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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Eleonora Pantò</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Global Voices in Italiano &#187; Eleonora Pantò</title>
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		<title>Haiti: le voci inascoltate della ricostruzione</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Oct 2010 02:25:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleonora Pantò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Solidar'IT in Haiti è progetto di web-documentario, indipendente e non-profit, che punta a documentare il post-terremoto tramite la voce diretta dei cittadini, ampiamente esclusi dal progetto di ricostruzione e tuttora in piena emergenza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giordano Cossu e Benoit Cassegrain sono i due web-reporter fondatori di <a title="Vai al sito di Solidar'iT" href="http://solidar-it.net/en">Solidar&#39;IT in Haiti</a> [<em>in inglese, come tutti i link che seguono eccetto dove diversamente indicato</em>], iniziativa globale e spontanea nata a seguito del <a title="Descrizione di Crisis Camp su Wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Crisis_camp">Crisis Camp</a> di Parigi con l’obiettivo di usare al meglio Internet e altre tecnologie per aiutare le popolazioni colpite dal <a title="Vai al relativo articolo su Global Voice" href="http://it.globalvoicesonline.org/-/world/americas/haiti/"> terremoto ad Haiti il 12 gennaio scorso</a> [it]. Si tratta di un progetto giornalistico e multimediale, indipendente e non-profit, che punta a raccontare e documentare il post-terremoto tramite la voce diretta dei cittadini haitiani, ampiamente esclusi dal progetto di ricostruzione e tuttora in piena emergenza.</p>
<p>Come ci racconta Giordano Cossu in una intervista via Skype, i due sono partiti a fine luglio 2010 alla volta di Haiti, rimanendoci per un paio di mesi, così da raccogliere le testimonianze dirette di quanti vivono ancora in larga parte sotto teloni bucati:</p>
<blockquote><p>“Abbiamo percepito molta frustrazione, a tutti i livelli, non solo dalle persone disagiate nei campi, ma anche da parte di chi cerca di darsi da fare per organizzare e trovare soluzioni. È a queste  voci che  tentiamo di dare spazio e visibilità, per evitare che  l&#39;informazione su Haiti sia - come è al momento - al 95% quella fornita dalle ONG attive sul campo (che hanno necessariamente un&#39;agenda da seguire).”</p></blockquote>
<div id="attachment_25524" class="wp-caption alignright" style="width: 155px"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/10/haiti2.png"><img class="size-full wp-image-25524" title="haiti2" src="http://it.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/10/haiti2.png" alt="Campo-profughi ad Haiti (foto concessa dagli autori di Solidar'IT in Haiti)" width="145" height="148" /></a><p class="wp-caption-text">Campo-profughi ad Haiti (foto concessa dagli autori di SolidarIT in Haiti)</p></div>
<p>Il materiale raccolto vedrà la luce in un web-documentario, la cui uscita è prevista entro fine anno. Nel frattempo si avvale di un <a title="Vai al sito Solidar'IT" href="http://solidar-it.net/en">ricco spazio multimediale</a> con contenuti in inglese e francese:</p>
<blockquote><p>Il blog multimediale è un modo per comunicare il “work-in-progress” del nostro web-documentario, e la sua particolarità è proprio quella di permettere di ascoltare direttamente le testimonianze più significative.</p>
<p>Per scelta gli articoli si limitano a spiegare il contesto, lasciando i contenuti  “forti” all&#39;interno degli spezzoni video e audio. Solo ascoltando le voci e  guardando le immagini si può comprendere la realtà di Haiti: non basta leggere!</p>
<p>Per  quanto riguarda la forma del web-documentario, è un formato piuttosto nuovo (esiste solo da un paio d&#39;anni, ma in rapida diffusione) e offre opportunità molto creative per suggerire associazioni tra i vari argomenti, e  lasciare allo spettatorela scelta nella sequenza di video e servizi.</p></blockquote>
<p>A tutt&#39;oggi nelle  tendopoli si Haiti si vive in condizioni che di umano hanno ben poco, e  che mettono in ulteriore difficoltà le persone più deboli, come le  donne, i malati e i bambini.</p>
<blockquote><p>La  violenza sulle donne è uno dei problemi che esistevano già prima del  terremoto, ma dopo è letteralmente esploso, nonostante le  istituzioni tendano a minimizzare: nei campi manca l’elettricità e quindi di notte non c’è illuminazione, i servizi igienici spesso non sono  separati per uomini e donne, e ciò crea una situazione oggettivamente più pericolosa e aumenta la sensazione di grave frustrazione e insicurezza.</p></blockquote>
<p>Le  immagini e le voci di Solidar&#39;IT raccontano in che modo le organizzazioni locali di donne stanno affrontando il problema:</p>
<blockquote><p>Nella “<a title="vai al post originale" href="http://solidar-it.net/en/2010/08/femmes-temoignages-anonymes-tres-douloureux-vie-dans-les-camps-d%E2%80%99haiti/">scatola del dolore”</a> le donne imbucano lettere anonime dove raccontano soprusi e violenze:  dal non avere diritto al cibo alla violenza sessuale da parte del padre. La scatola viene aperta   una volta alla settimana e la lettura collettiva aiuta le donne a non sentirsi sole, e porta alla luce  situazioni terribili, oltre che avviare un processo educativo sui propri diritti.</p></blockquote>
<div id="attachment_25523" class="wp-caption alignleft" style="width: 157px"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/10/haiti1.png"><img class="size-full wp-image-25523" title="haiti1" src="http://it.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/10/haiti1.png" alt="Lettere in una scatola" width="147" height="149" /></a><p class="wp-caption-text">La scatola del dolore (foto concessa dagli autori di Solidar&#39;IT in Haiti)</p></div>
<p>Marie Sofonie è una giovane donna che è fuggita a causa di questa situazione: oggi collabora al progetto <a title="Vai al progetto AYITI SMS SOS" href="http://survivorsconnect.org/haitismshelpline/page/index/3?l=fr_FR">AYITI SMS SOS</a> che permette la segnalazione, anonima e via SMS gratuiti, di casi di violenze e traffico di esseri umani. AYITI SMS SOS è stato messo in piedi da Survivors Connect, che ad Haiti si appoggia alla <a title="Vai al sito di Fondation Espoir" href="http://fondationespoir.org/fe/">Fondation Espoir</a> e ad altre assoziazioni di donne locali. Gli SMS sono inviati a un  numero gratuito e poi riportati su una mappa, grazie alla piattaforma di crowdsourcing <a title="Vai alla piattaforma Ushahidi" href="http://www.ushahidi.com">Ushahidi</a> e al servizio <a title="Vai al sito di Frontline" href="http://www.frontlinesms.com/">Frontline SMS</a> (strumenti già illustrati nel post <a title="Vai all'articolo di Global Voice" href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/08/tecnologia-per-la-trasparenza-lezioni-utili-e-riflessioni-generali/">Tecnologia per la trasparenza: lezioni utili e riflessioni generali</a> [it]).</p>
<blockquote><p>Marie  Sofonie  è la persona che si occupa di leggere gli SMS (che hanno già superato il migliaio) e collabora al blog di Solidar&#39;IT: è così che la sua voce diventa globale.</p>
<p>Anche Ralph è un giovane haitiano che collabora con la ONG <a title="Vai al sito Internews" href="http://www.internews.org">Internews</a> alla produzione di una trasmissione giornaliera, ENDK, e lavora per un radio locale: <a title="Vai al post sul sito Solidar'IT" href="http://solidar-it.net/en/2010/08/english-the-reporter-life-camps/">ogni giorno visita una tendopoli diversa</a>, registra voci e fa interviste, realizzando poi un reportage di alcuni minuti, ritrasmesso il giorno successivo da tutte le emittenti di Port-au-Prince. Quella di Ralph è un’altra voce locale raccolta e rilanciata da Solidar&#39;IT per raccontare Haiti con le parole di chi ci vive oggi.</p></blockquote>
<p>Il sito del progetto ospita tante altre storie, tra cui quella di <a title="Vai al post relativo su Solidar'IT" href="http://solidar-it.net/en/2010/09/la-radio-de-cite-soleil-previent-des-cyclones/">Radio Boukman,</a> la radio comunitaria di Citè Soleil, il quartiere più pericoloso di Port-au-Prince, che gestisce un programma di prevenzione uragani (tema assai attuale) senza alcun sostegno internazionale, o quella del <a title="Vai al post relativo sul sito di Solidar'IT" href="http://solidar-it.net/en/2010/08/karavan-du-rire-de-la-prevention/">Caravan,</a> che attraverso sketch teatrali e danza, fornisce alla popolazione importanti nozioni sull’educazione sanitaria.</p>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="225" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=15156420&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=1&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="225" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=15156420&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=1&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><a href="http://vimeo.com/15156420"><br />
Radio Boukman, the voice of the voiceless in Cité Soleil, Haiti</a> from <a href="http://vimeo.com/user2551229">Web-Reporter</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</center></p>
<blockquote><p>Sono oltre un milione e mezzo le persone che vivono sotto teli di plastica  bucati, la ricostruzione non è partita, mentre su Haiti è calato il silenzio: si vedono già per la strada e nei campi bambini malnutriti, riconoscibili dai capelli arancioni. Gli Stati Uniti hanno stanziato oltre miliardo di dollari ma si tratta di fondi che non sono ancora stati sbloccati, aiuti che ad Haiti non si sono visti.</p>
<p>Ancora fino all&#39;agosto scorso, gli unici Paesi che avevano rilasciato gli aiuti promessi erano Norvegia, Estonia, Australia e Brasile; molti ora vivono in una tenda solo perché sono riusciti a comprarla di tasca propria.</p>
<p>Gli  haitiani si sentono esclusi anche dalle stesse ONG che gestiscono i campi-profughi: non danno loro informazioni e prevedono per  il trasferimento delle persone  tempi di 18 o 24 mesi, del tutto inadeguati in una zona a rischio di uragani. E mentre il governo è assente, è la società civile a darsi da fare. Un esempio sono i 50 campi-profughi (su un totale di circa 460 solo a Port-au-Prince) gestiti dai giovani dell’associazione <a title="Vai al sito FNJD" href="http://www.fnjd.org">FNJD</a>, che si aiutano condividendo e gestendo al meglio il poco che hanno.</p></blockquote>
<p>La seconda parte delle riprese del web-documentario di Giordano Cossu e Benoit Cassegrain verrà realizzata nel mese di novembre, con approfondimenti sulle condizioni in cui operano quanti cercano di ricostruire, interviste a chi gestisce gli appalti e altre voci locali.</p>
<p>Ovviamente Solidar&#39;IT in Haiti non manca di usare i vari social media: oltre al <a title="Vai la sito di Solidar'IT" href="http://solidar-it.net/en">sito centrale</a>, è possibile seguire il progetto via <a title="Vai alla pagina su Facebook di Solidar'IT" href="http://www.facebook.com/pages/SolidarIT-in-Haiti/112810448764887">Facebook</a> e <a title="Vai alla pagina su Twitter di Solidar'IT" href="http://twitter.com/SolidarIT_eng">Twitter</a>, mentre per le donazioni dirette si può utilizzare <a title="Vai alla pagina su Ulule di Solidar'IT" href="http://www.ulule.com/solidarit_haiti/">Ulule</a>, piattaforma di crowdfunding.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/eleonora-panto/' title='elenca tutti gli articoli di Eleonora Pantò'>Eleonora Pantò</a></span></span> 
 &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/10/haiti-le-voci-inascoltate-della-ricostruzione/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F10%2Fhaiti-le-voci-inascoltate-della-ricostruzione%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F10%2Fhaiti-le-voci-inascoltate-della-ricostruzione%2F&#038;text=Haiti%3A+le+voci+inascoltate+della+ricostruzione&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F10%2Fhaiti-le-voci-inascoltate-della-ricostruzione%2F&#038;title=Haiti%3A+le+voci+inascoltate+della+ricostruzione' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F10%2Fhaiti-le-voci-inascoltate-della-ricostruzione%2F&#038;title=Haiti%3A+le+voci+inascoltate+della+ricostruzione' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F10%2Fhaiti-le-voci-inascoltate-della-ricostruzione%2F&#038;title=Haiti%3A+le+voci+inascoltate+della+ricostruzione' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F10%2Fhaiti-le-voci-inascoltate-della-ricostruzione%2F&#038;title=Haiti%3A+le+voci+inascoltate+della+ricostruzione' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Tecnologia per la Trasparenza: lezioni utili e riflessioni generali</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 03:36:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleonora Pantò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riassumendo quanto appreso nel primo ciclo di questo progetto collaborativo di ricerca, emergono i pregi di iniziative di successo ma anche i difetti di un approccio eccessivamente high-tech. Occorrono tecnologie umane, flessibili e contestualizzate.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><small>Con la transizione verso la seconda fase del progetto <a title="Progetto Tecnologia per la trasparenza" href="http://transparency.globalvoicesonline.org">Technology for Transparency Network</a> [en], stiamo procedendo a classificazione e ordinamento delle <a title="Progetto Tecnologia per la trasparenza" href="http://transparency.globalvoicesonline.org/projects/all">decine di organizzazioni</a> descritte sul sito. L&#39;obiettivo è quello di rendere più semplice per gli utenti il reperimento dei progetti, non solo a partire dal Paese dove si svolgono, ma anche dal tema o dal settore su cui sono focalizzati e dai diversi strumenti utilizzati.</small></p>
<p>Una delle fasi di questo processo è stata la stesura di una breve presentazione [<a title="Presentazione in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/08/Tech_for_Transparency_5_Lessons.pdf">scaricabile in PDF</a>] sulle cinque lezioni più importanti apprese fin&#39;ora riguardo l&#39;utilizzo di strumenti online e mobili per promuovere la trasparenza e la responsabilità. La tecnologia nel settore della trasparenza è in rapido mutamento - dalla stesura di tale presentazione ad ora, ad esempio, <a title="Vai al sito Ushahidi" href="http://ushahidi.com/">Ushahidi</a> (strumento per la geolocalizzazione basato sul <a title="Voce Wikipedia su Crowdsourcing" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Crowdsourcing">crowdsourcing</a> [it]) ha lanciato <a title="Vai al sito Crowdmap" href="http://crowdmap.com/">Crowdmap</a> [<em>en, come gli altri link salvo diversa indicazione</em>], per consentire a chiunque abbia un accesso Internet di avviare un&#39;istanza Ushahidi senza doverlo installare su un proprio server. Ciò significa che le lezioni e le tecnologie illustrate qui seguito sono in costante aggiornamento, e i commenti e domande sono sempre benvenuti. Dopo la pubblicazione del prossimo ciclo di casi studio prevediamo di rivedere queste lezioni per verificarne i cambiamenti.</p>
<h3>Lezione 1: La tecnologia consente ai cittadini di raccogliere dati</h3>
<p>Nelle zone in cui governi e  grandi aziende non possono o non vogliono condividere informazioni (oppure non le pubblicano in formati facilmente accessibili), i cittadini sono talvolta la miglior fonte di dati sulle attività delle pubbliche amministrazioni o del settore privato.</p>
<p>Esistono parecchi strumenti per facilitare la raccolta di questi dati, sia basati sul crowdsourcing aperto sia su gruppi specifici di volontari addestrati o stipendiati (spesso definito come &#8220;crowdsourcing delimitato&#8221;) o su una combinazione di entrambi. Le informazioni raccolte online dai cittadini tramite telefoni mobili possono essere usate in aggiunta ai dati esistenti (ad esempio, per complementare i modi più tradizionali di monitoraggio elettorale) oppure per fare nuova luce su certi processi o sulle strutture di potere (ad esempio, per monitorare i risultati di programmi di sviluppo).</p>
<p>La raccolta di dati può avvenire tramite diversi sistemi e dispositivi, sulla base dei risultati attesi e dell&#39;ambiente in cui si opera. Alcuni servizi, come <a title="Vai al sito Frontline SMS" href="http://www.frontlinesms.com/">Frontline SMS</a>, operano ampiamente attraverso semplici SMS, mentre altri, come <a title="Vai al sito Ushahidi" href="http://ushahidi.com">Ushahidi</a>, integrano diversi metodi tra cui SMS, Twitter, posta elettronica e moduli sul web.</p>
<h4>Esempio: &#8220;Rete Monitoraggio Mobile delle Elezioni in Nigeria&#8221;</h4>
<p>Il <a title="Vai al sito Mobile Monitors" href="http://www.mobilemonitors.org/">Network of Mobile Election Monitors of Nigeria</a> (NMEM) fu creato per monitorare le elezioni nazionali presidenziali del 2007. Simili operazioni risultano spesso limitate a causa di vincoli temporali e spaziali, come pure dal loro status ufficiale - la loro presenza visibile nei punti di sondaggio può ridurre la tendenza a eventuali irregolarità, distorcendo i risultati dell&#39;osservazione.<br />
Il NMEM ha operato insieme a <a title="Vai al sito Frontline SMS" href="http://www.frontlinesms.com/">Frontline SMS</a> per la creazione di un sistema di monitoraggio che aiutasse i cittadini a impegnarsi nel processo politico, superando alcuni dei problemi connessi alle tradizionali iniziative di monitoraggio. I partecipanti, registrati e adeguatamente formati, hanno monitorato le elezioni in ognuno distretti nigeriani, informando al contempo gli elettori delle loro risultanze e incoraggiandoli a inviare notizie a loro volta. Sono stati più di 100 mila i messaggi inviati e di cui è stata accertata l&#39;accuratezza. Il rapporto finale del NMEM (disponibile <a title="Scarica il Rapporto finale sulle elezioni in Nigeria" href="http://www.kiwanja.net/miscellaneous/NMEM_Election_Report.pdf">in formato PDF</a>) conferma i risultati delle osservazioni internazionali, i nigeriani hanno maggiore capacità di agire nel processo politico. Per maggiori dettagli, è possibile leggere il <a title="Scarica il Rapporto finale sulle elezioni in Nigeria" href="http://www.kiwanja.net/miscellaneous/NMEM_Election_Report.pdf">rapporto finale</a> (formato PDF) del NMEN.</p>
<h3>Lezione 2: La tecnologia aiuta i cittadini a navigare e comprendere i dati</h3>
<p>Molti governi e imprese pubblicano online le pagine di volumi enormi in file PDF difficili da analizzare. In altri casi, i dati esistenti sono eccessivi e troppo complessi per la comprensione del cittadino medio. Esistono svariati strumenti per favorire la messa online secondo semplici modalità per l&#39;accesso e la consultazione, in modo che i cittadini possano comprendere quali siano i fatti e i numeri più significativi in merito a determinati avvenimenti. I cittadini che hanno accesso e comprendono i fatti legati ad un certo argomento sono maggiormente in grado di verificare le responsabilità di governi e organizzazioni del settore privato.</p>
<h4>Esempio: &#8220;Mappa sugli Aiuti Umanitari per  Haiti&#8221;</h4>
<p>La <a title="Vai al sito Haiti Aid Map" href="http://haitiaidmap.org/">Haiti Aid Map</a> fornisce informazioni sugli attuali iniziative di sostegno per Haiti. Chi visita il sito può consultare le informazioni ordinandole per organizzazione, per ambito e settore o per località. La mappa monitora progetti per un valore superiore al miliardo di dollari e ne semplifica la consultazione per sapere chi sta facendo cosa e dove.</p>
<h3>Lezione 3: Per raggiungere il maggior numero di persone, bisogna usare tecnologie mobili</h3>
<p>Le persone che nel mondo usano la <a title="Rapporto ITU sulla telefonia cellulare" href="http://www.itu.int/net/pressoffice/backgrounders/general/pdf/5.pdf">telefonia cellulare sono il triplo di quelle che navigano su Internet </a> (PDF). Nei Paesi in via di sviluppo - la cui popolazione costituisce il 64 per cento degli utenti mondiali di telefonia mobile - il rapporto raggiunge 5 a 1. Strumenti che operano esclusivamente su Internet escludono un enorme bacino di potenziali utenti, ma fortunatamente esistono innumerevoli piattaforme e applicazioni che aiutano le organizzazioni a raggiungere questo gruppo di persone. Persino il telefonino più semplice consente ai cittadini di riportare problemi e ottenere informazioni.</p>
<h4>Esempio: &#8220;Strumento per il Monitoraggio del Bilancio del Kenia&#8221;</h4>
<p>Il Kenya ha solo 4 milioni di utenti Internet, ma oltre 19 milioni usano la telefonia mobile (fonte: <a title="vai al sito della Banca Mondiale" href="http://data.worldbank.org/data-catalog/world-development-indicators?cid=GPD_WDI">Banca Mondiale</a>). Il <a title="Vai al sito sul monitoraggio del bilancio in Kenya" href="http://www.opengovernance.info/BTKenya/index.php">Budget Tracking Tool</a> consente ai cittadini di raccogliere informazioni sul denaro stanziato per i progetti di sviluppo nella loro regione grazie a un semplice SMS. Il sito riceve circa 4.000-4.500 richieste via SMS al mese, e <a title="VAi a un precedente articolo sull'argomento" href="http://transparency.globalvoicesonline.org/project/budget-tracking-tool"> i cittadini hanno utilizzato le informazioni che avevano ottenuto per denunciare  la corruzione</a> dei governi a livello locale e nazionale.</p>
<h3>Lezione 4: Non occorre reinventare la ruota</h3>
<p>Per usare la tecnologia in modo efficace, bisogna raggiungere la gente là dove vive. Se qualcuno sta già usando un gruppo Facebook per protestare contro una specifica iniziativa governativa, potrebbe non valer la pena di costruire una nuova piattaforma con le stesse caratteristiche e spendere tempo ed energia per attirarvi la gente. Sebbene Facebook, YouTube e Twitter non siano stati costruiti pensando alla trasparenza e alla responsabilità, possono risultare strumenti efficaci e hanno la caratteristica intrinseca di raggiungere un vasto pubblico.</p>
<p>Quando si avvai un&#39;iniziativa basandosi su strumenti esistenti, è importante tenere a mente che gli strumenti in una determinata area o lingua possono essere inaccessibili altrove. Per esempio, <a title="Descrizione di Orkut su Wikipedia" href="https://secure.wikimedia.org/wikipedia/en/wiki/Orkut">Orkut è uno dei siti più popolari in Brasile e in India</a> e qui può raggiungere più utenti di Facebook.</p>
<h4>Esempio: Monitoraggio dell&#39;Aereoplano Presidenziale Tunisimo</h4>
<p>Nel 2007, il numero dei viaggi dell&#39;aereo presidenziale tunisino aveva attirato <a title="Vai all'articolo su GlobalVoices" href="http://globalvoicesonline.org/2007/08/30/arabeyes-who-is-using-the-tunisian-presidential-airplane/">l&#39;attenzione dei blogger</a>, i quali si presero a chiedersi come mai, quando il presidente era in Tunisia, il suo aereo fosse a Parigi. Consultando le foto di un sito per appassionati di aviazione, un blogger si accorse che l&#39;aereo presidenziale era fotografato in molte capitali europee. Dopo aver seguito l&#39;aereo in giro per Europa, scoprì che la moglie del presidente lo utilizzava per i suoi viaggi finalizzati allo shopping - un chiaro abuso dei fondi statali. Ricorse così  a Google Earth per mappare i viaggi dell&#39;aereo, arricchite dalle foto e infine ne pubblicò il video YouTube e Vimeo.</p>
<h3>Lezione 5: Essere flessibili</h3>
<p>Quando si lavora con gli strumenti digitali, bisogna stare attenti a non <a title="Vai all'articolo citato" href="http://themorningsidepost.com/2010/03/ediplomacy-ushers-in-a-new-culture-of-collaboration-at-state/">“innamorarsi della propria creatura.”</a> Si possono spendere tempo e denaro per creare la migliore piattaforma digitale del mondo, ma se il pubblico di riferimento è più abituato alla radio che al computer, l&#39;impatto rimarrà limitato. Alcuni dei progetti di maggior successo integrano strumenti digitali e tradizionali per raggiungere le persone in base al tipo di tecnologia preferita da costoro. Queste organizzazioni riconoscono che lo strumento migliore per promuovere trasparenza e responsabilità è quello che il cittadino deciderà di usere. Radio, stampa, televisione, telefonate e incontri pubblici possono non essere così vistosi o eccitanti come una piattaforma digitale, ma in alcune situazioni hanno maggiori possibilità di successo.</p>
<h4>Esempio: Freedom Fone</h4>
<p><a title="VAi al sito Freedom Fone" href="http://www.freedomfone.org/">Freedom Fone</a> è un sistema basato quasi esclusivamente sulla voce. Le organizzazioni possono scaricare il software gratuitamente e acquistare l&#39;hardware necessario per meno di 100 Euro/126 dollari americani. Gli utenti finali non hanno bisogno di un computer e non devono usare SMS - basta una semplice chiamata dal cellulare. Freedom Fone sottolinea che &#8220;gestire informazioni con una piattaforma audio supera le barriere connesse all&#39;alfabetizzazione e alla lingua e permette agli utenti di ignorare il limite dei 160 caratteri di un SMS&#8221;. Le organizzazioni possono usare il sistema per distribuire informazioni, effettuare sondaggi, raccogliere rapporti dai cittadini, che possono essere successivamente indicizzati ed elaborati utilizzando lo stesso software di Freedom Fone.</p>
<h4>Esempio: Guatemala Visibile</h4>
<p><a title="Vai al sito Guatemala Visible" href="http://www.guatemalavisible.org/">Guatemala Visibile</a> [es] è un progetto che monitora il processo di selezione di giudici, del Procuratore Generale, del Ragioniere Generale, del Difensore pubblico e del Difensore civico nazionale in Guatemala, facendo luce su procedure normalmente svolte dietro un muro di segretezza. Oltre a rendere le informazioni disponibili online, il progetto ha utilizzato  manifesti, pubblicità alle fermate degli autobus,  trasmissioni radiofoniche e televisive nella lingua locale della comunità per promuovere la campagna di sensibilizzazione.</p>
<h3>Conclusioni: Il contesto è la chiave, e la bacchetta magica è un mito</h3>
<p>Come usare al meglio uno strumento tecnologico dipende dai risultati desiderati, dalla località, dalla lingua e dal contesto tecnologico, fra gli altri fattori. Per esempio, governi e ONG possono pubblicare i loro bilanci in modo aperto, rendendo la visualizzazione e la navigazione fra i dati più importante del crowdsourcing per progetti centrati sulle donazioni umanitarie. Ma se lo scopo è confrontare le promesse fatte con quanto realizzato de facto, è la raccolta di informazioni in modalità crowdsourcing sul territorio la maniera più efficace per promuovere il controllo sull&#39;operato degli amministratori. In alcuni contesti, il miglior modo per renderle facilmente fruibili e usabili i dati da parte dei cittadini può significare lo sviluppo di un&#39;app per iPhone, con una grafica accattivante e la possibilità di condividere le stesse informazioni via Facebook. In altri casi, magari funzioneranno meglio semplici richieste via SMS e un programma radiofonico.</p>
<p>Anche scegliendo lo strumento tecnologico corretto per un contesto specifico, le tecnologie online e mobili non sono comunque una bacchetta magica. I fondatori di Ushahidi sottolineano che questa &#8220;<a title="Vai al blog di Ushahidi" href="http://blog.ushahidi.com/index.php/2010/06/28/read-this-if-you-don%E2%80%99t-know-what-ushahidi-is/">è una piattaforma, non una metodologia</a>&#8220;. Attuarla con successo - come con qualsiasi strumento tecnologico - richiede una squadra di supporto che conosca profondamente il contesto in cui sarà utilizzata e sia in grado di gestire la mobilitazione, la formazione, la verifica delle informazioni e una moltitudine di altre attività. È facile farsi travolgere dalla novità della tecnologia, ma questa da sola non risolve nulla. Philip Thigo del progetto &#8220;Budget Tracking Tool&#8221; in Kenia sostiene qualora la comunità che si sta tentando di servire non vede il valore dello strumento o non è in grado di interagirvi in maniera semplice, allora l&#39;incredibile piattaforma high-tech così realizzata avrà &#8220;suscitato un mare d&#39;entusiasmo per poi morire miseramente&#8221;.</p>
<p>In un mondo diversificato come l&#39;attuale, è importante iniziare considerando gli strumenti accessibili rispetto a quanti vogliono coinvolgersi su un certo tema. La tecnologia più avanzata può fallire se la gente non la conosce, o se è troppo costosa o poco adattabile ai loro obiettivi. Ciò significa essere disponibili a rinunciare a tecnologie complesse se quello di cui la comunità ha bisogno sono SMS e iniziative basate sui programmi radiofonici. Significa costruire siti web semplici, senza immagini se la banda è limitata. Soprattutto, vuol dire porre attenzione al contesto di un progetto e adottare la tecnologia solo laddove abbia davvero senso.</p>
<p class="contributors">Questo post è stato scritto in collaborazione con <a title="Vai al profilo di Renata Avila" href="http://globalvoicesonline.org/author/renata-avila/">Renata Avila</a>.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/rebekah-heacock/' title='elenca tutti gli articoli di Rebekah Heacock'>Rebekah Heacock</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/eleonora-panto/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Eleonora Pantò'>Eleonora Pantò</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2010/08/25/technology-for-transparency-five-lessons-learned/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/08/tecnologia-per-la-trasparenza-lezioni-utili-e-riflessioni-generali/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Ftecnologia-per-la-trasparenza-lezioni-utili-e-riflessioni-generali%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Ftecnologia-per-la-trasparenza-lezioni-utili-e-riflessioni-generali%2F&#038;text=Tecnologia+per+la+Trasparenza%3A+lezioni+utili+e+riflessioni+generali&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Ftecnologia-per-la-trasparenza-lezioni-utili-e-riflessioni-generali%2F&#038;title=Tecnologia+per+la+Trasparenza%3A+lezioni+utili+e+riflessioni+generali' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Ftecnologia-per-la-trasparenza-lezioni-utili-e-riflessioni-generali%2F&#038;title=Tecnologia+per+la+Trasparenza%3A+lezioni+utili+e+riflessioni+generali' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Ftecnologia-per-la-trasparenza-lezioni-utili-e-riflessioni-generali%2F&#038;title=Tecnologia+per+la+Trasparenza%3A+lezioni+utili+e+riflessioni+generali' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F08%2Ftecnologia-per-la-trasparenza-lezioni-utili-e-riflessioni-generali%2F&#038;title=Tecnologia+per+la+Trasparenza%3A+lezioni+utili+e+riflessioni+generali' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Italia: NO al Bavaglio della Rete</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2010/07/italia-no-al-bavaglio-della-rete/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 16:26:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleonora Pantò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Europa occidentale]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà d'espressione]]></category>
		<category><![CDATA[Media & Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Cresce la mobilitazione dentro e fuori Internet per la rimozione della norma "ammazza-blog" inclusa nel disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche. Presidio in Piazza Montecitorio, a Roma, giovedì 29 luglio. La discussione sul DDL è stata poi rimandata a settembre.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://it.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/07/berlusc2.jpg"><img src="http://it.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/07/berlusc2.jpg" alt="No al bavaglio della Rete" title="No al bavaglio della Rete" width="111" height="151" class="alignright size-full wp-image-22598" /></a>Mentre l’Islanda appare un luogo molto ospitale, non tanto per fuggire dal caldo torrido di questi giorni quanto piuttosto per la proposta di  legge che sembra garantire la <a title="link al il testo della proposta di legge" href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/islanda-rifugio-per-la-liberta-online%3Cbr-%3Eil-testo-del-progetto-di-legge/2121037">trasparenza dell’informazione</a> [it, <em>come tutti gli altri link</em>] il governo italiano sta invece per avviare la discussione in aula su norme di ben altro taglio.</p>
<p>Il <a title="Info sul DDL" href="http://www.valigiablu.it/doc/166/ddl-intercettazioni-la-rete-vittima-eccellente.htm">Disegno di Legge (DDL)</a> sulle intercettazioni telefoniche (aspramente criticato anche <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/201007articoli/56688girata.asp">dall’ONU</a>) è in discussione al Parlamento ormai da due anni, mentre dal giugno 2009 giornalisti e blogger italiani sono uniti nella protesta contro norme che appaiono in palese contrasto con la libertà di stampa. Le numerose iniziative sostenute da associazioni e dal sindacato dei giornalisti (il 1 e il 9 luglio) hanno creato un movimento di opinione e una scissione all’interno della maggioranza di governo.  Ciò  ha reso possibile la modifica del DDL che  nella nuova versione, approvata il 21 luglio, ha eliminato diverse restrizioni che rendevano molto difficile l’avvio delle  intercettazioni da parte della magistratura  e impedivano ai giornalisti di fornire informazioni su questioni di interesse pubblico.</p>
<p>La cosa più strana che riguarda direttamente i cittadini della Rete è però un&#39;altra, cioè il mantenimento nel testo definitivo della cosiddetta norma “ammazza-blog” (comma 29 dell’art. 1).  Come spiega il blog collettivo <a title="link al post" href="http://mavaffanculp.blogspot.com/2010/07/nel-ddl-intercettazioni-rimane-la-norma.htm">mavaffanculp</a>:</p>
<blockquote><p>Una norma introdotta riguarda infatti proprio il mondo del web e non si capisce cosa c&#39;entri con le intercettazioni telefoniche. E&#39; infatti fatto obbligo a qualsiasi blog e quindi a qualsiasi blogger di rettificare nello spazio di 48 ore una notizia o un articolo che possa contenere una informazione non corretta.</p>
<p>In sostanza, se la norma venisse approvata, tutti i blogger dovrebbero stare all&#39;erta per pubblicare una eventuale rettifica che gli sia richiesta pena una multa di 12.500 euro. Non c&#39;è verso di fare neppure una settimana di vacanza tranquilli! E&#39; evidente che questo porterà molti siti a una scelta drastica. O si chiude o si smette di occuparci di argomenti su cui i potenti, e i loro agguerriti avvocati, sono particolarmente sensibili.</p></blockquote>
<p><a title="Sito di Valigia Blu" href="http://www.valigiablu.it">Valigia Blu</a>, sito-community che va coagulando l’attivismo dentro e fuori la Rete fin dall’avvio del DDL sulle intercettazioni, sta sviluppando una serie di iniziative online e offline che culmineranno con un <strong><a title="link al sito valigiablu" href="http://www.valigiablu.it/doc/163/presidio-davanti-montecitorio.htm">presidio in piazza Montecitorio</a> giovedì 29 luglio alle ore 16</strong>, in concomitanza con l’avvio della discussione finale in aula.</p>
<p><a href="http://it.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/07/pnavona.jpg"><img src="http://it.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/07/pnavona.jpg" alt="No al Bavaglio, Piazza Navona, Roma, 1.7.10 (licenza CC)" title="No al Bavaglio, Piazza Navona, Roma, 1.7.10 (licenza CC)" width="240" height="160" class="alignleft size-full wp-image-22608" /></a>Prosegue intanto la <a title="il testo della lettera" href="http://www.valigiablu.it/doc/162/no-legge-bavaglio-alla-rete.htm">raccolta-firme in calce alla lettera</a> indirizzata ai parlamentari che si chiude con la precisa richiesta di “reintrodurre il dibattito sul comma 29 dell’art. 1 del DDL nel corso dell’esame in Assemblea, permettendo la discussione sugli emendamenti che verranno ripresentati” &#8212; già firmata da 11.000 cittadini e recapitata al Presidente Fini, a cui vanno aggiunte le 240.000 firme apposte sotto l’analogo appello in occasione della precedente <a title="il sito del nobavaglio" href="http://nobavaglio.adds.it">manifestazione del 1 luglio a Roma</a> &#8212; a cui si riferisce la foto qui sopra, tratta dal photostream di <a title="Valigia Blu su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/valigiablu/">Valigia Blu su Flickr</a> (con licenza CC).</p>
<p>Tra i molti video auto-prodotti <a title="Ricerca per 'No Bavaglio' su YouTube' href="http://www.youtube.com/results?search_query=no+al+bavaglio&#038;aq=f">in circolazione su YouTube</a>, eccone un solo esempio, tanto serio quanto ironico:</p>
<p align="center"><object title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/YzE7-E0Jc30&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/YzE7-E0Jc30&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
</p>
<p>Va forte il tam-tam su Twitter con l&#39;hashtag <a title="Ricerca su Twitter" href="http://search.twitter.com/search?q=nobavaglio">#nobavaglio</a>:<br />
<a href="http://it.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/07/twit1.png"><img src="http://it.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/07/twit1-375x146.png" alt="No al bavaglio della rete su Twitter" title="No al bavaglio della rete su Twitter" width="375" height="146" class="aligncenter size-medium wp-image-22607" /></a></p>
<p>Su Facebook il gruppo <a title="gruppo FB nobavaglio" href="http://www.facebook.com/pages/No-Legge-Bavaglio-alla-Rete/139341459420035#!/pages/No-Legge-Bavaglio-alla-Rete/139341459420035?v=wall">No Legge Bavaglio</a> ha superato le 6.500 adesioni (che arrivano a 11.000 se si aggiungono i sostenitori del sito web)  e continua a rilanciare <a title="link ad articolo su La Stampa" href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&#038;ID_articolo=7647&#038;ID_sezione=&#038;sezione=">gli aggiornamenti in arrivo</a>:</p>
<p><a href="http://it.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/07/rete1.png"><img src="http://it.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/07/rete1-375x54.png" alt="Nota da FB" title="rete1" width="375" height="54" class="aligncenter size-medium wp-image-22596" /></a></p>
<p><a href="http://it.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/07/rete3.png"><img src="http://it.globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/07/rete3-375x67.png" alt="Nota da FB" title="Nota da FB" width="375" height="67" class="aligncenter size-medium wp-image-22597" /></a></p>
<p>Anche le testate tradizionali stanno facendo sentire la propria voce, sottolineando come chiunque diffonda materiali sul web (radio e TV incluse) è soggetto al cosidetto “obbligo di rettifica”. Lo sottolinea un articolo sul sito del <a title="link all'articolo" href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/26/vogliono-imbavagliare-anche-la-rete/44067/">Il Fatto Quotidiano</a>:</p>
<blockquote><p>Tutte le web tv ed i video blogger italiani, in forza degli emanandi regolamenti, dovranno chiedere all’Agcom un’autorizzazione – o almeno indirizzarle una dichiarazione di inizio attività -, versare 3000 euro per il rimborso delle spese di istruttoria (quali?) e, soprattutto, finiranno assoggettati, tra gli altri al solito obbligo di rettifica, sempre entro 48 ore e sempre sotto la minaccia di una sanzione fino a 12 mila e 500 euro .</p>
<p>L’obiettivo dell’ultimo scellerato progetto di Palazzo sembra evidente: ora che il Cavaliere si accinge a sbarcare in Rete avendone forse, almeno, subodorato le enormi potenzialità, la vuole tutta per lui, per i suoi amici e per i soli suoi nemici che ha, comunque, la garanzia di poter controllare almeno in termini economici.</p></blockquote>
<p>Nè mancano commenti sulle probabili ripercussioni riguardo le attività di e-commerce, come chiarisce Enrico Giubertoni su <a title="link al blog" href="http://www.buzzes.eu/blogit/2010/07/bavaglio-rete-infocommerce.html">Buzzes</a>:</p>
<blockquote><p>È immorale poiché impedisce de facto ogni forma di critica, è antieconomico poiché impedirà di affermare un principio cardine del Social Media Marketing ovvero il giudizio su un prodotto. Se scriverò che il prodotto A non è bene mentre B è meglio, il produttore di A potrà obbligarmi a rettificare. Come faremo a fare InfoCommerce con l’Ammazza Blog?</p></blockquote>
<p>Mentre sono stati già <a title="link al blog con emendamenti" href="http://yespolitical.wordpress.com/2010/07/27/blog-bavaglio-spunta-un-emendamento-radicalipd/">annunciati emendamenti</a> per abrogare la norma “ammazza-blog” nella discussione in aula, il contesto generale va comunque ampliato sulla delicata posizione del governo e sulle ennesime manovre (legislative ma non solo) volte a limitare la vita democratica dei cittadini stessi. Eppure dal Palazzo tutto tace. Perfino come o perché quella norma sia finita nel DDL sulle intercettazioni telefoniche. Scrive Massimo Melica in un post intitolato “<a title="link al blog" href="http://www.massimomelica.net/politica/328/legislatore-fantasma-bavaglio-intercettazioni/">Il legislatore fantasma</a>”:</p>
<blockquote><p>Ho provato in ogni stanza, corridoio, stanzino ministeriale…nessuno conosce o ricorda chi ha redatto il testo inserito nel “ddl intercettazioni”, nella parte che riguarda Internet.<br />
Ho sfidato il Sig. Nessuno e nessuno ha accettato la mia sfida.<br />
Quindi ci ritroveremo una norma (comma 29 art.1 ddl intercettazioni) pensata da Nessuno, voluta da Nessuno e scritta da Nessuno ma alla fine approvata dal Parlamento italiano.<br />
Inutile gridare al complotto perchè non c’è, si tratta della burocrazia e della politica incapace di tener traccia dei suoi movimenti.</p></blockquote>
<p><strong>AGGIORNAMENTO del 29 luglio sera: la discussione sull&#39;intero disegno di legge è stata poi <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/201007articoli/57165girata.asp">rimandata a settembre</a>.</strong></p>
<div class="notes">Ha collaborato al post la redazione di <a href="http://it.globalvoicesonline.org">GVO in Italiano</a>.</div>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/eleonora-panto/' title='elenca tutti gli articoli di Eleonora Pantò'>Eleonora Pantò</a></span></span> 
 &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/07/italia-no-al-bavaglio-della-rete/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F07%2Fitalia-no-al-bavaglio-della-rete%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F07%2Fitalia-no-al-bavaglio-della-rete%2F&#038;text=Italia%3A+NO+al+Bavaglio+della+Rete&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F07%2Fitalia-no-al-bavaglio-della-rete%2F&#038;title=Italia%3A+NO+al+Bavaglio+della+Rete' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F07%2Fitalia-no-al-bavaglio-della-rete%2F&#038;title=Italia%3A+NO+al+Bavaglio+della+Rete' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F07%2Fitalia-no-al-bavaglio-della-rete%2F&#038;title=Italia%3A+NO+al+Bavaglio+della+Rete' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F07%2Fitalia-no-al-bavaglio-della-rete%2F&#038;title=Italia%3A+NO+al+Bavaglio+della+Rete' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Rising Voices annuncia il lancio del Technology for Transparency Network</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 04:33:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleonora Pantò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una rete globale di ricercatori realizzerà una mappa online dei progetti che tramite la tecnologia hanno l'obiettivo di promuovere la trasparenza, l'affidabilità politica e la partecipazione civica in America Latina, Africa sub-sahariana, Sud-Est asiatico, Asia del Sud, Cina, Europa centrale e orientale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le tecnologie di Internet consentono ai governi <a title="Voce di Wikipedia in inglese sul programma americano di sicurezza per la guerra al terrorismo" href="http://en.wikipedia.org/wiki/NSA_warrantless_surveillance_controversy">capacità</a> senza precedenti di <a title="Presentazione di Rebecca MacKinnon al Convegno mondiale sulla liberta' di stampa" href="http://www.i-times.org/interesting_times/2009/12/a-month-ago-many-of-us-celebrated-the-20th-anniversary-of-the-fall-of-the-berlin-wall-in-the-run-up-to-the-celebrations-a-ge.html">monitorare</a> le nostre comunicazioni, le attività online, e persino i <a title="Articolo su tecnologie di controllo applicate dall'FBI sui telefonini" href="http://news.zdnet.com/2100-1035_22-150467.html">microfoni</a> dei telefoni cellulari.</p>
<p>Contemporaneamente, Internet fornisce ai cittadini anche la possibilità di utilizzare nuovi strumenti e strategie per monitorare le attività degli amministratori eletti, aumentare la trasparenza nel governo e promuovere un più ampio e diversificato impegno civico.</p>
<p><a title="Vai al sito di Rising Voices" href="http://rising.globalvoicesonline.org/">Rising Voices</a>, l&#39;iniziativa di solidarietà per la formazione ai citizen media parte del circuito di <a href="http://it.globalvoicesonline.org/">Global Voices Online</a>, ha lanciato <a title="vai al sito Transparency" href="http://transparency.globalvoicesonline.org/">un nuovo sito interattivo</a> che grazie a  <a title="La squadra di ricerca di Transparency" href="http://transparency.globalvoicesonline.org/team"> una rete globale di ricercatori</a> realizzerà la mappa online dei progetti che tramite la tecnologia hanno l&#39;obiettivo di promuovere la trasparenza, l&#39;affidabilità politica e la partecipazione civica in America Latina, Africa sub-sahariana, Sud-Est asiatico, Asia del Sud, Cina, Europa centrale e orientale.</p>
<p>Nell&#39;arco dei prossimi tre mesi <a title="La squadra di ricerca di Transparency" href="http://transparency.globalvoicesonline.org/team">otto ricercatori e otto revisori</a> documenteranno almeno 32 <a title="I progetti seguiti da Transparency" href="http://transparency.globalvoicesonline.org/projects/all">casi di studio</a> che utilizzano le tecnologie più innovative per realizzare progetti sulla trasparenza operanti al di fuori dell&#39;America Settentrionale e dell&#39;Europa Occidentale.</p>
<p>Utilizzando una metodologia standard, sarà effettuata un&#39;accurata documentazione e valutazione di ogni progetto, attraverso cui ci si pone l&#39;obiettivo di pervenire alla migliore comprensione di strategie, strumenti e suggerimenti più efficaci per 1) rendere le informazioni dei governi accessibili al pubblico in generale in maniera significativa, 2) far rispettare ai politici e ai responsabili delle aziende le norme di legge e le promesse delle campagne elettorali, e 3) promuovere la partecipazione civica per far sì che una porzione più ampia e rappresentativa dei cittadini sia coivolti nella defizione delle linee  e dei processi politici.</p>
<p>Nei prossimi tre mesi speriamo di trovare risposte concrete alle seguenti domande: È possibile valutare individualmente l&#39;impatto della tecnologia applicata ai progetti per la trasparenza, o questi ultimi dovrebbero piuttosto essere visti come parte di un più ampio ecosistema centrato sulla responsabilità? La partecipazione dei cittadini in questi progetti porta al loro maggior coinvolgimento e all&#39;aumento di una diffusa pressione sulle istituzioni pubbliche di far fronte alle proprie responsabilità? Le istituzioni pubbliche cambiano politiche e comportamenti in base a iniziative promosse dai cittadini? Fino a che punto l&#39;uso degli strumenti tecnologici spinge verso interventi di trasparenza?</p>
<h3>Le necessità</h3>
<p>Alla data del 19 Gennaio 2010, gli utenti statunitensi di cellulari complessivamente hanno <a title="vai all'articolo del Washington Post" href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2010/01/18/AR2010011803792.html">donato oltre 22 milioni di dollari, esclusivamente tramite SMS</a>. In effetti, circa un quinto dei 112 milioni di dollari complessivi raccolti dalla Croce Rossa Usa  per Haiti è arrivato via SMS.  La tecnologia ha avuto  chiaramente un impatto sul livello mondiale delle donazioni per scopi umanitari. Ora la priorità è che il denaro arrivi velocemente ad Haiti e sia speso nel modo più efficace possibile per salvare vite e fornire cure mediche e riparo. Ma sul lungo termine, poiché <a title="vai all'articolo del Guardian" href="http://www.guardian.co.uk/news/datablog/2010/jan/14/haiti-quake-aid-pledges-country-donations">miliardi di dollari di aiuti monetari</a> affluiranno  per ricostruire infrastrutture e intere industrie, come potranno i cittadini haitiani e i donatori <a href="http://marketplace.publicradio.org/display/web/2010/01/18/pm-camp-crisis/"> tenere sotto controllo la responsabilità delle istituzioni in modo che i programmi di sviluppo siano condotti in modo corretto</a> e senza corruzione?</p>
<p>Poiché gli editori tradizionali sono obbligati a tagliare i loro bilanci a causa della crollo dei <a title="vai all'articolo su On The Media" href="http://www.onthemedia.org/transcripts/2008/08/15/01">ricavi pubblicitari</a>, il giornalismo investigativo e l&#39; <a title="Vai" href="http://www.csmonitor.com/2007/0207/p09s01-cojh.html">ambito internazionale</a> sono le aree più comunemente  destinate a scomparire. David Simon, nel <a title="vai al testo dell'intervento" href="http://www.onthemedia.org/transcripts/2009/05/08/01">suo intervento</a> tentuo al Congresso Usa sulla morte dell&#39;industria giornalistica, ha detto che il vuoto del giornalismo investigativo, &#8220;sta creando un&#39;ottima occasione per i politici corrotti&#8221;. Nel frattempo, nel rapporto  a cura di Transparency International del 2009, <a title="Vai al rapporto" href="http://www.transparency.org/policy_research/surveys_indices/cpi/2009">l&#39;Indice di Percezione della Corruzione</a> rivela come la corruzione sia ancora un grave problema mondiale.</p>
<p>Nonostante tutto, c&#39;è anche un crescente entusiasmo <a title="vai all'articolo su socialmedia e corruzione" href="http://www.transparency.org/news_room/in_focus/2009/your_say_on_corruption">sull&#39;uso dei social media come potente strumento di promozione della trasparenza e di lotta alla corruzione</a>. Ma quali differenze ci sono nell&#39;uso della tecnologia per promuovere la trasparenza nelle diverse aree, culture e forme di governo? Quali capacità ed esperienze mancano negli attuali progetti per la trasparenza? Quali relazioni hanno avviato tali progetti con editori, governi e socità civile per aumentare il proprio impatto? Documenteremo in modo approfondito il maggior numero possibile di tecnologie legate a progetti di trasparenza al fine di acquisire una migliore comprensione del loro effettivo impatto, dei limiti e del potenziale futuro.</p>
<h3>La nostra squadra</h3>
<p>Da tempo Global Voices informa sull&#39;uso dei media digitali e della tecnologia <a title="Articolo di GlobalVoices" href="http://globalvoicesonline.org/2009/11/09/uganda-kenya-in-search-of-e-governance/"> per migliorare la governance</a> e la <a title="Vai all'articolo di Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/2010/01/08/a-global-look-at-anti-corruption-day/">lotta alla corruzione</a>. Numerosi autori storici di Global Voices si sono uniti ai principali attivisti per la trasparenza nel mondo dando così vita alla nostra squadra <a title="Pagina della squadra di lavoro" href="http://transparency.globalvoicesonline.org/team">di ricercatori e revisori</a>. Abbiamo inoltre la fortuna di poter contare sull&#39;esperienza e sulla visione di un comitato di consiglieri costituito dai <a title="Comitato dei consiglieri" href="http://transparency.globalvoicesonline.org/advisors">maggiori esperti nel campo della trasparenza e della buona governance</a>.</p>
<p>Per quanti usano Twitter, sono disponibili gli elenchi dei <a title="Elenco su twitter" href="http://twitter.com/techtransparent/researchers">ricercatori</a>, dei <a title="Elenco su twitter" href="http://twitter.com/techtransparent/reviewers">revisori</a> e dei <a title="Elenco su twitter" href="http://twitter.com/techtransparent/advisors">consiglieri</a> coinvolti.</p>
<h3>I risultati</h3>
<p>Ad oggi è possibile leggere tre casi di studio che documentano progetti realizzati in Giordania, Cile e Kenya. <a title="Scheda su Ishki" href="http://transparency.globalvoicesonline.org/project/ishki">Ishki.com</a> è un servizio di intermediazione che raccoglie lamentele dei cittadini riguardo il settore pubblico e privato. <a title="Scheda su Vota Inteligente" href="http://transparency.globalvoicesonline.org/project/vota-inteligente">Vota Inteligente</a> utilizza la tecnologia per fornire ai cittadini cileni maggiori informazioni sui rappresentanti parlamentari. <a title="Scheda su Mzalendo" href="http://transparency.globalvoicesonline.org/project/mzalendo">Mzalendo</a> traccia le prestazioni del Parlamento del Kenya documentando votazioni, pubblicando registrazioni, fornendo analisi e contesto.</p>
<p>Nelle prossime due settimane a questi tre casi se ne aggiungeranno altri otto. Oltre a pubblicare almeno 32 casi di studio nei prossimi tre mesi, faciliteremo 16 <a title="Pagina su Global Voices" href="http://globalvoicesonline.org/-/special/transparency-technology-network/">discussioni su Global Voices</a>, fornendo maggiori informazioni sul contesto e sul retroterra riguardo trasparenza, responsabilità e impegno civico in Paesi e aree specifici. Stiamo inoltre mettendo a punto <a title="Pagina degli strumenti" href="http://transparency.globalvoicesonline.org/tools">un apposito kit</a> che raccoglie gli strumenti più efficaci usati dai progetti documentati. Cliccando su ogni singolo strumento sarà possibile vedere in quali progetti vengano utilizzati e come rientrino nelle strategie impiegate.</p>
<p>Sappimao bene che di questi tempi siamo tutti assai impegnati e che pochi lettori potranno leggere in modo approfondito tutti i casi, le discussioni di riferimento e i profili degli strumenti che pubblicheremo. Per questa ragione abbiamo creato un podcast settimanale che presenterà interviste da cinque minuti con i leader dei progetti più interessanti che andremo seguendo. Tramite <a title="Abbonati al podcast su iTunes" href="itpc://transparency.globalvoicesonline.org/podcast">questo link</a>ci si può abbonare ai podcast su iTunes. Finora abbiamo realizzato interviste con <a title="Blog di Waheed-Al-Barghouti" href="http://waheedbarghouthi.blogspot.com/">Waheed Al-Barghouthi</a> di Ishki, <a title="Blog di Ory Okolloh" href="http://www.kenyanpundit.com/">Ory Okolloh</a> di Mzalendo, e <a title="Sito di Felipe Heusser" href="http://web.me.com/fheusser/Sitio_web_3/Home/Home.html">Felipe Heusser</a> di Vota Inteligente.</p>
<p>A inizio maggio pubblicheremo inoltre un rapporto tradizionale in formato PDF che evidenzierà strumenti e strategie più innovativi ed efficaci sull&#39;uso della tecnologia per progetti di maggiore trasparenza. Il rapporto conterrà raccomandazioni ai investitori, attivisti, ONG e funzionari governativi relativamente agli ostacoli che attualmente impediscono l&#39;efficace applicazione della tecnologia per migliorare trasparenza, responsabilità e impegno civico. Inoltre saranno aggregate e valutate le idee e strategie migliori per superare tali ostacoli.</p>
<p>La nostra ricerca sarà complementare - e collaborerà con - il lavoro svolto attraverso mappature affini, discussioni e strumenti utilizzati da vari progetti, fra cui  <a title="Sito ParticipateDB" href="http://participatedb.com/">ParticipateDB</a>, <a title="Voce su Wikipedia di Participedia" href="http://www.participedia.net/wiki/Welcome_to_Participedia">Participedia</a>, <a title="Sito della IAPP" href="http://www.iap2.org/">International Association for Public Participation</a>, <a title="Sito della NCDD" href="http://www.thataway.org/">National Coalition for Dialogue &amp; Deliberation</a>, <a title="Vai al sito" href="http://www.epractice.eu/">ePractice</a>, <a title="Sito di MAD" href="http://mobileactive.org/areaofpractice/Democratic+Participation">MobileActive&#39;s mDirectory</a> e <a title="Sitodi LL" href="http://forums.e-democracy.org/groups/locallabs">LocalLabs</a>.</p>
<h3>Come coinvolgersi</h3>
<p>Questo è un progetto di ricerca collaborativa aperto alla partecipazione e ai contributi di chiunque sia interessato all&#39;intersezione fra tecnologia e buona governance. Se avete suggerimenti per casi studi che dovremmo documentare e valutare, contattateci tramite <a title="Pagina dei contatti" href="http://transparency.globalvoicesonline.org/contact">l&#39;apposita pagina sul sito</a>. Chi fosse interessato a contribuire in qualità di ricercatore volontario può <a title="Pagina per registrarsi" href="http://transparency.globalvoicesonline.org/user/register">registrasi</a> per avere i codici d&#39;accesso.</p>
<p>Ci si può <a title="Abbonati al feed RSS" href="http://transparency.globalvoicesonline.org/projects/all/feed">abbonare </a>al nostro feed RSS per essere aggiornati sulla pubblicazione di nuovi casi di studio e al<a title="Abbonati al Podcast" href="itpc://transparency.globalvoicesonline.org/podcast"> nostro podcast</a> [in] per le interviste ai maggiori attivisti ed esperti del settore. Seguiteci su <a title="Pagina su Twitter" href="http://twitter.com/techtransparent">Twitter</a> e diventate <a title="Pagina Facebook" href="http://www.facebook.com/pages/Transparency-and-Technology-Network/150090904970?ref=mf">fan della nostra pagina su Facebook </a>per ricevere ulteriori aggiornamenti quotidiani e informazioni sulle tecnologia per la trasparenza. Se infine volete partecipare al dibattito sull&#39;applicazione della tecnologia per migliorare la governance nei Paesi al di fuori dell&#39;America settentrionale e dell&#39;Europa Occidentale, potete iscrivervi alla <a title="Gruppo su Google" href="http://groups.google.com/group/transparencynetwork">lista di discussione sulla Tecnologia per la Trasparenza</a>.</p>
<p>Da anni è in corso <a title="Post in inglese" href="http://bloggingheads.tv/diavlogs/21140?in=45:16&amp;out=57:12">il dibattito</a> se Internet sia un bene o un male per la democrazia. Ma ci sono pochi casi di studio e ancor meno ricerche comparative in grado di tracciare una mappa dei progetti basati su Internet con lo scopo di migliorare la governance, sopratutto per Paesi al di fuori dall&#39;America Settentrionale e dall&#39;Europa Occidentale. Siamo fiduciosi che questo network &#8220;Tecnologia per la Trasparenza&#8221; non solo contribuirà a un dibattito più informato sull&#39;impatto di Internet sulla democrazia, ma anche ad una maggiore partecipazione e interesse verso i progetti rivolti a rafforzare e migliorare le condizioni di vita di quei cittadini finora esclusi dalla partecipazione politica.</p>
<div class="notes">[Tutti i link di questo post rimandano a fonti originali in inglese]</div>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/david-sasaki/' title='elenca tutti gli articoli di David Sasaki'>David Sasaki</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/eleonora-panto/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Eleonora Pantò'>Eleonora Pantò</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2010/01/19/announcing-the-technology-for-transparency-network/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/01/rising-voices-annuncia-il-lancio-del-technology-for-transparency-network/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Frising-voices-annuncia-il-lancio-del-technology-for-transparency-network%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Frising-voices-annuncia-il-lancio-del-technology-for-transparency-network%2F&#038;text=Rising+Voices+annuncia+il+lancio+del+%3Cem%3ETechnology+for+Transparency+Network%3C%2Fem%3E&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Frising-voices-annuncia-il-lancio-del-technology-for-transparency-network%2F&#038;title=Rising+Voices+annuncia+il+lancio+del+%3Cem%3ETechnology+for+Transparency+Network%3C%2Fem%3E' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Frising-voices-annuncia-il-lancio-del-technology-for-transparency-network%2F&#038;title=Rising+Voices+annuncia+il+lancio+del+%3Cem%3ETechnology+for+Transparency+Network%3C%2Fem%3E' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Frising-voices-annuncia-il-lancio-del-technology-for-transparency-network%2F&#038;title=Rising+Voices+annuncia+il+lancio+del+%3Cem%3ETechnology+for+Transparency+Network%3C%2Fem%3E' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Frising-voices-annuncia-il-lancio-del-technology-for-transparency-network%2F&#038;title=Rising+Voices+annuncia+il+lancio+del+%3Cem%3ETechnology+for+Transparency+Network%3C%2Fem%3E' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
</p>]]></content:encoded>
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		<title>Libano: molti i post sulla condizione della donna araba per l&#039;iniziativa Kolena Laila</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2010/01/libano-molti-i-blogger-sulla-giornata-dedicata-alla-condizione-della-donna-araba/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2010/01/libano-molti-i-blogger-sulla-giornata-dedicata-alla-condizione-della-donna-araba/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 05:05:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleonora Pantò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arabo]]></category>
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		<description><![CDATA[Alla sua quarta edizione annuale, l'iniziativa online "Siamo tutte Laila" (24-31 dicembre) è cresciuta fino a includere Libano, Siria, Giordania, Palestina, Marocco, Tunisia e altri Paesi del MENA. Panoramica sui contributi dei blogger libanesi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://kolenalaila.com"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/12/En-KL-Large-210x300.png" alt="Manifesto di Kolena Laila" title="Manifesto di Kolena Laila" class="alignright size-medium wp-image-113727" height="300" width="210"></a></p>
<p>“<a href="http://kolenalaila.com/" title="Siamo tutte Laila"><em>Kolena Laila</em></a>” (Siamo tutte Laila) è un&#39;iniziativa online che ha l&#39;obiettivo di diffondere la consapevolezza sulla condizione della donna araba in Medio Oriente e Nord Africa. L&#39;iniziativa è partita quattro anni fa, con i blogger che dedicano una giornata a queste tematiche. Giunta al suo quarto anno, si è diffusa fino a includere Paesi arabi come Libano, Siria, Giordania, Palestina, Marocco, Tunisia e molti altri. La blogosfera di ciascun Paese ha affrontato i problemi e le questioni delle loro &#8220;Laila&#8221; nella settimana compresa fra il 24 e il 31 dicembre. L&#39;anno scorso abbiamo rilanciato gli interventi dei blogger egiziani <a title=Post su GV in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2008/10/egitto-la-voce-di-laila-risuona-nella-terra-del-nilo/">qui</a> [it] e <a title=Post su GV in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2008/10/egitto-siamo-tutte-laila-storie-di-ordinaria-ingiustizia-contro-le-donne/">qui</a> [it]. Ecco stavolta alcuni dei contributi curati dai blogger libanesi:</p>
<p>Sul blog “<a href="http://cafethawra.blogspot.com" title="Blog originale in inglese">Cafe Thawra</a> [in] <em>Paola</em> ha scritto del velo islamico come del nemico sbagliato da combattere, <a href="http://cafethawra.blogspot.com/2009/12/fighting-right-enemy.html" title="Post originale in inglese">dicendo</a> [in]:</p>
<blockquote><p>I veri nemici sono i regimi oppressivi, l&#39;ignoranza, le pratiche dannose, l&#39;intolleranza. &Egrave; l&#39;uomo o il governo che costringono le donne a coprirsi, altrimenti sono etichettate come &#8220;troie&#8221; e punite, ed è lo stesso uomo  che chiede alla moglie o alla fidanzata di vestirsi in modo molto sexy, così da poterla esibire. Il vero nemico non è semplicemente qualcosa che copre le teste delle donne. </p>
</blockquote>
<p>
<em>Tony</em> affronta anch&#39;egli il velo, ma da un punto di vista diverso, sul proprio blog <a href="http://saghbini.wordpress.com/" title="Blog originale in inglese"><em>Ninar</em></a> [in]. Ecco cosa <a href="http://saghbini.wordpress.com/2009/12/25/%D9%83%D9%84%D9%86%D8%A7-%D9%84%D9%8A%D9%84%D9%89/" title="Post originale in arabo">scrive</a> [ar]:
</p>
<div class="arabic">
<blockquote><p>
من دون شكّ، إن خطايانا في العالم العربي لكثيرة، لكن خطيئتنا بحقّ الأنثى في مجتمعنا هي أسوأها. فنحن لا نعرف حلولاً وسط، فإمّا نريدها مريماً عذراءمسجونة بقماش أسود لا ترى النور ولا البشر، وإمّا نريدها مجدليّة عارية وSoit belle et tait toi على حدّ تعبير المثل الفرنسي (كوني جميلة واخرسي). وفي الحالتين، تبقى الأنثى بالنسبة لنا مجرّد جسد ولا ترتقي إلى رتبة إنسان. وفي الحالتين كذلك، يكون الذكر الذي يقف مشجّعاً لهذا الواقع رجلاً يخاف من الأنثى لأنه لا يرى أبعد من شهوته من دون أن يدري أنّه في هذه الحالة يعامل نفسه كذلك على أنّه مجرّد جسد لا يرتقي إلى رتبة إنسان.
</p></blockquote>
</div>
<div class="translation">Senza dubbio, i nostri peccati nel mondo arabo sono molti. Ma il peggior peccato è contro la donna nella nostra società. Non abbiamo soluzioni &#8220;a metà strada&#8221;. Noi la vogliamo come una vergine Maria, intrappolata all&#39;interno di un pezzo di stoffa nero separata dalle persone e dalla luce, o una Maddalena nuda e &#8220;Soi Belle et Tait toi&#8221;, come il proverbio francese che dice &#8220;Sii bella e taci&#8221;, per cui diventa semplicemente un oggetto ai nostri occhi, e non un essere umano. In entrambi i casi, il maschio -che incoraggia questo stato di cose- è in realtà spaventato da questa femmina, e non riesce a vedere al di la&#39; della propria passione, rendendo anche sé stesso un oggetto e non un essere umano. </div>
<p><em>Overandout</em> su “<a href="http://thepurpleroseofbeirut.blogspot.com/" title="Post originale in inglese"><em>The Show Is About Nothing</em></a> [in]” parla di come la società misuri il successo di Laila. E <a href="http://thepurpleroseofbeirut.blogspot.com/2009/12/kolena-leila.html" title="Post originale in inglese">scrive</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Eccola, la misura del successo in questa società. Ma stai attenta, non si tratta di trovarsi un marito qualsiasi. Non è necessario cercare l&#39;amore della tua vita, nè devi metterci troppo tempo con il rischio che ti si secchino le ovaie, non si tratta di cercare qualcuno di un&#39;altra religione o di un&#39;altra nazionalità e non importa quanto siate compatibili. Devi cercare i soldi. Sposare i soldi. Si, se sei una donna libanese, non basta che guadagni abbastanza da mantenerti. Ciò potrebbe anzi rivelarsi un motivo per essere compatita. &#8220;Haram si preoccupa solo della carriera, non troverà mai un marito!&#8221;</p>
</blockquote>
<p><em>Maya</em> su “<a href="http://mayazankoul.wordpress.com/" title="Vai al blog originale" ><em>Maya&#39;s Amalgam</em></a>” [in] affronta il medesimo problema con un divertente <a href="http://mayazankoul.wordpress.com/2009/12/30/quid-pro-quo/" title="Vai al post originale">fumetto</a> [in] riferito a una conversazione con la nonna. E aggiunge:</p>
<blockquote><p>Credevo che la pressione sociale relativa al matrimonio iniziasse per le donne intorno ai trent&#39;anni. Ma indovinate un po&#39;! Dal momento in cui nascono le ragazze vengono educate alla &#8220;speranza&#8221; e al &#8220;sogno&#8221; del giorno in cui si sposeranno (la maggior parte delle donne che conosco sognano quel giorno). Matrimonio e maternità sono ancora considerati come il risultato più gratificante nella vita di una donna, mentre tutti i traguardi connessi alla carriera sono solo secondari e vanno evitati se la situazione finanziaria lo permette.
</p>
</blockquote>
<p>I vari post non si sono occupati solo delle Laile libanesi. <a href="http://hanibaael.wordpress.com/" title="Blog originale in arabo"><em>Hanibaael</em></a> [ar] ha affrontato la discriminazione che le lavoratrici domestiche stranieri in Libano affrontano ogni giorno e che le spinge al suicidio. Ecco <a href="http://hanibaael.wordpress.com/2009/12/28/%d9%82%d8%b5%d8%b5-%d9%85%d9%86-%d8%a8%d8%b9%d9%8a%d8%af/" title="Post originale in arabo">cosa dice</a> [ar]:</p>
<div class="arabic">
<blockquote><p>وبينت أرقام سوء معاملة العمالة الأجنبية في لبنان، حسب تقرير منظمة “هيون رايتس ووتش” نشر العام الماضي، عن أنّ عاملة أجنبيّة على الأقل تنتحر كل أسبوع لأسباب تعود إلى ظروف العمل وقساوته. وأشار التقرير إلى وجود 100 ألف عاملة يتعرضن للقدح والذم، 60 ألفا إلى 70 ألفا يتعرضن لعقاب جسدي، و10 إلى 20 ألفاً يتعرضن لاعتداء جسدي وجنسي.</p></blockquote>
</div>
<div class="translation">
<p>Le cifre hanno rivelato gli abusi nei confronti delle lavoratrici straniere in Libano. Secondo il rapporto dello scorso anno curato dall&#39;Osservatorio sui Diritti Umani, ogni settimana una lavoratrice straniera si toglie la vita a causa della crudeltà e della durezza del lavoro. Il rapporto ha anche evidenziato che 100.000 lavoratrici subiscono calunnie e diffamazioni, 60.000-70.000 sono vittime di punizioni corporali e 10.000-20.000 subiscono molestie fisiche e sessuali.
 </p></div>
<p><em>Darine</em> su “<a href="http://identitychef.wordpress.com" title="Blog originale in inglese"><em>Identity Chef</em></a>” [in] ha parlato della superficialità del &#8220;marchio&#8221; della Laila libanese e di come possa ottenere ciò che vuole senza alcuno sforzo. E <a href="http://identitychef.wordpress.com/2009/12/28/the-lebanese-leila-5-lessons-in-marketing-amp-personal-branding/" title="Post originale in inglese">spiega</a> [in]: </p>
<blockquote><p>Si, la &#8220;Leila libanese&#8221; si guadagna molte risate e critiche da noi donne perché è stupida, superficiale, priva di ambizioni e con corte vedute. Ma di nuovo, non è forse vero che Leila ottiene sempre quel che vuole senza sforzo? E non è quanto desiderano tutti, non solo chi si occupa di marketing?.. Siete in ascolto? Bene, prendete nota&#8230;
</p>
</blockquote>
<p>La fotografa libanese <a href="http://www.flickr.com/photos/larazankoul/" title="Pagina Flickr di Lara"><em>Lara</em></a> ha postato una foto intitolata “<a href="http://www.flickr.com/photos/larazankoul/4225700317/" title="Foto su Flickr">Duality</a>” e aggiunge:</p>
<blockquote><p>
<a href="/photos/larazankoul/4225700317/" title="La foto di Lara 'Duality' su Flickr"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2750/4225700317_894123bd9d_m.jpg" border="0" alt="La foto di Lara su Flickr"></a></p>
<p>La mia partecipazione a Kolena Laila affronta la doppia pressione sociale che ogni donna nel nostro ambiente deve affrontare nel corso della vita. La donna dovrebbe concentrarsi sulla carriera per diventare una macchina-da-soldi in un mondo in cui la ricchezza si misura in contanti? Oppure dovrebbe farsi bella, trovare un marito e allevare i figli? Nella maggior parte dei casi, le donne finiscono per doversi destreggiare tra i due aspetti, compiendo una missione quasi impossibile.</p>
</blockquote>
<p><em>Nadine </em><a href="http://www.nadinemoawad.com/2009/12/feminist-and-the-wolf/" title="Post originale">ha riscritto la famosa storia</a> [ar] di Cappuccetto Rosso” (che nella favola araba si chiama <em>Laila</em ). Nella sua versione, Laila è il femminismo arabo e i mezzi di informazione sono il grosso lupo cattivo che tenta di soffocarne le idee e la libertà manipolando i fatti.</p>
<p><em>Liliane</em> nel suo blog “<a href="http://www.independence05.com/blog/" title="Blog originale in arabo">Independence ‘05</a>” [ar] ha scritto della differenza fra la vecchia e la nuova Laila del XXI secolo. Ecco <a href="http://www.independence05.com/blog/2009/12/blog-post_29.html" title="Post originale in arabo">cosa dice</a> [ar] :</p>
<blockquote>
<div class="arabic">
ليلى القرن الواحد وعشرين، صار مطلوب منّها اكتر بكتير، كان كل شيء لازم تعملو من قبل هوي تطبخ، تهتمّ بالبيت، وتربّي هل الاولاد، هلئ صار عندا “كرّير”، يلي هو شي ضروري لتنمية المرأة من الناحية الفكرية والشخصية.
</div>
</blockquote>
<div class="translation">
<p>Nel XXI secolo a  Laila si chiedono più cose che in passato. Prima, non doveva far altro che cucinare, occuparsi della casa e crescere i figli. Ora, si dedica alla &#8220;carriera&#8221; che è molto importante per il proprio sviluppo intellettuale e personale.
</p></div>
<p><em>Assaad </em> ha partecipato scrivendo una poesia intitolata <a href="http://beirutiyat.wordpress.com/2009/12/29/%d8%a8%d9%84%d8%a7%d8%af%d9%8c-%d8%aa%d8%ba%d8%aa%d8%a7%d9%84-%d8%a7%d9%84%d8%ad%d8%a8/" title="Post originale in arabo">“بلادٌ تغتال الحب..”(Paesi che Uccidono l&#39;Amore)</a> [ar]:</p>
<blockquote>
<div class="arabic">
أينَ للحبّ أن يعيش في بلادٍ تحترفُ قتل المشاعِر..</p>
<p>أينَ لعِصفورينِ أن يغرّدا سويّة..</p>
<p>بين قضبانٍ تملء البيوت والقصور والأكواخ.. والمحاكم والمخافِر..</p>
<p>في بلادٍ صار فيها الحبّ حراماً ..</p>
<p>وليس للعشقِ فيها سبيلاً سوى أن يُهاجِر..</p>
<p>بلاد تتزوّجُ نساؤها قسراً، وتنجب قسراً..</p>
<p>وتعيش في عبوديّة الزوجيّة قسراً… ولا تُكابِر..</p>
<p>[…]
</p>
</div>
</blockquote>
<div class="translation">
<p>Dove può vivere l&#39;amore nei Paesi che sono professionisti nell&#39;oppressione dei &#8220;sentimenti&#8221;<br />
Dove possono due uccelli cantare insieme &#8230;<br />
Dietro le sbarre nelle case, castelli, capanne, campi e stazioni di polizia ..<br />
Nei Paesi in cui l&#39;amore è un peccato &#8230;<br />
Dove la passione non ha altra scelta che andarsene &#8230;<br />
Nei Paesi in cui le donne si sposano e hanno figli contro la propria volontà &#8230;<br />
Le donne che sono trattate come schiave nel matrimonio&#8230; e non si lamentano &#8230;<br />
[&#8230;]
</div>
<p><em>Ms. Tee</em> offre ai lettori <a href="http://besidebeirut.wordpress.com/2009/12/30/a-recipe-for-disaster/" title="Post originale in inglese">una ricetta</a> [in] per fare in modo che la Laila libanese possa garantire ai figli la cittadinanza libanese se sposa un non-libanese:
 </p>
<blockquote><p>
Per un caso fortuito, mi trovo ad essere una delle poche donne libanesi dotata di un <em>khanah</em> [casato] proprio. Qualche anno fa discutevo con un&#39;amica su come poter mantenere quest&#39;indipendenza istituzionale se mi fossi sposata con un libanese. Alla fine non l&#39;ho fatto, e così ora sto estendendo la soluzione trovata a una ricetta generica per un altro, nuovo problema: passare la cittadinanza libanese ai futuri figli.</p>
</blockquote>
<p><em>Layal </em> su “<a href="http://layalk.net" title="Blog originale in inglese"><em>lebanese nightS</em></a>” [in] ha scritto di come non appaia mai abbastanza brava agli occhi della società, nonostante lavori duramente, perché è una donna. Incolpa anche le donne perché accettano questa realtà e non credono in se stesse, <a href="http://layalk.net/2009/12/30/im-never-good-enough-kolenalaila/" title="Post originale in inglese">scrivendo</a> [in]:</p>
<blockquote><p>
Non si tratta solo di me. &Egrave; quanto deve affrontare ogni donna in questa società dominata dagli uomini. Il problema è che la maggior parte di queste donne credono a tale dominanza. Accettano di non essere abbastanza brave. Accettano di essere trattate come oggetti o addirittura come schiave sessuali. E insegnano ad accettarlo anche alle figlie!
</p>
</blockquote>
<p>Per leggere altri contributi all&#39;iniziativa proposti dai blogger dei vari Paesi, si può visitare il <a href="http://kolenalaila.com/en" title="Sito di Kolena Laila in inglese">sito del progetto</a> [in], seguire <a href="http://twitter.com/KolenaLaila" title="Pagina di Kolena Laila su Twitter"><em>KolenaLaila</em></a> [in] su Twitter e/o sull&#39;omonima pagina di <a href="http://www.facebook.com/pages/Kolena-Laila/98753733308" title="vai alla pagina facebook"><em>Facebook</em></a> [in].</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/layal-al-khatib/' title='elenca tutti gli articoli di Layal Al Khatib'>Layal Al Khatib</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/eleonora-panto/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Eleonora Pantò'>Eleonora Pantò</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2010/01/06/lebanon-bloggers-participated-in-kolena-laila/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/01/libano-molti-i-blogger-sulla-giornata-dedicata-alla-condizione-della-donna-araba/#comments" title="commenti">commenti (2) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Flibano-molti-i-blogger-sulla-giornata-dedicata-alla-condizione-della-donna-araba%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Flibano-molti-i-blogger-sulla-giornata-dedicata-alla-condizione-della-donna-araba%2F&#038;text=Libano%3A+molti+i+post+sulla+condizione+della+donna+araba+per+l%26%2339%3Biniziativa+%3Cem%3EKolena+Laila%3C%2Fem%3E&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Flibano-molti-i-blogger-sulla-giornata-dedicata-alla-condizione-della-donna-araba%2F&#038;title=Libano%3A+molti+i+post+sulla+condizione+della+donna+araba+per+l%26%2339%3Biniziativa+%3Cem%3EKolena+Laila%3C%2Fem%3E' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Flibano-molti-i-blogger-sulla-giornata-dedicata-alla-condizione-della-donna-araba%2F&#038;title=Libano%3A+molti+i+post+sulla+condizione+della+donna+araba+per+l%26%2339%3Biniziativa+%3Cem%3EKolena+Laila%3C%2Fem%3E' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Flibano-molti-i-blogger-sulla-giornata-dedicata-alla-condizione-della-donna-araba%2F&#038;title=Libano%3A+molti+i+post+sulla+condizione+della+donna+araba+per+l%26%2339%3Biniziativa+%3Cem%3EKolena+Laila%3C%2Fem%3E' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Flibano-molti-i-blogger-sulla-giornata-dedicata-alla-condizione-della-donna-araba%2F&#038;title=Libano%3A+molti+i+post+sulla+condizione+della+donna+araba+per+l%26%2339%3Biniziativa+%3Cem%3EKolena+Laila%3C%2Fem%3E' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Global Voices e i modelli alternativi di sostentamento economico</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/08/global-voices-e-i-modelli-alternativi-di-sostentamento-economico/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/08/global-voices-e-i-modelli-alternativi-di-sostentamento-economico/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2009 06:05:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleonora Pantò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Annunci]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[Come tutte le entità operanti nel mondo dei media in tempi di crisi economica, anche noi di Global Voices dobbiamo essere creativi e innovativi per garantire l'autosostentamento. Ecco una sintesi di idee e sperimentazioni in corso per cercare di raggiungere un equilibrio fra supporto filantropico, compensi editoriali, partnership, e ridistribuzioni di contenuti, con un pizzico di pubblicità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come tutte le entità operanti nel mondo dei media in tempi di crisi economica, anche <strong>Global Voices</strong> dev&#39;essere creativo e innovativo quando è il momento di pensare alle modalità di autosostentamento.</p>
<p>Nel 2008, dopo essere stati amministrati per tre anni dal <a href="http://cyber.law.harvard.edu/" title="Vai al sito del Berkman Center">Berkman Center</a> [in] presso la Harvard University, siamo diventati una fondazione non profit indipendente con sede in Olanda. Pur essendo un&#39;organizzazione con centinaia di membri in tutto il mondo, Global Voices riesce a contenere i propri costi. Non abbiamo un ufficio fisico, e la maggior parte delle valide persone che lavorano duramente per produrre i contenuti che vedete in queste pagine, lo fanno su base volontaria. Eppure nell&#39;ultimo anno e mezzo abbiamo dedicato molto tempo ed energie alla raccolta-fondi e a studiare modalità per rendere l&#39;organizzazione sostenibile e indipendente.</p>
<p>Siamo lieti di annunciare che, nonostante la crisi economica in corso, quasi tutte le spese per il 2009 sono coperte, grazie al supporto delle organizzazioni filantropiche <a href="http://globalvoicesonline.org/special-thanks/" title="Pagina degli sponsor di GV">elencate qui</a> [in]. Per assicurare una sostenibilità a lungo termine, stiamo tuttavia cercando di raggiungere un equilibrio fra  supporto filantropico, commissioni editoriali, partnership e redistribuzioni di contenuti, buttandoci dentro un pizzico di pubblicità.</p>
<p>Ecco alcune delle idee che stiamo esplorando.</p>
<p><strong>Commissioni per contenuti e temi specifi</strong></p>
<p>Tutti i nostri contenuti sono pubblicati sotto licenza Creative Commons, che permette a siti commerciali o meno di <a href="http://globalvoicesonline.org/about/global-voices-attribution-policy/" title="Vai alla pagine sulle licenze">ripubblicare</a> [in] quel che preferiscono.<br />
Talvolta capita tuttavia che un&#39;organizzazione ci commissioni la copertura più approfondita di determinate aree o argomenti. Nel 2008, l&#39;agenzia Reuters ha sostenuto le spese di alcuni redattori per realizzare contenuti sul cambiamento climatico e i video prodotti dai cittadini. E nei prossimi sei mesi, un nuovo blog del <a href="http://www.unfpa.org/" title="Vai al sito UNFPA">United Nations Population Fund</a> [in] coprirà i costi di altri nostri redattori per rilanciare materiale sulla salute delle donne, giovani e sessualità, popolazione, sviluppo e cambiamento climatico. Altri enti e organizzazioni che abbiano interesse a fare informazione su un tema preciso possono finanziare in modo specifico certi contenuti, con il chiaro accordo che non avranno voce in capitolo sulla produzione di tali contenuti. Questo tipo di finanziamento caratterizza il modello delle testate d&#39;informazione  a carattere pubblico [in Usa e altri Paesi]. Questa tipologia di entrate è probabilmente destinata a diventare una significativa fonte alternativa di finanziamento.</p>
<p><strong>Pubblicità</strong></p>
<p>Molti siti utilizzano servizi automatici di inserzioni ma per ora noi abbiamo deciso di non percorrere questa strada. I guadagni da questi annunci sarebbero relativamente piccoli rispetto allo spazio che richiederebbero, e ci preoccupano anche certi contenuti discutibili presentati da simili sistemi di inserzioni automatiche. Ma ciò non significa che siamo filosoficamente contrari alla pubblicità. Questa settimana, lanceremo la prima campagna a pagamento per una competizione di video online organizzata dal sito <a href="http://www.putiton.com/" title="Vai al sito inglese">Put it On</a> [in]. Sentiamo che promuovere un concorso tra i citizen media, aperto a chiunque nel mondo, sia in linea con la nostra missione. Ci siamo inoltre impegnati a rendere <em>sempre</em> espressamente chiaro quando qualsiasi contenuto nostro o realizzato in partnership venga pagato o sponsorizzato, e la pubblicità sarà chiaramente identificata come tale.</p>
<p><strong>Consulenze</strong></p>
<p>C&#39;è una quantità enorme di conoscenza e talento nella community di Global Voices, così come ci sono opportunità per partnership con altre organizzazioni capaci di offrire risorse finanziare sia per Global Voices sia per singoli membri della community. A settembre, trenta blogger di Global Voices riceveranno un onorario in qualità di mentori di nuovi blogger dall&#39;Europa e dall&#39;Africa che partecipano ad un corso di comunicazione online curato da <a href="http://www.ms.dk/sw13950.asp" title="Vai al sito originale in inglese">ActionAid Denmark</a> [in]. Siamo felici di poter fornire opportunità interessanti ai volontari di Global Voices e condividere le entrate all&#39;interno dell&#39;organizzazione, utilizzando al contempo quest&#39;esperienza per sviluppare nuove linee guida per la formazione per analoghi progetti futuri.</p>
<p><strong>Donazioni online</strong></p>
<p>Sul finere dello scorso anno abbiamo lanciato la pagina per le donazioni online con <a href="http://it.globalvoicesonline.org/raccolta-fondi/" title="Vai alla pagina italiana per la raccolta fondi">un pacato appello per i contributi</a> [it], seguito da una <a href="http://globalvoicesonline.org/2009/01/06/a-global-voices-new-year/" title="Vai alla presentazione di GV">collezione di foto e altre opere artistiche</a> [in] curate dai membri della nostra community, e ne stiamo pianificando un&#39;altra nel prossimo futuro. In un mondo ideale, dovremmo poter sopravvivere solo con le donazioni dei lettori, e pur sapendo quanto ciò sia irrealistico, siamo molto grati agli amici che ci dimostrano in tal modo il loro sostegno. Se vi piace perciò il modo in cui andiamo ragionando e crescendo, e decidete di inviarci un <a href="http://it.globalvoicesonline.org/raccolta-fondi/" title="Vai alla pagina italiana per la raccolta fondi">contributo</a> [it], sappiate che sarà assai apprezzato!</p>
<p>Queste sono solo alcune delle idee che stiamo esplorando per generare ulteriori entrate per Global Voices unitamente alla più tradizionale raccolta-fondi. Chiunque volesse approfondirne qualcuna nello specifico, può contattarmi all&#39;indirizzo georgiap at globalvoicesonline dot org.</p>
<p>Siamo enormemente grati e orgogliosi a tutti coloro che investono tempo ed energie in questo progetto che, tutti insieme, sembra riusciamo a far funzionare bene.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/georgia-popplewell/' title='elenca tutti gli articoli di Georgia Popplewell'>Georgia Popplewell</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/eleonora-panto/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Eleonora Pantò'>Eleonora Pantò</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/07/30/global-voices-develops-alternative-revenue-streams/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/08/global-voices-e-i-modelli-alternativi-di-sostentamento-economico/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F08%2Fglobal-voices-e-i-modelli-alternativi-di-sostentamento-economico%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F08%2Fglobal-voices-e-i-modelli-alternativi-di-sostentamento-economico%2F&#038;text=Global+Voices+e+i+modelli+alternativi+di+sostentamento+economico&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F08%2Fglobal-voices-e-i-modelli-alternativi-di-sostentamento-economico%2F&#038;title=Global+Voices+e+i+modelli+alternativi+di+sostentamento+economico' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F08%2Fglobal-voices-e-i-modelli-alternativi-di-sostentamento-economico%2F&#038;title=Global+Voices+e+i+modelli+alternativi+di+sostentamento+economico' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F08%2Fglobal-voices-e-i-modelli-alternativi-di-sostentamento-economico%2F&#038;title=Global+Voices+e+i+modelli+alternativi+di+sostentamento+economico' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F08%2Fglobal-voices-e-i-modelli-alternativi-di-sostentamento-economico%2F&#038;title=Global+Voices+e+i+modelli+alternativi+di+sostentamento+economico' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Venezuela: mantenere Internet una priorità pubblica</title>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2009 05:16:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleonora Pantò</dc:creator>
				<category><![CDATA[America Latina]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Governance]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Spagnolo]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=4902</guid>
		<description><![CDATA[Un nuovo decreto governativo - che cerca di eliminare "lussi" e "spese superflue" nel bilancio pubblico, includendovi anche Internet - ha fatto scattare l'allarme nella comunità online, preoccupata per le possibili ricadute sull'educazione, la ricerca e lo sviluppo. Ecco le opinioni pro e contro di alcuni blogger.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Decreto n. 6649 approvato dal governo venezuelano è suonato come un campanello d&#39;allarme all&#39;interno della comunità online preoccupata per le possibili ricadute sull&#39;educazione, la ricerca e altri importanti settori per lo sviluppo. Il decreto cerca di eliminare i &#8220;lussi&#8221; e le &#8220;spese superflue&#8221; all&#39;interno del bilancio pubblico, includendovi anche Internet.</p>
<p>Il primo risultato è stato l&#39;avvio della campagna <a href="http://www.red.ula.ve/internetprioritaria" title="Campagna Internet Prioritaria in spagnolo">Internet Prioritaria</a> [sp] con l&#39;idea che Internet sia un bene di prima necessità. Secondo le dichiarazioni del gruppo promotore, &#8220;il decreto viola le politiche pubbliche dello Stato venezuelano, poiché Internet è stata definita una priorità con il decreto n. 825 e lo Stato ha realizzato investimenti per l&#39;uso di Internet a beneficio della pubblica amministrazione, della sanità e dell&#39;educazione.”</p>
<p><center><a href="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/05/112.jpg"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/05/112.jpg" title="Logo Campagna Internet Prioritaria" class="alignnone size-full wp-image-76514" width="296" height="296" alt="Logo Campagna Internet Prioritaria"></a></center></p>
<p>Inoltre, preoccupazione della comunità è mantenere i programmi educativi e di ricerca resi possibili grazie a Internet, &#8220;dobbiamo garantire che la sostenibilità dei progetti universitari basati sulle tecnologie dell&#39;informazione  non sia compromessa dai tagli di bilancio&#8221;.</p>
<p>Fra i suoi obiettivi, Internet Prioritaria vuole conservare la priorità nell&#39;uso di Internet, sviluppare tecnologie connesse all&#39;uso di Internet che siano d&#39;utilità nel settore pubblico e sostenere la ricerca sulle tecnologie dell&#39;informazione. Il gruppo propone inoltre di ampliare la discussione sull&#39;uso di tali tecnologie in quella sui media venezuelani in modo che il dialogo possa approfondirsi sull&#39;importanza di Internet in riferimento allo sviluppo e all&#39;importanza dell&#39;alfabetizzazione digitale.</p>
<p>La campagna è attiva sia su <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=75726110138" title="Vai al gruppo su Facebook">Facebook</a> [sp] sia su Twitter. Nelle prime 45 ore, il gruppo su Facebook ha raggiunto la quota di 205 iscritti. Su Twitter, si ricorre al tag <a title="tag #internetlujo su Twitter" href="http://search.twitter.com/search?q=internetlujo" title="vai al tag su twitter">#internetlujo</a> [sp] (internet lusso) per diffondere l&#39;iniziativa. Vi si sono aggiunti anche numerosi blog e altri spazi digitali. La discussione nella blogosfera venezuelana può essere vista da due diversi punti di vista, poiché mentre alcuni sostengono che questo nuovo decreto è un tentativo di ridurre la libertà di parola, altri considerano questo tipo di campagna eccessivamente allarmista. Ecco alcuni esempi: </p>
<p>Nel suo blog <em>Signos Bajo la Luna,</em> Holanda Castro fa una lista dei blogger che si sono occupati dell&#39;argomento e scrive anche su quelle che ritiene essere <a href="http://www.signosbajolaluna.com/?p=433" title="Post originale in spagnolo">le ragioni che sono dietro al provvedimento</a> [sp]:</p>
<blockquote>
<p>Es paradójico. Mi país se erigió como paladín del Software Libre y de la Apropiación Social de Internet, hace años, antes de que otros lo hicieran. Con un revolucionario Decreto presidencial -no por el partido, sino por lo que realmente significa la palabra revolución- decía en el 2000 que era (¿y acaso no lo es ahora?) prioritaria la sistematización de procesos de la administración pública a través de Internet.</p>
<p>Luego de pasar años en la clandestinidad, soñando con un “otro mundo es posible”, al llegar al poder l@s revolucionari@s se dan cuenta de que eso del poder no es como parece. Porque el poder no se comparte, o dejaría de serlo, no se cuestiona, o se debilitaría, no se discute, porque es infalible. Eso, hasta los surrealistas lo saben y sufrieron.</p>
</blockquote>
<div class="translation">
<p>&Egrave; paradossale. Il mio Paese si è distinto come l&#39;eroe del software libero e della proprietà sociale di Internet anni prima di altri. Con un decreto presidenziale veramente rivoluzionario - non in senso di partiti politici, ma perché davvero era rivoluzionario - nel 2000 si dichiarava che il processo di sistematizzazione del settore pubblico attraverso Internet fosse una priorità (&#8230;ma lo è ancora?) </p>
<p>Dopo essersi nascosti per anni, sognando &#8220;un nuovo mondo possibile&#8221; i rivoluzionari sono saliti al potere, e allora hanno capito che questa cosa chiamata potere non è come sembra. Il potere non può essere condiviso, altrimenti smette di essere tale. Il potere non si discute, altrimenti lo si indebolisce; e non va messo in discussione, perché è infallibile. Persino i surrealisti lo sapevano, e ne soffrivano.</p>
</div>
<p>Francisco Palm, d&#39;altro canto, propone un altro punto di vista e <a href="http://blog.fpalm.net.ve/?p=8" title="Post originale in spagnolo">ritiene che il nuovo decreto sia stato equivocato</a> [sp]: </p>
<blockquote>
<p>El problema es la lectura tendenciosa del decreto 6649, porque poco les falta para decir que el gobierno está prohibiendo Internet, de hecho el correo que se está difundiendo tiene por Asunto “Limitan Internet en las Universidades”.</p>
<p>En el decreto 6649 se indica con claridad que la finalidad es “optimizar la racionalización del gasto en el sector público”. Yo creo entender que la palabra “optimización” (ya que doy clases de técnicas de optimización) no quiere decir que se prohíba o se elimine, sino que incluso en el caso de una actividad muy razonable y necesaria se requiere depurar la implementación de dicha actividad “haciendo el mejor uso de recursos escasos”.</p>
<p>La “campaña” debería estar dada en términos de INFORMAR y establecer claramente que es lo que eventualmente puede hacer de Internet un gasto suntuario, hablar de como la organización social puede ayudar a generar propuestas más “solidarias” (en el sentido económico que le damos en Venezuela).  </p>
</blockquote>
<div class="translation">
<p>Il maggior problema è questa lettura tendenziosa del decreto 6649. Stanno quasi affermando che il governo   voglia vietare Internet. Lo dimostra la mail che circola con il titolo &#8220;Internet limitata nelle università&#8221;.</p>
<p>Il decreto dice chiaramente che l&#39;obiettivo principale è &#8220;ottimizzare i risparmi del settore pubblico&#8221;. Credo di capire il significato di queste parole dato che insegno diverse tecniche di ottimizzazione. Ciò non significa che (Internet) stia per essere vietata o eliminata; significa che è necessario ripulire questa attività, anche se è  veramente necessaria, &#8220;usando le risorse limitate in maniera migliore.&#8221;</p>
<p>La campagna dovrebbe occuparsi di INFORMARE e specificare in modo chiaro quali siano gli elementi che potrebbero rendere Internet un costo lussuoso. Dovrebbe parlare di come l&#39;organizzazione sociale possa generare maggiore &#8220;solidarietà&#8221; con le sue proposte (nel senso economico che diamo al termine in Venezuela).</p>
</div>
<p>L&#39;idea del cyber-attivismo è qualcosa che il blog <em>Enigmas Press</em> ritiene essenziale <a href="http://khandika01.blogspot.com/2009/04/internet-prioritaria-atencion-blogs.html" title="Post originale in spagnolo">per il dibattito pubblico su un tema come questo</a> [sp]:</p>
<blockquote><p>Hay momentos que nos involucran a todos. No importa que partido tomar. Y es aquí donde entra el activismo-blog, ya sea un blog de cocina, de deportes, de chistes. </p>
</blockquote>
<div class="translation">
<p>Ci sono momenti che riguardano tutti. Non importa da che parte si sta. &Egrave; qui che entrano in gioco i blog e l&#39;attivismo; sia  che si tratti di un blog di cucina, di sport o di scherzi.</p>
</div>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/laura-vidal/' title='elenca tutti gli articoli di Laura Vidal'>Laura Vidal</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/eleonora-panto/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Eleonora Pantò'>Eleonora Pantò</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/05/26/venezuela-keeping-the-internet-as-a-priority/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/05/venezuela-mantenere-internet-una-priorita-pubblica/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F05%2Fvenezuela-mantenere-internet-una-priorita-pubblica%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F05%2Fvenezuela-mantenere-internet-una-priorita-pubblica%2F&#038;text=Venezuela%3A+mantenere+Internet+una+priorit%C3%A0+pubblica&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F05%2Fvenezuela-mantenere-internet-una-priorita-pubblica%2F&#038;title=Venezuela%3A+mantenere+Internet+una+priorit%C3%A0+pubblica' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F05%2Fvenezuela-mantenere-internet-una-priorita-pubblica%2F&#038;title=Venezuela%3A+mantenere+Internet+una+priorit%C3%A0+pubblica' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F05%2Fvenezuela-mantenere-internet-una-priorita-pubblica%2F&#038;title=Venezuela%3A+mantenere+Internet+una+priorit%C3%A0+pubblica' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F05%2Fvenezuela-mantenere-internet-una-priorita-pubblica%2F&#038;title=Venezuela%3A+mantenere+Internet+una+priorit%C3%A0+pubblica' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Uruguay: se ne va lo scrittore e poeta Mario Benedetti</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/05/4809/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2009 23:18:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleonora Pantò</dc:creator>
				<category><![CDATA[America Latina]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Spagnolo]]></category>
		<category><![CDATA[Uruguay]]></category>
		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Spentosi il 17 maggio all'età di 88 anni, Mario Benedetti ha scritto oltre 80 romanzi, oltre a poesie, saggi e brevi racconti - tradotti in circa 20 lingue. Figura assai importante per la società uruguaiana, soprattutto perché visse come esule per l'aperta critica alla dittattura militare negli anni tra il 1970 e il 1980. Lo ricordano variamente parecchi blogger della regione latino-americana.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scrittore e poeta uruguaiano <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Benedetti">Mario Benedetti</a> [it] si è spento il 17 maggio 2009 all&#39;età di 88 anni. Ha scritto più di 80 romanzi, un numero anche maggiore di poesie, saggi e brevi racconti che costituiscono il corpus delle sue opere, tradotte in circa 20 lingue. Benedetti è molto importante per la società uruguaiana, soprattutto perché visse come esule per l&#39;aperta critica alla dittattura militare negli anni tra il 1970 e il 1980.</p>
<p>Alla notizia della morte, molti blogger uruguaiani hanno riflettutto sul significato delle sue opere nel corso degli anni. Il blogger <em>Psicosesion [sp]</em> descrive <a href="http://psicosesion.com/?p=180" title="Vai al post originale">quel che si può trovare nelle opere di Benedetti</a> [sp] in ragione del  contesto in cui furono scritte, tempi turbolenti nella storia della regione:</p>
<blockquote>
<p>Su escritura refleja los tiempos más difíciles de una Latinoamérica oprimida, por el autoritarismo, donde no se respetaron los derechos humanos, donde deja ver el sufrimiento humano a flor de piel, opresión que hizo que Mario se mantuviera durante largo período exiliado del país.</p>
<p>Pero siempre Mario desde donde cualquier lugar, hacia sentir su voz….jamás lograron callarle.</p>
</blockquote>
<div class="translation">
<p>La sua opera riflette i tempi più difficili dell&#39;America Latina oppressa dall&#39;autoritarismo, quando i diritti umani non erano rispettati, descrivendo la sofferenza umana con grande sensibilità, un&#39;oppressione che costrinse Mario a restare esiliato dal Paese per un lungo periodo di tempo.</p>
<p>Tuttavia Mario ha sempre fatto sentire la propria voce, a prescindere di dove si trovasse&#8230; non è stato mai ridotto al silenzio.</p>
</div>
<p>Anche <em>Gaba en Montevideo </em> scrive anche del significato personale <a href="http://gaba.protest.net/2009/05/18/murio-benedetti/" title="Vai al post originale in spagnolo"> delle parole di Benedetti che l&#39;hanno accompagnata nel corso di tutta la sua vita</a> [sp]:</p>
<blockquote><p>Murio benedetti, asi, con solo dos palabras se fue su inspiracion y dejo mil poesias. Mil poesias y una historia que se repetia una y otra vez, como marcada en fuego, en la vida de muchos uruguayos, en mi vida. Benedetti formo parte de mi memoria. Con Benedetti pase noches y dias y encuentros leyendo sus vivencias, su audacia, su historia de hombre comun. Su literatura ha sido parte de mi sangre, de mis entrañas, ha sido como el aire que he respirado para crecer. Y desde siempre mi brujula.</p>
</blockquote>
<div class="translation">
<p>Benedetti morto, ed ecco che con queste due sole parole l&#39;ispirazione se ne è andata lasciando dietro di sè migliaia di poesie. Un migliaio di poesie e una storia che continua a ripetersi, come se fosse marchiata a fuoco nella vita di tanti uruguaiani, così come anche nella mia vita. Benedetti rappresenta parte della mia memoria. Con Benedetti ho trascorso giorni e notti leggendone le esperienze, l&#39;audacia, la storia di uomo comune. La sua letteratura è stata parte del mio sangue, del mio dentro, ed è come l&#39;aria che ho respirato per poter crescere. È sempre stato la mia bussola.</p>
</div>
<p>Un altro blogger uruguaiano, Mario Blanco, <a href="http://asitalmundobotija.wordpress.com/2009/05/17/mario-benedetti-la-vida-ese-parentesis/" title="Vai al post originale">ripensa alla volta che incontrò Benedetti e ricevette una dedica firmata su uno dei suoi libri</a> [sp]. Blanco è particolarmente orgoglioso di essere un &#8220;tocayo&#8221; di Benedetti, termine che indica due persone che condividono lo stesso nome. E in più, condividono le stesse iniziali, &#8220;MB&#8221;.</p>
<p>Esule per dieci anni, Benedetti ha vissuto in Spagna, Cuba e Perù. Non fu solo il fatto di aver vissuto in altri Paesi di lingua spagnola ad averlo reso così popolare in tutta la regione, ma sono state le sue parole e convinzioni a riflettere quelle dei cittadini degli altri Paesi latino-americani che come lui, sperimentavano la durezza dei rispettivi regimi autoritari.
</p>
<p>La sua opera letteraria supera ogni confine, e altri blogger latino americani condividono le proprie esperienze come <em>Modestamente Humano</em> dal Guatemala, <a href="http://modestamentehumano.blogspot.com/2009/05/mario-benedetti.html" title="Vai al post originale">che ha scritto</a> [sp]:</p>
<blockquote><p>por dedicar un poema de él que a fin de cuentas decía las cosas tal y como uno hubiera querido pero tal vez no tenía el talento para decirlas de una forma tan clara, tan franca, tan sencilla y tan bella.</p>
</blockquote>
<div class="translation">dedicare una delle sue poesie, in fondo, era un modo per esprimere ciò che avremmo voluto dire, senza avere sufficiente talento per esprimerlo in maniera così chiara, franca, semplice e bella.
</div>
<p>Dalla Repubblica Dominicana, Alexéi Tellerías di <em>Catarsis Diaria</em> scrive “<a href="http://catarsisdiaria.wordpress.com/2009/05/18/decirte-adios-mario/" title="Vai al post originale">Mario, ti diciamo arrivederci ma (solo) fisicamente, perché tu rimani con noi</a> [sp].” Zenia Regalado ricorda <a href="http://imaginados.blogia.com/2009/051801-murio-benedetti.-los-versos-le-salvaran.php" title="Vai al post originale">che quando era in esilio a Cuba</a> [sp] Benedetti lavorava alla  <a href="http://portal.unesco.org/culture/en/ev.php-URL_ID=25584&amp;URL_DO=DO_PRINTPAGE&amp;URL_SECTION=201.html" title="Sito UNESCO della Casa delle Americhe">House of the Americas</a> [in] all&#39;Avana.</p>
<p>Un altro blogger proveniente da un Paese dove Benedetti visse durante l&#39;esilio, il peruviano Juan Carlos De La Fuente di <em>Noticias del Interior </em> scrive <a href="http://jc-noticiasdelinterior.blogspot.com/2009/05/si-te-quiero-es-porque-sos-benedetti.html" title="Vai al post originale">che l&#39;autore uruguaiano visse nella maniera più completa</a> [sp]:</p>
<blockquote><p>A estas altura de mi vida, después de tantas muertes y tantos renacimientos, sé que Mario Benedetti vivió de lo que escribió y escribió de lo que vivió. Y sé que fue feliz, por más sospechosa que pueda parecerle esta palabra a algunos despiadados críticos, es decir –como decía Borges y lo repite mi amiga Luz María Sarria- no pasó un solo día sin estar un instante en el paraíso.</p>
</blockquote>
<div class="translation">A questo punto della mia vita, dopo tante morti e rinascite, so che Mario Benedetti visse ciò che scriveva e scrisse ciò che viveva. E so che era felice, e per quanto questa parola possa sembrare sospetta ad alcuni critici senza cuore, è come dire che - come diceva Borges e ripeteva la mia amica Luz Maria Sarria - non fece passare un giorno senza essere in paradiso per un momento.</div>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/eduardo-avila/' title='elenca tutti gli articoli di Eduardo Avila'>Eduardo Avila</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/eleonora-panto/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Eleonora Pantò'>Eleonora Pantò</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/05/18/uruguay-the-passing-of-writer-mario-benedetti/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/05/4809/#comments" title="commenti">commenti (1) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F05%2F4809%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F05%2F4809%2F&#038;text=Uruguay%3A+se+ne+va+lo+scrittore+e+poeta+Mario+Benedetti&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F05%2F4809%2F&#038;title=Uruguay%3A+se+ne+va+lo+scrittore+e+poeta+Mario+Benedetti' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F05%2F4809%2F&#038;title=Uruguay%3A+se+ne+va+lo+scrittore+e+poeta+Mario+Benedetti' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F05%2F4809%2F&#038;title=Uruguay%3A+se+ne+va+lo+scrittore+e+poeta+Mario+Benedetti' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F05%2F4809%2F&#038;title=Uruguay%3A+se+ne+va+lo+scrittore+e+poeta+Mario+Benedetti' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Corea: è reato punire fisicamente gli studenti?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/04/corea-e-reato-punire-fisicamente-gli-studenti/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/04/corea-e-reato-punire-fisicamente-gli-studenti/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 04:27:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleonora Pantò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia orientale]]></category>
		<category><![CDATA[Corea del Sud]]></category>
		<category><![CDATA[Coreano]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
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		<description><![CDATA[L'ennesimo caso di violenze corporali contro una ragazzina della seconda elementare stavolta è arrivato su Internet, dove la madre ha diffuso la foto del fondoschiena della figlia con i lividi. Le associazioni di genitori e vari netizen hanno criticato il comportamento dell'insegnante, altri lo hanno difeso in nome dei valori tradizionali sud-coreani.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una scolara al secondo anno della scuola elementare è stata colpita con 27 colpi dalla maestra perché aveva risposto in modo errato a una domanda di matematica. Dopo che la mamma ha pubblicato su Internet la foto del fondoschiena della figlia con i lividi, le associazioni di genitori e altri netizen hanno criticato il comportamento dell&#39;insegnante. Come conseguenza, l&#39;ufficio distrettuale dell&#39;istruzione l&#39;ha posta sotto osservazione per tre mesi, ignorando la precedente abilitazione all&#39;insegnamento.<br />
<img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/04/126-75x75.jpg" alt="Bacchettate sulle mani" title="Bacchettate sulle mani" class="alignright size-thumbnail wp-image-69551" width="75" height="75"><br />
Questo scandalo è diventato un tema caldo su Internet. Le scudisciate degli insegnanti sono tradizionalmente accettate come ‘sarang ui mae’ (bacchettate d&#39;amore) - segno d&#39;amore e attenzione verso i propri studenti e studentesse. Sono tuttavia in molti a non essere più d&#39;accordo con questa interpretazione tradizionale. </p>
<p>Quanto segue è stato <a href="http://bbs1.agora.media.daum.net/gaia/do/debate/read?bbsId=D102&amp;articleId=92999" title="Post originale in coreano">scritto da un insegnante</a> [cor]. Chi scrive sostiene che la punizione corporale sia un segno d&#39;amore verso i propri studenti. Gli insegnanti pigri e irresponsabili che non hanno a cuore il futuro degli studenti, non vi mettono passione e energia. Sottolinea inoltre che non si dovrebbe giudicare in base a valori culturali differenti.</p>
<blockquote><p>교육 현장에서 체벌이 반드시 필요하다는 말은 하지 않겠습니다. 저&nbsp;역시도 체벌을 긍정적으로 보지는 않습니다.&nbsp;교육학에대해서 공부한 사람들은 알겠지만&nbsp;교육에서의&nbsp;육체적 체벌을 긍정적으로 본 교육학자들은 없습니다.하지만 여기서 주의해야할 부분은 외국의&nbsp;예를 들어&nbsp;우리나라 학교에서의 체벌을 두고&nbsp;아동학대 운운하는 것은 매우 위험한 발상입니다.&nbsp;서양인들이 지닌&nbsp;관점을 기준으로 우리의 교육 현장을 봐서는 안되기 때문입니다.&nbsp;체벌이 없는&nbsp;유럽의 국가들과&nbsp;미국 등&nbsp;&nbsp;많은 선진국들의 시스템을 먼저 보면, 한국 학교와는 달리 매우 엄격한 룰을 적용하고 있습니다. 학생들의 비행이나 수업준비 태만, 지각, 과제 미제출 등&nbsp;학생들이 범하게되는 잘못에 대해서&nbsp;학칙을 적용해서 학생들을 처벌하는 통제 시스템을 가지고 있습니다.&nbsp;올해부터 우리 나라 학교에도 적용되는 그린마일리지 시스템이 이러한&nbsp;외국의 제도를&nbsp;도입한 유사한 사례가 될 것입니다.&nbsp;결과적으로 학생들은&nbsp;유급, 휴학, 징계 등 다양한 처벌을 받게 되고, 고등학교를 졸업하지 못하는 학생들도 &nbsp;우리나라에 비해 현저히 높습니다. 프랑스에서는 약 30% 정도의 고등학생들이 졸업을 하지 못하고 대학 진학도 못하고, 또한&nbsp;취업을 못해 거리를 배회하는&nbsp;학생들로 만들고 있습니다. 이게 외국의 엄격한 규정을 적용하는 시스템에서 발생할 수 있는 문제입니다. 반면에 한국도 학생선도규정 등은 모두 있지만 이를 엄격하게 적용해서 학생을 징계처리하는 경우는 흔하지 않습니다. 고등학교 학생들이 가장 흔하게 범하는 비행중에 하나인 흡연을 예를 들어보겠습니다. 한 학생이 흡연에 적발되었습니다. 바로 징계받습니까? 학교에 따라 바로 징계를 받을 수도 있겠죠? 그럼 2번, 3번, 4번… 계속해서 흡연에 적발되었습니다.&nbsp;학교규정에는 상습적인 흡연은&nbsp;퇴학까지&nbsp;가능하다고 되어있습니다. 하지만 퇴학당하나요? 아닙니다. 그런데 외국은&nbsp;같은 규정에서 적발이 되었다면 퇴학을 받는 경우가 한국보다는 높습니다. 선생님 앞에서 욕하고 말대꾸하면서 대드는 행위…. 종종 발생합니다. 아마 웬만한 고등학교에서 1년에&nbsp;약 3회 정도는 발생하지 않나 싶습니다. 비슷한 정도로 학생들이 교사지도에 불응하고 대드는 행위를 했을 때 외국에서는 가차없이 학생에게 가혹한 징계를 내립니다. 하지만 한국에서는&nbsp;보통 이런식으로 지도하죠. 그 선생님에게 찾아가서 무릎꿇고 잘못했다고 용서를 빌어라. 또 그러면 그런대로 넘어가는 경우가 대부분입니다. 그런 상황에서 선생님들이 용서못한다 무조건 징계내려야 한다. 그렇게 끝까지 고집피우는 선생님은 제가 알기로는&nbsp;없습니다.</p>
</blockquote>
<div class="translation">Non sto dicendo che la punizione corporale sia necessaria a scuola. Neppure sostengo sia positiva. Tuttavia, una cosa su cui dovremmo stare attenti è quanto sia pericoloso confondere la punizione corporale delle nostre scuole con quanto rientra tra i maltrattamenti dei bambini negli altri Paesi. Non dovremmo considerare i casi nelle nostre scuole con prospettive occidentali. Se consideriamo i Paesi europei o gli Stati Uniti d&#39;America, dove non si adottano punizioni corporali, questi hanno regolamenti scolastici differenti. Per quanto riguarda gli errori degli studenti, come negligenza nella preparazione della lezione, ordine, mancata consegna dei compiti a casa, quelle scuole adottano regolamenti scolastici per punire questi comportamenti. Da quest&#39;anno, le scuole coreane applicano gli stessi sistemi adottati nelle scuole estere. Gli studenti ricevono vari tipi di punizioni, come ripetere l&#39;anno, sospensioni o sanzioni disciplinari. Di conseguenza, la percentuale di studenti che non riesce a completare la scuola superiore è di gran lunga superiore in questi Paesi. In Francia, circa il 30 per cento degli studenti delle superori non riesce a diplomarsi e non può andare all&#39;università. Ciò potrebbe diventare un nostro problema adottando i severi regolamenti degli altri Paesi. D&#39;altra parte non va dimenticato che anche la Corea ha dei regolamenti per gli studenti. Ma noi non li applichiamo severamente e non diamo sanzioni disciplinari agli studenti. Facciamo l&#39;esempio del fumo, che è la violazione più diffusa fra gli studenti delle superiori. Uno studente viene scoperto mentre sta fumando. Verrà punito immediatamente? Ciò dipende dalla scuola. Dopo il primo caso, lo studente potrebbe essere scoperto nuovamente; una seconda, terza e quarta volta. Secondo il regolamento scolastico, il fumo abituale porta all&#39;espulsione dalla scuola. Ma lo facciamo? Lo studente non viene cacciato. Secondo i regolamenti scolastici stranieri, in questi casi, c&#39;è una probabilità molto alta di essere cacciati. C&#39;è anche il caso diffuso di studenti che imprecano o rispondono agli insegnanti. Se lo studente disobbedisce agli insegnanti e agisce contro le sue istruzioni, le scuole degli altri Paesi prevedono severe punizioni per gli studenti. Ma in Corea, se gli studenti chiedono scusa all&#39;insegnante, non ci sono ulteriori conseguenze. Gli insegnanti solitamente non danno punizioni.</div>
<blockquote><p>우리나라의&nbsp;공교육이 지닌&nbsp;근본적인 훈육시스템이 외국과는 다르다고&nbsp;봅니다. 또한 한국인들이 지닌 기본적인 정서 자체가 다릅니다. 일부 학부모들은 자신의 아이가 체벌을 당했다면 대놓고 전화해서 따지고 저항합니다. 하지만 아직도 대부분은 부모들은 네가 잘못해서 그런거다. 똑바로 해라 라고 하면서&nbsp;속은 상하지만 아이에게 혼을 냅니다. 만약&nbsp;학부모의 의식이 완전히 변해서 그 수치가 뒤바뀌는 날이 온다면 우리 나라 교육에서 체벌은 없어지겠죠. 그리고 학생들을 통제하기 위한 수단으로서 외국처럼 엄격한&nbsp;학칙을 적용하겠죠.&nbsp;&nbsp;한국 교육에서의 체벌을&nbsp;인간적인 행위로 간주할 수는 없습니다. 하지만 그 체벌이 무조건적으로 없어야 하고 아동 학대다, 범죄다라고 규정한다면,&nbsp;근본적으로 우리나라 교육시스템이 변하고 교사들과 학생 학부모의 의식이 모두 바뀌어야 합니다.&nbsp;개인적인 생각으로 그렇게 되기를 바라지는 않습니다. 한국사람들이 지닌&nbsp;가치관과 의식의 문제인데…. 무조건&nbsp;외국 사람들이 지닌 대로 가는 것이 바람직하지는 않습니다.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p>한국사람들이 가지고 있는&nbsp;행동의 기대치와 가치관이&nbsp;서양인들과는 다른데… 그러한 관점에서&nbsp;체벌하는 것이 아동학대다? 그러면 그사람은 한국에 살면 안됩니다. 외국에 가서 자신과 비슷한 가치관과 사고방식을 지닌 외국인들 사이에서 섞여 살아야죠.&nbsp;국민들의 의식과 문화적 차이 그리고 교육적 시스템을 망각하고 무조건적으로&nbsp;서양인들의 관점으로 한국교육 특히 체벌문제를 규정하는 것은 매우 위험한 발상이 아닐까요?</p>
</blockquote>
<div class="translation"> Le basi del sistema disciplinare della nostra educazione pubblica sono diverse dagli altri Paesi. Inoltre, i sentimenti di base dei coreani sono differenti. Alcuni genitori chiamano la scuola e protestano quando sanno che i figli hanno subito punizioni corporali. Ma la maggior parte dei genitori fanno reprimende ai figli invece di criticare gli insegnanti, anche se non sono così soddisfatti dei loro metodi. L&#39;aumentare di genitori scontenti di questo metodo disciplinare farà scomparire la punizione corporale dalla scuola. E allora la scuola dovrà adottare regolamenti più severi, come succede negli altri Paesi. Naturalmente, le punizioni corporali dell&#39;educazione coreana non vanno considerati umane. Tuttavia, sostenendo la sparizione delle punizioni corporali  o considerarle un maltrattamento o reato ai danni dei ragazzi, implicitamente genitori e insegnanti pensano che occorra cambiare il sistema didattico. Per quanto mi riguarda, spero che ciò non accada. Non credo che adottare modelli esterofili sia sempre positivo.</p>
<p>I coreani e gli occidentali hanno valori diversi&#8230; la punizione corporale significa maltrattare i bambini? Allora chi la pensa così non dovrebbe vivere in Corea. Andate negli altri Paesi e vivete con quegli stranieri che hanno pensieri e valori simili. Disconoscere le differenze culturali e i sistemi educativi, accettare valori educativi, in special modo riguardo le punizioni corporali, con un&#39;ottica occidentale è molto pericoloso.</p>
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<blockquote><p>마지막으로 좀더 현실적인 문제로 다시 접근하면, 요즘 선생님들 아이들 무자비하게 체벌하지 않습니다. 학교 자체적으로 체벌용도로 사용할 수 있는 회초리를 규정한 학교도 많고, 매의 횟수도 정하고 있는 학교가 많습니다. 그리고 교육청에서 체벌금지 관련한 공문이 자주 내려오고 있습니다. 학생들도 이젠 예전처럼 순진하지 않아서 교사가 감정을 갖고 폭력수준으로 체벌을 하면 동영상으로 찍거나 교육청에 글 남기고, 심지어는 경찰서에 고소까지 합니다. 교사들도 물론 그런거 다 알고 있지요. 그래서 선생님들이 자신 몸 사려가면서 체벌하지 않고, 말로 벌주고 심하면 학생부에 징계요구하고 뭐 그런상황입니다. 오히려 그런 상황을 알면서 학생들이 심각한 잘못(학교 기물파손, 주 및 흡연, 학교폭력, 금품갈취 등)을 했을 때 심할 정도로 때리고, 타이르면서 가르칠 부분은 가르치려고 노력하는 사람이 더 자질있는 교사가 될 수도 있는겁니다.&nbsp;때리지 않고 규정에 따라 징계하고 결과적으로 징계 이외에는 학생들에게 가르침이 전혀 없는 것은 솔직히 교사하면 안되는겁니다. 까놓고 말하면 그렇게 하면 교사도 편합니다. 자기 자식도 학교 보내는 입장에서 학생들 때리면서 맘 편하지 않습니다. 결론은 체벌 좋지는 않은데, 이를 심하게 사회 악으로 규정하는 것은&nbsp;한국인들의 의식과 교육시스템을 전혀 염두하지 않은 잘못된 시각이라는 것을 말하고 싶을 뿐입니다.</p>
</blockquote>
<div class="translation"> Insomma, parlando in modo più realistico, gli insegnanti ultimamente non puniscono gli allievi in modo crudele. Alcune scuole utilizzano pochi strumenti per le punizioni corporali e limitano il numero di bacchettate. Inoltre, gli uffici scolastici inviano lettere ufficiali alle scuole chiedendo di non colpire gli studenti. Gli studenti non sono più così ingenui. Se l&#39;insegnante li punisce fisicamente senza che ve ne sia motivo, loro ne prendono nota, scrivono lettere di protesta agli uffici preposti, lo denunciano perfino alla polizia. Gli insegnanti ne sono consapevoli. Così gli insegnanti preferiscono demandare le richieste disciplinari per gli studenti ai dipartimenti che di questo si occupano. Nonostante gli insegnanti siano  al corrente dell&#39;attuale situazione, puniscono fisicamente gli studenti in caso di gravi scorrettezze (distruzione di suppellettili scolastiche, ubriachezza, fumo, zuffe e furti). Penso che questi insegnanti siano i più qualificati. Gli insegnanti che si attengono al regolamento e non provano a insegnare nulla a questi studenti problematici non hanno qualità. Diciamocelo onestamente, è molto più semplice così. Anche questi insegnanti hanno dei figli e li mandano a scuola. Non è facile per loro imporre punizioni corporali. Per concludere, la punizione corporale non è positiva, ma regolamentarla come un male sociale è una prospettiva errata che non tiene nella giusta considerazione la cultura coreana e i suoi sistemi educativi.
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<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://bbs1.agora.media.daum.net/gaia/do/debate/read?bbsId=D102&amp;articleId=93071" title="Vai al post originale">Un altro insegnante</a> [cor] scrive contro il precedente.</p>
<blockquote><p>체벌 없이도 정상적인 수업과 지도가 가능하며&nbsp;교육현장에서 쓰이는 &nbsp;다양한 방법의 문제행동 제제 방법이 오히려 체벌보다 더 효과가 있습니다. 문제가 되는 학생에게 맨 처음주는 가벼운 제제는 ‘Time Out&#39; 데 이는 수업에 집중을 하지않고 주의가 산만하거나 수업의 진행에 방해가되는 행동을 하는 아동에게 내리는 벌로서 의자를 따로 교실의 벽면이나 다른 학생들과 간격이 떨어진 곳에 두고 홀로 앉아서 수업을 참관하게 하는 벌입니다.격리되는 상황에 아이들이 수치를 느겨 문제 행동이 진정되는 효과가 있습니다. 이 타임 아웃은 그러나 한번에 5 -10분 이상&nbsp; 더 길게 하지 않는것을 원칙으로 하고 있습니다. 그 이후에도&nbsp; 같은 수업중 여전히&nbsp;문제 &nbsp;행동이 두번 이상 나타나면 이번에는 의자를 돌려 뒤를 보이고 앉아있게 합니다. 체벌은 물론&nbsp;언어적인 폭력, 심지어 선생님이 학생에게 ‘말썽꾸러기&#39;라는 의미의 ‘naughty&#39; 라는 말도 사용하지 못하게 되어 있습니다.</p>
</blockquote>
<div class="translation">
Controllare i comportamenti problematici a scuola senza punizioni corporali è più efficace. Con gli studenti che hanno problemi si può adottare una forma di controllo più leggero, come il &#8220;time out&#8221;. &Egrave; la punizione per gli studenti che non stanno attenti in classe e si distraggono facilmente. Questi studenti si fanno sedere lontano dagli altri in classe. Quando i bambini vengono isolati, si vergognano e interrompono i comportamenti problematici. Questo &#8220;time out&#8221; non deve durare più di 5-10 minuti. Dopo di che, se continuano lo stesso comportamento per più di due volte, gli insegnanti possono farli sedere rivolti verso il fondo dell&#39;aula. La punizione corporale, la violenza verbale e anche l&#39;uso di parole come &#8220;monello&#8221;, sono severamente proibite.
</div>
<blockquote><p>외국에서 맨 처음 직업을 가진 유치원에서부터도 &nbsp;아이들을 한 인격체로 대우하며 아이들끼리도 상대방이 싫어하면 다른 친구에게 손으로&nbsp;신체에 접촉하는 것도 엄하게 금합니다.상대에 대한 의사존중의 예의를 어려서부터 세뇌가 될 정도로 익히며 자라납니다.&nbsp;어려서부터 공부보다는 질서교육 ,이를테면 실내에서 뛰거나 큰 소리 내지않기,반드시 자리를 뜨기전 자신이 보던 책이나 놀이기구 치우기,밖에서 놀다 들어모면 신발에 묻은 모래나 흙등을&nbsp; 털고 실내화로 갈아신기등을 화 한번 안내고 꾸준히 하루에도 50번도 더 넘게 조용히 그러나 엄격하게 주의주는 동료 선생님의 태도에 속으로 득도한 수도자가 아닌가하고 감탄했었습니다.하지만 오래 지나니 내 자신도 어느새 그렇게 닮아있는 것을 발견하게 되었지요.</p>
</blockquote>
<div class="translation">
Quando lavoravo nella scuola materna di un altro Paese, si rispettava la personalità dei bambini e si insegnava che se uno di loro non voleva essere toccato, gli altri non dovevano farlo. Rispettare gli altri e le loro maniere è il comportamento fondamentale imparato fin dall&#39;infanzia. Piuttosto che sullo studio, gli insegnanti si focalizzano sulla disciplina, come non correre nell&#39;androne, non fare rumori forti, tenere in ordine libri e giocattoli che utilizzano, e scrollare la terra dalle scarpe quando si va da fuori a dentro. Ripetono le stesse cose più di 50 volte al giorno senza rabbia o frustazione. Sono rimasto colpito nell&#39;osservare gli altri insegnanti e i miei colleghi. Ho persino pensato che così avrebbero raggiunto l&#39;elevazione spirituale. Ma stando insieme a loro per un po&#39;, sono diventato anche io uno di essi.</div>
<blockquote><p>[…]외국에서는 사소한 폭력도 거의 준 범죄처럼 엄격한 잣대로 처음부터 대처하고,학생들간의 가벼운 싸움도 반드시 부모에게 통보가 가고 학교에서 그에 대한 처벌의 수위를 결정하기 위해 담임교사,학과장,그리고 학부모가 함께한 면담회를&nbsp; 교감 선생님 주관 하에&nbsp;&nbsp; 일차 가지고, 그다음 결정을 위한 선생님들만의 사정회를 가집니다. 처음이거나 가벼운 경우에는 3일 ,1주,2주 등의 정학을 받거나&nbsp;,사례가 나쁜 경우는 다른 학교로의 전학이 권고됩니다. 퇴학은 학생의 장래를 위해 일반적으로 취하지 않습니다. 이상과 같은 방법으로도&nbsp;교실내에서 &nbsp;교사와 다른 수업을 듣는 학생들에게 피해가 되는 행동이 금지되며 국민학교 교실에서조차도 &nbsp;꽤 엄격한 수업이 진행됩니다.[…] 교육 목적에 부합한 선생님의 언어와 태도도 가르치는 교과 내용보다 더 중요하다고 생각하며&nbsp; 문제 행동을 하는 교사의 태도가 알려지면 경중에 따라 교사의 자격이 박탈되기도 합니다.</p>
</blockquote>
<div class="translation">[…] Negli altri Paesi, la semplice violenza è vista come un un vero reato e trattato in base a regole severe. Persino un piccolo litigio fra studenti viene segnalato ai genitori e la scuola decide il tipo di punizione sulla base di quanto sia stato serio. Per arrivare a questa decisione, si convoca un incontro in sala insegnanti, in cui partecipano genitori, insegnanti e il preside. E poi, c&#39;è un ulteriore incontro fra insegnanti. Se si tratta della prima volta e non è molto grave, la scuola commina tre giorni o una o due settimane di sospensione dalla scuola. Se il caso è grave, la scuola raccomanda il trasferimento a un altro istituto. L&#39;espulsione dalla scuola non è una cosa raccomandabile per il futuro degli studenti. Con questi metodi, i comportamenti o le attitudini che disturbano gli altri studenti o gli insegnanti in classe sono proibiti. Lo stesso succede anche nelle scuole elementari.[..] Il modo di esprimersi e l&#39;atteggiamento adeguati da parte degli insegnanti sono più importanti dei libri di testo: atteggiamenti problematici possono comportare la perdita dell&#39;abilitazione.</div>
<p>Ulteriori argomentazioni <a href="http://bbs1.agora.media.daum.net/gaia/do/debate/read?bbsId=D102&amp;articleId=92919" title="Vai al post originale">1: </a>[cor]</p>
<blockquote><p>교사체벌은 이제 범죄행위로 간주되어야 합니다.<br />
아직도 많은 분들이 교사의 체벌은 간혹 필요하다고 하는데…이러한 주장은 가장 무서운 주장입니다. 그리고 교육의 변화를거부하는 빌미를 제공하는 것이지요. 교육의 가장 중요한 지향점은 올바른 인간입니다. 그 바른 인간을 기르기 위해 체벌을 사용한다? 결국 그것은 폭력을 가르키는 것입니다.&nbsp;체벌과 폭력은 구분이 되지 않을뿐더러 체벌을 하는 행위는 범죄행위로 간주되어야 합니다.<br />
&nbsp;<br />
UN의 아동권리협약의 통계를 보면 학교나 가정에서 조차 법적으로 체벌이 금지된 나라는 16개국입니다.&nbsp; 그리고 대부분의 나라 140여개국이 학교에서 체벌이 공식적으로 혹은 법적으로&nbsp;금지되어 있습니다. 다만&nbsp;일본과 중국 등 아시아의 선진 주도국을 제외한 상당수 아시아 국가가 아직도 체벌을 공식 인정하고 있는데, 이들 나라는 아동학대국의 오명을&nbsp;&nbsp;지니고 있습니다. […] “사랑의 매” 그것 역시 강자 혹은 어른의 체벌을 정당화 하기 위한 논리입니다. 사랑의 매는 세상에 없습니다. 변태가 아니라면 아픔을 느끼고 수치스럼움을 느껴야 합니다. 내가 삐뚤게 나갈때 선생님이&nbsp;체벌을 하여 지금의 내가 있었다고 말하는&nbsp;사람도 있던데… 그것은 교사의 보살핌과 관심때문에 지금이 있는 것이지 체벌때문은 아닌것 입니다.&nbsp;</p>
<p>이것 역시&nbsp;강자의 체벌론 그리고 강자의&nbsp;힘의&nbsp;논리에 세뇌되어 혼동이 발생한 것이지요.&nbsp;폭력은 안되지만 아이들 통제를 위하여 체벌이 필요하다는 논리 역시 끊임없이 체벌권의 정당성을 조금이나마&nbsp; 지키기 위한 마지막 발악입니다.&nbsp; 세상 어디에도 사람을 때려도&nbsp;괜찮다고 하는 것은 잘못된 것입니다. 사람을 가볍게 때려도&nbsp;법적인 심판을 받아야 합니다. 그것이 정의입니다. 그리고 그것이 교육입니다.&nbsp;잘못했다고 교사가 학생을 때리는 것은 범죄행위로 간주되는 것이 바로 교육입니다.[…]</p>
</blockquote>
<div class="translation"> Le punizioni corporali da parte degli insegnanti andrebbero considerate un reato. </p>
<p>Molte persone pensano ancora che la punizione corporale da parte degli insegnanti sia necessaria qualche volta&#8230; è spaventoso. Non vogliono cambiamenti nell&#39;istruzione. La parte più importante dell&#39;educazione è metterli in condizione di costruirsi una personalità integra. Al fine di crescere come persone integre, abbiamo forse bisogno di punizioni fisiche? In sostanza, si insegna la violenza. Punizioni corporali e violenza non sono diverse ed entrambe andrebbero considerate come dei reati. </p>
<p>Secondo la Convenzione dei Diritti dei Bambini delle Nazioni Unite, ci sono 16 Paesi che hanno messo fuorilegge le punizioni corporali a scuola e a casa. Più di 140 Paesi proibiscono legalmente le punizioni corporali a scuola. Tranne il Giappone e la Cina, la maggior parte dei Paesi asiatici accetta ancora le punizioni corporali a scuola e potrebbero essere considerati come Paesi che maltrattano i bambini.[&#8230;] &#8220;Scudisciate per amore&#8221; Questa è una scusa con cui  gli adulti tentano di giustificare le punizioni corporali. Non esistono le scudisciate per amore a questo mondo. A meno di essere dei pervertiti, chiunque prova dolore e vergogna. Ci sono alcune persone che ora sono a posto perché sono stati scudisciati per amore da insegnanti a cui disobbedivano a scuola. Siete manipolati dalla logica dei potenti. La violenza non andrebbe consentita, ma dire che la punizione fisica finalizzata a controllare i bambini sia necessaria è un&#39;ulteriore patetica atrocità per giustificare certi comportamenti. In qualsiasi luogo, picchiare gli altri è sbagliato. Persino colpire lievemente qualcuno andrebbe giudicato per legge. &Egrave; la giustizia. Ed è educazione. Il fatto che gli insegnanti colpiscano gli studenti perché questi studenti hanno fatto degli errori andrebbe considerato un reato. Questa è educazione.[…]</p>
</div>
<p><a href="http://bbs1.agora.media.daum.net/gaia/do/debate/read?bbsId=D102&amp;articleId=93035" title="Vai al post originale">2:</a> [cor]</p>
<blockquote><p>[…] 체벌이 옳다는 게 아니라 대안없는 반대는 그야말론 이상론, 산속에서 혼자하는 웅변에 지나지 않습니다.<br />
오히려 세부 시행기준있는 체벌을 규정으로 딱 정해 두는게 이상과 교육현실의 갭을 줄이는데 도움이 되지 않을까요?</p>
</blockquote>
<div class="translation">[…]Non sto dicendo che la punizione corporale sia giusta. Tuttavia, le obiezioni senza alternative sono poco più che idealismi. &Egrave; come gridare in mezzo alle montagne. Non sarebbe meglio predisporre regolamenti con metodi e istruzioni dettagliate sulle punizioni corporali e ciò potrebbe ridurre la distanza fra l&#39;educazione ideale e quella reale? </div>
<p><a href="http://bbs1.agora.media.daum.net/gaia/do/debate/read?bbsId=D102&amp;articleId=93070" title="Vai al post originale">3:</a> [cor] </p>
<blockquote><p>‘교사체벌 = 범죄행위&#39; 라고 말하는 이들을 보면 그 사람의 뇌 구조 및 정신 상태를 한번 검사해 보고 싶다는 생각이 든다. 만일 본인이 부모가 되었을때 자신의 자녀의 잘못된 행위를 개선하기 위한 수단으로 100% 구두로 된다고 가능한지 한번 묻고 싶다. 물론 선생이든 부모이든 자녀에게 체벌을 하는 것을 좋아하는 이는 없을 것이다. 하지만 단계적인 개선이 되지 않을 경우에는 그러한 마지막 수단이 바로 ‘체벌&#39;이다.[…]</p>
</blockquote>
<div class="translation">Quando vedo persone che dicono &#8220;punizioni corporali da parte degli insegnanti = reato&#8221;, vorrei poterne analizzare il cervello e lo stato mentale. Mi piacerebbe chiedere quando saranno genitori, se pensano di migliorare la disobbedienza dei bambini con le parole. &Egrave; ovvio che insegnanti e genitori non sino contenti di punire i ragazzi. Tuttavia, se non ci sono miglioramenti, lo strumento finale resta la &#8220;punizione corporale&#8221;.[…]</div>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/hyejin-kim/' title='elenca tutti gli articoli di Hyejin Kim'>Hyejin Kim</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/eleonora-panto/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Eleonora Pantò'>Eleonora Pantò</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/04/18/korea-is-teachers%e2%80%99-physical-punishment-toward-students-a-crime/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/04/corea-e-reato-punire-fisicamente-gli-studenti/#comments" title="commenti">commenti (1) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F04%2Fcorea-e-reato-punire-fisicamente-gli-studenti%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F04%2Fcorea-e-reato-punire-fisicamente-gli-studenti%2F&#038;text=Corea%3A+%C3%A8+reato+punire+fisicamente+gli+studenti%3F&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F04%2Fcorea-e-reato-punire-fisicamente-gli-studenti%2F&#038;title=Corea%3A+%C3%A8+reato+punire+fisicamente+gli+studenti%3F' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F04%2Fcorea-e-reato-punire-fisicamente-gli-studenti%2F&#038;title=Corea%3A+%C3%A8+reato+punire+fisicamente+gli+studenti%3F' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F04%2Fcorea-e-reato-punire-fisicamente-gli-studenti%2F&#038;title=Corea%3A+%C3%A8+reato+punire+fisicamente+gli+studenti%3F' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F04%2Fcorea-e-reato-punire-fisicamente-gli-studenti%2F&#038;title=Corea%3A+%C3%A8+reato+punire+fisicamente+gli+studenti%3F' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
</p>]]></content:encoded>
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		<title>Sono 2500 le lingue in pericolo d&#039;estinzione</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/02/sono-2500-le-lingue-in-pericolo-destinzione/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/02/sono-2500-le-lingue-in-pericolo-destinzione/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 04:51:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eleonora Pantò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Secondo la nuova mappa interattiva diffusa dall'UNESCO, sono 2500 le lingue in pericolo d'estinzione, su un totale di 6000. Diversi blogger sottolineano l'importanza di salvaguardare la bio-diversità linguistica del pianeta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#39;<a href="http://www.unesco.org" title="Sito Unesco">UNESCO</a> [in] (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization) ha diffuso la <a title="mappa interattiva dell'Unesco" href="http://www.unesco.org/culture/ich/index.php?pg=00206">mappa interattiva</a> [in] delle lingue in via d&#39;estinzione, in cui sono evidenziate 2500 lingue in pericolo, su un totale di 6000. L&#39;organizzazione internazionale chiede di <a title="Sito Unesco" href="http://www.unesco.org/culture/ich/">contribuire con commenti e segnalazioni</a> [in] al progetto che vede molti blogger coinvolti a salvaguardia delle culture del mondo. </p>
<div id="attachment_57182" class="wp-caption alignnone" style="width: 360px;"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/02/languagesmapun.png" alt="Mappa UNESCO delle Lingue in pericolo" title="Mappa UNESCO delle Lingue in pericolo" class="size-full wp-image-57182" width="350" height="201">
<p class="wp-caption-text"><small><em>Mappa UNESCO delle lingue in pericolo</em></small></p>
</div>
<p><em><a href="http://iglesiadescalza.blogspot.com/2009/02/death-of-language-diversity_20.html" title="Vai al post originale in inglese">Iglesia Descalza</a></em> [in], biblotecaria, scrive sul suo blog: </p>
<blockquote><p>In quanto persona che ama le lingue, sono addolorata nel leggere le notizie che arrivano dalla presentazione dell&#39;UNESCO sull&#39;aggiornamento dell&#39;Atlante Mondiale delle Lingue in Pericolo d&#39;Estinzione. Secondo l&#39;Atlante, presentato alla vigilia della Giornata Internazionale della Lingua Madre (21 febbraio), circa 200 lingue sono parlate da meno di 10 persone e altre 178 tra 10 e 50 persone.</p>
<p>I dati indicano che su 6000 lingue attualmente esistenti, circa 200 sono scomparse nelle ultime tre generazioni, 538 sono in situazione critica, 502 gravemente malate, 632 definitivamente in pericolo e 607 non più recuperabili.</p>
<p>Quando muore l&#39;ultimo rimasto a parlare una certa lingua, anche questa scompare. La lingua Manx dell&#39;Isola di Man è morta nel 1974 con la scomparsa di Ned Maddrell, l&#39;ultimo a parlarla, mentre la lingua Eyak, in Alaska, negli Stati Uniti, si è estinta l&#39;anno scorso con la morte di Marie Smith Jones.</p>
<p>[…]</p>
<p>Abbiamo bisogno di premiare la bio-diversità, la diversità di razza e di cultura, e quella linguistica, perché abbiamo troppo da perdere nel diventare omologati in un una società grande, bianca, e che parla inglese.</p>
</blockquote>
<p>Mentre le lingue in via di sparizione sono per la maggior parte quelle degli indigeni che devono fare i conti con la  globalizzazione e lo stato-nazionalismo, <em><a href="http://daniel-moving-out.blogspot.com/2009/02/portuguese-galician.html" title="Vai al post orginale in inglese">Daniel Moving Out</a></em> [in], blogger nativo del Portogallo ora residente in Gran Bretagna, sostiene che non tutte le lingue &#8220;non ufficiali&#8221; stanno morendo:</p>
<blockquote><p>[…]</p>
<p>Il galiziano assomiglia a un incrocio fra lo spagnolo e il portoghese, qualcosa tipo un dialetto che abbia avuto origine dal secondo e si sia arricchito con il vocabolario e l&#39;accento del primo. La lingua ha origine dal portoghese-galiziano dell&#39;epoca medievale, ed era parlata in tutta la Contea del Portucale. […]</p>
<p>Questa settimana, è stato pubblicato l&#39;atlante delle lingue del mondo, e il Galiziano è presente come una lingua forte sebbene non sia la lingua principale di nessun Paese. &Egrave; protetto dal Castigliano (lo spagnolo comune) e dalla prossimità geografica con il Portogallo. </p>
<p>[…]</p>
</blockquote>
<p>Il blog, tuttavia, riassume alcuni dei dati negativi:</p>
<blockquote><p>[…]</p>
<p>199 lingue hanno meno di una dozzina di nativi che le parlano. In Indonesia, le ultime 4 persone che parlano il Lengilu discutono fra loro; il Karaim in Ucraina è utilizzanto solamente da 6 persone. Oltre 200 lingue diverse sono sparite nelle ultime tre generazioni. Il Manx, dell&#39;Isola di Man, qui in Gran Bretagna è scomparso con l&#39;ultimo nativo che lo parlava nel 1974.</p>
</blockquote>
<p>Ma non tutti sono preoccupati dalla scomparsa delle lingue. Commentando sul blog  di <em><a href="http://blog.ted.com/2009/02/unescos_latest.php">TED [Technology, Entertainment, Design - community  di esperti internazionali) </a></em>, Magnus Lindkvist dice:</p>
<blockquote><p>[…] Perché insistiamo nel rendere romantiche quelle lingue antiche che presumibilmente nessuno parla più? Che dire delle centinaia di linguaggi di programmazione nati negli ultimi decenni? O delle infinite variazioni dell&#39;Inglese che la gente va adottando, tramite originali &#8220;remix&#8221; in tutto il mondo? Queste sono lingue vere e proprie, e mostrano una vitalità ben maggiore del Manx e del Tirahi.</p>
</blockquote>
<p><em><a href="http://abdullahwaheedsblog.blogspot.com/2009/02/dhivehi-and-international-mother.html" title="Vai al post originale in inglese">Abdullah Waheed</a></em> [in], un nativo che parla il Dhivehi – un&#39;altra lingua &#8220;ufficiale&#8221; che non è più parlata da molti nelle Maldive - spiega con un esempio perch&eacute; &egrave; importante preservare le lingue:</p>
<blockquote><p>[…]</p>
<p>La lingua Dhivehi è assolutamente vitale all&#39;identità dei maldiviani in quanto persone e delle Maldive in quanto Paese, perch&eacute; &egrave; l&#39;unica caratteristica che abbiamo tutti in comune e che pochi altri hanno. &Egrave; un fattore strategico se vogliamo progredire verso uno sviluppo sostenibile e un coordinamento armonico delle nostre faccende.<br />
Lungi dall&#39;essere un campo di competenza degli scrittori, la lingua Dhivehi è al centro dell&#39;intera vita sociale, economica e culturale. Il Dhivehi è importante per tutti noi. Conta se vogliamo promuovere la diversità culturale e combattere l&#39;analfabetismo, e conta per la qualità dell&#39;istruzione, incluso l&#39;insegnamento nei primi anni di scuola. Conta nella lotta per una maggiore inclusione sociale, per la creatività, lo sviluppo economico e la salvaguardia della conoscenza indigena.
</p>
<p>[…] </p>
</blockquote>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/simon-maghakyan/' title='elenca tutti gli articoli di Simon Maghakyan'>Simon Maghakyan</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/eleonora-panto/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Eleonora Pantò'>Eleonora Pantò</a></span></span> 
 &middot; <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/02/20/worldwide-2500-languages-disappearing/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/02/sono-2500-le-lingue-in-pericolo-destinzione/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F02%2Fsono-2500-le-lingue-in-pericolo-destinzione%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F02%2Fsono-2500-le-lingue-in-pericolo-destinzione%2F&#038;text=Sono+2500+le+lingue+in+pericolo+d%26%2339%3Bestinzione&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F02%2Fsono-2500-le-lingue-in-pericolo-destinzione%2F&#038;title=Sono+2500+le+lingue+in+pericolo+d%26%2339%3Bestinzione' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F02%2Fsono-2500-le-lingue-in-pericolo-destinzione%2F&#038;title=Sono+2500+le+lingue+in+pericolo+d%26%2339%3Bestinzione' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F02%2Fsono-2500-le-lingue-in-pericolo-destinzione%2F&#038;title=Sono+2500+le+lingue+in+pericolo+d%26%2339%3Bestinzione' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2009%2F02%2Fsono-2500-le-lingue-in-pericolo-destinzione%2F&#038;title=Sono+2500+le+lingue+in+pericolo+d%26%2339%3Bestinzione' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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