modi di pensare e sognare. I figli della generazione di nazionalisti e indipendentisti hanno reso questa eredità un punto di riferimento per le proprie lotte per affrontare le numerose sfide del presente. Africani che vivono all’estero e mantengono un legame con il continente, che riflettono e assumono posizioni interessanti. Contributi di diversi scrittori non africani che si propongono di affrontare l’Africa senza i racconti triti del passato, ma con una curiosità genuina ed eloquente, in contatto con il mondo cosmopolita in cui vivono.</p>
<p>Se i Paesi africani, tuttora in ricostruzione e caratterizzati da molte mancanze – pieni di opportunismo, dai governi locali agli interessi stranieri, eterni complici del sottosviluppo – non scommettono sulla cultura e l’educazione, non saranno in grado di fare un passo fondamentale per un vero gioco di forza tra pari. <em>Buala</em> cerca di contribuire a questo salto qualitativo con gli strumenti a sua disposizione e di creare fin da subito uno spazio di incontro e discussione accessibile a tutti.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://pt.globalvoicesonline.org/author/manuelatenreiro/' title='elenca tutti gli articoli di Manuela Tenreiro'>Manuela Tenreiro</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/laurad/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Laura Diel'>Laura Diel</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://pt.globalvoicesonline.org/2011/01/14/lusofonia-buala-da-fala-sobre-culturas-africanas-contemporaneas/' title='articolo originale  [pt]'>articolo originale  [pt]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/01/buala-portale-per-dar-voce-alle-culture-africane-contemporanee-di-lingua-portoghese/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F01%2Fbuala-portale-per-dar-voce-alle-culture-africane-contemporanee-di-lingua-portoghese%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F01%2Fbuala-portale-per-dar-voce-alle-culture-africane-contemporanee-di-lingua-portoghese%2F&#038;text=%26%238220%3BBuala%26%238221%3B%2C+portale+per+dar+voce+alle+culture+africane+contemporanee+di+lingua+portoghese&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F01%2Fbuala-portale-per-dar-voce-alle-culture-africane-contemporanee-di-lingua-portoghese%2F&#038;title=%26%238220%3BBuala%26%238221%3B%2C+portale+per+dar+voce+alle+culture+africane+contemporanee+di+lingua+portoghese' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F01%2Fbuala-portale-per-dar-voce-alle-culture-africane-contemporanee-di-lingua-portoghese%2F&#038;title=%26%238220%3BBuala%26%238221%3B%2C+portale+per+dar+voce+alle+culture+africane+contemporanee+di+lingua+portoghese' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F01%2Fbuala-portale-per-dar-voce-alle-culture-africane-contemporanee-di-lingua-portoghese%2F&#038;title=%26%238220%3BBuala%26%238221%3B%2C+portale+per+dar+voce+alle+culture+africane+contemporanee+di+lingua+portoghese' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F01%2Fbuala-portale-per-dar-voce-alle-culture-africane-contemporanee-di-lingua-portoghese%2F&#038;title=%26%238220%3BBuala%26%238221%3B%2C+portale+per+dar+voce+alle+culture+africane+contemporanee+di+lingua+portoghese' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Messico: progetto minerario minaccia un&#039;area sacra degli indigeni Huicholes</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2010/12/messico-progetto-minerario-minaccia-unarea-sacra-degli-indigeni-huicholes/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2010/12/messico-progetto-minerario-minaccia-unarea-sacra-degli-indigeni-huicholes/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 28 Dec 2010 04:26:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Diel</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli indigeni messicani Huichol hanno denunciato un progetto minerario canadese che ne sta minacciando uno dei luoghi sacri e che, se completato, potrebbe metterne in pericolo la salute e le riserve d’acqua. Parte l'informazione e l'attivismo online.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_182778" class="wp-caption aligncenter" style="width: 419px"><a href="http://www.flickr.com/photos/ecarsi/2850637885/"><img class="size-full wp-image-182778" title="Huichol" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/12/Imagen-20.png" alt="Huichol: persona nativa del Messico. Immagine di edcarsi su Flickr, ripresa con licenza Creative Commons Attribution-Share Alike" width="409" height="547" /></a></div>
<p>La popolazione indigena messicana degli <a title="vai all’articolo su wiki" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Huicholes">Huicholes (noti anche con il nome di Wixarika)</a> [it] ha denunciato un progetto minerario canadese che ne sta minacciando uno dei luoghi sacri. In occasione della <a title="vai al sito in inglese" href="http://www.cc2010.mx/en/">Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici COP16</a> [en, <em>come tutti i link successivi</em>] svoltasi a Cancun, <a title="vai al blog in inglese" href="http://redroadcancun.com/?p=1380">è stata espressa preoccupazione per le concessioni minerarie canadesi,</a> come scrive BJM sul blog dell’Indigenous Environmental Network <a title="vai al blog in  inglese" href="http://redroadcancun.com/"><em>Red Road Cancun</em></a>:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Una delegazione di indigeni messicani è presente a Cancun per denunciare il progetto minerario  transnazionale della società mineraria First Majestic Silver in un&#39;area naturale protetta di Wirikuta.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo luogo situato nel semideserto di Real de Catorce è sacro per gli indiani Huichol. Si tratta di uno dei principali centri di preghiera per il villaggio indigeno di Wixarica sugli altopiani di San Luis Potosì.</p>
</blockquote>
<p>A tale riguardo, Tracy L. Barnett sulla testata digitale <a title="vai al sito in inglese" href="http://theesperanzaproject.org/"><em>The Esperanza Project</em></a>, scrive <a title="vai all’articolo in inglese" href="http://theesperanzaproject.org/2010/12/from-sierra-to-sea-huicholes-make-their-mark-in-cancun/"> dell&#39;importanza di questa terra</a> per i Wixarika e del loro pellegrinaggio annuale:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Eravamo lì, in primo luogo, per informare il mondo sull&#39;operazione canadese di estrazione mineraria dell&#39;argento che è prevista a Wirikuta, il luogo più sacro del popolo Wixarika, dove, secondo la loro tradizione, è nato il sole. Questo sito è in qualche modo il centro del loro universo, la meta di un pellegrinaggio annuale che risale a centinaia, forse migliaia di anni fa, e che culmina in una serie di cerimonie in cui vengono invocati gli spiriti degli antenati e bilanciate le energie dell’intero pianeta. La società canadese First Majestic Silver Corp ha ottenuto 22 concessioni minerarie, per un totale di 6.326 ettari, molti dei quali si trovano in una riserva ecologica protetta dal governo federale e nel tesoro architettonico UNESCO di Real de Catorce.</p>
<p style="text-align: justify;">
</blockquote>
<p>La rivista online <a title="vai al sito in inglese" href="http://intercontinentalcry.org/"><em>Intercontinental Cry</em></a> ha pubblicato <a title="vai all’articolo in inglese" href="http://intercontinentalcry.org/indigenous-wixarika-people-demand-a-moratorium-on-mining/">un post</a> sulle richieste avanzate dai Wixarika riguardo l&#39;area di Wirikuta, un luogo sacro per i nativi del Messico, e le azioni che sono disposti a intraprendere:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">La santità di Wirikuta è la maggiore preoccupazione della gente Wixarika, ma non è l’unica: nella zona in cui sono state date le concessioni vivono circa 3500 persone, in 16 centri abitati e &#8220;numerose località&#8221;. Se la miniera d&#39;argento entrasse in funzione, tutti potrebbe soffrire carenze d&#39;acqua e problemi di salute moderati o gravi a causa dell&#39;uso di <a title="vai all’articolo su wiki" href=" http://it.wikipedia.org/wiki/Avvelenamento_da_cianuro ">cianuro</a>  [it] da parte della società. L&#39;esposizione al cianuro può causare problemi visivi, grave insufficienza respiratoria, mal di testa e debolezza generale, così come paralisi, arresto cardiaco, convulsioni e morte.</p>
<p>Per questi motivi, i Wixarika sostengono di essere disposti a usare &#8220;tutti i mezzi necessari per fermare questo devastante progetto minerario, ricorrendo a risorse giuridiche nazionali e internazionali che sono a nostro favore, nonché alle necessarie azioni non violente di protesta civile&#8221;.</p></blockquote>
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_182781" class="wp-caption aligncenter" style="width: 580px"><a rel="attachment wp-att-182781" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=182781"><img class="size-full wp-image-182781 " title="Imagen 21" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/12/Imagen-21.png" alt="Immagine di Wirikuta, di David Mannix su Flickr, ripresa con licenza Creative Commons Attribution-Share Alike" width="570" height="426" /></a><p class="wp-caption-text">Wirikuta. Foto di David Mannix su Flickr, ripresa con licenza Creative Commons Attribution-Share Alike</p></div>
<p><a title="vai sito in inglese" href="http://www.culturalsurvival.org/"><em>Cultural Survival</em></a> <a title="vai all’articolo in inglese" href="http://www.culturalsurvival.org/take-action/mexico/background-information">dettaglia poi</a> quali problemi potrebbe comportare questo progetto:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Se questo enorme progetto sarà realizzato, il suo impatto sarà altrettanto enorme. Che si tratti di estrarre il minerale da gallerie o scavare pozzi aperti, la miniera produrrà enormi quantità di scarti che per secoli potrebbero rilasciare acido nell&#39;ambiente e degradare il paesaggio di questa regione che ha come principale fonte di reddito il turismo. Polvere, rumore, erosione, costruzione di strade, inquinamento delle acque e varate minacciano la fauna selvatica e mettono in pericolo la notevole diversità di uccelli della regione, incluse 16 specie minacciate. A preoccupare i contadini della regione è soprattutto l’impatto che la miniera potrà avere sulla falda acquifera del semideserto. Le miniere di queste dimensioni usano in un giorno la stessa quantità di acqua che una famiglia di contadini consumerebbe in 25 anni.</p>
</blockquote>
<p><em>Cultural Survival</em> suggerisce infine <a title="vai all’articolo in inglese" href="http://www.culturalsurvival.org/take-action/mexico/background-information"> diversi modi per fornire aiuto e aumentare la consapevolezza sul tema</a>, nonché idee su come intervenire facendo leva sull&#39;attivismo online.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/andrea-arzaba/' title='elenca tutti gli articoli di Andrea Arzaba'>Andrea Arzaba</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/laurad/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Laura Diel'>Laura Diel</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2010/12/26/mexico-indigenous-people-denounce-mining-project-on-sacred-site/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/12/messico-progetto-minerario-minaccia-unarea-sacra-degli-indigeni-huicholes/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fmessico-progetto-minerario-minaccia-unarea-sacra-degli-indigeni-huicholes%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fmessico-progetto-minerario-minaccia-unarea-sacra-degli-indigeni-huicholes%2F&#038;text=Messico%3A+progetto+minerario+minaccia+un%26%2339%3Barea+sacra+degli+indigeni+Huicholes&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fmessico-progetto-minerario-minaccia-unarea-sacra-degli-indigeni-huicholes%2F&#038;title=Messico%3A+progetto+minerario+minaccia+un%26%2339%3Barea+sacra+degli+indigeni+Huicholes' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fmessico-progetto-minerario-minaccia-unarea-sacra-degli-indigeni-huicholes%2F&#038;title=Messico%3A+progetto+minerario+minaccia+un%26%2339%3Barea+sacra+degli+indigeni+Huicholes' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fmessico-progetto-minerario-minaccia-unarea-sacra-degli-indigeni-huicholes%2F&#038;title=Messico%3A+progetto+minerario+minaccia+un%26%2339%3Barea+sacra+degli+indigeni+Huicholes' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fmessico-progetto-minerario-minaccia-unarea-sacra-degli-indigeni-huicholes%2F&#038;title=Messico%3A+progetto+minerario+minaccia+un%26%2339%3Barea+sacra+degli+indigeni+Huicholes' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Iran: sotto processo il più giovane blogger mai detenuto</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Nov 2010 04:43:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Diel</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Altro triste primato per il governo iraniano, dopo il primo blogger arrestato della storia, al primo blogger morto in carcere. Il 18enne Navid Mohebbi è detenuto nel carcere della città di Sari, mentre è partita l'ondata di cyber-attivismo in vista del processo a porte chiuse.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il governo iraniano, notoriamente assai attivo nella repressione dei netizen, ha stabilito anche numerosi primati: dal primo blogger arrestato della storia, al primo <a title="vai al post di GV" href=" http://it.globalvoicesonline.org/2009/03/iran-muore-in-carcere-il-blogger-omid-reza-mir-sharif/ ">blogger morto </a>in carcere. Sfortunatamente, adesso può vantare un nuovo record nella lista delle sue azioni repressive: il più giovane blogger incarcerato e processato.</p>
<p><em>Reporter senza frontiere (RSF)</em><a title="vai all’articolo di rsf" href="http://en.rsf.org/iran-world-s-youngest-detained-blogger-18-11-2010,38848.html"> segnala </a>[en, <em>come gli altri link eccetto ove diversamente indicato</em>] che il diciottenne Navid Mohebbi, il più giovane blogger al mondo ad essere arrestato, è attualmente processato a porte chiuse davanti al Tribunale rivoluzionario della città settentrionale di Amol. Il suo difensore non può assistere al processo, iniziato il 14 novembre. Secondo RSF, Mohebbi è stato accusato di “attività contro la sicurezza nazionale” e “di offese contro il fondatore e attuale leader della Repubblica Islamica (…)  su testate straniere.”</p>
<p>Secondo<em> Change for Equality</em>, sito a sostegno dei diritti delle donne, <a title="vai all’articolo del sito" href="http://www.we-change.org/english/spip.php?article782">oltre 250 blogger</a> e attivisti hanno sottoscritto una petizione per il rilascio immediato e incondizionato di Navid Mohebbi.</p>
<p>Sul blog il giovane Navid racconta<a title="vai al blog" href="http://navidmohebbi3.blogfa.com/88062.aspx"> la sua vita e le sue idee</a> [fa]. Nel 2009 parlava delle attività sportive, della vita scolastica e di una piccola operazione chirurgica subita al naso. Spiegava come lui e i suoi amici avessero studiato con impegno per superare gli esami di ammissione all’università e segnalava le sue letture: libri sulla disobbedienza civile, la democrazia e  <a title="vai all’articolo wiki in italiano" href=" http://it.wikipedia.org/wiki/Il_secondo_sesso">“Il Secondo Sesso”</a> di Simone de Beauvoir.</p>
<p>È stato accettato per studiare scienze politiche presso l’Università di Azad a Tehran. Ora viene detenuto nel carcere  della città di Sari.</p>
<p>A marzo 2009, Navid <a title="vai al blog " href="http://navidmohebbi3.blogfa.com/88113.aspx">scriveva </a> [fa]:</p>
<blockquote><p>&#8230;i servizi segreti di Amol hanno chiamato mio padre per minacciarmi. Queste pressioni sono illegali. Le forze di sicurezza di tutti i Paesi dovrebbero proteggere i cittadini, ma qui stanno facendo esattamente il contrario.</p></blockquote>
<p>In un post pubblicato lo scorso inverno, Navid spiegava di essere stato arrestato per strada senza motivo. Venne rilasciato un paio d’ore più in là, solo dopo aver consegnato il suo indirizzo e-mail e rivelato la password del suo blog. Gli fu anche intimato di presentarsi per un interrogatorio in qualsiasi momento lo avessero chiamato.</p>
<p>Ancora dal <a title="vai al blog" href="http://navidmohebbi3.blogfa.com/post-43.aspx">suo blog</a> [fa]:</p>
<blockquote><p>La legge è quello che il tuo interrogatore decide che sia. La sentenza finale dipende dal Ministero dei servizi segreti piuttosto che dal sistema giudiziario nazionale… Poi sono tornato a casa, chiedendomi quando le cose potranno cambiare.</p></blockquote>
<p>Purtroppo la risposta alla domanda di Navid è: non così presto.</p>
<p>L’Iran ha una lunga storia di persecuzione contro i blogger, in diverse occasioni <a title="vai al post di GV" href="http://globalvoicesonline.org/2010/09/28/iranderakhshan-sentenced-to-19-5-years-in-prison/">condannati</a> a parecchi anni di prigione e in un caso anche <a title="vai al post di GV" href="http://globalvoicesonline.org/2010/09/13/iran-jailed-blogger-shiva-nazar-ahari-is-freed-on-500000-bail/">alla  fustigazione</a>.</p>
<p>Per saperne di più, si può visitare<a title="vai su threatened voices" href="http://threatened.globalvoicesonline.org/bloggers/iran"> la pagina dedicata all’Iran su <em>Threatened Voices</em></a>.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/hamid-tehrani/' title='elenca tutti gli articoli di Hamid Tehrani'>Hamid Tehrani</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/laurad/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Laura Diel'>Laura Diel</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2010/11/20/iran-worlds-youngest-detained-blogger-on-trial/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/11/iran-sotto-processo-il-piu-giovane-blogger-mai-detenuto/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F11%2Firan-sotto-processo-il-piu-giovane-blogger-mai-detenuto%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F11%2Firan-sotto-processo-il-piu-giovane-blogger-mai-detenuto%2F&#038;text=Iran%3A+sotto+processo+il+pi%C3%B9+giovane+blogger+mai+detenuto&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F11%2Firan-sotto-processo-il-piu-giovane-blogger-mai-detenuto%2F&#038;title=Iran%3A+sotto+processo+il+pi%C3%B9+giovane+blogger+mai+detenuto' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F11%2Firan-sotto-processo-il-piu-giovane-blogger-mai-detenuto%2F&#038;title=Iran%3A+sotto+processo+il+pi%C3%B9+giovane+blogger+mai+detenuto' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F11%2Firan-sotto-processo-il-piu-giovane-blogger-mai-detenuto%2F&#038;title=Iran%3A+sotto+processo+il+pi%C3%B9+giovane+blogger+mai+detenuto' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F11%2Firan-sotto-processo-il-piu-giovane-blogger-mai-detenuto%2F&#038;title=Iran%3A+sotto+processo+il+pi%C3%B9+giovane+blogger+mai+detenuto' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Brasile: reazioni online alla prima Presidente donna: Yes, She Can!</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Nov 2010 04:11:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Diel</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dilma Rousseff è la prima donna a essere eletta presidente del Brasile, e la prima brasiliana in assoluto a entrare nel ristretto gruppo delle 17 leader mondiali. Gioia ed entusiasmo traboccano nella blogosfera al femminile...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_12713" class="wp-caption alignleft" style="width: 252px"><a href="http://abundacanalha.blogspot.com/2010/11/imagem-que-faltava-da-dilma.html"><img class="size-medium wp-image-12713" title="L’immagine che mancava: Dilma" src="http://pt.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/11/dilma-guerreira-com-a-faixa-presidencial-242x300.jpg" alt="L’immagine che mancava: Dilma" width="242" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">L’immagine che mancava: Dilma, la guerriera, con la fascia presidenziale. Dal blog Abundacanalha.</p></div>
<p>Quando <a title="Post di GV in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2010/11/01/brazil-country-elects-first-female-president/">assumerà la Presidenza del Brasile</a>, Dilma Rousseff inaugurerà una nuova era nella storia politica del Paese: sarà la prima donna dopo 35 Presidenti uomini. Dilma sarà anche la prima donna brasiliana, e la diciottesima in assoluto, a entrare nel ristretto gruppo di <a title="vai al sito in inglese" href="http://www.filibustercartoons.com/charts_rest_female-leaders.php">Presidenti e Primi Ministri donne</a> attualmente in carica nel mondo.</p>
<p>Per Adriana <a title="Post in portoghese" href="http://www.psicologiadialetica.com/2010/11/dilma-roussef-uma-mulher-na-presidencia.html">Tanese Nogueira</a> [pt] questo momento storico è sicuramente un segno di cambiamento dalla portata non ancora quantificabile. Secondo la blogger solo il tempo dimostrerà la centralità  di quest&#39;evento:</p>
<blockquote><p>È importante sottolineare il profondo simbolismo di questa elezione: la più alta carica del Paese è stata assunta da una donna, e non una donna qualunque, ma una donna che ha partecipato alla resistenza armata contro la dittatura militare. È grandioso.</p>
<p>Tutte le donne coscienziose di questo Paese hanno gli occhi puntati su Dilma nella speranza che porti giustizia per le donne brasiliane e si dimostri una donna forte, coraggiosa e intelligente.</p>
<p>La sinistra e tutti gli oppositori della dittatura, tutti coloro che apprezzano la democrazia e che non si accontentano di ruoli convenzionali e del denaro nelle proprie tasche, guardano con orgoglio questa elezione.</p></blockquote>
<p><a title="Post in portoghese"  href="http://cynthiasemiramis.org/2010/10/31/brasil-elege-dilma-a-primeira-presidenta/">Cynthia Semirames</a> [pt] ha colto l’occasione per tracciare la storia politica del Brasile da un punto di vista femminista, ricordando ai lettori come negli anni ’20, quando nacque sua nonna, le donne non potevano votare, un diritto concesso solo nel 1932. Per Cynthia, l’elezione di Dilma è una ventata di speranza per molte donne brasiliane:</p>
<blockquote><p>È interessante notare come la prima donna a raggiungere la presidenza del Brasile non provenga da un contesto politico (una delle aree più maschiliste che esistano): si è distinta ed è stata scelta come candidata per le sue capacità professionali. È un simbolo di speranza per tante donne che sono delle professioniste eccellenti, ma che si scontrano con un soffitto di vetro, donne il cui lavoro non viene riconosciuto e alle quali non viene permesso di accedere alle cariche sociali più alte.</p>
<p>È meraviglioso sapere che abbiano rotto questo soffitto di vetro ed eletto Dilma Rouseff: una professionista estremamente competente che sarà una presidente di sinistra.</p></blockquote>
<p>I tempi stanno cambiando e sorgono nuovi dubbi: Dilma sarà chiamata “presidente” o “presidenta” [equivalente di presidentessa] ? <a title="Post in portoghese" href="http://www.dzai.com.br/blogdadad/blog/blogdaddad?tv_pos_id=69826">Dad Squarisi</a> [pt] spiega che nei dizionari di lingua portoghese sono presenti entrambi i termini e che in realtà si tratta di una questione femminista. Sottolinea inoltre come fino a poco  fa non ci fosse alcun motivo di preoccuparsi della terminologia:</p>
<blockquote><p>È una questione recente. Fino a qualche anno fa nessuno credeva che una donna sarebbe mai riuscita a indossare la fascia presidenziale verde e gialla. Se ne parlava come di un’ipotesi utopica, qualcosa che non sarebbe mai accaduto… e invece, eccoci qua! È successo! Il numero delle elettrici ha superato quello degli elettori e i candidati hanno iniziato  a contendersi per davvero i voti delle donne.</p></blockquote>
<p>Tornando un po&#39; più indietro nella storia, possiamo vedere come il Brasile abbia in realtà già avuto tre leader donne prima della Proclamazione della Repubblica: la Regina di Portogallo D. Maria I, che regnò il Paese a distanza a partire dal 1777; Maria Leopoldina, moglie di D.Pedro I, che divenne la prima imperatrice del Brasile nel 1822 e la Principessa Isabella che fu la reggente del Paese in assenza del padre. Per <a title="Post in in portoghese"  href="http://viva.mulher.blog.uol.com.br/arch2010-10-16_2010-10-31.html#2010_10-31_12_43_27-132652156-0">Maíra Kubík Mano</a> [pt] il fatto che tutte queste donne provenissero dalla Famiglia Reale Portoghese rafforza l’importanza del fatto che Dilma sia la prima donna eletta dai brasiliani, soprattutto perché si tratta di un Paese dove le donne sono molto poco rappresentate a livello politico e c’è ancora una lunga strada da percorrere in materia di politiche a favore delle donne:</p>
<blockquote><p>Simbolicamente è un fatto incredibile, indipendentemente dalla sua matrice ideologica, soprattutto se consideriamo quanto le donne siano sottorappresentate nella politica nazionale: nell’ultima legislatura eravamo solo l’8,97% della Camera dei Rappresentanti e il 12,34% del Senato, e questi numeri sono diminuiti nel 2010. Se ci basassimo solo su tali cifre, ci sarebbero voluti altri cento anni per ottenere quello che è successo oggi …</p>
<p>Dilma sarà la terza presidente donna del Sud America e sarebbe bene se, sotto certi aspetti, seguisse il loro esempio. Il governo di Michelle Bachelet, l’ex presidente del Cile e attuale direttrice dell’ONU per le donne, era composto per il 50% da donne, una misura adottata anche dal presidente boliviano Evo Morales. In Argentina, Cristina Kirchner non solo ha approvato il matrimonio gay, ma anche spinto il Paese verso la de criminalizzazione dell’aborto.</p></blockquote>
<p>Nonostante l&#39;euforia per l&#39;elezione della prima presidente donna, <a title="Post in portoghese" href="http://edipmachado.blogspot.com/2010/11/e-agora-dilma.html">Edi Machado</a> [pt] ritiene che non si sia realmente verificato un cambiamento di mentalità nella popolazione e sostiene che il vero candidato delle elezioni sia stato Lula, metre Dilma era solo una candidata di facciata:</p>
<blockquote><p>Colpa di Dilma? No, niente affatto, solo credo che il vero vincitore sia stato Lula. Penso che non si possa negare che nei limiti di ciò che era “legalmente permesso”, Lula abbia fatto quello che si era proposto nelle numerose candidature fino ad essere eletto nel 2002 e rieletto nel 2006 e mi permetto di dire che è stato rieletto adesso nel 2010. Sì, perché [Dilma] ha vinto solo perché aveva tutto l’appoggio di Lula… Adesso possiamo solo sperare e pregare affinché Dio accompagni la nostra prima presidentessa in tutte le sue decisioni, e se non è troppo che l’aiuti a essere una buona presidente per il bene di tutta questa immensa nazione.</p></blockquote>
<div id="attachment_12719" class="wp-caption alignright" style="width: 235px"><a href="http://www.flickr.com/photos/isaacribeiro/5138173545/"><img class="size-medium wp-image-12719" title="Celebrazione nelle strade di Natal, Rio Grande do Norte" src="http://pt.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/11/5138173545_e703ebe7eb-225x300.jpg" alt="Celebrazione nelle strade di Natal, Rio Grande do Norte" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Celebrazione nelle strade di Natal, Rio Grande do Norte. Foto di Isaac Ribeiro con licenza Creative Commons Attribution Share Alike.</p></div>
<p>D’altra parte, <a title="Post in portoghese"  href="http://conversademenina.wordpress.com/2010/11/01/breve-comentario-sobre-a-eleicao-de-dilma/">Alane Virgínia</a> [pt] concorda che il consenso ottenuto alle urne dalla candidata sostenuta dal Presidente dimostra l’approvazione della popolazione nei confronti del governo di Lula, ma non crede che la gente abbia votato Dilma solo perché era la protetta del Presidente. La blogger ritiene che il risultato sia una dimostrazione della volontà della nazione di mantenere la sinistra al potere:</p>
<blockquote><p>Per come la vedo io, chi ha votato per Dilma vuole che la leadership del Paese continui a seguire la linea sviluppata da Lula. La nostra scelta è stata dettata dal rischio; abbiamo votato Dilma nella speranza che continui essenzialmente il modello di governo di Lula.</p>
<p>No, non credo che la popolazione abbia votato una sconosciuta. Credo che le persone abbiano votato per una ideologia, per quanto fragile possa essere. È stato un voto di fiducia.</p></blockquote>
<p>Nonostante le numerose reazioni positive ed entusiaste per l’elezione di Dilma, il Brasile è stato inondato da  <a title="Video su youtube" href="http://www.youtube.com/watch?v=tCORsD-hx0w">commenti xenofobi</a> [pt], che hanno invaso la rete già durante il conteggio dei voti. Molti elettori insoddisfatti hanno “accusato” i poveri, gli abitanti del Nord-est e le persone con un basso livello di istruzione per il risultato “sfavorevole” dell’elezione. <a title="Post in portoghese" href="http://escrevalolaescreva.blogspot.com/2010/11/o-odio-sera-tua-heranca.html">Lola Aronovich</a> [pt] afferma che alla radice di tale reazione c’è stata la mancanza di amore per il proprio Paese da parte del candidato di opposizione:</p>
<blockquote><p>Un blog di estrema destra ha spiegato la sconfitta di Serra con discorsi incredibilmente razzisti: l’evoluzione ha diviso il mondo in persone civilizzate (europei e statunitensi bianchi) e selvaggi (africani, indigeni e i suoi discendenti, definiti botocudos [dispregiativo per le persone indigene]). Noi brasiliani saremmo nella parte retrograda, con un cervello letteralmente più piccolo, secondo il fascistoide. E dovremmo copiare il sistema elettorale americano perché il fatto che la maggioranza della popolazione voti il proprio presidente va bene solo quando vinciamo. Un altro blog ha chiesto tolleranza zero al nuovo governo e che l’onda blu (quale onda blu, ci potremmo chiedere) attacchi con l&#39;impeto di uno tsunami devastante. E stanno già lanciando il loro grido di guerra, ancora prima che la Presidente abbia assunto il suo carico:  “Fuori Dilma!”</p></blockquote>
<p>Affrontare la sfiducia e i pregiudizi di una parte della popolazione e la ferocità di una stampa che si è sempre <a title="Post su GV in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/05/07/brazil-the-character-assassination-of-a-presidential-candidate/">schierata contro</a> [en] saranno alcune delle sfide che dovrà affrontare il governo Dilma. Potrà forse usare la sua sensibilità femminile per superare queste sfide? Un’elettrice dell’opposizione, <a title="Post in portoghese" href="http://conduarte.blogspot.com/2010/11/dilma-e-longa-campanha.html">Conceição Duarte</a> [pt] chiede alla Presidente di non farsi distrarre da tutto ciò e di non dimenticarsi che il Brasile “è grande, bello e generoso” e che tutti i suoi abitanti “sono anche pieni di sogni”:</p>
<blockquote><p>Noi, il popolo brasiliano, vogliamo salute, pace, sicurezza, alloggi, lavoro. E fra l’altro un trasporto pubblico migliore. Acquedotti e fogne, meno tasse, opportunità per tutti, la parità per le donne che lavorano al fianco degli uomini, ma guadagnano meno. Scuole, educazione di qualità e tante altre cose per la nostra vita quotidiana …. Come donna, madre e nonna spero che rispetti i milioni di voti che ha ricevuto. Le auguro fortuna, salute e spero che non ci dimentichi!</p></blockquote>
<p>Una settimana dopo le elezione, le donne brasiliane continuano a gridare in coro: <strong>yes, she can.</strong></p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://pt.globalvoicesonline.org/author/paulagoes/' title='elenca tutti gli articoli di Paula Góes'>Paula Góes</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/laurad/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Laura Diel'>Laura Diel</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://pt.globalvoicesonline.org/2010/11/08/brasil-blogueiras-falam-da-primeira-presidenta-sim-ela-pode/' title='articolo originale  [pt]'>articolo originale  [pt]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/11/brasile-reazioni-online-alla-prima-presidente-donna-yes-she-can/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F11%2Fbrasile-reazioni-online-alla-prima-presidente-donna-yes-she-can%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F11%2Fbrasile-reazioni-online-alla-prima-presidente-donna-yes-she-can%2F&#038;text=Brasile%3A+reazioni+online+alla+prima+Presidente+donna%3A+Yes%2C+She+Can%21&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F11%2Fbrasile-reazioni-online-alla-prima-presidente-donna-yes-she-can%2F&#038;title=Brasile%3A+reazioni+online+alla+prima+Presidente+donna%3A+Yes%2C+She+Can%21' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F11%2Fbrasile-reazioni-online-alla-prima-presidente-donna-yes-she-can%2F&#038;title=Brasile%3A+reazioni+online+alla+prima+Presidente+donna%3A+Yes%2C+She+Can%21' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F11%2Fbrasile-reazioni-online-alla-prima-presidente-donna-yes-she-can%2F&#038;title=Brasile%3A+reazioni+online+alla+prima+Presidente+donna%3A+Yes%2C+She+Can%21' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F11%2Fbrasile-reazioni-online-alla-prima-presidente-donna-yes-she-can%2F&#038;title=Brasile%3A+reazioni+online+alla+prima+Presidente+donna%3A+Yes%2C+She+Can%21' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Argentina: il Senato approva il matrimonio omosessuale</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2010/07/argentina-il-senato-approva-il-matrimonio-omosessuale/</link>
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		<pubDate>Sat, 17 Jul 2010 23:56:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Diel</dc:creator>
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		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=22136</guid>
		<description><![CDATA[Ecco il primo Paese latinoamericano a legalizzare il matrimonio (e l’adozione) tra persone dello stesso sesso. Gran festa su Twitter e blogosfera -- pur se non mancano i delusi, soprattuto nel giro della Chiesa cattolica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Articolo in inglese" href="http://www.nytimes.com/2010/07/16/world/americas/16argentina.html">Il Senato argentino ha varato </a> [en, <em>come tutti gli altri link salvo ove diversamente indicato</em>] una legge che riconosce <a title="Articolo in inglese" href="http://www.buenosairesherald.com/BreakingNews/View/39369">alle coppie omosessuali il diritto al matrimonio</a> e, tra le altre cose, anche all’adozione.  Con questa misura, l’Argentina diventa <a title="Articolo in inglese" href="http://latimesblogs.latimes.com/laplaza/2010/07/argentina-same-sex-gay-marriage.html">il primo Paese latinoamericano</a> a legalizzare il matrimonio tra persone dello stesso sesso. La legge è stata approvata con il voto individuale dei senatori di diversi partiti politici; questi ultimi hanno lasciato ai singoli senatori la facoltà di approvare o respingere la legge.</p>
<p>L’argomento è stato ampiamente dibattuto su Twitter, dove l’hashtag #matrimoniogay è stato per molte ore un <em>trending topic</em>, ovvero uno dei termini più rilanciati a livello mondiale. Non mancano certo i tweet sull’argomento, molti dei quali proposti da utenti latinoamericani. Ecco una breve selezione di messaggi a favore della norma:</p>
<p><!-- http://twitter.com/DiegoF/status/18605576901 --><br />
<style type='text/css'>.bbpBox18605576901 {background:url(http://s.twimg.com/a/1279056489/images/themes/theme1/bg.png) #9ae4e8;padding:20px;} p.bbpTweet{background:#fff;padding:10px 12px 10px 12px;margin:0;min-height:48px;color:#000;font-size:18px !important;line-height:22px;-moz-border-radius:5px;-webkit-border-radius:5px} p.bbpTweet span.metadata{display:block;width:100%;clear:both;margin-top:8px;padding-top:12px;height:40px;border-top:1px solid #fff;border-top:1px solid #e6e6e6} p.bbpTweet span.metadata span.author{line-height:19px} p.bbpTweet span.metadata span.author img{float:left;margin:0 7px 0 0px;width:38px;height:38px} p.bbpTweet a:hover{text-decoration:underline}p.bbpTweet span.timestamp{font-size:12px;display:block}</style>
<div class='bbpBox18605576901'>
<p class='bbpTweet'>A los creyentes: ya está, si dios permitió que se apruebe es porque no tiene problemas con el <a href="http://twitter.com/search?q=%23matrimoniogay" title="#matrimoniogay" class="tweet-url hashtag" rel="nofollow">#matrimoniogay</a> así que aflojen con el rezo<span class='timestamp'><a title='Thu Jul 15 14:21:57 +0000 2010' href='http://twitter.com/DiegoF/status/18605576901'>less than a minute ago</a> via web</span><span class='metadata'><span class='author'><a href='http://twitter.com/DiegoF'><img src='http://a0.twimg.com/profile_images/40184732/Nirvana_Nevermind_Front_normal.jpg' /></a><strong><a href='http://twitter.com/DiegoF'>Diego Faur</a></strong><br />DiegoF</span></span></p>
</div>
<p> <!-- end of tweet --></p>
<div class="translation">Ai credenti: suvvia, se Dio ha lasciato approvare questa legge, vuol dire che non ha problemi con il #matrimoniogay, quindi basta con le preghiere.</div>
<p><!-- http://twitter.com/Agustiina/status/18605352980 --><br />
<style type='text/css'>.bbpBox18605352980 {background:url(http://s.twimg.com/a/1278724399/images/themes/theme10/bg.gif) #642D8B;padding:20px;} p.bbpTweet{background:#fff;padding:10px 12px 10px 12px;margin:0;min-height:48px;color:#000;font-size:18px !important;line-height:22px;-moz-border-radius:5px;-webkit-border-radius:5px} p.bbpTweet span.metadata{display:block;width:100%;clear:both;margin-top:8px;padding-top:12px;height:40px;border-top:1px solid #fff;border-top:1px solid #e6e6e6} p.bbpTweet span.metadata span.author{line-height:19px} p.bbpTweet span.metadata span.author img{float:left;margin:0 7px 0 0px;width:38px;height:38px} p.bbpTweet a:hover{text-decoration:underline}p.bbpTweet span.timestamp{font-size:12px;display:block}</style>
<div class='bbpBox18605352980'>
<p class='bbpTweet'>Haber despertado con la noticia de la aprobación del <a href="http://twitter.com/search?q=%23matrimoniogay" title="#matrimoniogay" class="tweet-url hashtag" rel="nofollow">#matrimoniogay</a> me hace sentir orgullosa de vivir en un país que busca la igualdad<span class='timestamp'><a title='Thu Jul 15 14:18:49 +0000 2010' href='http://twitter.com/Agustiina/status/18605352980'>less than a minute ago</a> via web</span><span class='metadata'><span class='author'><a href='http://twitter.com/Agustiina'><img src='http://a1.twimg.com/profile_images/1033691626/d4c36fcc-b29c-4153-9fb5-015085d4edd7_normal.png' /></a><strong><a href='http://twitter.com/Agustiina'>Agustina</a></strong><br />Agustiina</span></span></p>
</div>
<p> <!-- end of tweet --></p>
<div class="translation">Mi sono svegliata con la notizia dell’approvazione del  #matrimoniogay, ciò mi rende orgogliosa di vivere in un Paese che persegue l’uguaglianza.</div>
<p><!-- http://twitter.com/politikaetc/status/18583950473 --><br />
<style type='text/css'>.bbpBox18583950473 {background:url(http://a1.twimg.com/profile_background_images/37734610/mai_68_small.jpg) #000105;padding:20px;} p.bbpTweet{background:#fff;padding:10px 12px 10px 12px;margin:0;min-height:48px;color:#000;font-size:18px !important;line-height:22px;-moz-border-radius:5px;-webkit-border-radius:5px} p.bbpTweet span.metadata{display:block;width:100%;clear:both;margin-top:8px;padding-top:12px;height:40px;border-top:1px solid #fff;border-top:1px solid #e6e6e6} p.bbpTweet span.metadata span.author{line-height:19px} p.bbpTweet span.metadata span.author img{float:left;margin:0 7px 0 0px;width:38px;height:38px} p.bbpTweet a:hover{text-decoration:underline}p.bbpTweet span.timestamp{font-size:12px;display:block}</style>
<div class='bbpBox18583950473'>
<p class='bbpTweet'>Que bonito! parabéns, Argentina. Grande exemplo pra América Latina. <a href="http://twitter.com/search?q=%23matrimoniogay" title="#matrimoniogay" class="tweet-url hashtag" rel="nofollow">#matrimoniogay</a><span class='timestamp'><a title='Thu Jul 15 07:09:37 +0000 2010' href='http://twitter.com/politikaetc/status/18583950473'>less than a minute ago</a> via <a href="http://www.tweetdeck.com" rel="nofollow">TweetDeck</a></span><span class='metadata'><span class='author'><a href='http://twitter.com/politikaetc'><img src='http://a3.twimg.com/profile_images/1030395939/Rapha1_normal.jpg' /></a><strong><a href='http://twitter.com/politikaetc'>Raphael Neves</a></strong><br />politikaetc</span></span></p>
</div>
<p> <!-- end of tweet --></p>
<div class="translation">Che bello! Congratulazioni Argentina! Un grande esempio per l’America latina.</div>
<p><!-- http://twitter.com/rianxeiro/status/18605256626 --><br />
<style type='text/css'>.bbpBox18605256626 {background:url(http://s.twimg.com/a/1279171689/images/themes/theme1/bg.png) #9ae4e8;padding:20px;} p.bbpTweet{background:#fff;padding:10px 12px 10px 12px;margin:0;min-height:48px;color:#000;font-size:18px !important;line-height:22px;-moz-border-radius:5px;-webkit-border-radius:5px} p.bbpTweet span.metadata{display:block;width:100%;clear:both;margin-top:8px;padding-top:12px;height:40px;border-top:1px solid #fff;border-top:1px solid #e6e6e6} p.bbpTweet span.metadata span.author{line-height:19px} p.bbpTweet span.metadata span.author img{float:left;margin:0 7px 0 0px;width:38px;height:38px} p.bbpTweet a:hover{text-decoration:underline}p.bbpTweet span.timestamp{font-size:12px;display:block}</style>
<div class='bbpBox18605256626'>
<p class='bbpTweet'>¡Felicidades Argentina! a seguirle el paso a los vecinos&#8230; <a href="http://twitter.com/search?q=%23matrimoniogay" title="#matrimoniogay" class="tweet-url hashtag" rel="nofollow">#matrimoniogay</a> <a href="http://twitter.com/search?q=%23argentina" title="#argentina" class="tweet-url hashtag" rel="nofollow">#argentina</a> Perdieron el mundial pero la ganaron en igualdad<span class='timestamp'><a title='Thu Jul 15 14:17:28 +0000 2010' href='http://twitter.com/rianxeiro/status/18605256626'>less than a minute ago</a> via <a href="http://www.tweetdeck.com" rel="nofollow">TweetDeck</a></span><span class='metadata'><span class='author'><a href='http://twitter.com/rianxeiro'><img src='http://a1.twimg.com/profile_images/804676513/23538_382132184043_503864043_3686141_7149970_n_normal.jpg' /></a><strong><a href='http://twitter.com/rianxeiro'>Javier Alonso</a></strong><br />rianxeiro</span></span></p>
</div>
<p> <!-- end of tweet --></p>
<div class="translation">Congratulazioni Argentina! I vicini dovranno seguire il tuo esempio. Avrete perso il Mondiale, ma avete vinto in uguaglianza.</div>
<p><!-- http://twitter.com/naty_cali/status/18606948581 --><br />
<style type='text/css'>.bbpBox18606948581 {background:url(http://s.twimg.com/a/1278188204/images/themes/theme1/bg.png) #9ae4e8;padding:20px;} p.bbpTweet{background:#fff;padding:10px 12px 10px 12px;margin:0;min-height:48px;color:#000;font-size:18px !important;line-height:22px;-moz-border-radius:5px;-webkit-border-radius:5px} p.bbpTweet span.metadata{display:block;width:100%;clear:both;margin-top:8px;padding-top:12px;height:40px;border-top:1px solid #fff;border-top:1px solid #e6e6e6} p.bbpTweet span.metadata span.author{line-height:19px} p.bbpTweet span.metadata span.author img{float:left;margin:0 7px 0 0px;width:38px;height:38px} p.bbpTweet a:hover{text-decoration:underline}p.bbpTweet span.timestamp{font-size:12px;display:block}</style>
<div class='bbpBox18606948581'>
<p class='bbpTweet'><a href="http://twitter.com/search?q=%23matrimoniogay" title="#matrimoniogay" class="tweet-url hashtag" rel="nofollow">#matrimoniogay</a> Vivimos en un país mejor que el de ayer.<span class='timestamp'><a title='Thu Jul 15 14:40:36 +0000 2010' href='http://twitter.com/naty_cali/status/18606948581'>less than a minute ago</a> via web</span><span class='metadata'><span class='author'><a href='http://twitter.com/naty_cali'><img src='http://a1.twimg.com/profile_images/1053820940/27352_540160515_7890_q_normal.jpg' /></a><strong><a href='http://twitter.com/naty_cali'>Natalia Calisti</a></strong><br />naty_cali</span></span></p>
</div>
<p> <!-- end of tweet --></p>
<div class="translation">Oggi viviamo in un Paese migliore.</div>
<p>Su Twitter c’è anche chi condanna la nuova legge, in alcuni casi sulla base di argomentazioni religiose, ma in misura ridotta rispetto alle manifestazioni di gioia. Eccone alcuni esempi:</p>
<p><!-- http://twitter.com/Greg0rio/status/18608991161 --><br />
<style type='text/css'>.bbpBox18608991161 {background:url(http://s.twimg.com/a/1278630136/images/themes/theme9/bg.gif) #1A1B1F;padding:20px;} p.bbpTweet{background:#fff;padding:10px 12px 10px 12px;margin:0;min-height:48px;color:#000;font-size:18px !important;line-height:22px;-moz-border-radius:5px;-webkit-border-radius:5px} p.bbpTweet span.metadata{display:block;width:100%;clear:both;margin-top:8px;padding-top:12px;height:40px;border-top:1px solid #fff;border-top:1px solid #e6e6e6} p.bbpTweet span.metadata span.author{line-height:19px} p.bbpTweet span.metadata span.author img{float:left;margin:0 7px 0 0px;width:38px;height:38px} p.bbpTweet a:hover{text-decoration:underline}p.bbpTweet span.timestamp{font-size:12px;display:block}</style>
<div class='bbpBox18608991161'>
<p class='bbpTweet'>No tengo nada en contra de la union del mismo sexo, pero les recuerdo que Dios creo al hombre y a la mujer para que formen una familia<span class='timestamp'><a title='Thu Jul 15 15:08:38 +0000 2010' href='http://twitter.com/Greg0rio/status/18608991161'>less than a minute ago</a> via <a href="http://twitter.com/" rel="nofollow">Twitter for iPhone</a></span><span class='metadata'><span class='author'><a href='http://twitter.com/Greg0rio'><img src='http://a1.twimg.com/profile_images/1034034614/image_normal.jpg' /></a><strong><a href='http://twitter.com/Greg0rio'>Gregorio</a></strong><br />Greg0rio</span></span></p>
</div>
<p> <!-- end of tweet --></p>
<div class="translation">Non ho niente contro le unioni tra persone dello stesso sesso, ma lasciatemi ricordare che Dio ha creato l’uomo e la donna per formare una famiglia.</div>
<p><!-- http://twitter.com/pedro493/statuses/18584433973 --><br />
<style type='text/css'>.bbpBox18584433973 {background:url(http://s.twimg.com/a/1278960292/images/themes/theme1/bg.png) #9ae4e8;padding:20px;} p.bbpTweet{background:#fff;padding:10px 12px 10px 12px;margin:0;min-height:48px;color:#000;font-size:18px !important;line-height:22px;-moz-border-radius:5px;-webkit-border-radius:5px} p.bbpTweet span.metadata{display:block;width:100%;clear:both;margin-top:8px;padding-top:12px;height:40px;border-top:1px solid #fff;border-top:1px solid #e6e6e6} p.bbpTweet span.metadata span.author{line-height:19px} p.bbpTweet span.metadata span.author img{float:left;margin:0 7px 0 0px;width:38px;height:38px} p.bbpTweet a:hover{text-decoration:underline}p.bbpTweet span.timestamp{font-size:12px;display:block}</style>
<div class='bbpBox18584433973'>
<p class='bbpTweet'>Argentina se convierte en el Primer Pais Latino y Suramericano en aprobar la Legalidad del Matrimonio Gay en un Codigo Civil&#8230; Que asco!<span class='timestamp'><a title='Thu Jul 15 07:20:46 +0000 2010' href='http://twitter.com/pedro493/statuses/18584433973'>less than a minute ago</a> via <a href="http://blackberry.com/twitter" rel="nofollow">Twitter for BlackBerry®</a></span><span class='metadata'><span class='author'><a href='http://twitter.com/pedro493'><img src='http://a3.twimg.com/profile_images/1029532809/30467_407587464180_820239180_4181908_1596798_n_normal.jpg' /></a><strong><a href='http://twitter.com/pedro493'>Pedro Luis Contreras</a></strong><br />pedro493</span></span></p>
</div>
<p> <!-- end of tweet --></p>
<div class="translation">L’Argentina diventa il primo Paese latino e sudamericano a introdurre il matrimonio gay nel codice civile&#8230; Che schifo!</div>
<p>Siccome la legge è stata appena approvata, non sono ancora usciti molti post sull&#39;argomento, ma alcune reazioni positive si trovano a questi link: <a title="vai al blog in spagnolo" href="http://queima.wordpress.com/2010/07/15/matrimonio-homosexual-2/">Es la gente, estúpido</a> [es], <a title="vai al blog in spagnolo" href="http://artepolitica.com/articulos/politica-es-politica/">Artepolítica</a> [es], <a title="vai al blog in spagnolo" href="http://100volando.blogspot.com/2010/07/matrimonio-gay.html">100 Volando</a> [es], <a title="vai al blog in spagnolo" href="http://hernanhaines.blogspot.com/2010/07/el-matrimonio-gay-es-un-triunfo-de-la.html">Hernán Haines</a> [es].</p>
<p>L’iniziale approvazione da parte della <a title="vai all’articolo in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Chamber_of_Deputies_of_Argentina">Camera dei Deputati</a> e la decisione finale del Senato hanno incontrato la forte disapprovazione di diverse organizzazioni, come <a title="vai all’articolo in inglese" href="http://www.buenosairesherald.com/BreakingNews/View/17576"> la Chiesa Cattolica, che hanno protestato contro il matrimonio omosessuale</a> e sulla base di specifiche credenze religiose hanno richiesto il mantenimento delle leggi discriminatorie. Alla <a title="vai all’articolo in inglese" href="http://news.yahoo.com/s/afp/20100714/wl_afp/argentinagayreligiondemo_20100714012531">manifestazione contro il matrimonio gay</a> che si è tenuta il 13 luglio a Buenos Aires hanno partecipato tra le 50 e 60mila persone. Alcune posizioni “a difesa della famiglia” si trovano a questi link: <a title="vai al blog in spagnolo" href="http://argentavis.fullblog.com.ar/post/si-a-la-familia-no-al-matrimonio-homo/">Argentavis </a>[es] e <a title="vai al blog in spagnolo" href="http://www.baraderohoy.com/2010/07/14/buscan-discriminar-a-la-familia-sumo-mi-voz-y-digo-queremos-mama-y-papa/">Baradero Hoy</a> [sp].</p>
<div class="notes">La foto del titolo è <a href="http://www.flickr.com/photos/globovision/4795366410/">“Marcia a favore della Legge sul matrimonio gay in Argentina&#8221;</a>, foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/globovision/">Globovisión su Flickr</a>, ripresa con licenza Creative Commons.</div>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://es.globalvoicesonline.org/author/jorge-gobbi/' title='elenca tutti gli articoli di Jorge Gobbi'>Jorge Gobbi</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/laurad/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Laura Diel'>Laura Diel</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://es.globalvoicesonline.org/2010/07/15/argentina-senado-aprueba-ley-de-matrimonio-igualitario/' title='articolo originale  [es]'>articolo originale  [es]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/07/argentina-il-senato-approva-il-matrimonio-omosessuale/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F07%2Fargentina-il-senato-approva-il-matrimonio-omosessuale%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F07%2Fargentina-il-senato-approva-il-matrimonio-omosessuale%2F&#038;text=Argentina%3A+il+Senato+approva+il+matrimonio+omosessuale&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F07%2Fargentina-il-senato-approva-il-matrimonio-omosessuale%2F&#038;title=Argentina%3A+il+Senato+approva+il+matrimonio+omosessuale' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F07%2Fargentina-il-senato-approva-il-matrimonio-omosessuale%2F&#038;title=Argentina%3A+il+Senato+approva+il+matrimonio+omosessuale' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F07%2Fargentina-il-senato-approva-il-matrimonio-omosessuale%2F&#038;title=Argentina%3A+il+Senato+approva+il+matrimonio+omosessuale' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F07%2Fargentina-il-senato-approva-il-matrimonio-omosessuale%2F&#038;title=Argentina%3A+il+Senato+approva+il+matrimonio+omosessuale' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
</p>]]></content:encoded>
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