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Cina: le pratiche censorie di Sina Weibo

GV Advocacy Questo post è ripreso da GV Advocacy, progetto del circuito Global Voices mirato a tutelare la libertà d'espressione contro la censura online. · tutti gli articoli

Negli scorsi giorni, la piattaforma di microblogging più influente in Cina, Sina Weibo, ha ripetutamente cancellato i commenti degli utenti riguardanti un controverso editoriale, un caso mediatico ormai noto come ‘l'incidente di inizio anno del Southern Weekly‘ [it]. Relative parole chiave e persino un termine come ‘sud’ (南方), di cui si compone il nome della testata, sono introvabili nell'Internet cinese. Indignati, gli utenti continuano a protestare contro i gestori del portale.

Ciononostante, è stato proprio uno di questi gestori, @geniune_Yu_Yang (正版于洋), frustrato dalle pressioni del Dipartimento per la propaganda che incombono su di lui come sui suoi colleghi, a saltare fuori con una dichiarazione inedita (vedi immagine sotto), che illustra la posizione controversa in cui si trovi Sina Weibo. Qui di seguito una breve traduzione del suo post:

La scorsa notte su [Sina] Weibo, la mia unità di lavoro è stata il secondo obbiettivo ad esser preso di mira dagli attacchi verbali dei netizen dopo il Dipartimento per la Propaganda. Sullo schermo campeggiava di continuo l'avviso ‘Questo post è stato cancellato', tanto che Weibo pareva una nave piena di falle in procinto di affondare. L'account del mio capo Lao Chen è stato invaso di insulti. Ieri, dopo che Netease [un portale web molto famoso in Cina] ha divulgato i dettagli dell'incidente del Southern Weekly, le accuse mosse contro quelli di Sina Weibo di essere dei tirapiedi servili e codardi al servizio del Dipartimento per la propaganda hanno iniziato a moltiplicarsi, raggiungendo livelli mai visti. Ero talmente frustrato che alla fine non ce l'ho più fatta e mi sono messo a discutere online con un famoso sceneggiatore. Poi la tensione è calata, e dopo aver riflettuto sull'intera faccenda ho scritto un lungo post per spiegare la situazione in dettaglio.

Capita molto spesso di non riuscire a vedere la verità finché si è troppo coinvolti dagli eventi o troppo arrabbiati per farlo.

1. Se noi non cancellassimo i post, l'unica altra alternativa sarebbe cancellare gli account. Sina Weibo è una piattaforma pubblica: non si può negarlo, ci ha cambiato la vita e ci permette di esercitare una certa influenza sulla società e sul governo, grazie alla diffusione rapida delle opinioni del pubblico. Solo che se da una lato ci sono milioni e milioni di utenti, dall'altro non è che c'è Sina Weibo [piuttosto ci sono il governo e le autorità]. Dal giorno in cui [a fine marzo 2012] Weibo ha interrotto la pubblicazione di post per tre giorni consecutivi, ora basta uno schiocco di dita da parte di un ristretto gruppo di persone che per Weibo la partita è chiusa, game over; per loro è semplice come calpestare un mucchietto di formiche, altro che ascoltare le richieste della gente. Quando arriva uno di quegli ordini dall'alto (come vuole la tradizione storica dei 18 ordini imperiali incisi su placche d'oro), non puoi e non devi far altro che eseguirlo.

Quando cerchiamo di far circolare l'informazione su Weibo, ecco che di nuovo la lunga mano [della censura] decide di afferrare qualcuno, e allora quel qualcuno è destinato ad essere sacrificato in questo gioco. Viviamo in un paese colmo di barriere speciali e ostacoli ‘sensibili'; ci sono regole precise in questo gioco e sta a noi imparare a giocare nei limiti di queste stesse regole.

2. Premesso ciò, ecco il secondo punto: la strategia di diffusione e cancellazione dell'informazione. Riflettiamo un attimo: voi continuate a postare messaggi a raffica, mentre i dipendenti del microblog passano il tempo a cancellarli. Ma vi impediscono forse di vederli? Se invece di cancellare i vari commenti uno ad uno ci limitassimo a sospendere gli account degli utenti, risparmieremmo tempo e fatica. Allora sì che saremmo davvero dei tirapiedi, dei segugi al servizio del padrone. Eppure riuscite a vedere i commenti prima che siano cancellati, giusto? E i vostri account funzionano ancora, no? Siete tutti navigatori esperti e netizen rodati: sapete benissimo che la tecnologia a nostra disposizione ci consente di cancellare i post nel giro di un secondo. Quindi vi chiedo di riflettete attentamente sulla questione.

3. Ci sono cose che altre piattaforme possono permettersi di fare, ma non Sina Weibo. Sembrerà presuntuoso, ma Weibo è un po’ come un grande albero che intercetta ogni movimento d'aria, come una persona famosa che attrae su di sé le critiche di tutti gli altri. Tutti lo usano, e il ‘compagno Xuan’ [pseudonimo usato in rete per identificare il Dipartimento per la propaganda] sta ben attento a non perdersi neanche una mossa: no appena il vento soffia, le foglie iniziano a muoversi, e subito scatta l'allarme. Ecco, il modo in cui riceviamo ordini a Sina Weibo assomiglia un po’ a quando in Nuovo Cinema Paradiso il padre cattolico suona la campanella per far tagliare le scene dei baci: la campana suona e noi dobbiamo eseguire gli ordini.

Prima dell'incidente e durante le sue fasi iniziali ci avevano già hanno messo una gran pressione addosso. Abbiamo resistito, cercando di lasciare che i messaggi si diffondessero, raggiungendo un discreto successo. Sul nostro account ufficiale @Sina_Media è stata immediatamente riportata la notizia della sospensione dell'account del Southern Weekly; così @headline_news ha girato l'informazione, e in soli 10 minuti questa era già stata condivisa da 30.000 utenti. Poi è arrivato l'ordine del ‘Compagno Xuan’ e abbiamo dovuto cancellare il post. Fortunatamente, il messaggio aveva già iniziato a circolare. Un amico che lavora per il sito Penguin ha pubblicato un messaggio di grande conforto sul mio account: In questa guerra, Sina [Weibo] sta facendo la parte dello scudo umano, un vero atto di coraggio.

4. Come prevedibile, i miei capi sono di nuovo andati a prendere un tè [eufemismo che sta per 'essere sottoposti a interrogatorio dalla polizia']. Passo e chiudo.

Immagine tratta da HK fast track [en].

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