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Revista Plástica: rilanciare la musica indipendente in spagnolo

Plástica [es, come i link successivi, eccetto dove diversamente indicato], attualmente diretta da Eduardo Lindes Burnao e Ricardo Cavolo, è una rivista internazionale dedicata alla musica indipendente in lingua spagnola. Più che di una rivista, si tratta di un progetto rivolto alla musica creativa e di qualità, in grado di competere con la dominante cultura anglosassone. Oltre a promuovere artisti emergenti, la rivista organizza eventi musicali e produce alcuni artisti latino-americani. È stata fondata nel 2009 a Madrid e rivolge la sua attenzione ovunque potrebbero nascondersi dei talenti ispanofoni.

Al momento, esiste solo la versione digitale della rivista, che supera i 5.000 fan su Facebook e gli 11.000 follower su Twitter. Il suo obiettivo è quello di aumentare il numero dei lettori senza limitarsi esclusivamente agli internauti. Per questo motivo, la prima edizione cartacea verrà data alle stampe nel 2013. È una decisione sorprendente e controcorrente, in un momento in cui la tendenza generale nel mondo dei media è quella di conservare le edizioni digitali e dismettere quelle fisiche.

Il video riportato di seguito offre maggiori dettagli sul progetto:

Questa sfida permetterà di consolidare la rivista e conferirle maggiore qualità, ma ciò non può avvenire senza l’aiuto dei fan. Per questo, la redazione di Plástica ha scelto il crowdfunding [it] (un metodo di finanziamento collettivo e di massa via internet). Grazie alla piattaforma My Major Company e all'annessa campagna , Plástica ha iniziato a ottenere i finanziamenti necessari per realizzare i suoi obiettivi e rafforzare la posizione di mercato. Le donazioni, che possono essere del valore di 10, 25 o 50 euro, oltre a sostenere il progetto, garantiscono al lettore la possibilità di ricevere la rivista a casa, a prescindere dal Paese di residenza.

Non è certo la prima volta che si ricorre al crowdfunding per promuovere la musica emergente, evitando così di passare tra le grandi case discografiche e le strategie di marketing dell’industria musicale. Ne è un esempio il gruppo madrileno La Malarazza, che nel 2009 ha realizzato un album auto-prodotto sotto la licenza Creative Commons, e poi un secondo finanziato attraverso il crowdfunding. Questo metodo ha il vantaggio di permettere ai musicisti di raccogliere fondi in anticipo ed evitare a quegli artisti dalle risorse limitate di indebitarsi.

Di seguito, un frammento dell’intervista realizzata ai membri del gruppo La Malarazza pubblicata sul blog Vivir Entre Música, che illustra perfettamente la condizione dei gruppi indipendenti:

- ¿Cómo veis el mundo de la música?

Quizás yo creo que el momento en el que hemos salido, es un momento en que es muy difícil que los grupos salgan. Hay otro grupo que es muy bueno y te recomiendo que es Alpargata que empezaron a la vez que nosotros y no han conseguido entrar en el circuito porque está completamente para abajo. No están fichando grupos nuevos y la industria musical en estos años se ha venido para abajo. No está apostando por nueva música más que por cosas muy explosivas. En general, si lo piensas, grupos así de música mestiza de los últimos años hay muy pocos. Por ejemplo, están Canteca de Macao que se hicieron famosos unos años antes que empezáramos nosotros.

Aparte, yo creo que hay que tener suerte. Nosotros tenemos un público muy de barrio. Nos conocen en círculos muy reducidos aquí en Madrid y en algún sitio más, un poco en Bilbao; muy limitado.

- Pero, ¿siguen quedando oportunidades? ¿Hay esperanza?

¿Esperanza para qué? Para tocar sí, es decir, para ganar dinero es para lo que está muy difícil. La gente que vive de esto ahora mismo normalmente es gente que toca en varios grupos a la vez, que además da clases, etc. Pero hay muy poca gente viviendo sólo de sus canciones.

 - Come vedete il mondo della musica?

Credo che forse, pur se noi abbiamo sfondato, sia difficile per altri gruppi avere successo.  C’è un altro fantastico gruppo che consiglio, gli Alpargata, che hanno cominciato insieme a noi, ma non sono riusciti a entrare nel giro perché è andato tutto a scatafascio. I gruppi emergenti non vengono finanziati e, di questi tempi, l’industria musicale non se la sta passando bene. Non si sta investendo sulle novità musicali eccetto che per progetti clamorosi. Dopotutto, in generale, sono pochi i gruppi sperimentali ad aver avuto successo negli ultimi anni. Ad esempio, i Canteca de Macao sono diventati famosi solo qualche anno prima del nostro debutto.

Inoltre, credo che sia necessario avere fortuna. Il nostro è un pubblico di nicchia. Ci conoscono in cerchie molto ristrette qui a Madrid e in qualche altro posto, un po’ a Bilbao; è un pubblico molto limitato.

- Nonostante tutto, ci sono ancora opportunità? C’è un minimo di speranza?

Speranza per cosa? Per suonare sí, ma quello che troviamo difficile sono i risvolti economici. La gente che suona a tempo pieno lo fa per vari gruppi, dà lezioni di musica, eccetera. Ma ci sono ben poche persone che riescono a vivere esclusivamente dei proventi della loro musica.

La rivista Plástica è un progetto globale, ma esistono altre iniziative simili a livello locale, come ad esempio Frecuencia Urbana, uno spazio appositamente creato per dare visibilità ai musicisti alternativi e precari di Madrid.

Internet è il luogo ideale su cui lanciare progetti di questo tipo, lontano dal circuito dei grandi media e delle grandi industrie culturali, per dare una mano ai piccoli artisti e ai talenti emergenti. Dopo aver consolidato il mezzo culturale sul web, c’è sempre la possibilità di migliorarne la qualità o produrre nuove edizioni, che è proprio quello che Plástica ha intenzione di fare il prossimo anno. Con la diffusione dei canali di informazione culturale alternativa, tutti quei musicisti che sono stati ignorati dal mercato ora hanno l'opportunità di farsi conoscere.

*Foto del titolo ripresa dal video del progetto.

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