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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Davide Galati</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Europa: social media e memoria sociale</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 17:34:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Galati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[articolo originale diVeronica Khokhlova  &#183; tradotto da Davide Galati &#183;  vai all&#39;articolo originale 
Evgeny Morozov interviene sul tema dei “social media e memoria sociale” [in], e parla di un progetto su Facebook [in] riguardante un ragazzo di 22 anni residente a Lublino che fa rivivere un bambino ebreo di 7 anni [in] ucciso dai nazisti durante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/neeka/">Veronica Khokhlova</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/davideg/'>Davide Galati</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/12/03/cee-social-media-and-sociel-memory/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Evgeny Morozov interviene sul tema dei “<a title="Articolo originale in inglese" href="http://neteffect.foreignpolicy.com/posts/2009/11/20/social_media_and_social_memory">social media e memoria sociale</a>” [in], e parla di <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.dw-world.de/dw/article/0,,4908523,00.html">un progetto su Facebook</a> [in] riguardante un ragazzo di 22 anni residente a Lublino che fa rivivere <a title="Post originale in russo" href="http://www.facebook.com/henio.zytomirski#/henio.zytomirski?v=wall">un bambino ebreo di 7 anni</a> [in] ucciso dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. <a title="Pagina originale in inglese" href="http://www.vaviblog.com/"><em>Vaviblog</em></a> [in] è un progetto analogo, che “dà voce” allo scienziato russo Nikolai Vavilov: “…se Vavilov fosse vivo oggi, si infilerebbe nel più vicino internet café a ogni occasione per condividere col mondo le sue scoperte”. Un altro progetto simile è lo <a title="Pagina originale in russo" href="http://hava-volovich.livejournal.com/">pseudo-blog di Hava Volovich</a> [ru], che nacque nel 1916 in Ucraina, trascorse quasi 20 anni nei campi di lavoro sovietico in esilio, e morì nel 2000.</p>
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		<title>Iran: un blogger rilasciato, un altro arrestato</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 15:04:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Galati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
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		<description><![CDATA[articolo originale diHamid Tehrani  &#183; tradotto da Davide Galati &#183;  vai all&#39;articolo originale 
Dieci giorni fa le autorità iraniane hanno rilasciato [in]  l&#39;ex vicepresidente e blogger Mohammad Ali Abtahi, dietro il pagamento di una cauzione pari a 700.000 dollari, dopo che il suo avvocato ne aveva reso pubblica la condanna a sei anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/hamid-tehrani/">Hamid Tehrani</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/davideg/'>Davide Galati</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/30/iran-a-blogger-released-another-arrested/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Dieci giorni fa le autorità iraniane <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.pbs.org/wgbh/pages/frontline/tehranbureau/2009/11/selected-headlines-71.html">hanno rilasciato</a> [in]  l&#39;ex vicepresidente e blogger Mohammad Ali Abtahi, dietro il pagamento di una cauzione pari a 700.000 dollari, dopo che il suo avvocato ne aveva reso pubblica la condanna a sei anni di carcere. Abtahi è ora in attesa del processo d&#39;appello. Gli attivisti per i diritti umani <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.hra-news.org/news/9419.aspx">hanno inoltre fatto sapere</a> [far] che pochi giorni fa Sasan Aghayi, blogger e giornalista, è stato arrestato a Teheran.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Uruguay: variegate le reazioni online all&#039;elezione del neopresidente Mujica</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 05:15:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Galati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Il candidato del partito di sinistra <em>Frente Amplio</em> ha vinto con il 51,9% nell'atteso secondo turno di votazioni. Nella storia del Paese, è il primo presidente con un passato di guerrigliero nei <em>Tupamaros</em> ma oggi con idee neoliberiste - e i rilanci dei blogger non mancano di sottolineare tali aspetti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/mario-blanco/">Mario Blanco</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/davideg/'>Davide Galati</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/12/01/uruguay-mujica-is-president-after-run-off-election/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Finalmente è stato eletto il nuovo presidente dell’Uruguay: domenica  scorsa <a title="Pagina di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jos%C3%A9_Mujica" target="_blank">José “Pepe” Mujica</a> [it], candidato del partito progressista <em>Frente Amplio</em>, ha ottenuto la maggioranza dei voti al secondo turno. <a title="Post di GVO in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/10/28/uruguay-presidential-election-heads-for-runoff/" target="_blank">Il primo turno di votazioni presidenziali</a> [in] aveva avuto luogo l’ultima domenica di ottobre: in quell&#39;occasione nessun candidato era riuscito a raggiungere la maggioranza di voti necessaria per la vittoria diretta. Mujica era risultato in vantaggio con il 48,16% dei voti, insieme al neoeletto vicepresidente Danilo Astori [suo compagno di partito e avversario alle  primarie].</p>
<div id="attachment_109283" class="wp-caption alignright" style="width: 170px;"><a href="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/11/399px-Pepemujica2.jpg"><img class="size-medium wp-image-109283" title="Foto di José Mujica di Agência Brasil, ripresa da Wikipedia su licenza Creative Commons" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/11/399px-Pepemujica2-199x300.jpg" alt="Foto di José Mujica di Agência Brasil, ripresa da Wikipedia su licenza Creative Commons" width="150" height="230" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Foto di José Mujica di Agência Brasil, <a title="Foto da Wikipedia in spagnolo" href="http://es.wikipedia.org/wiki/Jos%C3%A9_Mujica">ripresa da Wikipedia</a> [sp] su licenza Creative Commons</p>
</div>
<p>Il sito <a title="Articolo originale in spagnolo" href="http://elecciones.180.com.uy/articulo/Mujica-una-vida-de-pelicula" target="_blank">Portal 180</a> [sp] descrive la vita del primo guerrigliero salito fino alla presidenza dell’Uruguay: storicamente Mujica ha infatti partecipato al <a title="Pagina di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tupamaros" target="_blank">Movimento di Liberazione Nazionale - Tupamaros</a> [it] durante gli anni ’60, nelle cui file ha combattuto contro il governo di <a title="Pagina di Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Jorge_Pacheco_Areco" target="_blank">Jorge Pacheco Areco</a> [in]. È stato coinvolto in azioni armate come la <a title="Pagina di Wikipedia in spagnolo" href="http://es.wikipedia.org/wiki/Toma_de_Pando" target="_blank"><em>Toma de Pando</em></a> [sp] (Presa di Pando) e la <em>Fuga da Punta Carretas</em> (epica evasione dal penitenziario di Punta Carretas, dove rimase per 13 anni, recentemente <a title="Articolo originale in spagnolo" href="http://www.clarin.com/diario/2009/04/12/espectaculos/c-01501.htm" target="_blank">narrata in un documentario di History Channel</a> [sp]).</p>
<p>In seguito è stato tra i fondatori del <a title="Pagina originale in spagnolo" href="http://www.mpp.org.uy/" target="_blank"><em>Movimiento de Participación Popular</em></a> [sp], per il quale venne eletto deputato, senatore e più recentemente nominato Ministro dell’Agricoltura.</p>
<p>“Ni vencidos, ni vencedores” (“Né vincitori né vinti”), questo lo slogan scelto dal neopresidente per riassumere il significato della sua vittoria.</p>
<p>Nella blogsfera si leggono opinioni molto forti sui risultati elettorali. La reazione dell’autore anonimo del blog conservatore <a title="Post originale in spagnolo" href="http://ociomentario.blogspot.com/2009/11/hecho-innegable-y-triste.html" target="_blank">Ociomentario </a>[sp] può essere interpretata come delusione:</p>
<blockquote><p>URUGUAY ELIGIÓ POR PRIMERA VEZ EN SU HISTORIA UN PRESIDENTE ASESINO</p></blockquote>
<div class="translation">L’Uruguay ha eletto per la prima volta nella storia un presidente assassino.</div>
<p>Per l’autore del blog di sinistra <a title="Post originale in spagnolo" href="http://elpolvorin.over-blog.es/article-uruguay-mujica-el-presidente--40286063.html" target="_blank">El Polvorin</a> [sp], l’elezione di Mujica rappresenta un falso cambiamento:</p>
<blockquote><p>Como el nuevo portavoz del neo liberalismo en Uruguay disfrazado de Izquierdista, continua la política digitada por el FMI [Fondo Monetario Internacional], con dos caras y dos discursos, uno cuando viaje a Venezuela y el otro cuando viaje a EEUU, como Tabaré.</p>
<p>Nada habrá que esperar de estos nuevos neo liberales, “vuelve el pobre a su pobreza, vuelve el rico a su riqueza”.</p></blockquote>
<div class="translation">Come nuovo portavoce del neoliberismo in Uruguay spacciato per progressismo, [Mujica] continuerà le politiche del Fondo Monetario Internazionale, con due pesi e due misure, una quando si reca in Venezuela e l’altra quando va negli Stati Uniti, come [l’attuale presidente] Tabaré.</div>
<p>Non c’è niente da aspettarsi da questi neoliberisti, “il povero torna alla propria povertà, il ricco torna alla propria ricchezza”.</p>
<p>Tra coloro che invece celebrano il neopresidente, il blogger Antonio Giossa,  uruguayano residente in Argentina, <a title="Post originale in spagnolo" href="http://www.giossa.com/paises/uruguay/habemus-pepe/" target="_blank">dà la sua interpretazione</a> [sp] sulle elezioni, spiegando che Mujica ha vinto l&#39;elezione per tre motivi principali:</p>
<blockquote><p>Primero y principal, será la continuidad del actual gobierno frenteamplista. Si bien su estilo lo diferencia un poco de Tabaré Vázquez, Mujica cumplirá a rajatabla el lineamiento planteado por el Programa Político del Frente Amplio.</p>
<p>Segundo, su personalidad y su carisma. Campechano, frontal, honesto, sin pelos en la lengua. Algo que a veces puede jugar en contra y cosechar rechazos, pero que también ha logrado generar una confianza casi absoluta de parte de los votantes y simpatizantes.</p>
<p>Tercero, el Frente Amplio logró demostrar, a partir del año 2004, que es una fuerza política que sabe ejercer el gobierno en forma responsable, efectiva y con un solo objetivo en mente: el bienestar del pueblo.</p></blockquote>
<div class="translation">Primo aspetto e il più importante, è nel segno della continuità rispetto all’attuale governo del <em>Frente Amplio</em>. Se il suo stile lo distinguerà da quello di Tabaré Vazquez, Mujica sarà in grado di soddisfare tutti i punti stabiliti nel programma politico del <em>Frente Amplio</em>.<br />
Secondo, la personalità e il carisma. La sua immagine di uomo del popolo, diretto, onesto, schietto nel parlare. È qualcosa che potrebbe rivoltarglisi contro e renderlo impopolare, ma è anche ciò che potrebbe fargli guadagnare la fiducia assoluta di  elettori e seguaci.<br />
Terzo, fin dal 2004 il <em>Frente Amplio</em> ha dimostrato di essere una forza politica capace di assumere la guida del Paese in modo responsabile ed efficace, con un unico obiettivo in mente: il benessere del Paese.</div>
<p>Mujica presterà giuramento come presidente nel marzo 2010 per un mandato di cinque anni.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Yemen: guerra civile o conflitto per procura?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/yemen-guerra-civile-o-conflitto-per-procura/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 05:11:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Galati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arabia Saudita]]></category>
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		<description><![CDATA[Pur se non molti blogger sembrano occuparsi del conflitto in corso, alcuni stralci da vari post fanno risaltare una questione centrale di ampie conseguenze: si tratta di una guerra civile o di un conflitto più largo, una guerra per procura tra l'Arabia Saudita sunnita e l'Iran sciita?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/tarek-amr/">Tarek Amr</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/davideg/'>Davide Galati</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/23/yemen-a-civil-or-proxy-war/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>La <a title="Articolo originale in italiano" href="http://www.medarabnews.com/2009/11/18/la-crisi-yemenita-e-il-nuovo-scontro-settario-irano-saudita/">guerra in corso</a> [it] nello Yemen merita senz’altro l&#39;interesse di <em>Global Voices Online</em>, ma mi ha veramente colpito notare come non siano molti i blogger interessati al conflitto. Ecco quindi una serie di stralci tratti da post di blogger residenti in diversi Paesi dell&#39;area.</p>
<p>Il giornalista yemenita <em>Nasser Arrabye</em> tiene un diario su <em>Blogspot</em> per aggiornare sulla situazione. Lo scorso agosto <a title="Post originale in inglese" href="http://narrabyee-e.blogspot.com/2009/08/yemen-threatens-to-strike-al-houthi.html">descriveva</a> [in] le operazioni militari che opponevano il governo dello Yemen ai ribelli Houthi (movimento sciita <a title="Pagina originale di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Zaydismo">zaydista</a> [it], così chiamato dal nome del fondatore Hussein al-Houthi):</p>
<blockquote><p>Il governo yemenita ha dichiarato giovedì scorso che avrebbe intrapreso azioni militari per liberare scuole ed edifici governativi usati come caserme dai ribelli Houthi a <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Sa%27dah_insurgency">Sadaa</a> [in], nel nord del Paese.</p></blockquote>
<p>Il giornalista prosegue così:</p>
<blockquote><p>La dichiarazione è arrivata successivamente a notizie di intensi combattimenti avutisi questa settimana tra i ribelli e le truppe governative: negli scontri sono stati uccisi o feriti decine di soldati su entrambi i fronti.</p>
<p>“Da quando il presidente yemenita Ali Abdullah Saleh ha ordinato l’interruzione delle operazioni militari, sabotatori e terroristi hanno continuato gli attacchi contro i cittadini e le forze di sicurezza, commettendo crimini odiosi indiscriminatamente, anche contro anziani, bambini e donne, oltre a rapimenti, case e strade distrutte&#8221;, prosegue la dichiarazione.</p></blockquote>
<p>Ma sembra che i ribelli Houthi abbiano un diverso punto di vista:</p>
<blockquote><p>I ribelli di al-Houthi hanno tuttavia affermato di essersi limitati a difendersi e di non volere un’altra guerra.</p></blockquote>
<p>Qualche mese dopo nessuno è stato più grado di fermare la guerra in corso. Ma a quel punto veniva sollevata anche una nuova domanda: nello Yemen sta prendendo piede una guerra civile o ci sono altre forze coinvolte in questo conflitto?</p>
<p>I ribelli Houthi hanno affermato che i sauditi stanno partecipando al conflitto, e che le loro truppe sono lì per sostenere il governo yemenita. Il governo, d’altro canto, l’ha negato. Nasser Arrabyee ha <a title="Post originale in inglese" href="http://narrabyee-e.blogspot.com/2009/11/saudi-intervention-in-war-against.html">scritto</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Un ufficiale yemenita ha negato lunedì scorso le affermazioni dei ribelli sul fatto che l’esercito abbia utilizzato una base saudita per attaccarli.</p>
<p>Le autorità saudite hanno “permesso all’esercito dello Yemen di utilizzare una loro base a Jabal al-Dukhan dalla quale hanno sferrato degli attacchi”, si legge in una dichiarazione di al-Houthi inviata via email.</p>
<p>L’ufficiale, che ha voluto restare anonimo, ha detto che al-Houthi cerca solo di nascondere i propri insuccessi chiamando in causa interferenze saudite. “Jabal al-Dukhan è in terra yemenita, non saudita”, ha aggiunto. Questa non è la prima volta che i ribelli di Al-Houthi accusano l’Arabia Saudita di intromettersi nel conflitto.</p></blockquote>
<p>Ma qualche giorno dopo Nasser Arrabyee <a title="Post originale in inglese" href="http://narrabyee-e.blogspot.com/2009/11/continuous-confrontations-between-al.html">ha scritto un altro post</a> [in] sul suo blog:</p>
<blockquote><p>Almeno 5 soldati sauditi e 15 ribelli Houthi sono stati uccisi nel corso di intensi combattimenti tra i ribelli e le forze saudite ad Al-Khuba e Jabal al-Dukhan, nell’area di Jaizan nel sud del Regno [saudita], hanno dichiarato fonti locali giovedì.</p>
<p>Il leader dei ribelli, Abdul Malik al-Houthi, ha dichiarato giovedì che l’esercito saudita sta bombardando le postazioni dei suoi combattenti sulla frontiera presso Al-Malahaid, a ovest di Saada, “con ogni genere di armi”.</p></blockquote>
<p>Così le dichiarazioni dei ribelli sul coinvolgimento saudita sono risultate vere, e ciò ha spinto il blogger Gregory [Johnsen] <a title="Post originale in inglese" href="http://islamandinsurgencyinyemen.blogspot.com/2009/11/big-question-for-saudi-arabia.html">a porre le seguenti domande</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Ho l’impressione che l’idea di gettarsi in quel pantano che è la ribellione nel Nord non sia stata una decisione ben ponderata in Arabia Saudita, portando così a un’altra domanda che mi sto ponendo da un pezzo: chi è a gestire le opzioni yemenite in Arabia Saudita? Certamente non il Sultano. E anche se [il Ministro degli interni] Muhammad bin Nayef ha l’incarico di contrastare il terrorismo di Al-Qaida, l’Arabia Saudita non è gli USA e non è concentrata solo su Al-Qaida. La sua relazione con lo Yemen è complessa.</p>
<p>La mia idea è che non vi sia un preciso responsabile, ma che diversi soggetti gestiscano a turno la questione senza buone idee sugli obiettivi da perseguire, a parte rimbalzare di crisi in crisi cercando di impedire che i pazzi yemeniti e i loro problemi superino i confini.</p></blockquote>
<p>Sapphire ha lasciato un commento sul post di Gregory, <a title="Commento originale in inglese" href="http://islamandinsurgencyinyemen.blogspot.com/2009/11/big-question-for-saudi-arabia.html?showComment=1257592431993#c6430825506711060284">cercando di interpretare i motivi per cui l’Arabia Saudita abbia deciso in entrare in guerra</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Ora, perché i sauditi hanno deciso l&#39;intervento militare in Yemen? Si dice che dopo aver dovuto concedere l’area dell’Iraq sul confine settentrionale agli sciiti iracheni, i sauditi non possano concedere e non tollerino un altro stato sciita al confine meridionale, ipotizzando che i ribelli Houthi possano riuscire a sconfiggere il governo centrale e conquistare l’indipendenza.</p></blockquote>
<p>La blogger egiziana Zeinobia <a title="Post originale in inglese" href="http://egyptianchronicles.blogspot.com/2009/11/this-is-not-regular-war-this-is.html">è preoccupata per l’intervento saudita</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Ufficialmente l’Arabia Saudita ha dichiarato guerra ai ribelli Houthi; non è mia intenzione discutere se ciò sia giusto o meno, oppure se sia un conflitto all&#39;interno di un più ampio confronto regionale, ma voglio chiarire il fatto che probabilmente l’Arabia Saudita non riuscirà a vincere questa guerra in nessun modo nonostante tutta la tecnologia multimilionaria di cui dispone, semplicemente perché questa è una guerriglia tra le montagne!</p></blockquote>
<p>E prosegue così:</p>
<blockquote><p>Non so perché i sauditi abbiano scelto di impantanarsi come abbiamo fatto noi negli anni ’60, è una situazione chiaramente ironica, perché all’epoca sostenevano gli yemeniti contro di noi!!! Ho letto anzi notizie che riportano voci sull’uso di fosforo bianco contro i civili da parte dei sauditi!! È forse un <em>déjà vu</em>??!!??</p></blockquote>
<p>Ma sono solo i sauditi sono ad essere coinvolti in questa guerra? Una nave iraniana è stata bloccata al largo delle coste yemenite. Ciò ha fatto <a title="Post originale in inglese" href="http://narrabyee-e.blogspot.com/2009/11/al-houthi-linked-iranian-sailors.html">scrivere a Nasser Arrabyee quanto segue</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Una nave iraniana carica di armi forse indirizzate ai ribelli di al-Houthi è stata intercettata il 26 ottobre 2009, sulle coste al largo di Midi, nel nord-ovest dello Yemen. L’equipaggio di 6 membri, 5 iraniani e un indiano, sono ora trattenuti per indagini nella capitale yemenita Sana’a. L’ambasciata iraniana a Sana’a ha negato che la nave stesse trasportando armi.</p></blockquote>
<p>Di conseguenza Gregory ha scritto che <a title="Post originale in inglese" href="http://islamandinsurgencyinyemen.blogspot.com/2009/11/why-why.html">nello Yemen è forse in corso un conflitto per procura</a> [in]:</p>
<blockquote><p>“Abbiamo quindi una guerra per procura tra l’Arabia Saudita e l’Iran,” ha affermato Simon Henderson (riferendosi a una dichiarazione di quest&#39;ultimo, direttore del <em>Gulf and Energy Policy</em> al <em>Washington Institute for Near East Policy</em>).</p></blockquote>
<p>Il coinvolgimento di Arabia Saudita, Iran, sunniti e sciiti, risveglia le riflessioni di Abul Maali Fayek, perché sembra che <a title="Post originale in arabo" href="http://lokmetaesh.blogspot.com/2009/11/blog-post_1876.html">stia succedendo ciò che temeva</a> [ar]:</p>
<div class="arabic">وقع ما كنا نحذر منه من إشعال الفتنة الطائفية بين السنة والشيعة،وعلى شيوخ الفضائيات أن يسنوا رماحهم ويجلسوا ليتفرجوا على معارك المسلمين بعضهم البعض،ولعل الشيخ عرعور وقناته الطائفية “قناة صفا” لعلهم يكونو قد استراحوا قليلا بعد أن شاهدوا الحرب الدائرة بين دولة عربية مسلمةوكبيرة فى الحجم والمقام هى المملكة العربية السعودية وبين مسلمين آخرين فى اليمن الشقيق هم جماعة “الحوثيين الشيعة” واستمرار تلك المعارك ليس فى صالح أحد</div>
<div class="translation">Ciò su cui vi stavo mettendo in guardia sta avvenendo, un conflitto settario tra sunniti e sciiti. E ora è il turno del clero che tramite le TV satellitari versa benzina sul fuoco del conflitto e tiene sotto controllo i combattimenti tra musulmani. E allora può essere, può essere che lo Sceicco Aarour e il suo canale satellitare “Safa” [filo-sunnita] siano felici di assistere alla guerra tra una grande e rispettabile nazione musulmana come l’Arabia Saudita e i fratelli nello Yemen, che sono sciiti Houthi. La continuazione di questo conflitto non fa bene a nessuno.</div>
<p>E in conclusione, Zeinobia <a title="Post originale in inglese" href="http://egyptianchronicles.blogspot.com/2009/11/this-is-not-regular-war-this-is.html">si chiede</a> [in] se la Lega degli Stati Arabi esista ancora e perché non assuma nessuna iniziativa per fermare questa guerra:</p>
<blockquote><p>Non so se faccia più ridere o piangere: il sangue arabo e musulmano non andrebbe versato in questo modo per mano di altri con sangue arabo o musulmano!! Alla fin fine siamo tutti fratelli.</p>
<p>Non capisco dove sia la Lega Araba quando serve, Amr Moussa pare essere fuori città, beh, secondo me sta perdendo punti come possibile candidato presidenziale [alle elezioni egiziane del 2011]!!</p></blockquote>
<div class="notes">Per ulteriori informazioni, si veda un altro recente post su Global Voices Online, <a title="Post su GVO in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/11/18/saudi-arabia-well-defend-ourselves-for-the-right-reason/">Saudi Arabia: We&#39;ll Defend Ourselves - For The Right Reason</a> [in].</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Francia: prestigioso premio letterario comporta l&#039;“obbligo alla riservatezza”?</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 05:14:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Galati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa occidentale]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Premio Goncourt è stato assegnato alla scrittrice e commediografa franco-senegalese Marie NDiaye, da tempo però trasferitasi a Berlino principalmente per le scelte politiche del presidente Sarkozy. Tale posizione suscita le polemiche di un parlamentare, prontamente rintuzzate dalle repliche di blogger e intellettuali francesi. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/suzanne-lehn/">Suzanne Lehn</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/davideg/'>Davide Galati</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/15/france-does-prestigious-literary-award-entail-a-duty-of-restraint/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>In Francia l’avvio della stagione letteraria di quest’anno ha visto la scrittrice e commediografa franco-senegalese <a title="Pagina originale di Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Marie_NDiaye">Marie NDiaye</a> [in] vincere il <a title="Pagina originale di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Premio_Goncourt">Premio Goncourt</a> [it] da tempo atteso [come prima scrittrice di colore e, più in generale, prima donna dal 1998]. Tuttavia da due anni la Ndiaye e famiglia si sono trasferiti a Berlino, soprattutto per le scelte politiche del presidente Nicolas Sarkozy. L’anno scorso, la giuria di questo prestigioso premio ha suscitato clamore selezionando come vincitore lo scrittore afgano <a title="Pagina originale di Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Atiq_Rahimi">Atiq Rahimi</a> [in] per il suo romanzo in lingua francese <em>Syngué Sabour</em> [La pietra della pazienza]. La scelta di oggi sarà un’ulteriore opportunità per celebrare le differenze in una società francese in mutamento? O questo momento verrà invece rovinato dalle polemiche?</p>
<p>DW-World <a title="Articolo originale in inglese" href="http://www.dw-world.de/dw/article/0,,4884146,00.html">spiega</a> [in] :</p>
<blockquote><p>In un’intervista concessa alla rivista “Inrockuptibles” l’estate scorsa, la Ndiaye ha dichiarato come la decisione di lasciare la Francia per trasferirsi a Berlino fosse dovuta “principalmente a causa di Sarkozy”.</p>
<p>La polemica è cominciata quando Eric Raoult, parlamentare e membro del partito di governo UMP del presidente Sarkozy, ha presentato un’interrogazione al Ministro della cultura rispetto a tali dichiarazioni della NDiaye sul presidente, raccomandando di ricordare alla scrittrice l&#39;“obbligo alla riservatezza” che compete ai vincitori del Premio Goncourt.</p>
<p>Come risposta, l’establishment culturale francese è intervenuto nel dibattito accusandolo di atteggiamenti censori. Bernard Pivot, un membro della giuria del Goncourt, ha accusato Raoult di non saper nulla della scena letteraria.</p></blockquote>
<p>La NDiaye, nata nel 1967 da madre francese e padre senegalese, ha vinto il premio Goncourt con il romanzo “Trois femmes puissantes” (“Tre donne potenti”), la storia di tre donne che fanno la spola tra la Francia e il Senegal e sulle esperienze infernali dell’emigrazione dall’Africa.</p>
<p>“La storia di questi migranti è stata già raccontata molte volte, ma sarei felice di poter contribuire a farne comprendere meglio il destino,” ha spiegato la Ndiaye.</p>
<p>Cos’ha scatenato le ire di Eric Raoult? Niente meno che un intervista della scrittrice, quando in risposta alla domanda della <a title="Articolo originale in francese" href="http://www.lesinrocks.com/actualite/actu-article/t/1257862620/article/raoultndiaye-on-nest-plus-en-1942/">rivista <em>Les Inrocks</em></a> [fr]: “Sta bene nella Francia di Sarkozy?”, ha dichiarato:</p>
<blockquote><p>« Je trouve cette France-là monstrueuse. Le fait que nous (avec son compagnon l’écrivain Jean-Yves Cendrey, et leurs trois enfants – ndlr) ayons choisi de vivre à Berlin n’est pas étranger à ça. (…) Je trouve détestable cette atmosphère de flicage, de vulgarité… »</p></blockquote>
<div class="translation">“Trovo questa Francia mostruosa. Il fatto che noi (la Ndiaye, il suo compagno, lo scrittore Jean-Yves Cendrey, e i loro tre figli) abbiamo deciso  di trasferirci a Berlino non è estraneo a questo motivo. (…) Trovo odiosa questa atmosfera piena di volgarità, di atteggiamenti polizieschi…”</div>
<p>Il noto blogger e avvocato <a title="Post originale in francese" href="http://www.maitre-eolas.fr/post/2009/11/12/Prix-Busiris-pour-Éric-Raoult"><em>Maître Eolas</em></a> [fr] demolisce l’affermazione di Eric Raoult in un post ironico e ben argomentato, assegnandogli alla fine il “Premio Busiris” (“buse” può essere tradotto con “zuccone”).</p>
<p>Innanzitutto corregge un errore grammaticale:</p>
<blockquote><p>Tout d’abord, et le ministre de la culture et de la communication aura rectifié de lui-même, le devoir de réserve ne peut en tout état de cause être dû aux lauréats mais dû par les lauréats : cette erreur de préposition fait du lauréat le créancier alors que dans <del datetime="2009-11-13T17:48:02+00:00">l’esprit</del> la tête du député, il en serait évidemment le débiteur.</p></blockquote>
<div class="translation">Tanto per cominciare, e il Ministro della Cultura e della Comunicazione l&#39;avrà già corretto da sé, l’obbligo di riservatezza non è dovuto <em>ai</em> vincitori del premio, ma piuttosto dovuto <em>da</em> vincitori del premio: questa preposizione sbagliata fa del vincitore un creditore mentre <del datetime="2009-11-13T21:16:34+00:00">nello spirito</del> nella testa del deputato diventa invece un debitore.</div>
<p>E dal punto di vista giuridico? Tra i testi citati, il blogger richiama naturalmente la <a title="Pagina originale di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dichiarazione_dei_diritti_dell%27uomo_e_del_cittadino">Dichiarazione dei Diritti Umani e del Cittadino del 1789</a> [it] insieme alla <a title="Pagina originale di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Convenzione_europea_per_la_salvaguardia_dei_diritti_dell%27uomo_e_delle_libert%C3%A0_fondamentali">Convenzione Europea per la salvaguardia dei Diritti Umani</a> [it]. E l’”obbligo di riservatezza” viene tradizionalmente richiesto ai servitori dello Stato?</p>
<blockquote><p>Le devoir de réserve est souvent invoqué à tort et à travers par des gens qui n’y ont rien compris comme interdisant à un fonctionnaire de s’exprimer, y compris parfois sur des affaires purement privées.</p></blockquote>
<div class="translation">L’obbligo di riservatezza è spesso invocato a vanvera da persone che non capendone nulla lo utilizzano per proibire a funzionari dello Stato di esprimersi, a volte persino su affari puramente privati.</div>
<p>L’avvocato conclude la sua argomentazione sulla disonestà del deputato, prima di assestargli il colpo di grazia:</p>
<blockquote><p>Ajoutons à cela qu’en 2005, en tant que maire du Raincy, lors des émeutes de l’automne, il fut le premier à proclamer l’état d’urgence dans sa commune pourtant épargnée par les actes de violence afin de griller la politesse au premier ministre, ce qui montre une certaine tendance à la gesticulation inutile pour attirer l’attention sur lui.</p>
<p>Ce qui établit en même temps le mobile d’opportunité politique, et emporte la décision.</p></blockquote>
<div class="translation">Aggiungiamo a tutto questo il fatto che nel 2005, quand’era sindaco di Le Raincy, durante le rivolte autunnali nelle banlieues, [Raoult] fu il primo a proclamare lo stato d’emergenza nel suo comune, sebbene risparmiato dalle violenze, pur di anticipare il primo ministro, il che dimostra una certa tendenza ad agitarsi inutilmente pur di attirare l’attenzione su di sé.<br />
Ciò chiarisce al contempo il movente dell’opportunismo politico, e ne spiega la decisione.</div>
<p>Altri blogger hanno usato toni altrettanto aspri.</p>
<p>Su <em>Art contemporain, la peau de l&#39;ours</em>, Philippe Rillon <a title="Post originale in francese" href="http://rillon.blog.lemonde.fr/2009/11/10/marie-ndiaye-eric-raoult-et-le-devoir-de-reserve/">scrive</a> [fr]:</p>
<blockquote><p>Nous comprenons fort bien que le devoir de réserve s’impose à tout serviteur de l’Etat; mais depuis quand la littérature et les auteurs sont ils assimilés aux fonctionnaires avec leurs droits et devoirs?</p>
<p>Nous avions déjà une “Culture administrée”, nous voici maintenant “artistes fonctionnaires” comme si Paris était Berlin-est d’avant la chute du mur…</p>
<p>(…)</p>
<p>Il serait quand même étonnant qu’au lendemain d’une hyper-médiatique commémoration de la chute du mur, ce godillot vienne gâcher le spectacle idylique des dominos qui tombent.</p></blockquote>
<div class="translation">Comprendiamo bene l’obbligo di riservatezza come regola da imporre a tutti i servitori dello Stato; ma da quand&#39;è che la letteratura e gli scrittori sono assimilati ai funzionari pubblici con gli stessi diritti e doveri?</p>
<p>Abbiamo già avuto una “Cultura amministrata”, eccoci ora agli “artisti di Stato” come se Parigi fosse la Berlino Est prima della caduta del muro…</p>
<p>(…)</p>
<p>Non sarebbe stupefacente se all’indomani dell’ipermediatica commemorazione della caduta del muro questo suo convinto sostenitore rovinasse la visione idilliaca del domino in rovina?</p></div>
<p>Nel frattempo Marie Ndiaye, dopo un tentativo di smorzare i toni in un’<a title="Pagina originale in francese" href="http://www.europe1.fr/Culture/Ndiaye-revient-sur-ses-propos-excessifs-sur-Sarkozy/%28gid%29/253818">intervista a Radio Europe 1</a> [fr], che nel trambusto è passata inosservata, ha fatto appello al Ministro francese della Cultura Frédéric Mitterand. Quest’ultimo <a title="Articolo originale in francese" href="http://www.leparisien.fr/flash-actualite-culture/marie-ndiaye-persiste-et-signe-frederic-mitterrand-juge-la-polemique-anecdotique-et-ridicule-12-11-2009-708919.php">giudica</a> [fr] la polemica “banale” e “ridicola”, e i <a title="Articolo originale in francese" href="http://www.lefigaro.fr/flash-actu/2009/11/13/01011-20091113FILWWW00566-ndiaye-raoult-ne-regrette-rien.php">protagonisti</a> [fr] continuano a restare fermi sulle <a title="Articolo originale in francese" href="http://www.marianne2.fr/Marie-NDiaye-ou-la-fable-de-l-ecrivain-rebelle_a182772.html?com">rispettive posizioni</a> [fr].</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cina: c&#039;è qualche relazione tra la siccità e l&#039;innalzamento della diga delle Tre Gole?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/cina-ce-qualche-relazione-tra-la-siccita-e-linnalzamento-della-diga-delle-tre-gole/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 05:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Galati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Diga delle Tre Gole, maggiore centrale idroelettrica del mondo, ha avviato un progetto per innalzare il bacino fino ad un'altezza massima di 175 metri. Ma la grave siccità in alcune province lungo i tratti medio e inferiore dello Yangtze solleva il problema (e la discussione) sui possibili effetti negativi del progetto. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/andy-yee/">Andy Yee</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/davideg/'>Davide Galati</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/11/china-drought-and-the-three-gorges-dam/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Dal settembre di quest’anno, la <a title="Voce originale di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Diga_delle_Tre_Gole">diga delle Tre Gole</a> [it], la più grande centrale idroelettrica del mondo, ha messo in opera il progetto di innalzamento del proprio bacino fino all’altezza prevista di 175 metri. Durante il mese di ottobre si sono verificati gravi fenomeni di siccità nelle province di Hunan e Jiangxi lungo i tratti medio e inferiore del <a title="Voce originale di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Yangtze_river">Fiume Azzurro (Yangtze)</a> [it]. Il 25 ottobre la Corporation responsabile del progetto ha <a title="Articolo originale in inglese" href="http://news.xinhuanet.com/english/2009-10/25/content_12321388.htm">dichiarato</a> [in] l&#39;inesistenza di legami tra la siccità e il progetto delle Tre Gole:</p>
<blockquote><p>Zheng Shouren, ingegnere a capo del comitato governativo che gestisce le risorse idriche dello Yangtze ha affermato che quanti accusano esclusivamente il progetto delle Tre Gole per la siccità nelle province di Hunan e Jiangxi hanno una visione parziale delle cose. “I fenomeni di siccità sono stati causati principalmente dalla scarsità di precipitazioni nella regione, insieme alle prolungate alte temperature a partire da settembre”, ha affermato Zheng, il quale fa anche parte dell&#39;Accademia nazionale d&#39;ingegneria.</p></blockquote>
<p>Lo stesso giorno è stato aumentata l’acqua in uscita dalla diga, in modo da alleviare gli effetti della siccità. Il 28 ottobre la CCTV ha <a title="Articolo originale in inglese" href="http://news.xinhuanet.com/video/2009-10/28/content_12346738.htm">riportato</a> [in] la notizia dell&#39;ulteriore abbassamento del livello dell’acqua. Le autorità hanno ammesso che il previsto livello di 175 metri quest’anno non verrà raggiunto, insistendo però sul fatto che la siccità non fosse in relazione con il progetto delle Tre Gole.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-105564" title="Le Tre Gole" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/11/Three-Gorges.jpg" alt="Le Tre Gole" width="383" height="257" /></p>
<p>Qian Gang (钱钢), noto giornalista cinese, è intervenuto nel dibattito. In un <a title="Post originale in cinese" href="http://www.1bao.org/?p=1052">post</a> [cin] su 1bao (壹报) il 2 novembre, ha scritto:</p>
<blockquote><p>旱灾通常由气候变化引致。今年夏秋，包括广东在内的诸多省份少雨干旱。但长江流域广大地区今次大旱情，却与三峡有关。据报道，三峡水库水位由9月15日的近148米上升到10月24日的170米，截留之水形成前所未有的巨大人工湖。</p></blockquote>
<p class="translation">La siccità è di norma causata dal cambiamento climatico. Alcune province, inclusa Guandong, hanno sofferto la siccità sia durante l’estate che in autunno. Ma la vasta area di siccità che circonda il Fiume Azzurro è causata dal progetto delle Tre Gole. Secondo alcuni rapporti, il livello del bacino è aumentato da 148m il 15 settembre a 170m il 24 ottobre. Ciò ha dato origine a un lago artificiale di dimensioni enormi e senza precedenti.</p>
<blockquote><p>而与此同时，湖南各条长江支流水位迅速下降，洞庭湖水位降至60年来同期最低值。渔民无鱼可捕，枯水影响航运，长沙等城市食水供应告急。江西境内的4条大河逼近或低于历史同期最低水位。鄱阳湖比正常年份提前40天进入枯水期。</p></blockquote>
<p class="translation">Allo stesso tempo, è diminuito rapidamente il livello di alcuni affluenti nella provincia di Hunan. Il lago Dongting è sceso al livello più basso degli ultimi 60 anni. I pescatori e i trasporti via fiume ne hanno subìto serie conseguenze. L&#39;acqua corrente va diminuendo in città come Changsha. I livelli dei quattro fiumi principali nella provincia di Jiangxi sono crollati ai minimi storici. Il lago Poyang è entrato nella stagione arida 40 giorni prima del solito.</p>
<p>Il giornalista prosegue criticando le autorità::</p>
<blockquote><p>长江水利委员会的专家把华中干旱的原因归咎于天气，称三峡蓄水是为了抗旱，蓄至高水位，才能在来年苦水季给下游补水。</p></blockquote>
<p class="translation">Il comitato per la grestione del fiume Yangtze ne incolpa il clima. Sostiene che l’anno prossimo il progetto delle Tre Gole servirà anche a contrastare la siccità. Soltanto immagazzinando grandi quantità di acqua si potrà raggiungere l’obiettivo di fornire acqua in misura sufficiente nella stagione secca dell’anno prossimo.</p>
<blockquote><p>这是对公众极不负责的态度，好比一个人先劫掠，再施舍，然后以扶困救难的善士自居。请不要再欺骗老百姓，请解释：明知夏秋之际中国中部、南部少雨干旱，为什么还启动风险如此巨大的三峡蓄水计划？</p></blockquote>
<p class="translation">Si tratta di un comportamento irresponsabile. È come derubare qualcuno per poi aiutarlo e dimostrarsi caritatevoli. Per piacere, non dite più bugie ai cittadini. Piuttosto spiegate loro: sapendo che nella Cina centrale il periodo estivo-autunnale è una stagione arida, perché procedere  comunque con questo progetto ad alto rischio?</p>
<blockquote><p>为什么在今秋急急上马175米高程蓄水？有关部门宣称“将兼顾上、下游需求，正确处理防洪、发电、航运和供水之间的关系”，但一个月来长江中下游航运淤滞、供水告急的事实，证明这完全是一句假话。能源部门这个央企巨无霸，真正追求的东西只有一个——钱。</p></blockquote>
<p class="translation">Perché la frettolosa decisione di assumere il piano di stoccaggio a 175m? Le autorità hanno dichiarato che ciò serve a “gestire la relazione tra protezione dalle piene, generazione di elettricità, traffico fluviale e fornitura d’acqua”. Ma la congestione del traffico sul fiume e la siccità dello scorso mese hanno smentito questa posizione. Il dipartimento per l’energia che gestisce il progetto, una gigantesca industria di proprietà statale, sta perseguendo un unico obiettivo: i soldi.</p>
<p>L&#39;affermazione sembra richiamare un <a title="Articolo originale in cinese" href="http://www1.hk.apple.nextmedia.com/template/apple/art_main.php?iss_id=20091103&amp;sec_id=4104&amp;art_id=13379470">articolo sull&#39;Apple Daily</a> [cin] di Hong Kong:</p>
<blockquote><p>區內雨量大幅減少確實是洞庭、鄱陽兩湖乾涸的主要原因。但兩湖水位急降，跟三峽工程也有關係。三峽水庫九月中啟動一百七十五米蓄水計劃後，長江中下游開始水位急降，本來儲存長江來水的洞庭及鄱陽，倒過來向長江輸水。</p></blockquote>
<p class="translation">La riduzione delle precipitazioni è senza dubbio una causa importante per il drammatico disseccamento dei laghi Dongting e Poyang. Ma la situazione è dovuta anche al progetto delle Tre Gole. Fin dall’inizio del piano di stoccaggio dell’acqua in settembre, lo Yangtze si è ritirato rapidamente. I laghi Dongting e Poyang, originariamente raccoglitori di acqua in entrata, sono diventati fonte d&#39;alimentazione per lo Yangtze.</p>
<blockquote><p>巨大的三峽水庫本可調節長江水量：雨季時截住洪水…枯水時增加排水量…可惜，這幅理想圖像與現實的利益存在衝突，很難實現，因為三峽工程已成為利益集團的禁臠和生財工具。</p></blockquote>
<p class="translation">Il gigantesco progetto delle Tre Gole potrebbero essere usato per regolare i flussi idrici: accumulare l’acqua durante la stagione umida e metterla a disposizione nei periodi di aridità… Purtroppo questo quadro ideale non può essere realizzato, perché il progetto è diventato un intoccabile oggetto di culto per le parti in causa.</p>
<div class="notes">[Foto ripresa da www.1bao.org]</p>
</div>
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		<title>Al via Threatened Voices per tutelare attivismo e libertà di parola online</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/11/al-via-threatened-voices-a-difesa-di-blogger-e-giornalisti-online-minacciati/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 05:35:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Galati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Global Voices lancia un nuovo progetto per seguire e informare al meglio sulla repressione della libertà d'espressione su Internet. Oltre a una mappa mondiale e uno schema cronologico interattivo, la piattaforma (aperta a tutti) centralizza le informazioni sui casi specifici provenienti dalle organizzazioni e dagli attivisti più impegnati ma anche da chiunque abbia notizie utili.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/sami-ben-gharbia/">Sami Ben Gharbia</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/davideg/'>Davide Galati</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/03/introducing-threatened-voices/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><center><a href="http://threatened.globalvoicesonline.org/"><img title="Logo di threatened voices" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/11/threatened-logo-1.gif" alt="logo di threatened voices" width="352" height="77" /></a></center></p>
<p>Mai come oggi così tante persone sono state o vengono minacciate o incarcerate per ciò che hanno scritto online.</p>
<p>Insieme all’uso sempre più intenso di Internet da parte di attivisti o di semplici cittadini per esprimere le proprie opinioni o interagire con gli altri, anche i governi stanno aumentando i livelli della sorveglianza, del filtraggio, delle azioni legali e di disturbo. Molte volte le conseguenze peggiori sono state l’arresto politicamente motivato di blogger e scrittori online per le proprie attività in rete e/o offline, in alcuni tragici casi arrivando anche alla morte. Giornalisti online e blogger rappresentano il <a title="Articolo originale in inglese" href="http://cpj.org/imprisoned/cpjs-2008-census-online-journalists-now-jailed-mor.php">45% di tutti gli operatori dei media</a> [in] oggi detenuti nelle carceri del mondo.</p>
<p>Ecco dunque che <a title="Pagina originale in inglese" href="http://advocacy.globalvoicesonline.org">Global Voices Advocacy</a> [in] lancia un nuovo sito-progetto chiamato <a title="Pagina originale in inglese" href="http://threatened.globalvoicesonline.org">Threatened Voices</a> [in] con l’obiettivo di contribuire a seguire i casi di repressione della libertà d&#39;espressione online. Il sito presenta una mappa mondiale e uno schema cronologico interattivo che aiutano a visualizzare gli episodi di minacce e arresti di blogger in tutto il mondo, e rappresenta una piattaforma centralizzata per la raccolta di informazioni diffuse da organizzazioni e attivisti maggiormente impegnati su questo tema, tra cui <a title="Pagina originale in inglese" href="http://www.committeetoprotectbloggers.org">Committee to Protect Bloggers</a>, <a title="Pagina originale in inglese" href="http://www.anhri.net/en/">The Arabic Network for Human Rights Information</a>, <a title="Pagina originale in inglese" href="http://rsf.org">Reporters without Borders</a>, <a title="Pagina originale in inglese" href="http://hrw.org">Human Rights Watch</a>, <a title="Pagina originale in inglese" href="http://cyberlaw.org.uk/">CyberLaw Blog</a>, <a title="Pagina originale in inglese" href="http://www.amnesty.org/">Amnesty International</a>, <a title="Pagina originale in inglese" href="http://www.cpj.org/">Committee to Protect Journalists</a>, <a title="Pagina originale in inglese" href="http://advocacy.globalvoicesonline.org">Global Voices Advocacy</a> [tutti siti in inglese].</p>
<p><center><a href="http://threatened.globalvoicesonline.org/"><img class="alignnone size-full wp-image-104336" title="Schermata di Threatened Voices" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/11/threatened_voices1.jpg" alt="Schermata di Threatened Voices" width="450" height="352" /></a></center></p>
<p><strong>Quali sono e dove vivono i blogger minacciati e silenziati?</strong></p>
<p>Per diverse ragioni è difficile trovare informazioni accurate su blogger o giornalisti online arrestati, filtrati o minacciati, .</p>
<p>Primo, la segretezza intorno alla censura e alla repressione su Internet rende particolarmente difficile essere accurati. Non passa settimana senza resoconti di arresti di sempre nuovi giornalisti o attivisti online in Paesi quali l’Egitto o l’Iran, ma i dettagli e le motivazioni degli arresti sono spesso avvolti nel mistero.</p>
<p>Secondo, esiste ancora una certa confusione sulla definizione di “blogger”. Giornalisti professionisti vanno migrando sempre più spesso nei media online e sui blog alla ricerca di maggiore libertà, rimescolando i tradizionali ambiti operativi. E molti cosiddetti cyber-dissidenti in Cina, Tunisia, Vietnam o Iran non hanno dei blog personali. Altre volte, i blogger vengono arrestati per attività svolte offline anziché per quanto hanno pubblicato in rete.</p>
<p>Alcune volte questa confusione ha messo in difficoltà i difensori della libertà d&#39;espressione nel riuscire a definire strategie e alleanze positive per aiutare i blogger e gli attivisti online, ma è sempre più importante continuare a insistere.</p>
<p><strong>L&#39;importanza del lavoro di gruppo</strong></p>
<p>All&#39;interno del progetto <a title="Sito originale in inglese" href="http://globalvoicesonline.org">Global Voices</a> prosegue l&#39;impegno della comunità di autori, editor e traduttori per tenerci informati sulle violazioni della libertà d&#39;espressione e dei diritti umani. Con <a title="Pagina originale in inglese" href="http://threatened.globalvoicesonline.org/">Threatened Voices</a> ci poniamo l’obiettivo di <a title="Pagina originale in inglese" href="http://threatened.globalvoicesonline.org/submit">espandere il processo di raccolta di tali notizie</a> [in], fino a raggiungere anche il singolo individuo che possa disporre d&#39;informazioni utili.</p>
<p>Facciamo perciò appello a tutti coloro i cui amici, parenti, colleghi o compatrioti siano stati minacciati, di aiutarci a <a title="Pagina originale in inglese" href="http://threatened.globalvoicesonline.org/submit">creare</a> [in] e aggiornare i profili delle persone scomparse, censurate o arrestate, in modo da poter aggiungere ulteriori fonti, verificarle e integrarle nelle campagne online per la loro liberazione.</p>
<p>Attraverso tutto questo, speriamo di ottenere maggiori informazioni su quando, dove e fino a che punto i blogger abbiano subito violazioni dei propri diritti nei diversi Paesi, in modo da poter condividere queste notizie con giornalisti, ricercatori e attivisti, e lavorare per la creazione di una Rete dove tutti possano esercitare il proprio diritto alla libertà di parola, e dove i blogger in prigione non vengano dimenticati.</p>
<p><strong>Aiutateci a diffondere il messaggio. Scrivetene su Twitter, sui blog e aggiornate Facebook, diffondendo il lancio del progetto <a title="Pagina originale in inglese" href="http://threatened.globalvoicesonline.org/">Threatened Voices</a>!</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Bolivia: effetti a catena per lo scioglimento di alcuni ghiacciai andini</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 05:17:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Galati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Bolivia]]></category>
		<category><![CDATA[Conversations for a Better World]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
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		<category><![CDATA[weblog]]></category>

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		<description><![CDATA[Preoccupa lo scioglimento dei ghiacciai sulle Ande boliviane, e sembra inevitabile (se non imminente in certe aree) la minore disponibilità di acqua potabile nell'intera regione - con conseguenze più marcate per la vulnerabile e crescente popolazione migrante. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/eduardo-avila/">Eduardo Avila</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/davideg/'>Davide Galati</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/11/02/bolivia-water-shortages-due-to-melting-glaciers/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>La <a title="Pagina di Wikipedia originale in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Chacaltaya">catena montuosa del Chacaltaya</a> [in] contiene alcune delle vette più rappresentative delle Ande boliviane. Trattandosi di una delle poche località dove si poteva sciare in questo Paese montagnoso, tali cime sono ben note a chi vive nel Dipartimento di La Paz e agli appassionati stranieri. Queste montagne hanno ospitato anche partite di calcio a scopo benefico alle quali partecipava il Presidente boliviano Evo Morales per dimostrare come fosse possibile praticare lo sport anche a elevate altitudini.</p>
<p>Tuttavia il ghiacciaio di Chacaltaya va riducendosi a ritmi veloci e preoccupanti. Gli effetti del cambiamento climatico su questo ghiacciaio e su altri nella regione sono stati analizzati in un’indagine del prof. Edson Ramírez, docente all’Universidad Mayor de San Andrés, il quale <a title="Articolo originale in spagnolo" href="http://revistavirtual.redesma.org/vol5/articulo6.php?id=c1">stabilisce un collegamento diretto</a> [sp] tra l&#39;effetto serra e la scomparsa del ghiacciaio.</p>
<p>Ramírez e il suo team hanno studiato anche l&#39;analogo cambiamento che sta subendo un ghiacciaio nelle vicinanze e gli effetti sulla popolazione locale. Il ghiacciaio Tuni Condoriri va sciogliendosi velocemente, con la delusione degli appassionati di sci, ma soprattutto a danno di una popolazione migrante che dipende dal ghiacciaio per l’accesso all’acqua potabile e per le coltivazioni.</p>
<p>La riserva che raccoglie l’acqua del <a title="Articolo originale in inglese" href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/americas/6496429.stm">ghiacciaio fornisce l’80% dell’acqua potabile alla città di El Alto e ad alcuni quartieri periferici di La Paz</a> [in]. Secondo il censimento più recente, <a title="Pagina originale di Wikipedia in spagnolo" href="http://es.wikipedia.org/wiki/El_Alto">El Alto conta una popolazione di 827.000 persone</a> [sp], in continua crescita con un tasso del 5.1% annuo.<br />
Secondo la giornalista e blogger Mónica Oblitas, <a title="Post originale in spagnolo" href="http://monioblitas.blogspot.com/2008/06/glaciar-nuestro-tesoro-se-derrite.html">questo tasso di crescita è più del doppio di quello medio nazionale</a> [sp]. Gli esperti prevedono interruzioni nella distribuzione dell’acqua e costi aggiuntivi per l’accesso alla stessa, e <a title="Articolo originale in spagnolo" href="http://observadorglobal.com/bolivia-un-futuro-sin-agua-informe-especial-n45.html">alcuni ritengono anzi imminente il razionamento dell’acqua</a> [sp]. Il team di <em>Observador Global [sp] </em> <a title="Articolo" href="http://observadorglobal.com/bolivia-un-futuro-sin-agua-informe-especial-n45.html">ha prodotto un video in 6 parti riguardante gli effetti della scarsità d’acqua su questa regione</a> [sp].</p>
<p>La città dà rifugio agli <a title="Pagina di Wikipedia originale in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aymara">emigranti delle comunità indigene Aymara dall’altopiano boliviano</a> [it], che vivono a El Alto spesso in condizioni di povertà. La blogger boliviana Cristina Quisbert descrive sul blog <em>Indigenous Bolivia</em> <a title="Post originale in inglese" href="http://boliviaon.blogspot.com/2009/09/our-mountains-melt.html">la situazione che molti residenti sono costretti ad affrontare in termini di accesso all’acqua potabile</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Ci sono ulteriori condizioni che rendono difficile l’accesso all’acqua. Molte persone arrivano a El Alto dalle campagne e si stabiliscono dove possono. Non avendo delle entrate, vivono in quartieri dove mancano acqua potabile e reti fognarie. Alcuni scavano delle fosse che devono essere profonde fino a 3 metri per riuscire a raggiungere la falda. Verso novembre comincia il periodo delle piogge e i residenti hanno una possibilità in più per raccogliere l’acqua. Alla fine, la penuria d’acqua aggiunta ai livelli di povertà attuali comporta spesso delle malattie.</p>
<p>Ci sono situazioni diverse. Io ho l’acqua potabile in casa, ma non così i miei vicini. Si tratta di un problema serio per le famiglie. Nel mio caso, condivido l’acqua con un’altra famiglia. Basilio e Juana hanno quattro figli. Sono in affitto. La casa in cui vivono non è collegata all’acquedotto. Quando ne hanno bisogno, prendono l’acqua da casa mia con un tubo, e alla fine del mese dividiamo il costo della fattura da pagare.</p></blockquote>
<p>Peraltro il Tuni Condoriri non alimenta solo la rete idrica cittadina, ma rifornisce di acqua preziosa anche le coltivazioni dell’Altipiano. Se le attività agricole sostenibili diminuiranno a causa della penuria d’acqua, un numero sempre maggiore di contadini cercheranno opportunità a El Alto, dove si troveranno di fronte ad analoghe difficoltà a causa dell’accresciuta domanda di acqua.</p>
<p><center>
<div id="attachment_102234" style="width: 410px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/350org/3748609135/"><img title="Attivisti sul ghiacciaio Chacaltaya" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/10/chacaltaya.jpg" alt="Tre attivisti di 350.org salgono al ghiacciaio Chacaltaya in Bolivia in preparazione dell'evento globale del 24 ottobre. Foto riprodotta con licenza Creative Commons." width="400" height="268" /></a><small>Tre attivisti di 350.org salgono al ghiacciaio Chacaltaya in preparazione dell&#39;evento globale del 24 ottobre. Foto riprodotta con licenza Creative Commons</small></div>
<p></center></p>
<p>È soprattutto l’immagine simbolica e di grande visibilità del ghiacciaio Chacaltaya a riscuotere l’attenzione del governo locale e degli attivisti sul problema del cambiamento climatico in Bolivia occidentale. <a title="Pagine originale di Facebook in spagnolo" href="http://www.facebook.com/event.php?eid=173999981920&amp;ref=nf">Un recente evento locale associato alla campagna 350.org è stato diffuso su Facebook</a> [sp], invitando i boliviani a fare un’escursione sul ghiacciaio Chacaltaya per osservare con i propri occhi gli effetti dell&#39;effetto serra.</p>
<p>Infine Oblitas <a title="Post originale in spagnolo" href="http://monioblitas.blogspot.com/2008/06/glaciar-nuestro-tesoro-se-derrite.html">conclude ponendo una serie di domande</a> [sp]:</p>
<blockquote><p>Chacaltaya ya no está y pronto dejarán de existir otros glaciares, ¿está el país preparado para esas pérdidas?, ¿somos conscientes de la importancia de tomar un rol activo e inmediato contra el calentamiento? Para muchos, el cambio climático no es un fenómeno global y no creen sentirse afectados, pero lo cierto es que absolutamente todos estamos en riesgo y no todos podemos enfrentarlo en las mismas condiciones. La lucha continúa, aunque ya sea tarde para lugares como Chacaltaya.</p></blockquote>
<div>Il ghiacciaio del Chacaltaya non esiste più e presto altri ghiacciai cesseranno di esistere. Il Paese è preparato a queste perdite? Siamo consapevoli dell’importanza di assumere rapidamente un ruolo attivo contro il surriscaldamento globale? Per molti, il cambiamento climatico non è un fenomeno globale e non si sentono coinvolti: invece siamo tutti a rischio, ma non tutti lo affrontiamo nelle medesime condizioni. La battaglia continua, anche se è già troppo tardi per località come il Chacaltaya.</div>
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		<title>Russia: sbarco incerto per Kindle di Amazon.com</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/10/russia-sbarco-incerto-per-kindle-di-amazon-com/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 05:56:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Galati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[articolo originale diVeronica Khokhlova  &#183; tradotto da Davide Galati &#183;  vai all&#39;articolo originale 
Profy [in] scrive a proposito dell’espansione internazionale del lettore per testi elettronici Kindle di Amazon.com [in]: &#8220;Questa è indubbiamente un’ottima decisione: personalmente sono contro ogni tipo di limitazione e l’apertura di un’ulteriore finestra verso il vasto mercato russo sembra essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/neeka/">Veronica Khokhlova</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/davideg/'>Davide Galati</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/21/russia-kindle/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><a title="Articolo originale in inglese" href="http://profy.com/2009/10/19/well-done-amazon-kindle-russia/">Profy</a> [in] scrive a proposito dell’espansione internazionale del lettore per testi elettronici <a title="Pagina originale di Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Amazon_Kindle">Kindle di Amazon.com</a> [in]: &#8220;Questa è indubbiamente un’ottima decisione: personalmente sono contro ogni tipo di limitazione e l’apertura di un’ulteriore finestra verso il vasto mercato russo sembra essere una scelta saggia per Amazon. […] Al tempo ho però il sospetto che la gran parte dei cittadini russi non abbiano idea di cosa sia Kindle e che non lo abbiano mai sentito nominare. Quel che è peggio, ho forti dubbi che ci possa essere un sufficiente numero di persone interessate a leggere libri o riviste in formato elettronico - tanto meno se scritti in inglese.&#8221;</p>
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		<title>Egitto: no alla successione a Mubarak</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 05:42:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Galati</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Medio Oriente & Nord Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Protesta]]></category>
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		<description><![CDATA[articolo originale diAmira Al Hussaini  &#183; tradotto da Davide Galati &#183;  vai all&#39;articolo originale 
In Egitto le forze politiche si stanno schierando contro la successione a Mubarak, in vista delle elezioni presidenziali del 2011. Zeinobia [in] segnala la campagna condotta da un vasto fronte politico contro il passaggio di testimone dall&#39;attuale Presidente Hosni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/amira-al-hussaini/">Amira Al Hussaini</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/davideg/'>Davide Galati</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/10/22/egypt-no-to-succession/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>In Egitto le forze politiche si stanno schierando contro la successione a Mubarak, in vista delle elezioni presidenziali del 2011. <a title="Post originale in inglese" href="http://egyptianchronicles.blogspot.com/2009/10/he-will-not-rule-insh-allah.html"><em>Zeinobia</em></a> [in] segnala la campagna condotta da un vasto fronte politico contro il passaggio di testimone dall&#39;attuale Presidente Hosni Mubarak al figlio Gamal: l&#39;iniziativa, a cui hanno aderito importanti personalità appartenenti a diversi schieramenti politici egiziani, ha subìto l&#39;immediata, durissima, reazione da parte della stampa controllata dal regime, preoccupato per il compattarsi dell&#39;opposizione su questo punto. Ne scrive anche <em>Dalia Ziada</em> <a title="Post originale in inglese" href="http://daliaziada.blogspot.com/2009/10/egypt-opposition-united-against-mubarak.html">qui</a> [in].</p>
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