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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Giuseppina Manfredi</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Giappone: parte il progetto governativo di un Centro nazionale della media art</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/7265/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Sep 2009 06:18:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppina Manfredi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Quale il ruolo della cultura (e dell'industria) degli <em>anime</em>, dei <em>manga</em> e dell'arte digitale nelle politiche governative? I netizen locali affrontano variamente la questione, mentre si prevede che il Centro aprirà i battenti nell'anno fiscale 2011.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/tomomi-sasaki/">Tomomi Sasaki</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/giuseppina-manfredi/'>Giuseppina Manfredi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/08/27/japan-what-to-do-with-media-arts/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Per una nazione al lavoro per mietere i profitti del “soft power”, quale il ruolo della cultura degli <em>anime</em> e dei <em>manga</em> nelle politiche governative? La risposta ufficiale è che <em>anime</em>, <em>manga</em> e arte digitale rappresentano un&#39;importante eredità e un&#39;industria ad alto potenziale di crescita, e meritano un ente ufficiale per la loro salvaguardaria e visibilità. Poniamo il caso che un Primo ministro voglia investire sulla propria immagine come<a title="Post originale in inglese" href="http://www.cartoonleap.com/2009/04/09/pm-taro-aso-manga-and-anime-will-save-japan-from-recession/"> &#8220;fan dei manga&#8221;</a> [in], e abbiamo quel che potrebbe temporaneamente intitolarsi “Centro nazionale della <em>media art</em>”.</p>
<p>Quella di costruire un istituto per la salvaguardia e la diffusione della media art non è affatto un&#39;idea recente, come <a title="Post originale in inglese" href="http://search.japantimes.co.jp/cgi-bin/fl20090614x1.html">ci racconta la testata</a> [in] <em>Japan Times</em>. Tuttavia, quest&#39;idea ha un costo di 11,7 miliardi di yen, approvato dal bilancio suppletivo del governo per l&#39;anno fiscale 2009. Il progetto ha iniziato a riscuotere attenzione solo quando Yukio Hatoyama, Presidente del partito democratico, ha denominato il Centro “<em>manga</em> café nazionale”. Il sito <em>Anime Dream</em> ha riassunto la situazione in queste <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://www.animedream.com/ad/news/view/2658">brevi sull&#39;industria d&#39;animazione giapponese [in]. </a></em></p>
<div id="attachment_92145" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px;"><a title="Leggi il post originale in inglese"><em> </em></a><img class="size-medium wp-image-92145" title="‘Gundam conquista Tokyo', dall'utente di Flickr Ame Otoko" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/08/gundam-300x199.jpg" alt="‘Gundam conquista Tokyo', dall'utente di Flickr Ame Otoko" width="400" /><br />
</em></p>
<p class="wp-caption-text"><em>‘Gundam conquista Tokyo&#39;, dall&#39;utente di Flickr Ame Otoko</em></p>
</div>
<p>In un post intitolato “<a title="Post originale in inglese" href="http://ampontan.wordpress.com/2009/07/01/so-pointless-its-comical/">Tanto inutile quanto ridicolo</a>“ [in], con la sua immancabile eloquenza l&#39;utente Ampontan pone la questione in questi termini: </p>
<blockquote><p>Chiariamo una cosa: questo progetto è l&#39;esempio perfetto di ciò che la gente intende quando dice di voler mandare allo sfascio la <a title="Leggi l'articolo wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Kasumigaseki">burocrazia giapponese</a> [in]. L&#39;impopolare triangolo di ferro del Giappone esiste ancora. I tre lati di cui consta sono burocrazia, legislatura e industria, diventati un tutt&#39;uno per l&#39;arricchimento reciproco a scapito dei contribuenti. La gente di solito associa il triangolo di ferro ai progetti dei lavori pubblici, ivi inclusi autostrade e ponti verso il nulla, ma tale piano è la prova evidente della sconfinata fantasia dei burocrati con fondi pubblici pressoché illimitati.</p></blockquote>
<p>Sul suo blog, Hannoumita <a title="Post originale in giapponese" href="http://hannoumita.seesaa.net/article/126261340.html">paragona il Centro proposto</a> [giap] al <a title="Post originale in inglese" href="http://www.newpeopleworld.com/">New People World</a> in], il nuovo parco divertimenti di San Francisco centrato sulla cultura pop giapponese, nonché al <a title="Post originale in francese" href="http://www.citebd.org/">Musée de la Bande Dessinée</a> [fr] (museo del fumetto) di Angoulême.</p>
<blockquote><p>日本においても、純粋に「アニメの殿堂」の良し悪しが語られているというよりも、年金や雇用の問題など他の政治課題とからめて語られている面もありますよね。それでも、何かフランスやアメリカの様子を見ると、ある意味「本家」である国としてどうなんだろうなあと思ってしまいます。</p>
<p><em>もう少し、他の問題とは切り離して考えてもいいのかもしれませんが、やっぱり今の世相がそこまでの余裕がなくなってしまっているということなのでしょうか。</em></p></blockquote>
<div class="translation">Anziché limitarsi a soppesare i meriti di un “Salone dei <em>manga</em>”, si tende a paragonarlo ad altre politiche quali il sistema pensionistico e la disoccupazione. Osservando quanto accade in Francia e negli Stati Uniti, non credo di volerlo vedere, per così dire, come il “luogo di nascita” dei <em>manga</em>. </p>
<p>Credo si debba analizzare la cosa di per sé, ma forse alla nostra società manca ancora l&#39;apertura mentale per farlo.</p></div>
<p><a title="Post originale in inglese" href="http://altjapan.typepad.com/my_weblog/2009/06/anime-ga-itai.html">Matt Alt su AltJapan</a> [in] riporta l&#39;opposizione di alcuni animatori giapponesi all&#39;istituzione di una struttura tanto esosa e imponente. <a title="Post originale in giapponese" href="http://wiredvision.jp/blog/odagiri/200906/200906231300.html">Hiroshi Odagiri su Wired Vision</a> [giap] sottolinea come coltivare l&#39;arte in quanto cultura e coltivare l&#39;industria del divertimento di massa siano due cose ben diverse. </p>
<p>Syou Hayama su “<a title="Post originale in giapponese" href="http://otasyou.cocolog-nifty.com/blog/2009/07/post-1808.html">Otaku Products Laboratory plus</a> [giap] interviene sul <a title="Leggi il post originale in giapponese" href="http://www.bunka.go.jp/oshirase_other/2009/mediageijutsu_iken_boshu.html">sondaggio dell&#39;agenzia giapponese per le politiche culturali</a> [giap], proponendo che il Centro includa tutte le opere mediatiche prodotte in Giappone.</p>
<blockquote><p>理念は:<br />
	- 日本国内で生産されたメディア作品は、すべて収蔵する<br />
	- 収蔵した作品は、原則誰でも観覧できる</p>
<p>必ずしも商業的に成功する物ばかりではないので、マイナーな作品でも、価値のある作品を上映、観覧できる場所が欲しい。例えば終わったテレビシーズでも一週間交替で全話上映できると素晴らしい。<br />
それと必ずしも「折り目正しいわけではない」ので、例えばロリータポルノに分類される「くりぃむレモン」であっても、正規の手続きがあれば観覧できる用にしなければなりません。１８禁は未収蔵みたいな差別があってはならないのです。</p></blockquote>
<div class="translation">Idea principale:<br />
 - che vengano collezionate tutte le opere mediatiche prodotte nel Paese,<br />
- che tali opere siano fruibili gratuitamente.</p>
<p>Non tutti i lavori hanno un richiamo commerciale, quindi mi piacerebbe che vi fosse un luogo in cui venissero riprodotti o esposti produzioni pregevoli pur se minori. Sarebbe splendido, ad esempio, che il Centro proponesse trasmissioni settimanali di serie televisive già terminate.<br />
Inoltre, non tutto deve essere “decoroso”, quindi opere come la serie “Cream Lemon”, classificata come <em>lollipop</em> (porno con protagoniste adolescenti) dovrebbe essere disponibile a chiunque si segua la procedura ufficiale di registrazione. Le opere non vanno discriminate solo perché vietate ai minori.</div>
<p><a title="Post originale in giapponese" href="http://mojix.org/2009/06/07/manga_dendou">Mojix concorda</a> [giap] con il docente dell&#39;università di Tokyo Yasuki Hamano sul fatto che “il Centro costituirà una grande risorsa per il Paese tra cent&#39;anni”, pur aggiungendo:</p>
<blockquote><p>マンガだけでなく、芸術は一般に、政府が税金で守るのではなく、情熱を持った民間人が守ったほうがいい。なぜならば、芸術というのは特に「価値の判断」が難しいもので、それを政府ができるとは思えない。政府がやるとしても、どのみち民間の有識者に任せることになるのだから、最初から政府を介在させないほうがいい。 </p>
<p>将来大きな財産になることが確かなのであれば、税金で保護するのではなく、むしろ民間から出資を募って、原画などを買い取るアーカイブ事業を起こし、その事業やコンテンツの権利を売ったほうがいいと思う。それならば税金のムダ使いも一切起こらず、事業の運営者も政府に口出しされず自由にやれて、（見通しと事業運営が正しければ）出資者も儲かって、マンガのアーカイブも守られるだろう。 </p></blockquote>
<div class="translation">È preferibile che l&#39;arte in generale, non solo i <em>manga</em>, venga protetta da cittadini animati dalla passione, non dal governo tramite le tasse. Ciò perché è difficile stabilire il valore artistico, e non credo che il governo sia all&#39;altezza di emettere giudizi equi. Anche se intervenisse in materia, il governo si affiderebbe comunque a esperti esterni, quindi non c&#39;è motivo che questi facciano da intermediari. </p>
<p>Se è certo che in futuro il Centro diventerà una grande risorsa, anziché tentare di proteggerlo con le tasse, si dovrebbe richiedere un investimento pubblico, avviare un&#39;impresa per l&#39;archiviazione dei lavori originali e poi venderla con tanto di diritti inclusi. In tal modo, i soldi dei contribuenti non andrebbero in fumo, gli investitori avrebbero libertà di campo e i manga verrebbero tutelati. </p></div>
<p>Proponendo una serie di obiettivi, imprese e strutture per il Centro, il piano generale è stato approvato il 21 agosto. Il progetto ufficiale verrà proposto a inizio settembre, e si prevede che il Centro, che sarà un edificio ristrutturato o di nuova costruzione in una località ancora da definire e che ospiterà materiale ancora da stabilire, aprirà i battenti al pubblico nell&#39;anno fiscale 2011.</p>
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		<title>Uruguay: CIP: vetrina online per il cinema indipendente</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/07/uruguay-cip-vetrina-online-per-il-cinema-indipendente/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/07/uruguay-cip-vetrina-online-per-il-cinema-indipendente/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2009 04:25:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppina Manfredi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Due giovani locali lanciano un promettente sito dedicato alla diffusione di opere (e altri servizi) per cine-produttori indipendenti: "Cinema virtuale dall'Uruguay per contrastare la robaccia di YouTube". Ce la faranno?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/juliana-rincon-parra/">Juliana Rincón Parra</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/giuseppina-manfredi/'>Giuseppina Manfredi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/07/26/uruguay-cip-showcasing-national-films-and-shorts/ '>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>La considerano un&#39;alternativa ai canali video online, volta a evitare che le loro produzioni debbano contendersi l&#39;attenzione del pubblico con filmini di compleanni o di gatti ballerini e labbra in movimento al ritmo della musica. Due giovani uruguaiani hanno deciso di cambiare le cose e hanno creato <a title="Leggi il post originale in spagnolo" href="http://www.cip.com.uy/">Cip</a> [sp], sito dedicato alla diffusione di opere di cineproduttori indipendenti perché possano tirarle fuori dal cassetto e condividerle con un&#39;utenza  più vasta, come succede nei cinema con le anteprime, i festival e le varie sale di proiezione.</p>
<p>Abbiamo scoperto questo video-sito su Twitter grazie al messaggio di <a title="Messaggio originale in spagnolo" href="http://twitter.com/damianemanuel1/status/2613728629">@damianemanuel1</a> [sp] che diceva:</p>
<blockquote><p><span class="status-body"><span class="entry-content">Cine virtual desde Uruguay para combatir la chatarra de YouTube  <a rel="nofollow" href="http://bit.ly/V39pT" target="_blank">http://bit.ly/V39pT</a></span></span></p></blockquote>
<div class="translation">Cinema virtuale dall&#39;Uruguay per contrastare la robaccia di YouTube</div>
<div id="attachment_87610" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;"><a href="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/07/cip2.jpg"><img class="size-medium wp-image-87610" title="cip2" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/07/cip2-300x294.jpg" alt="Documentario uruguiano su http://www.cip.com.uy/" width="300" height="294" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Documentario uruguiano su http://www.cip.com.uy/</p>
</div>
<p>Secondo quanto dichiarato <a title="Post originale in spagnolo" href="http://blogcip.blogspot.com/2009/06/on-line.html">dagli ideatori</a> [sp], Andrés Nicolón e José Luis Elizalde, il sito risponde alle esigenze dei cine-produttori intenzionati a far conoscere le proprie opere:</p>
<blockquote><p>¿Dónde puedo exhibir seriamente mis obras en un medio tan masivo, económico y accesible como Internet? ¿Cómo puede ser reconocida mi labor (actriz, actor, guionista, director, camarógrafo, productor, músico, etc.) en cine? ¿No tengo alternativa y debo publicar mi trabajo junto con los top 10 de mejores bloopers de gente montando a caballo? ¿Siempre los más conocidos son los que ocupan el lugar más importante?</p></blockquote>
<div class="translation">Esiste forse una vetrina professionale seguita, economica e accessibile per le mie produzioni migliore di Internet? Come posso fare in modo che vengano riconosciute le mie capacità  cinematografiche (come attore/ice scrittore/ice, regista, cineoperatore/ice, produttore/ice, musicista, ecc.)? Non ho altra alternativa che pubblicare i miei lavori insieme ai 10 migliori filmini di qualcuno in groppa a un cavallo? Essere alla ribalta è sempre una prerogativa esclusiva dei soliti noti?</div>
<p>Il <a title="Sito del CIP in spagnolo" href="http://www.cip.com.uy/">Cip</a> [sp] non si pone solo come vetrina per cortometraggi; i creatori del sito forniscono anche altri servizi: possono assistere i registi quanto a post-produzione, editing, creazione effetti e presentazione. E possono anche realizzare tutto il materiale promozionale del caso come poster, trailer e pubblicità del film in generale, o promuovere una pellicola al meglio dandogli massima visibilità.</p>
<p>Attualmente il sito ospita 7 film, 4 dei quali spagnoli, più un&#39;opera a più mani e 2 cortometraggi uruguaiani, rispettivamente una fiction e un documentario. Tutte le pellicole sono scaricabili in formati compatibili con l&#39;iPod. Purtroppo, il sito non consente di ripubblicare i filmati su blog o altri siti, ma per vederli basta andare sul sito originale: <a title="Sito del CIP in spagnolo" href="http://www.cip.com.uy/">http://www.cip.com.uy/</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Cina: gli utenti Internet non mangiano più &#8220;riso&#8221;&#8230;</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/07/cina-gli-utenti-internet-non-mangiano-piu-riso/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/07/cina-gli-utenti-internet-non-mangiano-piu-riso/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2009 05:18:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppina Manfredi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia orientale]]></category>
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		<description><![CDATA[Sospese dall'8 luglio le attività del rivale cinese di Twitter, Fanfou. Scoperto che l'annunciata manutenzione del sito non c'entrava nulla, gli utenti temono - e lamentano - l'ennesima 'armonizzazione' di uno spazio online aperto e non filtrato. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/oiwan/">Oiwan Lam</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/giuseppina-manfredi/'>Giuseppina Manfredi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/07/15/china-netizens-starving-no-more-rice-talk/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Sospese dall&#39;8 luglio le attività del rivale cinese di Twitter, Fanfou. Finora il fondatore Wang Xing si è limitato a spiegare come la &#8220;manutenzione&#8221; del sito non abbia niente a che vedere con la licenza del provider. Per il fatto che la sospensione del servizio sia avvenuta subito dopo le rivolte nello Xinjiang e che Fanfou.com non ha ancora informato gli utenti sulla data della ripresa, sono in molti a credere che il sito sia stato &#8216;armonizzato&#39; per ragioni politiche.</p>
<p>In cinese Fanfou（飯否）vuol dire: non hai ancora mangiato (del riso)? È il saluto più diffuso nelle aree del globo in cui si parla cinese. Il sito è ad oggi una delle piattaforme di microblogging più famose in Cina; fondato nel 2008, le sue caratteristiche ricordano quelle di Twitter, di cui adotta la medesima <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Application_programming_interface">API (interfaccia di programmazione di un&#39;applicazione)</a> [it]. È inoltre più potente di Twitter in quanto raggiungibile via cellulari locali e periferiche per l&#39;instant messaging su <a title="Voce su Wikipedia in inglese"  href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tencent_QQ">QQ</a> [in].</p>
<p>Per gli utenti di Fanfou la sospensione è stata molto frustante. Cynthia <a title="Post originale in cinese" href="http://cynthiacorner.blogbus.com/logs/42095819.html">ha chiesto</a> [cin]:</p>
<blockquote><p>誰告訴我究竟是怎麼了？前天晚上，忽然飯否全站不能發言，昨天就開始連頁面都打不開，所有工具的不行了，一直到今天都還沒好。…到底在搞什麼啊？唉~，發現了，我已經開始依賴飯否了，忽然沒有了飯否，那個難過啊，那個空虛啊。一大堆廢話沒處說，真的是好難受。</p></blockquote>
<div class="translation">Chi può dirmi cos&#39;è successo? Due giorni fa (il 7 luglio) non sono riuscita a postare nessun messaggio su Fanfou. Ieri (8 luglio), non ho potuto neppure visualizzarlo, e finora non è stato ancora ripristinato niente&#8230; Cos&#39;è successo? Ho scoperto di essere talmente dipendente da Fanfou da sentirmi triste e vuota ora che non è più attivo. Senza un luogo in cui potersi esprimere liberamente, la vita diventa così difficile.</div>
<p>Trascorsa una fresca giornata estiva in attesa del ripristino del sito, sul blog <a title="Post originale in cinese" href="http://blog.sina.com.cn/s/blog_51fda4450100e297.html">ci si chiede se la manutenzione del sistema durerà per sempre</a> [cin]:</p>
<blockquote><p>那個陪伴我們度過每一段時光的飯否。</p>
<p>現在想想。依然會覺得心痛。</p>
<p>突然之間就這樣消失不見。連句最後得再見。都沒有說。</p>
<p>八號的時候飯否上還顯示著：系統維護。十日恢復。</p>
<p>那時還竊喜。十號正好趕上我們考完試。它的系統也恢復了。多好啊。</p>
<p>沒想到這一維護。是永遠的消失。</p></blockquote>
<div class="translation">Fanfou, compagno di importanti momenti della vita&#8230;<br />
Se ci penso, mi si stringe il cuore.<br />
È sparito senza nemmeno un saluto.<br />
L&#39;8 luglio sul sito veniva visualizzato questo messaggio: sistema in manutenzione fino al 10 luglio.<br />
Ero felice del fatto che fosse temporaneamente sospeso; avrei finito i mie esami il 10 e nel contempo Fanfou sarebbe tornato attivo: non era stupendo?</p>
<p>Non avrei mai potuto immaginare che questa manutenzione del sistema non sarebbe stata affatto temporanea.</p></div>
<p>Meredith Yan <a title="Post originale in cinese" href="http://blog.sina.com.cn/s/blog_4b0023f00100fahk.html">vuole avere del “riso” </a> [cin]:</p>
<blockquote><p>我可愛的飯否啊，你什麼時候回來啊？？唉~~</p>
<p>飯被和諧了好多天 說好十号晚上開的 昨天晚上大家都在刷飯否</p>
<p>我連曾哥的演唱都沒好好聽 但是終究沒盼開我的飯</p>
<p>還有很多飯桶都和我一樣在等着吧</p>
<p>想念我的話癆朋友们 連死人一樣被庄主注水的飯否扣扣機器人也不亮了</p>
<p>我  要  開  飯</p></blockquote>
<div class="translation">Mio amato Fanfou, quando tornerai?<br />
Fanfou è stato &#8216;armonizzato&#39; per diversi giorni. Era stato annunciato che il servizio sarebbe rirpeso il 10 luglio e la scorsa notte erano tutti intenti a caricare il sito.<br />
Non mi sono neppure goduto il concerto, ma la speranza di riavere &#8220;il riso&#8221; è andata delusa.<br />
Immagino che ci siano molti altri fan come me in attesa.<br />
Mi mancano i miei amici chiacchieroni, ora che il server dell&#39;API di fanfou non trasmette più alcun segnale.<br />
Voglio - il - mio - riso</div>
<p>Su altre piattaforme si è rilevato come <a title="Post originale in cinese" href="http://fortelin.tumblr.com/post/139366083/twitter-plurk">molti utenti Internet debbano aggiornare le proprie capacità tecnologiche</a> [cin] per superare la censura del &#8220;Grande Firewall&#8221;:</p>
<blockquote><p>總的來看，自從飯否變成廚餘之後，大宗用戶除流向嘀咕、嘰歪之外，Twitter 和 Plurk 也多出了不少簡體字內容，顯見「翻牆」已然成為新一代的中國國技 ^^</p></blockquote>
<div class="translation">Subito dopo che Fanfou è finito tra la carta straccia, molti utenti sono passati a digu.com e jiwai.de. Su Twitter e Plurk sono sempre più numerosi i contenuti scritti in mandarino. Va da sé che le competenze della nuova generazione ora mirano ad altro, cioè allo &#8220;scavalcamento del grande firewall&#8221; ^^.</div>
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		<title>Messico: preoccupate reazioni all&#039;epidemia di influenza suina</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/04/messico-preoccupate-reazioni-allepidemia-di-influenza-suina/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 00:38:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppina Manfredi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre le autorità sanitarie locali lavorano per fermare l'epidemia di influenza suina, alcuni blogger riportano le prime reazioni alla notizia - descrivendo la situazione a Città del Messico e dispensando consigli sulle modalità preventive.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/eduardo-avila/">Eduardo Avila</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/giuseppina-manfredi/'>Giuseppina Manfredi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/04/25/mexico-concern-over-swine-flu-outbreak/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Mentre le autorità sanitarie messicane lavorano per fermare l&#39;epidemia di <a title="Leggi l'articolo su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Swine_flu">influenza suina</a> [in] che ha causato <a title="Vai all'articolo originale della CNN in inglese" href="http://edition.cnn.com/2009/HEALTH/04/25/swine.flu/">68 decessi e oltre 1000 casi di contagio a Città del Messico</a> [in], l&#39;ondata appare particolarmente temibile perché le vittime sono tutte giovani anziché persone anagraficamente più vulnerabili. Nelle strade della capitale, i residenti adottano misure preventive per evitare il virus mentre altri ne seguono gli sviluppi.</p>
<p>In seguito all&#39;epidemia sono stati chiusi <a title="Leggi il post originale in spagnolo" href="http://www.dfinitivo.com/archivos/2009/04/24/museos-de-inah-tambien-suspenderan-actividades/">musei e scuole</a> [sp], nonché cancellati vari <a title="Leggi il post originale in spagnolo" href="http://www.dfinitivo.com/archivos/2009/04/24/secretaria-de-cultura-suspende-eventos-de-todo-el-fin-de-semana/">eventi culturali</a> [sp] e molte partite di calcio, previsti per il fine settimana.</p>
<p>Defeña Salerosa di <em>Esta Maraña de Contradicciones </em> <a title="Leggi il post originale in spagnolo" href="http://alephinfinito.blogspot.com/2009/04/estamos-enfermos.html">riassume brevemente le reazioni dei messicani</a> [sp] a quest&#39;epidemia:</p>
<blockquote><p>Los que piensan que todo esto es una medida gubernamental para tapar algo “chupacabras style”-”cortina de humo”, y ese algo quien sabe qué podría ser: amenazas del narcotráfico, chanchullos bursátiles, etc. Los que creen ciertamente que estamos llegando a una pandemia. Los que consideran exageradas y extremas las medidas del sector salud y el gabinete presidencial. Los que están asustadísimos y no quieren salir de casa y de hacerlo, porta tapabocas o bufandas (sí, con este pinche calor ví a dos con ¡bufandas!). Los que ya sienten escosor y mucosidad en sus vías repiratorias. Los que se rompen la cabeza buscando el comentario/frase más sarcástico y jocoso del asunto.</p></blockquote>
<div class="translation">
<p>Quelli che credono si tratti di una mossa del governo per coprire qualcosa con una “cortina fumogena”, e chissà cosa: le minacce del narcotraffico, le truffe in borsa, ecc. Ci sono quelli convinti che stiamo arrivando sicuramente a una pandemia. Quelli secondo cui le misure dettate dalle autorità sanitarie e dal gabinetto presidenziale siano estreme e spropositate. Quelli che sono seriamente spaventati e non vogliono uscir di casa e, se lo fanno, indossano mascherine e sciarpe (ebbene sì, con questo caldo ho visto due persone con le sciarpe!). Quelli che già avvertono la presenza di muco nelle vie respiratorie. Quelli che tentano a ogni costo di trovare il commento o la frase più sarcastici e spiritosi sulla questione.</p></div>
<p>Il blog <em>Intersections</em> di Daniel Hernandez da Città del Messico è costantemente aggiornato sulla situazione e <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://danielhernandez.typepad.com/daniel_hernandez/2009/04/in-mexico-city-the-infection-is-fear.html">riporta lo scenario di venerdì notte a Città del Messico</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Ma come vanno adesso le cose nelle strade? È ripreso il solito tran tran, solo che una persona su due indossa una mascherina di protezione. Alcuni eventi artistici in programma stasera sono stati annullati, ma per il resto la vita nel Distretto Federale scorre come di consueto, solo in un modo un po&#39; più surreale del solito.</p></blockquote>
<p><a title="Profilo originale in inglese" href="http://www.flickr.com/photos/lavictoria/">Victoria </a> [in], utente di Flickr e insegnante a Città del Messico, ha commentato in calce al suddetto post di Hernandez parlando del suo arrivo a scuola venerdì mattina:</p>
<blockquote><p>Appena sono entrata, ho notato subito che non c&#39;era nessuno studente in classe.</p>
<p>Poi mi è stato detto che era dovuto all&#39;epidemia di influenza, e allora mi sono vagamente ricordata di aver ricevuto un SMS da UNONOTICIAS a mezzanotte.</p>
<p>Quindi sono uscita e ho sentito tutti i miei colleghi messicani parlare di questo evento mai verificatosi prima e congetturare sulla reale gravità della situazione date le misure da intraprendere. Poi sono rientrata a casa in metropolitana, indossando una mascherina blu .</p></blockquote>
<p>Alcuni blogger offrono consigli sulla modalità di contagio dell&#39;influenza, ad esempio Ana Maria Salazar, <a title="Leggi il post originale in spagnolo" href="http://www.anamariasalazar.com/2009/04/puedo-comer-puercocan-i-eat-pork.html">spiega come, nonostante il nome di influenza suina, questa non venga contratta mangiando carne di maiale</a> [sp].</p>
<p>Il governo ha previsto la somministrazione del vaccino influenzale agli operatori sanitari, vaccino non disponibile però per i comuni cittadini. Al momento, tra le altre misure si raccomanda alla gente di lavarsi frequentemente le mani e coprirsi la bocca nel tossire o nello starnutire.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Iran: campagna ambientalista per salvare Isfahan</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/04/iran-campagna-ambientalista-per-salvare-isfahan/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 05:06:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppina Manfredi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
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		<category><![CDATA[Medio Oriente & Nord Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Protesta]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[Il progetto di un tunnel per la metropolitana minaccia il Ponte delle 33 arcate di Esfahan, tra i siti archeologici più importanti al mondo e antica perla dell'impero persiano. Attivato il tam-tam online, inclusa una petizione per la tutela di questo patrimonio dell'umanità.   ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/hamid-tehrani/">Hamid Tehrani</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/giuseppina-manfredi/'>Giuseppina Manfredi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/04/13/iran-environmentalists-campaign-to-save-isfahan/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Gli ambientalisti iraniani vanno ricorrendo a strumenti e media online per salvaguardare monumenti culturali quali <a title="Leggi l'articolo su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/33_pol">Sio Seh Pol o &#8220;Il Ponte delle 33 arcate&#8221;</a> [in], capolavoro architettonico posto nel cuore della storica città iraniana di <a title="Voce su Wikipedia in italiano" http://it.wikipedia.org/wiki/Esfahan>Esfahan</a> [it]. È in corso un braccio di ferro tra le autorità, intenzionate a far decollare il progetto di una nuova metropolitana, e i cittadini di ogni parte dell&#39;Iran, preoccupati per il danno che potrebbe derivarne.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-67709" title="Ponte delle 33 arcate" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/04/33pol.jpg" alt="Ponte delle 33 arcate" width="300" height="235" /></p>
<p><em>Shahin Sepanta</em> <a title="Post originale in farsi" href="http://drshahinsepanta.blogsky.com/1387/12/14/post-197">scrive</a> [fa] una lettera aperta alla comunità internazionale per salvare da sicura distruzione Esfahan, ex capitale dell&#39;impero persiano. Il blogger scrive che il comune di Esfahan ha deliberato, senza sufficienti studi d&#39;impatto preventivo, la costruzione di un tunnel della metropolitana in prossimità di questo complesso di capolavori architettonici unico nel suo genere.</p>
<p>La popolazione di Esfahan, come anche molte organizzazioni non governative, ha protestato contro un simile progetto insensato, chiedendo alle autorità di scavare il tunnel al di là delle zone storiche della città, e di attuare altresì misure preventive per ridurre il flusso della circolazione stradale. Malgrado ciò, il comune ha portato avanti l&#39;operazione senza curarsi di tali proteste.</p>
<p>Occorre tenere a mente che Esfahan, in quanto città cosmopolita, racchiude svariati e rinomati siti storici  appartenenti non solo agli iraniani ma riconosciuti patrimonio comune dell&#39;umanità, chiunque al mondo ha il diritto di apprezzarle e di responsabilizzarsi nella tutela dalle minacce di distruzione.</p>
<p>Su <em>GreenNews</em> si <a title="Vai al post originale in farsi" href="http://www.greennews.ir/detail_fa/?iData=391&amp;iCat=346&amp;iChannel=1&amp;nChannel=News">si apprende </a> [fa] che il  crescente numero di proteste contro il progetto della metropolitana ha costretto le autorità a rilasciare dichiarazioni controverse sullo sviluppo dello stesso. GreenNews ha pubblicato immagini (come quella in alto) che mostrano i macchinari edili posizionati nelle immediate vicinanze del Ponte delle 33 arcate.</p>
<p>È stata inoltre lanciata una <a title="Testo originale in farsi" href="http://www.persianpetition.com/Sign.aspx?id=83e0e4a0-55de-4913-98aa-eb4b3d59635d">petizione</a> [fa] per bloccare il progetto della metropolitana, che finora ha raccolto circa 1000 firme.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Serbia: smantellate case di nomadi a Belgrado per far spazio ai Giochi Universitari Mondiali</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/04/serbia-smantellate-case-di-nomadi-a-belgrado-per-far-spazio-ai-giochi-universitari-mondiali/</link>
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		<pubDate>Sat, 18 Apr 2009 03:17:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppina Manfredi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bosniaco]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Etnie]]></category>
		<category><![CDATA[Europa centrale & orientale]]></category>
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		<category><![CDATA[Serbo]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Case smantellate e trasferimento coatto in zone lontane dal centro della città con la scusa della manifestazione sportiva. Riemergono così discriminazioni razziali (mai sopite) contro l'etnia gitana. Le Ong protestano presso le autorità e i blogger rilanciano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/sinisa-boljanovic/">Sinisa Boljanovic</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/giuseppina-manfredi/'>Giuseppina Manfredi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/04/12/serbia-gypsies-houses-torn-down-in-belgrade/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Il prossimo luglio, Belgrado ospiterà la 25.ma edizione dei Giochi Universitari Mondiali. I partecipanti alloggeranno presso il villaggio universitario di recente costruzione, nelle cui vicinanze si trovavano circa 350 case di gitani, per lo più costruite abusivamente 30 anni fa. In base a un&#39;ordinanza del Dipartimento municipale per le ispezioni, il 3 di aprile sono state abbattute circa 50 abitazioni. Decine di bambini, donne, anziani e malati di etnia gitana hanno trascorso la notte all&#39;addiaccio.</p>
<p>Ne è seguita una protesta e la richiesta al Comune di assegnare loro altri alloggi a Belgrado. La controproposta delle autorità è stata invece quella di trasferirli in container temporanei a Boljevci, piccolo insediamento a circa 20 chilometri dal centro di Belgrado,</p>
<p>Ma anche i residenti di Boljevci hanno protestato. Si sono rifiutati di offrire un riparo ai nomadi: hanno minacciato di appiccare il fuoco ai container e agli occupanti.</p>
<p>L&#39;episodio ha fatto parlare di razzismo varie Ong schierate in favore dei gitani.</p>
<p>Il sindaco di Belgrado Dragan Ðilas ha dichiarato che la stessa misura verrà adottata in futuro dalle autorità cittadine, onde evitare che chiunque costruisca abusivamente sul suolo pubblico cittadino possa aspettarsi un appartamento nuovo. A suo dire, questi problemi sussistono dall&#39;anno scorso, intralciando l&#39;andamento e lo sviluppo della città. Il sindaco ha inoltre dichiarato che questi nomadi sarebbero stati trasferiti nei rispettivi luoghi di provenienza abbandonati alla volta di Belgrado. Poco dopo ha aggiunto che le autorità di Belgrado avrebbero aiutato solo donne e bambini con il reinsediamento forzato, mentre gli uomini dovevano cavarsela da soli per il rientro.</p>
<p>La tv nazionale ha trasmesso una dichiarazione del presidente del Partito dei nomadi, Srdjan Sain:</p>
<blockquote><p>Non siamo contro lo sport, ma contro quelli che lo strumentalizzano per scopi personali, smantellando le case altrui.</p></blockquote>
<p>Ha aggiunto che non consentiranno l&#39;ampiamento del divario esistente tra i nomadi e altre etnie.</p>
<p>Secondo il <a title="Leggi il post originale in bosniaco" href="http://www.mtsmondo.com/news/posao/story.php?vest=130119">Mondo</a> [bosn], domenica 5 aprile rappresentanti dell&#39;Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) in Serbia hanno fornito materassi e coperte ai nomadi da Nuova Belgrado. John Jang, responsabile del Servizio UNHCR per la difesa dei rifugiati, ha informato i giornalisti che l&#39;organizzazione ha distribuito circa 100 materassi e coperte ai gitani che avrebbero dovuto dormire da qualche parte nell&#39;attesa che si giungesse a un accordo con i rappresentanti cittadini su qualche soluzione permanente. Jang ha detto che la  UNHCR non si aspettava l&#39;abbattimento delle abitazioni dei gitani e l&#39;insufficienza degli aiuti predisposti, soprattutto a fronte della buona collaborazione precedentemente instaurata con i rappresentanti di Belgrado.</p>
<p>Dorit Nisom, responsabile dell&#39;Organizzazione Mondiale della Sanità in Serbia, si è detta molto orgogliosa della Serbia per gli atteggiamenti positivi adottati in passato verso i nomadi, ma ha aggiunto che l&#39;attuale distruzione delle loro case ha avuto ricadute negative sull&#39;immagine del Paese, che ricopre la presidenza del Decennio dei Gitani e cura l&#39;organizzazione dei Giochi Universitari.</p>
<p>Qualche giorno dopo, un gruppo di neonazisti ha aggredito dei nomadi a Nuova Belgrado.</p>
<p>Dusan Maljkovic <a title="Leggi il post originale in serbo" href="http://blog.b92.net/text/8973/Novi%20napadi%20na%20Rome%21/">ha scitto quanto segue:</a> [ser]:</p>
<blockquote><p>L&#39;altro ieri sera, alle ore 2,30 del mattino del 7 aprile, un gruppo di neonazisti ha assaltato un insediamento nomade nei pressi del centro commerciale e del mercato di Nuova Belgrado.</p>
<p>Testimoni oculari hanno visto arrivare sul posto 20-30 aggressori a bordo di furgoncini e armati di coltelli e spranghe di metallo. Al grido di “Vi cacceremo via” hanno aggredito un gruppo di uomini, donne e bambini seduti per terra. Diversi bambini sono stati feriti e un uomo, colpito con una bottiglia, ha riportato una grave ferita.  Impauriti e in preda al panico, molti anziani hanno perso i sensi. I neonazisti sono poi stati messi in fuga da 50 uomini delle vicine baracche accorsi per difendere l&#39;insediamento. Cinque o sei poliziotti in servizio presso l&#39;insediamento non sono intervenuti adducendo di non essere autorizzati a farlo.</p>
<p>I giornalisti che nei giorni precedenti avevano informato sugli insediamenti, non hanno riportato l&#39;incidente [&#8230;].</p></blockquote>
<p>Sul suo blog Jasmina Tesanovic <a title="Leggi il post originale in bosniaco" href="http://blog.b92.net/text/8945/Stop%20Rasizmu!/?start=100">ha rilanciato una lettera aperta </a> [bosn] inviata da 43 Ong al Presidente della Repubblica Serba, al Primo Ministro, al Vice Presidente del Governo serbo e al sindaco di Belgrado. Eccone un estratto:</p>
<blockquote><p>[…] Finora il razzismo dichiarato o velato nei confronti dei gitani è rimasto impunito. Allo stesso tempo, dal 2000 a oggi si sono registrati trasferimenti coatti e smantellamenti degli alloggi messi in atto con l&#39;ausilio della polizia.</p>
<p>Tenendo presente che la Serbia è firmataria del Trattato Internazionale sui diritti economici, sociali e culturali che sancisce il diritto al possesso di un&#39;abitazione, anche alternativa in caso di reinsediamento forzato, è d&#39;obbligo procurare tempestivamente un tetto alle 47 famiglie. Occorre occuparsi preventivamente di quei cittadini che alla fine saranno costretti a trasferirsi. […]</p>
<p>[…] I firmatari della lettera chiedono alle massime autorità di Stato di condannare tutte le dichiarazioni lesive del diritto fondamentale alla libertà di insediamento di cui godono i nomadi. Diritto sancito dall&#39;Art. 39 della Costituzione della Repubblica di Serbia. […]</p>
<p>[…] Al contempo, le ultime dichiarazioni delle autorità di Belgrado, secondo cui verrà prestata assistenza solo a donne e bambini, mentre gli uomini dovranno cavarsela da soli, violano le normative europee sul rispetto della vita privata, familiare e abitativa, sancito dall&#39;Art. 8 della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali, suggellato dal Tribunale Europeo per i diritti uomani. […]</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Brasile: oltre il cyberspazio, i blog passano al cartaceo</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/04/brasile-oltre-il-cyberspazio-i-blog-passano-al-cartaceo/</link>
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		<pubDate>Sat, 11 Apr 2009 05:07:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppina Manfredi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Brasile]]></category>
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		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Tira parecchio la trasmutazione di blog e siti web in libri cartacei. Un circolo virtuoso che attira un numero crescente di autori e lettori.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/thiana-biondo/">Thiana Biondo</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/giuseppina-manfredi/'>Giuseppina Manfredi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/03/29/brazil-beyond-cyberspace-when-blogs-move-offline/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>I libri diventano e-book mentre blog e siti web si tramutano in libri e altri supporti mediatici. In questa situazione di fluidità, sembra che il libro in formato cartaceo abbia il potere di superare la scrittura virtuale, anziché l&#39;opposto. In Brasile è in atto quel che è più di un semplice trend: <a title="Vai al post originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/author/deborah-goldemberg/">pubblicare e-books</a> [in] per attirare lettori e scrittori ma anche la controtendenza parallela che ha portato i blog nelle librerie reali e sul grande schermo.</p>
<p>Lo scorso novembre, il blog <em><a title="Vai al post originale in portoghese" href="http://parafrancisco.blogspot.com">Para Francisco</a></em> [pt] ha arricchito l&#39;elenco dei blog presenti sul mercato editoriale librario, offrendo ai fan l&#39;opportunità di apprenderne la vera, accattivante storia, in formato cartaceo. In stato di shock per la tragica scomparsa del coniuge poco prima della nascita del primo erede, Christina Guerra si è ritrovata divisa tra lutto e felicità, scrivendo e dedicando i suoi pezzi al figlio: “Per Francisco”. Nel blog, la donna cerca di immortalare ogni dettaglio carpito, riflettendo sulla vita e lasciando affiorare le proprie emozioni. Ripiegandosi in se stessa, Christina riscopre una prospettiva positiva.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-60968" title="christina-guerra" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/03/christina-guerra-300x270.jpg" alt="christina-guerra" width="300" height="270" /></p>
<blockquote><p><a href="http://parafrancisco.blogspot.com/2009/01/preto-ou-branco.html">Escuro</a>.</p>
<p>Você vai aprender, filho. Que a intensidade pode roubar você de si mesmo. Que é preciso leveza para se pertencer. Você vai aprender a se distrair no meio do caminho – para ter o privilégio de errar. Vai aprender que as descobertas estão nos atalhos. E que é preciso alcançar o escuro denso para estar diante de todas as possibilidades. Você vai aprender a se deitar noite escura e amanhecer ensolarado. E vai entender que na perda mora o verdadeiro começo. Talvez você leve meia vida para isso. Talvez mais, como eu. Mas até lá, olha que sorte: eu vou estar segurando a sua mão.</p></blockquote>
<div class="translation"><a href="http://parafrancisco.blogspot.com/2009/01/preto-ou-branco.html">“Oscurità.</a><br />
Imparerai, figlio mio. L&#39;intensità può sottrarti a te stesso. Per appartenerti hai bisogno di luce. Imparerai a distrarti lungo il percorso – per concederti il privilegio di sbagliare. Imparerai che le scoperte si annidano nelle scorciatoie. E che devi raggiungere la fitta oscurità per andare oltre ogni possibilità. Imparerai a sdraiarti al buio nella notte scura per risvegliarti con il sole del giorno e capirai che la perdita è il vero inizio. Forse ti ci vorrà metà della tua vita per impararlo, forse di più, com&#39;è successo a me. Ma fino ad allora – guarda come sei fortunato – sarò qui a tenerti per mano”.</div>
<p>Il suo libro – “<em>Para Francisco</em>”, 192 pagine, edizioni Arx – è stato recensito da diverse testate e riviste. Christina continua ad aggiornare il blog con nuovi scritti nutriti di riflessioni, avvenimenti e intimi pensieri.</p>
<p>Un&#39;altra scrittrice che ha prima attirato l&#39;attenzione dei lettori su Internet per poi pubblicare un libro è Clarah Averbuck. Dopo il trasferimento dallo Stato più a sud del Brasile, <a title="Leggi l'articolo wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rio_Grande_do_Sul">Rio Grande do Sul</a> [it], dove ha interrotto gli studi ma ha iniziato a scrivere sul web, alla <a title="Leggi l'articolo wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/S%C3%A3o_Paulo">capitale São Paulo</a> [it], ha creato il primo blog nel 2001: il celebre <em><a title="Leggi il post originale in portoghese" href="http://brazileirapreta.blogspot.com/ ">brazileira!preta</a></em> [pt], e l&#39;anno successivo ha lanciato il suo primo romanzo, “Maquina de Pinball” (Editore Conrad, 2002). Poi ha scritto “<em>Das Coisas Esquecidas Atrás da Estante</em>” (Editore 7 Letras, 2003) e “<em>Vida de Gato</em>” (Editore Planeta, 2004).</p>
<p>In Brasile, sono fioccati opere teatrali e film ispirati alle sue storie. Lo scorso anno, <em><a title="Leggi il post originale in portoghese" href="http://nomepropriofilme.blogspot.com">Nome Próprio</a></em> [pt], pellicola diretta da Murilo Salles, ha vinto quattro premi al <a title="Leggi il post originale in portoghese" href="http://www.festivaldegramado.net/">Festival of Gramado</a> [pt], tra cui quelli per la Miglior fotografia e Miglior attrice per Leandra Leal nei panni della protagonista, la scrittrice Camila.</p>
<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/563LUZYB7_0&amp;hl=en&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/563LUZYB7_0&amp;hl=en&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>La Averbuck è nota per l&#39;uso narrativo in prima persona e per includere esperienze personali - su sesso, droga, rock’n&#39;roll, bar, amori e amicizie - nei suoi scritti. La scrittrice non mena il can per l&#39;aia: quando scrive va dritta al punto, con sincerità e senza digressioni, mettendo a nudo i propri sentimenti; basta dare un&#39;occhiata a <em><a title="Leggi il post originale in portoghese" href="http://adioslounge.blogspot.com/">Adios Lounge</a></em> [pt]. Le sue opere vengono spesso citate come un esempio del modo in cui i blog oggi siano luogo di espressione per nuovi scrittori di talento, e lei stessa è una delle icone degli scrittori che popolano la blogosfera. Ciò nonostante, in un&#39;intervista ha dichiarato: “Non esistono blog letterari. Quando si scrive si scrive, non importa dove”.  Il pubblico è avvertito: non punta a far soldi, o il lavoro non le frutta molto, visto che non ci paga neanche le bollette del telefono, con i suoi libri. Riguardo la trasposizione cinematografica della sua opera con <em>“Nome Próprio”</em>, <a title="Leggi il post originale in portoghese" href="http://adioslounge.blogspot.com/2008/08/autor-bom-autor-morto.html">Averbuck spiega</a> [pt]:</p>
<blockquote><p>“(…) tenho repetido isso quando me perguntam o que achei da adaptação dos livros e tudo mais: autor bom é autor morto. (…)autor morto não reclama nos ouvidos dos diretores e nos microfones dos repórteres quando são adaptados e fica tudo diferente. porque eu reclamo. é claro que eu reclamo. é a minha obra, afinal de contas. (…) mas é assim mesmo. ninguém entende nada, adoram criar umas polêmicas que não existem, pintar o autor de ególatra, de personalidade difícil (rarara, adoro, é tão besta que fica engraçado) e inventar umas coisas por total ausência de outra para falar. eu quero mesmo é achar uma casinha pra morar com a cata e ele e os gatos, terminar meus livros, parar de responder as mesmas perguntas e operar os olhos que essas lentes estão me matando. o resto não tem me interessado muito, francamente.</p></blockquote>
<div class="translation">“(…) L&#39;ho ripetuto ogni volta che mi viene chiesto cosa penso dell&#39;adattamento dei libri e di tutto il resto: un bravo autore è un autore morto (…). Un autore morto non si lamenta con il regista e con i giornalisti quando i suoi libri vengono adattati, e tutto procede diversamente. Perché io mi lamento, naturalmente: si tratta del mio lavoro, in fondo. Ma è proprio così: nessuno capisce niente e, per il puro gusto di farlo, si montano polemiche sul niente, dipingendo l&#39;autore come uno complicato e narcisista (ah ah ah, mi piace, la cosa è così insulsa da diventare ridicola) e facendo certe uscite perché non si sa cos&#39;altro dire. Quel che voglio davvero, è trovare una casetta e viverci con Cata, con lui e i gatti, terminare i miei libri, smetterla di rispondere alle stesse domande e operarmi agli occhi, perché queste lenti a contatto mi stanno dando il tormento; quanto al resto, francamente, m&#39;interessa poco.”</div>
<p>Il suo ultimo libro è stato <em>Nossa Senhora da Pequena Morte</em> (Editore do Bispo, 2008) e altri titoli sono d&#39;imminente uscita. Sembra tuttavia che il blog non abbia più la priorità. Nel suo ultimo post lungo, del 25 ottobre 2008, annunciava la chiusura del blog, ma poi vi ha aggiunto un breve commento: “Non mi arrenderò mai. Vi amo tutti”, del 2 febbraio 2009. Averbuck è impegnata anche sulla scena musicale, come vocalist del gruppo “<em>Jazzie e os Vendidos</em>”.</p>
<p>E proviene dalle scene musicali del rock’n&#39;roll anche Gustavo Curry, che ha raccolto i propri scritti sul web e ha avuto il coraggio di autofinanziare il proprio libro. Nato a <a title="Leggi l'articolo su Wikipedia in italiano" href="http://http://it.wikipedia.org/wiki/Bahia_(stato)">Bahia</a> [it], ha deciso di raccontare la sua vita in quello Stato, come musicista rock, nuotatore e giornalista. Ha iniziato con il blog <em><a title="Leggi il post originale in portoghese" href="http://www.ricardocury.blogspot.com/">Eu Tava Aqui Pensando ou Blá Blá Blá</a></em> [pt], per poi proseguire con la pubblicazione del libro “<em>Para Colorir</em>”. La maggior parte dei suoi reportage è già stata resa pubblica in rete e il libro include anche 16 illustrazioni del disegnatore spagnolo <a title="Vai al sito originale dell'artista in spagnolo" href="http://www.ricardosans.eu/">Ricardo Sans</a> [sp]</p>
<p>Curry parla della somiglianza tra la copertina del suo libro e quella del CD dei R.E.M. “Qualunque similitudine è solo una coincidenza. Il mio libro è uscito prima”. Con gran senso dell&#39;umorismo, ha descritto il suo incontro con il celebre musicista brasiliano che ha creato uno dei ritmi più famosi e coinvolgenti del Paese, <a title="Leggi l'articolo su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ax%C3%A9">Axe Music</a> [in] e altre bizzarrie.</p>
<p>Riguardo al fatto di scrivere sul blog, sembra che Cury non abbia intenzione di rinunciarvi. Egli <a title="Vai al post originale in portoghese" href="http://ricardocury.blogspot.com/2008/12/senta-que-l-vem-histria-ou-livrei-me.html ">condivide con noi</a> [pt] il percorso produttivo per veder pubblicare i suoi scritti e renderli così noti ai lettori:</p>
<blockquote><p>“O resultado de Para Colorir, considero que foi muito interessante. Acredito que o livro cumpriu boa parte do seu objetivo. Do ponto de vista financeiro, diretamente, o livro se pagou. Fiz 1000, vendi 614 e dei 230. Ainda restam 156. Calculando com o preço médio da venda em 30 reais, recebi R$18.420. Porém tem de calcular que, só no lançamento, dos 180 livros vendidos no evento, 40% da venda ficou com a livraria. Culpa de Jorge Amado que disse “livro tem que ser lançado em livraria”. Que merda, hein, seu Jorge? Se eu fizesse no Póstudo ou no Balcão, bares de amigos meus, seria 100% do lucro”.</p></blockquote>
<div class="translation">“Penso che il risultato di “<em>Para Colorir</em>” sia stato assai interessante. Credo che il libro abbia raggiunto buona parte dei suoi obiettivi. Da un punto di vista economico, il libro si è ripagato le spese. Ho pubblicato 1000 copie, ne ho vendute 614 e regalate 230. Ne restano ancora 156. Considerando un prezzo medio di vendita sui 30 Reais, ho raggranellato 1.420 Reais. Tuttavia, si deve tener conto che, proprio al lancio del libro, il 40% di introiti dei 180 libri venduti in quell&#39;occasione è finito nelle tasche del libraio. E se la prende con <a title="Articolo su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jorge_Amado">Jorge Amado</a> [it], che una volta disse che i ‘libri devono essere lanciati nelle librerie&#39;. Ma che diavolo dice, Signor Jorge? Se l&#39;avessi fatto al Póstudo o al Balcão, locali di amici miei, mi sarei tenuto il 100% dei profitti”.</div>
<p>Tuttavia, come Clarah Averbuck, alcuni scrittori pubblicano solo qualche aggiornamento o addirittura smettono di scrivere sui blog, a causa dei troppi impegni derivanti dal successo del loro lavoro offline. Così è stato per <a title="Post originale in portoghese" href="http://mothern.blogspot.com/">Mothern</a> [pt], un blog sull&#39;essere mamme moderne: come coniugare la cura dei figli con il lavoro quando ti aspettano le feste e gli amici? Questo spiega il nome del blog, mothern = mother (mamma) + modern (moderna). Con stile comico e leggero, Juliana Sampaio e Laura Guimarães, elogiate dai fan dei rispettivi blog, hanno pubblicato due libri – “<em>Mothern - Manual da Mãe Moderna</em>” e &#8220;<em>As 500 melhores coisas de ser mãe</em>”, entrambi Edizioni Matrix, oltre ad aver inaugurato un programma televisivo sul canale GNT. Però chi ne apprezza i blog deve leggere i vecchi post, comprare il libro o seguire la serie televisiva. L&#39;ultimo post risale al 19 novembre 2007.</p>
<blockquote><p>“Sim, estamos sumidíssimas daqui. Eu mais pra <a href="http://www.lapisraro.com.br/site/">cá</a>, Laura <a href="http://www.ufmg.br/">mais pra lá</a>, ambas com a agenda e a cabeça cheias de outros assuntos. Esta passadinha rápida é só pra pedir que hoje à noite todos vocês cruzem os dedinhos, pois vai sair o resultado do Emmy International (http://www.iemmys.tv ), do qual a série Mothern é um dos 4 finalistas da categoria série dramática.</p></blockquote>
<div class="translation">“Si, siamo sparite del tutto da questo blog. Io ho trascorso più tempo <a title="Leggi il post originale in portoghese" href="http://www.lapisraro.com.br/site/">qui</a> [pt], e Laura è <a title="Leggi il post originale in portoghese" href="http://www.ufmg.br/">laggiù</a> [pt], entrambe siamo prese dagli impegni e abbiamo altri pensieri per la testa. Ho fatto una capatina solo per chiedere a tutti voi di incrociare le dita stanotte, perché presto verrà annunciato il risultato degli Emmy International Awards e la serie “Mothern” è in lizza con altre tre finaliste per la categoria Fiction”.</div>
<p>Sembra che blog, libri, serie televisive e film siano una fonte inesauribile di creatività, ma non sappiamo mai quali di questi venga prima. Come possiamo constatare, alcuni blog muoiono dopo aver dato linfa ad altri progetti. Oppure possono fungere da brutta copia dei libri, alla stregua della carta su cui gli scrittori abbozzano le prime righe con cui esprimono i propri pensieri, finché lungo le pagine non scatta del tutto la magia. Come commenta <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/01/24/brazil-a-true-competition-between-e-books-and-paper-books/">Deborah Icamiaba sul parere dello scrittore Paulo Coelho riguardo gli e-books</a> [in], sembra che abbia azzeccato o esaminato il tipo di rapporto che lega scritti di natura diversa: “Secondo lui, la distribuzione gratuita degli e-book invita addirittura all&#39;acquisto dei libri cartacei, in quanto i lettori iniziano a leggere sul desktop e, non appena vengono coinvolti dalla narrazione, corrono in libreria per acquistare l&#39;opera, visto che ancora prediligono il supporto cartaceo. Che ci piaccia o meno Paulo Coelho, resta il fatto che i suoi consigli non possono restare inascoltati”. Magari, il conclamato successo in rete è una sorta di passaporto vidimato per l&#39;ingresso dei blog nelle librerie o nelle sale cinematografiche.</p>
<p>A proposito di libri, date un&#39;occhiata all&#39;iniziativa di Global Voices <a title="Leggi il post originale in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/03/global-voices-vi-invita-al-giro-del-mondo%e2%80%a6-con-un-libro/">in giro per il mondo… con un libro!</a> [it].</p>
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		<title>La recessione globale e il malcontento che ne segue</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/03/la-recessione-globale-e-il-malcontento-che-ne-segue/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 04:51:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppina Manfredi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La crisi economica colpisce tutto il globo, generando ansie e inquietudine per il futuro, marce di protesta e tumulti, persino gesti inconsulti. Aumentano disoccupati e senzatetto, e nulla lascia presagire tempi migliori a breve termine.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/mong/">Mong Palatino</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/giuseppina-manfredi/'>Giuseppina Manfredi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/03/13/global-recession-and-its-discontents/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Oggi il mondo sembra piatto. Dall&#39;Asia all&#39;Africa e alle Americhe la popolazione mondiale sta vivendo gli effetti traumatici della recessione economica globale. Questo post cerca di descrivere l&#39;impatto sociale giocato dalla grossa crisi finanziaria sui comuni cittadini.  </p>
<p>I segni della crisi maggiormente commentati sono il crollo di Wall Street e il collasso del mercato immobiliare negli Stati Uniti. Senza sminuire questi sfortunati disastri economici, dovremmo anche far luce su altri indici della crisi, quelli vissuti giorno per giorno dalla gente di tutto il mondo.    </p>
<p>La recessione economica, ad esempio, sta costringendo molti sud-coreani a modificare o rinunciare ai previsti viaggi. Ciò ha colpito l&#39;<a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://e-borneo.blogspot.com/2009/02/brunei-tourism-in-no-win-situation-over.html">industria turistica del Brunei</a> [in], meta privilegiata da molti in Corea del Sud. A causa del ridotto numero di turisti globali, <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://www.youm7.com//News.asp?NewsID=68048">gli impiegati dell&#39;industria turistica egiziana</a> [in] lamentano ritardi nella corresponsione degli stipendi. </p>
<p>Il calo delle spese dei consumatori negli Stati Uniti ha anche ridotto la domanda di articoli di vestiario realizzati in Bangladesh.  Cosa che ha comportato una flessione nell&#39;<a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://www.sachalayatan.com/shubinoymustofi/21252">esportazione degli articoli di abbigliamento dal Bangladesh</a> [in], fonte di impiego per gran parte della popolazione. Il Bangladesh esporta i propri prodotti principalmente negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. </p>
<p>In <a title="Leggi il post originale di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/03/09/russia-unsent-letter-on-health-care/">Russia</a> [in], la crisi finanziaria è attestata dalla riduzione della spesa pubblica in <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://sobe-panek.livejournal.com/126841.html">materia sanitaria</a> [in].  In Giappone, la recessione si è manifestata attraverso i reportage sulla <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://www.tokyomango.com/tokyo_mango/2009/01/reduced-department-store-hours-are-a-sign-of-a-flagging-japanese-economy.html">riduzione</a> [in] degli orari di lavoro dei grandi esercizi commerciali, <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://martinjapan.blogspot.com/2008/12/new-green-economy-or-debilitating.html">sul crollo</a> [in] delle vendite automobilistiche e sul crescente aumento di disoccupati e senzatetto <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://www.yomiuri.co.jp/dy/national/20090101TDY02306.htm">nei centri di accoglienza  temporanei</a> [in], nei parchi e persino negli internet café.</p>
<p><a title="Leggi il post originale di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2008/12/22/ukraine-crisis-microfinance-and-politics/">Il congelamento dell&#39;economia</a> [in] in Ucraina è da intendersi alla lettera, a giudicare dalla sospensione, a dicembre, in molte zone di Kiev della fornitura di acqua calda per una settimana, a causa delle bollette inevase. <em>Evie of Kiva Stories from the Field</em> racconta degli <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://fellowsblog.kiva.org/2008/12/17/recession-resistant-microfinance/">stenti</a> [in] patiti dai residenti di Kiev assiderati:</p>
<blockquote><p>“Date le temperature sotto zero e le dure condizioni imposte dall&#39;inverno continentale, la mancanza di acqua calda per una settimana è un supplizio non da poco. La gente non poteva nemmeno lavare i piatti: appena usciva dal rubinetto, l&#39;acqua si tramutava in ghiaccio. Anche adesso, a tre giorni dal ripristino della fornitura, i radiatori sono appena tiepidi, le abitazioni sono ancora gelate e tra la gente circola l&#39;influenza.”</p>
</blockquote>
<p>A Hong Kong, indiscusso caposaldo della comunità economica globale, si è appreso con incredulità che le azioni del  <a title="Leggi il post originale di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/03/10/hong-kong-end-of-hsbc-myth/">gruppo HSBC sono precipitate</a> in] al minimo storico dal 1995. Lo shock ha assunto il volto di una commentatrice televisiva che la settimana scorsa riportava tra le lacrime l&#39;incredibile collasso del gruppo HSBC. </p>
<p><center><object width="425" height="344"><param title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" name="movie" value="http://www.youtube.com/v/9P61kM9JJLw&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/9P61kM9JJLw&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></center></p>
<p>Questa notizia ha minato ulteriormente la fiducia riposta nell&#39;economia dagli abitanti di Hong Kong. <em>Those Were the days</em> sottolinea l&#39;importanza del <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://thosewerethedays.wordpress.com/2009/03/10/匯豐大時代/">crollo dell&#39;HSBC</a> [in]:</p>
<blockquote><p>說匯豐跌至如此水平，已不是個別企業升跌的問題了，那，已是維繫港人信心的問題：港人普遍相信、甚至迷信，全世界股票跌到七個一皮，匯豐也是不會大跌的，所以為何一個又一個關鍵價位，港人散戶總會組成血肉長城，想頂住匯豐股價！匯豐與廣大香港散戶，已是血脈相連！</p>
</blockquote>
<div class="translation">È una questione di fiducia, per la gente di Hong Kong: essa crede, in generale, che anche se crolla il mondo intero l&#39;HSBC resiste. Per questo negli ultimi mesi, nonostante l&#39;HSBC navigasse in acque molto agitate, i singoli azionisti acquistavano altri titoli per scongiurare il crollo delle proprie azioni. Le vite degli azionisti e dell&#39;HSBC sono legate a doppio filo.</div>
<p><strong>Pessimismo</strong></p>
<p>La crisi economica è motivo di forte inquietudine. Lo si vede chiaramente osservando il crescente numero di <a title="Leggi il post originale di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/01/21/japan-coming-of-age-in-2009/">giovani giapponesi</a> [in] che malinconicamente si interrogano sulle problematiche condizioni del Paese. In Ungheria, alcuni hanno rilevato come il <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://esbalogh.typepad.com/hungarianspectrum/2009/03/hungarian-pessimism.html">pessimismo</a> [in] dilagante sia stato messo nero su bianco dai titoli dei giornali delle ultime settimane:</p>
<blockquote><p>“Riportiamo alcuni dei recenti titoli dei giornali ungheresi: “Peggiora la situazione rispetto all&#39;ottobre scorso” (Index). “La cancelliera tedesca rievoca la seconda guerra mondiale” (Hírszerző). “Crisi: secondo Bajnai bisogna amputare” (Hírszerző). “Siamo seduti su una bomba a orologeria, e i violenti conflitti sociali faranno da detonatori” (Hírszerző). “Non si intravedono spiragli” (Heti Válasz).”</p>
</blockquote>
<p>Forse questo pessimismo non si limita solo all&#39;Ungheria. <em>Latvia Economy Watch</em>, in modo pertinente e intelligente <a title="Leggi il post originale in inglese"href="http://latviaeconomy.blogspot.com/2008/10/cee-and-baltics-moving-towards-center.html">osserva</a> [in] come le ferite economiche dell&#39;Europa coincidano con il lancio del grande acceleratore di particelle (Large Hadron Collider) avvenuto lo scorso anno:</p>
<blockquote><p>Ogni giorno che passa trovo sempre più difficile evitare di associare tutti quei tentativi di scoprire l&#39;illusoria Particella di Hick all&#39;onnivoro buco nero che sembra fagocitare a una velocità allarmante i mercati finanziari, malgrado gli innumerevoli sforzi profusi dalle autorità economiche globali per ideare una sorta di equivalente monetario alla &#8216;anti-matteria&#39;.</p>
</blockquote>
<p>Sul blog <a title="Leggi il post originale di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/03/11/kazakhstan-blogospheres-crisis-chronicles/">Kazakhstan</a> [in] <em>Pulemetchizza</em> <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://pulemetchizza.livejournal.com/208685.html">mette a confronto la crisi</a> [in] con un nota citazione dello scrittore Mikhail Bulgakov:</p>
<blockquote><p>Раньше у нас в туалетах висела хорошая двуслойная бумага типа ZEWA. И бумажные полотенца. Теперь висит обычная, однослойная босяцкая “54 метра”. Бумажные полотенца исчезли.</p>
<p>Ну что, думаю, еще через месяцок нам просто будут нарезать газету “Караван” (тоже в целях экономии, раз газета входит в состав Холдинга, покупать ее не надо). Или не будут нарезать, так будем рвать, руками.</p>
</blockquote>
<div class="translation">Tira aria di crisi anche nei nostri bagni. Prima si era soliti consumare carta igienica doppiovelo di alta qualità e salviette. Ora consumiamo la carta igienica più economica che ci sia e facciamo a meno delle salviette. Sembra quasi che tra un paio di mesi ci toccherà adoperare il giornale.</div>
<p>
<div id="attachment_61631" class="wp-caption alignleft" style="width: 243px"><a href="http://www.flickr.com/photos/9289838@N06/3343131901/in/set-72157615058323808/"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/03/credit-crunch.jpg" alt="Segno dei tempi. Dalla pagina Flickr di IH (40)" title="credit-crunch" width="233" height="209" class="size-full wp-image-61631" /></a>
<p class="wp-caption-text">Segno dei tempi. Dalla pagina Flickr di IH (40)</p>
</div>
<p>La recessione globale induce molta gente ad adottare strani comportamenti. In Lettonia, <a title="Articolo in inglese" href="http://www.delfi.lv/archive/article.php?id=23261795&#038;categoryID=193&#038;ndate=1234821600">quattro cani da guardia speciali</a> [in] di una prigione di stato sono stati uccisi in nome del risparmio dei fondi pubblici. Nella prospera Singapore un cittadino anziano contrariato per non aver ricevuto la consueta busta rossa con i 135 dollari concessi in occasione del capodanno cinese, <a href="http://globalvoicesonline.org/2009/01/13/senior-citizen-sets-on-fire-a-singapore-lawmaker/">ha appiccato il fuoco a un locale in cui si trovava un parlamentare</a>. I blogger della <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://stunner101.blogspot.com/2009/02/stanfraud.html">Giamaica</a> [in] e di <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://akalol.wordpress.com/2009/02/18/saving-money-the-old-fashion-way/">Trinidad e Tobago</a> [in] hanno rimarcato come adesso molta gente custodisca i propri risparmi sotto il materasso, anziché depositarli in banca.</p>
<p>Persino <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://www.robertamsterdam.com/2008/12/a_glossary_of_russias_economic_euphemisms.htm">la lingua</a> [in] non è stata risparmiata dal contagio della recessione. In Kazakhstan il termine <a title="Leggi il post originale di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/02/23/kazakhstan-politics-and-society-in-times-of-crisis/">“crisi”</a> [in] viene ora percepito come tabù, soprattutto dai segretari di Stato. Mentre in Giappone, le domande “Cosa combini adesso?” e “Sei sposato/a?” sono diventate <a title="Leggi il post originale di Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/01/giappone-lavori-o-sei-disoccupato-e-diventata-domanda-tabu/">domande-tabù </a> [it] per via della galoppante disoccupazione. Il blogger <a title="Leggi il post originale in giapponese" href="http://d.hatena.ne.jp/koheko/20090106/p2">koheko</a> [giap] spiega ulteriormente quanto segue:</p>
<blockquote><p>正月に久々に会った友人たちは皆元気そうで安心した。ただやはり我々ももう30歳を迎え，気になることはいくつかあった。まず，一番面白いというかショックというか複雑な現象だなと感じたのは，「今何やってるの？」という質問が禁句になっているということだ。</p>
</blockquote>
<div class="translation">In questo nuovo anno, ho rivisto i miei amici per la prima volta dopo un po&#39; di tempo e mi ha fatto piacere sapere che per tutti loro le cose andassero bene. Allo stesso tempo, però, abbiamo tutti raggiunto la trentina, e alcune cose mi hanno dato da pensare. Per cominciare, la cosa più interessante, o forse dovrei dire scioccante — ho come l&#39;impressione che sia un fenomeno complesso — la domanda “cosa combini adesso?” sembra sia diventata tabù.</div>
<p><strong>Malcontento sociale</strong></p>
<p>L&#39;attuale crisi economica ha peggiorato le iniquità sociali in molti Paesi. Non sorprende che nella morsa dell&#39;inquietudine generale siano finite tanto le nazioni ricche quanto quelle povere. In Russia, cittadini esacerbati hanno organizzato le <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://olegkozlovsky.wordpress.com/2008/12/19/public-unrest-rises-in-russia/">Marce dei dissenzienti</a> [in] nelle città di Mosca e San Pietroburgo, lo scorso dicembre. <em>Streetwise Professor</em> ha rilanciato la nota <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://streetwiseprofessor.com/?p=1143">protesta degli autisti</a> [in] a Vladivostok:</p>
<blockquote><p>“A Vladivostok, una marcia di protesta di parecchie migliaia di automobilisti contro l&#39;aumento delle tasse doganali per le vetture usate provenienti da mercati esteri ha sollevato anche altri temi; si è iniziato a parlare del prezzo eccessivo del carburante, degli alimentari e dei servizi di pubblica utilità e accoglienza, oltre che di disoccupazione, crisi e  distribuzione delle risorse.”</p>
</blockquote>
<p>Il <a title="Leggi il post originale di Global Voices in inglese" href=""http://globalvoicesonline.org/2008/12/21/russia-the-crisis-and-the-potential-for-unrest/">raduno di Vladivostok</a> [in] è stato significativo, dal momento che i media hanno dato ampio spazio alle inquietudini che agitano la Russia e i manifestanti erano cittadini comuni che in passato si erano rifiutati di partecipare alle marce capeggiate dall&#39;opposizione. Poiché sempre più russi sono insoddisfatti dell&#39;economia, il presidente ha autorizzato lo <a title="Leggi il post originale di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/02/08/russia-reflections-on-recent-murders-in-moscow/">sciopero legale</a> [in] preventivo: il Codice penale russo è stato modificato per consentire il processo immediato dei facinorosi che istigano alle “agitazioni di massa” e alle  “azioni devianti.”</p>
<p><a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://seansrussiablog.org/2009/02/06/the-poverty-of-russias-protests/">Proteste legate alla recessione</a> [in] vanno scoppiando in varie zone del globo. Lo scorso gennaio, uno sciopero generale ha colpito la Francia, mentre in Gran Bretagna si sono registrati scioperi selvaggi. Il mese scorso, i contadini greci si sono scontrati con la polizia antisommossa. L&#39;anno scorso, si sono registrate oltre <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://www.elbadeel.net/index.php?option=com_content&#038;task=view&#038;id=48468&#038;Itemid=33">600 manifestazioni di protesta dei lavoratori</a> [in] in <a title="Leggi il post originale in inglese"href="http://scandegypt.blogspot.com/2009/03/more-labour-unrest-as-economic-crisis.html">Egitto</a> [in]. A ottobre, a Singapore <a title="Leggi il post originale di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2008/10/30/recession-hits-singapore/">gli investitori sono scesi in strada per protestare</a> [in] contro il crollo delle grandi banche di Wall Street. Sono scoppiate sommosse nei dipartimenti francesi d&#39;oltreoceano <a title="Leggi il post originale di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/02/18/guadeloupe-escalating-tensions-lead-to-violence/">di Guadalupa e Martinica</a> [in], in seguito alle proteste contro l&#39;astronomica impennata dei prezzi. In Guadalupa, lo slogan dei rivoltosi era <em>Lyannaj kont pwofitasyon</em>, che in creolo vuol dire <a title="Leggi il post originale di Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/01/29/guadeloupe-we-are-experiencing-lyannaj-kont-pwofitasyon-the-first-social-movement-of-its-kind/">“Uniamo le forze per contrastare ogni sorta di abuso”</a> [in]. </p>
<p>Lo scorso gennaio, oltre 10.000 persone hanno preso parte alla cosiddetta <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://allaboutlatvia.com/article/743/penguin-revolution/">Rivoluzione di pinguini in Lettonia</a> [in]. I protestanti non hanno apprezzato la dichiarazione del Primo Ministro che paragonava i lettoni ai pinguini, uniti quando si tratta di fronteggiare le rigide tempeste invernali. Lo slogan della Rivoluzione dei pinguini è <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://allaboutlatvia.com/article/819/special-penguins/">“Nasing spešal”</a> [in] (Niente di speciale), in riferimento a una risposta rilasciata dal Ministro dell&#39;economia lettone in un&#39;intervista sulla situazione finanziaria del Paese. Ora esistono un <a title="Sito in lettone" href="http://pingviniem.info/">sito web</a> [let] “Nasing spešal”, <a title="Sito in lettone" href="http://uzvelckreklu.lv/lv/catalogue/?page=0&#038;cid=2910">delle magliette</a> [let] e addirittura, in alcuni ristoranti, un menu “Nasing spešal”. </p>
<p>Negli ultimi mesi, la crisi economica ha risucchiato nel vortice gran parte del globo, con conseguenze finanziarie disastrose.  E la recessione non ha ancora finito di colpire. Il numero degli individui e dei gruppi affamati, senza occupazione, senza dimora e senza un briciolo di speranza è destinato a lievitare. Questo promette di essere un anno tanto eccitante quanto spaventoso.  </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Australia: clamore e incidenti per un film sulle gang libanesi di Sydney</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/03/australia-clamore-e-incidenti-per-un-film-sulle-gang-libanesi-di-sydney/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Mar 2009 06:49:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppina Manfredi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Un film sulla vita delle gang libanesi nella periferia ovest della capitale australiana va provocando accese discussioni,  attente recensioni e l'interesse dei media - oltre a qualche rissa al cinema. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em> &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/giuseppina-manfredi/'>Giuseppina Manfredi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/03/03/australian-film-on-lebanese-gangs-talk-of-the-town/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Un film australiano sulla vita delle gang libanesi nella periferia ovest di Sydney ha scatenato ben più che una serie di recensioni.</p>
<p>Intitolata <em>The Combination</em>, la pellicola è stata ritirata da diverse sale di Sydney per le risse scoppiate in seguito alle proiezioni. <em>The Combination</em> è stata poi ri-programmata, predisponendo una maggiore vigilanza per tenere a bada eventuali facinorosi.</p>
<p>Scritto e interpretato dall&#39;attore australiano-libanese George Basha, questo film sui gangster è ambientato durante le rivolte razziali di Cronulla del 2005, che vedevano contrapposte le gang bianche dominanti agli australiani dall&#39;aspetto libanese/mediorientale.</p>
<p>Scopo della pellicola è rappresentare la vita reale dei libanesi della parte ovest di Sydney e i disagi di cui sono vittime. Gli australiani di origine libanese sono grosso modo 400.000, una larga fetta dei quali vive nelle periferie ovest di Sydney.</p>
<p>La controversa pellicola ha sollevato molte discussioni in città, ricevendo ampia attenzione da parte dei media. </p>
<p>Il blogger/critico cinematografico australiano <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://marcfennell.blogspot.com/2009/02/combination-of-excellent-marketing-and.html">Marc Fennell</a> [in], ha proposto le sue riflessioni sul film:</p>
<blockquote><p>La pellicola sui gangster australiano-libanese <a title="Leggi il post originale in inglese"href="http://www.thecombination.com.au/">The Combination</a> [in] è speciale – incarna lo spirito del momento e affronta un tema decisamente attuale. Ma soprattutto, è riuscita a vendersi stranamente bene. Fino ad ora, <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://www.thecombination.com.au/">The Combination</a> [in] si sta accaparrando l&#39;interesse dei media a sinistra, a destra e al centro. Va anche generando accesi commenti da, ahem, sinistra, destra e centro, ed è stata perfino accusata di <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://www.abc.net.au/news/stories/2009/03/01/2504194.htm?section=entertainment">fomentare le risse.</a> [in]</p>
<p>Tutto questo per un film che in realtà non è nemmeno tanto valido.</p>
<p>D&#39;accordo, ciò non è del tutto giusto. Lasciate che mi spieghi: le rivolte di Cronulla fanno da sfondo alla trama di <em>The Combination</em>. La storia parla di un uomo libanese (George Basha, anche sceneggiatore) che, nella zona ovest di Sydney, esce di galera solo per scoprire che il fratello minore ha imboccato la stessa strada che lo ha portato in prigione. (Storia australiana X??). Intanto Basha si innamora di una ragazza bianca con genitori razzisti e - a giudicare dalle sue capacità da attrice - con un debole per i sedativi per equini.</p>
<p>A questo film darei un 10 e lode per l&#39;ambizione. E sono piuttosto sincero. Mi PIACE inoltre il fatto che, finalmente, esista un film sulle aree occidentali di Sydney centrato su un personaggio non anglosassone.</p>
<p>Nella pellicola sono inoltre ravvisabili elementi degni di nota oltre lo stile &#8216;pop&#39;. Il modo in cui viene resa la cultura libanese - attraverso la danza, il cibo, la famiglia - è brillante. Sono questi i momenti di maggiore vividezza del film. Per non parlare poi di un paio di prestazioni superbe.</p>
<p>Tutto considerato, credo che sia stato importante un tentativo come <em>The Combination</em>. Tratta argomenti scottanti e importanti per i nostri tempi e per il Paese, e sospetto che col tempo diventerà un importante documento sociale in Australia. Ritengo inoltre che gli elementi positivi di questo film siano una forte indicazione del comprovato talento di George Basha e del regista  <a title="Leggi l'articolo wikipedia in inglese"  href="http://en.wikipedia.org/wiki/David_Field_%28actor%29">David Field</a> [in]. Non vedo l&#39;ora di vedere il loro prossimo lavoro, ma per il momento mi limito ad assegnare a <em>The Combination</em> un punteggio di 2 su 5.</p>
</blockquote>
<p><em>Scott Henderson</em>, sul suo blog <a title="Leggi il post originale in inglese"  href="http://darkhabits.blogspot.com/2009/02/film-review-combination.html">Dark Habits</a> [in], lo recensisce in maniera simile, concentrandosi sui temi che <em>The Combination</em> tenta di sondare:</p>
<blockquote><p>È tramite Sydney che il pubblico può assaporare gran parte dell&#39;affascinante cultura della comunità libanese, il cibo, la generosità, le danze nei ristoranti. Naturalmente è sempre tramite Sydney, e più specificamente tramite i genitori di Sydney, che siamo testimoni di alcune riflessioni sui pregiudizi e la xenofobia a cui <em>The Combination</em> dichiara battaglia. Il film offre in lungo e in largo riferimenti neanche troppo velati al fatto che i bianchi ritengano che le persone di colore siano tutte musulmane (il che suona come un doppio pregiudizio). Anche gli australiano-libanesi sono australiani, e le generazioni più anziane non contribuiscono alla causa ritenendo che le questioni di cuore debbano unire le due etnie (“Non è razzismo, è come stanno le cose”), e il razzismo, si sa, è una brutta cosa.</span></p>
<p>La violenza impazza in <em>The Combination</em> e la pellicola richiama esplicitamente <a title="Leggi l'articolo su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/2005_Cronulla_riots">le rivolte di Cronulla</a> [in] del 2005 a Sydney che fungono da sottofondo più che da forza trainante della trama. La vita dei principali protagonisti viene indagata a fondo attraverso le risse scolastiche, gli accoltellamenti in strada per i videogame e i tentacoli della violenza delle gang in generale. Tali azioni (e il malaffare con i narcotrafficanti) non restano certo senza ripercussoni, con alcuni ragazzi che finiscono in galera e altri all&#39;obitorio. La violenza non è la risposta,  questo, il messaggio perentorio dello sceneggiatore George Basha e del regista David Field. O meglio, almeno fin quando [la violenza] è necessaria per imporre un punto esclamativo narrativo, ovviamente.</p>
<p>Quanto a questa idea culturale che permea <em>&#8220;The Combination</em>, il film si prodiga molto per mostrare le conseguenze della violenza, schierandosi a favore dell&#39;azione di una giustizia da &#8216;vigilante&#39; secondo cui va bene che qualcuno che merita molto peggio viene umiliato e picchiato selvaggiamente davanti ai membri più onesti della comunità. È un momento che inquina il messaggio e che rivela mancanza di coraggio o intenzione di chiudere il circolo della violenza con un finale dai toni ambigui. Invece <em>&#8220;The Combination&#8221;</em> opta per una via d&#39;uscita facile, un finale &#8216;macho&#39; che si presta ad essere acclamato dal pubblico</p>
</blockquote>
<p>Un blogger australiano musulmano, <em>Nurisha Ali</em> su <a title="Leggi il post originale in inglese"  href="http://brisbaneqalam.wordpress.com/2009/02/22/western-sydney-makes-the-big-screen/">Brisbane Qalam</a> [in], è colpito dai rischi a cui si espone il film:<br /></span></p>
<blockquote><p>È incoraggiante vedere come ci siano persone pronte a tutto pur di farsi notare e pronte a correre dei rischi. Spero che questo film possa essere visto oltreoceano, in modo che chiunque possa apprezzare talenti australiani mai visti e mai sentiti</p>
</blockquote>
<p>E un libanese del Medioriente, <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://jadaoun.com/blog/2009/03/01/when-a-documentary-comes-to-life/">Jad Aoun</a> [in] non appare sorpreso nell&#39;apprendere delle risse scoppiate alla proiezione del film:</p>
<blockquote><p>Immagino che quando non si riesca a imporsi, si faccia ricorso alla violenza, per difendere la propria dignità e i propri diritti. Nessun posto è come casa propria!</p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Perù: la vita rurale andina e la violenza intestina nei film della regista Claudia Llosa</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/03/peru-la-vita-rurale-andina-e-la-violenza-intestina-nei-film-della-regista-claudia-llosa/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Mar 2009 00:06:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppina Manfredi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film]]></category>
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		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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		<description><![CDATA[Il film "La Teta Asustada", della regista Claudia Llosa, recente vincitore dell'Orso d'Oro a Berlino, va dividendo l'opinione pubblica sul passato violento del Paese nel segno di "Sendero Luminoso". Discussioni e polemiche divampano nella blogosfera locale.   ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/juan-arellano/">Juan Arellano</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/giuseppina-manfredi/'>Giuseppina Manfredi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/02/22/peru-portrayal-of-andean-life-in-llosas-movies/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Il film <I>La Teta Asustada</I> della regista peruviana Claudia Llosa si è di recente aggiudicato il premio Orso d&#39;Oro alla mostra cinematografica internazionale di Berlino. Accolta con entusiasmo, la notizia è stata rilanciata dai media specializzati peruviani. Il blog <a title="Leggi il post originale in spagnolo" href=" http://www.cinencuentro.com">Cinencuentro </a> </em> [sp], gli ha ad esempio dedicato particolare attenzione ancor prima che l&#39;assegnazione del premio fosse annunciata, con tanto di <a title="Leggi il post originale in spagnolo" href="http://www.cinencuentro.com/2009/02/14/berlinale-2009-conferencia-prensa-la-teta-asustada">filmato della conferenza stampa </a> [sp]. Ci sono anche post sulla reazione del pubblico, sul conferimento del premio, sulle <a title="Leggi il post originale in spagnolo" href="http://www.cinencuentro.com/2009/02/15/de-madeinusa-a-la-teta-asustada-el-triunfo-de-claudia-llosa">recensioni della regia della Llosa </a> [sp] e sull&#39;<a title="Leggi il post originale in spagnolo"  href="http://www.cinencuentro.com/2009/02/17/se-adelanta-a-abril-el-estreno-de-la-teta-asustada-en-peru"> uscita, ad aprile, della pellicola in Perù</a> [sp].</p>
<p>L&#39;attenzione rivolta al film potrebbe dare man forte all&#39;industria cinematografica peruviana, cosa di cui Elizabeth Lino di <em>Te Voy a Contar <I> ritiene ci sia </em><a title="Leggi il post originale in spagnolo" href="http://zumbayllu.blogspot.com/2009/02/el-oso-de-oro-en-peru.html">molto bisogno</a> [sp]. Anche Guille, di <em>Pueblo Vruto </em> [sp] è entusiasta per il riconoscimento e crede che ciò possa rilanciare le pellicole peruviane, <a href="http://pueblovruto.blogspot.com/2009/02/la-teta-asustada-y-nosotros-emocionados.html">in particolare quelle imperniate su vicende intricate, inclusa la violenza che ha attanagliato il Paese per un intero decennio</a>. </p>
<p>Tuttavia, la rappesentazione della vita rurale dei film della Llosa, all&#39;ombra del conflitto interno con <em>Sendero Luminoso</em>, ha rinfocolato i dibattiti su questo difficile periodo della storia peruviana. Molti blogger si sono concentrati sul contenuto del film, chiedendosi se la Llosa fosse qualificata o meno per portare sul grande schermo la vita rurale andina. </p>
<p>Su Cinencuentro, Juan José Beteta scrive della <a title="Leggi il post originale in spagnolo"  href="http://www.cinencuentro.com/2009/02/15/de-madeinusa-a-la-teta-asustada-el-triunfo-de-claudia-llosa">precedente fatica della Llosa</a> [sp], intitolata <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Madeinusa">Madeinusa</a> [in] e ambientata in un fantomatico villaggio indigeno di Manayaycuna.</p>
<blockquote><p>Ya <a title="Leggi il post originale in spagnolo" href="http://www.cinencuentro.com/2007/01/04/madeinusa-es-la-mejor-y-la-peor-pelicula-peruana-del-2006/">Madeinusa</a> [sp] exhibía señales evidentes de su potencial cinematográfico y la capacidad de revelar tanto tendencias ocultas como evidentes en la sociedad peruana, respecto al mundo andino. Quizás haya que recordar aquí el diseño de un personaje que, sin abandonar para nada sus valores culturales y su papel ritual, se las arregla para utilizarlo y liberarse de ciertas cadenas que le impone tal tradición. Por un lado, Llosa pone en escena el mito (apoyado en el trabajo de fotografía, vestuario y ambientación), pero, al mismo tiempo, muestra la capacidad de agencia de una mujer para liberarse y cuestionar un orden social opresivo. (…) Estamos ante un filme que plantea lo políticamente incorrecto junto a lo políticamente correcto, con respecto al mundo andino y al papel de la mujer.</p>
<p>De allí que para algunos esa cinta resulte racista y ofensiva, mientras que para otros (y me incluyo) muestra la afirmación de una cultura andina desafiante, en su provocadora ambivalencia (y eso es lo novedoso). </p>
</blockquote>
<div class="translation">
<p>Il film <a title="Post originale in spagnolo" href="http://www.cinencuentro.com/2007/01/04/madeinusa-es-la-mejor-y-la-peor-pelicula-peruana-del-2006/">Madeinusa</a> [sp] dimostra chiaramente le potenzialità della regista e la sua capacità di gettare luce sulle tendenze non manifeste della società peruviana nell&#39;universo andino. Forse occorre ricordare la soggettività del personaggio femminile che, senza abbandonare il proprio retaggio culturale né il ruolo che per tradizione le compete, viene messo a nudo senza quelle modifiche imposte alla tradizione. Da una parte, la Llosa mette in scena il mito (supportato da fotografia, costumi e scenografie) ma, allo stesso tempo, punta i riflettori sulla capacità di autoaffermazione di una donna, mettendo in discussione un opprimente ordine sociale.  (&#8230;) Vediamo un film che, in merito all&#39;universo andino e al ruolo della donna, solleva argomenti al tempo stesso &#8220;politically correct&#8221; e &#8220;politically incorrect&#8221;.</p>
<p>Ne consegue che per alcuni questo film risulta razzista e offensivo, mentre per altri (me incluso) mette in scena l&#39;affermazione di una cultura andina non sottomessa, con l&#39;ambivalenza provocatoria che ne consegue (e che non è una novità). </p>
</div>
<p>La trama di <I>La teta Asustada</I> è ambientata in Perù dopo il conflitto intestino che, per mano del gruppo di guerriglieri di<br />
<em>Sendero Luminoso</em>, ha trascinato nel vortice della violenza le zone rurali in particolare. La protagonista del film, Fausta, è figlia di una donna stuprata nel pieno della violenza dei ribelli. Il film - che la maggior parte dei peruviani ancora non ha visto - riaccende così controversie dai connotati sociali o politici. Carlos Quiróz ad esempio, di  <em>Peruanista</em> <a title="Leggi il post originale in spagnolo" href="http://peruanista.blogspot.com/2009/02/la-teta-asustada-de-claudia-llosa.html">non vede di buon occhio né la Llosa né il suo film</a> [sp]: </p>
<blockquote><p>Esta película no se trata de la vida de una mujer andina traumada por la violencia interna en Perú, como Llosa vende el cuento en Europa. Es acerca de mostrar la vida de una pianista limeña muy sofisticada, pseudo educada –y bien blanca- y como ejemplo de superioridad, mostrar a la empleada andina, la pobrecita, sumisa, superticiosa. El discurso del filme habla de simpatía indigenista, pero la imagen grita de una mala intención y de burla malosa, de comparación exagerada haciendo un paralelo entre las vidas de ambas.</p>
<p>… como toda folklorista convenida, Claudia Llosa se apropia de las culturas andinas para hacer filmes que impresionen a extranjeros y a ignorantes. A ella no le importan nuestros indígenas peruanos como seres humanos, sino como personajes curiosos y como objeto de burla, de reojo. Al mismo tiempo, ellos los blancos racistas se presentan a sí mismos como regios y buenos, y atractivos, mientras que a nosotros los cobrizos nos ponen brutitos y necesitados, y dependientes de ellos claro.</p>
</blockquote>
<div class="translation">
<p>Questa pellicola non tratta della vita di una donna andina traumatizzata dalla violenza intestina del Perù, come la Llosa vorrebbe dare a bere all&#39;Europa. Dipana invece la storia di una pianista molto raffinata di Lima, pseudo-istruita e bianca, esempio di superiorità alla cui luce il lavoratore domestico andino appare povero, remissivo e superstizioso. Dai dialoghi del film trapela una certa indulgenza verso il popolo indigeno, ma le immagini straripano di cattive intenzioni e di scherno derisorio, in un confronto esasperato tra le vite dei due, poste sullo stesso piano.</p>
<p>Tutti gli esperti popolari concordano sul fatto che Claudia Llosa si appropri delle culture andine per realizzare pellicole che facciano breccia sugli ignari e gli stranieri. Non si interessa ai nostri indigeni peruviani in quanto esseri umani, ma piuttosto in quanto personaggi singolari, da mettere alla berlina e da guardare dall&#39;alto in basso.  Allo stesso tempo, i razzisti bianchi vengono rappresentati come individui superiori, generosi e affascinanti, mentre noi, dalla pelle più scura, veniamo dipinti come bruti indigenti oltreché, naturalmente, subordinati a loro. </p>
</div>
<p>Inoltre, in un altro post Quiróz si domanda se <a title="Leggi il post originale in spagnolo" "http://peruanista.blogspot.com/2009/02/insisto-y-explico-la-teta-asustada-es.html">ci siano stati davvero così tanti stupri a danno delle donne perpetrati da <em>Sendero Luminoso </em> negli anni del terrorismo in Perù</a> [sp]:</p>
<blockquote><p>miren como presentan a la película en España: “una historia de las mujeres violadas por Sendero Luminoso”. Estos señores están mintiendo: usualmente SL no violaba a las mujeres, eran los paramilitares, los soldados y policías del estado peruano los que abusaban de las mujeres andinas, y no estoy defendiendo a SL sino seamos honestos aquí.</p>
</blockquote>
<div class="translation">
<p>Ecco come presentano il film in Spagna: “una storia di donne stuprate dal <em>Sendero Luminoso</em>.” Questa gente mente: Sendero Luminoso di solito non stuprava le donne; erano i paramilitari, i soldati e la polizia statale ad abusare delle donne andine, e non voglio certo difendere <em>Sendero Luminoso</em>, ma occorre essere onesti.</p>
</div>
<p>Quest&#39;affermazione ha prodotto numerosi commenti in calce al post, olre a repliche su altri blog.  Fernando Obregón di <em>Pospost</em> <a title="Leggi il post originale in spagnolo" href="http://pospost.blogspot.com/2009/02/sobre-las-violaciones-de-sendero.html">smentisce tale affermazione</a> [sp].</p>
<blockquote><p>Sendero Luminoso SÍ VIOLÓ mujeres. Y lo dice el Informe Final de la Comisión de la Verdad y Reconciliación, tal como se señala en el Tomo VI, Capítulo 1.5 llamado “<a title="Leggi il post originale in spagnolo" <a href="http://www.cverdad.org.pe/ifinal/index.php">La violencia sexual contra la mujer</a>” [sp] que pueden descargar <a href="http://www.cverdad.org.pe/ifinal/zip/TOMO%20VI/SECCION%20CUARTA-Crimenes%20y%20violaciones%20DDHH/FINAL-AGOSTO/1.5.VIOLENCIA%20SEXUAL%20CONTRA%20LA%20MUJER.zip">aquí.</a> Que las Fuerzas Armadas o policiales hayan sido quienes hayan cometido mayor número de violaciones NO EXCULPA a Sendero Luminoso y mucho menos para afirmar que “Sendero Luminoso no violaba mujeres”. Hacerlo, es negar el holocausto sufrido por la mujer andina peruana durante la guerra interna, pero sobre todo es volver a “violarlas” en su memoria</p>
</blockquote>
<div class="translation">
<p>Il <I>Sentedo Luminoso </I> HA STUPRATO le donne. E ciò viene dichiarato nella Relazione conclusiva della <a title="Leggi il post originale in spagnolo"  href="http://www.cverdad.org.pe/ifinal/index.php">Commissione di verità e riconciliazione </a> [sp], più esattamente nel VI volume, al Capitolo 1.5, intitolato “Violenza sessuale sulle donne” scaricabile <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://www.cverdad.org.pe/ifinal/zip/TOMO%20VI/SECCION%20CUARTA-Crimenes%20y%20violaciones%20DDHH/FINAL-AGOSTO/1.5.VIOLENCIA%20SEXUAL%20CONTRA%20LA%20MUJER.zip">qui</a> [in] (formato zippato). Il fatto che i colpevoli della maggior parte degli stupri siano le forze armate e la polizia NON proscioglie <em>Sendero Luminoso</em> dalle reponsabilità, e ancor meno si può sostenere che “<em>Sendero luminoso</em> non ha stuprato le donne.” Dire una cosa simile vuol dire rinnegare l&#39;olocausto patito dalle donne andine durante la guerra intestina, ma soprattutto vuol dire usar loro nuovamente violenza, andandole a colpire nei ricordi.</p>
</div>
<p>Tutta questa discussione richiama alla mente gli anni in cui il Paese ha dovuto fare i conti con il terrorismo e la blogger Isabel Guerra di <em>Palabras Van y Vienen</em> <a title="Leggi il post originale in spagnolo"  href="http://palabrasvanyvienen.wordpress.com/2009/02/19/una-epoca-no-tan-lejana">ricorda che non si tratta di un periodo poi così lontano</a> [sp]. Daniel Salas di <em>Gran Combo Club </em> <a title="Leggi il post originale in spagnolo" href="http://grancomboclub.com/2009/02/antes-de-ver-la-teta-asustada.html">riporta altre parti della discussione riguardo la capacità della Llosa di rappresentare la vita rurale peruviana:</a> [sp]:</p>
<blockquote><p>Una de las objeciones más escuchadas es que Llosa no tiene derecho a referir la realidad andina porque a) no la conoce y b) porque pertenece a la elite criolla. Pero ya he sostenido que no se trata de referir a ninguna realidad. (…) En un sentido poco interesante, nadie tiene derecho a representar a nadie y cualquiera puede representar a cualquiera. En otro sentido que sí es interesante, lo que te da derecho a representar a alguien es la relevancia artística de tu representación. No me sirve de nada representar lo que “conozco bien” si el producto es una acumulación de lugares comunes sin mayor gracia y sin el menor interés. En otras palabras, una novela, una película, un poema no van a ser mejores porque se refieren a lo que –según los otros-es lo que te resulta “más auténtico”.</p>
</blockquote>
<div class="translation">
<p>Secondo una delle obiezioni più diffuse, la regista non ha il diritto di farsi portavoce della realtà andina, a) perché non la conosce, b) perché lei fa parte dell&#39;élite. Però secondo me ciò non ha niente a che vedere con la realtà. (…) In senso generale, nessuno ha il diritto di rappresentare chicchessia e chiunque può rappresentare chicchessia. Invece da un punto di vista più interessante, ciò che dà diritto a qualcuno di rappresentare qualcun&#39;altro è la rilevanza artistica della rappresentazione di questo qualcuno. Non torna utile rappresentare qualcosa che “si conosce bene” se il prodotto confezionato non è che un insieme di cliché male assortiti e insignificanti. In altre parole, un romanzo, un film, una poesia, non saranno i migliori perché parlano di quel che - a parere di altri - risulta essere &#8220;più vero&#8221;.</p>
</div>
<p>È evidente che il dibattito sulla rappresentazione della vita in Perù, particolarmente al tempo della guerra interna con <em>Sendero Luminoso</em>, è solo all&#39;inizio. Di certo, quando il film circolerà nelle sale ad aprile il dibattito tenderà a crescere.</p>
<p><strong>Aggiornamento<strong>: Per altri link e discussioni sull&#39;argomento, si veda il blog <em><a title="Leggi il post originale in spagnolo" href="http://arellanos.blogspot.com/2009/02/sobre-la-teta-asustada-opiniones-y.html">Globalizado </a></em> [sp].</p>
]]></content:encoded>
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