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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Cinzia Barranco</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>Giordania: cambiare leggi e cultura sui &#8216;delitti d&#039;onore&#039;</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/04/giordania-cambiare-leggi-e-cultura-sui-delitti-donore/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Apr 2009 02:24:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinzia Barranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
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		<description><![CDATA[I blogger hanno lanciato appelli e interventi per dire basta alle attuali norme - sociali e giuridiche - che portano a miti sentenze per i parenti che uccidono donne accusate di "adulterio".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/rami-abdelrahman/">Rami Abdelrahman</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/cinziab/'>Cinzia Barranco</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/04/08/jordan-no-honour-in-killing/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p style="text-align: justify;">Nelle ultime tre settimane i blogger giordani hanno rinnovato gli appelli contro i &#8220;delitti d&#39;onore&#8221;, dopo che un tribunale ha riconosciuto un padre, insieme ai suoi due figli, <a title="Leggi l'articolo originale in inglese" href="http://ca.news.yahoo.com/s/capress/jordan_honour_killing" target="_blank">colpevole</a> [in] di aver picchiato a morte la figlia per &#8220;essere uscita tutta truccata.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Il caso ha generato sgomento e forte impressione nella blogosfera giordana, oltre che su alcuni dei principali giornali, essendo il settimo caso quest&#39;anno di donne brutalmente assassinate dai parenti perché sospettate di aver commesso &#8220;adulterio.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">La blogger <em>Kinzi </em> è stata fra i primi <a title="Vai al post in inglese" href="http://kinziblogs.wordpress.com/2009/03/25/um-jordanian-blogger-men-hellloooo/" target="_blank">a chiedere</a> [in] ai blogger giordani maschi di <a title="Vai al post in inglese"  href="http://kinziblogs.wordpress.com/2009/03/24/to-jordanian-men-of-honor/" target="_blank">rompere il silenzio </a>[in] riguardo quest&#39;argomento.</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>&#8220;Tutti voi siete insorti a ragione quando si è trattato di Gaza. Questa volta il male è nella nostra stessa terra, perpetuato dalle nostre leggi, messo in atto da mani giordane. Non vi importa delle vostre concittadine tanto quanto delle donne innocenti di Gaza?&#8221;</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il blog <a href="http://thearabobserver.blogspot.com" target="_blank"><em>Arab Observer</em></a> ha risposto con un <a title="Vai al post in inglese" href="http://thearabobserver.blogspot.com/2009/03/stop-crimes-against-women.html" target="_blank"> post</a> [in] per avviare una campagna email:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">&#8220;È ora che i media nazionali, sia su carta che online, si assumano le proprie responsabilità nei confronti dei cittadini giordani. È ora che tutti voi alziate la voce e facciate pressione per abolire una legge così arretrata. Lo dobbiamo a noi stessi, alle nostre madri, figlie e mogli, dobbiamo garantire loro dignità, uguaglianza e sicurezza. Nessuna donna giordana dovrebbe temere di denunciare un parente maschio. Nessun uomo dovrebbe farla franca con un delitto definito d&#39;onore.&#8221;</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">La legge giordana <a title="Vai alla voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Honor_killing#In_national_legal_codes" target="_blank">stabilisce</a> [in] che se un uomo scopre in flagrante &#8220;l&#39;adulterio&#8221; della moglie o di una parente, e la uccide o la ferisce in un &#8220;accesso d&#39;ira&#8221; per via di tale scoperta, riceve al riduzione della pena agli articoli 340 e 98 del codice penale. Il Parlamento giordano, la cui maggioranza è composta da membri conservatori, tribali e islamici, nel 2003 ha bocciato due volte la revoca o la modifica di queste leggi. In quell&#39;anno si sono verificati sette casi di &#8220;delitti d&#39;onore&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Unendosi ad altri blogger, <em>Qwaider</em> ha scritto a favore dell&#39;abolizione del delitto d&#39;onore, affermando che <a title="Vai al post originale in inglese" href="http://blog.sweetestmemories.com/default.asp?Display=1767" target="_blank">non vi è prova alcuna</a> [in] che ciò sia correlato a leggi e insegnamenti islamici.</p>
<blockquote><p>Molti pensano che il delitto d&#39;onore fondi le radici nella shariah islamica. In tutta franchezza, nulla è più lontano dalla verità. Infatti, l&#39;Islam non toglie la vita alle persone come sentenza per aver commesso adulterio senza prove&#8230; Ci vogliono in realtà 4 persone che abbiano assistito al fatto come testimoni&#8230; La punizione per ogni persona non sposata (maschio o femmina) consiste in alcune frustate (o l&#39;equivalente attuale).</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Segue l&#39;appello ai colleghi blogger per iniziare &#8220;una campagna di protesta contro le riduzioni di pena previste dalla legge per questo tipo di omicidio, ingiuste, disumane ed estremamente degradanti.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">L&#39;eco di tali appelli ha raggiunto la blogosfera siriana.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo il blogger <a title="Vai al post originale in inglese" href="http://bambamworld.com" target="_blank"><em>Bam Bam</em></a> [in], fra i blogger giordani e quelli siriani non esiste molta interazione. Ma la recente campagna ha ricevuto l&#39;appoggio dei blogger in Siria, come si vede dai post pubblicati da <a title="Vai al post in inglese" href="http://www.abufares.net/2009/03/flirting-with-devil.html" target="_blank"><em>Abu Fares</em></a> [in], <a title="Vai al post in inglese" href="http://razanghazzawi.com/2009/03/28/bloggers-against-crimes-of-honor" target="_blank"><em>Razan</em></a> [in], e per ultimo ma non meno importante, <em>KJ</em></a>, il quale ha scritto un racconto immaginario intitolato &#8220;<a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://blog.jarofjuice.com/2009/03/reflections-why-did-i-kill-my-sister/" target="_blank"><em>perché ho ucciso mia sorella</em></a> &#8221; [in].</p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://bambamworld.com/blog/?p=471">Bam Bam</a></em> prosegue dicendo che questo è il momento di porre le domande più difficili:</p>
<blockquote><p>“I crimini d&#39;onore sono un fatto isolato oppure il culmine di vari eventi che li precedono? Qual è la frequenza di tali eventi, ed è possibile ridurre i delitti d&#39;onore riducendo il verificarsi dell&#39;evento più frequente? Perché la gente commette i delitti d&#39;onore? A causa della religione, per proteggere lo status sociale e la reputazione, o per qualche altro motivo?&#8221;</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Proprio mentre i blogger continuavano a diffondere questi messaggi, è avvenuta un&#39;altra uccisione - un giovane di 19 anni è stato <a title="Leggi l'articolo in inglese" href="http://jordantimes.com/index.php?news=15693" target="_blank">accusato di aver accoltellato la sorella ventunenne</a> [in], non appena questa si è trovata fuori dalla protezione del governatore. Ha confessato l&#39;omicidio, spiegando che la sorella si allontanava spesso da casa verso una destinazione sconosciuta.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">La blogger <em>Kinzi</em> <a title="Vai al post in inglese" href="http://kinziblogs.wordpress.com/2009/02/09/inching-toward-true-justice-but-not-true-honor/">ha commentato</a> [in] la sentenza definendola un &#8220;miglioramento rispetto al cavarsela con un buffetto di sei mesi.&#8221; L&#39;uomo è stato condannato a sette anni e mezzo di prigione. Ha aggiunto che il blogger <a title="Vai al post in inglese" href="http://www.black-iris.com/2008/10/05/how-the-eid-holiday-ended-with-a-bang/" target="_blank"><em>Naseem Tarawnah</em></a> [in] aveva scritto dell&#39;omicidio quando era avvenuto nel 2007. Allora aveva <a title="Vai all'articolo in inglese" href="http://www.black-iris.com/2008/10/05/how-the-eid-holiday-ended-with-a-bang/">scritto</a> [in] che la vittima, come in molti di questi casi, non era attiva sessualmente.</p>
<p style="text-align: justify;">Si stima che ogni anno, in Giordania, vengano riferiti mediamente dai 18 ai 20 casi di &#8220;delitti d&#39;onore&#8221;, secondo <a title="Guarda il servizio su YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=Iq5J1M2dNlU" target="_blank">questo servizio televisivo</a> [in].</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Brasile: incontro Lula-Obama, mentre la crisi economica colpisce il Paese</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/03/brasile-incontro-lula-obama-mentre-la-crisi-economica-colpisce-il-paese/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 06:10:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinzia Barranco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre Lula da Silva incontrava Obama, la crisi andava colpendo duramente il Paese, nonostante le manovre e le rassicurazioni governative. Molti i blogger che commentano con preoccupazione, ma anche con ironia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/paulagoes/">Paula Góes</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/cinziab/'>Cinzia Barranco</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/03/15/brazil-lula-and-obama-meet-as-economic-crisis-hits-brazil/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva è stato il <a title="Post originale in inglese" href="http://www.huffingtonpost.com/robert-amsterdam/why-obama-should-bet-on-b_b_174693.html">primo leader latinoamericano</a> [in] ad aver incontrato il presidente degli Stati Uniti Barack Obama. <a title="Post originale in inglese" href="http://www.whitehouse.gov/blog/09/03/14/president-obama-a-wonderful-meeting-of-the-minds/">L&#39;incontro ha avuto luogo a Washington</a> sabato scorso, 14 marzo. I due capi di Stato hanno discusso della crisi economica globale, oltre che di commercio, ambiente, energia e tecnologia dei biocarburanti, e della creazione di <a title="Post originale in inglese"  href="http://www.reuters.com/article/politicsNews/idUSTRE52B5WD20090312">rapporti più costruttivi con i Paesi limitrofi</a> [in] — in particolare con Venezuela e Bolivia.</p>
<p><a title="Post originale in inglese" href="http://www.whitehouse.gov/blog/09/03/14/president-obama-a-wonderful-meeting-of-the-minds/">Obama ha descritto</a> [in] il meeting come &#8220;un&#39;eccellente convergenza di idee&#8221;. Lula è stato il terzo capo di governo a ricevere l&#39;invito alla Casa Bianca, dopo le visite del Primo Ministro giapponese Taro Aso e del Premier britannico Gordon Brown. Ciò potrebbe indicare come le relazioni con il maggiore sistema economico del Sud America siano diventate una priorità per gli Stati Uniti, il Brasile infatti è uno dei 10 principali partner commerciali, e un Paese tuttora in condizioni migliori di altri nel vortice della crisi. In passato, durante l&#39;amministrazione Bush, i rapporti fra i due Paesi sono stati amichevoli, ma è possibile per entrambi trarre benefici da una partnership più forte.</p>
<p><a title="Post originale in inglese" href="http://www.whitehouse.gov/blog/09/03/14/president-obama-a-wonderful-meeting-of-the-minds/"><img class="aligncenter size-full wp-image-61852" title="Obama &#038; Silva" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/03/obama_silva_resized.jpg" alt="Obama &#038; Silva" width="446" height="365" /></a></p>
<style="text-align: center;"><small>Il presidente USA Barack Obama accoglie il presidente brasiliano Lula da Silva nello Studio Ovale, sabato, 14 marzo 2009. <a title="Post originale in inglese" href="http://www.whitehouse.gov/blog/09/03/14/president-obama-a-wonderful-meeting-of-the-minds/">Foto di Pete Souza</a> [in], pubblicata con licenza Creative Commons.</small></p>
<p>Dopo una conversazione privata durata circa due ore, l&#39;ultima mezzora dell&#39;incontro è stata aperta alla stampa e trasmessa in diretta in Brasile. Immediata la reazione di molti blogger, non senza un pizzico di sarcasmo. Questo è il tono predominante quando si parla dei problemi economici, dacché il presidente Lula ha dichiarato che, mentre la peggiore crisi mondiale dopo il 1930 avrebbe colpito gli altri Paesi come uno tsunami, per la nazione sarebbe stata solo una &#8220;piccola ondata&#8221;. Fra costoro, <a title="Post originale in portoghese"  href="http://brasillimpeza.blogspot.com/2009/03/agora-vai.html">José Pires</a> [pt] commenta le &#8220;lezioni che Lula ha impartito a Obama&#8221;:</p>
<blockquote><p>Eu estava bastante preocupado com a crise econômica global, mas acho que a partir do encontro de hoje as coisas vão melhorar. Vejam o que o Lula foi fazer lá. São palavras dele: &#8220;Nós não podemos esperar 10 anos. Essa crise tem que terminar este ano. Portanto, tem coisas que precisam ser feitas com urgência. Eu sei algumas coisas que precisam ser feitas, vou conversar com Obama&#8221;.</p>
<p>Ufa! Até que enfim apareceu alguém para dar jeito nessa marolinha. A pessoa que vem logo atrás de Lula é o tradutor dele. Espero que ele tenha passado direito as determinações de Lula para o presidente Barack Obama.</p>
</blockquote>
<div class="translation">Ero piuttosto preoccupato per la crisi economica globale, ma dopo il meeting di oggi penso che le cose miglioreranno. Guardate cosa stava facendo Lula. Queste le sue parole: &#8220;Non possiamo aspettare 10 anni. Questa crisi deve finire entro l&#39;anno. Allora, ci sono delle questioni che vanno trattate con urgenza. So qualcosa che possiamo fare, ne parlerò a Obama.&#8221;</p>
<p>Oh, finalmente è arrivato qualcuno a occuparsi di questa &#8220;piccola ondata&#8221;! La persona che vedete dietro Lula è l&#39;interprete. Spero sia riuscito a passare correttamente il messaggio di Lula al presidente Barack Obama.</p>
</div>
<p><a title="Post originale in portoghese" href="http://fatoa-fato.blogspot.com/2009/03/obama-e-lula-defendem-reformas-no.html">Antônio Santos</a> [pt] riassume l&#39;incontro che, secondo i due presidenti, ha avuto esito positivo:</p>
<blockquote><p>Na coversa com Barack Obama, o presidente Lula disse que a economia brasileira foi a última a entrar na crise e será a primeira a sair. Por sua vez Obama defende também a manutenção da demanda entre os países afetados pelo desmoronamente financeiro. O presidente americano quer, notoriamente, nações submissas, porém com condições de resolver seus problemas, principalmente os econômicos. O tão falado Etanol também foi tocado no encontro entre Lula e Obama. Nos parece que o americano ficou um tanto entusiasmado com a idéia de fazer parcerias no sentido da utilização do biocombustível. Isso é bom para o Brasil.</p>
</blockquote>
<div class="translation">Durante la chiacchierata con Barack Obama, il presidente Lula ha detto che l&#39;economia brasiliana è stata l&#39;ultima a incorrere nella crisi e sarà la prima a venirne fuori. A sua volta, Obama raccomanda di mantenere i rapporti commerciali tra i Paesi colpiti dal crollo economico. Il presidente americano vuole che, be&#39;, le nazioni siano remissive ma capaci di risolvere da sole i problemi, soprattutto quelli economici. Nel corso del meeting fra Lula e Obama si è anche accennato all&#39;ampia discussione intorno all&#39;etanolo. Sembra che il presidente americano sia alquanto entusiasta all&#39;idea di una compartecipazione nell&#39;uso del biocarburante. Ciò è positivo per il Brasile.</div>
<p><strong>Una settimana di cattive notizie – Alla fine la crisi colpisce duramente</strong></p>
<p>Nel frattempo, le notizie peggiori dall&#39;inizio della crisi hanno occupato le prime pagine nazionali la settimana scorsa. Dopo aver vantato una notevole crescita nel 2008, e nonostante le caute manovre economiche del Brasile che hanno aiutato la nazione a reggere meglio rispetto alle principali potenze economiche, sembra che <a title="Post originale in inglese" href="http://www.forbes.com/2009/03/13/brazil-lula-economy-g20-opinions-contributors-trade.html">alla fine la crisi globale abbia iniziato a stringere la morsa</a> [in].</p>
<p>Dai media si apprende che la produzione industriale è crollata, mentre la disoccupazione è in aumento. Da dicembre oltre mezzo milione di persone hanno perso il lavoro, e a gennaio il tasso di disoccupazione ha raggiunto l&#39;8,2 per cento. Il credito si è prosciugato. Secondo le notizie fornite dalla di Federazione Industriale di Sao Paulo, il Brasile è il secondo Paese più colpito dalla crisi. L&#39;Istituto brasiliano di geografia e statistiche ha fornito gli ultimi indici economici, con i peggiori risultati in 10 anni: fra ottobre e dicembre l&#39;economia ha registrato un calo del 3.6% del prodotto interno lordo.</p>
<p>Nonostante il presidente Lula resti fiducioso e affermi che il &#8220;peggio della crisi è passato&#8221;, blogger come <a title="Post originale in portoghese" href="http://econoideias.blogspot.com/2009/03/reflexos-da-crise-no-brasil.html">Ligia Muccillo</a> [pt] annunciano la fine dell&#39;ottimismo:</p>
<blockquote><p>De repente, toda aquela história que Deus é brasileiro e que a crise está longe de chegar aqui acabou, o otimismo do governo diminui a cada índice.</p>
</blockquote>
<div class="translation">Di colpo tutta quella storia che Dio è brasiliano e che la crisi è lontana da qui è finita, e l&#39;ottimismo del governo scende insieme agli indici finanziari.</div>
<p><a title="Sito dell'autore della vignetta, Benett" href="http://chargesdobenett.zip.net/"><img class="aligncenter size-full wp-image-61836" title="Vignetta di Benett" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/03/pibemqueda.jpg" alt="Vignetta di Benett" width="380" height="482" /></a></p>
<p style="text-align: center;">&#8220;PIL in caduta libera&#8221;. Una vignetta di <a title="Vignetta di Benett" href="http://chargesdobenett.zip.net">Benett</a>, usata dietro gentile concessione.</p>
<p>Il sociologo <a title="Vai al blog in portoghese" href="http://rudaricci.blogspot.com/2009/03/crise-chegou-de-vez.html">Rudá Ricci</a> [pt] dice che finora i problemi si potevano appena intuire, ma le notizie di questa settimana confermano che anche il gigante sudamericano è sull&#39;orlo della recessione. La <em>Confederazione nazionale dell&#39;industria</em> riporta la diminuzione del fatturato, il 4,3% in meno rispetto al già basso livello di dicembre. E riporta qualche dato:</p>
<blockquote><p>(A crise) Já atinge parte significativa da indústria e afetou a percepção dos empresários brasileiros. A Confederação Nacional da Indústria (CNI) divulgou nesta quinta que, entre as 431 empresas consultadas, 80% disseram ter adotado alguma ação em relação a seus trabalhadores por conta da crise. Desse total, 54% (43% do total de entrevistados) informaram ter demitido empregados ou suspendido serviços terceirizados. Mais da metade (53%) disseram que suspenderam contratações planejadas, 32% informaram que concederam férias coletivas e 27% disseram ter adotado banco de horas. Sobre a possibilidade de adoção de outras ações para conter os efeitos da crise, 36% das que informaram que vão adotar alguma precaução responderam que vão demitir empregados ou suspender serviços terceirizados. Outros 24% disseram que vão diminuir a jornada de trabalho e os salários e 22% responderam que vão suspender contratações planejadas.</p>
</blockquote>
<div class="translation">(La crisi) Ha già colpito una parte considerevole dell&#39;industria, e influisce sugli imprenditori brasiliani. Giovedì scorso la <em>Confederazione nazionale dell&#39;industria</em> ha annunciato che l&#39;80% delle 431 compagnie interpellate intendeva adottare delle misure riguardanti i propri impiegati a causa della crisi. Di queste, il 54% (43% del totale degli intervistati) ha riferito di aver licenziato dei dipendenti o di aver sospeso i servizi in outsourcing. Più della metà (il 53%) ha dichiarato di aver bloccato le assunzioni previste, il 32% di aver accordato le ferie collettive e il 27% di aver applicato l&#39;orario flessibile. Riguardo ulteriori azioni per contenere gli effetti della crisi, il 36% delle aziende che avevano detto di volersi cautelare hanno risposto che avrebbero licenziato i dipendenti o sospeso i servizi terziari. Un altro 24% avrebbe ridotto le ore di lavoro e i salari, mentre il 22% avrebbe sospeso le assunzioni precedentemente pianificate.</div>
<p>Secondo la <em>Federazione Industriale di Sao Paulo</em>, l&#39;anno scorso il prodotto interno lordo in Brasile ha avuto un crollo maggiore che in quasi ogni altro Paese al mondo. L&#39;organismo ha messo a confronto il PIL di molti Paesi, compresi Stati Uniti, Giappone, Germania, Spagna, Regno Unito, Canada, Corea del Sud, Cina e Messico, e ha concluso che la riduzione cumulativa del prodotto interno lordo, da quando l&#39;economia mondiale ha iniziato a decelerare, è stata la più significativa in Brasile, seconda solo alla Corea del Sud. <a title="Post originale in portoghese" href="http://tuprocrastinas.blogspot.com/2009/03/crise-crise-crise.html">Jesse</a> [pt] contesta l&#39;affidabilità di titoli come <a title="Post originale in portoghese" href="http://www.estadao.com.br/noticias/economia,fiesp-tombo-do-pib-so-e-menor-que-o-da-coreia-do-sul,337192,0.htm">Il Brasile è il secondo Paese più colpito dalla crisi</a> [pt]:</p>
<blockquote><p>Qualquer que seja a notícia negativa, ganha logo as headlines dos sites e jornais, diferente das positivas. A FIESP declarou que o Brasil é o 2º país a mais sentir a crise. Então essa crise tá menos que marola mundo afora, hein? Curioso é ver a crise nos EUA. Acampamentos enormes de pessoas que tinham casa, carro, família e dignidade e agora não conseguem nem carregar seus pertences. Empresas especializadas não conseguem dar conta da quantidade de coisas que as pessoas largam em casas desapropriadas. Uma fatalidade. Mas, segundo a FIESP, o Brasil sentiu bem mais a crise. A nova do dia é que SP perdeu 200 mil postos de trabalho em 5 meses. Bora fazer o levantamento desse primeiro trimestre? Uma coisa que eu não entendo, de verdade, é a torcida para que a crise chegue com força. (&#8230;) TODOS os jornalistas, de TODOS os jornais, não escondem nada o tom de torcida, de &#8221; olha, esa crise vem sim, pode esperar que se não for agora, mais tarde vem dicunforça&#8221;.<br />
A parte Burra e imediatista do nosso empresariado, com certeza, torce pela crise. Um dos meus melhores amigos trabalha numa famosa empresa de cosméticos, e disse que a crise é boa para o setor; pois você, dona de casa, ao invés de comprar uma geladeira nas Casas Bahia, compra um <span style="font-style: italic;">batãozinho</span>, um <span style="font-style: italic;">creminhu</span>, uma <span style="font-style: italic;">coloniazinha; </span>porque, dinheirinho, a sra continuará tendo.</p>
</blockquote>
<div class="translation">Qualunque sia la cattiva notizia, occupa le prime pagine di giornali e siti web, contrariamente alle notizie positive. La <em>Federazione Industriale di Sao Paulo</em> ha dichiarato che il Brasile è il secondo Paese maggiormente colpito dalla crisi. Allora all&#39;estero questa crisi sarebbe meno di una &#8220;piccola ondata&#8221;, eh? È interessante osservare la crisi negli Stati Uniti. C&#39;è un sacco di gente che un tempo aveva case, macchine, famiglie e dignità, e adesso non ha nemmeno dove tenere le proprie cose. Le aziende specializzate non riescono a gestire la quantità di roba che la gente deve lasciarsi dietro nelle case espropriate. Una vera calamità. Eppure, secondo la Federazione Industriale di Sao Paulo, il Brasile ha risentiro della crisi in maniera molto più forte. La notizia del giorno è che Sao Paulo ha perso 200.000 posti di lavoro in 5 mesi. Dobbiamo controllare i dati di questo primo trimestre? Non capisco proprio questo fare il tifo perché la crisi colpisca duro. (&#8230;) Nessun giornalista, di qualunque testata, nasconde di tifare di fatto per essa: &#8220;guardate, questa crisi arriverà di sicuro, potete starne certi; se non subito, colpirà duro più in là.<br />
La parte più stupida e sbrigativa dei nostri imprenditori sicuramente fa il tifo per la crisi. Uno dei miei migliori amici, che lavora per una famosa marca di cosmetici, dice che la crisi è utile per il settore, in quanto una casalinga, piuttosto che acquistare un frigorifero alla [catena di negozi al dettaglio] <a title="Vai alla voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Casas_Bahia">Casas Bahia</a> [in], comprerà un rossetto, un vasetto di crema, un profumo; perché lei avrà comunque un po&#39; di spiccioli.</div>
<p>Sempre sullo stesso tema, e in tono sarcastico, anche <a title="Vai al post originale in portoghese" href="http://blogentrelinhas.blogspot.com/2009/03/o-pior-pais-do-mundo.html">Luiz Antonio Magalhães</a> [pt] ritiene che i media stiano notevolmente manipolando le notizie:</p>
<blockquote><p>É um absurdo tão grande que só rindo mesmo para aguentar tamanha manipulação. Não demora e a grande imprensa vai começar a vender a coisa direito: a crise no Brasil é a mais grave no planeta e é tudo culpa do Lula. Se colar, colou (&#8230;) O ridículo tem limites, mas a mídia os desconhece.</p>
</blockquote>
<div class="translation">È così assurdo che questa continua manipolazione mi fa solo ridere. Tra un po&#39; i media più diffusi la metteranno direttamente così: la crisi in Brasile è la peggiore al mondo ed è tutta colpa di Lula. Se la gente se la berrà, splendido (&#8230;) Ci sono dei limiti al ridicolo, ma i media non li conoscono.</div>
<p><a title="Sito originale in portoghese" href="http://chargesdobenett.zip.net/"><img class="aligncenter size-full wp-image-61856" title="Vignetta originale in portoghese" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/03/chargetempestaderaios.jpg" alt="Vignetta originale in portoghese" width="466" height="233" /></a></p>
<p style="text-align: center;">&#8220;Piovono fulmini&#8221;. Le nubi indicano: PIL, crescita e occupazione. L&#39;ombrello di Lula indica la popolarità. Una vignetta di <a title="Sito dell'autore della vignetta, Benett" href="http://chargesdobenett.zip.net/">Benett</a>, usata dietro gentile concessione.</p>
<p>Ci sono state notizie anche peggiori la scorsa settimana. Secondo l&#39;Istituto nazionale di statistica <a title="Vai alla voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/IBGE">IBGE</a> [in], il Brasile ha perso il 3.6% in prodotto interno lordo nel primo trimestre del 2008, e sarà difficile che soddisfi il suo target di crescita del 4% per il 2009. <a title="Post originale in portoghese" href="http://mavit.kabunzo.com/2009/03/12/economia-desaba-36-e-lula-e-dilma-encomendam-oleo-de-peroba/">Marcos V</a> [pt] mette a confronto questi indici economici con le parole confortanti del presidente, quando all&#39;inizio dello tsunami della crisi sosteneva che il Brasile sarebbe stato colpito al massimo da una &#8220;piccola ondata&#8221;:</p>
<blockquote><p>Pois bem, ainda em setembro de 2008 ficou claro que a crise estava por aqui. As empresas e bancos brasileiros não conseguiam mais financiamentos no exterior e, por consequência, o crédito interno sumiu. E o pouco que havia era oferecido com taxas proibitivas. As exportações, como era de se esperar, cairam fortemente.</p>
<p>Deu em todos os lugares, o Brasil teve no último trimestre de 2008 um dos piores desempenhos do mundo e o PIB em relação ao trimeste anterior desabou 3,6%. A queda foi tão grande que se espera estabilização para o primeito trimestre de 2009. Como a variação é medida em relação ao trimestre anterior, o fato de já ter caido muito tende a fornecer um piso.</p>
<p>A questão principal é a reação do governo brasileiro ao longo da crise. Esse período de reajusto econômico teve seu momento filme-catástrofe com a quebra do banco americano de investimentos Lehman Brothers (setembro/2008), mas na verdade começa com a crise imobiliária americana ainda em 2007. Ou seja, estamos já há um ano e meio em crise. E qual foi a reação do messias de Garanhuns , da equipe econômica e da senhoura Dilma Rousseff? Desdenharam publicamente da crise.</p>
</blockquote>
<div class="translation">Beh, già a settembre 2008 era chiaro che la crisi si avvicinava. Le società e le banche brasiliane non riuscivano più a farsi prestare soldi all&#39;estero e, di conseguenza, il credito nazionale si è esaurito. E quel poco che restava era  disponibile a tassi proibitivi. Le esportazioni, come ci si aspettava, sono crollate nettamente.</p>
<p>Era risaputo ovunque, il PIL del Brasile ha registrato una delle peggiori performance al mondo nell&#39;ultimo trimestre del 2008, e un crollo del 3.6% rispetto al trimestre precedente. Il crollo è stato così pesante che ci si aspettava che il PIL si stabilizzasse durante il primo trimestre del 2009. Dato che la variazione si misura in relazione al trimestre precedente, il fatto che si sia ribassato di molto tenda verso la stabilizzazione.</p>
<p>Il problema principale è la reazione del governo brasiliano alla crisi. Questo periodo di adeguamento economico ha raggiunto il culmine da film catastrofico nel crollo della banca di investimento americana Lehman Brothers (settembre 2008), ma in realtà è iniziato nel 2007 con la crisi immobiliare in America. Il che significa un anno e mezzo di crisi. E quale è stata la reazione del messia di Garanhuns [riferimento al presidente Lula, la cui città natale è Garanhuns], del suo team di economisti e di <a title="Voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Dilma_Rousseff">Ms Dilma Rousseff [Segretario Generale]</a> [in]? Hanno riso della crisi in pubblico.</div>
<p style="text-align: center;"><a title="Sito dell'autore della Vignetta originale in portoghese" href="http://chargesdobenett.zip.net"><img class="aligncenter size-full wp-image-61833" title=""Vignetta originale in portoghese" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/03/chargebenettfsp.jpg" alt="Vignetta originale in portoghese" width="436" height="428" /></a>Lula con sottotitoli – Una vignetta di <a title="Sito dell'autore della vignetta originale in portoghese" href="http://chargesdobenett.zip.net">Benett</a>, usata dietro gentile concessione</p>
<style="text-align: center;"><strong>– La crisi? Sarà una piccola onda! / Traduzione: Arriva lo tsunami!!!<br />
– Questa crisi riguarda Bush / Riguarda lui, me, il mondo.<br />
– L&#39;economia non ne risentirà / Addio PIL del 2009&#8230;<br />
– Nel 2010 non mi candiderò per la terza volta / Beh, non è una cattiva idea, no?</p>
<p style="text-align: center;">
<p><a title="Blog originale in portoghese" href="http://perspectivapolitica.wordpress.com/2009/03/11/o-caminho-e-assumir-a-crise-e-lutar-contra-ela/">Bruno Kazuhiro</a> [pt] si chiede se l&#39;atteggiamento positivo del governo verso la crisi non abbia al centro interessi politici:</p>
<blockquote><p>Se o Brasil não está sofrendo golpes mortais com a crise, também não está ileso. O governo deveria, simplesmente, admitir isso e partir para a ação possível. Nada de negar o que já é sabido. Nada de pensar em ganhos eleitorais e políticos desprestigiando o prejuízo já ocorre de verdade.</p>
<p>Parece que o governo ainda não entendeu que ele, de qualquer forma, não será culpado pela crise ter existido. Não se precisa ter medo de perder votos admitindo que ela existe. O que o povo quer ver, para não se decepcionar, é um governo que trabalha para minimizar os efeitos internos, assumindo o que está ocorrendo e jogando limpo. Se isso não for feito é que o governo será criticado. Como já está sendo.</p>
</blockquote>
<div class="translation">Se il Brasile non sta subendo duri colpi dalla crisi, non ne verrà fuori illeso. Il governo dovrebbe semplicemente ammetterlo e cominciare a mettere in atto un piano. Basta negare quello che è già noto. Basta pensare agli interessi elettorali e politici, senza dare credito al fatto che il danno è già in corso.</p>
<p>Sembra che il governo non abbia ancora capito che, in ogni caso, non verrà incolpato per la crisi in atto. Non devono temere di perdere voti se ammettono che questa esiste. Ciò che la gente vuole, per non rimanere delusa, è un governo che si adoperi per minimizzare gli effetti interni, accettando quanto avviene e agendo in modo limpido. Il governo sarà criticato se non si comporterà così, come già succede.</p>
</div>
<p>Anche <a title="Post originale in portoghese" href="http://www.viomundo.com.br/opiniao/lula-falta-coragem-politica/">Luiz Carlos Azenha</a> [pt] crede che al presidente Lula manchi il coraggio di ammettere il danno reale provocato dalla crisi:</p>
<blockquote><p>Eu vivia em Washington quando comecei a acompanhar a crise. E não é preciso ser um gênio para constatar que, diante da globalização e da financeirização do mundo &#8212; dois fenômenos que se entrelaçam &#8212; uma crise profunda nos países centrais afeta as economias ditas &#8220;periféricas&#8221;, por mais que elas estejam preparadas. O risco de os maiores bancos dos Estados Unidos falirem é um sinal da profundidade da crise.</p>
<p>Sim, o Brasil tem um mercado interno, mas não vive só dele. Vive, também, da exportação de seus produtos. A crise atingiu não apenas os Estados Unidos, mas também a União Européia. Dois grandes mercados brasileiros. Reduziu o crescimento na China, outro mercado importante. &#8220;Marolinha&#8221;, como definiu o presidente da República? Até entendo que Lula faça o papel de &#8220;dourar a pílula&#8221;. Nos Estados Unidos, Barack Obama tem sido criticado pelo tom catastrofista que adotou. O governo brasileiro já admite que o crescimento do Brasil não atingirá a meta de 4% em 2009. (&#8230;)</p>
<p>Vai ficar cada vez mais óbvio, no Brasil, que o governo Lula demorou a agir. Só posso especular que os quadros governamentais não se deram conta da gravidade da crise que teriam pela frente. O conservadorismo do Banco Central é típico de quem não se deu conta de que estamos vivendo um momento de transformação. Não se trata, apenas, de mais uma crise, mas &#8220;da crise&#8221; de nossa geração. Não dá para aplicar velhas receitas em problemas novos.</p>
<p>A doença que acometeu os governos Sarney e FHC também pegou o governo Lula: a falta de coragem política.</p>
</blockquote>
<div class="translation">Vivevo a Washington quando ho iniziato a seguire le notizie sulla crisi. Non c&#39;è bisogno di essere dei geni per capire che dopo la globalizzazione e la finanziarizzazione del mondo - due fenomeni interconnessi - una crisi profonda nei paesi fulcro avrebbe colpito le cosiddette economie &#8220;periferiche&#8221;, che queste fossero pronte o meno. Il rischio che le due maggiori banche americano vadano in bancarotta è un segno di quanto sia profonda questa crisi.</p>
<p>È vero, il Brasile ha un mercato interno, ma non sopravvive con quello soltanto. Vive anche dell&#39;esportazione dei suoi prodotti. La crisi ha raggiunto non solo gli Stati Uniti, ma anche l&#39;Unione Europea. Due grandi mercati per il Brasile. Ha ridotto la crescita in Cina, altro importante mercato. È forse questa una &#8220;piccola ondata&#8221;, come la chiama il presidente? Capisco che Lula fa la parte di quello che &#8220;indora la pillola.&#8221; Negli Stati Uniti  Barack Obama è stato criticato per il voluto tono di catastrofismo. Ora il governo brasiliano ammette che il Brasile non raggiungerà il suo target di crescita del 4% nel 2009. (&#8230;)</p>
<p>In Brasile diventerà sempre più evidente che il governo di Lula ci ha messo troppo tempo ad agire. Posso solo ipotizzare che lo staff governativo non abbia previsto la gravità della crisi che si sarebbero trovati ad affrontare. Il conservatorismo della Banca Centrale [del Brasile] è tipico di chi non si è reso conto che stiamo vivendo un momento di trasformazione. Non è solo un&#39;altra crisi, ma &#8220;la crisi&#8221; della nostra generazione. Non possiamo curare i nuovi problemi con rimedi del passato.</p>
<p>Lula ha inoltre preso la stessa malattia di cui soffrivano i governi degli ex-presidenti Sarney e Cardoso: la mancanza di coraggio politico.</p>
</div>
<p><a title="Vignetta originale in portoghese"href="http://chargesdobenett.zip.net/"><img class="aligncenter size-full wp-image-61837" title="Vignetta originale in portoghese" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/03/pibversaook.jpg" alt="Vignetta originale in portoghese" width="442" height="221" /></a></p>
<p style="text-align: center;">Una vignetta di <a title="Sito dell'autore della vignetta originale in portoghese" href="http://chargesdobenett.zip.net">Benett</a>, usata dietro gentile concessione</p>
<p>Lula e Obama si incontreranno nuovamente al summit del G20 dei maggiori Paesi industriali e in via di sviluppo, previsto a Londra il 2 Aprile. La maggior parte dei leader latinoamericani avranno l&#39;opportunità di incontrare per la prima volta il nuovo presidente degli Stati Uniti al quinto Summit delle Americhe, che si terrà in Trinidad e Tobago, dal 17 al 19 di aprile.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Iran: dubbi e speranze sulla candidatura dell&#039;ex-Presidente Khatami</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 01:41:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinzia Barranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
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		<description><![CDATA[L'ex-presidente riformista (1997-2005) Mohammad Khatami parteciperà alla prossime elezioni presidenziali,  attirandosi attenzione dentro e fuori la Rete. Panoramica sulle variegate opinioni dei blogger locali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/hamid-tehrani/">Hamid Tehrani</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/cinziab/'>Cinzia Barranco</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/03/12/iran-hopes-doubts-questions-over-former-presidents-candidacy/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>L&#39;8 febbraio scorso, l&#39;annuncio che l&#39;ex-presidente riformista <a title="Vedi la voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mohammad_Khatami">Mohammad Khatami </a> [it] avrebbe nuovamente preso parte alle presidenziali del 2009, ha attirato notevole attenzione sia nel mondo virtuale che in  quello reale. Parecchi bloggerhanno condiviso speranze, dubbi, interrogativi e preoccupazioni a proposito di Khatami, che è stato in carica fra il 1997 e il 2005. I suoi sostenitori si avvalgono di strumenti digitali come <a title="Visita il gruppo su Facebook"  href="http://www.facebook.com/group.php?gid=61185578496">Facebook</a> [in] per rilanciare i messaggi della sua campagna.</p>
<p><strong>&#8216;Un&#39;accoglienza da eroe&#39;</strong></p>
<p>Ecco un video girato durante un discorso di Khatami nella recente visita a Shiraz, dove i sostenitori inneggiavano slogan contro la dittatura.</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/mHPMsIL2CI8&#038;hl=en&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube"src="http://www.youtube.com/v/mHPMsIL2CI8&#038;hl=en&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>L&#39;ex-vicepresidente <em>Mohmmad Ali Abtahi</em> è molto ottimista sulle possibilità di vittoria del suo collega di allora. Sul suo blog <a title="Vai al post originale in inglese" href="http://www.webneveshteha.com/en/weblog/?id=2146309902">scrive</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Senza dubbio queste elezioni presidenziali, che si terranno in un momento storico fra i più importanti per l&#39;Iran e per il mondo, si prospettano stimolanti e appassionate, con i due poli che vedono Mr. Khatami da una parte e Mr. Ahmadinejad dall&#39;altra. Naturalmente Mr. Khatami è stato nominato per vincere le elezioni e, considerando che l&#39;opinione pubblica propende per un cambiamento dell&#39;attuale situazione, non sarà così difficile&#8230; malgrado gli attacchi iniziali mirati a danneggiare gli avversari, diverse forze, in particolare la nuova generazione che vuole migliorare le condizioni di vita, garantiranno la vittoria di Mr. Khatami, opponendo le loro azioni positive agli sforzi negativi di altri.</p>
</blockquote>
<p><strong>&#8216;Nessun Programma&#39;</strong></p>
<p>Non tutti i blogger però sono così ottimisti. <em>Pouya</em> è deluso dal fatto che Khatami non proponga un programma, e sul suo blog <a title="Vai al blog in farsi"  href="http://www.pouyashome.com/weblog/archives/000968.html">scrive</a> [fa]:</p>
<blockquote><p>در مورد خاتمی و موسوی اظهار نظر کنم، لااقل اول ببینم اینها چه می گویند، چه می خواهند، چه طرحی دارند؟<br />
دریغ از یک متن کوتاه! &#8230;جالب این است که در هیچکدام از نوشته ها نقل قول مستقیمی از آقای خاتمی یا دفتر نماینده ی رسمی او نیست که ما برنامه ی کشورداری مان اینگونه یا آنگونه خواهد بود. من نمی دانم آنها که از حالا رای خودشان را بصورت &#8220;چک سفید&#8221; به خاتمی داده اند، به کدام حرف و سند رسمی او رای شان را می دهند؟</p>
</blockquote>
<div class="translation"> Mi sono detto: ora che vorrei parlare delle elezioni e delle candidature di Khatami e Mousavi, per prima cosa dovrei scoprire cosa sostengono e quali sono i loro programmi. Peccato che non sia riuscito a trovare nemmeno una riga in proposito… È interessante come da parte di Khatami o del suo vice accreditato non vi sia alcun cenno all&#39;esistenza di un programma con cui guidare il Paese. Non capisco quelli che danno già per scontato il loro voto a Khatami, e nemmeno su quale documento (programma) o parole basino questa loro convinzione.</div>
<p><em>Nikahang</em>, un fumettista di grido, sul suo blog <a title="Vai al post originale in farsi" href="http://nikahang.blogspot.com/2009/03/blog-post_05.html">scrive</a> [fa] che il suo problema non è Khatami, bensì chi ne fa la propaganda cercando di proporlo in modo totalmente differente dalla realtà. Khatami è un amabile conservatore che dipinge la tolleranza come una debolezza, dice.</p>
<p><strong>&#8216;La gente dimenticata&#39;</strong></p>
<p><em>Z8tun</em>, che ha votato due volte per Khatami <a title="Vai al blog originale in farsi" href="http://z8un.com/archives/2009_02.html#002169">scrive</a> [fa] di avere ancora molte critiche nei confronti dei riformisti e del modo di operare di Khatami, come il nepotismo e la dimenticanza delle promesse fatte in campagna elettorale. La blogger aggiunge:</p>
<blockquote><p>به محض رسیدن به قدرت، تمام شعارهای خود را فراموش می‌کنند و تمام هم و غم خودشان را صرف نگهداری قدرت و مسائل شخصی خود می‌کنند. به مردم بی‌اعتنا هستند</p>
</blockquote>
<div class="translation">Non appena arrivano al potere dimenticano tutti gli slogan, fanno del loro meglio per conservare il potere e dimenticano la gente.</div>
<p><em>Ahestan</em> <a title="Leggi il post originale in farsi"  href="http://ahestan.wordpress.com/2009/03/02/iranian-reformists-and-people/">dice</a> [fa] che i rappresentanti riformisti, una volta al potere, non prestano attenzione ai desideri del popolo. Ha pubblicato diverse citazioni di Kahatmi e di altri massimi riformisti del passato, inclusa una di 8 anni fa in cui Khatami sosteneva che, secondo i sondaggi, le preoccupazioni di almeno l&#39;80 per cento della popolazione fossero di natura economica.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il primo romanzo di un&#039;autrice marocco-americana</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/03/il-primo-romanzo-di-unautrice-marocco-americana/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 02:43:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinzia Barranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Genere]]></category>
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		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Marocco]]></category>
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		<description><![CDATA[Laila Lalami, una degli autori più affermati del Marocco, sta per pubblicare il suo primo romanzo in inglese, "Secret Son" - con vari rilanci nella blogosfera e su YouTube.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/jillian-york/">Jillian York</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/cinziab/'>Cinzia Barranco</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/03/04/morocco-moroccan-american-author-releases-first-novel/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Negli ultimi anni Laila Lalami è emersa come una degli autori più affermati del Marocco, dopo la pubblicazione del suo primo libro intitolato <em>Hope and Other Dangerous Pursuits</em>, raccolta di racconti brevi collegati tra loro. Sono pochi i lavori di scrittori marocchini che vengono tradotti in inglese, e ancora meno quelli delle scrittrici, e i libri della Lalami, essendo scritti in inglese, aiutano a mettere in relazione la letteratura marocchina con l&#39;occidente.</p>
<p>Lalami cura anche un blog, e viene spesso citata su Global Voices. In un post recente <a title="Vai al post originale in inglese" href="http://lailalalami.com/2009/secret-son-2/">si è detta emozionata</a> [in] per l&#39;uscita del suo nuovo libro, <em>Secret Son</em>, pubblicandone l&#39;immagine di copertina:</p>
<blockquote><p>Con l&#39;avvicinarsi della data di pubblicazione di <em>Secret Son</em>, fatico a star dietro a tutto ciò che accompagna un evento di questo tipo: tour promozionali, clip di presentazione, anticipazioni, edizioni estere, e via dicendo. Ecco, per esempio, la copertina definitiva del romanzo, con i caratteri più grandi e un look più semplice:</p>
<p><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/03/secretson-193x300.jpg" alt="Copertina di Secret Son" title="Copertina di Secret Son" width="193" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-59717" /></p>
</blockquote>
<p>Anche il blog di un americano, <em>the a la menthe</em>, centrato principalmente sul Marocco, ha segnalato l&#39;uscita del libro della Lalami, pubblicando <a title="Vai al post originale in inglese" href="http://www.williamsonday.com/morocco/archives/2009/03/debut-of-laila.html">questo video promozionale del libro</a> [in]:</p>
<p><center><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/7NqUDzYKg7M&#038;rel=0&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;hl=en&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed alt="Video di YouTube su Secret Son" title="Video di YouTube su Secret Son" src="http://www.youtube.com/v/7NqUDzYKg7M&#038;rel=0&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;hl=en&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p></a></center></p>
<p>Il libro sarà nelle librerie [USA e inglesi] dal 21 aprile 2009.</</p>
]]></content:encoded>
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		<title>USA: dal carcere al  blog</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/03/usa-dal-carcere-al-blog/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/03/usa-dal-carcere-al-blog/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 01:34:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinzia Barranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Nelle prigioni a stelle e strisce, curare un blog è una tendenza sempre più diffusa - almeno tramite qualcuno all'esterno che abbia accesso a un computer.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/hoa-quach/">Hoa Quach</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/cinziab/'>Cinzia Barranco</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/03/06/usa-blogging-from-prison/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Leggere libri, giocare a carte, o imparare nuovi mestieri, sono alcune delle dritte su <a title="Leggi l'articolo originale in inglese" href="http://ezinearticles.com/?How-To-Deal-With-Going-To-Jail&#038;id=394497">come affrontare il carcere</a> [in], fornite dall&#39;ex-detenuto Sam Stanfield su <em>Ezine @rticles</em>. Ma <a title="Leggi l'articolo originale in inglese" href="http://www.pewcenteronthestates.org/news_room_detail.aspx?id=35912">un adulto su 100</a> [in] nelle prigioni statunitensi, adesso può trovare nei blog un altro modo di impiegare il tempo - almeno tramite qualcuno all&#39;esterno del carcere che abbia accesso a un computer.</p>
<p>Curare un blog dal carcere è una tendenza sempre più diffusa.</p>
<p>
<div id="attachment_59953" class="wp-caption alignright" style="width: 111px"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/03/20090306002901.jpg" alt="Shaun Attwood" title="Shaun Attwood" width="101" height="106" class="size-full wp-image-59953" />
<p class="wp-caption-text">Shaun Attwood</p>
</div>
<p>Shaun Atwood, un ex-detenuto, cura un blog dal titolo <a title="Vai al blog in inglese" href="http://jonsjailjournal.blogspot.com"><em>Jon’s Jail Journal</em> [in]</a>, sul quale pubblica le lettere di detenuti nelle prigioni americane.</p>
<p>Verso la fine dell&#39;anno scorso aveva ricevuto una lettera dalla “ergastolana” Renee, condannata a 60 anni da scontare in un penitenziario dell&#39;Arizona quando era appena adolescente. Renee <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://jonsjailjournal.blogspot.com/2008/11/03-nov-08-women-in-prison-from-renee.html">racconta</a> [in] che lavora e va a scuola, e parla di quanto avviene in carcere.</p>
<blockquote><p>“Mi hai chiesto cosa ne penso della sbobba. Mi è venuto da ridere. Non riesco a mangiare alla mensa. Li ho visti tirar fuori uno scarafaggio dalla minestra e continuare a servirla. Ho visto i vassoi lasciati nel cortile e i piccioni andarci a cena. Il pollo crudo lasciato lì scoperto. È disgustoso.”</p>
</blockquote>
<p>
<div id="attachment_59946" class="wp-caption alignleft" style="width: 111px"><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/03/picture-of-shannon.jpg" alt="Shannon Park" title="Shannon Park" width="101" height="110" class="size-full wp-image-59946" />
<p class="wp-caption-text">Shannon Park</p>
</div>
<p> Sempre in Arizona c&#39;è Shannon Park, scrittore e attivista per i diritti umani. Park, sul blog <a title="Vai al blog in inglese"  href="http://shannoninprison.blogspot.com/2009/02/short-staffing-problem.html"><em>Persevering Prison Pages</em></a> [in] spiega che nel carcere in cui si trova c&#39;è carenza di personale.</p>
<blockquote><p>“Contrariamente a quanto si pensa, e alle informazioni che ricevono i legislatori e i contribuenti dell&#39;Arizona, all&#39;ADOC (<em>Arizona Department of Corrections</em>) scarseggiano gli agenti penitenziari. Al punto che le guardie devono essere spostate da un&#39;unità all&#39;altra per avere il numero minimo di agenti necessario a garantirne il funzionamento. E i legislatori sono ora in procinto di ridurre a 614 il numero di agenti all&#39;ADOC. Essere a corto di personale e al tempo stesso in condizioni di sovraffollamento può rivelarsi assai pericoloso. Specialmente in un posto pieno di droga, frustrazione, rabbia, ostilità e tossici che pensano di non avere niente da perdere.”</p>
</blockquote>
<p>Park va avanti a descrivere alcune attività a cui si dedicano altri compagni di cella, compreso l&#39;uso di eroina e altre droghe. Dice che non ci sono controlli per via del personale ridotto.</p>
<p>Sul blog <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://friendsofprisoners.blogspot.com/2009/01/request-for-letters-to-mentally-ill.html"><em>Friends of Prisoners</em></a> [in] recentemente in un post  si chiedeva ai lettori di diventare amici di penna di quattro detenuti con problemi di salute mentale. Uno di questi è James Schmeisser, del Wisconsin, che scrive di essere in isolamento.</p>
<blockquote><p>“Un saluto a coloro che si preoccupano, che amano, che comprendono. In questo momento sono alquanto stressato a causa della mia attuale condizione. Sono in isolamento 24 ore al giorno per 3 volte a settimana, e 23 ore per 4 volte a settimana. Non ho nessun supporto dalla famiglia o da amici, né altro sostegno morale, ecc. Come la maggior parte delle persone ho commesso degli errori, io e i miei figli ne abbiam pagato le conseguenze, non so davvero cosa fare più. Il diavolo ha proprio deciso di distruggermi tutto nella vita, compresi i miei tentativi di essere un uomo migliore. Sono con le spalle al muro e sto veramente soffrendo mentalmente, emotivamente e fisicamente.”</p>
</blockquote>
<p><a href="http://www.shac7.com" target="_blank"><img src="http://www.shac7.com/banners/card_shac.gif" alt="Sostieni SHAC 7" title="Sostieni SHAC 7" width="150" height="275" border="0" align="left" vspace="6" hspace="8"/></a>In prigione non manca certo l&#39;attivismo, con gli aderenti a un gruppo chiamato <a title="Vai al sito in inglese" href="http://shac7.com"><em>SHAC7</em> [in]</a>, in carcere per “essersi impegnati per far chiudere un famigerato laboratorio di sperimentazione sugli animali, l&#39;Huntingdon Life Sciences.”</p>
<p>Uno dei membri del gruppo, Josh Harper ha <a title="Vai al blog in inglese" href="http://joshharper.org">un blog col suo nome</a> [in]. Nell&#39;ultimo post <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://www.foodfightgrocery.com/jharp/from.html">scrive</a> [in] che continua a lottare e rifiuta l&#39;idea di ambientarsi al carcere.</p>
<blockquote><p>“Finora lo Stato mi ha rubato due anni di vita. Il 16 novembre 2006 sono entrato nel vicino Centro di detenzione federale, sono stato spogliato di tutto, fornito di una tuta e gettato in una cella per aver appoggiato tattiche controverse allo scopo di far chiudere un laboratorio di sperimentazione animale.</p>
<p>I primi detenuti che ho incontrato mi hanno dato dei consigli: cerca di dimenticare che ti trovi qui; non pensare al tempo che passa; fai del tuo meglio per non ricordare il mondo là fuori. Che consigli orrendi! Per quanto ciò possa rendermi più dura la vita, mi risolleva il fatto di essere ancora furioso per la carcerazione. Non voglio mai diventare uno di quelli addomesticati che pian piano smettono di vedere le sbarre e il filo spinato, considerando questo luogo come casa loro. Odio il carcere con tutto me stesso. Ciò mi fa capire che sono ancora sano di mente.”</p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Armenia: cyber-attivismo contro la caccia illegale in una riserva naturale</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/03/armenia-cyber-attivismo-contro-la-caccia-illegale-in-una-riserva-naturale/</link>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 05:52:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinzia Barranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Armenia]]></category>
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		<description><![CDATA[Grazie a un video diffuso su YouTube, che mostra una guardia forestale sparare a un cinghiale nella riserva naturale di Khosrov, costui è stato multato e licenziato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/simon-maghakyan/">Simon Maghakyan</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/cinziab/'>Cinzia Barranco</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/02/24/armenia-illegal-hunting-in-nature-reserve-exposed-on-youtube/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>A dimostrazione di come l&#39;attivismo online possa fare la differenza in Armenia, il video diffuso su  <em>YouTube</em>, che mostra una guardia forestale sparare a un cinghiale nella riserva naturale di Khosrov, ha portato al suo licenziamento.</p>
<p>Il 6 febbraio 2009, <em>TugUrartu</em> ha pubblicato <a href="http://www.youtube.com/watch?v=HI4Nj9916HE">il video</a> [arm] con la seguente descrizione:</p>
<blockquote><p>Il 20 gennaio siamo andati in gita alla riserva naturale di Khosrov. Mentre stavamo rientrando, ci siamo accorti che una guardia forestale stava uccidendo degli animali, sostenendo che ‘sono animali stupidi, distruggono le querce della foresta.’ Ha ignorato i nostri appelli [a desistere] &#8230;</p>
</blockquote>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/HI4Nj9916HE&#038;hl=en&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/HI4Nj9916HE&#038;hl=en&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object> </p>
<p>Il video mostra la guardia forestale che spara quattordici colpi sul cinghiale in fuga. La donna che riprendeva la scena gli ha persino offerto del denaro, ma inutilmente. Il giorno successivo alla pubblicazione del video, il moderatore di <a title="Vai al profilo del gruppo su Facebook"  href="www.facebook.com/group.php?gid=7210009831">un gruppo ambientalista armeno su Facebook</a> [arm] ha inviato ai membri il seguente messaggio:</p>
<blockquote><p>Il capo della forestale UCCIDE GLI ANIMALI SELVATICI<br />
&#8230; per salvaguardare la foresta protetta di Khosrov</p>
<p>&#8220;è uno stupido animale che danneggia gli alberi&#8221; sostiene il capo della forestale</p>
<p>Foresta protetta? Mattatoio? Luogo in cui spassarsela?&#8230;.</p>
<p>Cos&#39;è la FORESTA PROTETTA DI KHOSROV ADESSO?</p>
<p>Chi sono davvero quelli che la proteggono? In quali mani si trova? Quanti animali esistono ancora nel luogo definito FORESTA PROTETTA?</p>
<p>[…]<br />
Tuteliamo il nostro diritto a vivere in ARMONIA con la NATURA~~”</p>
</blockquote>
<p>Nel messaggio, pubblicato anche su alcuni blog, si chiedeva ai sostenitori di contattare il Ministero dell&#39;Ambiente e Tutela del Territorio in Armenia ai relativi numeri di telefono e indirizzi e-mail.</p>
<p>Il giorno dopo, il blogger ambientalista <em>Bnamard</em> si chiedeva se l&#39;episodio non facesse parte del <a title="Leggi il post in inglese" href="http://blogian.hayastan.com/2008/09/16/armenia-private-development-in-national-reserve/">progetto di sviluppo</a> [in] di un potente uomo politico, come è spiegato dettagliatamente <a title="Vai al post originale in armeno" href="http://bnamard.blogspot.com/2009/02/blog-post_08.html">in un altro post</a> [arm].</p>
<blockquote><p>Հայկական մամուլը ժամանակին գրեց, որ Հայաստանի մի բարձրաստիճան պաշտոնյա Խոսրովի անտառում ռեստորանա-հյուրանոցային համալիր է կառուցում, ոչնչացնելով անտառի մի մասը: Թերեւս, անտառապետը հրահանգ է ստացել անտառին զուգահեռ ոչնչացնել նաեւ այնտեղ բնակվող հատուկենտ “ախմախ կենդանիներին”:</p>
</blockquote>
<div class="translation">Tempo fa i media armeni hanno riferito che un funzionario di spicco sta costruendo un complesso turistico alberghiero nella riserva di Khosrov distruggendo parte della foresta. Forse al capo della forestale è stato ordinato di annientare dei particolari “animali stupidi” nelle vicinanze.</p>
<p>[…]</p>
</div>
<p><em>Bnamard</em> in seguito ha riferito che <a title="Vai al post originale in armeno" href="http://bnamard.blogspot.com/2009/02/blog-post_09.html">la guardia forestale era stata punita</a> [arm]. </p>
<blockquote><p>Տուգանք մեկ միլիոն դրամ, աշխատանքից հեռացում..</p>
<p>[…]</p>
<p>Արգելոցի գլխավոր պետին և տեղակալին խիստ նախազգուշացում<br />
[…]</p>
<p>ի դեպ սա բնապահպանության նախարարության թեժ գիծն է…51 91 82…, բայց չմոռանաք հայտնել ևս մի քանի լրատվամիջոցների[&#8230;.]</p>
</blockquote>
<div class="translation">Ammenda di un milione di dram armeni, pari a 3.300 dollari americani; licenziamento […] Severo ammonimento al direttore della riserva e al suo vice.</p>
<p>[…]</p>
<p>A proposito, la linea diretta per le segnalazioni al Ministero dell&#39;ambiente è 51-91-82, ma non tralasciate altri canali d&#39;informazione…
</p>
</div>
<p>Va detto che, senza la prova di quel video, probabilmente non si sarebbe ottenuta affatto giustizia.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Iran: arrestati studenti che protestano contro il ri-seppellimento dei &#8216;martiri ignoti&#039;</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/02/iran-arrestati-studenti-che-protestano-contro-il-ri-seppellimento-dei-martiri-ignoti/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 07:24:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinzia Barranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
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		<description><![CDATA[L'altro ieri 70 studenti dell'Università Amir Kabir di Teheran sono stati arrestati mentre protestavano contro il trasferimento delle spoglie di cinque martiri ignoti della guerra Iran-Iraq nella proprietà universitaria. Video e blog informano e rilanciano l'intera questione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/hamid-tehrani/">Hamid Tehrani</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/cinziab/'>Cinzia Barranco</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/02/24/iran-students-protesting-against-martyrs-re-burial-are-jailed/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><img class="alignleft size-full wp-image-57955" title="ak11" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2009/02/ak11.jpg" alt="ak11" width="320" height="240" alt="Manifestazione all'Università Amir Kabir di Teheran" title="Manifestazione all'Università Amir Kabir di Teheran"/></p>
<p>Martedì scorso, 24 febbraio, 70 studenti dell&#39;Università Amir Kabir di Teheran <a title="Leggi l'articolo originale in inglese" href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/middle_east/7907276.stm">sono stati arrestati</a> [in] mentre protestavano contro il trasferimento delle spoglie di cinque martiri ignoti della <a title="Vai alla voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_Iran-Iraq">guerra Iran-Iraq</a> [it] in un terreno di proprietà dell&#39;istituto. Sul sito di uno degli studenti, <a title="Sito in farsi" href="http://www.autnews.com/">Amir Kabir News</a> [fa] sono stati pubblicati video e foto della manifestazione. Diversi blogger hanno segnalato l&#39;evento, con un&#39;ampia gamma di opinioni e svariati contributi personali.</p>
<p>Il video che segue mostra la protesta all&#39;Università Amir Kabir, durante la quale gli studenti hanno paragonato il governo iraniano a quello talebano afghano, scandendo lo slogan: &#8220;Abbasso i talebani!&#8221;</p>
<p><center>
<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/-BXKkLzbWak&amp;hl=cs&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" name="src" value="http://www.youtube.com/v/-BXKkLzbWak&amp;hl=cs&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p></center></p>
<p>Nel video successivo si vedono le forze dell&#39;ordine che &#8220;attaccano i manifestanti&#8221;, secondo <a title="Vai al sito in farsi" href="http://www.autnews.com/">Amir Kabir News</a> [fa]:</p>
<p><center><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/UytG8wByRIQ&amp;hl=cs&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param title="Video su YouTube" alt="Video su YouTube" name="src" value="http://www.youtube.com/v/UytG8wByRIQ&amp;hl=cs&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p></center></p>
<p>Parecchi blogger, fra cui  <em>Jdaneshjoo</em>, hanno <a title="Blog in farsi"  href="http://jdaneshjouee.blogspot.com/2009/02/blog-post_4709.html">pubblicato</a> [fa] una dichiarazione sull&#39;episodio rilasciata dall&#39;associazione islamica degli studenti dell&#39;Università Amirk Abir. Questa associazione disapprova la decisione delle autorità di seppellire i martiri ignoti nella proprietà dell&#39;istituto, e sostiene che si tratta di una scusa per mantenere la presenza delle forze dell&#39;ordine nell&#39;università, reprimendo sempre più i movimenti studenteschi.</p>
<p><em>Ghomar Asheghane</em> sostiene che le autorità vogliono trasformare l&#39;università in un cimitero, e <a title="Vai al blog originale in farsi" href="http://ghomaaar.blogspot.com/2009/02/blog-post_23.html">aggiunge</a> [fa]:</p>
<blockquote><p>دانش‌گاه را با قبرستان اشتباه گرفته‌اند؛ که نه؛ می‌خواهند قبرستان‌اش کنند. همین که بسیاری از دانش‌جویان یا در زندان هستند &#8230; دانش‌گاه را تبدیل به قبرستان کرده است. همین که بسیاری از اساتید برجسته با کارنامه‌های ممتاز علمی از دادن درس و آموزش محروم می‌شوند خود دانش‌گاه را تبدیل به قبرستان کرده است. همین که احمدی‌نژاد جرات نمی‌کند با دانش‌جویان دیدار کند و در روز تعطیل به دانش‌گاه می‌رود، خود دلیلی است برای قبرستان کردن دانش گاه</p>
</blockquote>
<div class="translation">Loro non scambiano l&#39;università per un cimitero, bensì vogliono trasformarla in un cimitero. Dopo la notizia dei tanti studenti finiti in prigione, altri sono stati banditi dalle università&#8230; ad alcuni rinomati professori con un eccellente background scientifico non è più permesso insegnare, e [il presidente] Ahmadinejad non ha il coraggio d&#39;incontrarsi con gli studenti e visitare l&#39;università durante le vacanze, dimostrando che è già diventata un cimitero.
<div>
<p><em>Jomhour</em> sostiene che gli studenti si sono opposti a questo progetto perché le autorità hanno usato i martiri di guerra come strumento per i propri interessi politici, e <a title="Post in farsi" href="http://jomhour.info/2009/02/24/post-574.html">aggiunge</a> [fa] che i siti d&#39;informazione di taglio conservatore in <em>Farsi</em> hanno pubblicato articoli provocatori, con la conseguenza che gli studenti sono stati picchiati e arrestati.</p>
<p>Il blog <em>Hezbollah</em> è di opinione diversa e <a title="Post in farsi"  href="http://hezbollah.parsiblog.com/850235.htm">afferma</a> [fa] che alcuni degli studenti — i quali frequentano l&#39;università grazie al sostegno economico del governo — hanno iniziato a lanciare slogan come &#8220;abbasso il dittatore&#8221;, &#8220;abbasso i Basijis&#8221;&#8230; Scrivendo con ironia, il blogger aggiunge che parlare dei martiri persino di questi tempi è una vergogna, e conclude:<br />
&#8220;Non so dove saremmo ora e cosa ne sarebbe stato di noi se quei martiri non fossero andati a combattere&#8221;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Kenya: urgente il trasferimento delle antilopi lelwel</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/02/kenya-urgente-il-trasferimento-delle-antilopi-lelwel/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2009/02/kenya-urgente-il-trasferimento-delle-antilopi-lelwel/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 05:32:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinzia Barranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa sub-sahariana]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Kenya]]></category>
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		<description><![CDATA[I nuovi insediamenti umani in una parte del <em>Solio Ranch</em>, nella regione di Laikipia, stanno minacciando la vita dei circa 1.000 esemplari di antilopi lelwel rimasti in tutto il Kenya. Si raccolgono fondi per il loro rapido trasferimento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/samuel-maina/">Samuel Maina</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/cinziab/'>Cinzia Barranco</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/02/17/kenya-urgent-translocation-of-the-lelwel-hartebeest/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p><img src='http://farm4.static.flickr.com/3612/3287069859_ac0fc93e54.jpg?v=0' alt='Lelwel Hartebeest' class='alignright' />Alla fine del 2008, gli abusivi che una ventina d&#39;anni fa erano stati sfrattati dal parco nazionale del <a title="Vai alla voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Parco_nazionale_del_Monte_Kenya">Monte Kenya</a> [it] e dalle foreste di <a title="Vai alla voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Aberdare_Range">Aberdare</a> [in] si sono visti assegnare degli appezzamenti di terreno nel settore D del vasto <em>Solio Ranch</em>, nella regione di Laikipia. All&#39;interno dei suoi 15.500 acri, tuttavia, il settore D ospita 480 antilopi lelwel, 600 zebre della prateria, 210 impala, 1.020 gazzelle Thomson, 36 orici e 41 antilopi eland. </p>
<p>Elodie Sampéré, sul nuovo blog <a title="Vai al post originale in inglese" href="http://lewa.wildlifedirect.org/2009/02/16/endangered-hartebeest/">Lewa Wildlife Conservancy</a> del sito <a title="Visita il sito in inglese" href="http://wildlifedirect.org">WildlifeDirect</a> [in], scrive sottolineando l&#39;importanza della popolazione di <a title="Vai alla voce su Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Lelwel_Hartebeest">antilopi lelwel</a> [in] presenti nel <em>Solio Ranch</em>:</p>
<blockquote><p>Sono rimaste soltanto circa 1.000 antilopi lelwel <strong>in tutto il Kenya</strong>. Queste si trovano solo in due zone: (1) Il parco nazionale di Ruma, con appena qualche dozzina di esemplari, e (2) la regione di Laikipia, con una popolazione di quasi 1.000 esemplari. È stato dimostrato che questi ultimi hanno caratteristiche genetiche differenti. All&#39;incirca il 75% di questa popolazione si trova nel <em>Solio Ranch</em>.</p>
</blockquote>
<p>L&#39;antilope lelwel figura nell&#39;elenco delle <a title="Visita il sito in inglese" href="http://www.iucnredlist.org/details/816">specie a rischio d&#39;estinzione della IUCN Red List</a> [in] del 2008, visto che la popolazione complessiva è scesa da 285.000 a meno di 70.000 esemplari, dagli anni &#8216;80 a oggi.</p>
<p>Con l&#39;avanzare degli insediamenti umani nel settore D, la minaccia del bracconaggio e della caccia alla selvaggina crescerà in maniera esponenziale. Ecco perché le associazioni <a title="Visita il sito in inglese" href="http://www.lewa.org/">Lewa Wildlife Conservancy</a>, <a title="Visita il sito in inglese" href="http://www.olpejetaconservancy.org/">Ol Pejeta Conservancy</a> e <a title="Visita il sito in inglese" href="http://www.kws.org/">Kenya Wildlife Service</a> [in] stanno trasportando queste rare antilopi al di fuori del settore D del <em>Solio Ranch</em>. La prima ondata di abitanti è arrivata in loco, e il trasferimento è ormai un problema urgente.</p>
<p>Fino a oggi, sono già state spostate 245 antilopi sudafricane, 140 zebre della prateria e 25 impala. Ora l&#39;associazione Lewa Wildlife Conservancy ha lanciato un appello per raccogliere i fondi atti a trasferire il resto degli animali. Si può contribuire direttamente sul <a title="Vai al blog originale in inglese" href="http://lewa.wildlifedirect.org">loro blog</a> [in].</p>
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		<title>USA: &#8220;Yes, we can&#8221;, dicono gli Indiani d&#039;America</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 07:31:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinzia Barranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Arte & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Rimasti invisibili per secoli, i nativi americani ricorrono con sempre maggior frequenza a blog e citizen media per promuovere e preservare i propri diritti e gli stili di vita tradizionali. Ecco una panoramica multimediale a sottolineare il messaggio: “Sì, possiamo tornare alla grandezza tribale.”]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/simon-maghakyan/">Simon Maghakyan</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/cinziab/'>Cinzia Barranco</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/02/17/usa-native-americans-yes-we-can/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>Rimasti invisibili per secoli, i Nativi Americani stanno usando in misura crescente i blog e i citizen media online per promuovere e preservare i propri diritti e gli stili di vita tradizionali. Con l&#39;elezione del Presidente Awe Kooda Bilaxpak Kuuxshish (nome con cui Barack Obama <a title="Leggi l'articolo originale in inglese" href="http://www.reznetnews.org/article/obama-adopted-crow-tribe-13960">è stato accolto in seno alla tribù dei Crow</a>) [in], le popolazioni indigene vedono delle nuove ragioni per essere ottimiste.</p>
<p><strong><em>Reznet</em> - Cronache dai nativi americani</strong></p>
<p>Uno dei progetti che dà voce alla visione del mondo dei Nativi è <em><a title="Visita il sito in inglese"  href="http://www.reznetnews.org/">Reznet</a></em> [in], sito web di notizie, informazione e intrattenimento curato dalla Scuola di Giornalismo dell&#39;Università del Montana, che si occupa anche di formare e guidare gli studenti nativi americani che nei college del Paese studiano per diventare giornalisti.</p>
<p>Su <em>Reznet</em> trovano spazio sia articoli che blog e multimedia. Sottolinenando le attuali applicazioni dei sistemi fondati sulle credenze indigene, in particolare il rispetto della Terra, <a title="Leggi l'articolo originale in inglese" href="http://www.reznetnews.org/article/native-solar-power-lights-us-military-28430">un articolo</a> [in] riporta che &#8220;un&#39;azienda fornitrice di energia solare, di proprietà e gestione indigena&#8221; produrrà energia pulita per il governo statunitense.</p>
<p>Un altro post, nella sezione <em><a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://www.reznetnews.org/blogs/tribalog/new-animated-films-said-counter-media-misrepresentation-natives-29370">triBaLOG</a></em> [in], spiega come la mistificazione popolare dei western ai danni dei nativi venga confutata da una corrente innovativa di film d&#39;animazione quale &#8216;<a href="http://www.filmwest.com/Catalogue/itemdetail/2598/">Stories From the Seventh Fire</a>&#8216;, realizzati da registi nativi che raccontano le storie tribali contemporanee e tradizionali in maniera più accurata.</p>
<p><strong><em>Rezkast</em> - Un sito per condividere video e musica nativi</strong></p>
<p><em><a title="Visita il sito in inglese" href="http://www.rezkast.com">Rezkast</a></em> [in] è un sito web minore, creato dal <a tiel="Vai al sito in inglese" href="http://www.cdatribe.com/b_construct.shtml">Coeur d&#39;Alene Tribal Technology Center</a>, che diffonde le produzioni multimediali dei nativi  come alternativa a YouTube. Molti dei video scambiati qui riguardano l&#39;attivismo, la cultura, la lingua e l&#39;ispirazione.</p>
<p><embed src="http://www.rezkast.com/embedPlayer.php?vid=ffd52f3c7e12435a724a8f30f" FlashVars="config=http://www.rezkast.com/videoConfigXmlCode.php?pg=video_373_no_0_extsite" quality="high" bgcolor="#000000" width="450" height="370" name="flvplayer" align="middle" allowScriptAccess="always" type="application/x-shockwave-flash" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" allowFullScreen="true" /></p>
<p>Sul sito compare <a title="Guarda il video con le immagini dei Nativi americani" href="http://www.rezkast.com/viewVideo.php?video_id=373&#038;title=Return_to_Tribal_Greatness ">un video</a> che prende la nota canzone di <a title="Vai al video della canzone originale" href="http://www.youtube.com/watch?v=jjXyqcx-mYY">will.i.am</a> basata sulle parole di un discorso di Obama, e ne fa un remix che mostra foto antiche e recenti della vita gli Indiani d&#39;America. Il video elenca le sfide che le popolazioni indigene devono fronteggiare – come quella di proteggere i luoghi sacri e preservare le antiche culture – e conclude: “Sì, noi possiamo tornare alla grandezza tribale.”</p>
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		<title>Libano: un San Valentino per i matrimoni civili</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/02/libano-un-san-valentino-per-i-matrimoni-civili/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Feb 2009 03:56:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinzia Barranco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Genere]]></category>
		<category><![CDATA[Inglese]]></category>
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		<description><![CDATA[Mentre numerose coppie di religione mista hanno inscenato dei matrimoni-farsa per protestare contro le rigide leggi in materia, i blogger discutono la recente decisione governativa che consente ai cittadini di eliminare dai documenti d'identità l'annotazione sull'appartenenza religiosa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<em>articolo originale di<a href="http://globalvoicesonline.org/author/antoun-issa/">Antoun Issa</a>  &middot; tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/cinziab/'>Cinzia Barranco</a> &middot;  <a href='http://globalvoicesonline.org/2009/02/15/lebanon-a-civil-marriage-valentine/'>vai all&#39;articolo originale</a></em> 
<br /><p>In occasione dei festeggiamenti per S. Valentino tenutisi in un locale di Beirut, è stato rinnovato l&#39;appello affinché in Libano siano consentiti i matrimoni civili.</p>
<p>In un locale di Gemmayze, quartiere alla moda di Beirut, numerose coppie di religione mista hanno inscenato dei matrimoni-farsa per protestare contro le rigide leggi del Paese in materia. </p>
<p>Allo stato attuale, le unioni civili fra persone di religioni diverse vengono riconosciute solo se il matrimonio non ha avuto luogo in territorio libanese. Per un Paese con una manciata di fazioni religiose, ciò comporta una situazione difficile per molte coppie di religione mista.</p>
<p>La protesta è parte di una campagna generale volta a sostituire l&#39;oppressivo controllo religioso e fazioso sulle istituzioni politiche libanesi con un sistema laico e uguale per tutti.</p>
<p>Appena pochi giorni prima di S. Valentino, il ministro degli Interni Ziad Baroud aveva dichiarato che i cittadini potranno eliminare dai documenti d&#39;identità l&#39;annotazione sull&#39;appartenenza religiosa, se lo vorranno.</p>
<p>La proposta è stata applaudita da molti blogger libanesi, sebbene altri rimangano scettici.</p>
<p>Ms. Tee, dal blog <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://besidebeirut.wordpress.com/2009/02/11/the-right-to-be-without-a-sect/"><em>B-side Beirut</em></a> [in], è fra i sostenitori della disposizione di Baroud:</p>
<blockquote><p>Ultimamente, essendo molto presa dall&#39;insegnamento, non ho prestato troppa attenzione alle notizie. Così quando ho appreso che adesso posso scegliere davvero di togliere la mia setta religiosa <a title="Visita il sito in arabo" href="http://www.al-akhbar.com/ar/node/118010" target="_blank">dai miei dati anagrafici</a> (Nufus), ho dovuto stropicciarmi gli occhi e darmi dei pizzicotti. Com&#39;è successo?</p>
<p>Oltre ad aumentare ulteriormente la mia stima per il ministro degli Interni, Ziad Baroud, questa è probabilmente l&#39;unica notizia degli ultimi anni in Libano che penso valga la pena festeggiare. Come frutto ateo di un matrimonio misto, la vivo in modo personale.</p>
</blockquote>
<p>Un incitamento all&#39;ottimismo arriva da <a title="Leggi il post in inglese" href="http://theinnercircle.wordpress.com/2009/02/14/ziad-baroud-takes-one-step-further-in-reducing-discrimination/"><em>The Lebanese Inner Circle</em></a> [in]:</p>
<blockquote><p>Sebbene questa mossa inizialmente tolga solo il riferimento alla propria religione, lo scopo è rimuovere del tutto la legge religiosa, e arrivare a una legge civile applicabile a tutti i cittadini, lasciando la religione una questione personale.</p>
<p class="western">In un Paese in cui il settarismo è così radicato, sarà interessante osservare quanti libanesi sfrutteranno realmente questa possibilità.</p>
</blockquote>
<p class="western">Tanto di cappello, dice Hanibaal su <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://lebanoniznogood.blogspot.com/2009/02/good-first-step-religion-out-bravo.html"><em>Lebanon Iznogood</em></a> [in]. Tuttavia aggiunge che è necessario fare di più, e offre una prospettiva più ampia sulla lotta fra religione e laicismo nel Paese:</p>
<blockquote>
<p class="western">Pur se ciò rappresenta un importante passo avanti verso una laicizzazione del sistema politico libanese, rimangono altri grossi ostacoli per eliminare completamente la religione dalla vita pubblica. Il sistema politico libanese resta uno dei più primitivi al mondo, poiché l&#39;identità nazionale e la vita politica dei singoli non sono governati da enti statali indipendenti, ma piuttosto restano saldamente nelle mani di chiese, moschee e altre religioni organizzate che dominano lo Stato. La cosiddetta democrazia del Libano è una falsa credenza. La realtà è che il Libano è una teocrazia confederata in cui le comunità religiose, non le persone, sono rappresentate dal governo e dalle istituzioni statali.</p>
</blockquote>
<p class="western"><em>Hanibaal</em> mette anche in guardia sulla possibilità che l&#39;annuncio di Bairoud possa essere una &#8220;cortina di fumo&#8221; per placare i libanesi sostenitori del laicismo:</p>
<blockquote>
<p class="western">Un altro esempio è quello che in Libano non puoi essere un indù, un agnostico, un bahai, un ateo o un membro di qualsiasi altra religione che non sia tra le 18 riconosciute dalla costituzione libanese. Non hai nessuno stato civile se non appartieni a una di quelle 18 comunità. In effetti, il decreto del ministro Baroud potrebbe essere una cortina di fumo in quanto toglie soltanto il &#8220;riferimento&#8221; alla propria religione, tuttavia questa continuerà a stabilire chi può votare e chi può candidarsi a una carica politica.</p>
</blockquote>
<p class="western">E nella lotta a favore del matrimonio civile, Hanibaal evidenzia le attuali realtà che concernono i rapporti interreligiosi in Libano e la difficile condizione delle donne sotto questo aspetto:</p>
<blockquote>
<p class="western">In Libano, all&#39;interno di un matrimonio interreligioso, non è consentito a entrambi i coniugi di conservare la propria religione; di solito è la moglie a dover abbandonare la propria per convertirsi a quella del marito, affinché le sia concesso di sposarlo. Gli &#8220;omicidi d&#39;onore&#8221; sono ancora protetti dalla legge in Libano: un giorno sì e uno no, una donna musulmana viene uccisa perché il fratello, il cugino o qualsiasi altro maschio della sua famiglia allargata l&#39;ha accusata o sospettata di una relazione al di fuori del matrimonio. Spesso, questo è il modo in cui un parente maschio, dopo aver costretto una donna della sua famiglia a prostituirsi, per paura che possa uscire allo scoperto la mette a tacere, uccidendola e dichiararando poi che aveva &#8220;disonorato&#8221; la famiglia.</p>
</blockquote>
<p class="western">Anche Ms. Tee di <a title="Leggi il post originale in inglese" href="http://besidebeirut.wordpress.com/2009/02/11/the-right-to-be-without-a-sect/"><em>B-side Beirut</em></a> [in] è consapevole delle preoccupazioni in merito, ma crede che la decisione di Baroud abbia messo il Paese sulla giusta strada. E riflette sull&#39;incertezza della &#8220;cittadinanza settaria&#8221;:</p>
<blockquote>
<p class="western">Naturalmente non si tratta di un colpo di bacchetta magica che annulla le sette. Chiaramente il parlamento, il sistema di voto e la nostra “democrazia” “rappresentativa” potranno proseguire sulla stessa linea, anche quando l&#39;ultimo cittadino avrà tolto la propria appartenenza religiosa dal registro anagrafico. Soprattutto quando queste istituzioni sono fondate sul censimento di una popolazione che non esiste più.</p>
<p>Ma è proprio per questo che la possibilità di togliere la propria appartenenza religiosa dall&#39;anagrafe è grandiosa: spetta a me, come persona e cittadina, prendermi la responsabilità di andare domattina presto a cancellare la mia setta dal registro Nufus. E proprio qui sta la questione. Quel che ne rimarrà sarà argomento di discussione soltanto una volta che il rifiuto generale della cittadinanza settaria diventerà realtà. Quindi mi ritrovo a chiedermi: in quanti lo faranno? E in quanti si domanderanno: chi sono al di fuori della mia religione?</p>
</blockquote>
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