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Filippine: campagna contro l'auto-promozione diffusa dei politici

A meno di un anno dalle elezioni nazionali del 2013, molti netizen hanno lanciato una campagna di accusa contro la pratica piuttosto comune dei politici filippini di inserire ovunque il loro nome in una varietà di progetti finanziati o sostenuti dal loro partito.

Questi politici sono chiamati “epal”, che in gergo significa “cattura attenzione”: il termine deriva dal loro uso di fondi e programmi pubblici per promuovere la loro immagine attraverso manifesti e altri materiali pubblicitari.

I fondatori dell'iniziativa incoraggiano le persone a inviare foto che mostrano politici “epal” su #epalwatch blog [en, come i link successivi tranne ove diversamente indicato]. Un'apposita pagina Facebook conta oltre 33.000 “mi piace” e dozzine di testimonianze fornite da utenti preoccupati. È partita anche una collaborazione con l'azienda informatica locale Kwan Initiatives per il lancio dell'app Instapatrol per smartphone. Grazie a questo nuovo servizio, gli utenti di Instapatrol adesso possono facilmente condividere foto su inondazioni, traffico, buche e altri incovenienti di tutti i giorni, ma anche foto riguardanti i politici “epal”.

Gli esempi di immagini “epal” inviate a questi siti varia dallo spudorato all'ingegnoso. Sotto si può vedere un manifesto pubblicitario di una presunta dinastia politica nella provincia meridionale delle Filippine Davao del Sur descritta dal poster come un “ritratto di famiglia”.

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I muri lungo le strade principali e laterali, come quelli di Manila qui sotto, sono i più colpiti da questo tipo di manifesti.

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Stessa sorte per i mezzi pubblici.

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Ecco poi un manifesto di Halloween completo con i volti di esponenti governativi.

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Gli aiuti umanitari sono utilizzati contemporanemente per una “campagna elettorale anticipata.”

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Anche Facebook e altri social network sono stati invasi da questa tendenza. Questo è il cugino del presidente Noynoy Aquino, che a sua volta aspira a diventare senatore:

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Neanche il burro di arachidi è stato risparmiato.

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