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Iran: le sanzioni bloccano medicine vitali?

In Iran la vita di sei milioni di ammalati è messa seriamente in pericolo dalla carenza di medicine causata dall'applicazione di sanzioni senza precedenti [en]. Il 15 ottobre scorso, infatti, i ministri dell'Unione Europea hanno deciso di indurire le sanzioni contro il Paese proibendo l'importazione di gas naturale dalla Repubblica Islamica. Le nuove sanzioni sono intese da parte dell'UE come uno strumento strategico che corre su due binari, quello della democrazia e quello della pressione. Tale strategia, però, genera duri effetti sui civili e, in particolare, sui malati iraniani. Un aspetto per nulla sconosciuto alla comunità internazionale.

Il Washington Post [en] ha affrontato l'argomento così:

“L'effetto (delle sanzioni) – dicono gli esperti – è particolarmente avvertito dai malati di cancro e dai pazienti affetti da malattie ancora più complesse come l'emofilia, la sclerosi multipla e la talassemia. Lo stesso dicasi per i pazienti in dialisi o per chi ha subito un trapianto. Nessuno di questi pazienti può subire interruzioni o ritardi nell'assunzione di medicinali”.

Fatemeh Hashemi, capo della Fondazione per le Malattie Speciali, ha espresso il suo pensiero  [en] sulla situazione dei sei milioni di pazienti in Iran che – a causa delle restrizioni bancarie – subiscono i duri effetti dell'importazione delle medicine. Ha sottolineato che i pazienti affetti da cancro e sclerosi multipla sono i più colpiti dalla carenza di medicinali, ma anche i malati di talassemia e i pazienti in dialisi stanno affrontando situazioni difficili. In una lettera [fa] al Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon ha chiesto “di sollevare le restrizioni poiché sono di natura politica e provocano in Iran danni senza scusanti sui pazienti”. Colpendo seriamente le transazioni finanziarie, le sanzioni hanno fatto aumentare i prezzi determinando, altresì, delle “carenze” in alcuni settori. Questo è quello che accade in Iran sebbene le sanzioni non prevedano di colpire direttamente la vendita delle medicine e delle apparecchiature mediche, ha aggiunto Hashemi.

Dov'è la mia medicina?

Qualcuno dice che è proprio questo il risultato desiderato dal rafforzamento delle sanzioni. In questo modo – almeno così si crede – si spinge gli ufficiali iraniani a trattare la spinosa questione del nucleare [en], facendo pagare alla società iraniana un costo inevitabile per il cambiamento. Rimangono insolute le domande: che accadrebbe se pagare un dazio così pesante non portasse a nulla? Chi deve assumersi le responsabilità per la perdita e la sofferenza dei civili in Iran? La comunità internazionale o le autorità iraniane?

Nel suo blog  [fa] Hesam fornisce una completa rassegna stampa sull'argomento e ha riportato le parole di un ammalato di talassemia (in merito alla carenza di medicinali):

“Ci vogliono prendere in giro! Ecco cosa credo!”

In un blog dedicato ai pazienti di sclerosi multipla, MS Irani, [fa] è pubblicata una lista di 50 medicine difficilmente reperibili; si tratta di un elenco che si allunga giorno dopo giorno. L'autore del blog sostiene che la crisi di medicinali che sta avendo luogo in Iran è senza dubbio un effetto delle sanzioni economiche. In questo momento la carenza colpisce i pazienti affetti da alcune malattie ma andrà sempre più estendendosi interessando la popolazione generale. Anche l'autore ripete che le sanzioni non colpiscono direttamente le medicine ma le transazioni finanziarie che – a loro volta – determinano la carenza dei medicinali. Inoltre, mette in guardia dagli effetti collaterali che si verificano dall'assunzione di medicine o materie prime importate dalla Cina e India con l'obiettivo di sopperire alle carenze; aggiunge, poi, che non sono solo gli effetti collaterali e la penuria a impedire l'accesso alla medicazione, ma anche l'impennata dal 30% al 40% dei prezzi ha contribuito a determinare questa crisi.

Nei C (fa) dice:

“Le sanzioni sono adesso a casa nostra. Mia nonna è stata operata poco tempo fa; non so se l'anestetico fa parte di quei prodotti colpiti dalla sanzione ma fatto sta che, quando l'infermiera ha rimosso i punti di mia nonna, non ha usato gli anestetici a causa della carenza di medicinali. Mia nonna è svenuta dal dolore … Mia zia – quella più giovane – è ammalata di sclerosi multipla. Non solo deve pagare molto di più rispetto a prima, ma ora deve anche fronteggiare questa crisi. Ci si preoccupa se si troverà sempre la propria medicina …. e tutto questo stressa parecchio il paziente di sclerosi multipla.”

Ahmad ha parlato di pazienti che soffrono di emofilia e pubblicato una lettera rivolta al capo dell'Organizzazione della Salute Mondiale (World Health Organization, WHO) nel suo blog (fa). La lettera descrive quanto sia duro e difficile per i pazienti emofilici avere le medicine a loro necessarie.

Marzieh, in un blog post chiamato “Sanzione è il sinonimo chic di guerra” (fa) dice:

“Le sanzioni ci possono provocare un aumento di prezzi, ma stanno anche prendendo la vita di molte persone. Se qualcuno muore in guerra o durante un conflitto armato, la gente prende delle posizioni a riguardo; ma non si sa quante persone – sottoposte alle sanzioni – muoiono, quanti sono uccisi o hanno perduto la vita. La guerra è uno strumento di morte rumoroso, mentre le sanzioni agiscono in silenzio. Sembra che abbiano zittito una guerra in corso. Forse non per tutti, ma per coloro che stanno lottando contro alcune malattie, le sanzioni possono essere più crudeli delle guerre perché lasciano i malati da soli con i loro problemi. I problemi dei singoli individui, non della massa. Di conseguenza il dolore non trapela dalle notizie, dalle analisi o dalle dichiarazioni sui diritti umani.”

L'immagine del titolo è ripresa dal sito dell’Istituto Nazionale della Salute USA.

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