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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Elena Pinnen</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Global Voices in Italiano &#187; Elena Pinnen</title>
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		<title>Nigeria: polemiche sulla vendita all&#039;asta di maschere del Benin trafugate</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Jan 2011 04:53:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Pinnen</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
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		<description><![CDATA[Blogger e cyber-attivisti  protestano contro la vendita all'asta annunciata da Sotheby's di sei oggetti storico-artistici beninesi trafugati dagli inglesi in epoca coloniale, tra cui l'importante maschera della Regina Idia, prima regina del Regno del Benin. E la nota casa d'aste torna sui suoi passi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Sito Sotheby's in italiano" href="http://www.sothebys.com/help/it/index.html?lid=italian_welcome_pg">Sotheby’s</a> [it] aveva <a title="Annuncio asta Sotheby's in inglese" href="http://investor.shareholder.com/common/download/download.cfm?CompanyID=BID&amp;FileID=429800&amp;FileKey=fd9514f7-874d-423d-9218-553b5fcc14fc&amp;filename=429800.pdf">annunciato</a> [en, <em>come tutti gli altri link tranne ove diversamente indicato</em>] che tra i lotti da mettere all&#39;asta il 17 febbraio 2011 ci sarebbero stati anche sei oggetti originari del <a title="Pagina del British Museum sulla regina Idia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Regno_del_Benin">Regno del Benin</a> [it, antico territorio da non confondere con l&#39;omonima Repubblica, attualmente facente parte della Nigeria, conosciuto anche come stato di Edo, con capitale Benin City], tra cui la maschera della <a title="Pagina del British Museum sulla regina Idia in italiano" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Idia">Regina Idia</a> [it] – la prima Regina Madre dell’Impero beninese.</p>
<p>A seguito delle proteste di blogger e attivisti online che hanno denunciato tale vendita sui social media, Sotheby&#39;s, una delle storiche e più rinomate case d’aste al mondo, ha dovuto<a title="Articolo di The Independent sulla cancellazione in inglese" href="http://www.independent.co.uk/arts-entertainment/art/news/sothebys-cancels-sale-of-looted-benin-mask-2171125.html"> togliere </a>la maschera dai suoi piani d&#39;asta.</p>
<p><a title="Sito Nigeria Liberty Forum in inglese" href="http://nigerialibertyforum.org.uk/aboutus.php">Nigeria Liberty Forum</a> ha creato una <a title="Pagina petizione online in inglese" href="http://www.ipetitions.com/petition/benin_mask/"> petizione online </a> e una <a title="Pagina Facebook in inglese" href="http://www.facebook.com/pages/Stop-The-Sale-of-Stolen-16th-Century-Benin-Mask/141311869256609?ref=ts"> pagina Facebook</a> nel tentativo di bloccare l’asta di quel cimelio del XVI secolo trafugato durante l’invasione inglese. <em>Nigeria Liberty Forum </em>è un gruppo nigeriano con sede nel Regno Unito che opera a favore della democrazia, composto da simpatizzanti e volontari che condividono la passione per la partecipazione e l&#39;impegno di natura popolare nei confronti della vita politica.</p>
<div id="attachment_183495" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-183495" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=183495"><img class="size-full wp-image-183495" title="Foto con suppellettili trafugate" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/12/benin1.jpg" alt="Foto con suppellettili trafugate" width="300" height="297" /></a><p class="wp-caption-text">Esponenti del Corpo di Spedizione Britannico posano con suppellettili trafugate dal palazzo del Re del Benin, in Nigeria. Foto tratta da: Myweku.com</p></div>
<p>Un’ulteriore pagina con una <a title="Pagina petizione online in inglese" href="http://www.ipetitions.com/petition/lootedafricanartefacts/">petizione online</a> è stata lanciata da <a title="Pagina sito Myweku in inglese" href="http://www.myweku.com/2010/12/campaign-looted-african-artefacts-belong-to-africans/&quot;">MyWeku</a> per <a title="Pagina petizione in inglese" href="http://www.ipetitions.com/petition/benin_mask/">bloccare subito</a> la vendita di questo importantissimo reperto storico del Benin, perchè “la più vasta questione inerente la pratica di vendere, mettere in mostra e trafficare beni africani depredati rimane pressoché irrisolta.“</p>
<p>Il professore di Storia dell’arte Sylvester Okwunodu Obgechie è rimasto letteralmente <a title="Pagina articolo Obgeche in inglese" href="http://aachronym.blogspot.com/2010/12/sothebys-is-trafficiking-in-stolen.html"> scioccato</a> dalla notizia della messa all’incanto del manufatto beninese rubato:</p>
<blockquote><p>Ho letto la notizia della vendita e sono rimasto incredulo di fronte a tanta sfacciataggine.<br />
Sotheby’s sta trafficando dei beni ingiustamente sottratti e lo sta facendo senza alcun riguardo per il fatto che si tratta di un atto spudoratamente criminale. È chiaro che i manufatti del Regno del Benin costituiscono una collezione dolorosamente contesa. Che siano stati saccheggiati è fuori discussione, tant&#39;è vero che il Regno del Benin non ha mai cessato di reclamarne la restituzione. Sono stati scritti fiumi di parole sulla storia della sua depredazione da parte degli inglesi e sul perchè i beni artistici locali dovrebbero essere rimpatriati. Ma allora come mai, nonostante le imperterrite richieste per la loro restituzione e il riconoscimento ufficiale del fatto che si è trattato di appropriazione impropria, queste opere continuano ad essere vendute senza remora alcuna da compagnie come Sotheby’s?</p></blockquote>
<p>Come è possibile che i discendenti di Sir Henry Gallway, che presero parte alla <a title="Articolo tratto dal The Independent in inglese" href="http://www.arm.arc.co.uk/lootingBenin.html">razzia compiuta a Benin City nel 1897</a>, si trovino ora a godere di <a title="Pagina articolo Obgeche in inglese" href="http://aachronym.blogspot.com/2010/12/sothebys-is-trafficiking-in-stolen.html">diritti di proprietà su quegli stessi beni da loro trafugati? </a></p>
<blockquote><p>Dal punto di vista legale la questione è semplice: è mai possibile reclamare diritti di proprietà su beni che si sono rubati? In altre parole, se un’opera d’arte o una parte di proprietà è chiaramente riconosciuta come rubata, quali pretese legali può avanzare chi non ne è il legittimo proprietario?<br />
Le istituzioni occidentali che detengono il patrimonio culturale africano sembrano credere di aver compiuto il furto di quei beni in maniera del tutto legale e non hanno mostrato finora alcuna disponibilità a riconsiderare le loro azioni vergognose in questo senso. ..<br />
Gli oggetti che Sotheby’s avrebbe voluto mettere in vendita sono pubblicamente riconosciuti come appartenenti ai re del Benin, i quali non cedettero di certo i loro titoli e beni proprio a nessuno (se ciò avvenne, fu perché il regno venne violentemente costretto all’abdicazione regia dopo l&#39;invasione britannica, azione che oggi sarebbe considerata illegale presso qualsiasi corte - ma nel 1991 gli Stati Uniti entrarono in guerra per evitare che l’Iraq invadesse il Kuwait seguendo quegli stessi pericolosissimi principi). Non c’è alcun dubbio che tutte le opere beninesi in qualunque museo del mondo appartengano a Sua altezza Oba Erediauwa, gran nipote di Oba Ovonramwen e re del Benin.</p></blockquote>
<p>A questo post <a title="Risposta Deadria in inglese" href="http://aachronym.blogspot.com/2010/12/sothebys-is-trafficiking-in-stolen.html?showComment=1293131575287#c6607685047516914871">risponde Deadria</a>, facendo d&#39;altra parte notare come quei bronzi fossero stati ricavati dalla tratta degli schiavi, fatto che si trova inesorabilmente a ledere la moralità beninese:</p>
<blockquote><p>Non dobbiamo dimenticare che questi bronzi di solito erano fatti con un metallo (<em>manillas</em>) che i portoghesi usavano come moneta per comprare gli schiavi in Benin. Ciò non vuol dire che si considera giusta la speculazione degli eredi di Gallway sulla vendita di opere rubate, ma di certo si tratta di rievocare un passato storico infamante per il regno del Benin.<br />
Come faranno i Beninesi a riparare al fatto che questi bronzi sono, materialmente, dei beni insanguinati? Li presteranno gratuitamente ai musei della Diaspora? O ospiteranno gratuitamente i profughi africani per insegnare loro il metodo di lavorazione del bronzo? Come se la loro richiesta potesse dare una maggiore forza politica e morale al Benin/Nigeria.</p></blockquote>
<p>Un utente <a title="Risposta Anonimo in inglese" href="http://aachronym.blogspot.com/2010/12/sothebys-is-trafficiking-in-stolen.html?showComment=1293131952570#c7173432434364797245">anonimo replica </a> a tali argomentazioni, dicendo:</p>
<blockquote><p>Deidria, tu hai ragione nel rilevare che parte del bronzo usato per tali opere fu ricavato dalla vendita degli schiavi, tuttavia questo, nonostante offuschi il buon nome del Benin, non cancella la questione. E se si dovesse usare la stessa logica, allora la Gran Bretagna dovrebbe cedere tutte le terre e risorse acquisite attraverso la tratta degli schiavi e la conquista coloniale, così come gli Stati Uniti dovrebbero lasciare il Paese ai Nativi d’America e riportare ciascuno degli abitanti al proprio paese d’origine. Ma il punto è che quei bronzi erano parte del patrimonio nazionale del Benin.</p></blockquote>
<p>MyWeku pubblica poi dei <a title="Video Youtube dal sito Myweku in inglese" href="http://www.myweku.com/2010/12/videos-the-history-of-looted-benin-bronzes/">brevi video</a> che riassumono la storia dei bronzi beninesi, assieme ad un <a title="Scritto di Ogbechie in inglese" href="http://www.myweku.com/2010/12/who-owns-african-cultural-patrimony/">articolo</a> scritto da Sylvester Okwunodu Ogbechie per <em>H-AfrArts Network</em>:</p>
<blockquote><p>In questa nota il Prof. Ogbechie solleva alcune domande spinose sulla questione e altre considerazioni in merito al furto degli oggetti artistici africani.</p></blockquote>
<p>A seguito della cancellazione dell&#39;asta, quest’ultimo propone un altro post intitolato “Dammi ciò che è mio (scusa, Burning Spear)” [con riferimento alla canzone dal titolo omonimo della star reggae giamaicana <a title="Pagina wikipedia su Burning Spear in italiano" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Burning_Spear"> Burning Spear</a> [it]]:</p>
<blockquote><p>Oba Erediauwa ha formalmente richiesto che i musei e i collezionisti occidentali restituiscano i bronzi beninesi. Io ho scritto a lungo su questo blog a proposito di tali richieste e persino inaugurato una rivista accademica – <em>Critical Interventions </em>[Interventi critici] – con l’intenzione precisa di discutere tale questione. Si è aperto così un dibattito ufficiale sulle problematiche di natura artistica e politico-economica legate al patrimonio culturale africano e sul modo in cui questo incida sul dominio africano della proprietà intellettuale del sistema conoscitivo-culturale indigeno .<br />
E, guarda caso, la tematica su cui si sta concentrando attualmente la rivista è proprio quella posta dalla domanda: “A chi appartiene il patrimonio culturale africano?”.</p></blockquote>
<p>Le maschere del Benin non costituiscono <a title="Articolo " href="http://aachronym.blogspot.com/2010/12/give-me-what-is-mine-apologies-burning.html?">“un oggetto d&#39;arte africana qualunque&#8221;</a>:</p>
<blockquote><p>Sono proprietà privata, in quanto furono pagate e comprate dai reali beninesi attraverso un’ingente spesa pubblica, e costituiscono pertanto un bene del regno. Questi bronzi furono commissionati per particolari eventi storici, e gli artisti che li fabbricarono furono adeguatamente pagati, così come le loro opere furono usate in maniera decorosa secondo la legge. La perdita di quei bronzi ha significato per il re del Benin e per i suoi discendenti una sottrazione di proprietà privata bella e propria.</p></blockquote>
<p>Katrin Schulze ripropone l’intero <a title="Articolo Schulze in inglese" href="http://katrinschulze.blogspot.com/2010/12/update-iii-sothebys-cancelled-sale-of_26.html"> dibattito</a> sull’appartenenza delle opere prodotte dagli africani in suolo africano ma sottratte in periodo coloniale.</p>
<blockquote><p>. . . la maggior parte dei commenti che ho letto qui e altrove sostengono con forza la campagna per la restituzione delle opere del Benin al Benin.</p>
<p>Tra gli altri, Soifer Alexander ha sollevato il problema delle relazioni sociali che stanno dietro un’opera d’arte.<br />
Se tutto o una parte del patrimonio artistico fosse opera del lavoro degli schiavi, dovremmo assegnarne la proprietà a loro, chiudendo un occhio sul fatto che si trattò di schiavitù?</p>
<p>E per quanto riguarda più specificatamente il Benin, Ogundiran ha confutato la tesi secondo la quale il patrimonio beninese sarebbe fondato sul commercio e lavoro degli schiavi:</p>
<p>Benin ha contribuito alla tratta degli schiavi per quanto riguarda l’intera costa atlantico-occidentale africana, anche se non va taciuto il fatto che con il suo potere economico e militare avrebbe potuto far nascere un ben più imponente mercato di schiavi. Ma la sua scarsa attitudine al commercio umano fu di poco profitto per i partner europei … Gli artisti beninesi non furono resi schiavi, ma lavorarono per il re e gli altri esponenti dell’elite politica, e furono generosamente ricompensati per le loro opere di grande maestria. Sì, in Benin ci furono schiavi e altre persone socialmente marginalizzate, ma non ci fu mai una società su base servile &#8230;</p></blockquote>
<p>Dopo la revoca annunciata finalmente da Sotheby&#39;s, ci si chiede:<a title="Articolo myweku "> cosa accadrà ora?</a></p>
<blockquote><p>Come si è domandato anche uno degli attivisti impegnati per la cancellazione della vendita della maschera della regina Idia annunciata da Sotheby’s … Che cosa accadrà ora? Senza dubbio è appena stata vinta una piccola grande battaglia, ma la questione più ampia riguardante la razzia dei manufatti africani rimane inequivocabilmente irrisolta.</p>
<p>Sono state presentate numerosissime opinioni e nei prossimi giorni, settimane e mesi abbiamo intenzione di rifarci al pensiero degli intellettuali coinvolti nella campagna per proporre delle risposte e soluzioni appropriate al problema di fondo legato alla negata eredità culturale africana.</p></blockquote>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/ndesanjo-macha/' title='elenca tutti gli articoli di Ndesanjo Macha'>Ndesanjo Macha</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elena-pinnen/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Elena Pinnen'>Elena Pinnen</a></span></span> 
 &middot; <span class='source-link'><a href='http://globalvoicesonline.org/2010/12/29/africa-controversy-over-the-sale-of-stolen-benin-mask/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a></span> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/01/nigeria-polemiche-sulla-vendita-allasta-di-maschere-del-benin-trafugate/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F01%2Fnigeria-polemiche-sulla-vendita-allasta-di-maschere-del-benin-trafugate%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F01%2Fnigeria-polemiche-sulla-vendita-allasta-di-maschere-del-benin-trafugate%2F&#038;text=Nigeria%3A+polemiche+sulla+vendita+all%26%2339%3Basta+di+maschere+del+Benin+trafugate&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F01%2Fnigeria-polemiche-sulla-vendita-allasta-di-maschere-del-benin-trafugate%2F&#038;title=Nigeria%3A+polemiche+sulla+vendita+all%26%2339%3Basta+di+maschere+del+Benin+trafugate' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F01%2Fnigeria-polemiche-sulla-vendita-allasta-di-maschere-del-benin-trafugate%2F&#038;title=Nigeria%3A+polemiche+sulla+vendita+all%26%2339%3Basta+di+maschere+del+Benin+trafugate' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F01%2Fnigeria-polemiche-sulla-vendita-allasta-di-maschere-del-benin-trafugate%2F&#038;title=Nigeria%3A+polemiche+sulla+vendita+all%26%2339%3Basta+di+maschere+del+Benin+trafugate' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F01%2Fnigeria-polemiche-sulla-vendita-allasta-di-maschere-del-benin-trafugate%2F&#038;title=Nigeria%3A+polemiche+sulla+vendita+all%26%2339%3Basta+di+maschere+del+Benin+trafugate' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Colombia: video-blogger raccontano il 2010 con un filmato al giorno</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Jan 2011 03:54:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Pinnen</dc:creator>
				<category><![CDATA[America Latina]]></category>
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		<description><![CDATA[Alcuni videoblogger colombiani hanno accettato la sfida di girare un video al giorno per l'intero 2010. Quelli che sono riusciti a portare a termine il progetto ne raccontano i dettagli e rilanciano online le proprie produzioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Risale al 2010 la curiosa iniziativa di alcuni videoblogger colombiani consistente nel realizzare<a title="Articolo Global Voices 2010 in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2010/01/07/colombia-videobloggers-make-1-video-per-day-in-2010/"> un video al giorno</a> [en] nel corso dell&#39;intero anno. Sebbene non tutti abbiano poi portato a termine il progetto, va riconosciuto il merito e lo sforzo di quanti hanno aderito all&#39;originale idea promossa da Juan Falla (<a title="Pagina Juan Falla in spagnolo" href="http://twitter.com/juanfallaesp">@juanfallaesp</a> [es, <em>come tutti i link successivi, tranne ove diversamente segnalato</em>]), quale è stata ampiamente illustrata in un<a title="Articolo Global Voices 2010 in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2010/01/07/colombia-videobloggers-make-1-video-per-day-in-2010/"> precedente articolo </a>[en] di Global Voices Online).</p>
<p>Juliàn Mauricio, <a title="Pagina Twitter Juliàn Mauricio in spagnolo" href="http://twitter.com/profetaloco/statuses/21102812620390400">(@Profetaloco</a>), uno dei videoblogger riuscito positivamente nell&#39;impresa, ne ha annunciato prontamente la notizia su <a title="Pagina Twitter" href="http://twitter.com/">Twitter</a>:</p>
<blockquote><p>3 colombiani hanno deciso di arrivare fino in fondo nella sfida <a title="Pagina Twitter vlog365 in spagnolo" href="http://twitter.com/search?q=%23vlog365">#vlog365</a>. Sono: @<a title="Pagina Luisa Santiaga su Twitter in spagnolo" href="http://twitter.com/luisasantiaga">luisasantiaga</a> @<a title="Pagina Alejandro Angel su Twitter in spagnolo" href="http://twitter.com/alejandroangel">alejandroangel</a> @<a title="Pagina Profetaloco su Twitter in spagnolo" href="http://twitter.com/profetaloco">profetaloco</a>, con la realizzazione di un video-diario per ogni giorno dell&#39;anno.</p></blockquote>
<p>Alla fine dell&#39;anno, sempre Mauricio non ha mancato di esternare la propria grande <a title="Pagina Twitter  Profetaloco in spagnolo" href="http://twitter.com/profetaloco/statuses/21101507910828032">soddisfazione per aver preso parte all&#39;ambiziosa iniziativa</a>:</p>
<blockquote><p>CUMPLI EL RETO<a href="http://twitter.com/search?q=%23VLOG365"> #VLOG365</a> con muchas ganas de seguir haciendo videos hay @<a href="http://twitter.com/profetaloco">profetaloco</a> pa rato ¡¡¡ 2010 año del videoblog en españoL ¡¡¡</p></blockquote>
<div class="translation">HO TERMINATO IL PROGETTO <a title="Pagina Twitter vlog365 in spagnolo" href="http://twitter.com/search?q=%23vlog365">#vlog365</a> con ancora voglia di fare video.@<a title="Pagina Twitter Profetaloco in spagnolo" href="http://twitter.com/profetaloco">profetaloco</a> è qui tutto per voi!!! Il 2010 è l’anno del videoblog in spagnolo!!!</div>
<p>Questo <a title="Messaggio Twitter Profetaloco in spagnolo" href="http://twitter.com/profetaloco/statuses/21101507910828032"> è il filmato da lui girato il 18 dicembre 2010, </a> una visione panoramica di Cali (Colombia):</p>
<p><object title="Video profetaloco 8 dic 2010 - Cali (Colombia)" alt="Video profetaloco 8 dic 2010 - Cali (Colombia)" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/JWTwEOVFYq0?fs=1&amp;hl=en_US" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="385" src="http://www.youtube.com/v/JWTwEOVFYq0?fs=1&amp;hl=en_US" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Luisa Santiaga <a title="Pagina Twitter Luisa Santiaga in spagnolo" href="http://twitter.com/luisasantiaga">(@Luisasantiaga)</a>, che ha realizzato un video-diario della città di <a title="Pagina wikipedia Cartagena in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cartagena_de_Indias">Cartagena</a> [it], ha spiegato con esattezza le caratteristiche del progetto nel suo ultimo video dell’anno:</p>
<p><object title="Video YouTube Luisa Santiaga 31-12-10 in spagnolo" alt="Video YouTube Luisa Santiaga 31-12-10 in spagnolo"classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/XImToxY9B-A?fs=1&amp;hl=en_US" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="385" src="http://www.youtube.com/v/XImToxY9B-A?fs=1&amp;hl=en_US" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Sul blog <em>Cartagena 365</em>, Luisa <a title="Post Luisa Santiaga su Cartagena 365 in spagnolo" href="http://cartagena365.com/2010/12/31/dia-365-es-el-ultimo-dia-del-ano/">ha ringraziato</a> coloro che l’hanno seguita in questo periodo, rendendo anche nota la propria intenzione di continuare a realizzare video:</p>
<blockquote><p>Gracias por acompañarme y darme todo su apoyo durante todo este 2010.¡Espero su compañia durante el 2011, por que Cartagena365 no se termina! Así que tendrán más de Luisa Santiaga por mucho tiempo jeje.</p></blockquote>
<div class="translation">Grazie per essermi stati vicini e per avermi sostenuto durante tutto questo 2010. Spero di poter godere della vostra preziosa compagnia anche l’anno prossimo, poiché Cartagena365 non è ancora finita! Così ne avrete ancora di Luisa Santiaga, e per parecchio tempo!</div>
<p>Alejandro Angel (<a title="Pagina Twitter Alejandro Angel in spagnolo">@AlejandroAngel</a>) ha orgogliosamente ricordato il suo primo video del 2010:</p>
<blockquote><p>Año nuevo vida nueva&#8230; hace 365 días &#8230;<a title="Video giorno 1 Alejandro Angel in spagnolo" href="http://365.alejandroangel.es/dia-1-ano-nuevo-vida-nueva/"> http://365.alejandroangel.es/dia-1-ano-nuevo-vida-nueva/</a><a href="http://twitter.com/search?q=%23video"> #video</a></div>
<p></a></p></blockquote>
<div class="translation"> Anno nuovo, vita nuova &#8230; 365 giorni fa&#8230;<a title="Video giorno 1 Alejandro Angel in spagnolo" href="http://365.alejandroangel.es/dia-1-ano-nuevo-vida-nueva/"> http://365.alejandroangel.es/dia-1-ano-nuevo-vida-nueva/</a><a href="http://twitter.com/search?q=%23video"> #video</a></div>
<p>Come Luisa Santiaga, (<a Pagina Twitter Luisa Santiaga in spagnolo" href="http://twitter.com/luisasantiaga">@LuisaSantiaga</a>) Alejandro ha scelto di utilizzare una delle sue riprese per parlare del <a title="Pagina Twitter Proyecto 365 in spagnolo" href="http://twitter.com/#search?q=%23Vlog365">Proyecto 365</a>, a cui egli ha preso parte tramite il sito <em><a title="Pagina Proyecto 365 Alejandro Angel in spagnolo" href="http://365.alejandroangel.es">Alejandro Angel - Proyecto 365</a></em><em>.</em></p>
<p><object title="Video spiegazione Proyecto 365 di Alejandro Angel" alt="Video spiegazione Proyecto 365 di Alejandro Angel"classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/emVjhY146i8?fs=1&amp;hl=en_US" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="385" src="http://www.youtube.com/v/emVjhY146i8?fs=1&amp;hl=en_US" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Indubbiamente è stata sopratutto la varietà a caratterizzare il lavoro di questi videoblogger: le <a title="Video percussioni in spagnolo" href="http://cartagena365.com/2010/12/02/dia-336tamboreros/">percussioni</a> della regione caraibica colombiana, le <a title="Video alluvioni Luisa Santiaga in spagnolo" href="http://cartagena365.com/2010/12/25/dia-359-la-situacion-de-manati-a-causa-de-las-inundaciones/">alluvioni continue</a> (LuisaSantiaga), la prima di un <a title="Video anteprima concerto in spagnolo">concerto</a>, il discorso di un <a title="Video discorso di un neolaureato in spagnolo" href="http://profetalocovlog.blogspot.com/2010/10/11-de-octubre-2010-x-profetaloco.html">neolaureato </a> (Profetaloco), la pioggia nella città di <a title="Video pioggia su Barranquilla in spagnolo" href="http://365.alejandroangel.es/365-dia-68-llueve-en-barranquilla/">Barranquilla</a>, o ancora le note musicali di una <a title="Video musica fisarmonica in spagnolo" href="http://365.alejandroangel.es/356-dia-101-notas-de-un-acordeon/">fisarmonica </a> o la voce di alcuni<a title="Video musicisti Tatanga in spagnolo"> musicisti</a> nell’Isola di Taganga (AlejandroAngel), sono solo alcuni dei soggetti scelti da tali blogger per la realizzazione del proprio video quotidiano.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://es.globalvoicesonline.org/author/cati-restrepo/' title='elenca tutti gli articoli di Cati Restrepo'>Cati Restrepo</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elena-pinnen/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Elena Pinnen'>Elena Pinnen</a></span></span> 
 &middot; <span class='source-link'><a href='http://es.globalvoicesonline.org/2011/01/03/colombia-videobloggers-realizaron-un-video-por-dia-durante-2010/' title='articolo originale  [es]'>articolo originale  [es]</a></span> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2011/01/colombia-video-blogger-raccontano-il-2010-con-un-filmato-al-giorno/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F01%2Fcolombia-video-blogger-raccontano-il-2010-con-un-filmato-al-giorno%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F01%2Fcolombia-video-blogger-raccontano-il-2010-con-un-filmato-al-giorno%2F&#038;text=Colombia%3A+video-blogger+raccontano+il+2010+con+un+filmato+al+giorno&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F01%2Fcolombia-video-blogger-raccontano-il-2010-con-un-filmato-al-giorno%2F&#038;title=Colombia%3A+video-blogger+raccontano+il+2010+con+un+filmato+al+giorno' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F01%2Fcolombia-video-blogger-raccontano-il-2010-con-un-filmato-al-giorno%2F&#038;title=Colombia%3A+video-blogger+raccontano+il+2010+con+un+filmato+al+giorno' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F01%2Fcolombia-video-blogger-raccontano-il-2010-con-un-filmato-al-giorno%2F&#038;title=Colombia%3A+video-blogger+raccontano+il+2010+con+un+filmato+al+giorno' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2011%2F01%2Fcolombia-video-blogger-raccontano-il-2010-con-un-filmato-al-giorno%2F&#038;title=Colombia%3A+video-blogger+raccontano+il+2010+con+un+filmato+al+giorno' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
</p>]]></content:encoded>
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		<title>Il Libano negli scatti di un foto-blogger iraniano</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2010/12/il-libano-negli-scatti-di-un-foto-blogger-iraniano/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2010/12/il-libano-negli-scatti-di-un-foto-blogger-iraniano/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 05:30:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Pinnen</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
		<category><![CDATA[Farsi]]></category>
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		<description><![CDATA[Mohmmad Reza Hassani è un fotografo professionista e blogger che vive e lavora in Libano dal 2009. Il suo foto-blog è diventato una preziosa fonte di informazione sugli affari iraniani nel Paese.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Sito mohammad reza hassani in inglese" href="http://mohammadrezahassani.com/">Mohmmad Reza Hassani</a> [en, <em>come i link successivi</em>] è un fotografo professionista e blogger che vive e lavora in Libano dal 2009. Il suo foto-blog è diventato una preziosa fonte di informazione sugli affari iraniani nel Paese: dall&#39;ultima visita del Presidente Mahmoud Ahmadinejad alle mostre, fino ai concerti dei musicisti iraniani.</p>
<p><strong>Aspettando Mahmoud</strong></p>
<p>Quando in ottobre Mahmoud Ahmadinejad ha visitato il Libano, si è resa improvvisamente evidente l&#39;enorme <a title="Articolo visita in Libano di Ahmadinejad in inglese" href="http://www.reuters.com/article/idUSTRE69A1KC20101011">influenza</a> che l&#39;Iran esercita sul Paese.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-181961" title="Aspettando Ahmadinejad" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/12/ahmadinejad2.jpg" alt="Aspettando Ahmadinejad" width="333" height="500" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-181966" title="Aspettando Ahmadinejad" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/12/ahmadinejad1.jpg" alt="Aspettando Ahmadinejad" width="328" height="500" /></p>
<p><strong>Ascoltando una voce sublime</strong></p>
<p>Nell&#39;agosto del 2010, <a title="Articolo protesta di Shajarian in inglese" href="http://www.npr.org/templates/story/story.php?storyId=130047062">Mohammad Reza Shajarian</a>, uno dei più noti cantanti &#8220;impegnati&#8221; iraniani, si è esibito in concerto presso il palazzo &#8220;Beit al dine&#8221; di Beirut.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-181962" title="il concerto di Shajarian" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/12/shajarian.jpg" alt="Il concerto di Shajarian" width="500" height="302" /></p>
<p><strong>Una vita a colori</strong></p>
<p>L&#39;obiettivo del foto-blogger iraniano non punta soltanto a immortalare le celebrità, ma anche la vita in movimento.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-181965" title="A pesca in Libano" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/12/fishing.jpg" alt="A pesca in Libano" width="500" height="375" /></p>
<p><em>Per altre foto, visita il blog <a title="Sito blog Hassani in inglese" href="http://mohammadrezahassani.com">http://mohammadrezahassani.com</a>. Foto pubblicate per gentile concessione dell&#39;autore, copyright di Mohmmad Reza Hassani </em></p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/hamid-tehrani/' title='elenca tutti gli articoli di Hamid Tehrani'>Hamid Tehrani</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elena-pinnen/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Elena Pinnen'>Elena Pinnen</a></span></span> 
 &middot; <span class='source-link'><a href='http://globalvoicesonline.org/2010/12/22/lebanon-in-the-eyes-of-an-iranian-photo-blogger/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a></span> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/12/il-libano-negli-scatti-di-un-foto-blogger-iraniano/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fil-libano-negli-scatti-di-un-foto-blogger-iraniano%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fil-libano-negli-scatti-di-un-foto-blogger-iraniano%2F&#038;text=Il+Libano+negli+scatti+di+un+foto-blogger+iraniano&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fil-libano-negli-scatti-di-un-foto-blogger-iraniano%2F&#038;title=Il+Libano+negli+scatti+di+un+foto-blogger+iraniano' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fil-libano-negli-scatti-di-un-foto-blogger-iraniano%2F&#038;title=Il+Libano+negli+scatti+di+un+foto-blogger+iraniano' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fil-libano-negli-scatti-di-un-foto-blogger-iraniano%2F&#038;title=Il+Libano+negli+scatti+di+un+foto-blogger+iraniano' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fil-libano-negli-scatti-di-un-foto-blogger-iraniano%2F&#038;title=Il+Libano+negli+scatti+di+un+foto-blogger+iraniano' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
</p>]]></content:encoded>
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		<title>Armenia: gli &#8220;emo&#8221; nel mirino della polizia, l&#039;attivismo rilancia (anche) online</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2010/12/armenia-gli-emo-nel-mirino-della-polizia-lattivismo-rilancia-anche-online/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2010/12/armenia-gli-emo-nel-mirino-della-polizia-lattivismo-rilancia-anche-online/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 29 Dec 2010 04:03:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Pinnen</dc:creator>
				<category><![CDATA[Armenia]]></category>
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		<description><![CDATA[Pur trattandosi di un Paese conservativo e tradizionalista, la notizia che la polizia avesse di mira questa sottocultura, spesso semplicisticamente etichettata come triste e tipica degli adolescenti, ha causato allarme e indignazione. In risposta, parte l'attivismo di blogger e utenti Facebook, con rilanci sulla rivista Usa 'Rolling Stone'.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-179896" title="emo" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/12/emo.jpg" alt="emo" width="200" height="133" vspace="8" hspace=8"/>Nonostante sia noto per essere un Paese piuttosto conservativo e tradizionalista, in Armenia la notizia che la polizia avesse di mira gli <a title="Voce wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Emo">emo</a> [it] - una sottocultura spesso semplicisticamente etichettata come triste e tipica degli adolescenti - ha causato allarme e indignazione soprattutto tra i blogger e gli utenti di <em>Facebook </em>più aperti.</p>
<p>Il mese scorso, per esempio, <em>Unzipped </em> esprimeva preoccupazione in un <a title="Post Global Voices in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2010/11/19/armenia-police-crackdown-on-emos/">post</a> [en, <em>come tutti i link tranne ove diversamente indicato</em>], dove con sarcasmo faceva notare il fatto che la polizia stesse dando la caccia agli emo confiscando <a title="Articolo Unzipped in inglese" href="http://unzipped.blogspot.com/2010/11/degradation-and-stupidity-police-in.html">“armi di distrazione di massa&#8221;</a> .</p>
<blockquote><p>Tutto ciò ebbe inizio uno o due anni or sono, quando qualche organo di informazione armeno cominciò sistematicamente a pubblicare alcuni articoli e inchieste di tipo sensazionalistico, arrivando praticamente ad attribuire ogni brutto caso di suicidio giovanile agli emo. Inutile rilevare che nella maggior parte dei casi, per non dire in tutti, non vi era alcuna prova per far sussistere tali insinuazioni, se non appunto ipotesi completamente assurde e faziose. [&#8230;]</p>
<p>Ma tali congetture ebbero un effetto nefasto. In fondo a nessuno importava del perché questi giovani fossero arrivati a suicidarsi. Ma grazie a ciò venne finalmente trovata una risposta molto semplice. Un nuovo “nemico della nazione” da “neutralizzare”. [&#8230;]</p>
<p>In realtà si trattava di un attacco ben organizzato al mondo giovanile, o a chiunque per qualche motivo rivelasse un modo di essere e pensare di natura diversa, o meglio diverso da ciò che venisse comunemente percepito come “accettabile” e “normale”.</p></blockquote>
<p>Anche <em>Emigrant Emo</em>, blog non armeno specializzato, <a title="Articolo Emigrant Emo in inglese" href="http://perfectlines.wordpress.com/2009/06/08/emigrant-emo/">ha notato</a> le “inesattezze” di quelle inchieste giornalistiche, attribuendole tuttavia alla mentalità ristretta della società del Paese.</p>
<blockquote><p>I giorni passano e gli emo continuano imperterriti a diffondersi in tutto il mondo. E questa volta, il modo “fuorviante” in cui si è cercato di definire la cultura underground potrebbe essere non necessariamente sbagliato dal punto di vista del nuovo carattere che gli emo hanno assunto in quei territori di recente conquista. Infatti, sebbene l’individuazione delle loro radici a opera di Siranuysh Gevirgyan sia viziata dal solito stuolo di preconcetti, può darsi che la sua definizione degli emo sia effettivamente valida per quanto riguarda l&#39;Armenia, dove è nato e vissuto [&#8230;]</p>
<p>E&#39; dunque sbagliata questa concezione degli emo? È quella che Gevoryan offre in pasto ai mezzi di comunicazione per  persone oltretutto dotate di un atteggiamento relativamente comprensivo nei confronti dei giovani – e l’ultima di esse segna un notevole cambio di registro. Ma si sa, la cultura nel suo Paese natio è tutta una questione di interpretazione. [&#8230;]</p>
<p>[&#8230;] Tuttavia, se si considera la difficile storia attraversata dal popolo armeno negli ultimi secoli e decenni, direi (e spererei) che ci sia un briciolo di profondità maggiore nello spirito di ribellione di quei ragazzi, al di là della loro moda del copia-incolla, come la descriveva Geborgyan. In un caso o nell’altro, è chiaro che stanno facendo tutto da soli, trattandosi di un fraintendimento ad opera dei singoli nei confronti dei molti [modelli stranieri].</p></blockquote>
<p>In questi ultimi giorni comunque la notizia ha attirato anche i media internazionali. Con un <a title="Articolo in inglese" href="http://onewmphoto.posterous.com/rolling-stone-armenian-authorities-cracking-d">pezzo</a> – accompagnato da una foto scattata dall’editore di Global Voices per il Caucaso – <em>Unzipped</em>, per esempio, ha fatto sapere che persino la rivista <em>Rolling Stone </em>ha deciso di sollevare la questione.</p>
<div id="attachment_179900" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-179900" title="Festa della musica a Yerevan" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/12/Picture-033.jpg" alt="Festa della musica a Yerevan" width="500" height="335" /><p class="wp-caption-text">Foto © Onnik Krikorian</p></div>
<blockquote><p><a href="http://twitter.com/#!/unzippedblog/status/13658393638080513"> <em>Rolling Stone</em> ha appena pubblicato un articolo in merito all’attacco nei confronti degli emo in Armenia. Ridicolo il capo della polizia.[&#8230;] via @writepudding</a></p></blockquote>
<p>Tuttavia, nonostante il numero esiguo di emo presenti in Armenia, è stato creato un gruppo <em>Facebook </em> chiamato <a title="Pagina facebook in russo" href="http://www.facebook.com/home.php?sk=group_156798114352428&amp;notif_t=group_activity">United Emos of Armenia</a> [ru] per dare loro sostegno. In uno dei suoi primi post, <em>Unzipped </em> ha altresì notato che alcuni blogger locali hanno lanciato una propria campagna, “Anch’io sono emo”, con quello di <em>alkhhimik</em> che probabilmente è stato il post più creativo in merito. Il blogger, immediatamente riconoscibile per la testa rasata, ha pubblicato una sua <a title="Foto di alkhhmik" href="http://alkhimik.livejournal.com/308109.html">foto ritoccata</a> dove appare travestito da emo.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-179899" title="Foto di alkhhmik" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/12/screenshot.jpg" alt="Foto di alkhhmik" width="500" height="456" /></p>
<blockquote><p>Господин главный млица Армении решил, что ему отныне нечем заняться, посему надо начать отлавливать эмо. Вот здесь — предыстория, группа в фейсбуке. Комитет защиты эм в ярости!</p>
<p>Отвали от детишек, мужик!</p>
<p>Или и меня задержи, и с побоями увези в кутузку, ибо</p>
<p>Я — ЭМО!</p></blockquote>
<div class="translation">L’ufficiale Signor Milizia ha deciso di non dover avere nient’altro da fare, e ciò spiega la necessità di dare inizio alla caccia agli Emo.  Ecco cosa c’è dietro un gruppo Facebook. Il comitato di difesa Emo è arrabbiato. Giù le mani dai ragazzi! O arresti me o mi trascini a suon di botte alla stazione perché sono un EMO!</div>
<p>Secondo la stampa, il capo della polizia armena ha dichiarato che gli emo sono pericolosi - sebbene sia consapevole del fatto che siano poco più che una manciata nel Paese - poiché rappresentano una &#8220;seria minaccia per il gene della razza armena&#8221;.</p>
<p>Per tutta risposta, e al fine di mettere in luce come chiunque sia “differente” in Armenia venga subito marchiato negativamente, alcuni utenti di <em>Facebook </em>hanno preso diffondere il video di una canzone del gruppo pop-punk dei KED, intitolata “Es Emo Chem” (Io non sono Emo):</p>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/5PzdlVnnLls?fs=1&amp;hl=en_US" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/5PzdlVnnLls?fs=1&amp;hl=en_US" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/onnik-krikorian/' title='elenca tutti gli articoli di Onnik Krikorian'>Onnik Krikorian</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elena-pinnen/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Elena Pinnen'>Elena Pinnen</a></span></span> 
 &middot; <span class='source-link'><a href='http://globalvoicesonline.org/2010/12/12/armenia-police-target-emos/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a></span> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/12/armenia-gli-emo-nel-mirino-della-polizia-lattivismo-rilancia-anche-online/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Farmenia-gli-emo-nel-mirino-della-polizia-lattivismo-rilancia-anche-online%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Farmenia-gli-emo-nel-mirino-della-polizia-lattivismo-rilancia-anche-online%2F&#038;text=Armenia%3A+gli+%26%238220%3Bemo%26%238221%3B+nel+mirino+della+polizia%2C+l%26%2339%3Battivismo+rilancia+%28anche%29+online&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Farmenia-gli-emo-nel-mirino-della-polizia-lattivismo-rilancia-anche-online%2F&#038;title=Armenia%3A+gli+%26%238220%3Bemo%26%238221%3B+nel+mirino+della+polizia%2C+l%26%2339%3Battivismo+rilancia+%28anche%29+online' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Farmenia-gli-emo-nel-mirino-della-polizia-lattivismo-rilancia-anche-online%2F&#038;title=Armenia%3A+gli+%26%238220%3Bemo%26%238221%3B+nel+mirino+della+polizia%2C+l%26%2339%3Battivismo+rilancia+%28anche%29+online' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Farmenia-gli-emo-nel-mirino-della-polizia-lattivismo-rilancia-anche-online%2F&#038;title=Armenia%3A+gli+%26%238220%3Bemo%26%238221%3B+nel+mirino+della+polizia%2C+l%26%2339%3Battivismo+rilancia+%28anche%29+online' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Farmenia-gli-emo-nel-mirino-della-polizia-lattivismo-rilancia-anche-online%2F&#038;title=Armenia%3A+gli+%26%238220%3Bemo%26%238221%3B+nel+mirino+della+polizia%2C+l%26%2339%3Battivismo+rilancia+%28anche%29+online' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Costa Rica: &#8220;Gavitt&#8221;, l&#039;ultimo dei calypsoniani</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Dec 2010 05:30:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Pinnen</dc:creator>
				<category><![CDATA[America Latina]]></category>
		<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
		<category><![CDATA[Costa Rica]]></category>
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		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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		<description><![CDATA[Walter “Gavitt” Fergusson, considerato l'ultimo "calypsoniano" ancora in vita, è ormai il solo a conservare la memoria di Cahuita, nel sud caraibico della Costa Rica. L'artista canta della propria vita e della storia del suo paese natale; dalle piantagioni di cacao alla repubblica delle banane, dal Parco Nazionale alle destinazioni turistiche.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_180263" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-180263 " title="L'ultimo disco di Walter Ferguson" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/12/bombodee-cover.jpeg" alt="Ferguson" width="300" height="300" /><p class="wp-caption-text">Dr. Bombodee, ultimo album di Walter Ferguson</p></div>
<p>Walter “Gavitt” Fergusson, considerato l&#39;ultimo &#8220;calypsoniano&#8221; ancora in vita, è ormai il solo a conservare la memoria di <a title="Voce wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cahuita">Cahuita</a> [it], nel sud caraibico della Costa Rica. L&#39;artista canta della propria vita e della storia del suo paese natale; dalle piantagioni di cacao alla repubblica delle banane, dal Parco Nazionale alle destinazioni turistiche.</p>
<p>La storia di Walter Ferguson è raccontata in questo <a title="Guarda il documentario in spagnolo" href="http://audiovisuales.uned.ac.cr/mediateca/videos/247/fergusson-el-trovador-de-cahuita">documentario del 1999</a> [es, come tutti i link tranne ove diversamente segnalato] a cura della Universidad Estatal A Distancia  (<a title="Visita il sito in spagnolo" href="http://www.uned.ac.cr/">UNED</a>), che lo ha caricato e condiviso online. Nel documentario, Ferguson racconta di come ha imparato a suonare con strumenti presi in prestito, e di come sia rimasto affascinato dal calypso &#8220;alla vecchia maniera&#8221;, ascoltando cioè i vecchi calypsoniani sfidarsi in gare di rime. L&#39;artista chiarisce poi la fonte d’ispirazione di molte delle sue canzoni, che per la maggior parte prendono spunto da eventi accaduti nel suo villaggio, offrendo un vivido scorcio del vivere quotidiano a Cahuita e di un&#39;epoca in cui le notti al chiar di luna potevano ospitare concerti improvvisati, le strade erano in terra battuta e per affrontare le emergenze mediche bisognava nuotare fino alla città portuale di Limon.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="336" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="data" value="http://qik.com/swfs/qikPlayer4.swf" /><param name="name" value="PHPMotion V3" /><param name="bgcolor" value="FFFFFF" /><param name="flashvars" value="file=http://audiovisuales.uned.ac.cr/mediateca/uploads/YhPQjU0WxcWGXT1J0V5e.flv&amp;image=http://audiovisuales.uned.ac.cr/mediateca/uploads/player_thumbs/YhPQjU0WxcWGXT1J0V5e.jpg&amp;link=http://audiovisuales.uned.ac.cr/mediateca/videos/247/fergusson:-el-trovador-de-cahuita&amp;backgcolor=FFFFFF&amp;stretching=fill&amp;skin=http://audiovisuales.uned.ac.cr/mediateca/skins/Snel.swf&amp;autostart=false&amp;fullscreen=&amp;logo=http://audiovisuales.uned.ac.cr/mediateca/images/playerlogos/logo-player.png&amp;linktarget=_self" /><param name="src" value="http://audiovisuales.uned.ac.cr/mediateca/flvplayer.swf" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="allowfullscreen" value="false" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="336" src="http://audiovisuales.uned.ac.cr/mediateca/flvplayer.swf" allowfullscreen="false" wmode="transparent" flashvars="file=http://audiovisuales.uned.ac.cr/mediateca/uploads/YhPQjU0WxcWGXT1J0V5e.flv&amp;image=http://audiovisuales.uned.ac.cr/mediateca/uploads/player_thumbs/YhPQjU0WxcWGXT1J0V5e.jpg&amp;link=http://audiovisuales.uned.ac.cr/mediateca/videos/247/fergusson:-el-trovador-de-cahuita&amp;backgcolor=FFFFFF&amp;stretching=fill&amp;skin=http://audiovisuales.uned.ac.cr/mediateca/skins/Snel.swf&amp;autostart=false&amp;fullscreen=&amp;logo=http://audiovisuales.uned.ac.cr/mediateca/images/playerlogos/logo-player.png&amp;linktarget=_self" bgcolor="FFFFFF" name="PHPMotion V3" data="http://qik.com/swfs/qikPlayer4.swf"></embed></object></p>
<p>In questi ultimi 10 anni è accaduto di tutto: Walter Ferguson ha realizzato 2 dischi per l&#39;etichetta Papaya Music, che voleva ad ogni costo farlo incidere. Quando Ferguson dichiarò di non voler andare a San Jose per registrare, l&#39;etichetta dovette improvvisare uno studio di registrazione nella sua casa di Cahuita; è quanto racconta Roberto nel suo articolo <a title="Articolo in inglese" href="http://www.thesilverpeoplechronicle.com/2008/07/reign-of-walter-ferguson.html"><em>The Reign of Walter Ferguson</em>:</a> [en] (&#8221;Il Regno di Walter Ferguson&#8221;) apparso in <em>The Silver People Chronicles</em>:</p>
<blockquote><p>Furono letteralmente costretti a fare i salti mortali per incidere questo genio musicale portatile. Dovettero improvvisare uno studio di registrazione in una delle capanne della famiglia Ferguson, coprendo le pareti della stanza con dei materassi per alzare la temperatura della stanza al punto da isolare soltanto voce e chitarra. Contemporaneamente, dovettero zittire i cani e i pappagalli che stavano nel terrazza della casa del calipsoniano. Per far tacere i cani durante le registrazioni, dovettero dar loro grandi quantità di salsiccia. Fu solo così, tra rumori, umidità, la sua voce e la sua chitarra, che furono in grado di produrre la registrazione per Papaya Records.</p></blockquote>
<p>Molte persone sono solite andare a trovare il signor Gabitt al suo albergo di Cahuita, come potete vedere nel prossimo video, girato lo scorso ottobre: qui, un semplice incontro con Walter Ferguson merita di essere documentato e <a title="Guarda il video su youtube" href="http://www.youtube.com/watch?v=LCFUN6iEb2o">condiviso online</a>:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="295" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/LCFUN6iEb2o?fs=1&amp;hl=es_ES&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/v/LCFUN6iEb2o?fs=1&amp;hl=es_ES&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Anche l&#39;ultimo candidato alla Presidenza, Ottòn <a title="Guarda il video in spagnolo" href="http://www.youtube.com/watch?v=vHGvpkNwzYw">Solis</a>, è andato a trovarlo:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/vHGvpkNwzYw?fs=1&amp;hl=es_ES&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/vHGvpkNwzYw?fs=1&amp;hl=es_ES&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Le canzoni di Walter Ferguson raccontano la storia di Cahuita: dalla <em>monilia fungus, </em>che decimò la produzione regionale di cacao, all&#39;arrivo della United Fruit Company, e con essa del treno e delle piantagioni di banana, tutte rimaste per troppo poco tempo, e poi sparite di nuovo, lasciando i contadini ancora una volta di fronte alla crisi. Nei suoi testi leggiamo anche della creazione del Parco Nazionale, e di come l&#39;evento influì sulla comunità, costretta a lasciare le proprie terre perché venissero conservate, e di come ciò finì per modificare le basi di sussistenza, passate dall&#39;agricoltura al turismo.</p>
<p>La canzone <em>&#8220;Cabin in the Wata&#8221; </em>parla di un amico di Cahuita il quale, dopo aver ricevuto dal Governo la diffida a costruire sulle proprie terre - perché sarebbero entrate a far parte del Parco Nazionale - decise di costruire sul mare. Questa canzone è uscita come colonna sonora di una pubblicità della carta di credito <a title="Pubblicità Visa in spagnolo" href="http://www.youtube.com/watch?v=4YkBk04a-ZI">Visa</a> in cui appariva ogni sorta di marca, e si concludeva con lo slogan: &#8220;Vivi in questo mondo. Hai bisogno di Visa”. Jazmin Ross lo ha trovato un po&#39; strano, e nel 2006 ha <a title="Leggi il commento in spagnolo" href="http://www.caribenet.info/vivere_06_ross_ferguson.asp?l=">commentato</a> così:</p>
<blockquote><p>“Vivís en este mundo. Necesitás Visa”. Curiosamente la voz y la música que acompaña las imágenes que muestran un Buenos Aires glamoroso, hipermoderno, por el que se puede transitar sin restricciones con una tarjeta de crédito, pertenecen a un viejito caribeño de 86 años que nunca puso un pie en un estudio de grabación, jamás entró a una cadena de hamburguesas y su única relación con las computadoras es un calypso que les dedicó a esas “loras de vidrio” que lo volvieron loco dándole y quitándole una pensión.</p></blockquote>
<div class="translation">&#8220;Vivi in questo mondo. Hai bisogno di Visa&#8221;. Curiosamente la voce e la musica che accompagnano le immagini di una Buenos Aires alla moda, ipermoderna, in cui è possibile muoversi senza limiti grazie a una carta di credito, appartengono a un uomo caribico di 86 anni che non ha mai messo piede in uno studio di registrazione, non è mai entrato in un fast food, e la cui unica relazione ai computer fu realizzare un brano calypso dedicata a questi &#8220;pappagalli parlanti&#8221; che lo hanno reso pazzo dandogli e poi togliendogli la pensione&#8221;.</div>
<p>Un assaggio della sua musica può essere ascoltato in questo divertente video proveniente dall&#39;Argentina, dove la sua canzone &#8220;Rumba en Cahuita&#8221; sembra essere la compagna perfetta di una sorta di viaggio surreale in macchina.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Oj8xkdDMy_I?fs=1&amp;hl=es_ES&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/Oj8xkdDMy_I?fs=1&amp;hl=es_ES&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Quest&#39;anno, in onore di Walter Ferguson è stato organizzato a Cahuita un festival di arte e cultura a lui intitolato. Lo racconta Kimberly Barron in <a title="Leggi il post in inglese" href="http://eyeoncostarica.blogspot.com/2010/07/king-of-costa-rican-calypso-musicwalter.html">&#8220;Eye on Costa Rica&#8221;</a> [en]:</p>
<blockquote><p>Cahuita, piccola città turistica della costa caraibica meridionale del Costa Rica, ha in mente di organizzare un evento culturale, una festa annuale di danza, musica, gastronomia locale che celebrerà la cultura afro-costaricana. Si presume che il pezzo forte del festival sarà un concerto di musica calypso al Central Park di Cahuita, che ospiterà performer locali e musicisti da Limon e Puerto Viejo.</p></blockquote>
<p>In quello stesso articolo, Kimberly prosegue traducendo <a title="Leggi la traduzione in inglese" href="http://eyeoncostarica.blogspot.com/2010/07/king-of-costa-rican-calypso-musicwalter.html">un&#39;intervista</a><a> </a>[en] realizzata dal quotidiano nazionale La Nacion con Gavitt, nella quale l&#39;artista si trovava a parlare molto onestamente di diversi aspetti della propria vita. Ora Walter Ferguson va per i 90, è quasi del tutto cieco e non ha più voglia di fare musica, dal momento che - dice -mentre canta, il suono non esce come  lui vorrebbe.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/juliana-rincon-parra/' title='elenca tutti gli articoli di Juliana Rincón Parra'>Juliana Rincón Parra</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elena-pinnen/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Elena Pinnen'>Elena Pinnen</a></span></span> 
 &middot; <span class='source-link'><a href='http://globalvoicesonline.org/2010/12/13/costa-rica-the-history-of-a-village-in-calypso-songs/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a></span> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/12/costa-rica-gavitt-lultimo-dei-calypsoniani/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fcosta-rica-gavitt-lultimo-dei-calypsoniani%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fcosta-rica-gavitt-lultimo-dei-calypsoniani%2F&#038;text=Costa+Rica%3A+%26%238220%3BGavitt%26%238221%3B%2C+l%26%2339%3Bultimo+dei+calypsoniani&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fcosta-rica-gavitt-lultimo-dei-calypsoniani%2F&#038;title=Costa+Rica%3A+%26%238220%3BGavitt%26%238221%3B%2C+l%26%2339%3Bultimo+dei+calypsoniani' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fcosta-rica-gavitt-lultimo-dei-calypsoniani%2F&#038;title=Costa+Rica%3A+%26%238220%3BGavitt%26%238221%3B%2C+l%26%2339%3Bultimo+dei+calypsoniani' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fcosta-rica-gavitt-lultimo-dei-calypsoniani%2F&#038;title=Costa+Rica%3A+%26%238220%3BGavitt%26%238221%3B%2C+l%26%2339%3Bultimo+dei+calypsoniani' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fcosta-rica-gavitt-lultimo-dei-calypsoniani%2F&#038;title=Costa+Rica%3A+%26%238220%3BGavitt%26%238221%3B%2C+l%26%2339%3Bultimo+dei+calypsoniani' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Azerbaijan: usi, costumi e differenze di vita raccontati da visitatori attenti</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Dec 2010 04:20:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Pinnen</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando si vivono in un determinato Paese, le cose appaiono spesso scontate. Ma quando sono gli altri da fuori a scoprirle per la prima volta, allora emergono spesso prospettive inattese. E' il caso di diversi blogger in visita o residenti per qualche tempo nell'ex repubblica sovietica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_180270" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><img class="size-full wp-image-180270" title="foto Azerbaijan" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/12/azerbaijan-flag.jpg" alt="foto Azerbaijan" width="250" height="200" /><p class="wp-caption-text">Foto tratta da http://shekiazerbaijan.blogspot.com/</p></div>
<p>Per quanti vivono in un determinato Paese, talvolta parecchie cose possono apparire scontate. Ma quando sono gli altri da fuori a scoprirle per la prima volta, spesso sperimentando nuovi colori e tradizioni, allora il risultato molte volte finisce per offrire prospettive inattese. Per esempio, un lungo post su  <em>Meaning Full</em> racconta in modo approfondito un&#39;esperienza personale dell&#39;Azerbaijan, l’ex repubblica sovietica ricca di petrolio, toccandone diversi aspetti della vita, dalla cultura all’identità, alle riflessioni sull&#39;Islam e sulle differenze sessuali. La blogger portoghese dice di essersi sentita a volte come in una <a title="Pagina Blog Meaning Full in inglese" href="http://blog.humaneasy.com/paula/draft-impressions-from-azerbaijan/">favola</a> [en, <em>come gli altri link eccetto ove diversamente indicato</em>].</p>
<blockquote><p>Semplicemente non potevo immaginare che in qualche modo mi sarei sentita come &#8216;Alice nel Paese delle Meraviglie&#39; in un questo viaggio attraverso un Paese del tutto nuovo per me. Infatti, molte cose semplicemente non funzionano secondo la stessa logica a cui ho sempre fatto riferimento, ma, nonostante ciò, rimane un Paese incredibile, abitato da un popolo gentile, caldo e accogliente.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>La cosa immediatamente evidente, almeno nei villaggi interni dell’Azeribaijan, […] è l’abbondanza, la prevalenza e la concentrazione di uomini. Uomini, uomini, uomini ovunque. Poche le donne in strada, poche donne che fanno qualcosa, almeno all&#39;esterno, assai poche quelle che lavorano negli hotel.[&#8230;]</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>L’Azerbaijan sembra voler essere un Paese moderno a tutti i costi. L’ho percepito diverse volte, sotto molteplici aspetti. Sembra che il governo e le strutture officiali vogliano stare al passo e “saltare sul treno” del mondo esterno. Di solito si pensa che l’Azerbaijan sia una nazione “islamica moderata”. Una delle prime cose che ho chiesto a Rachad, la nostra guida Azeri, è stata su cosa avessi dovuto indossare. Pantaloncini corti? Posso mettere magliette senza maniche? L’Azerbaijan è un Paese moderno! – mi ha risposto.</p></blockquote>
<p>Nonostante ciò, la blogger ammette anche di aver avuto qualche remora sulla sicurezza, prima dell’arrivo, anche se queste sono poi scomparse una volta arrivata. Pur avendo rilevato i problemi classici di un Paese moderatamente islamico, è rimasta affascinata dalla vibrante energia della capitale <a title="Pagina Blog Meaning Full in inglese" href="http://blog.humaneasy.com/paula/draft-impressions-from-azerbaijan/">Baku</a> e dei suoi residenti.</p>
<blockquote><p>Una volta nella capitale, Baku, non avevo la pallida idea di come sarebbe stata. Ero preoccupata, non sapendo se fosse sicuro camminare da sola in città. Preoccupazioni subito svanite quando la mia collega Farida mi propose una visita guidata. Ebbi l’opportunità di vedere con piacere le zone pedonali della città. Così tante donne e bambini, famiglie a passeggio, rilassate e semplicemente in giro a godersi la città. Così tanti giochi d’acqua e parchi per rinfrescarsi, e di notte così tante persone a passeggio sulla riva del calmo Mar Caspio. […] Ho sentito il battito di una città che si muoveva e respirava a ritmo collettivo, mentre la gente si godeva davvero la città.</p></blockquote>
<p>Tuttavia molti stranieri nel Paese spesso sollevano con forza la questione dei ruoli femminili e maschili. Riportando un’esperienza avuta con la matriarca della famiglia in cui viveva, e che chiamava affettuosamente “mamma”, <em>Making Wool from Eggs</em>, il blog di un volontaria dei Peace Corps in Azerbaijan, nota ciò che la <a title=":&quot;Blog" href="http://morganstuart2010.wordpress.com/2010/12/09/cooking-and-marriage/">società</a> esige dalle donne:</p>
<blockquote><p>[&#8230;]La settimana prima del giorno del Ringraziamento decisi di fare una torta per la mia famiglia.</p>
<p>[&#8230;] Arrivate a casa mia, cominciai a fare l’impasto, mentre Alise sbucciava le mele. Mia madre ci guardò intensamente rimanendo particolarmente colpita dalla mia abilità nel fare e stendere l’impasto. Ne rimase così affascinata da dire: “Ci sai fare, eh!&#8221;. Aggiungendo che &#8220;ero pronta per il matrimonio&#8221;. Qui quando una donna sa cucinare vuole dire che è pronta per il matrimonio e può cucinare per il marito. Però la mia amica Alise non è ancora pronta per il matrimonio. A mia madre non piace il modo in cui sbuccia le mele [&#8230;]</p></blockquote>
<p>Ciò nonostante, gli stranieri restano colpiti anche dalla sua vita semplice. <em>Dream it, Plan it and Do it! </em>, un altro blogger dei Peace Corps, condivide le sue <a href="http://tiffanycmc.blogspot.com/2010/12/my-life-in-azerbaijan-living-in-dream.html">considerazioni</a> sulle differenze tra i modi di vita dell’Azerbaijan e degli USA.</p>
<blockquote><p>Ogni giorno ho il tempo di leggere, scrivere, lavorare, cucinarmi la colazione, il pranzo e la cena. Ho il tempo di fare quotidianamente un po’ di attività fisica, di fare shopping nel bazar e persino di mettere al forno una torta. Il mio orario di lavoro in banca va dalle 9:30 della mattina alle 4.00 del pomeriggio. Non ci sono scadenze, nessuna pressione, nessun capo che mi rende la vita miserabile e assolutamente nessun lavoro durante i fine-settimana. Quanto a vita materiale e stile di vita lussuoso, lo ammetto, non posseggo nulla. [&#8230;] Ma è questa vita semplice che mi mantiene in forma e soddisfatto. Mi guardo allo specchio la mattina, la forte umidità di questo Paese mi fa scomparire le rughe, l&#39;esercizio fisico quotidiano mi rende forte, equilibrato, senza grasso, e una dieta senza colesterolo è perfetta. E meglio non dimenticare che un ambiente senza stress mi aiuta a mantenere un modo di fare positivo. Mi sento sempre più giovane e felice ogni giorno che passa.</p>
<p>Forse sto proprio vivendo in un sogno.[&#8230;]</p></blockquote>
<div id="attachment_180272" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://www.flickr.com/photos/peacecorps/4843882241/"><img class="size-full wp-image-180272" title="foto mercato" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/12/market.jpg" alt="Foto mercato" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Volontario dei Peace Corps in un mercato locale.</p></div>
<p>Sulla stessa lunghezza d’onda, sul blog <em>From the Land of Fire</em>, una ex volontaria del Peace Corps richiama alla mente i bei ricordi degli oltre tre anni trascorsi nel Paese, spiegando che dopo il tempo trascorso lì ha dovuto letteralemente riprogrammare le <a title="Post in inglese" href="http://raechellewatkins.blogspot.com/2010/12/homesick-for-azerbaijan.html">priorità</a> della vita.</p>
<blockquote><p>[&#8230;] Mi ritrovo ad avere nostalgia di molte piccole cose dell’Azerbaijan, tanto da sentirmi frustrata nel riadattarmi alla vita negli USA. Spesso mi sento fuori luogo qui, dopo aver passato così tanto tempo all’estero.</p>
<p>Mi mancano i prodotti freschi a poco costo che avevo ogni giorno. Mi mancano i mezzi pubblici, arrugginiti, vecchi, e veloci fino all’assurdo che mi portavano ovunque volessi andare in città per soli 20 qepik [&#8230;]. Mi manca avere un lavoro, un posto dove andare per sentire che valgo qualcosa, che il mio lavoro è importante e ha significato. Mi manca il mio superiore e i miei colleghi di lavoro, mi manca avere un posto dove andare ogni giorno</p>
<p>[&#8230;]. Mi manca il fatto di sentirmi parte di una comunità.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>A volte qui in America tendiamo a pensare che la vita è migliore rispetto a quella di altri posti. [&#8230;] In tutta franchezza, la vita in Azerbaijan era assai semplice, e mi ha insegnato a godermi la vita. Provo nostalgia per l’Azerbaijan.</p></blockquote>
<p>È vero, in un Paese come l’Azerbaijan uno straniero ha la fortuna di condurre una vita privilegiata, migliore di quella della maggior parte dei locali, che anzi hanno grosse difficoltà ad andare avanti per diversi motivi, ma gli stranieri offrono comunque un’immagine colorata della vita, talvolta data per scontata e dimenticata da molti soprattutto durante un periodo di transizione spesso alquanto doloroso.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/aygun-janmammadova/' title='elenca tutti gli articoli di Aygun Janmammadova'>Aygun Janmammadova</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elena-pinnen/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Elena Pinnen'>Elena Pinnen</a></span></span> 
 &middot; <span class='source-link'><a href='http://globalvoicesonline.org/2010/12/13/azerbaijan-looking-in-from-the-outside/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a></span> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/12/azerbaijan-usi-e-costumi-raccontati-da-una-visitatrice-attenta/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fazerbaijan-usi-e-costumi-raccontati-da-una-visitatrice-attenta%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fazerbaijan-usi-e-costumi-raccontati-da-una-visitatrice-attenta%2F&#038;text=Azerbaijan%3A+usi%2C+costumi+e+differenze+di+vita+raccontati+da+visitatori+attenti&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fazerbaijan-usi-e-costumi-raccontati-da-una-visitatrice-attenta%2F&#038;title=Azerbaijan%3A+usi%2C+costumi+e+differenze+di+vita+raccontati+da+visitatori+attenti' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fazerbaijan-usi-e-costumi-raccontati-da-una-visitatrice-attenta%2F&#038;title=Azerbaijan%3A+usi%2C+costumi+e+differenze+di+vita+raccontati+da+visitatori+attenti' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fazerbaijan-usi-e-costumi-raccontati-da-una-visitatrice-attenta%2F&#038;title=Azerbaijan%3A+usi%2C+costumi+e+differenze+di+vita+raccontati+da+visitatori+attenti' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fazerbaijan-usi-e-costumi-raccontati-da-una-visitatrice-attenta%2F&#038;title=Azerbaijan%3A+usi%2C+costumi+e+differenze+di+vita+raccontati+da+visitatori+attenti' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Madagascar: l&#039;ultimo saluto al poeta e artista Elie Rajaonarison</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Dec 2010 04:32:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Pinnen</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il poliedrico artista, nonché nota figura del mondo culturale e politico locale, è scomparso il il 27 novembre scorso. Non mancano le testimonianze online.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Elie Rajaonarison, poeta malgascio, è deceduto il 27 Novembre scorso. Artista valido e poliedrico, Elie Rajaonarison si è cimentato con successo  anche nel campo della fotografia e del cinema. Laureato in antropologia e docente presso l&#39;Università di Antananarivo, Rajaonarison ha pubblicato una raccolta di poesie, intitolata &#8220;Ranitra&#8221;, e tradotto in lingua malgascia il poeta francese Jacques Prevert. È stato inoltre Segretario della Cultura, e per una volta anche consigliere del precedente Presidente Marc Ravalomanana durante le violenze politiche del 2002 a seguito delle elezioni presidenziali, e che portarono alle dimissioni e al successivo esilio a Parigi dell&#39;allora Presidente <a title="Voce su Wikipedia in Italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Didier_Ratsiraka">Didier Ratsiraka</a> [it].</p>
<p>I blogger locali ne tracciano un ricordo.</p>
<p><a title="Omaggio di A. Ndimby in francese" href="http://www.madagascar-tribune.com/Hiteny-aho-hiteny-hommage-a- Elie,15145.html">Ndimby </a>[fr], che di solito scrive di politica, stavolta è stato davvero lirico:</p>
<blockquote><p>&#8220;Elie était un homme profondément enraciné dans la culture de son pays natal, qu’il a su sublimer dans la magie de ses mots, de ses idées et de ses actes. Dans quelques jours, son corps va rejoindre cette terre qu’il aimait tant, tandis que son âme va s’envoler dans les airs à la rencontre de son immortalité.&#8221;</p></blockquote>
<div class="translation">&#8220;Elie è stato uomo profondamente radicato in quella cultura natale che sublimò con la magia delle proprie parole, idee e azioni. Nel giro di due giorni, il suo corpo si ricongiungerà a quella terra che amò così tanto, e la sua anima volerà nei cieli per incontrare l&#39;immortalità&#8221;.</div>
<p><a title="Pagina di Attualità Culturale di Pierre Maury in francese" href="http://cultmada.blogspot.com/2010/11/pour-saluer-elie-rajaonarison.html">Pierre Maury</a> [fr] ha pubblicato un&#39;intervista avuta con Rajaonarison nel 2002, mentre quest&#39;ultimo partecipava allo  <a title="Sito Università Iowa  in inglese" href="http://www.uiowa.edu/~iww/">Writers&#39; Workshop</a> [en] presso la University dello Iowa (Usa), insieme a poeti e scrittori di altri Paesi.</p>
<p>Durante l&#39;incontro, Elie Rajaonarison esortò gli scrittori malgasci a partecipare alla vita del mondo e ad uscire dalla propria insularità.</p>
<blockquote><p>&#8220;La plupart des pays présents ici font l&#39;effort de traduire leurs œuvres, de les intégrer aux mainstreams culturels de notre temps. Notre contexte insulaire ne doit pas être perçu comme négatif. Au contraire. Nous avons la chance d&#39;avoir le sens de l&#39;enracinement en même temps que du voyage comme tous les insulaires. Le questionnement identitaire est déjà bien engagé, il doit continuer de nous interpeller. Il est temps maintenant de &#8220;voyager&#8221;. Le temps est venu d&#39;aller voir ailleurs et de nous faire voir ailleurs (sans jeu de mot malvenu), en deux mots: d&#39;exister! Figurer en bonne place sur la carte littéraire mondiale. Nous avons tous les atouts pour réussir ce pari: une littérature en langue nationale bien établie et qui ne cesse de se développer, la maîtrise de la langue française que l&#39;intelligentsia s&#39;est appropriée, le penchant &#8220;naturel&#8221; des Malgaches à apprendre les langues étrangères et notamment l&#39;anglais, le développement des Ntic dont la jeunesse urbaine branchée est friande mais qui va s&#39;étendre à toutes les couches sociales et dans toutes les régions. Autant d&#39;atouts, autant d&#39;essais qu&#39;il s&#39;agit maintenant de transformer par la traduction de nos œuvres en langues étrangères car le Monde nous attend et il a besoin de nous pour exister, lui aussi.&#8221;</p></blockquote>
<p class="translation">&#8220;La maggior parte dei Paesi qui presenti [all&#39;IWP workshop] si sforzano di tradurre le proprie opere, di integrarle nel circuito culturale del nostro tempo. La nostra situazione insulare non dovrebbe essere percepita come negativa. Al contrario. Abbiamo l&#39;opportunità di avere allo stesso tempo il senso sia del radicamento sia del viaggio, come tutti gli isolani. L&#39;indagine sull&#39;identità è stata ben avviata, e deve continuare a interrogarci. Ma adesso è ora di &#8220;viaggiare&#8221;. Ora è tempo di farci vedere e di vedere verso qualche altra parte, in poche parole: è arrivato il momento di esistere! Di conquistarci un posto nella mappa letteraria del mondo. Abbiamo tutte le carte in regola per vincere questa scommessa: una letteratura ben affermata scritta nella nostra lingua nazionale che continua a produrre, una padronanza del francese di cui la nostra intellighenzia si è opportunamente appropriata, il dono naturale dei malgasci di imparare le lingue, con particolare riguardo per l&#39;inglese, uno sviluppo della tecnologia informatica di cui la gioventù urbana fa avido uso, ma che si estenderà a breve anche a tutte le classi sociali e a tutti i gruppi religiosi. Molte risorse, molte occasioni che abbiamo ora per trasformarci traducendo le nostre opere in lingue straniere perché il Mondo ci aspetta e ha bisogno anche di noi per esistere.&#8221;</p>
<p><a>SipaKV</a> [en] rilancia invece su “Ranitra” (1992), la sola raccolta di poesie pubblicata da Elie Rajaonarison, nonostante a quella data avesse già scritto oltre 500 poesie.</p>
<blockquote><p>Ma la mia preferita è il gioco di parole insito nel titolo &#8220;Ranitra&#8221;, come spiega l&#39;autore della postfazione.</p>
<p>Ranitra, come aggettivo che significa &#8220;acuto&#8221;, può ferire, e però può al contempo significare &#8220;intelligente&#8221;.</p>
<p>Ranitra intesa come radice può inoltre voler dire &#8220;prendere in giro&#8221;, come il verbo &#8220;provocare&#8221;, &#8220;irritare&#8221;.</p>
<p>Infine, Ranitra significa anche &#8220;amico&#8221;, in lingua merina, amico segreto come in &#8220;amante&#8221;, <em>vary ranitra</em>.</p>
<p>E una bella poesia dai toni amari, che provo a tradurre qui. In tale componimento diventa lampante il perché Elie Rajaonarison volle le se poesie recitate e scandite ad alta voce. L&#39;ho scelta per una precisa ragione, che voi potrete facilmente capire facendo particolare attenzione alla sua data di creazione.</p>
<p>Più amaro è il morso della rabbia<br />
che ti sveglia la mattina<br />
ti tiene sveglio di notte<br />
Più amaro è il prezzo del sudore<br />
che tu nemmeno noti<br />
vuoto e non aiutato da<br />
rinsecchito e grato<br />
!&#8230;<br />
E&#39; persino più duro<br />
non sollevarsi, schiacciato dalle proteste<br />
non sognare, pietrificato dalla debolezza,<br />
non rassegnarsi, di vedute ristrette.</p>
<p>Amaro è tutto questo!</p>
<p>Nel buio di ogni giorno<br />
brilla la Luce<br />
si alza la Gioia<br />
inonda e vince la bile-che-non-si-copre</p>
<p>poi si alzano i cori dei pronti<br />
a vincere ogni giorno<br />
a porre i propri raggi all&#39;eredità della storia<br />
&#8230;<br />
Cantate o colline<br />
come colei, la più bella<br />
che si solleva ininterrottamente invincibile in guerra<br />
Madagascar</p>
<p><em>Scritta da Elie Rajaonarison il 15 Agosto 1990, un anno e cinque giorni dopo il massacro di <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_del_Madagascar">Iavoloh</a> [it]</em>.</p></blockquote>
<p>Elie Rajaonarison lascia una moglie, tre figlie e parecchi nipoti.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/mialy-andriamananjara/' title='elenca tutti gli articoli di Mialy Andriamananjara'>Mialy Andriamananjara</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elena-pinnen/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Elena Pinnen'>Elena Pinnen</a></span></span> 
 &middot; <span class='source-link'><a href='http://globalvoicesonline.org/2010/12/01/elie-rajaonarison-renowned-malagasy-artist-has-passed/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a></span> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/12/madagascar-lultimo-saluto-allartista-elie-rajaonarison/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fmadagascar-lultimo-saluto-allartista-elie-rajaonarison%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fmadagascar-lultimo-saluto-allartista-elie-rajaonarison%2F&#038;text=Madagascar%3A+l%26%2339%3Bultimo+saluto+al+poeta+e+artista+Elie+Rajaonarison&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fmadagascar-lultimo-saluto-allartista-elie-rajaonarison%2F&#038;title=Madagascar%3A+l%26%2339%3Bultimo+saluto+al+poeta+e+artista+Elie+Rajaonarison' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fmadagascar-lultimo-saluto-allartista-elie-rajaonarison%2F&#038;title=Madagascar%3A+l%26%2339%3Bultimo+saluto+al+poeta+e+artista+Elie+Rajaonarison' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fmadagascar-lultimo-saluto-allartista-elie-rajaonarison%2F&#038;title=Madagascar%3A+l%26%2339%3Bultimo+saluto+al+poeta+e+artista+Elie+Rajaonarison' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Fmadagascar-lultimo-saluto-allartista-elie-rajaonarison%2F&#038;title=Madagascar%3A+l%26%2339%3Bultimo+saluto+al+poeta+e+artista+Elie+Rajaonarison' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>India: giochi e danze anche per le donne sposate, ma per un giorno soltanto</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Dec 2010 03:51:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Pinnen</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Asia meridionale]]></category>
		<category><![CDATA[Citizen Media]]></category>
		<category><![CDATA[Donne & Genere]]></category>
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		<description><![CDATA[Grazie a India Unheard, organizzazione che offre formazione ai social media i membri di minoranze o comunità emarginate, emergono alcuni video che illustrano la rara opportunità concessa alle donne sposate di poter celebrare certe festività in pubblico, senza incorrere nel rischio della censura o di reprimende locali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il progetto <a title="Sito di India Unheard in inglese" href="http://indiaunheard.videovolunteers.org/devidas/tribal-festival-celebrates-femininity/">India Unheard</a> [en, <em>come tutti i link successivi</em>] racconta di due festività in diverse aree del Paese durante le quali le donne sposate delle comunità tribali possono, per un giorno soltanto, giocare e danzare in pubblico senza incorrere nel rischio della censura.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/12/1838827739_8174beb98e.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-179483" title="Danza  classica indiana" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/12/1838827739_8174beb98e.jpg" alt="Danza classica indiana" width="500" height="333" /></a><small><a title="Danza classica indiana" href="http://www.flickr.com/photos/photowannabe/1838827739/">Danza classica indiana</a> a Kerala di <a href="http://www.flickr.com/photos/photowannabe/">Steve Cox</a>, ripresa con licenza <a title="Licenza Creative Commons" href="http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/deed.en">Creative Commons Attribution</a></small></p>
<p>Nel post <a title="Articolo in inglese " href="http://indiaunheard.videovolunteers.org/devidas/tribal-festival-celebrates-femininity/">Tribal Festival Celebrates Femininity </a>, <a title="Posts di Devidas Gaonkar" href="http://indiaunheard.videovolunteers.org/author/devidas/">Devidas Gaonkar</a> spiega come, a causa della struttura patriarcale ancora centrale in tante comunità tribali, esistano davvero poche occasioni in cui le donne possano lasciare i propri lavori e doveri domestici, e come, pertanto, per quest&#39;ultime tale festival costituisca un&#39;occasione per stare assieme e divertirsi. Devidas è cresciuto osservando la madre e la sorella godersi questo giorno, comprendendo così l&#39;importanza di dover dare alle donne l&#39;opportunità di partecipare alle festività, nella stessa maniera in cui viene permesso agli uomini.</p>
<p>Il <a title="Dhillo" href="http://www.youtube.com/watch?v=sy83wAUEWts">video che segue</a>, realizzato da Devidas Gaonkar, mostra i festeggiamenti per Dhillo, riservati al giorno precedente di quelli per Diwali, a Cotigao, nell&#39;area di Goa:</p>
<blockquote><p>&#8216;Dhillo&#39; è il nome di un feticcio di argilla o sterco di mucca fatto dalle donne a significare la divinità; viene posto nel &#8216;maand&#39; del villaggio (palco o spazio riservato a manifestazioni o festival), ove le donne iniziano a eseguire le danze locali, note come &#8216;khel&#39; (gioco).</p></blockquote>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="295" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/sy83wAUEWts?fs=1&amp;hl=es_ES&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/v/sy83wAUEWts?fs=1&amp;hl=es_ES&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p>Un&#39;altra volontaria di <em>India Unheard</em>, stavolta della regione del Maharashtra, parla di un giorno simile durante il quale le donne della comunità possono finalmente <a title="Video Maharashtra" href="http://www.youtube.com/watch?v=KUW0PyiHSxk">ballare e divertirsi</a>:</p>
<blockquote><p>Nella regione rurale di Mahasrashtra dove vive Rohini, che realizzato il video, le donne sono trattate come inferiori rispetto agli uomini. Infatti, mentre quest&#39;ultimi sono liberi di fare qualsiasi cosa vogliano, il raggio d&#39;azione delle donne è profondamente limitato, dovendo oltretutto prendersi la briga di richiedere ai membri della famiglia uno speciale permesso solo per metter piede fuori di casa. In particolare, il divieto riguarda attività quali cantare, ballare o giocare in pubblico. Quante lo fanno comunque vengono guardate dall&#39;alto in basso, come donne di scarsa statura morale. Tuttavia una volta all&#39;anno - durante la festa di Nagpanchami - tale sbarra viene alzata ed è previsto che le donne danzino e prendano parte ai giochi collettivi.</p></blockquote>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="295" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/KUW0PyiHSxk?fs=1&amp;hl=es_ES&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/v/KUW0PyiHSxk?fs=1&amp;hl=es_ES&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<p><a title="Info su India Unheard" href="http://indiaunheard.videovolunteers.org/about/">India Unheard</a> è un servizio d&#39;informazione locale promosso da <a title="Programma Video Volunteers in inglese" href="http://www.videovolunteers.org/">Video Volunteers</a>, organizzazione che si prefigge di formare professionalmente i membri della comunità, al fine di farli diventare dei corrispondenti, delle persone cioè in grado di raccontare, attraverso video, SMS o altri social media, le storie uniche delle proprie minoranze o delle comunità emarginate.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/juliana-rincon-parra/' title='elenca tutti gli articoli di Juliana Rincón Parra'>Juliana Rincón Parra</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/elena-pinnen/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Elena Pinnen'>Elena Pinnen</a></span></span> 
 &middot; <span class='source-link'><a href='http://globalvoicesonline.org/2010/12/10/india-one-day-women-can-play-and-dance/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a></span> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/12/india-giochi-e-danze-anche-per-le-donne-sposate-ma-per-un-giorno-soltanto/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Findia-giochi-e-danze-anche-per-le-donne-sposate-ma-per-un-giorno-soltanto%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Findia-giochi-e-danze-anche-per-le-donne-sposate-ma-per-un-giorno-soltanto%2F&#038;text=India%3A+giochi+e+danze+anche+per+le+donne+sposate%2C+ma+per+un+giorno+soltanto&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Findia-giochi-e-danze-anche-per-le-donne-sposate-ma-per-un-giorno-soltanto%2F&#038;title=India%3A+giochi+e+danze+anche+per+le+donne+sposate%2C+ma+per+un+giorno+soltanto' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Findia-giochi-e-danze-anche-per-le-donne-sposate-ma-per-un-giorno-soltanto%2F&#038;title=India%3A+giochi+e+danze+anche+per+le+donne+sposate%2C+ma+per+un+giorno+soltanto' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Findia-giochi-e-danze-anche-per-le-donne-sposate-ma-per-un-giorno-soltanto%2F&#038;title=India%3A+giochi+e+danze+anche+per+le+donne+sposate%2C+ma+per+un+giorno+soltanto' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F12%2Findia-giochi-e-danze-anche-per-le-donne-sposate-ma-per-un-giorno-soltanto%2F&#038;title=India%3A+giochi+e+danze+anche+per+le+donne+sposate%2C+ma+per+un+giorno+soltanto' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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