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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Filippo Rizzi</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Portorico: una crisi perdurante dai mille volti</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/portorico-una-crisi-perdurante-dai-mille-volti/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/portorico-una-crisi-perdurante-dai-mille-volti/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 05:52:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Rizzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Al recente annuncio dato dal governatore Luis Fortuño del licenziamento di circa 17.000 dipendenti pubblici, la gente si è immediatamente mobilitata - anche nella blogosfera locale, con commenti e analisi sulle precarie condizioni politiche, sociali ed economiche in cui continua a versare il Paese.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/firuzeh-shokooh-valle/">Firuzeh Shokooh Valle</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/filippor/'>Filippo Rizzi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/02/puerto-rico-a-crisis-with-many-names/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><a title="Pagina di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Porto_Rico">Portorico</a> ha vissuto una settimana assai difficile: il governatore Luis Fortuño <a title="Articolo su Los Tiempos in spagnolo" href="http://www.lostiempos.com/diario/actualidad/internacional/20090926/anuncian-despido-de-16470-trabajadores_38091_63642.html">ha licenziato circa 17.000 impiegati statali</a> [sp], portando così a 25.000 il totale dei dipendenti pubblici mandati a casa dalla maggioranza eletta recentemente. Immediatamente dopo l’annuncio, la <a title="Articolo su Claridad in spagnolo" href="http://www.claridadpuertorico.com/content.html?news=0C7D716E304856266F987C1B8828E149">gente si è mobilitata</a> [sp]: lavoratori, donne, <a title="Fotografie su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/dialogodigital/sets/72157622365524855/show/">studenti, professori</a>, membri della società civile in generale hanno indetto conferenze stampa e manifestazioni in protesta contro tale decisione, che getta migliaia di famiglie in una situazione disperata. Con un atto di <a title="Articolo su Claridad in spagnolo" href="http://www.claridadpuertorico.com/content.html?news=0C7D716E304856266F987C1B8828E149">disobbedienza civile</a> [sp] un gruppo di persone si è incatenato all’entrata principale della dimora del governatore, La Fortaleza di Old San Juan, impedendone l’accesso. Quello che avevano battezzato “Il presidio della dignità” è stato però sgomberato in breve tempo dai reparti speciali della polizia. I sindacati hanno annunciato uno sciopero nazionale per il 15 ottobre.</p>
<p><img style="padding: 0px; margin: 5px; border: 0px none initial;" title="L'azione di disobbedienza civile davanti alla dimora del governatore. Foto concessa da José Antonio Rosado di Prensa Comunitaria." src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/el_pueblo_20090930_19115377153-300x218.jpg" alt="L'azione di disobbedienza civile davanti alla dimora del governatore. Foto concessa da José Antonio Rosado di Prensa Comunitaria." width="300" height="218" /><br />
<small>L&#39;azione di disobbedienza civile davanti alla dimora del governatore.<br />
Foto concessa da José Antonio Rosado di Prensa Comunitaria.</small></p>
<p><img style="padding: 0px; margin: 5px; border: 0px none initial;" title="Foto concessa da José Antonio Rosado di Prensa Comunitaria" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/el_pueblo_20090930_1404834765-300x233.jpg" alt="Foto concessa da José Antonio Rosado di Prensa Comunitaria" width="300" height="233" /><br />
<small>Foto concessa da José Antonio Rosado di Prensa Comunitaria.</small></p>
<p><small> </small></p>
<p>Si sono avuti anche gesti esasperati. Un uomo di nome Roberto García ha <a title="articolo su wapa.tv in spagnolo" href="http://www.wapa.tv/noticias/primeraplana/%C2%A1-lanzan-huevo-al-gobernador--/20090929113315">lanciato un uovo contro il governatore mentre teneva una conferenza stampa nella parte orientale dell’isola</a> [sp]. Fortuño è riuscito a schivarlo, mentre García è stato accusato di tentata aggressione e poi rilasciato su cauzione. In seguito ha dichiarato che pur avendo votato per il governatore, era estremamente deluso dalla decisione di licenziare migliaia di dipendenti pubblici. Le associazioni femminili <a title="Post in spagnolo dal blog originale" href="http://mujeresenpr.blogspot.com/2009/10/piden-fortuno-que-reconsidere-casos-de.html">hanno segnalato</a> [sp] che il provvedimento colpisce in maniera sproporzionata le donne e soprattutto le madri single che hanno solo il proprio reddito su cui contare.</p>
<p><img style="padding: 0px; margin: 5px; border: 0px none initial;" title="Proteste a San Juan. Foto concessa da José Antonio Rosado di Prensa Comunitaria" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/el_pueblo_20090930_1928793187-300x286.jpg" alt="Proteste a San Juan. Foto concessa da José Antonio Rosado di Prensa Comunitaria" width="300" height="286" /><br />
<small>Proteste a San Juan.<br />
Foto concessa da José Antonio Rosado di Prensa Comunitaria.</p>
<p></small></p>
<p>I commenti e le analisi sulle precarie condizioni politiche, sociali ed economiche in cui versa Portorico hanno invaso la blogosfera. Sergio Marxuach, direttore del <a title="Sito del CNE in inglese" href="http://grupocne.org/">Center for the New Economy</a> [in], ente non-profit di esperti dedita a escogitare soluzioni economiche progressiste per Portorico, ha esaminato la situazione sul <a title="Post in spagnolo dal blog originale" href="http://cneblog.grupocne.org/">nuovo blog</a> [sp] dell&#39;organizzazione:</p>
<blockquote><p>Todos los economistas están de acuerdo que el resultado de despedir 20,000 empleados públicos en una recesión va a tener los siguientes efectos:  1. Aumentar la tasa de desempleo a mas de 18%;<br />
2. Agudizar la recesión, ya que habrá 20,000 empleados menos, lo que reduce el consumo agregado;<br />
3. Aumentar la demanda por servicios públicos, por ejemplo, educación y salud;<br />
4. Desempleo prolongado ya que el sector privado no va a reclutar masivamente en medio de una recesión; y<br />
5. En el caso específico de Puerto Rico, empeorar la situación los bancos, ya que 46% de los empleados públicos tienen hipoteca.</p></blockquote>
<div class="translation">Tutti gli economisti concordano sul fatto che licenziare 20.000 dipendenti pubblici durante una recessione avrà tali conseguenze:<br />
1. Porterà il tasso di disoccupazione oltre il 18%;<br />
2. Esacerberà la recessione, dato che con 20.000 impiegati in meno diminuirà il consumo aggregato;<br />
3. Provocherà una maggior domanda di servizi pubblici quali istruzione e sanità;<br />
4. Peggiorerà la disoccupazione, dato che in piena recessione il settore privato non farà assunzioni in gran numero;<br />
5. Nel caso specifico di Portorico, peggioreranno i bilanci delle banche poiché il 46% degli impiegati statali ha acceso un mutuo per la casa.</div>
<p>Reinaldo Millán di <a title="Post in spagnolo dal blog originale" href="http://ventanasur.wordpress.com/">Ventanasur</a> [sp] commenta:</p>
<blockquote><p>El partido de gobierno está de plácemes, no tiene oposición y los medios de comunicación son de manufactura conservadora, lo que le ayuda enormemente ya que los inversionistas de los medios son parientes de los ejecutivos de empresas que se beneficiarán del mantengo corporativo de la ley de Alianzas Público Privadas, mediante la cual le transferirán no solo la responsabilidad de los servicios públicos que hagan falta ofrecer ante la eliminación de las agencias de gobierno sino la administración de fondos públicos que antes correspondían a esas dependencias gubernamentales.</p></blockquote>
<div class="translation">Il partito al governo gioisce: l’opposizione non esiste e i media sono ideologicamente conservatori, il che è un enorme vantaggio poiché a investire nei mezzi di comunicazione sono i parenti dei dirigenti di quelle imprese che, grazie alla legge di Alleanza pubblico-privato, si vedranno assegnate la responsabilità dei servizi pubblici rimasti scoperti in seguito all’eliminazione delle agenzie governative e l’amministrazione dei fondi pubblici prima gestiti da quegli stessi enti.</div>
<p><img style="padding: 0px; margin: 5px; border: 0px none initial;" title="Proteste a San Juan. Foto concessa da José Antonio Rosado di Prensa Comunitaria." src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/el_pueblo_20090930_1705017524-231x300.jpg" alt="Proteste a San Juan. Foto concessa da José Antonio Rosado di Prensa Comunitaria." width="231" height="300" /><br />
<small>Proteste a San Juan.<br />
Foto concessa da José Antonio Rosado di Prensa Comunitaria.</p>
<p></small></p>
<p>L’avvocato Erika Fontánez, sul proprio blog <a title="Post in spagnolo dal blog originale" href="http://poderyambiente.blogspot.com/">Poder, espacio y ambiente</a> [sp] mette in discussione le ragioni addotte dall’esecutivo per giustificare i licenziamenti. Secondo i funzionari governativi, in ultima istanza i tagli porteranno benefici alla popolazione.</p>
<blockquote><p>Necesitamos saber, por ejemplo, si variables como el género y los puestos que tradicionalmente responden a un género particular fueron tomadas en cuenta. ¿Sabemos cuantas de esas 17,000 son mujeres? ¿Cuántas madres solteras? ¿A cuanto asciende el % de mujeres desempleadas? ¿De qué sectores son? ¿Cuál es el costo de que más personas se queden eventualmente sin plan médico que cubra los servicios de salud? ¿Cuál es el número de los costos vs. los beneficios en atender más problemas de salud mental, del aumento en suicidios, de seguridad, de personas que se vean en el riesgo de perder sus viviendas y tengan que acudir a solicitar vivienda pública, lo que también está en el colapso? Números, sí, queremos números.</p></blockquote>
<div class="translation">Dobbiamo sapere, per esempio, se variabili come il genere e gli impieghi tradizionalmente riservati alle donne siano state prese in considerazione. Sappiamo quante dei 17.000 sono donne? Quante le madri single? A quali settori appartengono? Qual è il costo per coprire le spese mediche derivanti da un maggior numero di persone sprovviste di assicurazione sulla salute? Quali sono le conseguenze, in termini di costi contro benefici, dell&#39;aumento dei disturbi mentale, del numero di suicidi, dei problemi di sicurezza, della quantità di persone poste di fronte al rischio di perdere la propria casa e alla prospettiva di doversi rivolgere agli enti per l’abitazione pubblica, anch’essi al collasso? Numeri, sì, vogliamo numeri</div>
<p>Anche un dottorando in Pianificazione e Sviluppo Internazionale, Deepak Lamba-Nieves, condivide le proprie riflessioni su <a title="Post in inglese dal blog originale" href="http://blog.deepakln.com/">(Trans)actions: (Trans)acciones:</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Alcune delle misure volte a ridurre la spesa pubblica sono state: trattamenti pensionistici anticipati, riduzione volontaria del monte di ore lavorate, la sospensione di accordi sulla contrattazione collettiva già stipulati in precedenza e il licenziamento di impiegati statali. Oltre a questi provvedimenti draconiani, si sono colpiti i poveri e gli indigenti <a title="Articolo in inglese" href="http://www.google.com/hostednews/ap/article/ALeqM5ik13eXOJ5P7pbhUFYFT3VG6FJgIgD9AGVQEO0">sgombrando insediamenti abusivi</a> [in], vanificando i passi avanti realizzati <a title="Articolo su Global Voices in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/08/portorico-controversie-e-sgomberi-per-i-terreni-pubblici-occupati/">con progetti popolari progressisti</a> [it] e dispiegando agenti antisommossa <a title="Video su youtube" href="http://www.youtube.com/watch?v=xDGBDpwd6YU">per sedare piccole manifestazioni di protesta civile</a> [sp] … Al momento è difficile prevedere come andrà a finire. Ho l’impressione che un buon numero di persone ne abbia abbastanza di quanto va accadendo nel Paese. Alcuni patiscono più di altri, ma come sa chiunque abbia sofferto, se entro un certo tempo la situazione non migliora chi ci sta intorno comincia a condividere i nostri disagi. Non credo che l’attuale amministrazione abbia una chiara idea della posta in gioco qui. Il malcontento popolare può determinare diversi sviluppi negativi e, anche qualora l’economia si riprenda, certi danni (e immagini) non sono facili da riparare (o cancellare).</p></blockquote>
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		<title>Messico: diffondere il messaggio dell&#039;Islam</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/messico-diffondere-il-messaggio-dellislam/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/messico-diffondere-il-messaggio-dellislam/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 01:14:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Rizzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
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		<description><![CDATA[Secondo i dati dell'ultimo censimento, in Messico ci sono 25.000 musulmani, lo 0,02% della popolazione - contro l'88% di cattolici. Motivo per cui la comunità ricorre a sistemi innovativi, e soprattutto ai citizen media, per diffondere e informare sulla propria fede.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/eduardo-avila/">Eduardo Avila</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/filippor/'>Filippo Rizzi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/17/mexico-spreading-the-message-of-islam/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>La rete metropolitana di Città del Messico è una delle più trafficate al mondo, con circa 4,5 milioni di passeggeri quotidiani. Cifre che hanno indotto un gruppo di musulmani messicani a praticarvi la <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Da'wa">Da’wa</a> [it], una maniera di predicare la religione islamica.</p>
<p>Nel seguente filmato Mustafa mostra una delle inserzioni affisse recentemente all’interno dei convogli della metropolitana, che invitano a conoscere meglio la fede musulmana. L&#39;inserzione riguarda il <a title="Sito in spagnolo del Centro Culturale Islamico" href="http://www.islam.com.mx/index.php">Centro Culturale Islamico di Città del Messico</a> [sp], dove nel fine settimana si svolge un evento culturale.</p>
<p><center><object title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/-jkdMQAU_BA&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=en&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/-jkdMQAU_BA&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=en&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p>Le strade di Città del Messico hanno visto altri tentativo di proselitismo musulmano: questo filmato riprende un furgone mentre percorre in lungo e in largo un quartiere, invitando la gente a una conferenza.</p>
<p><center><object title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube"  classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/7KpvnE9oH2U&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=en&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/7KpvnE9oH2U&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=en&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p>Secondo l’ultimo censimento, <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Religion_in_Mexico#Catholicism">i messicani sono in netta maggioranza (88%) cattolici</a> [in]. Sempre i dati del 2008 registrano <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Islam_in_Mexico">25.000 musulmani nel Paese</a> [in], ossia lo 0,02% della popolazione.</p>
<p>Sebbene molte delle attività e degli eventi pubblici avvengano nel Distretto Federale, un piccolo gruppo di convertiti all’Islam residenti nello Stato meridionale di Chiapas è stato oggetto di un reportage. Il giornalista e blogger Franc Contreras, curatore di <a title="Blog in inglese" href="http://mexicomonitor.blogspot.com/">Mexicomonitor</a> [in] e inviato di Al Jazeera English, nel 2008 si è recato sul posto per realizzare un servizio sul gruppo di indigeni Maya che hanno abbracciato la fede musulmana. Il filmato è <a title="Post originale in inglese" href="http://mexicomonitor.blogspot.com/2008/03/indigenous-mexicans-turn-to-islam.html">disponibile qui</a> [in].</p>
<p>Alcuni messicani musulmani ricorrono ai blog per comunicare con gli altri e contribuire a diffondere il messaggio dell’Islam. Carlos Alberto Rojas, noto anche come Isa, ha studiato all’<a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Islamic_University_of_Madinah  ">Università Islamica di Medina</a> [in]. Sul proprio blog offre assistenza e risposte a chiunque abbia delle domande. Ha pubblicato <a title="Post in spagnolo dal blog originale" href="http://verdaderoislam.blogspot.com/2009/08/respuestas-por-telefono-en-mexico.html">i propri recapiti telefonici e le fasce orarie in cui è raggiungibile</a> [sp] per rispondere a quesiti sull’Islam, sul digiuno o sulle iniziative in programma.</p>
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		<title>Cina: bambina della prima elementare dice di voler diventare &#8220;un funzionario corrotto&#8221;</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/7728/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/7728/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 05:49:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Rizzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel primo giorno di scuola, un quotidiano di Guangzhou ha intervistato alcuni bambini riguardo le loro aspirazioni da grandi. Una di essi ha risposto al giornalista che sognava di diventare un "ufficiale corrotto" - battuta subito ripresa dai media online, con conseguenti riflessioni a tutto campo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/andy-yee/">Andy Yee</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/filippor/'>Filippo Rizzi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/13/china-school-girl-wants-to-be-a-corrupt-official/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>All&#39;apertura dell’anno scolastico in Cina (1. settembre), il <a title="Sito del quotidiano in cinese" href="http://www.nddaily.com/">Southern Metropolitan Daily</a> [cin] di Guangzhou ha intervistato alcuni iscritti alla prima elementare, chiedendo loro cosa volessero fare da grandi. Una bambina ha risposto che sognava di “diventare un funzionario”, precisando, quando il giornalista le ha chiesto che tipo di funzionario, “uno corrotto. I funzionari corrotti hanno tante belle cose”.<br />
Il video è reperibile su Youtube. Il volto della bambina è stato sfuocato:</p>
<p><center> <object title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/_sZ0P_R2LIo&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=zh_TW&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/_sZ0P_R2LIo&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=zh_TW&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p>Tale risposta ha fatto il giro dei media e dei blog cinesi. Mentre alcuni la reputano il casuale commento di una bambina, molti ritengono che rispecchi la realtà della società cinese. Una discussione su <a title="Discussione in cinese dal forum originale" href="http://bbs.ifeng.com/viewthread.php?tid=3913119&amp;extra=&amp;page=1">ifeng</a> [cin] riporta i commenti più diffusi:</p>
<blockquote><p>rviflss 2009-9-4 14:16: 童言无忌</p></blockquote>
<div class="translation">Non dovremmo prendere troppo sul serio le parole dei bambini</div>
<blockquote><p>joanna-jin 2009-9-4 12:46: 可悲可恨啊，越长大越了解社会的黑暗</p></blockquote>
<div class="translation">Fa tristezza e rabbia: più si cresce, più si scopre il lato oscuro della società</div>
<blockquote><p>上來看看的 2009-9-4 13:20 : 我倒是觉现在的孩子才叫懂得什么叫现实，学校教的那一套就如同走过场一样，如果按照学校教的走向社会，那你只能回家了</p></blockquote>
<div class="translation">Penso che i bambini oggigiorno sappiano qual è la realtà. I valori insegnati loro a scuola sono vuoti. Se si cerca di sopravvivere nella società seguendo i principi appresi a scuola, non si andrà da nessuna parte</div>
<blockquote><p>toplong6450 2009-9-4 16:26: 只是说出了实话啊！！！！ 大人应该好好检讨 我难过啊</p></blockquote>
<div class="translation">Non dice nient’altro che la verità! Gli adulti dovrebbero riflettere su sé stessi. Che tristezza</div>
<blockquote><p>wangbaozhu 2009-9-8 21:21: 皇帝的新装，只有孩子才说句实话。老师们，不要自欺欺人了，从小学做起，教他们学做贪官和奸商吧。</p></blockquote>
<div class="translation">Nella fiaba <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/I_vestiti_nuovi_dell'imperatore">I vestiti nuovi dell’imperatore</a> [it] solo un bambino dice la verità. Docenti, smettetela di mentire a voi stessi. Fin dalla scuola primaria insegnate ai bambini a diventare funzionari e imprenditori corrotti.</div>
<p>Il prolifico blogger Shihua (施化) commenta la risposta della bambina <a title="Post originale in cinese" href="http://blog.dwnews.com/?p=57144">in un recente articolo</a> [cin] e fa risalire il fenomeno della corruzione capillare a un “Potere Pubblico Nazionale” illimitato:</p>
<blockquote><p>这个六岁小女孩说出了成年人心里想说又不敢说的话。这句话里有两个事实，一个是，只有官才能贪，贪腐依靠权力，只听说过贪官，没听说过贪民的；一个是，要想有很多东西，在中国别无它径，最好是做官。</p></blockquote>
<div class="translation">Questa bambina di sei anni ha detto ciò che gli adulti non osano ammettere. La sua risposta si basa su due fatti. Primo, solo i funzionari hanno potere sufficiente per farsi corrompere: solo i funzionari sono corrotti, non i comuni cittadini. Secondo, il modo migliore per raggiungere il benessere materiale in Cina è diventare un funzionario</div>
<blockquote><p>贪污必须先做官，也就是行使国家公权力。但是，国家公权力（National Public Power）指的是公共权力，而不是国家机构自己的权力。也就是说，公权力强调的不是国家行政对社会、对人民的“管理”，而是对人民神圣不可侵犯的私有权力的保护。</p></blockquote>
<div class="translation">Per entrare nel giro della corruzione bisogna prima diventare un funzionario, ossia avere in mano un certo potere pubblico a livello nazionale. Ma ciò significa il potere del pubblico, non delle istituzioni governative. Non è da intendersi come controllo esercitato dal governo sul pubblico e i cittadini; dovrebbe invece tutelare la loro sfera privata.</div>
<blockquote><p>由于中国长期实行单一的公有制和计划经济，不可能自发产生私法观念和私权观念，所形成的唯一只有公法、公权观念…… 人民和企业的一切行为都须得到国家的许可，国家拥有绝对不受限制的权力。这样一来，本来应当保护私人的公权力就开始向私人领域伸出贪婪的手。</p></blockquote>
<div class="translation">Siccome in Cina da tempo vige un sistema economico socialista e pianificato, la proprietà privata e i diritti individuali non possono affermarsi come dovrebbero. Il potere e le norme pubbliche sono i concetti dominanti… Ogni azione dei cittadini e delle imprese deve essere approvata dallo Stato, il cui potere è illimitato. Di conseguenza la mano corrotta e avida del potere pubblico nazionale, in origine volto a garantire i diritti individuali, ha raggiunto la sfera privata.</div>
<blockquote><p>一旦公共权力的形成，不是由全民经由民主方式，而是由某个独大的政党采取的强制方式，公权力在一夜之间就被偷换。腐败是和过度使用的公权力并存的，但不常存在于私权力。</p></blockquote>
<div class="translation">Quando il potere pubblico nazionale non scaturisce da un processo democratico, bensì è appannaggio di un unico partito politico, perderà immediatamente di significato. La corruzione coesiste con un abuso di potere pubblico nazionale, e raramente con uno di tipo privato.</div>
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		<title>Marocco: portare allo scoperto la piaga del lavoro minorile</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 03:28:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Rizzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È in ospedale una ragazzina di 10 anni, malmenata e piena di lividi, che lavorava da sempre come domestica al servizio di abbienti padroni che la picchiavano e le negavano il cibo. Caso tutt'altro che isolato, su cui riflettono molti cittadini, dentro e fuori Internet - proponendo soluzioni assistenziali e legislative.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/jillian-york/">Jillian C. York</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/filippor/'>Filippo Rizzi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/09/07/morocco-child-labor-under-the-spotlight/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><img style="padding: 0px; margin: 5px; border: 0px none initial;" title="Zineb Chtit in ospedale" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/09/zainab1.jpg" alt="Zineb Chtit in ospedale" width="222" height="150"> <small>Zineb Chtit in ospedale</small></p>
<p>Una giovane ragazza, malmenata e piena di lividi, si trova in ospedale. Mandata a lavorare all’età di 10 anni come domestica, Zineb Chtit non ha mai conosciuto altre possibilità di vita, sempre al servizio di abbienti padroni che la picchiavano e le negavano il cibo. <em>A Moroccan About the World Around Him</em> in un <a title="post in inglese dal blog originale" href="http://cabalamuse.wordpress.com/2009/09/01/zainab/">post recente</a> [in] ne descrive le ferite:</p>
<blockquote><p>Zainab appariva emaciata. Il corpo, a causa dei pestaggi, era cosparso di contusioni e sangue. Le sue labbra sono state marchiate con ferro incandescente, il torace e le parti intime ustionate con olio bollente. Analfabeta, non ha mai provato la gioia di giocare con degli amici. Altri avevano deciso il suo futuro in sua vece: arrancare intorno al mulino fino alla morte. Qualche giorno fa, c’è mancato poco che succedesse.</p></blockquote>
<p>Purtroppo quello di Zineb è tutt’altro che un caso isolato. In Marocco lavorano 177.000 bambini minori di 15 anni, 66.000 dei quali come domestici. E sebbene il Paese aderisca alla <a title="Pagina dell’UNICEF sulla Convenzione" href="http://www.unicef.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/51">Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia</a> [it], <a title="Pagina sul lavoro minorile in Marocco del Dipartimento del Lavoro americano" href="http://www.dol.gov/ilab/media/reports/iclp/sweat/morocco.htm">l’età minima per lavorare è 12 anni</a> [in], con minime restrizioni per l&#39;assunzione. Sono state pubblicate diverse inchieste sui maltrattamenti subiti dai collaboratori casalinghi, come <a title="Articolo in inglese su wafin.com" href="http://www.wafin.com/articles.phtml?arttype=cdg&amp;did=12">questa</a> [in] di Anouar Majid, direttore della rivista Tingis. Tuttavia molte famiglie, alle prese con la povertà, continuano a vendere al miglior offerente le proprie figlie per lavorare come domestiche, talvolta senza sosta per l&#39;intera giornata. La blogger Sarah Alaoui <a title="Post in inglese dal blog originale" href="http://sarahalaoui.blogspot.com/2009/09/maid-in-morocco.html">ne racconta il dramma</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Queste donne povere e analfabete provengono dai villaggi alla periferia delle città marocchine, e sono obbligate a mantenere la famiglia e i figli lavorando come domestiche per i ricconi del Paese. Lo stigma della povertà che le segna dalla nascita è ulteriormente messo in risalto da questo simbolico impiego: le domestiche possono farsi vedere, ma non sentire. Lavorano dietro le quinte, alla stregua degli elfi della famosa saga di J. K. Rowling.<br />
Molte famiglie in Marocco cercano di dare a queste ragazze una casa, non solo un posto di lavoro. Mia nonna si è sempre premurata che i figli delle sue domestiche ricevessero un’istruzione assieme ai propri figli e nipoti—mentre sua madre prestava servizio presso mia nonna, Naima ha frequentato la stessa scuola di mio cugino.<br />
Sfortunatamente non si rischia di sbagliare dicendo che per lo più i marocchini non si prendono cura allo stesso modo delle proprie domestiche.</p></blockquote>
<p>Stando a <a title="Articolo in francese su La Vie Éco" href="http://www.lavieeco.com/actualites/2340-l-epouse-impliquee-dans-l-agression-de-zineb-chtit-poursuivie-en-etat-d-arrestation.html">un articolo</a> [fr] su <em>Le Vie Éco</em>, la coppia che aveva assunto Zineb verrà accusata a livello penale. Molto altro però deve cambiare: la blogger <em>Reda Chraibi</em> in un <a title="Post in francese dal blog originale" href="http://www.redachraibi.com/article-35502838.html">dettagliato post</a> [fr] avanza una proposta affinché le giovani non siano più costrette a lavorare. Eccone un estratto:</p>
<blockquote><p>Accorder des aides sociales aux familles les plus pauvres afin qu’elles ne soient pas contraintes de faire travailler les enfants au lieu des le envoyer à l’école. La scolarité pour cette catégorie de la société devrait être totalement gratuite tant pour l’enseignement que pour l’équipement scolaire. A ce propos, <a href="http://www.aujourdhui.ma/societe-details63537.html">l’opération de distribution de cartables équipés</a> est une bonne initiative qui devrait être étendue dans tout le Royaume.<br />
Donner à l’Association «<a href="http://www.tanmia.ma/article.php3?id_article=6385">Touche pas à mon enfant</a>» (touche pas à mes enfants) ou à une institution publique le droit de recenser et de contrôler le travail des enfants servantes, le droit d’entrer dans les maisons pour discuter avec elles et vérifier si elles sont traitées dignement. Encourager leur éducation et leur alphabétisation. Ouvrir et faire connaitre un centre d’accueil pour les enfants servantes qui veulent fuir d’urgence le foyer dans lequel elles travaillent, afin que plus aucune Zineb Chtet n’èrre dans la rue dans le sang en demandant l’aide d’inconnus…</p></blockquote>
<div class="translation">Dare sussidi alle famiglie più povere così che possano evitare di mandare i figli a lavorare invece che a scuola. L’istruzione, sia in termini di insegnamento che di materiale scolastico, per costoro dovrebbe essere completamente gratuita. A tale riguardo <a title="Articolo su www.aujourdhui.com" href=" http://www.aujourdhui.ma/societe-details63537.html ">la distribuzione di zaini con tutto l’occorrente</a> [fr] è un’ottima iniziativa che andrebbe estesa a tutto il regno.<br />
Autorizzare un’associazione come “<a title="Pagina dell’associazione tanmia.com" href="http://www.tanmia.ma/article.php3?id_article=6385">Touche pas à mon enfant</a>” [fr] (Giù le mani dai miei figli) o un’agenzia pubblica a individuare e tutelare le minori che lavorano come domestiche, a entrare nelle case per parlare con loro e controllare che vengano trattate dignitosamente. Dobbiamo incoraggiarli ad avere un&#39;istruzione.<br />
Istituire e pubblicizzare un ricovero per i bambini che fuggono dalle case in cui lavorano come domestici in condizioni disperate, così da evitare che altre Zineb Chtet finiscano sanguinanti per la strada chiedendo aiuto a qualche sconosciuto…</div>
<p><em>A Moroccan About the World Around Him</em> conclude il <a title="Post in inglese dal blog originale" href="http://cabalamuse.wordpress.com/2009/09/01/zainab/">post</a> [in] con una citazione:</p>
<blockquote><p>Mi viene in mente un discorso tenuto da Eliezer “Elie” Wiesel alla Casa Bianca nel 1999: “Il prigioniero politico nella propria cella, i bambini affamati, i rifugiati senza casa: non reagire di fronte al loro dramma e non alleviarne la solitudine offrendo loro un barlume di speranza significa esiliarli dalla memoria umana. E negando la loro umanità, tradiamo la nostra.”</p></blockquote>
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		<title>Brasile: oltraggio e proteste per uno sgombero  forzato a  São Paulo</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/08/brasile-oltraggio-e-proteste-per-uno-sgombero-forzato-a-sao-paulo/</link>
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		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 06:17:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Rizzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lunedì scorso 240 poliziotti hanno sfrattato 800 famiglie dall'insediamento abusivo Olga Benário. 240 poliziotti hanno sfrattato 800 famiglie (molte facenti parte del movimento sociale <em>Fronte di lotta per la casa</em>. Cittadini blogger e fotogiornalisti riferiscono delle violenze, dello sconforto e della mancanza di una giustizia sociale. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/janet-gunter/">Janet Gunter</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/filippor/'>Filippo Rizzi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/08/28/brazil-outrage-at-violent-sao-paulo-eviction/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Lunedì 24 agosto, su ordinanza del tribunale, 240 poliziotti hanno sfrattato 800 famiglie dall’insediamento abusivo Olga Benário, nell’area di Capão Redondo che si estende nel sud dello Stato di São Paulo. Da due anni la proprietà era occupata da centinaia di famiglie, molte facenti parte del movimento sociale <em>Frente de Luta por Moradia</em> (Fronte di lotta per la casa). La società di trasporti proprietaria dello stabile è riuscita a ottenere dal giudice un’ordinanza di sfratto sebbene abbia delle imposte pendenti e nonostante il difensore d’ufficio dello Stato di São Paulo abbia tentato di tutelare i residenti. Lo sgombero si è concluso con case e automobili bruciate e centinaia di famiglie per strada, in mezzo al fango.</p>
<div id="attachment_93118" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a href="http://ferrez.blogspot.com/2009/08/capao-redondo-24-de-agosto-de-2009.html"><img style="padding: 0px; margin: 5px; border: 0px none initial;" title="Foto di Ferrez, pubblicata col permesso dell’autore" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/08/ferrez4.JPG" alt="Foto di Ferrez, pubblicata col permesso dell’autore" width="400" height="300" /></a></p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 17px; padding: 4px; margin: 0px;">Foto di Ferrez, pubblicata col permesso dell’autore</p>
</div>
<p>Le immagini del brutale sgombero, durante il quale le “truppe d’assalto” della polizia sono ricorse a proiettili di gomma e gas lacrimogeni, sono state trasmesse in diretta dalle principali emittenti televisive brasiliane e ampiamente riportate dalla carta stampata, scatenando diverse reazioni nella blogosfera e su Twitter. <em>Ferrez</em>, residente vicino al luogo dell’accaduto, <a title="Post in portoghese dal blog originale" href="http://ferrez.blogspot.com/2009/08/capao-redondo-24-de-agosto-de-2009.html">ha sfogato il proprio sdegno</a> [pt] scrivendo, dopo aver assistito ad alcuni degli sfratti forzati, “non potevo sopportarlo più”:</p>
<blockquote><p>Hoje o helicóptero voltou de madrugada, dezenas de famílias ficaram com suas coisas durante a noite, beirando o córrego amontoram as coisas e ficaram no sereno, uma mulher me perguntou se depois a mídia ou os polícia ia levar eles pra algum lugar, eu engoli seco e não consegui responder, ela entendeu, pois o silêncio também é uma resposta.<br />
Não tiveram pra onde ir, ninguém veio buscar. entre uma conversa e outra, um vacilão falando que tinha muito oportinista na favela, muito cara que pegou casa sem precisar, pois já tinha seu barraco, logo foi calado pela multidão que beirava o córrego, com gritos um tiozinho chegou e falou que ninguém tava brincando de ter lucro ali não, que ninguém tava fingindo que precisava morar, que ele havia perdido tudo pro trator.</p></blockquote>
<div class="translation">L’elicottero (della polizia) stamane è tornato all’alba, dozzine di famiglie hanno trascorso la notte all’addiaccio vicino al fiume, con le proprie cose accatastate una sull’altra. Una donna mi ha chiesto se i media o la polizia li avrebbero poi portati da qualche parte, io ho deglutito senza riuscire a rispondere: lei ha capito, anche il silenzio è una risposta.<br />
Non avevano un posto dove andare, nessuno è venuto a prenderli. Nella conversazione è intervenuto un fanfarone per dire che nel ghetto c’erano parecchi opportunisti che avevano occupato alcune abitazioni pur non avendone necessità vivendo già in qualche baracca. La folla raccolta vicino al fiume lo ha subito tacciato, un anziano si è fatto avanti dicendogli che nessuno lì stava cercando di specularci sopra o fingendo di dover vivere lì, e che lui aveva perso tutto sotto il bulldozer.</div>
<div id="attachment_93117" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a href="http://ferrez.blogspot.com/2009/08/capao-redondo-24-de-agosto-de-2009.html"><img style="padding: 0px; margin: 5px; border: 0px none initial;" title="Foto di Ferrez, pubblicata col permesso dell’autore" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/08/ferrez2.JPG" alt="Foto di Ferrez, pubblicata col permesso dell’autore" width="400" height="300" /></a></p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 17px; padding: 4px; margin: 0px;">Foto di Ferrez, pubblicata col permesso dell’autore</p>
</div>
<p>La maggior parte dei commenti su Twitter solidarizzano con gli sfrattati. Fra gli altri, <a title="Post in portoghese su Twitter" href="http://twitter.com/fefoguimaraes/statuses/3549445955">@fefoguimaraes ritiene lo sgombero “un affronto alla dignità umana”</a> [pt] e sempre tramite Twitter ha domandato al segretario del sindaco dove sarebbero andate ora le famiglie coinvolte.<br />
<em>Raquel Rolnik</em>, inviata speciale delle Nazioni Unite per un adeguato abitare e originaria di São Paulo, <a title="Post in portoghese dal blog originale" href="http://raquelrolnik.wordpress.com/2009/08/24/familias-do-acampamento-olga-benario-sao-despejadas-com-violencia/">ha scritto sul proprio blog</a> [pt]:</p>
<blockquote><p><a title="Immagini dello sfratto da www.estadao.com.br" href="http://www.estadao.com.br/interatividade/Multimidia/ShowGaleria.action?idGaleria=2110">As imagens do despejo</a> mostram a urgência de tratarmos a questão de moradia de forma definitiva. São mães com crianças de colo, idosos e trabalhadores que não terão alternativa para onde ir e podem acabar na rua.</p></blockquote>
<div class="translation"><a title="Immagini dello sfratto da www.estadao.com.br" href="http://www.estadao.com.br/interatividade/Multimidia/ShowGaleria.action?idGaleria=2110">Le immagini dello sfratto</a> mostrano quanto sia urgente affrontare la questione abitativa in maniera definitiva. Ci sono madri con i figli in grembo, anziani, lavoratori che non hanno un posto dove andare e diventeranno dei senzatetto</div>
<div id="attachment_93117" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a href="http://ferrez.blogspot.com/2009/08/capao-redondo-24-de-agosto-de-2009.html"><img style="padding: 0px; margin: 5px; border: 0px none initial;" title="Foto di Ferrez, pubblicata col permesso dell’autore" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/08/ferrez5.JPG" alt="Foto di Ferrez, pubblicata col permesso dell’autore" width="400" height="300" /></a></p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 17px; padding: 4px; margin: 0px;">Foto di Ferrez, pubblicata col permesso dell’autore</p>
</div>
<p><em>Panóptico</em> <a title="Post in portoghese dal blog originale" href="http://panoptico.wordpress.com/2009/08/25/governo-do-estado-tripudia-sobre-desabrigados-a-gente-faz-e-faz-bem-feito/">ha criticato lo Stato di São Paulo</a> [pt] e la campagna pubblicitaria da esso lanciata sui media, proprio il giorno dopo l’accaduto, sulla politica abitativa sociale, il cui motto è “Nello Stato di São Paulo, lo facciamo. E lo facciamo bene”:</p>
<blockquote><p>Mas num ponto a propaganda é bem verdadeira. Como todos nós vimos ontem, a tropa de choque e os tratores sempre funcionam: <em>“No Estado de São Paulo é assim: A gente faz. E faz bem feito”</em><br />
Se o governo seguir sua “política de habitação popular”, como observado na desapropriação do prédio do INSS, depois da expulsão das famílias de suas casas, virão as ordens para que a polícia toque o povo da rua. É o governo de SP sempre inovando: desaloja o desalojado.</p></blockquote>
<div class="translation">Su una cosa lo slogan dice la verità. Come abbiamo visto tutti ieri, la polizia antisommossa e i bulldozer sono sempre efficienti: “Nello Stato di São Paulo, lo facciamo. E lo facciamo bene”.<br />
Se il governo procederà secondo la propria “politica abitativa sociale”, come accaduto lo scorso giugno in occasione dello sgombero dell’edificio della Previdenza Sociale (400 famiglie coinvolte), dopo lo sfratto la polizia imporrà il coprifuoco. Ecco come lo Stato di São Paulo innova costantemente: dislocando i senzatetto.</div>
<p>Alcuni sono di parere diverso, sostenendo che si deve rispettare sopra ogni altra cosa la proprietà privata. <a title="Commento in portoghese sul blog originale" href="http://panoptico.wordpress.com/2009/08/25/governo-do-estado-tripudia-sobre-desabrigados-a-gente-faz-e-faz-bem-feito/">Xico, commentando il post di Panóptico</a> [pt], scrive:</p>
<blockquote><p>Pra começo de conversa, não deveriam ter ocupado uma área particular, ociosa ou não. Além disso, a prefeitura ofereceu abrigo às famílias, que se recusaram a aceitar. Finalmente, oferecer uma política habitacional NÃO significa fornecer suporte à invasão de propriedade privada.<br />
Não estou dizendo que essas famílias mereçam morar na rua. Estou dizendo que elas estão indo pelo caminho errado. Parte da responsabilidade é, sim, do governo, mas a responsabilidade pessoal pesa muito nessas horas. Não se pode esperar que o governo apóie esse tipo de atitude fornecendo infra-estrutura a pessoas que não têm o direito de estar ali pra começo de conversa.</p></blockquote>
<div class="translation">Innanzitutto, non avrebbero dovuto occupare una proprietà privata, fosse o no in disuso. Inoltre, la giunta comunale aveva offerto una sistemazione alle famiglie, che però hanno rifiutato. Infine, promuovere una politica abitativa NON significa appoggiare l’occupazione di una proprietà privata.<br />
Non dico che queste famiglie debbano vivere in strada. Dico che hanno preso la direzione sbagliata. Certo, il governo ha la propria parte di colpa, ma in casi come questo è il singolo il principale responsabile. Non ci si può aspettare che il governo approvi tale comportamento realizzando infrastrutture per gente che non ha il diritto di usufruirne.</div>
<div id="attachment_93124" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a href="http://ferrez.blogspot.com/2009/08/capao-redondo-24-de-agosto-de-2009.html"><img style="padding: 0px; margin: 5px; border: 0px none initial;" title="Foto di Ferrez, pubblicata col permesso dell’autore" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/08/ferrez3.JPG" alt="Foto di Ferrez, pubblicata col permesso dell’autore" width="400" height="300" /></a></p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 17px; padding: 4px; margin: 0px;">Foto di Ferrez, pubblicata col permesso dell’autore</p>
</div>
<p>Little Star Shining dissente da quest’ultima opinione, affermando di <a title="Post in portoghese dal blog originale" href="http://littleraca.blogspot.com/2009/08/na-ultima-segunda-feira-240809-dia.html">non avere parole per descrivere la notizia</a> [pt] di questo “sgombero brutale, violento, assurdo”:</p>
<blockquote><p>Cabe então refletimos, afinal o que é uma àrea ocupada (ou “invadida” como pronuncia pejorativamente nossa brilhante mídia)???<br />
Vamos lá…<br />
Uma àrea para ser ocupada tem que ser primeiramente uma àrea inativa, sem uso… ou seja, não tem ninguém morando, nenhum imóvel, nem fábrica, plantação, nada! A premissa é que ela não esteja em nenhuma forma de uso, afinal não dá pra ocupar uma casa de alguém está morando, por exemplo, apenas casas abandonadas, concordam?? Com a àrea é a mesma coisa… ela está lá imensa, abandonada e sem uso. Até que um grupo de pessoas, geralmente organizadas em movimentos de sem-tetos ou sem-terra, resolvem ocupar aquela àrea e dra uso à ela. […]<br />
Agora a indignação é você ainda crer que o governo, justiça, polícia ou seja qual for a instituição Estatal reguladora de poder, visa atender o povo!!!! Oraaaa… não caia nessa!</p></blockquote>
<div class="translation">È opportuno rifletterci su: cos’è un’area occupata abusivamente (o “invasa”, per riprendere la definizione peggiorativa delle nostre brillante testate)?<br />
Vediamo…<br />
Perché un’area venga occupata, dev’essere obbligatoriamente inattiva e in disuso…ossia disabitata, senza proprietà, impianti, piantagioni, niente! Il presupposto è che non sia adoperata in alcun modo, d’altronde non si può occupare una casa già abitata, dev’essere sgombra, giusto? Lo stesso vale per una zona aperta…Resta lì, enorme, abbandonata e in disuso, finché un gruppo di persone, di solito movimenti organizzati di senzatetto, decidono di usarla. […]<br />
È irritante la vostra convinzione che il governo, la giustizia, la polizia o quale che sia il potere regolatore stabilito dallo Stato abbia l’obiettivo di servire la gente! Ahhh…non cascateci!</div>
<p>Sul profilo Flickr del fotogiornalista freelance Anderson Barbosa sono reperibili <a title="Immagini su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/vidassemteto/sets/72157622016457473/">ulteriori agghiaccianti foto dello sfratto</a>.</p>
<div id="attachment_93126" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a href="http://ferrez.blogspot.com/2009/08/capao-redondo-24-de-agosto-de-2009.html"><img style="float: right; padding: 0px; margin: 5px; border: 0px none initial;" title="Foto di Ferrez, pubblicata col permesso dell’autore" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/08/ferrez6.JPG" alt="Foto di Ferrez, pubblicata col permesso dell’autore" width="400" height="300" /></a></p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 17px; padding: 4px; margin: 0px;">Foto di Ferrez, pubblicata col permesso dell’autore</p>
</div>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Articolo scritto in collaborazione con <a href="http://globalvoicesonline.org/author/paulagoes/">Paula Góes</a></p>
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		<title>Algeria: tutto normale dopo gli scontri tra locali e immigrati cinesi?</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Aug 2009 04:48:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Rizzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Algeria]]></category>
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		<description><![CDATA[Il recente episodio violento ad Algeri fra cinesi immigrati e popolazione locale sembra sollevare il velo sulle incrinature di una relazione storicamente felice e proficua tra i due Paesi. Se ne discute variamente nella blogosfera.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/amira-al-hussaini/">Amira Al Hussaini</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/filippor/'>Filippo Rizzi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/08/13/algeria-business-as-usual-after-chinese-face-off/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Il flusso di cinesi immigrati in Algeria ha portato a uno scontro fra questi e la popolazione locale nella capitale Algeri. Scontri che hanno coinvolto circa un centinaio di persone fra algerini e immigrati, muniti di coltelli e randelli, innescando il dibattito sulle eventuali conseguenze di tale episodio per gli <a title="Articolo di Reuters in inglese" href="http://www.reuters.com/article/latestCrisis/idUSAHM455539">investimenti cinesi</a> [in] nel Paese nordafricano. Anche i blogger esprimono la propria opinione.<br />
<a title="Post in inglese dal blog originale" href="http://randomdribble.wordpress.com/2009/08/05/algerians-get-more-than-they-bargained-for-with-china/"><em>Talking Under the Random Dribble</em></a> [in] scrive in un post dal titolo <em>Gli algerini ottengono più di quanto pattuito con la Cina</em>:</p>
<blockquote><p><a title="Articolo della BBC in inglese" href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/africa/8184499.stm">È scoppiato uno scontro fra cinesi e algerini in Algeria</a> [in]…i locali lamentano che i nuovi immigrati bevono alcolici e non rispettano l’Islam (&#8221;<a title="articolo di News24 in inglese" href="http://www.news24.com/Content/Africa/News/965/39ce8f29781b44229c2195f6be48d1e7/04-08-2009%2005-08/Brawl_breaks_out_in_Algeria">Bevono alcolici e non rispettano la nostra religione. Devono andarsene</a> [in].&#8221;)</p></blockquote>
<p>L’algerino-americano Kal, di <a title="Post in inglese dal blog originale" href="http://themoornextdoor.wordpress.com/2009/08/08/algerians-and-chinese/"><em>The Moor Next Door</em></a> [in], descrive l’episodio come <em>Resa dei conti a Chinatown</em> e si sofferma sulla storia dei fiorenti rapporti fra i due Paesi:</p>
<blockquote><p>Algeria e Cina, ossia i governi della Repubblica Popolare Democratica di Algeria e della Repubblica Popolare Cinese, sono in buoni rapporti. Quest&#39;ultima ha riconosciuto per prima l’indipendenza del Paese nordafricano. Diversi algerini, fra cui ufficiali militari e ingegneri, hanno studiato in Cina, la cui televisione un tempo trasmetteva programmi sulla “rivoluzione popolare” in Algeria. Vi erano molti, molti maoisti fra le file dei comunisti algerini negli anni Sessanta e Settanta, e l’ambasciata cinese è storicamente una delle più importanti fra quante hanno sede ad Algeri. Qualsiasi algerino abbia fatto il servizio militare ha imbracciato un fucile fabbricato in Cina e servito in forze armate strutturate sul modello dell’Esercito Popolare di Liberazione.</p></blockquote>
<p>Dopodiché <em>Kal</em> passa all’attualità e spiega come tale relazione sia entrata in una nuova fase:</p>
<blockquote><p>Gli algerini non hanno bene accolto l’elevato numero di cinesi immigrati nel Paese nell’ultimo decennio per realizzare le unità abitative e le infrastrutture che il presidente Bouteflika ha promesso alla popolazione nel 1999, nel 2004 e nel 2009. Gli algerini vogliono questi impieghi. Ma hanno stipulato accordi con aziende cinesi alle condizioni cinesi.</p></blockquote>
<p>Più oltre nota:</p>
<blockquote><p>Dunque il recente surriscaldamento dei rapporti sino-algerini è il risultato di politiche nazionali, tema che i due governi hanno storicamente trascurato nel corso dei reciproci negoziati. Ora però in Algeria i contestatori attaccano gli interessi cinesi col pretesto di una predominanza cinese, e dei comuni cittadini malmenano gli immigrati giunti qui nell’ambito di una relazione <a title="Articolo della Reuters in inglese" href="http://news.google.com/news/url?sa=t&amp;ct2=us%2F0_0_s_7_0_t&amp;usg=AFQjCNFWXuqjDJ_-j4jaA5o2fqBpn2pRjA&amp;cid=1290590294&amp;ei=GDd9Ssi3Oanm9ASQhYLBAw&amp;rt=MORE_COVERAGE&amp;vm=STANDARD&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.reuters.com%2Farticle%2FlatestCrisis%2FidUSAHM455539" target="_blank">altrimenti felice e duratura</a> [in].</p></blockquote>
<p>Quali le ripercussioni di questa ‘rissa’ sui rapporti sino-algerini? <em>The Moor Next Door</em> assicura che in Algeria è ordinaria amministrazione:</p>
<blockquote><p>Un titolo quale “<a title="Articolo di News24 in inglese" href="http://www.news24.com/Content/Africa/News/965/39ce8f29781b44229c2195f6be48d1e7/04-08-2009%2005-08/Brawl_breaks_out_in_Algeria" target="_blank">Scoppia una rissa in Algeria</a> [in]” è l’equivalente nordafricano di “cane morde un uomo”. Bisogna tenere presente che il giorno prima degli scontri di Bab Ezzouar alcuni giovani hanno provocato disordini a El Tarf, al confine con la Tunisia, e che da poco più di un anno si affrontano a intermittenza i <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Berberi">berberi ibaditi</a> [it] e la popolazione arabofona di Berriane, a nord di Ghardaia. Senza menzionare i roghi di automobili e copertoni che si verificano con certa regolarità nel resto del Paese. Tutto ciò fa parte dell’Algeria di Bouteflika, è il fallimento dell’ordine socio-economico da lui instaurato che si concentra sulla macro-economia e i problemi sociali senza riuscire a gestire in maniera efficace le tensioni intrinseche della società.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Repubblica Dominicana: aspro il dibattito sullo sciopero della sanità pubblica</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 05:47:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Rizzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Protesta]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica Dominicana]]></category>
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		<description><![CDATA[Per l'ennesima volta, il personale medico ha incrociato le braccia rivendicando un aumento di stipendio. Molti si chiedono però se ciò non danneggi soprattutto le famiglie più povere, mentre la morte di un giovane in ospedale solleva altre controversie. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/rocio-diaz/">Rocio Diaz</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/filippor/'>Filippo Rizzi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/08/06/dominican-republic-doctors-on-strike/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>I medici che prestano servizio negli ospedali pubblici della Repubblica Dominicana sono in sciopero da quasi una settimana: chiedono un aumento di stipendio, più volte rifiutato dal governo con la giustificazione della difficile congiuntura economica. Sebbene alcuni dominicani ritengano tale pretesa legittima, secondo altri i medici dei servizi sanitari pubblica dovrebbero essere ritenuti responsabili per i danni alle famiglie più povere causati dalle loro proteste e per la necessità di migliorare la qualità dei servizi. </p>
<p>L’<a title="Sito del CMD in spagnolo" href="http://www.cmd.org.do/">Associazione dei medici dominicani</a> [sp] (CMD, Colegio Médico Dominicano) raccoglie i professionisti sanitari di tutto il Paese, i quali rispondono alla <a title="sito della Segreteria di Stato della Sanità Pubblica in spagnolo" href="http://www.sespas.gov.do/">Segreteria di Stato della Sanità</a> [sp]. Il CMD, diventato associazione nel 1941, nei suoi oltre 100 anni di storia è spesso ricorso a scioperi di durata piuttosto lunga, principalmente per rivendicazioni salariali. L’ultima di queste iniziative pare essere giunta a un punto morto, come spiega Joan Guerrero di <a title="Post in spagnolo dal blog originale" href="http://duarte101.com/2009/07/03/aumento-medicos-publicos/"<em>Duarte 101</em></a> [sp]: </p>
<blockquote><p>Y mientras se siguen sacando los trapitos de los funcionarios públicos en todos los medios, los médicos y el resto de empleados del sector salud se quedarán de brazos cruzados, porque el mismísimo secretario de Salud Pública abrio su boca y dijo «no hay dinero para aumento». Lo curioso es que llevan más de dos años con ese pataleo de aumento salarial y el Colegio Médico Dominicano ha hecho de todo en ese tiempo para que atiendan a su llamado. Pero, seguirán así, de brazos cruzados.</p></blockquote>
<div class="translation">Mentre emergono nuovi casi di cattiva amministrazione da parte dei responsabili statali, i medici e il personale sanitario continuano a incrociare le braccia poiché il Segretario della Sanità ha dichiarato che “non ci sono soldi per concedere aumenti”. La parte curiosa della vicenda è che queste richieste vanno avanti da oltre due anni e il CMD ha usato a ogni mezzo a propria disposizione. Eppure restano ancora con le braccia incrociate.</div>
<p>Una delle questioni riguarda il fatto che i medici paragonano i propri stipendi con quelli di senatori, parlamentari e altre figure istituzionali, spesso superiori ai 90.000 pesos (pressappoco 2.500 dollari) mensili, mentre il direttore di un ospedale pubblico ne percepisce circa 30.000 (833 dollari) al mese. Però non tutti condividono tale paragone, e il blogger Paolah di <em>Ahi é Que Prende</em> scrive che anche altre categorie professionali lamentano basse retribuzioni, <a title="post in spagnolo dal blog originale" href="http://ahiequeprende.com/2009/07/29/%C2%BFcolegio-medico-o-sindicato/">senza però ricorrere a questo tipo di proteste</a> [sp].<br />
Inoltre alcuni pazienti si chiedono se non siano loro a dover protestare, dal momento che apparentemente certi medici non completerebbero i propri turni di lavoro. Ci sono state lamentele per la loro mancata presenza in ufficio poiché devono seguire anche una o due pratiche private. Questo è uno dei motivi per cui i medici statali non godono del pieno appoggio dei cittadini e il governo ha negato loro l’aumento.</p>
<p>Un altro aspetto che lascia perplessa l’opinione pubblica è la figura di Waldo Ariel Suero, rappresentante dell’associazione e da molti considerato eccessivamente aggressivo. È coinvolto in questa battaglia da oltre dieci anni, durante i quali ha riportato alcune vittorie. Il <em>Diario Dominicano</em> <a title="articolo del Diario Dominicano in spagnolo" href="http://www.diariodominicano.com/print.php?id=30989">descrive così Suero</a> [sp]: </p>
<blockquote><p>El doctor Waldo Ariel Suero desde que asumió la presidencia del Colegio Medico Dominicano, ha mostrado una actitud temeraria e irreflexiva que lo coloca ante la opinión publica nacional como una persona obstinada, tozuda, obsesionada, inmadura e incapaz de entender y determinar lo que se denomina “el sentido de la oportunidad” que debe tener presente cualquier persona que dirija o gestione una institución con la historia y la trayectoria de la que agrupa a los profesionales de la medicina.</p></blockquote>
<div class="translation">Da quando ha assunto la presidenza del CMD, il dottor Waldo Ariel Suero si è dimostrato temerario e precipitoso, apparendo agli occhi della gente come una persona ostinata, cocciuta, ossessiva, immatura e senza quel “senso di opportunità” indispensabile per chiunque diriga o gestisca un ente con la storia e la tradizione dell&#39;associazione dei medici professionisti.</div>
<p>Da aprile 2008 i medici hanno partecipato a oltre 50 scioperi, con ripercussioni immediate sulla popolazione e specialmente sulle famiglie più povere, prive delle disponibilità finanziarie necessarie per rivolgersi a cliniche private. Il personale in sciopero ha ricevuto pesante critiche ed è spesso stato incolpato, a torto o a ragione, per alcuni decessi ospedalieri. Per esempio un giovane, colpito in una sparatoria durante un furto, è morto nell’ospedale Francisco Moscoso Puello, e la madre ha sfogato la propria frustrazione lanciando sassi contro i medici, in sciopero da oltre sei giorni.  <a title="Articolo di El Caribe in spagnolo" href="http://www.elcaribecdn.com/site/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=216862:-al-conocer-muerte-de-hijo-madre-apedrea-medicos-&amp;catid=104:nacionales&amp;Itemid=115&amp;cpage=10">Commentando il relativo articolo su El Caribe</a> [sp], Lía ne condivide il gesto e aggiunge: “Tutti coloro che vanno in quell’ospedale dovrebbero imitarla, prenderli a sassate così che fuggano per la loro indolenza”. </p>
<p>Anche Pedro si è unito alla discussione criticando i medici: </p>
<blockquote><p>Eso es lo que deja el negocio de Ariel Suero y la Salud. El pueblo no es tonto. Recuerden que la gran mayoría de estos médicos estudiaron casi gratis en la UASD y ahora quieren vivir como reyes dando la espalda al pueblo pobre. El responsable de esa muerte es Ariel Suero por abusador.</p></blockquote>
<div class="translation">Questo è il risultato della gestione di Ariel Suero e della Segreteria della Sanità. La gente non è stupida. Si ricordi che la gran parte di questi medici hanno studiato praticamente a costo zero alla UASD (Università autonoma di Santo Domingo) e ora pretendono di vivere da re, voltando le spalle alla povera gente. Ariel Suero è responsabile di questa morte.</div>
<p>Le proteste sono proseguite, e quando il CMD ha occupato la sede del Dipartimento del Lavoro si sono verificati alcuni incidenti, con dottori e infermieri trascinati via a forza. I medici hanno poi <a title="Articolo di puertoplatadigital.com in spagnolo" href="http://puertoplatadigital.com/noticias/nacionales/agosto2009/colegiomedicoppocupacatedrarsanf.htm">hanno indetto uno sciopero della fame nella Cattedrale di San Felipe di Puerto Plata</a> [sp], tra lo sgomento del cardinale Nicolás de Jesús López Rodriguez. Queste strategie lasciano perplesso chi osserva dall’esterno la vicenda. Sempre Paolah di <em>Ahi é Que Prende</em> <a href="http://ahiequeprende.com/2009/07/29/%C2%BFcolegio-medico-o-sindicato/">si domanda se il CMD sia una “associazione medica o un sindacato”</a> [sp] e cosa accadrebbe se ogni categoria professionale insoddisfatta del proprio stipendio sospendesse l’attività. </p>
<p>Non manca tuttavia chi incolpa il governo per l&#39;attuale situazione. <a title="Articolo di El Caribe in spagnolo" href="http://www.elcaribecdn.com/site/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=216862:-al-conocer-muerte-de-hijo-madre-apedrea-medicos-&amp;catid=104:nacionales&amp;Itemid=115&amp;cpage=10">Il commento di Gustavo all’articolo di El Caribe</a> [sp] esprime il sentimento di molti:  </p>
<blockquote><p>Quisiera saber si de alguna forma estos medicos son responsables por la muerte de este muchacho y quiza mucho mas, si el gob. o los medicos deberian ir a la carcel por este abuso contra la humanidad, esto lo que da es verguenza y asco, ya basta.</p></blockquote>
<div class="translation">Vorrei sapere se questi medici vadano ritenuti responsabili della morte di questo ragazzo e forse anche di altro, se essi o il governo debbano finire in prigione per abusi contro l’umanità, tutto ciò è vergognoso e disgustoso, basta.</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Venezuela: reazioni alla proposta di legge sui &#8220;reati d&#039;informazione&#8221;</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/08/venezuela-reazioni-alla-proposta-di-legge-sui-reati-dinformazione/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 Aug 2009 05:48:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Rizzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una proposta governativa volta a "disciplinare" la libertà d'espressione punta a rendere penalmente perseguibile qualsiasi operatore mediatico che "provochi il panico" o "disturbi la quiete pubblica". Si accende il dibattito (e la protesta) online. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/luis-carlos-diaz/">Luis Carlos Diaz</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/filippor/'>Filippo Rizzi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/08/03/venezuela-the-proposed-media-crimes-law/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Il 30 luglio scorso Luisa Ortega Díaz, Ministro della Giustizia venezuelano, ha proposto una &#8220;Legge contro i reati d&#39;informazione” (il testo integrale è <a title="Testo integrale del disegno di legge in spagnolo" href="http://www.tecnoiuris.com/venezuela/hemeroteca/derecho-penal/proyecto-de-ley-especial-contra-delitos-mediaticos.html">disponibile qui</a> [sp]) che diversi blogger e giornalisti considerano una grave minaccia alla libertà d’espressione. I media sono stati spesso al centro degli scontri politici nazionali. Il presidente Hugo Chávez ha criticato duramente diverse testate, accusandole di destabilizzare il Paese e diffondere notizie false. Come conseguenza, <a title="Articolo in inglese su Latin America Herald Tribune" href="http://www.laht.com/article.asp?ArticleId=340431&amp;CategoryId=10717">afferma</a> [in] Ortega Díaz, “È necessario che lo Stato venezuelano disciplini la libertà d’espressione”, sottolineando che non è intenzione del governo limitarla, bensì solo regolarla.</p>
<div id="attachment_89033" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px;"><img class="size-full wp-image-89033" title="Foto concessa da Alé e usata sotto licenza Creative Commons" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/08/caracas1.jpg" alt="Photo concessa da Alé e usata sotto licenza Creative Commons" width="400" height="267" /></p>
<p class="wp-caption-text">Photo concessa da Alé e usata sotto licenza Creative Commons (http://www.flickr.com/photos/alele/3779476136)</p>
</div>
<p>L’attuale Costituzione garantisce la libertà d’espressione, pur precisando che ci sono limiti e responsabilità da rispettare. Tuttavia questo disegno di legge aumenta il numero di reati in cui potrebbero incorrere quanti operano nel mondo dell&#39;informazione. Il testo comprende infatti 17 articoli in base ai quali editori, giornalisti, fonti e chiunque partecipi in qualsiasi mezzo di comunicazione potrebbero subire condanne fino a 4 anni di carcere se la notizia pubblicata provoca il panico fra la popolazione o mette a repentaglio la quiete pubblica, la sicurezza o l’indipendenza dello Stato venezuelano. La stessa pena può essere comminata a coloro che manipolano le informazioni o “disturbano la salute mentale o la morale pubblica”.</p>
<p>È proprio il significato vago di tali termini a preoccupare blogger e giornalisti venezuelani, i quali sostengono che la libera interpretazione di queste norme potrebbe consentire al governo di colpire qualsiasi soggetto mediatico  che ne criticasse l&#39;operato. Starebbe a discrezione dell’esecutivo stabilire a quali azioni potrebbe riferirsi la nuova legge. Molti dunque non nascondono i propri timori riguardo le modalità d’attuazione e le conseguenze per il giornalismo in Venezuela.</p>
<p>Uno di costoro è il professore di giornalismo Moraima Guanipa, che su Twitter <a title="Messaggio su Twitter in spagnolo" href="http://twitter.com/haticos/status/2931533364">sostiene che il disegno di legge</a> [sp] è “un nuovo tentativo di imporre la censura e l’auto-censura criminalizzando la professione giornalistica”.</p>
<p>Un paio di blogger sono fra coloro che vanno ricorrendo ai citizen media per esprimere opinioni e realizzare video al riguardo. Naky Soto è <a title="Post originale in spagnolo" href="http://zaperoqueando.blogspot.com/2009/07/no-la-ley-contra-delitos-mediaticos.html">l’autrice di un video virale</a> [sp] in cui spiega come il disegno di legge inasprisca le sanzioni contro i giornalisti; Jogreg Henríquez, autore del blog <a title="Post originale in spagnolo" href="http://circulemos.blogspot.com/2009/07/no-la-ley-contra-delitos-mediaticos.html"><em>Circulemos</em></a> [sp], ha realizzato un filmato dove sottolinea come “chiunque” correrebbe il rischio di finire in prigione a causa della discrezionalità del governo nell’interpretare le norme. Ecco di seguito il video spagnolo con <a title="Video in spagnolo su DotSub, sottotitolato in inglese" href="http://dotsub.com/view/3f1da8dc-b69c-49c1-87cd-f3a07e8f0183">sottotitoli in inglese</a> [sp]:</p>
<p>Queste altre reazioni degli utenti venezuelani su Twitter:</p>
<p>Kira Kariakin <a title="Messaggio in spagnolo su Twitter" href="http://twitter.com/kirakar/status/2941674769">@kirakar</a> [spa]</p>
<blockquote><p>Dicen que George Bush asesoró a Luisa Ortega Diaz (la Fiscal) en su propuesta de Ley de delitos mediáticos…</p></blockquote>
<div class="translation">Si dice che George Bush abbia consigliato il Ministro Luisa Ortega Díaz sulla proposta di legge contro i reati d&#39;informazione…</div>
<p><a title="Messaggio in spagnolo su Twitter" href="http://twitter.com/lobohombreriera/statuses/2946558866">@lobohombreriera</a> [spa]</p>
<blockquote><p>Leo la ley de delitos mediáticos. A ver quien es el guapo que puede definir lo que es “salud moral”. Vaya país. #FreeMediaVe</p></blockquote>
<div class="translation">Leggo il testo della legge sui reati d&#39;informazione. Stiamo a vedere chi potrà spiegare il concetto di “salute morale”. Che razza di Paese! #FreeMediaVe</div>
<p>Analiz Suárez <a title="Messaggio in spagnolo su Twitter" href="http://twitter.com/anairinna/statuses/2944520739">@anairinna</a> [spa]:</p>
<blockquote><p>Junto a la Ley de delítos mediáticos, deben -a su vez- crear una mega carcel, para que puedan meternos a todos :) ¿no que no?</p></blockquote>
<div class="translation">Insieme alla legge sui reati d&#39;informazione dovrebbero pure costruire un mega carcere dove mettere tutti noi, giusto?</div>
<p><a title="Messaggio in spagnolo su Twitter" href="http://twitter.com/nabifer/statuses/2947147922">@nabifer</a> [spa]:</p>
<blockquote><p>esto de la Ley de Delitos Mediáticos no deja dormir. Yo creo que no nos estamos percantando de la magnitud del asunto. #freemediave</p></blockquote>
<div class="translation">Questa legge sui reati d&#39;informazione non mi fa dormire la notte. Temo che non ci stiamo rendendo conto della gravità della questione #freemediave</div>
<p>Il blog <em>Panfleto Negro</em>, collettivo online che ha recentemente celebrato 10 anni di attività, commenta che <a title="Post originale in spagnolo" href="http://www.panfletonegro.com/volante/2009/07/30/proyecto-de-ley-especial-contra-delitos-mediaticos/">una legge simile si ritorcerà contro le istituzioni</a> [sp]:</p>
<blockquote><p>Finalmente, en Venezuela se legalizará la censura, una avanzada heroíca de la derecha conservadora y fundamentalista. El único aspecto positivo consiste en la posibilidad real de hacer limpieza. Desde ya en panfletonegro esperamos que apresen al Presidente, a todo el tren ministerial y a los miembros relevantes de la Asamblea Nacional, así como también a todos los reporteros de los canales del Estado y de los medios privados, por los delitos que cometen diariamente según este proyecto de ley.</p></blockquote>
<div class="translation">Finalmente si legalizzerà la censura in Venezuela, eroica conquista della destra conservatrice e fondamentalista. L’unica nota positiva è che si potrà realmente fare pulizia. Noi di Panfleto Negro ci auguriamo che vengano arrestati il presidente, tutti i ministri e i membri di spicco dell’Assemblea Nazionale, oltre ai giornalisti delle emittenti statali e delle testate private, per i reati che in base a questo disegno di legge commettono quotidianamente.</div>
<p><a title="Post originale in spagnolo" href="http://slavetothepc.wordpress.com/2009/07/30/me-declaro-delincuente"> Annuncia il blogger <em>Slave to the PC</em></a> [sp]: “Mi dichiaro un delinquente. Signore e signori, presto sarò un delinquente. Ogni volta che criticherò le iniziative del governo su questo blog, correrò il rischio di essere processato dalla cosiddetta giustizia venezuelana”. E mette poi in guardia da un altro rischio, l’auto-censura:</p>
<blockquote><p>La idea de criminalizar la información es un reflejo claro de que este Gobierno está en decadencia. La justificación de querer poner límites a la libertad de expresión muestra un rechazo impresionante a la democracia. El debate, la discusión y, lo mas importante, la voz de cada quien, quedan suspendidos hasta nuevo aviso. La autocensura será la solución de los entregados. La búsqueda y muestra de la realidad será la bandera de los que lucharán. Caerán algunos, de eso estoy seguro, pero no podran callarlos a todos.</p></blockquote>
<div class="translation">L’idea di criminalizzare l’informazione è un palese sintomo del declino di questo governo. La pretesa di voler porre dei limiti alla libertà d’espressione costituisce un incredibile ripudio della democrazia. Il dibattito, la discussione e soprattutto la voce di ogni persona, restano sospesi fino a nuovo ordine. L’auto-censura sarà la soluzione per chi si arrenderà. La ricerca e la diffusione della verità saranno la bandiera di quanti faranno resistenza. Ci saranno alcune vittime, ne sono certo, ma non potranno metterci tutti a tacere.</div>
<p>D’altro canto Michel, un blogger filo-governativo, <a title="Post originale in spagnolo" href="http://michelenlared.blogspot.com/2009/07/presentan-proyecto-de-ley-especial-de.html">ricorre allo stesso argomento propugnato dal Ministro della Giustizia</a> [sp], sostenendo che la libertà d’espressione non dovrebbe andare a discapito della sicurezza dei cittadini, e denuncia la condotta irresponsabile di alcune testate:</p>
<blockquote><p>La fiscal general señaló que es necesario regular la actividad de los medios y brindarle una protección apropiada a los ciudadanos, quienes lucen indefensos ante el uso irracional del poder que actualmente ostentan los medios de comunicación social.</p></blockquote>
<div class="translation">Il Ministro della Giustizia dichiara che è necessario disciplinare l’attività dei media e fornire adeguata protezione ai cittadini, indifesi di fronte all’uso irrazionale del potere di cui si fregiano i media.</div>
<p>Infine, il giornalista Carlos Correa, direttore della ONG Espacio Público, <a title="Articolo originale in spagnolo" href="http://www.espaciopublico.info/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=475&amp;Itemid=1">ricorda la posta in gioco</a> [spa]:</p>
<blockquote><p>Dada la importancia de la libertad de expresión en una sociedad democrática, debe el Estado garantizar y promover su ejercicio, no limitarlo mediante leyes que buscan silenciar los medios de comunicación o todo intento de expresión libre y crítica.</p></blockquote>
<div class="translation">Data l’importanza della libertà d’espressione in una società democratica, lo Stato dovrebbe garantirne e promuoverne l’esercizio, non limitarlo tramite leggi volte a far tacere i mezzi di comunicazione o qualunque forma d’espressione libera e critica.</div>
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		<title>Palestina: esami di maturità per gli studenti di Gaza</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 03:36:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Rizzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arabo]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente & Nord Africa]]></category>
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		<description><![CDATA[Il <em>tawjihi</em> è l’esame di diploma di scuola media superiore per gli studenti che risiedono in Cisgiordania, Giordania e a Gaza, e consente loro l’accesso agli studi universitari, determinandone l’indirizzo. Il fatto che quest’anno l’esame si svolgesse contemporaneamente in Cisgiordania e Gaza è stato salutato come segno di unità nazionale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/ayesha-saldanha/">Ayesha Saldanha</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/filippor/'>Filippo Rizzi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/08/01/palestine-school-graduation-in-gaza/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Il <a title="Voce di Wikipedia inglese sul Tawjihi" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tawjihi">tawjihi</a> [in] è l’esame di diploma di scuola media superiore per gli studenti che risiedono in Cisgiordania, Giordania e a Gaza, e consente loro l’accesso agli studi universitari, determinandone l’indirizzo. Il fatto che quest’anno l’esame si svolgesse contemporaneamente in Cisgiordania e Gaza è stato salutato come segno di <a title="Articolo in inglese su maannews.net" href="http://www.maannews.net/eng/ViewDetails.aspx?ID=213487">unità nazionale</a> [in]. Riportiamo qui di seguito alcune reazioni dei blogger di Gaza ai risultati del tawjihi.<br />
Mediamente solo la metà dei candidati <a title="Articolo in inglese su www.maannews.net" href="http://www.maannews.net/eng/ViewDetails.aspx?ID=203837">passano l’esame</a> [in]. I voti vengono annunciati dalle maggiori testate e gli studenti promossi sono protagonisti di <a title="Articolo in inglese su www.maannews.net" href="http://www.maannews.net/eng/ViewDetails.aspx?ID=203837">cerimonie pubbliche</a> [in]. Ogni anno chi ottiene il punteggio migliore – questa volta è stata Tala Al-Battia, di Nablus – diventa una <a title="Articolo in inglese su maannews.net" href="http://www.maannews.net/eng/ViewDetails.aspx?ID=213578">celebrità</a> [in]. Jawwal, il provider di telefonia mobile palestinese, è lo “sponsor accreditato” del tawjihi, e quest’anno ha indetto un <a title="Pagina del concorso di Jawwal in inglese" href="http://www.myjawwal.com/personal/personal_current_campaigns_details.php?pid=49&amp;langid=2">concorso</a> [in] dal titolo “Indovina il tuo voto al tawjihi e vinci migliaia di dollari”. Tuttavia per le famiglie degli adolescenti uccisi quest’anno durante gli <a title="Lo speciale di Global Voices in inglese sugli scontri a Gaza" href="http://globalvoicesonline.org/specialcoverage/2008-gaza-strip-bombings/">scontri di Gaza</a> [in] questo è un periodo di lutto e dolore; per commemorare gli studenti caduti, il governo di Hamas ha rilasciato dei <a title="Articolo in inglese su maannews.net" href="http://www.maannews.net/eng/ViewDetails.aspx?ID=213662">diplomi onorari</a> [in].<br />
Su <em>Electronic Intifada</em>, Rami Almeghari offre un esempio della determinazione degli studenti di Gaza a studiare per l’esame nonostante le <a title="Articolo in inglese su electronicintifada.net" href="http://electronicintifada.net/v2/article10676.shtml">circostanze</a> [in]. Ecco cosa ha detto uno di loro, Abeer Abu Swahish:</p>
<blockquote><p>Prima che scoppiasse la guerra, verso la fine di dicembre 2008, avevo preparato la mia tabella di marcia per il tawjihi. Un giorno, durante il conflitto, verso le 23 ho sentito colpi d’arma da fuoco a poca distanza. Ciò nonostante, ho preso un profondo respiro e ho continuato a studiare. Sebbene fossi furioso per gli attacchi aerei, navali e di terra dell’esercito israeliano, mi dissi che dovevo passare l’esame così da combattere le forze d&#39;occupazione a modo mio: con l’istruzione!</p></blockquote>
<p>La tensione che accompagna l’esame traspare chiaramente da un post dello studente <em><a title="Post in arabo di Ghost of Palestine" href="http://al7oot88.jeeran.com/archive/2009/7/913013.html">Ghost of Palestine</a></em> [ar] intitolato “Sono usciti i risultati”:</p>
<div class="arabic">لا تعليـــــــــــــــــــــــــــــــــــــــــــــــــق.!</div>
<div class="translation">No commmmmment!</div>
<p><em>Mutasharrid</em> ha appena saputo di essere passato con <a title="Post in arabo dal blog originale" href="http://motshard.blogspot.com/2009/07/919.html">91.9</a> [ar]:</p>
<div class="arabic">أمّي ، أبي ، دربكة الأقدام على موسيقى وأغاني لا نحفظها ، أصوات ضحكاتهم الغجريّة ، زغاريد الفلاحات بكل ما اوتين من فرح ، همهمة جدتي بأدعيتها القدسيّة ، الفرح الوحشيّ …</div>
<div class="translation">Mia madre, mio padre, i passi di danza che non avevamo ancora imparato a memoria, il suono delle loro risate da gitani, gli ululati delle agricoltrici e tutta la felicità che riescono a evocare, le preghiere di Gerusalemme cantilenate da mia nonna, la gioia sfrenata…</div>
<p><a title="Post in arabo dal blog originale" href="http://hazemgaza.blogspot.com/2009/07/blog-post_21.html">Commenta</a> [ar] <em>Hazem</em>:</p>
<div class="arabic">أتقدم بالتهنئة الممزوجة بعبير التقدير والاحترام لطلبة الثانوية العامة بمناسبة نجاحهم سائلاً المولى عز وجل ان يوفقهم فى حياتهم العلمية والعملية . ونقول رغم الحصار والدمار رغم الحرب الاخيرة على غزة الا ان النسب مبشرة والنتائج افضل من نتائج العام الماضى</div>
<div class="translation">Vorrei fare le mie congratulazioni, colme di apprezzamento e rispetto, agli studenti delle medie superiori per gli ottimi risultati, pregando l’Onnipotente che possano aver successo negli studi e nel lavoro in futuro. Possiamo affermare che nonostante l’assedio e la devastazione, nonostante l’ultima guerra a Gaza, la percentuale di promossi è positiva e i voti migliori di quelli dell&#39;anno scorso.</div>
<p><em>Nazek Abu Rahma</em> e <em>Hanadi Al Qawasmi</em> <a title="post in arabo dal sito originale" href="http://www.nazek-aburahma.net/index.php/2009/07/26/%D8%A7%D9%84%D8%AA%D9%88%D8%AC%D9%8A%D9%87%D9%8A-%D9%8A%D9%88%D8%AD%D8%AF-%D8%A7%D9%84%D9%88%D8%B7%D9%86/">scrivono</a> [ar] in un post congiunto:</p>
<div class="arabic">هذه بعض مشاهد فرحة فلسطين بطلابها المتفوقين، فلسطين المعروفة بتحصيل أبنائها الأكاديمي العالي مقارنة بأقرانها من العرب، الذين عرفوا أن علماً يحصلونه هنا وهناك يُعلي رصيد نضالهم. حتى الطلاب الأسرى منهم (1821 أسير) ما زالوا حتى اللحظة يطالبون سلطات الاحتلال بحقهم في التقدم لامتحان الثانوية من وراء القضبان. مشاهد هنا وهناك، بعضها يعكس مشاعر ممتزجة في قلوب الفلسطينيين مزينة بأمل أن تتحول الوحدة التربوية إلى وحدةٍ سياسيةٍ .</div>
<div class="translation">Queste sono alcune delle manifestazioni di gioia in onore degli straordinari studenti della Palestina, nota per i successi accademici dei suoi studenti, superiori a quelli di altri Paesi arabi. I ragazzi sono consapevoli che sfruttare appieno ogni occasione d’apprendimento fa parte della resistenza. Gli studenti ancora prigionieri (1.821) continuano a rivendicare il proprio diritto davanti alle forze d’occupazione israeliane a sostenere il tawjihi anche dietro le sbarre. Alcune delle scene in Cisgiordania e a Gaza rispecchiano le emozioni che si agitano nei cuori dei palestinesi e portano con sé la speranza che l’unità scolastica possa farsi un giorno unità nazionale.</div>
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		<title>Giappone: minori sequestrati dai genitori, cultura locale e norme internazionali</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Aug 2009 05:48:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Rizzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia orientale]]></category>
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		<description><![CDATA[Con l’aumento dei casi che vedono i figli di una donna giapponese e di un padre di altra nazionalità portati in Giappone dalla prima senza il consenso del secondo, crescono le pressioni su Tokyo a sottoscrivere la Convenzione dell’Aja sugli aspetti civili per la sottrazione internazionale di minori. Se ne discute animatamente anche online.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/scilla-alecci/">Scilla Alecci</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/filippor/'>Filippo Rizzi</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/07/29/japan-parental-child-abduction/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Dato <a title="Articolo in inglese su www.mainichi.jp" href="http://mainichi.jp/life/weekly/news/20090615wek00m040015000c.html">l’aumento dei casi</a> [in] che vedono i figli di una donna giapponese e di un padre di altra nazionalità sequestrati dalla madre e portati in Giappone senza il consenso del padre, recentemente Stati Uniti, Francia, Canada e Gran Bretagna hanno sollecitato Tokyo a sottoscrivere la <a title="Pagina web sulla convenzione, a cura del Ministero della Giustizia italiano" href="http://www.giustizia.it/cassazione/leggi/convaja_bamb.html">Convenzione dell’Aja sugli aspetti civili per la sottrazione internazionale di minori</a> [it]. Tale trattato è entrato in vigore nel 1983 e stabilisce precisi strumenti legali per l&#39;immediato ritorno dei figli nello Stato di residenza originario.</p>
<div id="attachment_87409" class="wp-caption alignleft"><a title="Foto su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/ajari/3617173244/in/photostream/"><img class="size-full wp-image-87409 aligncenter" title="Immagine pubblicata su Flickr da ajari" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/07/child.jpg" alt="Immagine pubblicata su Flickr da ajari." width="500" height="332" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Immagine pubblicata su Flickr da <em>ajari</em>.</p>
</div>
<p>Al momento il Giappone è l&#39;unico tra i membri del G7 a non aver firmato il trattato, cosa che dispensa il governo dal fornire informazioni sulla madre o sui figli portati in Giappone e tantomeno costringe la madre a restituire il minore. Inoltre i cittadini sono in gran parte all’oscuro del problema che trova poco spazio sui principali media. Il blogger e attivista Debito <a title="Post in inglese dal sito originale" href="http://www.debito.org/?p=3481">commenta critico</a> [in] il modo in cui <a title="Voce di Wikipedia italiana sulla NHK" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nippon_Hōsō_Kyōkaila NHK">la NHK (la radio-televisione di Stato)</a> [it] si occupa dei sequestri minorili, trasmettendo servizi di parte a discapito dei padri stranieri.</p>
<blockquote><p>Ho guardato l’inchiesta della NHK stamattina e ne sono rimasto veramente deluso. Dopo una serie di statistiche sui divorzi di coppie internazionali (20.000 l’anno scorso, pressappoco il doppio di dieci anni fa), il servizio ha presentato brevemente tre casi. […]<br />
La conclusione rimandava ai soliti luoghi comuni (siccome lo fanno tutti, anche i giapponesi ne hanno diritto), con riferimento a presunti precedenti di madri straniere che avrebbero sequestrato i figli giapponesi (per intendere che improvviamente i padri nipponici erano dei <em>kawaisou</em>, dei poverini: e quindi lo sarebbe l&#39;intero popolo giapponese). Si citava il Ministro degli Esteri, impossibilitato a commentare sulla possibile firma da parte del Giappone della convenzione dell’Aja.<br />
La NHK non ha neanche menzionato che non c&#39;è stato un solo caso in cui <a title="Post in inglese dal sito originale" href="http://www.debito.org/?p=2095">i tribunali nipponici abbiano restituito il figlio al genitore straniero</a> [in] (mentre <a title="Post in inglese dal sito originale" href="http://www.debito.org/?p=2081">è avvenuto il contrario</a> [in]), che i giapponesi commettono in tal mododei reati (non rispettando le norme che all’estero disciplinano la custodia dei figli, come nel <a title="Post in inglese dal sito originale" href="http://www.debito.org/?p=798">caso Murray Wood</a> [in]), o che (<a title="Post in inglese dal sito originale" href="http://www.debito.org/homecoming2007.html">parlo per esperienza personale, dato che non posso vedere i miei figli da cinque anni</a> [in]) <a title="Post in inglese dal sito originale" href="http://www.debito.org/whattodoif.html#divorce">il sistema Koseki [l&#39;anagrafe familiare giapponese] disconosce ogni diritto e accesso al genitore giapponese in seguito al divorzio</a> [in].<br />
La NHK è stata troppo parziale nel sostenere le madri giapponesi che sequestrano i minori o la posizione giapponese in generale (dimenticandosi dei figli e delle ripercussioni di non poter vedere entrambi i genitori). Che idiozie.</p></blockquote>
<p>L’avvocato Kawahara <a title="Post in giapponese dal blog originale" href="http://blog.goo.ne.jp/e-bengo/e/dc227778f3d259bfb40d8092ca7b4ee6">sollecita</a> [giap] gli esponenti politici, a prescindere dal proprio schieramento partitico, a occuparsi in maniera attiva e responsabile della questione.</p>
<blockquote><p>国際離婚して、日本に子どもを連れ帰る日本人妻が多く、現に、カナダやアメリカから、条約を批准していない日本が批判を浴びています。[…] 都議会議員選挙の後、国会審議が止まっています。 国会議員は、法律の制定改廃が仕事でしょう。 いくら、総理大臣の問責決議が参議院で可決され、衆議院議員選挙が近いからといって、国会議員たるもの、国会審議を放置するのは、無責任すぎます。 多くの大事な法案が、廃案になりそうです。 馬鹿げています。 日本は、ますます国際社会から取り残されそうです。 野党の民主党も、いくら政権交代の可能性が大だとしても、国の政治は、与野党が協力して、粛々と動かすべきでしょう。</p></blockquote>
<div class="translation">Sono numerosi i casi di donne giapponesi che divorziano dal marito di un’altra nazionalità e fanno ritorno in Giappone portando con sé i figli, e la mancata firma da parte del Giappone della convenzione dell’Aja dà adito alle relative critiche di Paesi quali Canada o Stati Uniti. […]<br />
Dopo l’elezione dell’assemblea metropolitana di Tokyo, non si è più fatta menzione del trattato nella <a title="Voce di Wikipedia italiana sul Parlamento giapponese" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dieta_Nazionale_del_Giappone">Dieta nazionale</a> [it]. Il compito di chi siede in Parlamento non dovrebbe essere quello di legiferare al fine di migliorare il funzionamento delle nostre leggi e dei trattati? Anche se la Camera dei Consiglieri ha presentato una mozione di sfiducia nei confronti del primo ministro Aso, i membri della Dieta si dimostrano totalmente irresponsabili a lasciar cadere il dibattito con la scusa che si avvicinano le elezioni. Gran parte dei disegni di legge sarà probabilmente cestinata. Ed è una follia, visto che prima o poi il Giappone si ritroverà isolato dalla comunità internazionale.<br />
Sebbene il partito attualmente all’opposizione, il <a title="Pagina di Wikipedia italiana sul Partito Democratico Giapponese" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Partito_Democratico_(Giappone)">Partito Democratico Giapponese</a> [it], abbia molte probabilità di andare al governo, dovrebbe collaborare con la maggioranza in carica per salvaguardare la politica nazionale e agire con dignità.</div>
<p>Anche un altro avvocato, Mori, <a title="Post in giapponese dal blog originale" href="http://mori-law-office-blog.at.webry.info/200906/article_1.html">interviene</a> [giap] su questi sequestri di minori, dimostrandosi però più dubbioso sulla “portata internazionale” del problema.</p>
<blockquote><p>日本人女性が外国人と結婚し、子供を産んだ。しかし、夫婦仲がうまくいかず、子供を連れて日本に帰国した。 我々日本人からすると、「フーン」と思うだけである。 ま、「夫婦仲が悪い夫が、ある日、会社から帰ると、妻は子供連れて実家に帰り、家の中はもぬけのからだった」、というのは、日本では日常的で、これが離婚訴訟で問題になることもない。</p></blockquote>
<div class="translation">Una donna giapponese si sposa con uno straniero e ha un bambino. Tuttavia marito e moglie non vanno d’accordo, e lei riporta il figlio con sé in Giappone. Noi giapponesi reagiamo con un semplice “uhm”.<br />
Qui da noi i casi di mariti “cattivi” che una sera tornano a casa dal lavoro e la trovano deserta perché la moglie è tornata dai suoi genitori sono all’ordine dal giorno, e non diventano il pretesto per una causa di divorzio.</div>
<blockquote><p>しかし、外国では、こういう行為は子供を奪い取る「犯罪行為」と考えているところがかなりある。 特に、日本人女性の場合、日本に帰ると「聞く耳を持たない」という感じで、夫から手紙が来ても無視し、あるいは居場所さえ知らせない、というケースがある。 […]そこで、米英仏などが、日本に、このハーグ条約への加盟を強く迫っている。しかし、取引法の分野と異なり、家事法の分野は、なんでもかんでもグローバル化すれば良いというものではない。やはり、各国の文化にあわせた処理を行うべきで、ハーグ条約への加盟すべきか、安易に結論をだすべきではない。</p></blockquote>
<div class="translation">Tuttavia, all’estero ciò viene definito “sequestro di minori” e ritenuto un reato.<br />
Nello specifico, in alcuni casi le donne giapponesi si rifiutano di ascoltare i loro ex-mariti, ignorandone le lettere e nascondendogli persino l&#39;indirizzo di residenza.<br />
[…] Per questo motivo Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia sollecitano Tokyo a sottoscrivere la convenzione dell’Aja. Tuttavia, nel nostro Paese tali casi non sono di competenza del diritto internazionale bensì di quello nazionale, e non si deve globalizzare sempre tutto. Ogni Stato dovrebbe essere libero di affrontare la questione secondo la propria cultura, e non si può imporre a una qualsiasi nazione di firmare il trattato.</div>
<p>Ma il sequestro di minori non colpisce solo i genitori occidentali, come <a title="Post in inglese dal blog originale" href="http://kokusai.omiai-kekkon.jp/blog/archives/18.html">ricorda</a> [giap] il responsabile di un blog/agenzia matrimoniale internazionale.</p>
<blockquote><p>このハーグ条約、欧米ではおよそ80カ国が調印しているが、日本や韓国、中国、フィリピンなどアジア諸国はほとんど調印していないらしい。 また、日本国内でも中国人と結婚した日本人男性から「妻が無断で子を連れて中国へ帰ってしまった。子を連れ戻したい」という多数の相談が外務省などに寄せられているらしい。 その一方、日本人男性と中国人女性の夫婦が日本国内で離婚し、裁判で親権を争うと、今後、中国人女性側は子供と会ってはいけないという結果がでている話を数件聞いている。 どちらにしろ罪の無い子供たちが一番苦しんでいるはずだ。 はやく、日本国内での法律の整備が必要と感じる。</p></blockquote>
<div class="translation">Circa 80 Stati occidentali hanno già ratificato la convenzione dell’Aja, mentre non così Paesi asiatici quali Giappone, Corea, Cina e Filippine.<br />
Ho saputo che il Ministro degli Esteri giapponese ha avuto a che fare con molti casi di uomini giapponesi sposati con donne cinesi che lamentavano: “Mia moglie è tornata in Cina portando con sé nostro figlio senza il mio consenso! Rivoglio mio figlio!”<br />
D’altro canto, è successo che uomini giapponesi sposati con donne cinesi abbiano divorziato davanti a un tribunale nipponico, e al momento di assegnare la custodia del minore spesso è la donna cinese a vedersi negato l&#39;accesso al figlio.<br />
In ogni caso, sono i bambini innocenti le principali vittime di tali situazioni.<br />
Sono dell’opinione che il Giappone debba al più presto dotarsi di una legge che risolva la situazione.</div>
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