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	<title>Global Voices in Italiano &#187; Annalisa Pisano</title>
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		<title>Global Voices in Italiano &#187; Annalisa Pisano</title>
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		<title>Iran: l&#039;avanzata del militarismo cyber-islamico</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2010/03/iran-lavanzata-del-militarismo-cyber-islamico/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 04:37:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Annalisa Pisano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cyber-attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
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		<description><![CDATA[Pur se Internet è generalmente considerata come uno spazio per il dialogo e l'interazione pacifica, in questo caso il conflitto politico ha assunto i lineamenti di una nuova forma di "warfare" online, dove le armi più potenti sono quelle che zittiscono la libertà di espressione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pur se Internet è generalmente considerata uno spazio per il dialogo e l&#39;interazione pacifica, nel caso dell&#39;Iran il conflitto politico ha assunto i lineamenti di una nuova forma di &#8220;guerriglia&#8221; online, dove le armi più potenti sono quelle che zittiscono la libertà di espressione.</p>
<p>Qui di seguito si riportano tre importanti iniziative &#8212; sia fallite sia riuscite &#8212; che possono definirsi a ragione come delle vere e proprie innovazioni nell&#39;ambito del militarismo su Internet.</p>
<p><img title="Iranian Cyber Army" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/02/irca.png" alt="Iranian Cyber Army" width="400" height="251" /><strong> </strong></p>
<p><strong>Hacker politici</strong></p>
<p>L&#39;<a title="Post di GV in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2010/02/19/iran-cyber-islamic-militarism-on-the-march/www.%20ircarmy.com">Iranian Cyber Army (il cyber-esercito iraniano)</a> [in] è solo uno degli esempi fra le molte iniziative di militanza islamica che si sono fatte sempre più ferventi in seguito alle <a title="Pagina speciale di GV sulle elezioni iraniane del 2009 in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/specialcoverage/iranian-election-2009/">elezioni presidenziali nel giugno 2009</a>[in]. Questo gruppo <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hacker">hacker</a> [it] è forse il progetto più notevole, iraniano o collegato all&#39;Iran, di matrice islamica relativo a Internet. Tale gruppo ha preso di mira con successo vari siti web in numerosi Paesi, dimostrando che veramente la Rete non ha confini e che perfino i grandi siti web sono vulnerabili agli attacchi di aggressori sconosciuti.</p>
<p>Le vittime di questo &#8220;esercito&#8221; vanno ben oltre i soliti bersagli, vale a dire, i siti iraniani d&#39;informazione indipendenti  come <a title="Sito internet in farsi" href="http://www.radiozamaneh.com/"><em>Zamaneh</em></a> [fa] o quelli appartenenti al Movimento Verde, quali <a title="Sito internet in farsi" href="http://www.rahesabz.net/"><em>Jaras</em></a> [fa] e <a title="Sito internet in farsi" href="http://www.kaleme.org/"><em>Kalameh</em></a> [fa]. Infatti il 18 dicembre 2009 il gruppo è risucito a rendere inaccessibile la piattaforma di micro-blogging internazionale Twitter. L&#39;uso che di questo servizio avevano fatto molti attivisti iraniani <a title="Leggi il post di GV in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/2009/07/twitter-in-iran-tra-mito-e-realta/">ha attirato l&#39;attenzione mediatica</a> [it]. Il <a title="Articolo sul sito della BBC News" href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/8420233.stm">messaggio </a>[in] lasciato dal gruppo durante l&#39;ora in cui Twitter è rimasto oscurato, ne illustra chiaramente l&#39;ideologia:</p>
<blockquote><p>QUESTO SITO è STATO PIRATATO DAL CYBER ESERCITO IRANIANO iRANiAN.CYBER.ARMY@GMAIL.COM<br />
Gli U.S.A. pensano di controllare e gestire Internet attraverso i loro accessi, ma non sanno che noi controlliamo e gestiamo Internet grazie al nostro potere, quindi non cercate di spingere il popolo iraniano a&#8230; QUAL È ADESSO  IL PAESE CHE SUBISCE L&#39;EMBARGO? L&#39; IRAN? O GLI STATI UNITI?</p></blockquote>
<p>Sul proprio sito, l&#39;Iranian Cyber Army <a title="Leggi post di GV in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2010/02/19/iran-cyber-islamic-militarism-on-the-march/www.%20ircarmy.com">ha lasciato</a> [in] parecchi messaggi e avvisi, come ad esempio quelli rivolti a siti e blog iraniani circa il fatto che i server stranieri non offrano garanzie di sicurezza; che i dati personali dei proprietari dei siti saranno divulgati; e ha anche emesso un avviso speciale per il sito a sostegno dei riformisti <a title=" Sito internet in farsi">Verdi</a><em><a title=" Sito internet in farsi">Mowjcamp</a></em> [fa]. Infine insistono spiegando che un attacco virtuale rappresenta solo il primo passo, ma non si esprimono su quelli successivi.</p>
<p>Per ragioni sconosciute, l&#39;Iranian Cyber Army ha pure <a title="Post di GV in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2010/01/12/china-iranian-cyber-army-aims-at-chinese-critics-misses-target-entirely/">piratato il popolare motore di ricerca cinese Baidu</a> [in] nel gennaio scorso. Molti commentatori online hanno avanzato l&#39;ipotesi che ciò sia in relazione all&#39;appoggio espresso al Movimento Verde Iraniano da molti internauti cinesi.</p>
<p><strong>Il fallito progetto di espansione tra i blog</strong></p>
<p>Alla fine del 2008, i <a title="Voce di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pasdaran">Guardiani della Rivoluzione Islamica</a> [it] (Islamic Revolutionary Guards Corps, IRGC) fecero uno storico annuncio per lanciare la creazione di <a title="Blog originale in inglese" href="http://blogs.law.harvard.edu/idblog/2009/01/08/irans-revolutionary-guards-take-on-the-internet/">10.000 blog</a> [in] in appoggio alle forze paramilitari <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Basij">Basij </a>[it]. L&#39;organo ufficiale dei Guardiani della Rivoluzione,<em> Sobh Sadegh</em>, scrive che Internet e altri strumenti digitali, inclusi gli SMS, rappresentano una minaccia da tenere sotto controllo. In seguito si annunciò che 10.000 blog avrebbero promosso le idee rivoluzionarie. L&#39;IRGC considera Internet uno strumento per fomentare la “<a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rivoluzione_di_velluto">rivoluzione di velluto</a>” [it] (il rovesciamento non violento di un governo causato dall&#39;ingerenza straniera) e denunciò i presunti investimenti di nazioni nemiche per rovesciare il Regime Islamico. Il progetto, mai realizzato, avrebbe rappresentato la più grande campagna di militarizzazione dei blog.</p>
<p><strong>Identificare i manifestanti tramite il <em>crowdsourcing</em><br />
</strong></p>
<p>Nel marzo 2009, l&#39;IRGC <a title=" Sito internet in inglese" href="http://english.webgardian.com/?p=22">prese dei seri provvedimenti</a> [in] contro parecchi gruppi che avevano messo in piedi siti anti-islamici o pornografici. Più o meno nello stesso periodo, l&#39;unità speciale dell&#39;IRGC contro il crimine organizzato lanciò un sito web chiamato <em><a title="Sito" href="http://www.gerdab.ir/">Gerdab</a> </em>[fa] (che significa &#8220;vortice&#8221;) dove  venivano pubblicate informazioni e fotografie delle persone arrestate. Durante le proteste seguite alle elezioni del 2009, <a title="Post di GV in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/06/27/iranian-officials-crowd-source-protester-identities-online/"><em>Gerdab </em>pubblicò le fotografie dei manifestanti</a> [fa], chiedendo ai cittadini iraniani di aiutarli nella loro identificazione. I militanti islamici stavano cercando di <a title="Pagina di Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Crowdsourcing">ottenere informazioni riguardanti i manifestanti </a> [it] grazie al <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Crowdsourcing" target="_blank">crowdsourcing</a> [in] virtuale per individuare persone reali.</p>
<p>L&#39; Iranian Cyber Army rispecchia alcune caratteristiche del <em>Gerdab</em>, ma non esistono prove reali di una connessione ufficiale tra i due. L&#39;Agenzia ufficiale iraniana per l&#39;informazione e la propaganda, l&#39;IRNA, <a title="Sito Internet in farsi" href="http://www2.irna.ir/fa/news/view/menu-376/8810206527130946.htm">affermò in una occasione</a> [fa] che  l&#39;Iranian Cyber Army era un progetto dei Guardiani della Rivoluzione, ma tutto ciò non è mai stato confermato. Non si sa chi siano gli hacker o dove si trovino, solo che il loro bersaglio sono &#8220;i siti internet dell&#39;opposizione iraniana&#8221;.</p>
<p>Due blogger iraniani, che vogliono restare anonimi, avanzano l&#39;ipotesi che la base operativa del Cyber Esercito Iraniano possa trovarsi in Cina o che si stiano avvalendo della collaborazione di hacker cinesi, e che l&#39;attacco contro Baidu sia stato un diversivo.</p>
<p><strong>La morte del dialogo</strong></p>
<p>La speranza è che Internet possa diventare uno spazio virtuale nel quale Islamisti e non-islamisti dialoghino invece di spararsi contro. Finora ciò è accaduto raramente. Per esempio, tre anni e mezzo fa, dei blogger Iraniani islamisti e non-islamisti <a title="Post di GV in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2006/06/23/to-be-or-not-to-be-a-martyrdom-seeker/">discussero i pro e i contro del martirio</a> [in]. Oggi, l&#39;enfasi da entrambe le parti è concentrata sul moltiplicare gli sforzi di eliminare l&#39;altro, sia virtualmente che fisicamente.</p>
<p>È giusto ricordare però che anche i sostenitori del movimento riformista iraniano hanno usato metodi offensivi analoghi. Un gruppo autoproclamatosi <a title=" Post di GV in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2010/02/19/2010/01/24/irangreen-cyber-army-vs-pro-state-cyber-army/">Cyber Armata Verde</a> [in] ha preso di mira un sito web della milizia Basij  (<a title="Sito internet in farsi" href="http://moghavemat.ir/">moghavemat.ir</a> [fa]) nel 2010, minacciandone altri; parecchi blogger pro-riformisti hanno pubblicato fotografie di persone <a title="Post di GV in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/2009/06/27/iranian-officials-crowd-source-protester-identities-online/">sospettate di essere</a> [in] agenti della sicurezza infiltrati; e i tentativi d&#39;intrusione nei siti statali da parte di gruppi anonimi sono ordinaria amministrazione.</p>
<p>Le vittime di queste attività non sono solo i siti colpiti, ma anche le future possibilità di dialogo e di una maggior comprensione reciproca tra i cittadini iraniani che usano Internet.</p>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/hamid-tehrani/' title='elenca tutti gli articoli di Hamid Tehrani'>Hamid Tehrani</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/annalisap/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Annalisa Pisano'>Annalisa Pisano</a></span></span> 
 &middot; <span class='source-link'><a href='http://globalvoicesonline.org/2010/02/19/iran-cyber-islamic-militarism-on-the-march/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a></span> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/03/iran-lavanzata-del-militarismo-cyber-islamico/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F03%2Firan-lavanzata-del-militarismo-cyber-islamico%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F03%2Firan-lavanzata-del-militarismo-cyber-islamico%2F&#038;text=Iran%3A+l%26%2339%3Bavanzata+del+militarismo+cyber-islamico&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F03%2Firan-lavanzata-del-militarismo-cyber-islamico%2F&#038;title=Iran%3A+l%26%2339%3Bavanzata+del+militarismo+cyber-islamico' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F03%2Firan-lavanzata-del-militarismo-cyber-islamico%2F&#038;title=Iran%3A+l%26%2339%3Bavanzata+del+militarismo+cyber-islamico' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F03%2Firan-lavanzata-del-militarismo-cyber-islamico%2F&#038;title=Iran%3A+l%26%2339%3Bavanzata+del+militarismo+cyber-islamico' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F03%2Firan-lavanzata-del-militarismo-cyber-islamico%2F&#038;title=Iran%3A+l%26%2339%3Bavanzata+del+militarismo+cyber-islamico' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Haiti: rotta di collisione tra militarizzazione e aiuti umanitari?</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2010/02/haiti-rotta-di-collisione-tra-sicurezza-e-aiuti-umanitari/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 04:26:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Annalisa Pisano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo oltre due settimane dal terremoto e nonostante l'arrivo dei soccorsi internazionali, buona parte dei locali continua a ricevere poco o nessun aiuto concreto. Alcuni haitiani online, e altri sul posto, suggeriscono come le esagerazioni riguardo alla sicurezza e agli episodi di violenza rappresentino un intralcio ai tentativi di portare soccorso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_120058" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px;"><a title="Immagine da Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/georgiap/4309912750/"><img title="Un convoglio dell'ONU vigila sul quartiere di Carrefour a Port-au-Prince, 26 di Gennaio 2010. Fotografia di Georgia Popplewell, pubblicata su Flickr con licenza Creative Commons." src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/01/haiti-minustah-popplewell-300x187.jpg" alt="Un convoglio dell'ONU vigila sul quartiere di Carrefour a Port-au-Prince, 26 di Gennaio 2010. Fotografia di Georgia Popplewell, pubblicata su Flickr con licenza Creative Commons." width="375" height="233" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Un convoglio dell&#39;ONU vigila sul quartiere di Carrefour a Port-au-Prince, 26 Gennaio 2010. Fotografia di Georgia Popplewell, pubblicata su Flickr con licenza Creative Commons.</p>
</div>
<p><em> </em></p>
<p>Dopo oltre due settimane dal <a title="Pagina Speciale su Haiti in italiano" href="http://it.globalvoicesonline.org/13246/">terremoto di Haiti del 12 Gennaio</a> [it], le stime ufficiali suggeriscono la morte di oltre 100.000 persone, con 200.000 feriti e un milione di senza tetto. (Su <em>Haiti Vox</em> è stata pubblicata <a title="Blog sulla situazione di Haiti in inglese" href="http://www.haitivox.com/2010/01/haiti-govt-info-bulletin-important.html">la traduzione parziale di un bollettino governativo</a> [in] contenente queste e altre statistiche.) Nonostante l&#39;arrivo di aiuti da molti Paesi della comunità internazionale, e la presenza di centinaia di soccorritori, dei caschi blu delle Nazioni Unite, delle truppe statunitensi, i resoconti mediatici sostengono che una percentuale sostanziale degli haitiani colpiti dal sisma, sia a Port-au-Prince che nei dintorni, continua a non ricevere gli aiuti o di averne ricevuti pochi.</p>
<p>Una delle ragioni è la vastità del disastro, con enormi danni sia alle infrastrutture che agli enti governativi, molti dei quali hanno perso personalità chiave. Ma alcuni haitiani online, e altri sul posto, suggeriscono come le esagerazioni riguardo alla sicurezza e agli episodi di violenza rappresentino un intralcio ai tentativi di portare soccorso.</p>
<p>Uno dei più schietti commentatori è il musicista Richard Morse, tra l&#39;altro proprietario dell&#39;<a title="Pagina di Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Hotel_Oloffson">Hotel Oloffson</a> [in] dove trovano alloggio molti degli inviati dei media stranieri. A poche ore dal terremoto, Morse ha cominciato a inviare notizie e commenti su Twitter (dall&#39;acconto <a href="http://twitter.com/RAMhaiti"><em>@RAMhaiti</em></a> [in]), e il flusso d&#39;informazioni è poi proseguito. Il 18 gennaio, commenta rabbiosamente come il personale ONU stesse evitando alcune aree di Port-au-Prince:</p>
<blockquote><p><a title="Messaggio su Twitter" href="http://twitter.com/RAMhaiti/status/7892346366">Un giornalista che ha avuto un passaggio da un veicolo delle Nazioni Unite è stato fatto scendere fuori da Canape Vert. &#8220;Ci è stato proibito di portarla all&#39;Oloffson&#8221;!!!</a>[in]</p>
<p><a title="Messaggio su Twitter" href="http://twitter.com/RAMhaiti/status/7892380669">L&#39; Oloffson è &#8220;ZONA ROSSA&#8221;. Come possono le Nazioni Unite aiutare la gente di Carrefour Feuille se gli viene vietato di raggiungere i quartieri limitrofi!! </a>[in]</p>
<p><a title="Messaggio su Twitter" href="http://twitter.com/RAMhaiti/status/7892761827">Sono andato a piedi nella cosiddetta ZONA ROSSA con Ia troupe della CBS in modo da poter avere una visione ravvicinata delle devastazioni; l&#39;odore dei corpi </a></p>
<p><a title="Messaggio su Twitter" href="http://twitter.com/RAMhaiti/status/7892807568">Se Le Nazioni Unite non possono andare dove LA GENTE ha bisogno del loro aiuto che cosa stanno facendo qui?</a></p></blockquote>
<p>E aggiunge:</p>
<blockquote><p><a title="Messaggio su Twitter" href="http://twitter.com/RAMhaiti/status/7892921806">Il fatto che non abbia mai visto una presenza internazionale in quest&#39;area mi dice che altri stanno seguendo l&#39;esempio dell&#39;ONU</a></p></blockquote>
<p>Richard Morse si riferisce a uno schema realizzato parecchi anni prima del terremoto, nel quale Port-au-Prince è diviso in zone &#8220;rosse&#8221; o &#8220;verdi&#8221; a seconda del livello di pericolosità percepita dal personale delle Nazioni Unite e altri. Molte parti del centro città sono indicate come &#8220;rosse&#8221;, mentre il più agiato quartiere di <a title="Voce di Wikipedia in inglese" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Petionville">Pétionville</a> [in] nella zona sud-orientale, per esempio, è considerato zona &#8220;verde&#8221;. Per poter entrare in una zona &#8220;rossa&#8221;, quale che sia il motivo, il personale delle Nazioni Unite deve avere una scorta militare, anche nel caso della distribuzione di aiuti (secondo quanto riporta l&#39;Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari). Anche prima del sisma, alcuni residenti della città affermavano come il sistema delle zone comportasse svantaggi per alcuni rioni, come mostrato chiaramente <a title="Sito Internet bilingue inglese-francese" href="http://www.acdi-cida.gc.ca/acdi-cida/ACDI-CIDA.nsf/eng/NAT-91115653-LQ4">nel resoconto del CIDA (Agenzia canadese per lo sviluppo internazionale)del Settembre 2009 sull&#39;area di Bel Air</a> [in-fr].</p>
<p>Nei giorni successivi, Morse ha continuato a commentare il sistema delle zone &#8220;rosso/verde&#8221;, sostenendo come ciò sia dovuto più a ragioni politiche che a motivi di sicurezza, e interferisce con le attività di soccorso:</p>
<blockquote><p><a title="Messaggio su Twitter" href="http://twitter.com/RAMhaiti/status/8121602029">ZONA ROSSA in altre parole significa &#8220;povera&#8221; o &#8220;non vogliamo che la nostra gente spenda soldi lì&#8221; o ancora &#8220;non ci piaci&#8221;</a></p>
<p><a title="Messaggio su Twitter" href="http://twitter.com/RAMhaiti/status/8232323520">ZONA ROSSA/ZONA VERDE sembra rappresentare ancora un problema nell&#39; approvvigionamento degli aiuti verso le diverse aeree.</a></p>
<p><a title="Messaggio su Twitter" href="http://twitter.com/RAMhaiti/status/8192986844"><span><span>Alla fine ZONE VERDI/ZONE ROSSE diventerà un motivo di confusione ad Haiti. Fa parte delle politiche haitiane dei MONOPOLI. Tutto va a pochi.</span></span></a></p></blockquote>
<p><span><span>Il 22 di Gennaio, la trasmissione-testata statunitense <em>DemocracyNow</em> ha pubblicato <a title="Post originale in inglese" href="http://www.democracynow.org/2010/1/22/security_red_zones_in_haiti_preventing">delle riprese video</a> [in]  dove si formulano delle dichiarazioni simili. Il reportage cita Sasha Kramer del NGO </span></span><a title="Sito Internet" href="http://www.oursoil.org/">Sustainable Organic Integrated Livelihoods (SOIL)</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Ciò di cui sono stata testimone qui è che gli aiuti attualmente arrivano piuttosto in fretta&#8230;Da quello che ho capito, ci sono tonnellate di cibo disponibili. Ma il problema riguarda la distribuzione dei rifornimenti.</p>
<p>Uno dei problemi con questa situazione consiste nel fatto che ad Haiti si trova una presenza considerevole di grandi organizzazioni umanitarie, per il fatto che è una zona ad alto rischio secondo il dipartimento di Stato statunitense, che però non possono, se non sotto delle restrizioni di sicurezza molto rigide, addentrarsi in moltissime aeree di Port-au-Prince considerate &#8220;zone rosse&#8221;. Così quando i maggiori gruppi di soccorso si muovono in giro per Port-au-Prince, spesso lo fanno a bordo di veicoli sigillati con i finestrini chiusi&#8230;</p></blockquote>
<p>Il fotografo britannico Leah Gordon, che lavora con la ONG <a title="Sito internet in inglese" href="http://www.helpage.org/">HelpAge International</a> [in], ha pubblicato molte foto di anziani residenti nelle &#8220;zone rosse&#8221; di Port-au-Prince sulla <a title=" Pagina di Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/agehelps/sets/72157623130800849/">pagina di HelpAge su Flickr </a>[in].</p>
<div id="attachment_120075" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px;"><a title="Immagine di anziani ad Haiti" href="http://www.flickr.com/photos/agehelps/4297814604/in/set-72157623130800849/"><img title="haiti elderly gordon" src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/01/haiti-elderly-gordon-300x199.jpg" alt="Immagine di anziani ad Haiti" width="375" height="247" /></a></p>
<p class="wp-caption-text">Janine, 73 anni, e Lemoine, 68, vivono al di fuori della Grand Rue, in una delle &#8220;zone rosse&#8221; di Port-au-Prince. Foto del 23 Gennnaio 2010, di Leah Gordon, ripresa da Flickr con autorizzazione.</p>
</div>
<p>Altri resoconti suggeriscono che la questione della sicurezza sia cruciale anche in altre zone al di fuori di Port-au-Prince. Il sito <em>Haiti Analysis</em> ha diffuso <a title="Sito originale in inglese" href="http://www.haitianalysis.com/2010/1/26/fearing-the-victims-some-aid-givers-use-helicopters-and-guns">un reportage</a> [in] (datato 26 Gennaio) del giornalista Kim Ives del settimanale <a title="Sito internet in francese" href="http://www.haiti-liberte.com/"><em>Haiti Liberté</em></a> [fr], che descrive la diminuzione del cibo a Léogane, vicino all&#39;epicentro del terremoto:</p>
<blockquote><p>Léogane&#8230;probabilmente è, tra i centri urbani di Haiti, quello che ha subito i danni più estesi. Ma presto durante quella stessa giornata, le Nazioni Unite hanno annunciato che non potranno portare soccorso a Léogane fino a quando non venga stabilita maggior sicurezza.<br />
“Non capisco che sicurezza abbiano bisogno di stabilire,” risponde Roland St. Fort, 32 anni, un altro dei leader nei quartieri cittadini. &#8220;Non ci sono stati disordini qui. La gente è molto disciplinata. Hanno organizzato un proprio proprio sistema di vigilanza intorno ai campi all&#39;aperto.&#8221;</p></blockquote>
<p>Il giornalista freelance Ansel Herz, che si trova a Port-au- Prince dal Settembre 2009, sostiene sul sproprio blog <em>Mediahacker</em> (il 19 di Gennaio) che certi <a title="Post originale in inglese" href="http://www.mediahacker.org/2010/01/tell-cnn-to-stop-hyping-fears-of-violence-in-haiti-for-shame/">resoconti parziali </a>[in] proposti dalle geandi testate internazionali potrebbero alimentare la paura del personale delle organizzazioni umanitarie:</p>
<blockquote><p>Non ho assistito ad alcun incidente violento. I campi dei rifugiati attraverso la città, che sia a Chanmas o vicino a Delmas, sono provati ma totalmente pacifici&#8230; Dì alla CNN, la BBC, e agli altri mezzi d&#39;informazione di smetterla di fare gli allarmisti fomentatori di paura.</p></blockquote>
<p>E ripete su Twitter (<a title="Profilo su Twitter" href="http://twitter.com/mediahacker"><em>@mediahacker</em></a> [in]): <a title="Vedi i messaggi su Twitter" href="http://twitter.com/mediahacker/status/7952838210">“<span><span>Smettetela con queste notizie su criminali violenti. State parlando alla gente, non alla polizia.”</span></span></a> Il volontario Troy Livesay (<a title="Profilo su Twitter" href="http://twitter.com/troylivesay"><em>@troylivesay</em></a><em> </em> [in]) ha affermato <a title="Vedi messaggi su Twitter" href="http://twitter.com/troylivesay/status/8073221542">parecchie</a> <a title="Vedi messaggi su Twitter" href="http://twitter.com/troylivesay/status/7987403273">volte</a> di aver visto pochi episodi di violenza per la strada.</p>
<p><span><span>E il 26 Gennaio, due osservatori hanno riportato due testimonianze dirette su Twitter di operazioni di distribuzioni di cibo vicino alle rovine del Palazzo Nazionale a Port-au-Prince, sorvegliate dai caschi blu dell&#39; ONU. <a title="Leggi i messaggi su Twitter" href="http://twitter.com/karljeanjeune/status/8240528024">“</a></span></span><span><span><a title="Leggi i messaggi su Twitter" href="http://twitter.com/karljeanjeune/status/8240528024">Soldati brasiliani lanciano gas lacrimogeni!”</a> annuncia <a title="Leggi messaggi su Twitter" href="http://twitter.com/karljeanjeune"><em>@karljeanjeune</em></a>[in]. Il giornalista radio Carel Pedre (<a title="Profilo su Twitter" href="http://twitter.com/carelpedre"><em>@carelpedre </em></a>[in]) commenta:</span></span></p>
<blockquote><p><a title="Leggi i messaggi su Twitter" href="http://twitter.com/carelpedre/status/8240452985"><span><span>Sono più che arrabiato! L&#39;ONU lancia lacrimogeni sulla gente in fila per la distribuzione!</span></span></a></p>
<p><a title="Leggi i messaggi su Twitter" href="http://twitter.com/carelpedre/status/8241338419"><span><span>#Caschi Blu, se siete qui per aiutare! Fatelo nel modo migliore, perddio!</span></span></a></p></blockquote>
<p><span><span>Ma Olivier Dupont (<a title="Profilo su Twitter" href="http://twitter.com/olidups"><em>@olidups</em></a> [in]) sembra scettico. &#8220;</span></span><span><span><a title="Leggi messaggi su Twitter" href="http://twitter.com/olidups/status/8241325630">Non penso che tu creda che lo stiano facendo perché sono annoiati o stanno provando un nuovi tipi di lacrimogeni</a>,” gli ha risposto via Twitter. </span></span></p>
<p>Poche ore dopo, Pedre invia <a title="Video su Youtube" href="http://www.youtube.com/watch?v=SF3tdk_B9yo">delle riprese video </a>[in] su <em>YouTube</em>, dove si mostra come i caschi blu stiano di fatto usando degli spray al peperoncino, nonostante i comportamenti sostanzialmente ordinati delle persone che fanno la fila per le distribuzioni.<span> Ha anche pubblicato cinque serie di consigli per gli organizzatori dei soccorsi [in]:</span></p>
<blockquote><p><a title="Vedi messaggi su Twitter" href="http://twitter.com/carelpedre/status/8259698322"><span><span>Consiglio n° 1: Chiedere a ogni famiglia colpita di scegliere uno di loro per ritirare gli aiuti umanitari.</span></span></a></p>
<p><a href="http://twitter.com/carelpedre/status/8259867122"><span><span>Avrete meno gente nella fila e sarete sicuri di aver sfamato almeno una famiglia.</span></span></a></p>
<p><a href="http://twitter.com/carelpedre/status/8259990377"><span><span>Consiglio n° 2: Preparate piccole buste di cibo. Dar via un gran sacco di riso a una persona è uno spreco.</span></span></a></p>
<p><a href="http://twitter.com/carelpedre/status/8260060788"><span><span>Consiglio n° 3: Organizzate gruppetti di di volontari per la suddivisione e la distribuzione degli aiuti.</span></span></a></p>
<p><a href="http://twitter.com/carelpedre/status/8260350244"><span><span>Consiglio n° 4: La distribuzioni dovrebbe avvenire in luoghi e orari prefissati.</span></span></a></p>
<p><a href="http://twitter.com/carelpedre/status/8260447633"><span><span>Consiglio n° 5: Non dovete distribuire cibo ogni giorno. Assicuratevi che quanto date possa sfamare una famiglia per almeno due giorni.</span></span></a></p></blockquote>
<p><span><span>Il  direttore generale di <em>Global Voices</em> <a title="Profilo su GV" href="http://globalvoicesonline.org/author/georgia-popplewell/">Georgia Popplewell</a> [in], si trova in loco con altri due autori di GV e offre <a title="Post originale in inglese" href="http://www.caribbeanfreeradio.com/blog/2010/01/27/on-the-ground-in-port-au-prince-such-as-it-is/">alcune riflessioni</a> [in] sul proprio blog per mettere in prospettiva queste testimonianze:</span></span></p>
<blockquote><p>Come mostra l&#39;incidente del gas lacrimogeno menzionato prima, è difficile verificare le informazioni. Si cerca di guardare in giro il più possibile, ma alla fine uno può vedere solo una piccola parte del tutto, e forse si può capirne o leggerne accuratamente solo una frazione. Ma la maggior parte delle storie riguarda la distribuzione degli aiuti: quanto siano mal gestiti, come i rifornimenti non stiano raggiungendo quanti ne hanno bisogno, e anche quanto sia difficile l&#39;intero compito.</p></blockquote>
<div class="notes">Lo speciale di GV su Haiti è in continuo aggiornamento <a title="Pagina originale del blog" href="http://globalvoicesonline.org/specialcoverage/haiti-earthquake-2010/">in inglese</a> [in]  e <a href="http://it.globalvoicesonline.org/13246/">in italiano</a> [it].</div>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/nicholas-laughlin/' title='elenca tutti gli articoli di Nicholas Laughlin'>Nicholas Laughlin</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/annalisap/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Annalisa Pisano'>Annalisa Pisano</a></span></span> 
 &middot; <span class='source-link'><a href='http://globalvoicesonline.org/2010/01/28/haiti-security-vs-relief/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a></span> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/02/haiti-rotta-di-collisione-tra-sicurezza-e-aiuti-umanitari/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F02%2Fhaiti-rotta-di-collisione-tra-sicurezza-e-aiuti-umanitari%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F02%2Fhaiti-rotta-di-collisione-tra-sicurezza-e-aiuti-umanitari%2F&#038;text=Haiti%3A+rotta+di+collisione+tra+militarizzazione+e+aiuti+umanitari%3F&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F02%2Fhaiti-rotta-di-collisione-tra-sicurezza-e-aiuti-umanitari%2F&#038;title=Haiti%3A+rotta+di+collisione+tra+militarizzazione+e+aiuti+umanitari%3F' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F02%2Fhaiti-rotta-di-collisione-tra-sicurezza-e-aiuti-umanitari%2F&#038;title=Haiti%3A+rotta+di+collisione+tra+militarizzazione+e+aiuti+umanitari%3F' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F02%2Fhaiti-rotta-di-collisione-tra-sicurezza-e-aiuti-umanitari%2F&#038;title=Haiti%3A+rotta+di+collisione+tra+militarizzazione+e+aiuti+umanitari%3F' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F02%2Fhaiti-rotta-di-collisione-tra-sicurezza-e-aiuti-umanitari%2F&#038;title=Haiti%3A+rotta+di+collisione+tra+militarizzazione+e+aiuti+umanitari%3F' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Haiti: aggiornamenti da località diverse da Port-au-Prince</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2010/01/haiti-aggiornamenti-da-localita-diverse-da-port-au-prince/</link>
		<comments>http://it.globalvoicesonline.org/2010/01/haiti-aggiornamenti-da-localita-diverse-da-port-au-prince/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 18:06:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Annalisa Pisano</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Disastri]]></category>
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		<category><![CDATA[Interventi umanitari]]></category>
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		<description><![CDATA[Mentre l'attenzione internazionale va focalizzandosi su Port-au-Prince, i volontari delle organizzazioni umanitarie e altri da località nella parte sud del Paese continuano a pubblicare online notizie circa le proprie comunità, come pure appelli per gli aiuti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una settimana dopo che la parte meridionale di Haiti è stata devastata da un <a title="Pagina Speciale di GV in italiano dedicata ad Haiti" href="http://it.globalvoicesonline.org/13246/" target="_blank">sisma di magnitudo 7 della scala Richter</a> [it], l&#39;attenzione internazionale continua a focalizzarsi sulla capitale, Port-au-Prince. I volontari delle organizzazioni umanitarie e altri che si trovano in altre località colpite dal terremoto continuano a pubblicare online notizie sulle proprie comunità, come pure appelli per gli aiuti.</p>
<p>A Fond des Blancs, un villaggio a un centinaio di chilometri a ovest di Port-au-Prince, la canadese <a title="Blog in inglese" href="http://elleninhaiti.blogspot.com/" target="_blank"><em>Ellen in Haiti</em></a> [in] lavora con la St. Boniface Hospital Foundation e usa il proprio blog per diffondere informazioni per conto dell&#39;ospedale. Sabato 16 gennaio, ha <a title="Post originale in inglese" href="http://elleninhaiti.blogspot.com/2010/01/from-our-director.html" target="_blank">pubblicato</a> [in] un intervento da parte del direttore:</p>
<blockquote><p>A Fond des Blancs abbiamo una sala operatoria funzionate, ma c&#39;è bisogno di un chirurgo ortopedico, provviste, combustibile (diesel e benzina) e acqua il prima possibile. Se qualcuno ha dei contatti con i militari, possono far atterrare un elicottero su un terreno che si trova a circa quattrocento metri dall&#39;ospedale e portare ciò di cui si ha bisogno, così che si possa cominciare ad operare.</p></blockquote>
<p>Il giorno successivo, <a title="Post originale in inglese" href="http://elleninhaiti.blogspot.com/2010/01/what-day-is-it.html" target="_blank">Ellen ha scritto</a> [in]:</p>
<blockquote><p>…sentiamo gemiti e lamenti provenire dalla chiesa avventista dall&#39;altro lato della strada. Un corpo è stato appena riportato qui da Port-au-Prince. Sulla strada verso casa, siamo passati davanti a una chiesa cattolica, dove avevano appena finito di celebrare un funerale. Ce ne saranno molti di funerali nei prossimi giorni.</p>
<p>La gente sta abbandonando Port-au-Prince, e cammina anche per molti chilometri per arrivare nei villaggi dove ci sono dei parenti che possono offrir loro rifugio. Stiamo mandando camion e ambulanze per dare un passaggio alle persone che si dirigono verso Fond des Blancs.</p></blockquote>
<p>Le novità provenienti da Petit Goâve, sulla costa occidentale di Port-au-Prince, sembrano peggiorare. <em>Konbit Pou Ayiti</em> <a title="Post in inglese" href="http://www.konpay.org/en/node/464" target="_blank">ha pubblicato il resoconto</a>[in], datato Domenica 17 gennaio, di un volontario sul posto:</p>
<blockquote><p>Molti edifici sono crollati durante il terremoto a Petit Goâve; inizialmente sembrava che ogni struttura in muratura in città dovesse sbriciolarsi. Gli edifici  rimasti in piedi sono molto pericolosi e abbiamo bisogno di ingegneri che verifichino le strutture per stabilirne l&#39;agibilità. Non abbiamo ancora ricevuto i soccorsi dall&#39;esterno come per TiGwaw, per questo la priorità assoluta è l&#39;urgente bisogno di personale medico sul terreno, il prima possibile.</p></blockquote>
<p>Il resoconto continua con la richiesta di tende, letti, un muletto, e generatori elettrici.</p>
<p>A Jacmel, lungo la costa meridionale, il volontario Gwen Mangine <a title="Post originale in inglese" href="http://www.mangine.org/2010/01/todays-plan-monday.html" target="_blank">racconta </a>[in] come il 18 gennaio i membri della sua organizzazione,  <a title=" Sito internet in inglese" href="http://www.joyinhope.org/" target="_blank">Joy in Hope</a> [in], con il personale dell&#39;orfanotrofio <a title="Sito internet in inglese" href="http://www.handsandfeetproject.org/" target="_blank">Hands and Feet</a> [in], sono “diventati amministratori aeroportuali” sulla piccola pista di atterraggio della città:</p>
<blockquote><p>Stanno dirigendo gli aerei là dove debbono andare, gestendo la lista dei passeggeri, facendo il controllo dei passaporti, è assurdo. ASSURDO. Mi chiedi perché? Buona domanda. Perché ci sono aerei che vengono e ripartono e NON C&#39;È NESSUN ALTRO a svolgere  quelle mansioni. Il sindaco ha consegnato l&#39;aeroporto a noi…</p>
<p>Una volta che i voli della giornata sono terminati dobbiamo consegnare tutti i nostri articoli dopo averli raggruppati/inventariati nelle mani di quanti ne hanno bisogno. E impacchettare il nostro centro di comando “mobile” - si fa per dire, visto che include un generatore da meno di 400 chilogrammi.</p></blockquote>
<p>Qualche ora più tardi, attraverso un nuovo acconto su Twitter, <a title="Profilo su Twitter" href="http://twitter.com/JoyInHope" target="_blank"><em>@JoyInHope</em></a> [in] <a title="Messaggio su Twitter" href="http://twitter.com/JoyInHope/status/7915945684" target="_blank">riferisce</a>[in]:</p>
<blockquote><p>Oggi abbiamo scaricato il quarto aereo qui a Jacmel, Haiti! Inviato aiuti a Christianville via elicottero. Un sacco di lavoro all&#39;aeroporto.</p></blockquote>
<p>Leann Pye, collega di Mangine, scrive sul blog <em>Pye&#39;s in Haiti</em> e ha <a title="Post originale in inglese" href="http://pyesinhaiti.blogspot.com/2010/01/sunday-part-2.html" target="_blank">pubblicato le foto</a> [in] dello svuotamento di un aereo di aiuti e della distribuzione dei rifornimenti ai medici.</p>
<p>Gli studenti di Jacmel <a title="Sito internet in inglese" href="http://www.cineinstitute.com/news/" target="_blank">Ciné Institute</a> [in] continuano a pubblicare riprese video dei tentativi di salvataggio successivi al terremoto, registrati usando equipaggio recuperato dalle rovine dell&#39;Istituto. L&#39;ultimo video,  <a title="Post originale in francese" href="http://www.cineinstitute.com/news/2010/01/18/les-handicaps-by-vadim-janvier/" target="_blank">“Les Handicaps”</a> [fr] di Vadim Janvier, mostra una famiglia agitata mentre tenta di dare adeguata sepoltura a una vittima del terremoto, e scene dall&#39;improvvisato centro per trattamenti di emergenza messo in piedi al pianterreno dell&#39;ospedale di Jacmel che è andato distrutto.</p>
<p>Dal momento che il gruppo canadese di risposta al sisma ha assunto la responsabilità di Jacmel, così come <a title="Articolo della CBC in inglese" href="http://www.cbc.ca/world/story/2010/01/18/haiti-jacmel-canada.html" target="_blank">riportato</a> [in] oggi dalla CBC, si spera che le operazioni di soccorso in città ora possano procedere più rapidamente. Come  <a title="Messaggio su Twitter" href="http://twitter.com/RescueJacmel/status/7917067572" target="_blank">scrive <em>@RescueJacmel</em></a> [in] su Twitter:</p>
<blockquote><p><span><span>Joy in Hope e Hands and Feet  lavorano insieme ai militari canadesi a <a title="#Jacmel" href="http://twitter.com/search?q=%23Jacmel" target="_blank">#Jacmel</a> [in]. Finalmente gli aiuti stanno arrivando!</span></span></p></blockquote>
<div>Tutti i link segnalati rimandano a testi in inglese - Lo speciale di GV su Haiti è in continuo aggiornamento <a title="Pagina originale del blog" href="http://globalvoicesonline.org/specialcoverage/haiti-earthquake-2010/" target="_blank">in inglese</a> [in]  e <a href="http://it.globalvoicesonline.org/13246/" target="_blank">in italiano</a> [it]</div>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/nicholas-laughlin/' title='elenca tutti gli articoli di Nicholas Laughlin'>Nicholas Laughlin</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/annalisap/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Annalisa Pisano'>Annalisa Pisano</a></span></span> 
 &middot; <span class='source-link'><a href='http://globalvoicesonline.org/2010/01/18/haiti-updates-from-outside-port-au-prince/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a></span> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/01/haiti-aggiornamenti-da-localita-diverse-da-port-au-prince/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Fhaiti-aggiornamenti-da-localita-diverse-da-port-au-prince%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Fhaiti-aggiornamenti-da-localita-diverse-da-port-au-prince%2F&#038;text=Haiti%3A+aggiornamenti+da+localit%C3%A0+diverse+da+Port-au-Prince&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Fhaiti-aggiornamenti-da-localita-diverse-da-port-au-prince%2F&#038;title=Haiti%3A+aggiornamenti+da+localit%C3%A0+diverse+da+Port-au-Prince' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Fhaiti-aggiornamenti-da-localita-diverse-da-port-au-prince%2F&#038;title=Haiti%3A+aggiornamenti+da+localit%C3%A0+diverse+da+Port-au-Prince' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Fhaiti-aggiornamenti-da-localita-diverse-da-port-au-prince%2F&#038;title=Haiti%3A+aggiornamenti+da+localit%C3%A0+diverse+da+Port-au-Prince' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Fhaiti-aggiornamenti-da-localita-diverse-da-port-au-prince%2F&#038;title=Haiti%3A+aggiornamenti+da+localit%C3%A0+diverse+da+Port-au-Prince' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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		<title>Haiti: far circolare le informazioni dall&#039;interno</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 18:13:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Annalisa Pisano</dc:creator>
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		<guid isPermaLink="false">http://it.globalvoicesonline.org/?p=13784</guid>
		<description><![CDATA[Quelli tra noi che vivono lontano da Haiti possono solo immaginare la desolazione della vita quotidiana all'indomani del terremoto. Fortunatamente i blogger di Port-au-Prince e dintorni trovano il tempo di comunicare con il mondo all'esterno, che è in trepidante attesa di nuove informazioni da quanti si trovano più vicini ai luoghi del disastro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quelli tra noi che vivono lontano da <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Haiti" target="_blank">Haiti</a> [it] possono solo immaginare la desolazione della vita quotidiana all&#39;indomani <a title="Speciale di GV in inglese" href="http://globalvoicesonline.org/specialcoverage/haiti-earthquake-2010/" target="_blank">del terremoto</a> [in]. Ma fra i tentativi di trovare i propri cari, le cure da dispensare ai malati e il compito schiacciante di portare soccorso a chi più lo necessita, i blogger di <a title="Voce su Wikipedia in italiano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Port-au-Prince" target="_blank">Port-au-Prince</a> [it] e dintorni trovano il tempo di comunicare con il mondo all&#39;esterno, che è in trepidante attesa di nuove informazioni da quanti si trovano più vicini  ai luoghi del disastro.</p>
<p><em>Il <a title="Post originale in inglese" href="http://livesayhaiti.blogspot.com/2010/01/dont-come.html" target="_blank">Livesay [Haiti] Weblog</a></em> [in] si è dedicato a pieno ritmo <a title="Post originale in inglese" href="http://livesayhaiti.blogspot.com/2010/01/overwhelming-sadness.html" target="_blank">a fornire aggiornamenti costanti</a> [in], con Troy, il capo famiglia <a title="Profilo su Twitter" href="http://twitter.com/troylivesay" target="_blank">che pubblica regolarmente su Twitter</a> [in] e aggiunge immagini al proprio <a href="http://www.flickr.com/photos/livesay/4276089462/in/photostream/" target="_blank">photostream su <em>Flickr</em> </a> [in]. Troy, missionario statunitense impegnato ad Haiti, non nasconde <a title="Post originale in inglese" href="http://livesayhaiti.blogspot.com/2010/01/tenacity.html" target="_blank">ammirazione per la tenacia del popolo haitiano</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Non è possibile, per il momento, conoscere le proporzioni delle sofferenze causate dal terremoto…non si può fare una stima delle cifre. Ma, se il modo di far fronte alle avversità  giorno per giorno può essere preso come un&#39;indicazione - il popolo di Haiti saprà risollevarsi.</p></blockquote>
<p>Anche la moglie, Tara, offre alcune <a title="Post originale in inglese" href="http://livesayhaiti.blogspot.com/2010/01/thursday.html" target="_blank">informazioni pratiche</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Il diesel si sta rapidamente esaurendo e ne servirà ancora per ogni tipo di trasporti e comunicazioni. Venire qui se non si è disposti a rischiare e a mettersi a pulire ferite orribili non farebbe che gravare ancora di più su un luogo già stremato. I professionisti in campo medico dovrebbero contattare le organizzazioni capaci di coordinare gli sforzi e tentare di venire qui. Non aiuterebbe avere altro personale non sanitario da nutrire e alloggiare. Mi spiace se sembra duro ciò che dico,  ma è la verità.</p></blockquote>
<p>Testimonianze e fotografie strazianti arrivano anche da  <em><a title="Post originale in inglese" href="http://www.howcantheyhear.org/?p=1042" target="_blank">how can they hear</a></em> [in]:</p>
<blockquote><p>Mentre stavo uscendo, ho visto la credenza vacillare, i pensili della cucina tremare e sputar fuori ogni sorta di barattoli, e la casa scuotersi come se fosse fatta di gelatina. Non avevo mai visto niente di simile. Ma ho capito che si trattava di un terremoto solo quando alla fine sono uscito fuori e ho visto la gente correre in ogni direzione. Alcuni piangevano. Altri correvano. Altri ancora gemevano. Gemevano come se la vita fosse stata loro strappata dall&#39;interno.</p></blockquote>
<p>Il blog propone anche <a title="Post originale in inglese" href="http://www.howcantheyhear.org/?p=1017" target="_blank">informazioni</a> [in] sul <a title="Post originale in inglese" href="http://www.howcantheyhear.org/?p=1043" target="_blank">modo migliore di aiutare</a> [in] nel mezzo di una situazione insostenibile, che, a giudicare dai post <a title="Post originale in inglese" href="http://www.howcantheyhear.org/?p=1048" target="_blank">pubblicati più di recente dal blog</a> [in], sembra peggiorare:</p>
<blockquote><p>Le cose stanno prendendo una piega spaventosa. Ci siamo accorti che la distruzione a Jacmel è più vasta di quanto avessimo pensato in un primo momento. Ho appena scoperto che ci sono ancora centinaia di persone, qui a Jacmel, intrappolate sotto le macerie. Nel centro città, tanto devastato, si respira il fetore dei morti.</p>
<p>Altra questione è quella della distribuzione dell&#39;acqua. Si esaurirà presto? Saremo in grado di avere accesso ovunque ad acqua pulita e sicura? Non lo so.</p></blockquote>
<p><em>Anche su <a title="Post originale in inglese" href="http://pwojeespwa.blogspot.com/2010/01/no-news-engenders-fear.html" target="_blank">Pwoje Espwa - Hope in Haiti</a></em> [in] si riportano esperienze personali:</p>
<blockquote><p>L&#39;ospedale generale locale è già pieno di gente rimasta ferita nella capitale. Ci sono dottori e infermieri, ma nient&#39;altro. Né medicine, né lenzuola, né bende, né cibo per tutti. C&#39;è chi giace sdraiato per terra. Prega per loro e per noi.</p></blockquote>
<p><a title="Post originale in inglese" href="http://pwojeespwa.blogspot.com/2010/01/closed-streets-and-rolling-blackouts.html" target="_blank">L&#39;aggiornamento più recente</a> [in] del blog riferisce sul fatto che “l&#39;azienda elettrica EdH (Electricite d&#39;Haiti) comincerà a razionare l&#39;elettricità in previsione della diminuzione delle scorte di combustibile”:</p>
<blockquote><p>Il piano prevede di garantire elettricità durante la notte per questioni di sicurezza, e poi per poche ore di giorno. Attualmente è aperta solo una stazione di rifornimento per il carburante e tutti si aspettano prezzi esorbitanti.</p>
<p>Per la strada stamattina ho incontrato un uomo che veniva da Jacmel, duramente colpita dal sisma. Stava parlando da solo in creolo, francese, spagnolo con un pizzico di inglese. Si è rivolto a me ma non sono riuscito a capire cosa diceva. Poi si è voltato bruscamente e si è incamminato nel buio. Assistere alla distruzione totale e alla perdita della vita può far perdere la ragione a chiunque.</p></blockquote>
<p><em>Anche <a title="Post originale in inglese" href="http://bleshblog.wordpress.com/2010/01/14/earthquake-in-haiti/" target="_blank">Blesh Family in Haiti Weblog</a></em> [in] rilancia delle notizie:</p>
<blockquote><p>La situazione è piuttosto penosa. La maggior parte dei più grandi mercati alimentari è in rovina. Il sistema bancario non funziona più. Internet e telefonia mobile sono solo parzialmente accessibili.</p>
<p>Per dare un&#39;idea, da persona che si trova sul posto…. non so le ultime su chi sta facendo cosa, ma posso dirvi che Haiti è allo sbando. Le infrastrutture sono nel caos.</p></blockquote>
<p>Comunque, il parziale accesso a Internet in mezzo a tanta devastazione è quasi un miracolo - e <a title="Sito internet" href="http://www.linkedin.com/companies/multilink-haiti" target="_blank">Multilink Haiti</a> [in], uno dei fornitori d&#39;accesso nazionali, ha preso l&#39;iniziativa di <a title="Profilo su Twitter" href="http://twitter.com/internethaiti" target="_blank">inviare messaggi su Twitter</a>[in], fornendo informazioni utilissime e inoltrando appelli per aiutare la ricerca di persone care disperse.</p>
<p>Uno dei più fervidi utenti di Twitter è l&#39;albergatore <a title="Profilo su Twitter" href="http://twitter.com/ramhaiti" target="_blank">Richard Morse</a>[in], che ha informato sugli avvenimenti in maniera eccelsa.</p>
<p><em>Changing Perspectives</em>, che pur si trova nella limitrofa Repubblica dominicana, <a title="Post originale in inglese" href="http://elizabetheames.blogspot.com/2010/01/report-from-missionary-near-jeremie.html?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+blogspot%2FgfZM+%28Changing+Perspectives%29" target="_blank">pubblica il resoconto di un missionario che opera nei pressi di Jeremie ad Haiti</a> [in]:</p>
<blockquote><p>Il telefono continua a rimanere isolato e non funziona e, anche volendo,  le persone non hanno modo di raggiungere Port per accertarsi delle condizioni delle proprie famiglie. Non ci sono barche in arrivo a Jeremie e abbiamo saputo che il tratto montano della strada per Cayes è interrotto in parecchi punti e i mezzi non possono transitare. Ciò significa che le famiglie non riescono ad arrivare a Port e a sapere dove si trovano i propri cari. E&#39; veramente, veramente dura per tutti quanti.</p></blockquote>
<p>Un <a title="Post originale in inglese" href="http://elizabetheames.blogspot.com/2010/01/hospital-in-north-ready-for-patients.html?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+blogspot%2FgfZM+%28Changing+Perspectives%29" target="_blank">post successivo</a> [in], riferisce la notizia di un ospedale nel nord dell&#39;isola che parrebbe sotto-utilizzato:</p>
<blockquote><p>L&#39;Ospedale Sacre Coeur è un ospedale del tutto funzionante, con personale al completo, squadre di volontari già operative sul posto, ma anche di riserva, pronte a intervenire. Possiamo ammettere da subito fino a *200 pazienti feriti*! Abbiamo sale operatorie e letti. Abbiamo dimesso altri pazienti in condizioni meno gravi. Abbiamo sgomberato un campo da calcio per permettere l&#39;atterraggio di elicotteri.</p></blockquote>
<p>Intanto anche il blog del <em><a title="Post originale in inglese" href="http://haitirescuecenter.wordpress.com/2010/01/14/earthquake-haiti-boy-injured/" target="_blank">Real Hope For Haiti Rescue Center</a></em> cerca di aiutare per l&#39;assistenza medica e vi si legge:</p>
<blockquote><p>Non sto simulando comprensione per la sofferenza che in questo momento sta colpendo il Paese. E so bene che tutti quanti sentiamo di aver subìto già abbastanza, anno dopo anno. Il personale è venuto per lavorare. Pregano per i loro cari in città. Sperano di ricevere notizie e credono di averne presto. Madri e padri piangono i loro figli. I figli piangono i genitori morti.</p>
<p>La realtà è che anche se il mondo esterno comincia [ad arrivare], cosa si può fare?</p></blockquote>
<p>Comunque sia, il mondo vuole sapere.</p>
<div>Lo speciale di GV su Haiti è in continuo aggiornamento <a title="Pagina originale del blog" href="http://globalvoicesonline.org/specialcoverage/haiti-earthquake-2010/" target="_blank">in inglese</a> [in]  e <a href="http://it.globalvoicesonline.org/13246/" target="_blank">in italiano</a> [it].</div>
<p class='gv-rss-footer'><span class='credit-text'><span class="contributor">scritto da  <a href='http://globalvoicesonline.org/author/janine-mendes-franco/' title='elenca tutti gli articoli di Janine Mendes-Franco'>Janine Mendes-Franco</a></span> &middot; <span class="contributor">tradotto da <a href='http://it.globalvoicesonline.org/author/annalisap/' class='url' title='elenca tutti gli articoli di Annalisa Pisano'>Annalisa Pisano</a></span></span> 
 &middot; <span class='source-link'><a href='http://globalvoicesonline.org/2010/01/15/haiti-getting-the-word-out/' title='articolo originale  [en]'>articolo originale  [en]</a></span> &middot; <span class="commentcount"><a href="http://it.globalvoicesonline.org/2010/01/haiti-far-circolare-le-informazioni-dallinterno/#comments" title="commenti">commenti (0) </a></span><br />condividi: <span class='share-links-text'><a href='http://www.facebook.com/share.php?u=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Fhaiti-far-circolare-le-informazioni-dallinterno%2F' id='gv-st_facebook' title='facebook' target="new" ><span class='share-icon-label'>facebook</span></a> &middot; <a href='http://twitter.com/share?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Fhaiti-far-circolare-le-informazioni-dallinterno%2F&#038;text=Haiti%3A+far+circolare+le+informazioni+dall%26%2339%3Binterno&#038;via=GVitaliano' id='gv-st_twitter' title='twitter' target="new" ><span class='share-icon-label'>twitter</span></a> &middot; <a href='http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Fhaiti-far-circolare-le-informazioni-dallinterno%2F&#038;title=Haiti%3A+far+circolare+le+informazioni+dall%26%2339%3Binterno' id='gv-st_reddit' title='reddit' target="new" ><span class='share-icon-label'>reddit</span></a> &middot; <a href='http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Fhaiti-far-circolare-le-informazioni-dallinterno%2F&#038;title=Haiti%3A+far+circolare+le+informazioni+dall%26%2339%3Binterno' id='gv-st_stumbleupon' title='StumbleUpon' target="new" ><span class='share-icon-label'>StumbleUpon</span></a> &middot; <a href='http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Fhaiti-far-circolare-le-informazioni-dallinterno%2F&#038;title=Haiti%3A+far+circolare+le+informazioni+dall%26%2339%3Binterno' id='gv-st_delicious' title='delicious' target="new" ><span class='share-icon-label'>delicious</span></a> &middot; <a href='http://www.instapaper.com/edit?url=http%3A%2F%2Fit.globalvoicesonline.org%2F2010%2F01%2Fhaiti-far-circolare-le-informazioni-dallinterno%2F&#038;title=Haiti%3A+far+circolare+le+informazioni+dall%26%2339%3Binterno' id='gv-st_instapaper' title='Instapaper' target="new" ><span class='share-icon-label'>Instapaper</span></a></span>
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