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Argentina: crescono le proteste di piazza

Giovedì scorso 8 novembre si è svolta un'altra massiccia manifestazione a livello nazionale, contrassegnata dall'hashtag #8N, [es, come gli altri link eccetto ove diversamente indicato], sigla che si riferisce alla data della mobilitazione. I cittadini sono stati convocati in massa attraverso le reti sociali, e durante la giornata sono stati pubblicati su Twitter opinioni, aggiornamenti, foto e video della manifestazione, con l'hashtag #8NYoVoyPorQue (8N Io ci vado perché) per gli interventi a favore, e #8NYoNoVoyPorQue (8N Io non ci vado perché) per quelli contrari.
In un post precedente [it] si è parlato delle ragioni della protesta e il sito Argentinos Indignados risponde alla domanda “Perché mobilitarci?” elencandone i motivi, tra cui:

  • Te dicen en qué divisa tenés que ahorrar; pero convirtieron a la nuestra en apenas papelitos de colores que no son reconocidos en el mundo y que se devalúan diariamente.
  • Liberan asesinos y otros criminales para que asistan a sus actos políticos.
  • La pobreza sigue igual, las villas crecen y se gastan millones en propaganda política como “fútbol para todos”.
  • La libertad de expresión se va convirtiendo de a poco en un recuerdo.
  • Los amigos del poder van monopolizando la información.
  • La Presidente abusa de la Cadena Nacional, cual Estado totalitario
  • Sus aliados de otros países son lo peor que tiene la comunidad internacional. Argentina esta cada día más excluída del mundo.
  • La calle es de los delincuentes, y los terroristas son amigos privilegiados del gobierno.
  • Quien piensa distinto es un enemigo.
  • Sus seguidores tienen un grado de fanatismo capaz de justificar todo, hasta el adoctrinamiento infantil y la corrupción.
  • El nivel de corrupción de sus funcionarios es el más alto que se tenga memoria.
  • Ti dicono con quale valuta devi gestire i tuoi risparmi, ma hanno ridotto la nostra moneta in pezzi di carta colorati che non sono riconosciuti nel resto del mondo e si svalutano di giorno in giorno.
  • Scarcerano assassini e criminali affinché assistano ai loro atti politici.
  • La povertà è sempre la stessa, le baraccopoli si moltiplicano mentre si spendono milioni in propagande politiche all'insegna di “calcio per tutti”.
  • La libertà di parola sta piano piano diventando un ricordo.
  • Gli amici di chi è al potere stanno monopolizzando l'informazione.
  • La “Presidenta” abusa di Cadena Nacional, come in uno stato totalitario.
  • I nostri alleati sono i peggiori all'interno della comunità internazionale. L'Argentina è sempre più esclusa dal resto del mondo.
  • Le strade sono in mano ai delinquenti, mentre i terroristi sono amici privilegiati del governo.
  • Chi la pensa diversamente è considerato un nemico.
  • I sostenitori del governo hanno raggiunto un livello di fanatismo tale da far loro giustificare tutto, dall'indottrinamento dei bambini alla corruzione.
  • Il grado di corruzione dei funzionari di governo è il più alto di cui si ha memoria.

Avenida 9 de Julio a Buenos Aires, dalla pagina Facebook “Yo no voté a la Kretina y Ud?”

Il blog Digo Pavadas ha pubblicato un'analisi precedente alla manifestazione:

¿De que puede servir mas que para sentar un nuevo precedente de que este gobierno es sordo a lo que no le conviene escuchar? Saldrá en los diarios del mundo, dirán que el gobierno no responde, generará mas desconfianza internacional, etc. Para la hora en que se ha citado el acontecimiento, todos los diputados, senadores y ministros, estarán plácidamente mirando por televisión a la muchedumbre enardecida que “se da el gusto” de protestar (dirán).

A cosa può servire protestare, se non a creare ancora un esempio di quanto il governo sia sordo rispetto a ciò che non gli conviene ascoltare? La notizia sarà diffusa dalla stampa internazionale, si dirà che il governo non risponde alle contestazioni, si verrà a creare ancora più sconforto in tutto il mondo ecc. All'ora per cui è convocata la marcia, i deputati, i senatori e i ministri saranno tranquillamente davanti alla televisione guardando la massa in collera che, diranno loro, si diverte a protestare.

Nel blog si spiega anche a chi bisognerebbe rivolgere la protesta:

Nuestro país es muy presidencialista, por eso todos creen que la culpa de como nos va es de quien sea el presidente, pero en realidad, la culpa es de los cómplices representantes del pueblo que se dejan manipular por el poder ejecutivo. Por eso insisto, es a ellos a los que hay que reclamar que hagan su trabajo y que escuchen a las personas que los votaron.

Il nostro paese è molto presidenzialista, e perciò tutti pensano che la colpa di come vanno le cose sia del presidente, chiunque esso sia; in realtà però, la colpa è dei rappresentanti del popolo complici del governo, che si fanno manipolare dal potere esecutivo. È per questo che, insisto, dobbiamo esigere da loro che facciano il proprio lavoro e che ascoltino le persone che hanno votato per loro.

Utilizzando l'hashtag #8NYoVoyPorQue (8N Io ci vado perché), gli argentini hanno condiviso su Twitter le ragioni per manifestare. Daniel Ferrero (@Turis2364), per esempio, ha scritto:

 @Turis2364: #8NYoVoyPorque se respete a la justicia “#8N

@Turis2364: #8NYoVoyPorque perché la giustizia venga rispettata. “#8N

Martín Rodriguez (@jabberwocky_MR) dice che ama l'Argentina ed è stufo dei politici. Anche Jose Marchmar (@josemachmar96) scrive che desidera un paese dove ci sia libertà di parola e dove si rispetti la Costituzione.

Immagine ripresa dal sito http://argentinosindignados.com

Invece c'è chi ha condiviso, con l'hashtag #8NYoNoVoyPorQue, i propri motivi per non prendere parte alla mobilitazione. Per esempio, Cristian Hendriksen (@CrisHendriks) ha scritto:

@CrisHendriks: #8NYoNoVoyPorque se están produciendo cambios históricos sobre igualdad e inclusión en mi país y quiero que se profundicen! #VivaArgentina

@CrisHendriks: #8NYoNoVoyPorque (8N Io non ci vado perché) nel mio paese si stanno producendo cambiamenti storici che riguardano l'uguaglianza e l'integrazione, e voglio che siano portati avanti! #VivaArgentina

Come altri utenti di Twitter che hanno utilizzato questa etichetta, anche Ivana (@ivistub) dice di non voler prendere parte alle manifestazioni, perché “per cambiare il paese non bisogna lamentarsi, ma andare a votare”.
Secondo quanto riporta l'agenzia di stampa Telam, molti politici dell'opposizione hanno preso parte alla marcia o all'appello:

A diferencia de la marcha concretada el 13 de Septiembre, donde los organizadores se presentaban como independientes de cualquier agrupación política, la realidad señala que ahora los caceroleros ya no podrán despegarse del intento opositor que busca capitalizar esa movilización.

La differenza tra questa protesta e quella che ha avuto luogo il 13 settembre scorso, i cui organizzatori si sono presentati come indipendenti da qualsiasi organizzazione politica, è che ora la realtà ci dimostra che ormai i manifestanti non possono più evitare che l'opposizione tragga vantaggio da questo movimento.

La pagina Facebook Yo no vote a la Kretina y Ud? (Io non ho votato la Kretina, e tu?), una delle pagine che hanno organizzato la manifestazione, ha avvertito:

Gente, importante:
Estoy leyendo en algunos grupos que quieren pedir que la Presidente renuncie en el acto……
NO SE ENGANCHEN
No pedimos la renuncia de nadie!
Pedimos que hagan las cosas bien!!!!!!!
Por favor, no demos letra a idiotas que nunca faltan!

Gente, importante:
sto leggendo in alcuni gruppi che si vuole chiedere al Presidente di dimettersi immediatamente…..
NON CREDETECI
Noi non vogliamo chiedere le dimissioni di nessuno!
Noi chiediamo solo che facciano per bene il loro lavoro!!!!!!
Per favore, non ascoltaimo gli idioti che non mancano mai!

Gli argentini si sono riuniti in tutto il paese in diverse città, tra cui Mendoza, Córdoba, Santa Fe, Rosario, Salta e Tucumán. L'affluenza maggiore è stata a Buenos Aires, sia all'Obelisco che in diversi quartieri e città della provincia.
Anche gli argentini residenti all'estero si sono fatti sentire, secondo quanto riportato da Infobae, che ha anche pubblicato le immagini mandate dai manifestanti:

Los cacerolazos se iniciaron en Sidney y se extendieron por VienaGinebraBerlín,RomaMilánParísBarcelonaMadrid y Londres. El común denominador de quienes fueron y de quienes se expresaron en Twitter es el rechazo a ciertas políticas del Gobierno.

Le proteste a suon di pentole sono iniziate a Sidney e si sono diffuse a Vienna, Ginevra, Berlino, Roma, Milano, Parigi, Barcellona, Madrid e Londra. Il denominatore comune di chi ha partecipato e di chi ha condiviso i propri pensieri su Twitter è il rifiuto di certe politiche del Governo.

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