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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Donatella Gagliano</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Palestina: polizia israeliana impedisce l&#039;apertura del Festival della Letteratura</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/05/palestina-polizia-israeliana-impedisce-lapertura-del-festival-della-letteratura/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/05/palestina-polizia-israeliana-impedisce-lapertura-del-festival-della-letteratura/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 27 May 2009 01:14:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donatella Gagliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[L'apertura dell'iniziativa culturale itinerante, che interessa la Cisgiordania dal 23 al 28 maggio, è stata rovinata quando la polizia ha ordinato la chiusura del teatro dove si stava svolgendo l'evento. Di seguito, alcune reazioni (anche preoccupate) sui blog e via Twitter.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/lasto-adri/">Eman AbdElRahman</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/donatellag/'>Donatella Gagliano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/05/26/palestine-israeli-armed-police-disrupt-literature-festival/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Il <a title="Sito originale del festival in inglese" href="http://www.palfest.org/">Festival Palestinese della Letteratura</a> [in] è un&#39;iniziativa culturale itinerante che attraversa la Cisgiordania, in Palestina, dal 23 al 28 maggio.</p>
<p>L&#39;obiettivo è quello di avvicinare scrittori e artisti di tutto il mondo al pubblico palestinese, per organizzare festival culturali con partecipazione locale e internazionale. Vengono inoltre organizzati seminari con gli studenti delle università palestinesi e la collaborazione di docenti universitari.</p>
<p>Secondo gli <a title="Sito originale del festival  in inglese" href="http://www.palfest.org/index.html">organizzatori</a> [in] dell&#39;evento:</p>
<blockquote><p>Poiché a causa dell&#39;occupazione militare i palestinesi hanno difficoltà a spostarsi nel proprio Paese, sarà il Festival ad andare dal pubblico. Si fermerà a Ramallah, a Jenin, a Hebron e a Betlemme. Per festeggiare il suo turno annuale come capitale della cultura araba, il festival inizierà e terminerà a Gerusalemme. E per quella parte di pubblico che non possiamo raggiungere fisicamente, stiamo ideando altri modi per avvicinarlo al festival: dai blog ai video giornalieri e agli aggiornamenti su Twitter, si trovano tutti sul nostro sito.</p>
</blockquote>
<p>L&#39;apertura del Festival non è andata liscia come ci si aspettava e la prima serata <a title="Messaggio su Twitter in inglese" href="http://twitter.com/PalFest/status/1893986332"> è stata bloccata</a> [in] dalle <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.guardian.co.uk/world/2009/may/24/israeli-police-close-palestinian-theatre">forze dell&#39;ordine israeliane</a> [in].</p>
<div id="attachment_76439" class="wp-caption aligncenter" style="width: 377px;"><a href="http://twitter.com/PalFest/status/1893986332"><img class="size-full wp-image-76439" title="Il primo 'tweet' del Palfest sulle intimidazioni isrealiane al festival" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/05/palfest.png" alt="Il primo 'tweet' del Palfest sulle intimidazioni isrealiane al festival" width="367" height="149"></a>
<p class="wp-caption-text">Il primo &#8216;tweet&#39; del Palfest sulle intimidazioni isrealiane al festival</p>
</div>
<p><small>[Palfest: Serata d&#39;apertura chiusa dall&#39;esecrito. In corso spostamento in massa all&#39;Istituto francese]. </small></p>
<p><em>Dan-Chyi Chua</em> ha preso parte al festival dalla Cina e in un post intitolato “<a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.theasiamag.com/blog-types/100days/-jerusalem-to-the-west-bank/reality-check-or-how-to-hold-a-festival-under-occupat"><em>Controllo della realtà, ovvero come gestire un festival sotto l&#39;occupazione</em></a>” [in] racconta i dettagli dell&#39;arrivo dell&#39;esercito israeliano che ha posto fine all&#39;evento pistole alla mano. Aggiunge inoltre delle riflessioni personali sull&#39;accaduto:</p>
<blockquote><p>A dire il vero non trovo una cattiva idea quella di arrivare in Cisgiordania, mettere da parte le idee, le motivazioni e le percezioni che ci siamo portati dietro in questo viaggio come un bagaglio, e ascoltare le storie di chi vive qui. Le voci dei palestinesi sono già controllate a sufficienza, senza che arrivi qualcuno dall&#39;esterno a soffocarle ulteriormente.</p>
</blockquote>
<div id="attachment_76441" class="wp-caption aligncenter" style="width: 372px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/palfest/3560189733/in/set-72157618736158104/"><img class="size-full wp-image-76441" title="Deborah Moggach legge nella nuova sede dell'evento" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/05/3560189733_2a92f1b8d0.jpg" alt="Deborah Moggach legge nella nuova sede dell'evento" width="362" height="241"></a>
<p class="wp-caption-text">Deborah Moggach legge nella nuova sede dell&#39;evento</p>
</div>
<p>Il romanziere egiziano, <em>Ahdaf Soueif</em>, che ha partecipato al festival, conclude il suo intenso <a title="Post originale in inglese" href="http://www.palfest.org/authorsblog.html">post</a> [in] con questa frase:</p>
<blockquote><p>Oggi, amici, abbiamo avuto un chiaro esempio di quale sia la nostra missione: confrontare la cultura del potere con il potere della cultura.</p>
</blockquote>
<p><em>English PEN World Atlas</em>, nel dare risonanza alla citazione della Cultura contro Potere di Ahdaf Soueif, pubblica un <a title="Guarda il video nel blog originale" href="http://penatlas.blogspot.com/2009/05/palfest-09-culture-vs-power.html">video</a> [in] tratto dalla serata di apertura.</p>
<p>Inutile aggiugnere che non c&#39;è voluto molto perché da tutto il mondo la gente cominciasse <a title="Ricerca su Twitter in inglese" href="http://search.twitter.com/search?q=palfest">a rilanciare su Twitter</a> [in]  quanto accaduto.</p>
<p>Ecco un&#39;istantanea di alcune delle reazioni su Twitter:</p>
<div id="attachment_76663" class="wp-caption aligncenter" style="width: 442px;"><img class="size-full wp-image-76663" title="Reazioni al Palfest su Twitter" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/05/pal.png" alt="Reazioni al Palfest su Twitter" width="432" height="202">
<p class="wp-caption-text">Reazioni al Palfest su Twitter</p>
</div>
<p><small>[- Meedan: parli arabo? @Palfest ha bisogno di aiuto per tradurre i resconti dal tour letterario della Palestina; contattate @Meedan per dettagli.<br />
- Checkpoint303: guardate queste spezzone video al confine giordano-palestinese e la polizia israeliana che chiude @Palfest e l&#39;aiuto della FCC.<br />
- bedouina: segui gli eventi del Festival Palestinese della Letteratura su YouTube, fot su Flickr, Ttwitter @ chkpts, Facebook.<br />
- palestinethink: chiuso Palfest da poliziotti israeliani armati: l&#39;autore britannico Michael Palin al Secondo Festival Annuale Palestinese.]</small></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Kuwait: elezioni storiche: quattro donne in Parlamento</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/05/kuwait-elezioni-storiche-quattro-donne-in-parlamento/</link>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2009 05:16:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donatella Gagliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arabo]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Evento storico e inatteso all'indomani delle elezioni politiche: ben quattro le donne elette al Parlamento (Dr. Aseel Al-Awadi, Dr. Rola Dashti, Dr. Salwa Al-Jassar e Dr. Masouma Mubarak)! Questo post da 'edizione speciale per le elezioni' offre un'ampia panoramica sulle reazioni - alcune assai entusiaste - della blogosfera locale. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/amer-al-hilal/">Amer Al-Hilal</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/donatellag/'>Donatella Gagliano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/05/19/kuwait-election-history-four-women-win-parliament-seats/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>La febbre delle elezioni ha travolto il Kuwait, culminando in un evento storico e decisivo per la nazione! Il Kuwait si aspettava che al massimo una o due donne sarebbero arrivate in Parlamento invece ce l&#39;hanno fatta in quattro (Dr. Aseel Al-Awadi, Dr. Rola Dashti, Dr. Salwa Al-Jassar e Dr. Masouma Mubarak)! Questo post da &#8216;edizione speciale per le elezioni&#39; raccoglie le reazioni della blogosfera kuwaitiana.</p>
<p>Partiamo con <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://themcode.wordpress.com/2009/05/14/freedom-and-democracy/"><em>The M Code</em></a>[in] che in un post intitolato <em>‘Libertà e Democrazia&#39; </em> rimprovera (prima dei risultati elettorali) il cattivo uso della democrazia in Kuwait:</p>
<blockquote><p>Non credo che libertà e democrazia debbano compiacere la maggioranza ignorando la minoranza, e non credo che debbano compiacere la minoranza ignorando la maggioranza. Pensa che debbano accontentare sia la minoranza che la maggioranza, fornendo alla gente non una sola ma molte possibilità. Per esempio, invece di forzare la divisione in ogni scuola dovrebbero esserci scuole separate per chi vuole la separazione e istituti non separati per chi non se ne cura. Ma la questione è: c&#39;è ancora qualche speranza? Non credo. Negli ultimi anni le cose sono solo peggiorate e sarà così anche negli anni a venire. Le voci a sostegno di libertà e democrazia, e quant&#39;altro andiamo esprimendo, sono come venti di morte, che fanno volare i la carta e smuovere le foglie per un po&#39; e poi muoiono. È deprimente sapere senza ombra di dubbio che non c&#39;è alcuna speranza. C&#39;è futuro per la dittatura della maggioranza sulla minoranza, ma nessun futuro per una libertà e una democrazia reali.</p>
</blockquote>
<p><a title="Leggi il post orginale in inglese" href="http://www.hilaliya.com/2009/05/congratulations-kuwait.html"><em>Hilaliya</em></a> [in], in un post intitolato ‘<em>Congratulazioni Kuwait</em>‘ si esprime così sui risultati delle elezioni:</p>
<blockquote><p>Oggi la nostra fiducia nel sistema e nel popolo del Kuwait è stata riaffermata.</p>
<p>Dopo anni di stallo e incertezza, il popolo del Kuwait ha votato per il cambiamento. Mi sento eccitata e sollevata. Speravamo nella vittoria di una o due donne, invece ce l&#39;hanno fatta in quattro!</p>
<p>Hanno vinto anche alcuni nuovi arrivati indipendenti e <a title="Leggi la definizione in inglese" href="http://www.answers.com/Hadas">‘Hadas&#39;</a> ha stravinto nel Terzo Distretto (il mio distretto). Le ‘fatwa&#39; e le diffamazioni da parte di elementi xenofobi nei confronti delle donne e dei candidati progressisti si sono rivelate un boomerang, rinvigorendo e intensificando il sostegno per questi ultimi.</p>
<p>Congratulazioni alle donne elette e ai nuovi arrivati.</p>
</blockquote>
<p>Per una volta, il blog di cultura popolare <a title="Post in inglese" href="http://www.4thringroad.com/?p=4230"><em>4th Ring Road</em></a> [in] ha fatto un&#39;incursione nel territorio politico offrendo un&#39;interessante analisi dei recenti risultati:</p>
<blockquote><p>Le elezioni sono durate poco ma l&#39;esito ci rimarrà nel ricordo per sempre. Sua Altezza l&#39;Emiro ha chiesto di aiutarlo scegliendo con saggiezza. Gli elettori Kuwaitiani hanno risposto e il cambiamento che oggi vediamo è più ampio di quanto sembri.</p>
<p>È facile pensare che l&#39;avere quattro parlamentari donne, grande risultato per la storia kuwaitiana, sia un cambiamento enorme ma dobbiamo guardare la cosa più da vicino per notare cambiamenti ancora maggiori. La sconfitta dei parlamentari islamici è stata, a mio avviso, il segno della delusione degli elettori kuwaitiani per quanto avevano ottenuto in passato. Adesso Hadas ha solo Jum’an Al Hirbish a rappresentarli e Khalid Bin Essa insieme a Ali Al Omair  rappresentano il movimento <a title="Leggi la definizione in inglese" href="http://www.answers.com/Salafi">Salafita</a> [in]. Altri islamici indipendenti sono riusciti a vincere ma la loro popolarità è diminuita in maniera significativa. Nel terzo distretto, Waleed Al Tabtabaie non ha raggiunto un risultato buono quanto quello dell&#39;anno precedente e lo stesso vale per Al Omair, Al Meslim e Al Sara’awi. Mi preoccupava soprattutto Al Sara’wi perché non poteva essere classificato come islamico, la sua proverbiale barba non è stata mai usata per promuoverne il programma. I numeri dei candidati islamici potrebbero essere un avvertimento perché mantengano un basso profilo, basta danzare e sollevare scarpe!</p>
<p>La campagna diffamatoria contro Aseel and Al Meslim non ha impedito che diventassero parlamentari e prova che gli elettori ora sono più coscienti di chi ci fosse dietro quelle sporche tattiche e quale obiettivo vi si celasse dietro. Hadas ha subito l&#39;informazione negativa ma non è il caso di proseguire…  </p>
</blockquote>
<p>Nel post di <a title="Post in inglese" href="http://dixiebedouin.blogspot.com/2009/05/congrats-women.html">DixieBedouin&#39;s</a> [in] ‘Congratulazioni donne!&#39; si legge:</p>
<blockquote><p>Cosa vuol dire per il Kuwait avere delle donne al governo? Anzi, cosa vuol dire averle in qualsiasi governo? Credo c&#39;e&#39; motivo per sperare. Tutto ciò di cui mi sono lamentato potrebbe essere affrontato con le donne al potere (istruzione, ambiente, l&#39;assenza di legge, ecc.). Non che gli uomini non possano occuparsi di tali questioni, semplicemente non l&#39;hanno fatto. Troppo testosterone pare porti alla costipazione del progresso, pertanto la mia speranza è che le donne seguano la propria natura e &#8220;allevino&#8221; questo Paese come da tempo bisognerebbe fare. Lo so, lo so, non tutte le donne sono uguali, ma ammettiamolo, è ciò di cui abbiamo bisogno qui in Kuwait, l&#39;occhio di una madre capace di decidere le proprità, di organizzare e portare a termine gli impegni! </p>
</blockquote>
<p>Un post pieno di gioia su CAPS (<em>‘Il cambiamento è arrivato!</em>‘) scritto da <a title="Leggi il post in inglese" href="http://eshda3wa.blogspot.com/2009/05/change-has-come.html"><em>Eshda3wa</em></a> [in] elogia i risultati elettorali, affermando di essere orgogliosa del Kuwait e del voto espresso in quest&#39;occasione, dispiacendosi solo della vittoria del parlamentare Salafita Waleed Al-Tabtabaie:</p>
<blockquote><p>POPOLO DEL KUWAIT SONO COSÌ ORGOGLIOSA DI VOI!! QUATTRO DONNE IN PARLAMENTO! MASSUMA ALMUBARAK NON E&#39; FACILE E SONO COSÌ ORGOGLIOSA DI VEDERE CHE QUANTI VOLEVANO VEDERE ASEEL SCONFITTA NON CI SONO RIUSCITI! MA MI RATTRISTA CHE AL-TABTABAIE SIA QUASI RIUSCITO A SCONFIGGERLA! MA NON IMPORTA! SALWA &#038; ROLA&#8230;RENDETECI ORGOGLIOSI<br />
POPOLO DEL KUWAIT SIETE MITICI!!!!</p>
</blockquote>
<p>Il post di <a TITLE="Post originale in inglese" href="http://windowless.wordpress.com/2009/05/17/yes-to-democracy/"><em>Windowless</em></a> [in] <em>‘Sì alla democrazia!&#39;</em> offre reazioni entusiaste ai risultati. E scrive:</p>
<blockquote><p>A volte ho problemi a prender sonno, sembra che non riesca a spegnere la mente! L&#39;altra sera, non riuscivo ad addormentarmi, mentre aspettavo che l&#39;insonnia passasse ho seguito le ultime notizie dei media sulle elezioni. Lo so, lo so… è stata una pessima idea! Come fai ad addormentarti guardando i telegiornali sulle elezioni? Ero a letto quando ho capito cosa fosse successo. Sono ben cosciente del fatto che gli elettori kuwaitiani abbiano realizzato una grande svolta eleggendo le prime parlamentari donne. So che questo è il cambiamento di cui i kuwaitiani hanno bisogno. Si sono dimostrate forti concorrenti non perché sono donne ma perché possiedono talento e capacità di andare in parlamento e questo è un importante passo avanti.</p>
</blockquote>
<p><a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://princesslusher.blogspot.com/2009/05/kuwaits-first-female-mps.html"><em>Rants and Ramblings</em></a> [in] si compiace del risultato elettorale in un post intitolato <em>‘Le prime parlamentari donne del Kuwait&#39;</em>:</p>
<blockquote><p>Sono ben più che felice in questo momento!! Sono così orgogliosa di tutti coloro che iri hanno fatto la scelta giusta!! Chi poteva immaginare che avremmo raggiunto questi risultati solo con la metà dei votanti. A quanti non hanno votato, vergognatevi! Avete abbandonato il Paese. Ma sapete una cosa? Grazie a Dio c&#39;è gente che crede ancora nel proprio Paese. Grazie a Dio ci sono ancora persone che sono andate a votare per i nomi giusti e non hanno pensato “Perché dovrei scomodarmi? Non vincerebbero comunque”. Grazie a Dio! A quanti hanno perso ogni speranza sulla situazione politica degli ultimi anni: forse ciò che è successo ieri vi renderà più ottimisti su cosa fare per il Paese e prenderete in mano la situazione invece di lasciar decidere gli altri! Prima Obama e ora questo! Il 2009 è un anno politicamente saggio e meraviglioso! Ci siamo tutti congratulati con Aseel, sono fuori di me dalla gioia. Sono incredibilmente orgogliosa di lei, è fantastico!</p>
</blockquote>
<p>Anche <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://organickuwait.blogspot.com/2009/05/new-kuwait-for-our-children_18.html"><em>Organic Kuwait</em></a> [in] nel post ‘<em>Un nuovo Kuwait</em>‘ è estasiato dai risultati elettorali, che ha portato all&#39;elezione in Parlamento di quattro donne.</p>
<blockquote><p>Lo sapevo, lo sapevo, lo sapevo!! Lo sapevo che i kuwaitiani non avrebbero abbandonato padre Subah [si riferisce al kuwaitiano Amir Shaikh Subah] AL Ahmed Al Jaber&#8230;sapevo che ERAVAMO PRONTI PER IL CAMBIAMENTO&#8230;<br />
Questa è una grande giornata! Davvero UNA GRANDE GIORNATA! :”) </p>
</blockquote>
<p><a title="Leggi l'articolo originale in inglese" href="http://www.chillnite.com/congratulations-kuwait-on-historic-election-results"><em>Chillnite</em></a> [in], esperto informatico e blogger, si congratula per il risultato elettorale in Kuwait, affermando che finalmente ci si sta spostando verso una ‘democrazia senza preferenze di genere&#39;:</p>
<blockquote><p>Il Kuwait ha rotto con le sue arrugginite tradizioni, quando nelle elezioni del 14 maggio la popolazione ha votato con maggioranza schiacciante quattro candidate donne e le ha portate in Parlamento. Il risultato generale presagisce uno spostamento in senso liberale del pensiero dell&#39;elettorato. Speriamo che i depputati eletti si lascino alle spalle i vecchi battibecchi su questioni triviali e si concentrino su problemi più pressanti come l&#39;economia, il lavoro e il benessere generale. </p>
</blockquote>
<div id="attachment_75202" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px;"><a title="Post originale in inglese" href="http://it.globalvoicesonline.org/?attachment_id=75202" rel="attachment wp-att-75202"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/05/ktimes-300x225.jpg" alt="Prima pagina del Kuwait Times che celebra i nuovi parlamentari donne, scattata dal blogger Intlxpatr" title="Prima pagina del Kuwait Times che celebra i nuovi parlamentari donne, scattata dal blogger Intlxpatr" class="size-medium wp-image-75202" width="300" height="225"></a>
<p class="wp-caption-text">Prima pagina del &#8220;Kuwait Times&#8221; che celebra i nuovi parlamentari donne, scattata dal blogger Intlxpatr</p>
</div>
<p>Il noto blogger espatriato <a title="Leggi al post originale in inglese" href="http://intlxpatr.wordpress.com/2009/05/18/joy-in-kuwait/"><em>Intlxpatr</em></a> [in] su ‘<em>Here, There and Everywhere</em>‘ esulta con i fratelli e le sorelle kuwaitiane progressisti in un post intitolato <em>‘Gioia in Kuwait,&#39;</em>:</p>
<blockquote><p>Se credete che è la parte femminista di me ad esultare, avete ragione solo a metà. Le elezioni in Kuwait mi hanno regalato un&#39;enorme gioia, per molte ragioni. Innanzitutto, come donna che sostiene le pari opportunità, dovete sapere che ritengo le donne capaci di venalità e stupidità almeno quanto gli uomini, e che non essere state al potere vuol dire solo non aver avuto la possibilità di abusare di tale potere. Guardate le neo-elette, sono donne intelligenti. Donne capaci! Non le donne introverse che piacciono a voi! Sono donne che sanno come organizzarsi, come delegare, come discutere e risolvere i conflitti.  </p>
<p>La mia gioia rinnova il loro spirito. Non sono state le mie elezioni. Ma danzo di gioia per la tua gioia, Kuwait, e celebro il tuo impegno per il futuro. </p>
<p>PS: per i lettori non kuwaitiani – all&#39;inizio della campagna elettorale, un partito aveva annunciato una fatwa (editto) religiosa per impedire alle donne di votare. Credo che ciò abbia offeso la gente la punto da creare un effetto boomerang.</p>
</blockquote>
<p><a title="Post originale in inglese" href="http://loft965.com/2009/05/18/kuwait-elects-4-women-to-parliament/"><em>LOFT965</em></a> [in] offre il suo solito parere cinico, cauto ma netto sul recente risultato elettorale:</p>
<blockquote><p>Non ho prestato attenzione agli ultimi titoli dei giornali, ma non ho potuto resistere all&#39;aura della “notizia del giorno”. Sì, finalmente il Kuwait ce l&#39;ha fatta. Il popolo kuwaitiano ha infranto un&#39;altra barriera nell&#39;incessante guerra contro il sessismo e la discriminazione. E quando piove, piove forte. Non una volta ma quattro. Una volta è avvenuto nel primo distretto e una nel secondo. È una difficile risalita liberale, a dire il vero, alcune di loro potrebbero aver superato il blocco della pietà. Ma lamentarsi è così antico. </p>
<p>Anche se i vampiri barbuti aspettano di assistere, e probabilmente lo faranno, ad ogni minimo errore delle quattro parlamentari, l&#39;impatto sociale di tale vittoria è la prova che le donne sono popolari fra il pubblico e ciò vuol dire rimanere al potere. La percezione generale del risultato elettorale non è altro che un indice del bisogno di rompere con la routine e di ristabilire lo stato di diritto. Tutte queste bugie e questa propaganda non sembrano essere più così convincenti ed ecco che vediamo i cambiamenti.</p>
<p>La conquista liberale, oltre ad aver portato le donne in Parlamento, non è così importante. Assai più significativa è la sconfitta del fondamentalismo. La lotta al tribalismo, alla corruzione, al favoritismo, alla discriminazione e al sessismo è tutt&#39;altro che finita. Anzi, è appena iniziata. Nel congratularsi, la gene si riferisce alle donne ancora con il termine ” حريم”. Questa parola è impregnata dell&#39;oggettificazione della donna come cosa proibita. Non voglio trasformare questo post in un comizio sulle teorie femministe, volevo solo dare un&#39;indicazione di quanta strada c&#39;è ancora da fare. </p>
<p>È un grande giorno non solo per il Kuwait ma per l&#39;umanità intera e un segnale di cambiamento. Ora queste donne entreranno in Parlamento come un quartetto e i fascisti religiosi dovranno trattare con loro una per una per ottenere voti a favore delle loro proposte di legge. Inoltre, sperimenteranno in prima persona cosa vuol dire per una donna vivere in Kuwait. Leggi dell&#39;età della pietra come la segregazione, il divieto di concedere la cittadinanza alle donne, questioni sul matrimonio, eredità iniqua e divorzio devono assolutamente essere riviste, se non riformulate.</p>
</blockquote>
<p>La blogger <a title="Post originale in inglese" href="http://desertgirlkuwait.blogspot.com/2009/05/rola-dashti.html"><em>Desert Girl</em></a> [in], residente in America, si complimenta con la sua ex collega di Washington Rola Dashti per la vittoria (&#39;<em>Mabrook Rola!</em>‘) [Congratulazioni Rola]:</p>
<blockquote><p>Tutte le tue lotte e la perseveranza sono state finalmente ripagate.</p>
<p>Ricordo quando ti sei addormentata sul tavolo nell&#39;ufficio per la Ricostruzione kuwaitiano a Washington nel 1991, lavorando così tanto da far preoccupare tua madre.</p>
<p>Ricordo quando ho visto i tuoi fratelli incontrarsi in strada in Kuwait il giorno della Liberazione nel 1991: Salah era nella Resistenza e Jamal era interprete dell&#39;esercito statunitense. La CNN ha catturato quei momenti e li ha mostrati a tua madre che li seguiva in diretta da Washington, apprendendo finalmente che entrambi stavano bene, con le lacrime che le rigavano il volto.</p>
<p>Ricordo quando eravamo sedute vicino a uomini che deridevano la tua idea di entrare in politica e ricordo di aver pensato che erano degli idioti - perché hanno scelto di violentare il Kuwait usando la politicq per gli interessi personali.</p>
<p>Per costoro tu eri “troppo libanese”, non sposata, non appartenevi a nessun gruppo importante, eri “troppo di questo” e “non abbastanza di quello” - io dico ‘ALLA FACCIA LORO!&#39; </p>
<p>Ho incontrato poche persone che avevano a cuore l&#39;interesse del Kuwait quanto te - e che lottano per ciò in cui credono - anche di fronte a forti opposizioni da entrambe le parti. Hai lottato laddove altri hanno mollato.</p>
<p>Finalmente, il Kuwait ha votato dei candidati QUALIFICATI - e non chi la famiglia diceva di votare o chi pagava di più per un voto. Una persona che è stata presidente della Società Economica del Kuwait con un Dottorato in Economia alla Johns Hopkins è qualificata.</p>
<p>Che Dio ti benedica! Appena passerai al prossimo livello - fagli vedere! Siamo davvero orgogliosi di te. </p>
</blockquote>
<p>Infine, <a title="Post originale in inglese" href="http://drunkandgorgeous.blogspot.com/2009/05/congratulations-kuwait.html"><em>Drunk&#39;n'Gorgeous</em></a> [in] offre i suoi ricordi di quando era volontaria nella campagna di Rola Dashti:</p>
<blockquote><p>Sono contentissima che abbiano vinto molte donne. Il fatto che Rola Dashti fosse tra le vincitrici… è semplicemente fantastico! </p>
<p>Mi sono unita alla sua campagna circa un mese fa con l&#39;illusione di fare un vero lavoro invece che arrivare, sedermi, e sembrare una statuina. Sul fronte positivo, mi sono divertita tanto e ho conosciuto molti amici. Gli ultimi giorni sono stati spettacolari! Ieri è stato tremendo! Ci siamo dovuti svegliare all&#39;alba, siamo corsi alla scuola dove eravamo stati assegnati, abbiamo preso posizione e “ci siamo dati da fare”. La cosa rilassante era che le ragazze, giovani e adulte, quelle che venivano a votare e quelle che lavoravano, come noi, erano tutte gentili! Ciò mi ha veramente colpito. Non importa quante volte lo vedo, lo sento o lo faccio. Stento ancora a crederci. Le donne che sono venute a votare erano tutte “ya36eekum il3afyah” [che Dio ti benedica]. Le ragazze più giovani che &#8220;lavoravano&#8221; per la campagna erano assai gentili l&#39;una con l&#39;altra e con le ragazze degli altri schieramenti. Quattro ragazze di quattro diverse liste hanno cercato di sfamarmi. A quanto sembra, posso essere domata con il cibo.</p>
<p>La sera tutti hanno abbassato la guardia e si sono rilassati. C&#39;erano canti, applausi, e qualche strana danza. L&#39;allegria si era diffusa in un baleno. Poco dopo sembravano tutti ubriachi. Ho provato una forte vicinanza con questa gente folle, felice, lavoratrice e brava. O li odi o li ami, è il mio popolo. </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ecuador: cause giudiziarie contro le multinazionali petrolifere per danni ambientali e umani</title>
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		<pubDate>Fri, 15 May 2009 04:42:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donatella Gagliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Americhe]]></category>
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		<description><![CDATA[Alcuni membri delle comunità locali hanno intentato un'azione legale contro la multinazionale Texaco e l'azienda-madre, la Chevron, ritenendole responsabili di danni all'ambiente e dei loro problemi di salute. Mentre la compagnia afferma di aver già pagato per i danni provocati, si fanno aspre le campagne online e offline a supporto delle rispettive posizioni - inclusa l'attenzione di importanti testate Usa. La causa giudiziaria dovrebbe concludersi entro il 2009.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/tonnet/">Milton Ramirez</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/donatellag/'>Donatella Gagliano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/05/11/ecuador-lawsuit-against-oil-company-for-environmental-damage/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>La vicenda giudiziaria Aguinda contro Chevron, iniziata sedici anni fa, ha ricevuto molta attenzione da parte dei media internazionali, inclusa un&#39;intera puntata della serie TV statunitense &#8220;60 Minutes&#8221;.<br />
La multinazionale petrolifera Texaco, e l&#39;azenda-madre Chevron, sono state citate in giudizio dagli avvocati che rappresentano le comunità locali nella zona di <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Nueva_Loja">Nueva Loja</a> [in], conosciuta anche con il nome di Lago Agrio nella regione nord-orientale dell&#39;Ecuador. </p>
<p>Alla base della richiesta di rimborso di 27 miliardi di dollari per l&#39;inquinamento e i danni ambientali vi è la dimostrazione che l&#39;azienda, che ha ceduto i diritti di esplorazione dell&#39;aera alla compagnia di Stato Petroecuador nel 1992, è comunque responsabile dei danni. Quanti criticano l&#39;azione legale sostengono che l&#39;intenzione del governo è quella di mettere le mani sulle ricchezze della compagnia petrolifera negando così la propria responsabilità nel processo di inquinamento.</p>
<p><center>
<div id="attachment_73557" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px;"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/05/texaco.jpg" alt="http://www.flickr.com/photos/00rinihartman/" title="texaco" class="size-full wp-image-73557" width="400" height="275">
<p class="wp-caption-text">Residui lasciati dalla Texaco su uno dei fiumi di Nueva Loja. Immagine ripresa con licenza Creative Commons, disponibile su http://www.flickr.com/photos/00rinihartman/</div>
</p>
<p></center></p>
<p>Il caso ha attirato l&#39;attenzione di giornalisti che hanno deciso di verificare la situazione con i propri occhi recandosi nella regione di Lago Agrio, una provincia di <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Provincia_di_Sucumb%C3%ADos">Sucumbíos</a> [it].<br />
Uno di tali giornalisti era Greg Palast della BBC, che ha visitato la remota <a title="Sito della comunità Cofan" href="http://www.cofan.org/">comunità indigena Cofan</a> [sp] raggiungendola in canoa,  <a  title="Post originale in inglese" href="http://www.gregpalast.com/a-quechua-christmas-carol">e ha scritto</a> [in]: “So che questa storia è incredibilmente semplice. Gli Indiani con i copricapi bianchi e i bambini morti e i vecchi milionari con i cappelli neri che ridono dei tumori infantili e giocano al gioco della sedia con le risorse petrolifere&#8221;. Un&#39;altra giornalista, Hannah Dahlstrom dell&#39;<em>Upside Down World</em> <a title="Post originale in inglese" href="http://upsidedownworld.org/main/content/view/530/49">ha intervistato Emergildo Criollo, rappresentante della comunità Cofan</a> [in], e di altri gruppi come i Kickwa e i Secoya. La recente puntata di &#8220;60 Minutes&#8221; ha spinto Geoffrey Styles, un ex impiegato della Texaco e blogger per <em>Energy Outlook</em> <a title="Post originale in inglese" href="http://energyoutlook.blogspot.com/2009/05/very-incomplete-story.html"> [in] a dire la sua sul servizio</a>:</p>
<blockquote><p>Il mio obiettivo qui non è quello di convincere qualcuno o di sottolineare come la Texaco, già alcuni decenni fa, abbia operato sul territorio ecuadoriano negli anni &#8216;60, &#8216;70 e &#8216;80 seguendo standard oggi comuni. Avverto davvero il bisogno di puntualizzare quale sia l&#39;altra versione della vicenda che non avete potuto vedere domenica scorsa, e che non ha nulla a che vedere con la storia in bianco e nero di una grande corporation che agisce scorrettamente così come dipinto dal programma “60 Minutes”. Sono costernato dal fatto che la CBS si sia fatta usare per diffondere questa versione unilaterale dell&#39;accaduto macchiando la reputazione di un&#39;azienda che ho avuto modo di conoscere dentro e fuori, e quella di decine di migliaia di persone corrette e responsabili che hanno lavorato lì - e non certo una banda di criminali ambientali. So che “60 Minutes” può fare di meglio.</p>
</blockquote>
<p>La causa giudiziaria si è fatta complicata poiché la Texaco ha già pagato 40 milioni di dollari per i danni causati e dopo che il Ministro ecuadoriano del Petrolio ha affermato pubblicamente che l&#39;azienda aveva ottemperato ad ogni dovere sulla propria responsabilità nel processo di inquinamento. Nel 1999 è stata approvata una nuova legge che consente ai singoli individu di fare causa per reati ambientali, portando l&#39;avvocato ecuadoriano<a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Pablo_Fajardo"> Pablo Fajardo</a> [in] ad avviare la propria denuncia giudiziaria.</p>
<p>Molti blogger ecuadoriani si sono espressi su tale causa e sulle due versioni della questione. Luis Alberto Mendieta di <em><a title="Post originale in spagnolo" href="http://unidadsiporelcambio.wordpress.com/2008/12/18/diego-c-delgado-jara-%C2%BFla-%E2%80%9Crevolucion-ciudadana%E2%80%9D-al-servicio-de-las-multinacionales-1ra-parte/">Política y Sociedad</a></em> [sp] cita Diego Delgado, recente candidato alla Presidenza, riguardo la vicenda delle multinazionali che operano in Ecuador, le quali spesso vogliono trarre profitto dalle risorse naturali locali lasciando ben pochi benefici a chi vi abita.
<p>Gli Ecuadoriani dell&#39;area orientale non apprezzano il lascito della Texaco. La compagnia è nella lista <a title="Post originale in inglese" href="http://fruitcakex.blogspot.com/2009/05/profits-before-people-7-of-worlds-most.html">delle 7 aziende più irresponsabili del pianeta</a> [in] ed è accusata di aver contaminato il suolo, le acque sotterranee e i corsi d&#39;acqua superficiali, causando ai contadini e agli indigeni delle aree locali sofferenze e un&#39;ondata di tumori alla bocca, allo stomaco e all&#39;utero, malformazioni dei bambini alla nascita, e aborti spontanei. <a title="Post originale in inglese" href="http://emmadish.blogspot.com/2007/08/toxic-shock-syndrome.html">Emma Dish</a> [in] che si è trovata a viaggiare a Nueva Loja, scrive un lungo post sul suo blog <em>Where in the world is Emma Dish?</em> dove pubblica le foto della zona e parla con i residenti:<br />
<blockquote>
<p>Le scene che ho visto e le storie che ho ascoltato ieri lo hanno reso il giorno più orribile della mia vita. Ho pianto per tutto il tempo del rientro a Quito. Anche in questo momento ho quasi le lacrime agli occhi.</p>
</blockquote>
<p>La blogger ha parlato anche con l&#39;attivista Emergildo Criollo e gli ha chiesto dei problemi di salute della comunità:</p>
<blockquote>
<p>Mi ha descritto le malattie derivanti dal petrolio, dei dolori addominali e di quelli alla testa, la pelle piena di pustole, un tumore diffuso che, per la prima volta nella storia di questi popoli, non poteva essere curato dai loro Sciamani.</p>
<p>Che duro colpo per la vita di queste persone, per la loro cultura, per le loro tradizioni e identità. Puff il drago magico è tornato furtivamente alla sua caverna per guardare sconsolato le pile di bilance ai suoi piedi.</p>
<p>NESSUNO ha mai informato questa gente del pericolo derivante dall&#39;uso continuo dei corsi d&#39;acqua, come hanno sempre fatto. Nessuno ha suggerito loro di smettere di farcisi il bagno, di lavarvisi, o di bere quelle acque che erano fonte di vita e che andavano rapidamente contaminandosi con pericolose sostanze petrolchimiche. Non è venuto in mente a nessuno di avvertire questo Paese di pescatori di non considerare una benedizione i pesci trovati morti lungo il corso d&#39;acqua. Nel frattempo la gente moriva di cancro  divisa da 8 ore e da inimmaginabili somme di denaro per arrivare all&#39;ospedale più vicino (particolarmente difficile da raggiungere per persone le cui risorse e i cui mezzi di sussistenza andavano svanendo come i pesci) e le loro donne davano alla luce bambini con malformazioni.</p>
</blockquote>
<p>Persino il presidente ecuadoriano Rafael Correa ha preso posizione in favore dei residenti e della loro causa. Tuttavia l&#39;azienda accusa il governo di interferire con la sentenza, che sarà presa da un giudice di Nueva Loja, facendo pressioni affinché si legiferi a svantaggio della compagnia petrolifera. <em>J Major</em> <a title="Post originale in spagnolo" href="http://j-major.blogspot.com/2007/04/correa-puede-hacer-dao-demanda-contra.html">si dice d&#39;accordo con la compagnia statunitense</a> [sp]:</p>
<blockquote><p>Este respaldo a la demanda puede hacer al presidente más popular (si cabe) pero no le hace bien a los demandantes. Si llegara a haber una sentencia en contra de Texaco, la petrolera internacional podría argumentar que el fallo se debió a la presión política que el juez habría de recibir.</p>
</blockquote>
<div class="translation">
Questo sostegno alla causa può aiutare il presidente a diventare più popolare (se possibile), ma non è positivo per l&#39;accusa. Se ci dovesse essere una sentenza contro la Texaco, l&#39;azienda petrolifera internazionale potrebbe insinuare che la decisione sia dovuta alla pressione politica esercitata sul giudice.</div>
<p><center>
<div id="attachment_73558" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px;"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/05/panacocha.jpg" alt="Laguna di Pañacocha nel cantone Shushufindi" title="Laguna di Pañacocha nel cantone Shushufindi" class="size-full wp-image-73558" width="400" height="275">
<p class="wp-caption-text">Laguna di Pañacocha nel cantone Shushufindi, Sucumbios-Ecuador. Immagine ripresa con licenza Creative Commons, disponibile su  http://www.flickr.com/photos/30265396@N06/</div>
</p>
<p></center></p>
<p>In attesa della sentenza, e temendo un rimborso di molti miliardi di dollari all&#39;Ecuador, la Chevron ha lanciato una campagna di relazioni pubbliche. Uno dei membri di tale campagna è l&#39;ex giornalista della CNN, Gene Randall, il cui video illustra il punto di vista della compagnia petrolifera. <em>The Chevron Pit</em> <a title="Post originale in inglese" href="http://thechevronpit.blogspot.com/2009/05/gene-randall-is-whoreand-chevron-is.html">scrive</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Apparentemente frustrata dalla irritante abitudine dei giornalisti di indagare per proprio conto sull&#39;argomento delle inchieste, la Chevron ha assunto e pagato un ex giornalista della CNN, Gene Randall, per produrre un video a suo favore che avesse l&#39;aspetto di un fatto di cronaca attuale e indipendente, spudoratamente architettato per portare gli spettatori a pensare che ciò sia un punto di vista alternativo veramente indipendente sulla disputa in Ecuador.</p>
</blockquote>
<p>La Chevron sta inoltre mettendo in discussione il ruolo di Richard Cabrera, l&#39;esperto legale scelto dalla Corte. <a title="Post originale in inglese" href="http://chevrontoxico.com/assets/docs/cabrera-english-2008.pdf">Qui</a> è disponibile la sua relazione in qualità di ingegnere geologo. Cabrera è stato accusato di collaborazione scorretta con l&#39;accusa. Chevron afferma di essere in possesso <a title="Foto su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/35384818@N06/">di alcune foto sul proprio account su Flickr</a> [in] che testimonierebbero come la squadra di tecnici riceva sostegno logistico dal Fronte di Difesa Amazzonica, un gruppo di civili che sostiene l&#39;accusa e che riceverebbe una parte del possibile rimborso.</p>
<p>La causa giudiziaria dovrebbe concludersi entro la fine di quest&#39;anno e le comunità delle regioni colpite cercano una soluzione per provare che la salute e l&#39;ambiente sono stati drasticamente danneggiati dall&#39;azienda. La Chevron sa di avere l&#39;opinione pubblica contro e ha utilizzato la campagna di relazioni pubbliche per diffondere la propria versione della storia.</p>
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		<title>Armenia-Azerbaijan: aggiornamenti dalle comunità LGBT</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/02/armenia-azerbaijan-aggiornamenti-dalle-comunita-lgbt/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Feb 2009 05:26:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donatella Gagliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Armenia]]></category>
		<category><![CDATA[Asia centrale & Caucaso]]></category>
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		<description><![CDATA[Visto che nella regione raramente i media tradizionali informano adeguatamente sui diritti delle minoranze sessuali e religiose, ci pensano i blog (e un romanzo d'amore omosessuale) a colmare il vuoto - anche se  <em>Unzipped: Gay Armenia</em> sembra nutrire scarse speranze di miglioramento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/onnik-krikorian/">Onnik Krikorian</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/donatellag/'>Donatella Gagliano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/02/10/caucasus-lgbt-roundup/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Raramente nel Caucaso meridionale i media tradizionali riportano in maniera adeguata notizie sui diritti delle minoranze sessuali e religiose. Un vuoto ora <a title="Post originale su GV in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2008/07/08/armenia-lgbt-blogs/">colmato dai blog</a> [in] e soprattutto da <em>Unzipped: Gay Armenia</em>, che continua a pubblicare post sui <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/LGBT">LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender)</a> [it] di ogni parte della regione. Stando alle più recenti dichiarazioni omofobiche <a title="Post originale in inglese"  href="http://gayarmenia.blogspot.com/2009/02/introducing-yet-another-bigot-armenian.html">da parte di politici locali</a> [in] e <a href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/01/armenia-odio-bugie-e-ignoranza-sui-diritti-dei-lgbt/" title="Post su GV in italiano" >di attivisti della società civile</a> [it] così come ad articoli <a title="Post originale in inglese" href="http://gayarmenia.blogspot.com/2009/01/shocking-revelation-by-aravot-daily.html">della stampa locale</a> [in], il blog afferma che ci sono ben poche speranze di veder migliorare la situazione.</p>
<p>Nonostante il giudizio nei confronti della comunità LGBT sia ampiamente espresso dalle <a title="Post originale in inglese" href="http://gayarmenia.blogspot.com/2009/02/host-of-armenian-public-tv-2-stars.html">dichiarazioni negative</a> [in] riportate continuamente dai media, un giornalista del luogo <a title="Post originale in inglese" href="http://gayarmenia.blogspot.com/2009/02/women-in-politics-award-armenianows.html">è stato premiato</a> [in] dal British Council per un articolo sulle lesbiche in Armenia. </p>
<blockquote><p>&#8220;ArmeniaNow&#8221; di Vahan Ishkhanyan ha ottenuto il terzo posto, con un articolo sulle armene lesbiche, “Coming out: Armenian lesbians raise the curtain” [Le lesbiche armene squarciano il velo e fanno outing].</p>
<p>Nel 2006 Ishkanyan aveva scritto un articolo sugli omosessuali “Love and Loyalty”: Marriage in secret, in an environment of fear [&#8221;Amore e fedeltà&#8221;: matrimoni segreti in un clima di paura.]</p>
<p>Nel dicembre del 2008, scrivendo nel suo blog su Tert.am, aveva discusso dell&#39;ipocrisia nei circoli letterari armeni pubblicando un estratto di un&#39;opera sul tema dell&#39;omosessualità, mai pubblicata prima d&#39;allora in Armenia e scritta da un famoso poeta gay locale, Yeghishe Charents.</p>
</blockquote>
<p>Il blog riferisce inoltre non solo di come alcune testate si sforzino di <a title="Post originale in inglese" href="http://gayarmenia.blogspot.com/2009/02/local-tv-programme-discusses-gay.html"> [in] discutere correttamente l&#39;esistenza di minoranze sessuali</a> in un Paese ancora estremamente conservatore e patriarcale, ma anche <a title="Post originale in inglese" href="http://gayarmenia.blogspot.com/2009/02/amazing-social-ad-by-group-of-students.html">dell&#39;attività di alcuni studenti universitari</a> [in] i quali, come parte del corso accademico, hanno creato una sorta di pubblicità-progresso per richiamare il Paese alla tolleranza. </p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/hxcOxwQqLj0&amp;hl=en&amp;fs=1"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowscriptaccess" value="always"><embed title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" src="http://www.youtube.com/v/hxcOxwQqLj0&amp;hl=en&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></object></p>
<blockquote><p>Coraggioso, di buon gusto e assai mirato. Ben fatto ragazzi! Congratulazioni per l&#39;ottimo lavoro!! Per quanto mi riguarda, avete superato gli esami con merito.</p>
</blockquote>
<p><em>Unzipped: Gay Armenia</em> fornisce il link per il blog dell&#39;ONG <em>Pink Armenia</em> che <a title="Post originale in inglese" href="http://pinkarmenia.blogspot.com/2009/02/this-world-is-for-everybody.html">che offre la traduzione del testo</a> [in] del video</p>
<p>. </p>
<blockquote><p>Essere omosessuali non è una scelta,</p>
<p>- Il fatto di avere l&#39;HIV non mi impedisce di essere tuo amico,</p>
<p>- Rinnegarmi non mi aiuta ad abbandonare le droghe<br />
- Sono nel giro dello sfruttamento sessuale…<br />
- Mia madre è la migliore madre del mondo<br />
- Siamo tutti uguali, il mondo è di tutti.</p>
</blockquote>
<p>Ovviamente non manca chi, come <em>Real Armenia</em>, è in disaccordo e addirittura ricorda ai propri lettori che <a title="Post originale in inglese" href="http://realarmenia.wordpress.com/2009/02/03/homosexuality-is-condemned-in-the-bible/">l&#39;omosessualità viene condannata</a> [in] dalla Bibbia.</p>
<blockquote><p>Ne ho abbastanza di tutto questo urlare in nome dell&#39;omosessualità, per cui riporto questo testo affiché lo teniate bene a mente.</p>
<p>[…]</p>
<p>Se la comunità omosessuale sceglie di praticare l&#39;omosessualità in privato, ciò è una libera scelta. Ma costoro devono sapere con certezza che la Bibbia condanna tutte queste pratiche e che Dio li giudicherà immeritevoli del Regno dei Cieli se continuano a praticare e promuovere apertamente il sesso omosessuale.</p>
</blockquote>
<p>Tuttavia <em>Unzipped: Gay Armenia</em> sottolinea anche <a title="Post originale in inglese" href="http://gayarmenia.blogspot.com/2009/02/first-lgbt-azerbaijani-web-site.html"> [in] la presenza di alcuni segnali d&#39;apertura</a> nel vicino Azerbaigian, dove per la prima volta è stato creato un sito web per la comunità LGBT.</p>
<blockquote><p>Obiettivo di questo sito web è fornire alla comunità LGBT notizie relative alla comunità stessa, combattere l&#39;omofobia nella società e nei media azeri, e divenire un forum per la comunità LGBT azera.</p>
<p>Fra i futuri progetti dell&#39;ONG “Gender &amp; Development” c&#39;è quello di pubblicare una rivista sui LGBT.</p>
<p>Il sito web sarà disponibile in tre lingue - azero, russo, e inglese.</p>
<p>Si tratta di una nuova risorsa gradita e assai attesa el panorama LGBT nel Caucaso meridionale. Continueremo a seguirla.</p>
</blockquote>
<p>Ma forse la notizia più inaspettata si presenta sotto la forma di un lungo post relativo alla pubblicazione, nel Paese limitrofo separatosi dall&#39;Armenia, di un libro <a title="Post originale in inglese"  href="http://gayarmenia.blogspot.com/2009/02/artush-and-zaur-gay-love-story-between.html">che racconta la storia d&#39;amore fra due omosessuali dei due Paesi</a> [in] e che si inserisce sullo sfondo dell&#39;ancora irrisolto conflitto nel Nagorno-Karabakh.</p>
<blockquote><p>Alekper Aliyev, caporedattore di kultura.az, ha pubblicato a Baku, per citarlo testualmente, il suo romanzo “più scandaloso”: “Artush e Zaur”. Si tratta di un amore gay fra un azero e un armeno, una specie di decostruzione parziale di Ali e Nino (una storia d&#39;amore etero fra l&#39;azera Ali e il georgiano Nino), in cui però i due amanti sono maschi, uno armeno e uno azero, sullo sfondo del conflitto in Karabakh.</p>
<p>[…]</p>
<p>La guerra li separa. Artush si trasferisce in Armenia, Zaur rimane a Baku. Da adulti si incontrano di nuovo - a Tbilisi. Si soffermano sui ricordi, si innamorano fino a sposarsi con l&#39;aiuto di un pastore olandese, confidente della moglie del presidente georgiano Mikhail Saakashvili …</p>
<p>Durante l&#39;intervista, l&#39;autore osserva che azeri e armeni condividono cucina, musica e mentalità. “Gli armeni sono più simili a noi rispetto ai georgiani” per via dell&#39;influenza della cultura persiana.</p>
<p>Alekper spiega che una delle motivazioni che l&#39;hanno spinto a scrivere il romanzo è stata la volontà di esporre l&#39;assurdità delle guerre caucasiche. Egli ritiene di avere ogni diritto di agire in questo modo poiché ha perso suo fratello maggiore nella guerra del Karabakh nel 1994.</p>
<p>[…]</p>
<p>Com&#39;era prevedibile, il libro ha suscitato indignazione nei forum e blog armeni, inondati da commenti omofobi pieni di odio. Alcuni accusano l&#39;autore di alto tradimento nei confronti degli interessi nazionali. Altri affermano (ironicamente) che l&#39;Azerbaigian ora ha il suo Salman Rushdie e il suo Orhan Pamuk.</p>
<p>“Chi ha f***uto chi?” – è questa la questione primaria e apparentemente più importante che viene discussa su forum e blog (sia azeri che armeni), e ogni parte spera che sia stato il &#8216;proprio ragazzo&#39; ad aver f***uto ‘il nemico’. […]</p>
<p>[…]</p>
<p>Se si mette da parte la nazionalità e la sessualità dei personaggi, la trama potrebbe apparire scontata e di poco rilievo. Ma nel clima di nazionalismo e intolleranza che domina la regione, il fatto che il romanzo racconti di una storia d&#39;amore omosessuale fra un armeno e un azero, mira a infrangere ben due tabù.</p>
</blockquote>
<p>In ogni caso, conclude <em>Unzipped: Gay Armenia</em>, in un&#39;area dove l&#39;omofobia, l&#39;intolleranza e il nazionalismo etnico sono ancora tratti distintivi della società, non rimane che vedere se le reazioni al libro si manifesteranno anche sotto forma di attacchi all&#39;autore. </p>
<p><em>“Solo i più coraggiosi fra di noi sono pronti a infrangere i tabù,”</em> si legge nel blog. <em>“Alekper Aliyev è tra questi.”</em></p>
</p></div>
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		<title>Russia: avvocato e giornalista uccisi a Mosca</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 06:58:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donatella Gagliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'avvocato russo per i diritti umani Stanislav Markelov è stato assassinato il 19 gennaio all'uscita da una conferenza stampa in via Prechistenka, nel centro di Mosca, insieme alla giornalista Anastasia Baburova. Panoramica sulle reazioni, sgomente e indignate, di molti blogger russi e di altre fonti internazionali.  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/neeka/">Veronica Khokhlova</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/donatellag/'>Donatella Gagliano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/01/20/russia-lawyer-markelov-and-journalist-baburova-shot-dead-in-moscow/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>L&#39;avvocato russo per i diritti umani <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Stanislav_Markelov" title="Vai alla voce su Wikipedia in inglese">Stanislav Markelov</a> [in], 34 anni, è stato assassinato il 19 gennaio all&#39;uscita da una conferenza stampa in via Prechistenka, nel centro di Mosca. La giornalista Anastasia Baburova, 25 anni, che lo accompagnava, è stata colpita dai proiettili mentre cercava di intervenire; è deceduta poche ore dopo in ospedale.</p>
<p>La Baburova lavorava come giornalista freelance per la <a title="Vai alla voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Novaya_Gazeta">Novaya Gazeta</a> [it].</p>
<p>Markelov era l&#39;avvocato della famiglia di <a title="Vai alla voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Elza_Kungaeva">Elza (Kheda) Kungaeva</a> [in], una ragazza cecena di 18 anni uccisa dal colonnello russo <a title="Vai alla voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Yuri_Budanov">Yuri Budanov</a> [in] nel marzo del 2000. A Budanov è stata concessa la libertà condizionata anticipata ed è stato rilasciato il 15 gennaio 2009. Nella conferenza stampa del 19 gennaio Markelov aveva annunciato l&#39;intenzione di inoltrare un ricorso alla Corte europea dei diritti dell&#39;uomo contro la scarcerazione anticipata di Budanov.</p>
<p>Un altro fra i clienti di rilievo di Markelov era il giornalista Mikhail Beketov, aggredito e picchiato selvaggiamente nel novembre 2008 - si veda l&#39;<a title="articolo del Chicago Tribune in inglese" href="http://www.chicagotribune.com/news/nationworld/chi-russia-letter_rodrigueznov24,0,7879861.story">articolo del Chicago Tribune</a> [in] per maggiori dettagli.</p>
<p>Il New York Times riporta le <a title="articolo del New York Times in inglese" href="http://www.nytimes.com/2009/01/20/world/europe/20chechnya.html?_r=1"> parole di una portavoce</a> [in] della Novaya Gazeta secondo cui Markelov ha lavorato su &#8220;quasi tutti i casi che sono stati aperti come risultato del lavoro di denuncia di Anna Politkovskaya&#8221;, nota giornalista russa <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anna_Stepanovna_Politkovskaja">assassinata a nell&#39;ottobre 2006</a> [it].</p>
<p>Molti blogger russi hanno reagito con sgomento e indignazione agli omicidi di Markelov e Baburova commessi tranquillamente alla luce del sole. Di seguito alcune delle prime reazioni, tradotte dal russo [in inglese e poi in italiano].</p>
<p>L&#39;utente di LJ (Live Journal) <em><a title="Profilo dell'utente su Live Journal" href="http://tupikin.livejournal.com/381962.html">tupikin</a></em> [ru]:</p>
<blockquote><p>[&#8230;] conoscevo Stas [Stanislav] da Dio solo sa quanti anni, forse dai primi anni &#8216;90, quando era ancora uno studente di giurisprudenza. Poi ha completato gli studi, si è tagliato i capelli ed è diventato un avvocato che difendeva la verità, che difendeva i diritti umani, anche quando sembrava fosse impossibile difenderli.</p>
<p>Ha lavorato in Cecenia contro i federali, contro la polizia, contro i nazisti.</p>
<p>E, accidenti, che persona incredibilmente cordiale e ottimista che era, nonostante l&#39;incubo che si portava dietro. [&#8230;]</p></blockquote>
<p>L&#39;utente di LJ <em><a title="Profilo dell'utente su Live Journal" href="http://alisezus.livejournal.com/1912127.html">alisezus</a></em>:</p>
<blockquote><p>Non ho idea di chi possa aver ucciso Stas e Anastasia Baburova. Chiunque sia stato, che sia maledetto.</p>
<p>Stas era solito offrire il proprio aiuto agli oppressi, a chi contava meno, e spesso alle persone più disprezzate, persone che non potevano più sperare in un&#39;assistenza legale qualificata.</p>
<p>Qualche volta ho dato il numero di Stas ai miei amici.<br />
Non ha mai negato il suo aiuto. E non ha perso una causa.</p>
<p>Ti ricorderemo sempre.</p></blockquote>
<p>L&#39;utente di LJ <em><a title="Profilo dell'utente su Live Journal" href="http://oleg-shein.livejournal.com/61114.html">oleg-shein</a></em>:</p>
<blockquote><p>Markelov lavorava ad un gran numero di casi che, di norma, vedevano l&#39;implicazione di pubblici ufficiali in affari illegali. Ci incontrammo cinque anni fa a <a title="Vai alla voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/%C4%96lista">Elista </a> [it] quando i manifestanti furono picchiati, e ci fu una vittima. Allora riuscimmo a far sostituire il procuratore e a far sospendere il procedimento giudiziario in corso nei confronti dei manifestanti arrestati. Poi ci sono stati molti altri episodi [&#8230;]</p>
<p>Era una persona sincera, coraggiosa e molto umana, con un gran senso dell&#39;umorismo e del sarcasmo, una vera minaccia per chi è abituato a umiliare impunemente i cittadini.</p></blockquote>
<p>L&#39;utente di LJ <em><a title="Profilo dell'utente su Live Journal" href="http://xanzhar.livejournal.com/542869.html">xanzhar</a></em>:</p>
<blockquote><p>[L&#39;avvocato Yuri Shmidt] scrive che [Markelov] era troppo coraggioso. Incosciente. Forse non aveva capito perfettamente in che tipo di Paese viveva. E neanche noi lo abbiamo ancora capito davvero. Disgustoso&#8230;.</p></blockquote>
<p>Uno dei commenti al post da parte dell&#39;utente di LJ <em>aquim</em>:</p>
<blockquote><p>Aveva capito tutto, ovvero che nel Paese è in atto una vera e propria guerra. Sapeva di essere costantemente in pericolo.</p></blockquote>
<p>L&#39;utente di LJ <em><a title="Profilo dell'utente su Live Journal" href="http://marchenk.livejournal.com/177698.html">marchenk</a></em>:</p>
<blockquote><p>Stas era conosciuto e rispettato da chiunque facesse parte del mondo dell&#39;attivismo sociale. Non solo a Mosca. Stento ancora a crederci.</p>
<p>Ha lasciato una moglie e due bambini. [&#8230;]</p></blockquote>
<p>Un paio di commenti a questo post:</p>
<blockquote><p><em>andrei_naliotov</em>:</p>
<p>Ci siamo sentiti giovedì. Era convinto che Budanov non meritasse di essere scarcerato anticipatamente. Quando gli si chiedeva quale fosse la mossa successiva rispondeva: &#8220;Lotteremo&#8221;. Un antifascista. L&#39;avvocato di Beketov. [&#8230;]</p>
<p><em>marchenk</em>:</p>
<p>[&#8230;] Stas era un attivista per i diritti umani, un sindacalista, un anarchico, antifascista, uno di quelli che difendevano i diritti di immigrati e rifugiati. Non era visto solo come un avvocato [&#8230;] ma anche come un vero e proprio attivista. [&#8230;]</p>
<p>Durante la sua attività nel campo giuridico e dell&#39;attivismo sociale aveva subito numerose e disparate minacce. Il caso Budanov, il caso Beketov, i ricorsi alla Corte europea dei diritti dell&#39;uomo, il sostegno agli antifascisti&#8230;</p></blockquote>
<p>L&#39;utente di LJ <em><a title="Profilo dell'utente su Live Journal" href="http://smitrich.livejournal.com/740977.html">smitrich</a></em>:</p>
<blockquote><p>Assomiglia troppo all&#39;omicidio della Politkovskaya.</p></blockquote>
<p>L&#39;utente di LJ <em>voinodel</em> replica così al commento precedente:</p>
<blockquote><p>No Dima, quest&#39;omicidio è più grave.</p></blockquote>
<p>L&#39;utente di LJ <em>voinodel</em> e i commenti dei lettori <a title="Profilo dell'utente su Live Journal"  href="http://voinodel.livejournal.com/87019.html">al suo post</a>:</p>
<blockquote><p><em>ogneva2007</em>:</p>
<p>Credo che tutto l&#39;accaduto faccia parte di un copione, così come ne fa parte la scarcerazione anticipata dell&#39;imputato. L&#39;obiettivo è quello di provocare un collasso della società.</p>
<p><em>voinodel</em>:</p>
<p>Sarebbe il male minore. Ma qui sembra non si tratti neanche di un teatro con professionisti quanto di uno spettacolo amatoriale.</p>
<p><em>ogneva2007</em>:</p>
<p>Anche lo spettacolo amatoriale può essere prevedibile e manipolato.</p>
<p><em>voinodel</em>:</p>
<p>Sì, mi hai inteso perfettamente. Ma [lo spettacolo amatoriale] mi spaventa maggiormente perché avviene su scala piu ampia.</p>
<p><em>ogneva2007</em>:</p>
<p>Ed è la portata a essere spaventosa - leggo spesso Live Journal. E sono sconvolta da come sia possibile fottere (scusate) la mente dei cittadini inducendoli a scrivere assurdità deliranti con la schiuma alla bocca. [&#8230;]</p>
<p><em>maramaram</em>:</p>
<p>Markelov, come sappiamo, era l&#39;avvocato di Beketov, ma qui non si parla d&#39;altro che di Budanov. Credo che anche i nemici di Beketov potessero essere considerati un indizio del &#8220;cambiamento dell&#39;opinione pubblica&#8221;.</p>
<p><em>voinodel</em>:</p>
<p>[&#8230;] Per quanto riguarda Beketov sono assolutamente d&#39;accordo con te. Ma questo vale per noi giornalisti. La gente reagirà con maggior rabbia all&#39;omicidio dell&#39;avvocato della famiglia Kungaeva rispetto all&#39;omicidio di un Beketov &#8220;qualunque&#8221;.</p></blockquote>
<p>***<br />
Alcuni link a post inglesi sul duplice omicidio:</p>
<p>- <a href="http://keithgessen.tumblr.com/post/71632658/russia">Keith Gessen Blog</a>:</p>
<blockquote><p>Sto guardando la tv da quando sono rientrato a casa&#8230;ed è sconcertante. È sconcertante. Il più offensivo e propagandistico dei telegiornali serali viene trasmesso sul terzo canale, su TV-Center, non è un canale importanti e quindi si sforzano di più. La giornalista si comportava come se fosse colpa di Markelov se era stato ucciso proprio quando a lei toccava leggere le notizie nel turno serale. &#8220;Un altro di quegli omicidi destinati ad avere grande &#8216;eco&#39;&#8221;, ha detto con voce sprezzante prima di passare ai dettagli il più velocemente possibile, come se, ok, aveva capito che si trattava di una &#8220;notizia&#8221;, ma sapeva anche che faceva parte della brillante strategia di marketing di Markelov, della sua campagna mediatica, e, onestamente, la trovava di cattivo gusto.</p>
<p>Nemmeno un accenno al fatto che Putin o Medvedev potessero intervenire al riguardo, o che la gente potesse soffrirne, o che era successo qualcosa di veramente orribile, che stavano uccidendo le persone migliori di tutta la Russia e nessuno avrebbe mosso un dito. [&#8230;]</p></blockquote>
<p>- Parecchio il materiale reperibile sul blog di Robert Amsterdam, incluso un <a title="Vai al post originale in inglese" href="http://www.robertamsterdam.com/2009/01/grigory_pasko_rip_stanislav_markelov_1974-2009.htm">post di Grigory Pasko</a> [in]; un post sulle <a title="Vai al post originale in inglese" href="http://www.robertamsterdam.com/2009/01/numerous_warnings_preceded_murder_of_lawyer.htm">minacce </a> [in] ricevute da Markelov; aggiornamenti sulle <a title="Vai al post originale in inglese" href="http://www.robertamsterdam.com/2009/01/stanislav_markelov_shot_dead.htm"> [in] reazioni da parte dei media e dei gruppi di sostegno</a>; e un post sulla <a title="Vai al post originale in inglese" href="http://www.robertamsterdam.com/2009/01/the_politics_of_parole.htm">scarcerazione anticipata di Budanov</a> [in], scritto quando Markelov era ancora vivo.</p>
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		<title>Marocco: il Paese si divide su Gaza</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/01/marocco-il-paese-si-divide-su-gaza/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 02:54:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donatella Gagliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre i leader arabi si riuniscono a Doha, con l'assenza dal sovrano marocchino, il mondo si chiede in quale misura l'incontro possa influire sulla cessazione delle ostilità a Gaza. Ecco una panoramica sulle reazioni dei blogger locali, da cui emerge la chiara divisione dell'opinione pubblica marocchina.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/jillian-york/">Jillian York</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/donatellag/'>Donatella Gagliano</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/01/16/morocco-a-country-divided-over-gaza/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Mentre un gruppo di leader arabi si riunisce a Doha, il mondo si chiede in quale misura ciò possa influenzare la cessazione delle ostilità a Gaza. È del giorno precedente all&#39;incontro la <a title="Vai al lancio della Reuters in inglese" href="http://www.reuters.com/article/featuredCrisis/idUSLF267749">notizia</a> [in] che il sovrano del Marocco, re Mohammed VI, non avrebbe partecipato né a quello di Doha nè ad altri incontri, affermando che &#8220;non potranno fare granché per aiutare il popolo palestinese&#8221;.</p>
<p>Il blog <em>View from Fez</em> fornisce <a title="Vai al post originale in inglese"  href="http://riadzany.blogspot.com/2009/01/king-mohammed-vi-will-not-attend-arab.html">ulteriori dettagli</a> [in] sull&#39;assenza del sovrano:</p>
<blockquote><p>Mercoledì un comunicato stampa degli uffici reali sottolinea come la decisione sia stata presa in base a motivi oggettive e a tristi considerazioni sulla deprimente situazione araba, il cui deterioramento ha raggiunto livelli senza precedenti nella storia dell&#39;azione congiunta dei Paesi arabi.</p>
<p>La semplice proposta di un vertice arabo ha dato luogo a battibecchi e tattiche da scaricabarile, addirittura a dispute tra Paesi arabi, ribadisce il comunicato, a sottolineare tristemente come questi disaccordi secondari oscurino la causa vitale dell&#39;Ummah, particolarmente la questione palestinese, e nascondano la vera essenza del conflitto nella regione giocando così a favore dei veri nemici del mondo arabo.</p>
<p>Il comunicato nota come questa atmosfera di disunità induca l&#39;opinione pubblica a sospettare che possano esservi delle mire per assicurarsi l&#39;egemonia esclusiva del mondo arabo o di creare specifici assi o aree di influenza, prospettiva che il Marocco aveva sempre tentato di evitare.</p></blockquote>
<p>Anche il blogger marocchino <em>Taha Belafrej</em> <a title="Vai al post originale in francese" href="http://balafrejtaha.blogspot.com/2009/01/mohamed-vi-ne-participe-pas-aux-sommets.html">ha commentato</a> [fr] l&#39;assenza di re Mohammed VI, affermando:</p>
<blockquote><p>Dans un communiqué du Cabinet Royal diffusé par la MAP, des explications sont données à cette non participation.</p>
<p>Voici un extrait de ce communiqué:</p>
<p>“Quelle que soit la réalité objective et douloureuse des graves agressions externes, nous nous devons d&#39;être francs avec nous-mêmes et de reconnaître que le problème réside dans le corps arabe lui-même et que, partant, la solution est à trouver, d&#39;abord, chez les arabes eux-mêmes”.</p></blockquote>
<div class="translation">La giustificazione dell&#39;assenza del sovrano viene fornita in un <a title="Vai al post originale in francese" href="http://www.map.ma/fr/sections/boite1/sm_le_roi_decide_de/view">documento</a> [fr] fatto circolare all&#39;interno del Gabinetto reale dalla MAP [Maghreb Arab Presse, l&#39;agenzia di stampa nazionale]</p>
<p>Ecco un estratto del documento:</p>
<p>&#8220;Qualunque sia la realtà oggettiva del grave e doloroso attacco esterno, dobbiamo essere onesti con noi stessi e ammettere che il problema risiede nel mondo arabo e la soluzione va quindi cercata fra gli stessi arabi.&#8221;
</p></div>
<p><em>Ibn Kafka</em>, in risposta al documento del governo marocchino (disponibile sul sito francese della <a title="Vai al sito originale in francese" href="http://www.map.ma/fr/sections/last_politique/les_leaders_des_part/view">Maghreb Arab PressP</a> [fr]), si limita ad affermare che &#8220;ogni commento è superfluo&#8221;, aggiungendo ben poco.</p>
<p>Un lettore esprime il proprio disappunto sulla mancanza di analisi da parte di Ibn Kafka, scrivendo:</p>
<blockquote><p>Je visite ce blog depuis quelques semaines. Et je suis frappé de ne trouver aucune analyse, aucun rappel historique, aucune approche politique.</p>
<p>De la part d’un juriste, je trouve que cela est bien faible, c’est dommage! Ce n’est pas ainsi que l’on y verra plus clair!</p>
<p>On détestera davantage les juifs, c’est sûr! Sinon, pas grand chose!</p>
<p>Et seule critique …celle de la décision de M6 de ne pas participer à la mascarade organisée par les princes du golfe!</p></blockquote>
<div class="translation">Ho visitato questo blog nelle scorse settimane e sono rimasto meravigliato dal non trovarvi nessuna traccia di analisi, di ricostruzione storica o un approccio politico. Lo trovo un comportamento deludente da parte di un avvocato, è un vero peccato! Non è certo così che si chiarirà la questione!</p>
<p>Sicuramente finiremo per odiare ancora di più gli ebrei! Oppure non cambierà nulla!</p>
<p>E&#8230; l&#39;unica critica riguarda la decisione di M6* di non partecipare alla farsa organizzata dai principi del Golfo!
</p></div>
<p>[*M6 è un&#39;abbreviazione usata spesso per indicare re Mohammad VI.]</p>
<p>Mentre infuria il dibattito sulla decisione del re, altri blogger si chiedono cosa sia possibile fare per fermare gli attacchi israeliani su Gaza. <em>Abdelilah Boukili</em> è <a title="Vai al post originale in inglese" href="http://abdoukili.wordpress.com/2009/01/15/are-the-palestinians-let-down-by-their-fellow-arabs/">uno di loro</a> [in].</p>
<blockquote><p>L&#39;opinione pubblica ritiene che si dovrebbe intervenire militarmente lungo i confini con l&#39;Egitto, la Giordania e il Libano per frenare l&#39;attacco israeliano. Ma ciò sarebbe irrealistico. I Paesi arabi non vantano un esercito come quello NATO che è sottoposto a regolare addestramento e ha un comitato di comando che coordina le operazioni militari congiunte. Esistono calcoli politici che rendono alcuni Paesi restii ad affrontare rischi di questo tipo.</p>
<p>Gli arabi hanno dimostrato solidarietà ai palestinesi tramite proteste, condanne e l&#39;invio di aiuti umanitari. Sta ai palestinesi dimostrare una forte unità interna prima di chiedere al resto del mondo arabo di essere dalla loro parte. Le divergenze fra i palestinesi non fanno altro che rafforzare le dividsioni esistenti sul modo di sostenere la loro causa.</p></blockquote>
<p><em>Actual Digital</em> [es], in un post intitolato &#8220;No a la barbarie&#8230;The Slaughter Must Stop&#8221;, commenta: &#8220;Quien quiere hoy borrar Gaza del mapa, mañana será borrado del mapa de Oriente Medio&#8221; [&#8221;Chiunque voglia cancellare Gaza dalle mappe geografiche, domani sarà cancellato dal Medio Oriente&#8221;]. Continua il blogger:</p>
<blockquote><p>El infierno de Gaza no para, cuantos muertos y heridos espera Israel ver para anunciar su victoria, ¿quiere Israel borrar Gaza por completo del mapa? Si eso es lo que está haciendo hoy mañana no sabemos lo que les guarda el futuro. Todavía tras la masacre de más de mil personas inocentes y 5 mil heridos una de ellos mujeres y niños quiere continuar sus crímenes, niega al pueblo palestino vivir libre como todo el mundo. Políticos y militares dicen de misma voz “No han conseguido todavía sus objetivos..Desde 60 años dicen lo mismo, y qué son sus objetivos, más palestinos muertos, más masacres, más tragedias y ninguna luz en el horizonte o esperanza de vivir en libertad. ¿Eso es lo quiere Occidente ver?. Donde está esa la Comunidad Internacional, en este momento de dolor palestino parece que solo mueven para proteger sus intereses… y los de sus aliados ¿Por qué no se aplican los mismos standards y las mismas leyes internacionales para todas las naciones y pueblos?</p></blockquote>
<div class="translation">L&#39;inferno di Gaza non si ferma: quanti morti e feriti prevede Israele di vedere prima di annunciare la propria vittoria? Israele vuole forse cancellare del tutto Gaza dalle mappe geografiche? Se è questo quel che viene fatto ora, non osiamo immaginare cosa possa riservare il futuro. Dopo il massacro di oltre 1.000 innocenti e il ferimento di 5.000, fra cui donne e bambini, Israele continua a perpetrare i propri crimini e a negare ai palestinesi di vivere liberamente come chiunque altro. Politici e militari sottolineano: &#8220;Ancora non hanno raggiunto il loro scopo&#8230;ripetono la stessa solfa da oltre 60 anni, ma cos&#39;è che vogliono, ancora morti palestinesi, ancora massacri, ancora tragedie senza via di scampo nè alcuna speranza di vivere in pace? È questo che l&#39;Occidente vuol vedere? Dov&#39;è la comunità internazionale? In questo momento di sofferenza dei palestinesi sembra che non pensino ad altro che proteggere i loro interessi&#8230;e quelli dei loro alleati. Perchè non vengono applicati gli stessi parametri e le stesse leggi internazionali a tutti i popoli e nazioni?
</div>
<p>Il blogger che cura <em>Mon Paradis Inanimé</em> <a title="Vai al sito originale in francese" href="http://memoriesofanothersoul.wordpress.com/2009/01/14/il-ny-a-jamais-de-gagnant-dans-une-guerre/">sottolinea</a> come l&#39;opinione pubblica marocchina sia divisa sul conflitto:</p>
<blockquote><p>Au Maroc les avis sont partagés sur cette affaire. J’ai été très étonnée et surprise de voir que des musulmans très pratiquants ne supportaient pas le Hamas : “ce sont des gens qui se servent des civils et qui sont responsables de la mort d’autants d’innocents en Palestine!” disent-ils.</p>
<p>Les jeunes marocains sont aussi divisés et du jour au lendemain une grande majorité des jeunes est devenue religieuse comme par miracle! L’effet médiatique est à son comble. Malheureusement une grande partie des jeunes se laisse emporter par les médias et manque d’esprit critique. Hier encore je fus supprimée de la liste de contacts d’un ami parce que je l’ai décrit comme antisémite et ce parce que je lui ai dit qu’il y a une différence immense entre un juif et un sioniste. Le judaïsme existe depuis des millénaires alors que le sionisme est centenaire. Les sionists sont des personnes athées qui se sont servies des religions pour leurs profits personnels. Les juifs pratiquants déclarent haut et fort que dans leur livre religieux, la terre palestinienne ne leur appartient pas. Mais ça c’est un autre débat dans lequel je ne souhaite pas entrer. Je ne suis pas religieuse.</p></blockquote>
<div class="translation">In Marocco, l&#39;opinione pubblica appare divisa sul tema. Sono rimasto sconvolto e sorpreso nel vedere che molti musulmani praticanti non sostenevano l&#39;operato di Hamas: &#8220;Sfruttano i civili e sono responsabili della morte di molti innocenti in Palestina!&#8221;, dicono.<br />
Anche i giovani marocchini sono divisi e, improvvisamente, la stragrande maggioranza dei giovani sembra essere diventata religiosa per miracolo! L&#39;influenza dei media è al massimo. Sfortunatamente i giovani possono essere facilmente manipolati dai mezzi di comunicazione per via della loro quasi totale mancanza di spirito critico. Proprio ieri sono stato rimosso dall&#39;elenco dei contatti di un mio amico perchè l&#39;ho descritto come un antisemita e perchè gli ho spiegato l&#39;enorme differenza fra un ebreo e un sionista. L&#39;Ebraismo esiste da millenni mentre il sionismo da secoli. I sionisti sono atei che hanno utilizzato la religione per il proprio tornaconto personale. Gli ebrei lo dicono chiaramente, nei loro testi sacri, che i territori palestinesi non appartengono a loro. Ma questo è un dibattito in cui preferisco non inoltrarmi. Non sono religioso.</div>
<p>Anche la comunità ebraica marocchina si è espressa sul conflitto, dimostrando ancora una volta la linea di divisione presente nell&#39;opinione pubblica marocchina. Quanto segue è <a title="Vai al post originale in inglese" href="http://riadzany.blogspot.com/2009/01/moroccan-jewish-community-condemns.html">tratto da <em>The View from Fez</em></a> [in]:</p>
<blockquote><p>Il segretario generale della Fondazione per il patrimonio culturale ebraico-marocchino, Simon Lévy, ha denunciato l&#39;aggressione israeliana a Gaza e ha fatto appello alla comunità internazionale perchè intervenga nella risoluzione del conflitto.</p>
<p>&#8220;Siamo inorriditi dall&#39;ingiustificabile carneficina che ha ucciso un migliaio di persone a Gaza&#8221;, ha affermato Levy in un intervento all&#39;emittente radiofonica &#8216;Rabat Chaîne Inter&#39;.</p>
<p>&#8220;Ciò è orribile e non è questa la mia visione dell&#39;Ebraismo&#8221;, dice Levy, esprimendo la speranza per la pace e per la fine del massacro dei palestinesi a Gaza.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.globalvoicesonline.org/2009/01/marocco-il-paese-si-divide-su-gaza/feed/</wfw:commentRss>
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