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Siria: troppi i bambini che pagano il prezzo della guerra

Il portale Children's Rights [en, come gli altri link eccetto ove diversamente indicato] stima che, durante gli ultimi 10 anni, circa 10 milioni di bambini siano stati uccisi dalla guerra. Il sito categorizza i bambini vittime della guerra come vittime civili, soldati, sfollati, orfani, feriti o resi disabili, imprigionati e sfruttati (sessualmente o costretti ai lavori forzati). Nonostante il diritto dei bambini alla sopravvivenza e alla protezione sia garantito dalla Dichiarazione di Vienna e Programma d'Azione e dalla Convenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia [it], adottata il 20 novembre 1989, moltissimi bambini continuano a soffrire in tutto il mondo.

Convenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia, Articolo 19: Gli Stati aderenti adottano ogni misura legislativa, amministrativa, sociale ed educativa per tutelare il fanciullo contro ogni forma di violenza, di oltraggio o di brutalità fisiche o mentali, di abbandono o di negligenza, di maltrattamenti o di sfruttamento, compresa la violenza sessuale, per tutto il tempo in cui è affidato all'uno o all'altro, o a entrambi, i genitori, al suo tutore legale (o tutori legali), oppure a ogni altra persona che abbia il suo affidamento.

Vittime dimenticate

Ci sono angeli che vivono nelle tombe siriane

Ci sono angeli che vivono nelle tombe siriane. Fonte: @NMSyria su Twitter.

Da marzo del 2011, inizio delle rivolte contro il regime di Bashar al-Assad, i bambini sono tra le vittime maggiormente colpite da violenze, torture e uccisioni. Secondo il rapporto “We've Never Seen Such Horror” di Human Rights Watch del giugno 2011:

Le prime proteste si ebbero a Daraa in seguito all'arresto e alla tortura di 15 bambini accusati di aver dipinto graffiti contenenti slogan antigovernativi [it]. Da quel momento le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco ripetutamente e sistematicamente contro i manifestanti, di cui la maggior parte pacifici. Secondo un attivista locale, le forze di sicurezza hanno ucciso almeno 418 persone nel solo governatorato di Daraa, e più di 887 in tutta la Siria. Il numero esatto delle vittime è però impossibile da verificare.

 

Da allora si stima che 4.355 bambini siriani siano stati uccisi (aggiornamento al 15/01/2013), come dichiara l'ultimo rapporto del Martyrs of the Syrian Revolution Database. A questi se ne aggiungono le migliaia che sono stati feriti, imprigionati, resi orfani e lasciati senza cure mediche o assistenza umanitaria. Human Rights Watch condivide le testimonianze e le prove che l'aviazione del regime ha utilizzato bombe a grappolo per colpire i bambini.

Questi sono angeli che ci hanno lasciato, un prezzo altissimo che i siriani stanno pagando in questa guerra assurda. Fonte: Nino Fezza su Facebook

Il 18 gennaio Maria Calivis, Direttore Regionale dell’ UNICEF per il Medio Oriente e il Nord Africa, dichiarava:

Questa settimana una serie di rapporti dalla Siria hanno evidenziato il terribile prezzo che i bambini stanno pagando mentre il conflitto continua a infuriare.

 

Nel frattempo i bambini sono le vittime dimenticate di un conflitto che procede da ormai 22 mesi. Il numero dei bambini che hanno perso la vita continua a crescere giorno dopo giorno; e agli attivisti siriani non resta che pubblicare queste cattive notizie sui social media — come confermano alcune reazioni su Twitter:

15 gennaio 2013: @rallaf: Il regime di Assad ha ucciso almeno 21 bambini e 130 adulti in #Syria ieri, perlopiù bombardando case e panifici.

2 gennaio 2013: @RevolutionSyria: Con il massacro di più di 52.000 civili indifesi inclusi 4.000 bambini questa non è una guerra civile, ma un gigantesco crimine contro l'umanità. #Syria

26 dicembre 2012: @RanaKabbani54 27 bambini + 13 madri assassinate da un genocidi #Assad oggi, tra le 120 vittime uccise finora come regalo di Natale per la nostra gente. #Syria #AssadCrimes

31 dicembre 2012: @farGar: SENZA includere oggi, più di 103 bambini siriani sono stati uccisi dalla vigilia di Natale #Childvictims

 

Decine di bambini uccisi in Siria

Il 25 maggio 2011, dopo almeno un mese di reclusione, il mondo è giunto a conoscenza dell'orripilante storia della tortura e dell'uccisione di  Hamza Ali Al Khateeb, un ragazzo siriano di 13 anni morto mentre si dice fosse sotto la custodia del governo siriano a Daraa.

La sua morte ha lasciato trasparire numerose ingiustizie, tra le quali ossa rotte, ferite da arma da fuoco, segni di bruciature e genitali mutilati.

 

A un anno di distanza dalla storia del martirio di Hamza, ha avuto luogo il massacro di Al-Houla. Il 25 maggio 2012 gli attivisti hanno accusato le forze leali a Bashar al-Assad dell'uccisione di 108 persone a Al-Houla, nel governatorato di Homs, dei quali 25 uomini, 34 donne e 49 bambini di meno di 10 anni (secondi un osservatore ONU). Il seguente filmato [Attenzione: contiene scene di bambini uccisi] raffigura le conseguenze del massacro mostrando le giovani vittime e parti di corpi coperte di sangue.

I bambini siriani stanno pagando le conseguenze di una guerra tra adulti. I bambini siriani rifugiati sono sopraffatti in quanto non si sarebbero mai aspettati di cadere vittime di una tale situazione. Il 28 dicembre 2012 la Syrian Organization for the Defense of Human Rights (Organizzazione Siriana per la Difesa dei Diritti Umani) ha scritto sulla sua pagina Facebook:

Almeno 4.000 bambini siriani sono stati uccisi dall'inizio della guerra di Assad alla Siria, decine di migliaia sono mutilati e feriti, tutti sono traumatizzati e terrorizzati. Domanda ai leader del mondo: Quanti bambini uccisi ci vorranno per tracciare una linea rossa per un regime che li vede come legittimi obiettivi?

 

Molte le iniziative in corso per aiutare i bambini siriani. Per esempio è possibile fare donazioni a Save the Children per garantire loro abiti caldi, scarpe e coperte. Sono disponibili anche appositi pacchetti di aiuti invernali. Si spera così di dare una mano concreta, come sostiene Leila su Twitter:

@leila_na: Attendo con impazienza il giorno in cui aprirò il mio computer e non vedrò più le immagini di bellissimi bambini massacrati. #ThisIsSyria

 

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