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Guinea equatoriale: megalomania, petrodollari e diritti umani

Nel 2012 Teodoro Obiang Nguema Mbasogo [it], presidente della Guinea equatoriale, ha lanciato un’operazione di abbellimento fatta di mostre, sport e diplomazia internazionale, citati in ordine sparso, grazie ai suoi petrodollari e su uno sfondo di cinismo.

La presidenza dell'Unione africana [fr, come tutti i link seguenti salvo diversa indicazione] ha permesso a Teodoro Obiang Nguema Mbasogo di godere di un potere mediatico che ha varcato le frontiere dell’Africa. Un’ulteriore occasione per lui e per il suo regime è stato il Summit dei Paesi dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP) associati all’Unione europea che si è tenuto a Malabo il 13 e 14 dicembre 2012.

Eppure, dopo la sua nomina a presidente dell’UA i media, la società civile e la blogosfera ne hanno spesso denunciato le cattive abitudini in materia di diritti umani. Il blog Gaboneco spiega:

La démocratie qu’il professe est juste bonne pour la consommation extérieure, celle des Occidentaux surtout, qui, enivrés par l’odeur du pétrole, ont rangé aux oubliettes leurs discours sur la démocratie, les droits humains, etc. Si fait que l’homme fort de Bata se permet de mâter ses opposants, de bâillonner la presse. Il n’y a seulement que les organisations de défense des droits de l’Homme qui osent se plaindre de temps à autres de ce qui se passe dans ce pays.

La democrazia che costui professa serve soltanto a uso e consumo degli stranieri, soprattutto occidentali, che si inebriano dell’odore del petrolio e mettono nel dimenticatoio tutti i loro bei discorsi sulla democrazia, i diritti umani ecc. E questo permette all’uomo forte di Bata di liberarsi dei suoi avversari, di mettere il morso alla stampa. Le organizzazioni di difesa dei diritti umani sono le uniche che resistono e continuano a lamentarsi, di quando in quando, di ciò che succede in quel Paese.

La Guinea equatoriale si trova al quarto posto nella classifica mondiale, compilata dal Committee to Protect Journalists (CPJ), dei Paesi dalla censura più severa — denunciandone in questi termini la mancanza di libertà:

L'information est étroitement contrôlée en Guinée équatoriale, l'un des pays que le CPJ a identifié parmi les dix nations qui censurent le plus la presse au monde. Presque tous les médias d'information appartiennent au gouvernement ou à ses alliés et sont gérés par ceux-ci. Un journal indépendant parait dans le pays, mais il est obligé de pratiquer l'autocensure; aucune station de radio ou de télévision indépendante n'opère au niveau national.

In Guinea equatoriale, uno dei Paesi che CPJ ha identificato tra le dieci nazioni al mondo in cui la stampa è più censurata, l’informazione è tenuta sotto stretto controllo. Quasi tutti i mezzi di informazione appartengono al governo o ai suoi alleati, e sono loro a gestirli. Nel Paese si stampa un giornale indipendente, che è però obbligato a praticare l’autocensura; a livello nazionale non esiste nessuna stazione radiofonica o televisiva indipendente.

Solo pochi giorni prima dell’apertura del summit dei Paesi ACP, il regime ha colpito ancora. Il blog Coup de Gueule de Samuel riporta parecchi casi di sospensioni di giornalisti e di programmi:

” Cultura en casa ” ‘Culture dans la maison’ en Espagnol, une émission de la radio nationale de Guinée équatoriale (RTVGE) brusquement ” arrêtée et suspendue jusqu’à nouvel ordre ” vendredi 19 octobre pour avoir abordé et dénoncé à l’antenne l’abus de pouvoir et incompétence de la justice et parlement national a-t-on appris auprès des animateurs de l’émission.

Abbiamo saputo dai conduttori che ”Cultura en casa’, che in spagnolo significa ‘cultura in casa’, trasmissione della radio nazionale della Guinea equatoriale (RTVGE) bruscamente interrotta e sospesa fino a nuovo ordine” venerdì 19 ottobre per aver affrontato le questioni dell’abuso di potere e dell’incompetenza della giustizia e del parlamento nazionale, denunciando il problema nelle sue trasmissioni.

Il blog di Samuel Obiang cita altri casi simili di sospensioni di programmi:

L'émission « La Tertullia »animée par Siméon Sopale avait été suspendue après avoir dénoncé et critiqué les autorités suite à l’annonce que « les taxis de Malabo seront que des voitures Mercedes » il y a 4 années aujourd’hui.

Le journaliste de la section francophone Juan Petro Mendene a été suspendu en mai 2012 pour avoir évoqué Mouammar Kadhafi alors que la révolution Libyenne a été interdite de diffusion a la RTVGE par les maitres de la censure et anti liberté de presse et d’expression de Malabo.

Pedro Luis Esono Edu Bidang lui aussi a été frappé par une suspension en février 2010 jusqu’à présent pour avoir annoncé la découverte de 7 corps maliens dans une décharge a Bata capitale économique de Guinée équatoriale.

La trasmissione «La Tertullia», condotta da Siméon Sopale, era stata sospesa per aver denunciato e criticato le autorità in seguito all’annuncio che «i taxi di Malabo saranno solo macchine Mercedes»: oggi ricorre il quarto anniversario di questo avvenimento.Il giornalista della sezione francofona Juan Petro Mendene è stato sospeso nel maggio 2012 per aver nominato Muammar Gheddafi nonostante la rivoluzione libica fosse stata interdetta dalle trasmissioni della RTVGE dai capi della censura e dell’anti libertà di stampa e di espressione di Malabo.

Anche Pedro Luis Esono Edu Bidang è stato colpito da sospensione nel febbraio 2010 fino ad ora per aver annunciato la scoperta dei corpi di sette cittadini del Mali in una discarica di Bata, la capitale economica della Guinea equatoriale.

Sempre pochi giorni prima dell’apertura del Summit ACP, Reporter senza frontiere si interrogava sulla morte di un giornalista che aveva dimostrato la propria indipendenza dopo anni di confronto con il regime di Obiang:

Est-il encore possible de faire la lumière sur cette affaire ? Le gouvernement devrait prendre publiquement position pour lever définitivement les soupçons qui pèsent sur lui et, si la famille en fait la demande, diligenter une enquête.”

È ancora possibile far luce su questa storia? Il governo dovrebbe prendere pubblicamente posizione per scrollarsi di dosso una volta per tutte i sospetti che pesano su di lui e, se la famiglia lo richiede, patrocinare un’inchiesta.”

Mentre le autorità di Malabo cercano di abolire le formalità di visto con la Spagna, le loro forze di sicurezza braccano gli immigrati africani senza esitare, in certi casi, a uccidere. Il blog France-Guinée equatoriale ha pubblicato una nota che rivela tali eccessi e l’impunità che li copre:

Les agressions sur des ressortissants africains, et particulièrement sur des Maliens, sont fréquentes en Guinée équatoriale, elles ont généralement pour but d'extorquer de l'argent à de pauvres bougres, souvent des travailleurs clandestins, et, quand elles sont commises par des policiers ou par des militaires, celles-ci restent généralement impunies.

Le aggressioni sui migranti africani, in particolari sui cittadini del Mali, sono frequenti in Guinea equatoriale e sono generalmente perpetrate allo scopo di estorcere denaro a dei poveri diavoli, spesso lavoratori clandestini, e quando sono commesse da forze della polizia o dell’esercito rimangono, di regola, impunite.

Commentando l’articolo di Gaboneco, Ramirez le Rescape descrive gli abusi del figlio del dittatore:

Népotisme, son fils est pire que le fils Kadhafi, pour ce qui est des pires extravagances comme acheter 250 complets homme en un seul jour, un seul achat un seul magasin, ne parlons pas des Lamborghini…

Nepotismo, il figlio è peggio del figlio di Gheddafi, per quanto riguarda stravaganze estreme come comperare 250 vestiti da uomo in un giorno solo, ma acquistandone uno per negozio, per non parlare delle Lamborghini…

A Teodoro Nguema Obiang Mangue, il figliol prodigo, amante delle macchine fuoriserie [it], nominato secondo vice-primo ministro, responsabile della difesa e della sicurezza, funzione che, a termini di costituzione, non esiste, piace recitare il ruolo del playboy e far parlare di sé la cronaca piuttosto spesso per il suo shopping frenetico. Non si fa mancare nulla: residenza lussuosa in città, ville eleganti, collezione di quadri d’autore e memorabilia delle star. Svelando l’ordine di uno yacht per uso personale alla modica somma di 288 milioni di euro, pari a quasi tre volte il budget statale per l’educazione [en] di tutti i ragazzi del suo Paese, Global Witness stima che…

Secondo il contratto, il prezzo totale [dello yacht] è di circa 288 milioni di euro, cioè di 380 milioni di dollari al cambio attuale. Si tratterebbe quindi del secondo yacht più costoso del mondo, dietro solo a Eclipse, che l’oligarca russo Roman Abramovich ha pagato 1,2 miliardi di dollari.

Il secondo yacht più costoso del mondo è del figlio di Obiang

Il secondo yacht più costoso del mondo è del figlio di Obiang (foto di dominio pubblico)

Nel video che segue si vede la confisca di 11 macchine di lusso al figlio di Obiang:

Per l'organizzazione di summit e conferenze, secondo le dichiarazioni di Placido Mico della Convergenza per la democrazia sociale (CPDS), unico deputato dell'opposizione, raccolte da diasporas-news.com:

Les projets comme Sipopo ou Oyala –ville créée sur le continent– ne servent pas au développement. Près d'Oyala, il n'y a que quelques cases, pas d'électricité, pas d'école, pas d'eau courante, pas d'hôpitaux. Ce projet est fou. Quand Brasilia a été construite, c'était pour décongestionner la capitale. Il y avait eau et électricité à Rio et Sao Paulo …. “Nous sommes un pays de 700.000 habitants. On va déporter des gens pour aller à Oyala?”, questionne-t-il.

“C'est scandaleux. Pendant ce temps, il n'y a pas de tables, dans certaines écoles on fait cours par terre. Il n'y a pas de livres”, ajoute-t-il.

I progetti come Sipopo o Oyala – città creata sul continente – non servono allo sviluppo. Nei dintorni di Oyala c’è solo qualche casa, mancano elettricità, scuole, acqua corrente, ospedali. Si tratta di un progetto folle. Quando è stata costruita Brasilia, lo scopo era il decongestionamento della capitale. A Rio e a San Paolo acqua e corrente c’erano… “Nel nostro paese ci sono 700.000 abitanti. Deporteremo qualcuno, per popolare Oyala?”, chiede. “È scandaloso. Intanto mancano i banchi, in certe scuole si fa lezione per terra. Non ci sono i libri”, aggiunge.

Secondo Malabo News, nel tentativo di gettare fumo negli occhi della comunità internazionale, la vigilia di Natale il presidente Teodoro Obiang Nguema Mbasogo ha concesso la somma di 60 milioni di FCFA a 12 partiti politici di opposizione per le feste di fine anno. Samuel Obiang, nel blog Coup de gueule de Samuel, dichiara:

La majorité de ces partis dirigés par les amis du président Obiang Nguema prennent leur parti comme véritable source d’entrée de fond, un commerce comme le disent les équatoguinéens.

Certains de ces partis n’ont pas de militants, les fonds alloués sont pour qui, s’interroge –t-on.

… Dans un pays ou la presse indépendante n’est pas autorisée, devant une opposition corrompue, quel avenir donc pour la Guinée équatoriale pourrie par la corruption et détournements des fonds publics.

La pauvreté est galopante, mais personne ne pense à l’après-pétrole.

Certains de ces partis n’ont pas de militants, les fonds alloués sont pour qui, s’interroge –t-on.

La maggior parte di questi partiti, presieduti dagli amici del presidente Obiang Nguema, prendono il partito come vera e propria fonte di guadagno, un commercio, come lo definiscono i cittadini della Guinea equatoriale. Alcuni di questi partiti non hanno sostenitori, dunque i fondi stanziati per chi sono?”, questa è la domanda. In un paese in cui la stampa indipendente non è autorizzata, davanti a un’opposizione corrotta, che futuro dunque per la Guinea equatoriale marcia a causa della corruzione e dell’uso improprio di fondi pubblici? La povertà galoppa, ma nessuno pensa al post-petrolio.

Globalwitness.org ricorda alcune statistiche sociali [en]:

Incredibly, since oil was discovered in the mid-1990s, poverty levels have actually worsened. Equatorial Guinea enjoys a per capita income of about $37,900, one of the highest in the world. Yet 77 percent of the population falls below the poverty line, 35 percent die before the age of 40, and 58 percent lack access to safe water.

Incredibile ma vero, dopo che alla metà degli anni 1990 è stato trovato il petrolio i livelli di povertà si sono, in realtà, aggravati. La Guinea equatoriale gode di un reddito pro-capite di circa $ 37.900, uno dei più alti del mondo. E tuttavia il 77% della popolazione vive al di sotto della soglia della povertà, il 35% muore prima di compiere 40 anni e il 58% non ha accesso all’acqua potabile.

La Guinea equatoriale si piazza solo al 136° posto della classifica mondiale dell’indice di sviluppo umano, calcolato sui livelli medi raggiunti in tre dimensioni essenziali in questo ambito: salute e longevità, accesso all’istruzione e livello di vita decente. Sulla maggior parte degli investimenti destinati a migliorare queste cifre la Guinea equatoriale, pur essendo più ricca, spende meno di molti altri Paesi africani.

Sembra insomma che le priorità del palazzo siano ben lontane da quelle della popolazione.

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