Uber in Cina, visto dagli occhi di un autista

Photo by Flickr user 2 dogs. CC BY-NC-ND 2.0

Foto dell'utente di Flickr “2 dogs”. CC BY-NC-ND 2.0

Questa è una versione di “Uber in China: A Driver’s View” [en, come i link seguenti tranne ove diversamente indicato] di Lyn Jeffery, originariamente pubblicato sul blog 88 Bar e ripubblicato qui con autorizzazione. 

Le maggiori città della Cina stanno assistendo a una forte competizione tra gli autisti per entrare a far parte di piattaforme di trasporto automobilistico privato, come Uber o il leader di mercato locale Didi Kuadi [zh]. Ho appena passato qualche settimana in Cina utilizzando “People's Uber”, il servizio di ride-sharing dell'azienda americana tecnicamente no-profit che utilizza automibili private, e ho intervistato 10-12 autisti di Uber a Pechino e Shenzhen. Anche se questi servizi sono attualmente illegali in Cina, non è difficile trovare un Uber a pochi minuti di distanza in entrambe le città. Perfino la versione americana dell'app funziona sorprendentemente bene in Cina.

Ecco cosa ho imparato parlando con gli autisti di Uber e i tassisti regolari. Le informazioni possono non essere tutte accurate, ma si tratta della visione degli autisti stessi su come l'azienda stia operando a Pechino e Shenzhen.

  • Il primo gruppo di autisti a Pechino è stato reclutato nella primavera del 2014, ma Uber ha ingrossato le sue fila pechinesi con una campagna nell'aprile di quest'anno, che ha permesso a molti più autisti di mettersi in strada. L'offerta comprende un certo numero di disposizioni diverse. Al momento Uber paga agli autisti un bel po’ di soldi. Un autista di Pechino con cui ho parlato guadagna più di 9.000 RMB ($1.500 o €1.300 circa) a settimana, di cui più del 75% proveniente dalle provvigioni di Uber. Per ogni chilometro un passeggero paga 1,5 RMB ($0,25 o €0,20), mentre Uber sovvenziona altri 2 RMB per chilometro ($0,33 o €0,28). Esiste un ulteriore sussidio di 0,25 RMB ($0,04 o €0,036) a minuto.
  • Gli autisti devono compiere un minimo di viaggi settimanale per avere le sovvenzioni maggiori. A Pechino sono almeno 80 viaggi a settimana.
  • Agli autisti piace Uber perché ci sono classifiche sia per gli autisti che per i passeggeri, e perché possono riufiutare passeggeri maleducati o ubriachi. Non tutte le app cinesi hanno queste caratteristiche.
  • Ai passeggeri piace Uber perché, almeno per ora, è più economico di tutti gli altri servizi cinesi e gli autisti, tentando di ottenere un punteggio di 5 stelle, guidano più lentamente e con più attenzione rispetto ai tassisti tradizionali.
  • Gli arresti stanno aumentando. A Pechino, le autorità possono fare multe che vanno dai 9.000 RMB ($1.500 o €1.298) ai 20.000 RMB ($3.333 o € 2.885). Tuttavia, il rischio vale la candela poiché la paga è molto alta. In ogni caso, non sono riuscita a farmi portare in aeroporto da un autista Uber, poiché lì il rischio è considerato troppo alto.
  • Come negli Stati Uniti, alcuni autisti lo fanno per l'esperienza sociale o, in alcuni casi, perché si sentono soli o annoiati. Un autista con cui ho parlato offre viaggi con Uber per qualche ora dopo essere uscito dal lavoro, giusto per avere qualcosa da fare.
  • Le app di passaggi automobilistici privati stanno già avendo un effetto positivo sui taxi tradizionali, i cui autisti, diciamolo, non sono conosciuti per la loro cortesia (i tassisti regolari spesso rifiutano corse con destinationi troppo vicine oppure dirette in un luogo diverso da dove preferiscono andare).

Sembra che gli autisti di Uber stiano mantenendo una posizione da “aspetta e vedrai” per quanto riguarda la regolamentazione del loro servizio, ma nel frattempo cercano di guadagnare più soldi possibile. Allo stesso tempo, Uber stessa sta riducendo le provvigioni a causa dell'aumento degli autisti affiliati. In altre parole, i rischi stanno aumentando mentre i profitti stanno diminuendo… per ora.

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