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Mozambico: cittadini chiedono trasparenza per le estrazioni minerarie

Con la scoperta [pt, come tutti i link seguenti, eccetto dove diversamente indicato] di ulteriori riserve di idrocarburi e risorse minerarie in Mozambico, il cui territorio è diventato uno delle più ambiti nel continente africano per i grandi investitori internazionali. Anche se l'economia interna sta crescendo ad un tasso del 7 % annuo, il Mozambico mantiene per`ø una delle posizioni più basse nell'indice di Sviluppo umano delle Nazioni Unite. E allora ci si chiede: come creare maggiori opportunità per la popolazione, così da avvicinarsi, partecipare e beneficiare del boom nello sviluppo del Paese?

Il gruppo Terraço Aberto (la Terrazza aperta), creato dall'associazione svizzera per la cooperazione internazionale “Helvetas” , organizza assemblee mensili aperte alla popolazione per “riflettere e dibattere in modo critico e aperto” sullo sviluppo socio-economico del Paese, specialmente della regione del Nord, a Capo Delgado. L'11.ma riunione, svoltasi a novembre, era incentrata sul tema della “Trasparenza nei (mega) progetti per l'estrazione delle risorse” :

La trasparenza deve essere presente in tutte le fasi dei Mega progetti per facilitare l'accettazione e la convivenza armoniosa nella società.
Come vengono divulgate le sue informazioni? Sono sufficienti? Il fatto che il Mozambico faccia parte del “Inziativa per la trasparenza nell'industria estrattiva (Itie)” è noto? Sappiamo di che si tratta e quali sono i suoi meccanismi di controllo?
Quali sono i vantaggi della trasparenza a tutti i livelli?
Siamo solo spettatori o sappiamo cosa succede ai vari livelli e strutture dei (mega) progetti?

Foto sul profilo di Terraço Aberto (Dibattito pubblico a Cabo Delgado) su Facebook

Foto sul profilo di Terraço Aberto (Dibattito pubblico a Cabo Delgado) su Facebook

Sulla pagina di Facebook della Terrazza aperta, le presentazioni condivise sono state fatte in occasione dell'apertura del “Centro per l'integrità pubblica” (Cip), nell'ambito dell'Iniziativa per la trasparenza nell'industria estrattiva, dall’ Università cattolica del Mozambico (Ucm) – per via del contributo delle università per una maggiore trasparenza nei megaprogetti, e dal gruppo che tratta la “Gestione delle risorse naturali e dell'ambiente”

I contributi apportati dai cittadini presenti alla sessione sono stati trascritti sulla relativa pagina Facebook. Le domande sollevate riguardano la necessità della formazione e l’educazione della comunità, la creazione di reti, la responsabilità sociale delle imprese e il modo in cui è stato portato a compimento il reinsediamento e l'indenizzazione della popolazione, l’impatto ambientale delle opere, la mancanza di attrezzature, i conflitti d'interesse e la mancanza di informazioni su tasse e imposte pagate dalle aziende coinvolte.

Su quest'ultimo punto, Dionisio Nambora, del Cip, lamenta la mancanza di dati sulla multinazionale Eni [it], aggiungendo:

So per certo che altre compagnie pagano circa un milione di dollari. (…) Se si guarda Kemar ad esempio, ha esenzioni fiscali per 10 anni, le loro imposte fiscali sono state ridotte e paga appena il 3%, hanno l'esenzione dall'Iva e di altre tasse che hanno un impatto grave sulle prestazioni di azioni fiscali. Dopo 10 anni ci sarà un certo impatto dalla nascita di Kemar.

Antonio Macanis, responsabile del programma di Finanza decentrata a Capo Delgado, ha sollevato drudi su come si farà a garantire che i fondi sociali veicolati dal’ Istituto nazionale del petrolio possano beneficiare le popolazioni locali, e aggiunge :

Abbiamo così tante università nella Provincia di Capo Delgado. Perché non organizzano dei corsi intensivi per consentire alla gente che abita in quelle zone di formarsi, come i piccoli imprenditori in modo che possano trarne vantaggio.

Questione su cui replica così un rappresentante dell’Ucm:

È dimostrato che la maggior parte dei Paesi che hanno megaprogetti con l'industria estrattiva il tasso di occupazione è basso. Come università, allora ci domandiamo, visto che sono impiegate poche persone, quanti sono mozambicani?

Ersilo Zaccaria, presentatore televisivo, dice che “nelle zone dove sono localizzate le risorse, la popolazione sta diventando sempre più povera”:

Ad esempio, a Tete le persone soffrono sono stati prelevati dalle loro ricche terre e mandati in località dove non c'è niente.

Il costo della vita in quei luoghi aumenta e la popolazione locale continua a vivere in povertà. A Tete si incontrano dei brasiliani che fanno pulizie mentre la popolazione locale diventa povera. Dov'è il Governo per controllare tutto questo?

Recentemente a Montepuez, Namanhumbir, mi sono imbattuto in un poliziotto che sparava sulla gente, persone ritenute minatori illegali. Va bene, ma il poliziotto sa che quella terra appartiene ai nativi a cui sta sparando.

Per Ismael, economista, i megaprogetti hanno anche un impatto positivo :

Si confronti Pemba nel 2005 e nel 2012. Alcune spese di queste aziende e dei loro dipendenti hanno creato un impatto indiretto. Ci sono persone che hanno acquistato motociclette e altri beni che non sono mai stati presenti prima. (…) Per esempio, pensiamo alla terra. Quelli che stanno vendendo la terra sono gli stessi mozambicani. Solo più tardi si lamentano che non hanno né terra né altro. Le imprese del petrolio, le grandi copagnie sono le benvenute, ma sta a noi seguire il ritmo di sviluppo.

Alberto Domingos, UP Montepuez, propone  di andare oltre i termini di responsabilità sociale con la creazione di uffici dei Servizi distrettuali per le attività economiche:

Se ad esempio fossero imposte delle condizioni per cui ogni impresa petrolifera costruisca scuole, strade, porti, un ospedale o altre infrastrutture, i vantaggi andrebbero a beneficio della popolazione locale.

Photo from the 6th Terraço Aberto dedicated to the topic "Early Marriages: Tradition, Convenience or Crime?" Photo by Terraço Aberto (Public Debate in Cabo Delgado) on Facebook.

Foto della Terrazza aperta (Publico Debattito a Cabo Delgado) su Facebook

Come nota finale, un partecipante non identificato, contesta l'assenza di dibattito e di informazioni, sia da parte dei media che dei politici: “chi è responsabile della supervisione delle attività delle imprese minerarie e di altri megaprogetti che vanno emergendo?” Dibattiti pubblici come quelli offerti da “Terrazza all'aperto”, evidenziano senza dubbio nuove risposte:

È possibile raggiungere un livello in cui la società civile è l'essenza della governance partecipativa guidata dall'integrazione con il Governo e il settore privato. Tutto questo porta a una comunità inclusiva e trasparente.

Un altro partecipante, Jorge Tadeu, suggerisce che il dibattito non dovrebbe concludersi quando la” Terrazza” chiude, e che più cittadini dovrebbero assumersi l’impegno analoghi a quella della giovane Lucia Jofrice, ispirato dal dibattito pubblico e dai suoi partecipanti:

“L'elenco è enorme e comprende, tra gli altri, enti pubblici e privati, la società civile, e tutti coloro che non esercitano appieno la cittadinanza, sebbene abbiano le conoscenze e gli strumenti necessari a disposizione.

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