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Francia: progetto di legge sul “matrimonio per tutti” spacca il Paese

Da diversi mesi in Francia infuria il dibattito [fr, come gli altri link, tranne ove diversamente indicato] sul “matrimonio per tutti”, ovvero per le coppie omosessuali, il 31esimo dei 60 impegni che compongono il programma con il quale il Presidente François Hollande ha riportato la vittoria alle elezioni del 6 maggio scorso.

Chi si oppone al progetto di legge chiede che la discussione non si limiti solo al dibattimento parlamentare, il cui inizio è previsto per il 29 gennaio 2013, ma venga estesa a coinvolgere tutta la cittadinanza, dato che molti elettori hanno dato il loro voto a Hollande per protesta contro Sarkozy e non perché sostenevano tutti i punti del programma presidenziale.

In Francia alle coppie omosessuali si applicano le norme che regolano le unioni civili, in vigore dal 1999, dette PACS (Patti Civili di Solidarietà) [it].

La Chiesa Cattolica si è posta alla testa della mobilitazione contro il progetto di legge, temendo che questo apra la strada al riconoscimento dell’omogenitorialità [it] e della surrogazione di maternità. Come spiega il portale d'informazione paritaria e indipendente Le Nouvelles/News: l'autre genre d'info:

Le sujet est également un étendard des opposants au projet de loi, selon lesquels le droit à l'adoption pour les couples homosexuels ouvrira la voie aux mères porteuses.

La tematica ha una valenza simbolica anche per gli oppositori al progetto di legge, secondo cui il riconoscimento del diritto all’adozione da parte delle coppie omosessuali aprirà le porte alla surrogazione di maternità.

Il 17 novembre scorso un collettivo di associazioni si è unito della Chiesa Cattolica per sfilare [it] contro il progetto di legge nelle strade di Parigi e delle principali città francesi.

A fronte della massiccia partecipazione a questa mobilitazione, il Partito Socialista del Presidente Hollande, ha chiesto ai suoi sostenitori di organizzare una contro-manifestazione prevista per il 16 dicembre, durante la quale il dibattito si è inaspettatamente orientato verso la direzione temuta dalla Chiesa e dagli altri gruppi d'opposizione.

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Francia: manifestazione a sostegno del “matrimonio per tutti”. Foto di Pierre Selim ripresa da Flickr con licenza Creative Commons-BY-2.0

Secondo quanto riportato dal quotidiano Le Figaro [it] il 17 dicembre, infatti, Pierre Bergé (noto per essere stato il compagno dello stilista Yves Saint Laurent [it]), imprenditore, presidente dell'associazione per la lotta all'AIDS Sidaction e proprietario di Têtu, rivista della comunità LGTB [it], nel corso della manifestazione parigina a favore del “matrimonio per tutti” ha dichiarato:

«Nous ne pouvons pas faire de distinction dans les droits, que ce soit la PMA, la GPA ou l'adoption, souligne Pierre Bergé, président du Sidaction et fondateur de Têtu. Moi je suis pour toutes les libertés. Louer son ventre pour faire un enfant ou louer ses bras pour travailler à l'usine, quelle différence? C'est faire un distinguo qui est choquant».

«Non possiamo fare distinzioni tra i diritti, che sia la procreazione assistita, la surrogazione di maternità o l'adozione» – sottolinea Pierre Bergé, presidente dell'associazione Sidaction e fondatore della rivista Têtu. «Sostengo ogni tipo di libertà. Affittare il proprio utero per dare alla luce un bambino o prestare le proprie braccia per lavorare in fabbrica, che differenza c'è? Sono le discriminazioni a essere disdicevoli.»

La risposta di un prete cattolico su Twitter non si è fatta attendere:

@abbegrosjean: la phrase qui choque de P. Bergé a le mérite d'illustrer crûment la suite prévisible et attendue de ce #mariagepourtous

@abbegrosjean: la sconvolgente affermazione di P. Bergé ha il merito d'illustrare in modo palese la deriva prevedibile e attesa di questo #mariagepourtous (#matrimoniopertutti)

Il dibattito ha quindi preso un'altra piega e sempre sul portale Les Nouvelles/News: l’autre genre d’info si legge:

Les parlementaires d'opposition contre le mariage pour tous, rassemblés dans une ‘Entente parlementaire pour la famille', ont d'ailleurs aussitôt rebondi sur les propos de Pierre Bergé. Selon eux, ces propos sont «inadmissibles et montrent bien l'état d'esprit des promoteurs de ce texte ainsi que la considération qu'ils ont de l'enfant et de la femme»

I deputati d'opposizione contrari al matrimonio per tutti, riuniti in un “Accordo parlamentare a favore della famiglia” hanno subito reagito alle dichiarazioni di Pierre Bergé. Secondo loro, queste affermazioni sono «inamissibili e mostrano lo spirito che anima i promotori del testo di legge così come la considerazione che hanno per i bambini e per la donna»

Anche i gruppi femministi di sinistra cominciano a farsi sentire, come ad esempio Coralie Delaume che sul suo blog, l’Arène nue, dedica un post all'argomento intitolato Le riforme «della società», la sinistra e l'uguaglianza:

Il a toujours existé une gauche libérale. … Si l’on a coutume de considérer le libéralisme politique et culturel comme un tropisme « de gauche » et son versant économique comme l’apanage de « la droite » …  Alors qu’ils ne sont que les deux faces d’une même médaille, le développement du premier a créé les conditions de légitimation et l’environnement intellectuel propice au déploiement du second. …

Ainsi, cependant que les « libéraux économiques » abandonnent l'avenir aux bons soins du marché, le « libéraux culturels » – qui sont les mêmes – partent à l’assaut de droits individuels neufs. Mais – et c’est là qu’est le subterfuge – ils le font toujours « au nom de l’égalité ». …

Le mariage pour tous ? On le fera « au nom de l’égalité » … Mais de la seule égalité des droits, bien sûr. Car qui songe encore à lutter pour l’égalité des conditions ? …

Mais l’égalité des droits bénéficie surtout à ceux qui disposent des possibilités matérielles d’exercer lesdits droits.

La sinistra liberale è sempre esistita [...] Abitualmente si considera il liberalismo politico e culturale come una propensione «di sinistra» e la sua espressione economica appannaggio della «destra» [...] Quando di fatto non sono che le due facce della stessa medaglia, lo sviluppo del primo ha creato le condizioni per la legittimazione e il sostrato intellettuale propizio per la formazione del secondo. [...]

Di conseguenza, nonostante i «liberisti economici» lascino il futuro nelle mani del mercato, i «liberalisti culturali» – sempre gli stessi – partono alla conquista dei nuovi diritti individuali. Ma – e qui c'è il l'inganno – lo fanno sempre «in nome dell'uguaglianza» [...]

Il matrimonio per tutti? Si farà «in nome dell'uguaglianza»… Ma della sola uguaglianza dei diritti, s'intende. Chi mai pensa ancora a lottare per l'uguaglianza delle condizioni?

Ma la parità dei diritti va a beneficio soprattutto di coloro che hanno le possibilità economiche di esercitare tali diritti.

Un concetto che il messaggio di @HypathieBlog su Twitter sintetizza in modo perfetto:

Quand les femmes riches accepteront de louer leur ventre pour faire des enfants aux femmes pauvres, je serai pour la GPA [Gestation pour autrui : le terme politiquement correct pour mère porteuse, il faut noter que les mères porteuses sont interdites en France depuis 1991)

Quando le donne benestanti accetteranno di affittare il loro utero per mettere al mondo i figli delle donne indigenti, inizierò ad essere a favore della surrogazione di maternità (è il caso di specificare che la surrogazione di maternità [it], termine politicamente corretto per “utero in affitto” è proibita in Francia dal 1991).

Sono 12 i Paesi che oggi autorizzano formalmente i matrimoni per le coppie omosessuali (Sud Africa, Argentina, Canada e 9 Stati su 50 negli Stati Uniti); di questi 8 si trovano in Europa (Danimarca, Belgio, Spagna, Islanda, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo e Svezia). Intanto, gli oppositori al progetto di legge hanno indetto una manifestazione per il 12 gennaio 2013 a Parigi.

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