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USA: “almanacco agricolo” digitale sui micro-cambiamenti climatici

Questa intervista a Julia Kumari Drapkin è stata pubblicata originariamente l'11 febbraio 2013 su New America Media [en, come i link successivi, eccetto ove diversamente indicato].

Cambiamenti climatici in Colorado

Cambiamenti climatici in Colorado. Fonte: New America Media.

L’almanacco iSeeChange è uno strumento online che permette ai contadini di tutto il mondo di segnalare eventi relativi ai cambiamenti climatici e di interrogare gli scienziati su quali possano essere le cause di ciò. Ngoc Ngyuen, giornalista di New America Media, intervista Julia Kumari Drapkin, ideatrice di questo progetto collaborativo.

Qual è l'idea alla base di iSeeChange?

Personalmente, ho lavorato a stretto contatto con gli scienziati che si occupano di cambiamenti climatici e ho osservato i loro metodi e i loro modi di pensare. Purtroppo però si sa ancora poco su questo tema. È molto difficile coniugare i risultati delle ricerche scientifiche con le esperienze maturate nelle piccole comunità rurali. Un esempio lampante è stato l’uragano Katrina [it], che si è abbattuto sulla mia città, New Orleans…qualcuno sa dire se a causarlo siano stati i cambiamenti climatici?

Si ha sempre paura di sbagliare utilizzando il cambiamento climatico come spiegazione per i fenomeni che si osservano localmente. Ovviamente, è giusto essere cauti, ma questo ci ha impedito per molto tempo di parlare con i cittadini e di investigare come i cambiamenti climatici si riflettano sulla loro vita.

Come giornalista, come stai cercando di cambiare il modo in cui si parla delle questioni ambientali?

Mi sono resa conto che parte del problema è il modo in cui i giornalisti riportano le notizie a riguardo. Di norma un reportage parte da un singolo scienziato che fa osservazioni e ipotesi. I risultati vengono poi pubblicati in un articolo scientifico e, se avanza tempo, il reporter aggiunge un aneddoto locale per dare un po’ di colore. Ma cosa accade se si inverte questo processo? Cosa accade se mettiamo gli strumenti di osservazione direttamente nelle mani di chi subisce l'azione diretta dei cambiamenti climatici [i contadini]?

Come funziona il sito?

Gli utenti possono scambiare osservazioni online e fare domande alla comunità virtuale, della quale fanno parte anche alcuni scienziati. Ogni settimana controlliamo i post e le domande per verificare che tutte abbiano trovato risposta. Se non è così, contattiamo uno o più scienziati per poter rispondere a tutti. Ad esempio cosa accade se la primavera arriva in anticipo?

È un almanacco impostato come un social network, a metà strada tra il giornalismo e l'almanacco contadino. Gli utenti tengono note aggiornate sulle loro fattorie, così come un biologo prenderebbe appunti per le proprie ricerche. I contadini vivono della terra ed è ovvio che prestino attenzione ai suoi cambiamenti. Anche Facebook ha un bollettino meteo ma non viene né aggiornato né condiviso.

Cosa hai imparato dal progetto e cosa ti ha sorpreso fino a questo momento?

Ho imparato che mettere una comunità nelle condizioni di fare domande significa dotarla di uno strumento potentissimo e permette di rendersi conto dei fenomeni climatici addirittura mesi prima che i media ne parlino. Sono certa che se tutte le comunità avessero gli strumenti adatti, sarebbero loro a dare informazioni ai media. Quando abbiamo lanciato il sito, nell'aprile 2012, abbiamo ricevuto messaggi che riportavano di incendi e siccità ben prima che questi fenomeni finissero nei telegiornali. In Colorado stiamo vivendo un periodo di incendi stagionali e metà del paese sta soffrendo la siccità.

Tradizionalmente l'ecologia è considerata una battaglia portata avanti dai bianchi, nonostante le comunità indigene e immigrate si siano a lungo battute per la protezione dell'ambiente e, secondo i sondaggi, vogliano aria, acqua ed energia pulite. iSeeChange ha le potenzialità per cambiare questa situazione?

A mio parere le comunità di immigrati hanno una posizione ottimale per l'osservazione di questi micro-cambiamenti del clima grazie alla loro stretta relazione con la terra. Una delle ragioni del successo di iSeeChange è proprio che a Paonia [it], in Colorado, la comunità vive delle risorse naturali ed è ovviamente interessata a tutto ciò che le riguarda. Sarebbe molto interessante avere un iSeeChange anche per la comunità vietnamita della costa della Louisiana, che convive in armonia con il cambiamento climatico già da molto tempo.

La vostra base è nell'ovest del Colorado, come affrontate il tema del cambiamento climatico lì?

È ironico perché a Paonia metà degli abitati sono minatori e l'altra metà agricoltori biologici. C'è una miniera di carbone che appartiene a Bill Koch. Quando abbiamo iniziato con iSeeChange la stazione radio ha ricevuto chiamate di ascoltatori che segnalavano come il progetto fosse uno spreco di risorse. A Paonia una parte della comunità non crede nel cambiamento climatico. La maggior parte delle persone con cui lavoro sono bianche, magari non sono ricche, magari non sono informate sul cambiamento climatico ma sono di sicuro attente al meteo, dato che, ad esempio, influisce sulle scorte d'acqua. Abbiamo tutti degli interessi in comune. È un po’ come il consiglio che danno ad Eliza Doolittle in My Fair Lady [it] : “si può parlare del tempo sempre e con chiunque”.

Al momento iSeeChange è un progetto locale, ma ci sono possibilità che venga ampliato?

Sì, al momento è un progetto su misura per la comunità di Paonia, ma ci stanno arrivano segnalazioni anche da altri luoghi. Ad esempio abbiamo ricevuto un post da Baltimora che segnalava una fioritura precoce in quella regione.

Al momento stiamo cercando di immaginare un sito per tre tipi di ambiente: rurale, urbano e costiero. Ci stiamo informando su come l'almanacco possa venire modificato per adattarsi al cambiamento climatico delle città e delle coste.

Gli scienziati ci tengono a rimarcare che il meteo non coincide con il clima, ma c'è molta confusione nel pubblico tra fenomeni ambientali estremi e cambiamento climatico. Parlare di cambiamento climatico attraverso il meteo non potrebbe aumentare la confusione?

In realtà gli scienziati vedono una relazione stretta tra le stranezze del meteo e il cambiamento climatico. E il punto fondamentale dell'almanacco è proprio l'estrema variabilità dell'ambiente. iSeeChange è uno strumento per mappare questi eventi strani e fare in modo che ci dicano qualcosa. In seguito a una serie di siccità che abbiamo avuto, ci siamo messi a fare delle ricerche su come la corrente a getto [it] influisca sull'aumentare delle temperature nell'Artico. La corrente a getto è un flusso d'aria e quando rallenta può influire in maniera persistente sul quadro meteorologico. Se quello che osserviamo al momento è un clima secco, è probabile che si mantenga tale. E così sarebbe anche nel caso di un'ondata di umidità.

Quindi iSeeChange registra quelli che hai definito micro-cambiamenti climatici. Vi interessa anche annotare come le persone si vadano adattando ai cambiamenti?

Certamente. Gli scienziati così come i contadini osservano il medesimo fenomeno e prendono delle decisioni. Si tratta di una delle domande fondamentali di iSeeChange: assodato che il clima cambia, come cambiano le persone? Finora abbiamo realizzato proprio questo, un almanacco per documentare come il 2012 ci abbia cambiato.

Abbiamo avuto una primavera precoce, i fiori sono sbocciati prima, i mercati non erano pronti per la quantità di cibo prodotta, le scorte d'acqua si sono esaurite, si è deciso di non piantare alcune varietà, alcuni hanno addirittura dovuto vendere la propria fattoria. Direi che è stato un anno epico.

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