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Italia: controversie della “Sanatoria 2012″ per i lavoratori clandestini

Lo scorso 16 luglio il governo Monti ha approvato un decreto legislativo per regolarizzare migliaia di lavoratori clandestini a certe condizioni su dichiarazione del datore di lavoro. Trascorsi diversi mesi, purtroppo, i risultati sono stati al disotto delle attese. Intanto, il video [it, come i link successivi, eccetto ove diversamente indicato] che segue, pubblicato sul sito dell'associazione di volontariato Naga spiega le condizioni e le modalità di applicazione di questo decreto:

 
Invece un primo consuntivo è stato al centro dell'intervento, pochi giorni fa, della rubrica “il professionista risolve” su Tgcom24.it:

Poco più di 134.000 le istanze inviate, meno della metà del potenziale pubblico interessato, che si è ipotizzato oscilli tra i 300.000 e i 500.000 soggetti.

Le condizioni poste hanno impedito di raggiungere i risultati attesi. La Cgil di Lecco ricorda ad esempio alcune delle modalità e condizioni previste dalla legge:

L’emersione può riguardare un rapporto di lavoro dipendente di qualsiasi settore, a tempo pieno, e per il solo lavoro domestico, anche a tempo parziale. Il rapporto di lavoro deve essere in corso almeno dal 9 maggio 2012.
Il datore di lavoro dovrà pagare la somma di 1.000 euro alla presentazione della domanda. Alla firma del contratto dovrà quindi dimostrare di avere versato contributi e retribuzione per almeno 6 mesi. Sono esclusi i datori di lavoro condannati per tratta o sfruttamento di prostituzione e minori, per aver dato lavoro a immigrati irregolari, per caporalato, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Louis Benjamin Ndong, in un post pubblicato sul blog del collettivo “Alzo La Mano Adesso”, pensa che:

Se da un lato questa regolarizzazione darà la possibilità a molte persone di uscire dalla propria condizione di invisibilità, conseguendo un riconoscimento anche da parte della società istituzionalizzata che finora l’aveva negato, dall’altro costituirà un nuovo ed ennesimo limbo per i tanti immigrati che, privi degli adeguati strumenti, quale un reale contratto di lavoro, si affideranno nelle mani di truffatori e venditori di bugie dell’ultima ora. Purtroppo la legge in questione, concepita in primo luogo per fare cassa, non possiede i vincoli necessari per arginare questo rischio …

Manifestazione a Brescia, 6 novembre. Foto di Zic Photo su Flickr, licenza CC.

Marco Massaroni scrive sul sito di giornalismo partecipativo FaiNotizia:

La disposizione transitoria, prevista dal decreto sulla regolarizzazione si è  presentata non priva di criteri restrittivi, controversie e difficoltà.
Da subito si sono espresse preoccupazioni sul fatto che questa regolarizzazione possa aprire spazi a numerose truffe, poichè in un Paese con centinaia di migliaia di irregolari è facile trovarne tanti disposti a pagare, anche a caro prezzo, la promessa di un permesso di soggiorno.

In un post di Meltingpot si legge:

I prezzi lievitano e dai 3.500/4.000 euro di media della scorsa procedura, sono passati a 5.000/8.000 euro per accedere a questa emersione.     

Un mercato dei diritti di soggiorno che nessuno vuole fermare e che anzi, proprio grazie alle scelte del Governo, trova sempre più spazio.

Eppure lo sanno tutti. Basta mettere il naso nei luoghi di incontro dei migranti nelle diverse città per scoprire questo o quel commercialista offrire emersioni facili a caro prezzo, questo o quel procacciatore che promette, dietro il pagamento di lauti compensi, di farti avere il tanto sperato permesso di soggiorno.

Pubblicogiornale.it ha caricato questo video che mostra una trattativa tra un migrante e un'agente che chiede 5.000 euro per la regolarizzazione della sua documentazione. E in quest'altro video di si vedono anche le facce.

I risultati ottenuti lasciano molti dubbi anche sulla loro credibilità. Massimiliano Zani, responsabile di CNA World Rimini spiega perché secondo lui questa sanatoria è da considerare un'occasione persa:

Intanto è da rilevare che non è assolutamente credibile la corrispondenza degli invii, rispetto all'attività svolta.

Basta il dato dei lavoratori provenienti dal Marocco, tradizionalmente assenti dal settore domestico; su un totale di 15.600 domande, ne sono state inviate ben 12.600 per lavori di colf o badante; lo stesso dicasi per il Bangladesh, Pakistan, Egitto, Senegal, Tunisia, ecc. Viene spontanea una domanda: se da questi Paesi non sono mai giunti lavoratori che si impiegavano nel settore domestico, come mai le domande sono concentrate in quell’area di attività? La risposta è evidente: infatti il costo per una richiesta relativa a colf e badante non supera i 2.000 euro (tra una tantum e contributi previdenziali), mentre in settori come l’edilizia, il commercio, o l’ agricoltura il costo può essere tra due a quattro volte maggiore.

E continua descrivendo come certi datori di lavoro aggirino la legge indicando nella domanda che il loro dipendente lavora come domestico o badante:

Ecco dunque che molti datori hanno optato di spendere al massimo euro 2.000, come previsto per l’emersione di una colf o badante a tempo parziale, rispetto ai €3/8.000 per l’emersione di un lavoratore a tempo pieno di ogni altro settore; ovviamente appena ottenuto il permesso di soggiorno, si potrà migrare in altro contratto di lavoro con lo stesso o con altro datore. Un altro elemento che ha influito sul modesto risultato è costituito dalla dimostrazione di essere stati presenti sul territorio italiano ininterrottamente, dal 31 dicembre 2011, con attestazione di un “organismo pubblico”.

Come poteva essere dimostrata quest'ultima condizione quando il clandestino, per la sua stessa condizione, rischia la prigione se viene scoperto? Infatti Antonio Maria Ricci ricorda sul suo blog:

Il reato è previsto nel  DLG 286/98 del 2009 detto pacchetto sicurezza Maroni.

Si articola in due parti: articolo 10 bis che istituisce il reato di clandestinità perseguibile penalmente con ammenda e/o reclusione e articolo 14 che prevede la sanzione amministrativa che comporta l’espulsione.

Per alleggerire questa richiesta sono state adottate le seguenti misure, come ricorda il blog ItAliena:

Saranno accettati, sempre se di data antecedente al 31 dicembre 2011: certificato di iscrizione scolastica del figlio del lavoratore straniero, tessere nominative dei mezzi pubblici, sanzioni stradali o amministrative o multe di ogni genere, titolarità di schede telefoniche di compagnie italiane (Tim, Wind, Vodafone, 3, ecc…), documenti rilasciati dai centri di accoglienza o ricoveri anche se religiosi o del privato sociale, documentazione rilasciata da ambasciate o consolati in Italia.

Solo che come clandestini non possono stipulare alcun contratto. Per avere un'idea del terrore di vedere finire nel nulla i tanti sacrifici vissuti dalla partenza dalla propria terra fino alla sognata Italia, Maruan racconta la storia di Blessed, una bambina di genitori nigeriani clandestini, sulla pagina Anolf – Giovani di 2° Generazione, in un post intitolato: La storia di Blessed, clandestina prodigio promossa con tutti dieci:

La sua pagella è l'unica rimasta a scuola, affissa in bacheca ma non ancora ritirata dai genitori, che la maestra sta provando a contattare da giorni. Se è vero che la legge italiana garantisce il diritto-dovere dei figli di immigrati di essere iscritti alla scuola dell'obbligo, indipendentemente dalla regolarità della propria posizione e da quella dei genitori (articolo 45 del DPR n. 394/1999), non c'è norma che tenga di fronte al terrore dei genitori di essere espulsi.

Un'altra esigenza che è risultata rilevante è quella di pagare 1000 euro per lavoratore e le altre spese dovute all'erario e all'INPS per 6 mesi. Doveva essere pagata dal datore di lavoro, in realtà è ricaduta sul lavoratore. Il sito francese bayediouf.seneweb.com calcola che, solo per i 6.296 senegalesi, il totale è di 12.056.918 euro circa e aggiunge [fr]:

Ce montant de quasi 8 Milliards CFa est le chiffre déboursé par nos compatriotes et en attendant la convocation pour le contrat de séjour et successivement le permis de séjour. En cas de rejet les sommes ne seront pas remboursées.

Tale importo di quasi 8 miliardi di franchi CFA è la cifra pagata dai nostri connazionali e in attesa della convocazione per la firma del contratto e, successivamente, permesso di soggiorno. In caso di rifiuto, gli importi non saranno rimborsati.

Influenzati dalla destra, i governi italiani, negli ultimi anni, hanno elaborato un'arsenale giuridico xenofobo. Eppure, secondo un rapporto del governo Berlusconi, tra il 2010 e il 2020 l’Italia dovrebbe registrare una diminuzione della popolazione in età attiva tra il 5,5% e il 7,9%. Ne conseguirà un bisogno di più immigrati. Nel 2011-2015 il il totale di questo fabbisogno potrebbe essere pari a circa 100mila, mentre dal 2016-2020 si prevede che si attesti a circa 260mila.

2 commenti

  • Nicu Marginean

    vorrei sapere cuando si prevede ii risultati dei permessi di soggiorno per chi a fato la sanatoria 2012.grazie

    • Il sito immigrazione.biz fa sapere: “Dovranno essere pagati entro il 16 novembre 2012 i contributi Irpef relativi alle retribuzioni arretrate di almeno sei mesi che dovrebbero andare da maggio ad ottobre.”

      Dopo questo ultimo passo tutto il processo di regolarizzazione sarà concluso, si dovrà aspettare le decisioni della burocrazia.

      Nel caso fosse interessato, ho letto che una seconda sanatoria potrebbe arrivare presto.

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