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mini-profilo di Beatrice Cerrai

21 articoli · collabora dal 2008-12-21

Classe '73, dopo il diploma in traduzione letteraria francese accantono il sogno dell'editoria per intraprendere la carriera di segretaria/traduttrice (in ambito prima brevettuale, poi legale) - con breve parentesi nella localizzazione - ma la duplice maternità mi spinge a lasciare tutto e rimettermi in gioco. Tra pappe e pannolini, nanne e compiti a casa curo una rubrica per un sito dedicato alle mamme (Bambinonaturale.it) e collaboro con alcune riviste amatoriali su magia e occulto, parapsicologia, horror e fantascienza. Ho abbracciato il progetto di Global Voices per dare il mio contributo alla libera informazione dal mondo e perché la libera informazione dal mondo dia un contributo alla mia professionalità e a quel sogno accantonato ormai da troppi anni.

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2009-01-19

Angola: frontiere chiuse per bloccare il virus Ebola

La nuova epidemia del virus Ebola nella Repubblica Democratica del Congo porta l'Angola a chiudere le frontiere. Alcuni blogger locali descrivono la situazione in corso.

2009-01-17

Zimbabwe: bambino di due anni detenuto in isolamento in carcere di massima sicurezza

Nigel Mutemagau, di appena 2 anni, è rimasto in isolamento nella prigione più tristemente nota del Paese per alcune settimane, insieme alla madre e al padre, sequestrati dalla polizia segreta. Grazie anche alla mobilitazione dei blogger, è stato poi rilasciato il 14 gennaio - segnala l'Associated Press.

2009-01-14

Palestina: “non voglio che i miei figli mi vedano fatta a pezzi”video post

Come ci si sente a non poter proteggere i propri figli? Tra i post che giungono da Gaza ecco la testimonianza di una madre distrutta dai sensi di colpa nel vedere il terrore negli occhi dei figli: "Ho forse sbagliato a metterli al mondo? Non ho il diritto di essere madre?"

Rep. Dem. Congo: contenere la nuova epidemia del virus Ebola

A fine dicembre una nuova epidemia del violentissimo virus Ebola è tornata a colpire la Repubblica Democratica del Congo, con almeno 12 vittime. Mentre si cerca di arginare l'epidemia anche nei Paesi limitrofi, i blogger locali discutono sul da farsi.

2009-01-12

Costa Rica: le notizie sul terremoto viaggiano in Retevideo post

Ancora una volta la piattaforma di microblogging Twitter si rivela eccezionalmente efficace nella far girare le notizie da una parte all'altra del mondo. Stavolta si tratta del terremoto che ha appena colpito il Costa Rica, con epicentro a 35 chilomenti dalla capitale San José. Non mancano testimonianze e rilanci anche sui blog locali.

Taiwan: cresce l'agricoltura biologica, e la blogosfera dà una manofoto post

In netta crescita il numero di agricoltori che scelgono l'agricoltura biologica, per la coltivazione di riso, frutta, verdura ma anche rose, tè e caffè - usando al meglio i blog per darsi reciproco sostegno e vendere i propri prodotti.

2009-01-05

Blogger marocchini e tunisini su Gaza: ‘Sono gli innocenti a pagare'

Proseguendo con le reazioni alla situazione di Gaza, ecco quanto scrivono alcuni blogger marocchini e tunisini: "Ancora una volta, sono gli innocenti, la gente comune a pagar caro per le guerre volute dai potenti e dalle loro ideologie. La pace è morta e sepolta da tempo".

2009-01-03

Guatemala: ancora violenza a 12 anni dagli accordi di pace

Dopo 36 anni di conflitti armati tra l'esercito e diversi gruppi guerriglieri, il 29 dicembre 1996 vennero firmati gli accordi pace. Ma a tutt'oggi la violenza è 'normalizzata' e le commissioni ONU stentano a bloccare quel che molti definiscono 'lo Stato parallelo'. Commenti e riflessioni dei blogger locali.

2008-12-30

Brasile: contro l'aborto illegale o contro le donne?

L′aborto‚ problema scottante in tutta l′America Latina‚ in Brasile è considerato un reato perseguibile per legge, salvo nei casi di violenza sessuale o di chiaro rischio per la vita della madre. Eppure ogni anno si praticano oltre un milione di aborti clandestini e oltre 70.000 donne muoiono per le successive complicazioni. Ecco una panoramica dei frequenti interventi online (riflesso di quelli offline) che dividono e infiammano il Paese.