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Caraibi: banane come fonte di energia rinnovabile?

Un post pubblicato lo scorso anno, riguardante l'uso delle banane per la produzione di biocarburante, ha spinto Dane Gibson a porre alcune questioni relative al settore delle energie rinnovabili nel piccolo Paese caraibico di Santa Lucia.

Sul blog The Power of Bananas, Laura Eco ha messo in evidenza un progetto di imprenditoria energetica [en, come tutti i link tranne ove diversamente segnalato]:

Il progetto viene portato avanti dalla Applied Renewables Caribbean, e mira all'utilizzo degli scarti risultanti dal commercio di banane di Santa Lucia per produrre energia eco-compatibile; allo stesso tempo, ciò permetterà ai coltivatori di banane locali di arrotondare i loro guadagni vendendo gli scarti delle loro coltivazioni.

Banana tree

Banane come fonte di energia rinnovabile?
Immagine: MrTopher su Flickr (CC BY-NC-ND 2.0)

In un post del 13 ottobre sulla pagina Facebook  St Lucians Aiming for Progress, si pone la seguente domanda:

Il Dr Anthony ha recentemente affermato che molte persone sono andate a bussare alla sua porta per presentargli iniziative incentrate sull'energia rinnovabile. Quali sono le azioni intraprese dal Governo per seguire il fenomeno e attuare le necessarie verifiche per poter coltivare alternative energetiche a Santa Lucia? E quali passi farà per ridurre la volatilità dei prezzi dell'elettricità, attirando così investitori stranieri? Con la chiusura programmata della raffineria Hess, sarebbe possibile pensare di trasformarla parzialmente in un impianto di energia rinnovabile di qualche tipo, dato che ai cittadini di Santa Lucia non è stata presentata alcuna novità in merito. Solo qualche suggerimento per rianimare il cuore pulsante della nazione.

Jimmy Fletcher, attualmente al Ministero per il Servizio Pubblico, lo Sviluppo Sostenibile, l'Energia, la Scienza e la Tecnologia, ha risposto a Gibson dapprima occupandosi del lavoro della Applied Renewables Caribbean, la compagnia menzionata in precedenza nel post:

Il Ministero per lo Sviluppo sostenibile, l'Energia, la Scienza e la Tecnologia ha collaborato con il signor Ken Aldonza per portare avanti questa eccellente iniziativa. Ho visitato personalmente il suo impianto di Vieux Fort più di quattro mesi fa, e in seguito a quella visita il mio Ministero ha collaborato ulteriormente con il signor Aldonza, cercando di assicurare al suo progetto il reperimento di altri fondi. Come ministro per l'Energia ho anche scritto all'Ente Nazionale per lo Sviluppo (NDC) per tentare di ottenere le attrezzature di una delle sue fabbriche vuote senza canone d'affitto, o perlomeno usufruendo di sovvenzioni, il che permetterebbe a Ken Aldonza di spostare le proprie operazioni in un luogo più spazioso e conveniente.

Fletcher ha fornito rassicurazioni sul fatto che il Governo stia lavorando per lo sviluppo del settore delle energie rinnovabili, e ha promesso di tenere i cittadini aggiornati sui progressi fatti:

Nel prossimo futuro, al momento opportuno forniremo maggiori dettagli sulle azioni da noi intraprese per incoraggiare lo sviluppo di un settore di energie rinnovabili e un maggiore utilizzo di dispositivi ad alta efficienza energetica. Per ora possiamo assicurare che sono molti i progetti in ballo volti alla riduzione della nostra dipendenza dai combustibili fossili per la produzione di energia, con la conseguente riduzione del costo dell'elettricità per gli abitanti di Santa Lucia.

In un commento, Nadia Cauzabon suggrisce che il Governo pensi al biogas come a un carburante alternativo per i coltivatori:

Il potere della cacca di maiale: due modelli di digestore di biogas a basso costo sono stati sperimentati in varie zone di Santa Lucia, come Soufriere, Dennery, Laborie, VFort e Micoud. Il gas prodotto può essere utilizzato per generare elettricità per una fattoria, oppure per la rete elettrica stessa, per l'illuminazione, per cucinare e persino per far maturare le banane. Ministro Jimmy Fletcher, mi piacerebbe che assistesse i coltivatori che hanno già installato i digestori e possono utilizzare il gas per produrre elettricità.

Nadia sottolinea che il biogas può essere utilizzato anche in ambito domestico:

Il ministro può anche prendere in considerazione l'utilizzo dei digestori anche a livello domestico. Nei Caraibi possediamo il know how necessario, in Giamaica, dove il CASE (Istituto per l'Agricoltura, la Scienza e l'Educazione) ha convertito la fossa biologica di una scuola maschile in un digestore, utilizzando poi il gas per il funzionamento delle cucine. Negli anni '90 un progetto GTZ ha sperimentato digestori in acciaio; un coltivatore di Bois D'Orange ha usato il gas prodotto per cucinare a casa propria, e nel corso degli ultimi due anni ha messo fuori uso il proprio digestore e, per la prima volta in 15 anni, ha dovuto acquistare un serbatoio di gas per cucinare.

Cauzabon prega anche il Governo di assicurarsi che le fattorie non mettano a rischio la salute pubblica:

Inoltre, vorrei che Lei e il ministro dell'Agricoltura rendeste OBBLIGATORIO, per ogni allevamento di maiali o altri animali, il possesso di un qualche tipo di dispositivo per la gestione dei rifiuti (digestore, compost o altro), in modo tale da garantire la pulizia dei corsi d'acqua di Santa Lucia. I livelli di batteri fecali superano, in alcuni fiumi, i limiti consentiti, e mettono seriamente a rischio la salute umana; alcune comunità hanno problemi concreti di disturbi gastro-intestinali, riconducibili con tutta probabilità alla scarsa qualità dell'acqua potabile.

Rispondendo alla Cauzabon, Fletcher esprime il proprio rimpianto per gli ulteriori progressi che si potevano fare in quest'area e non sono stati fatti:

Nadia, è un peccato non aver fatto maggiori progressi con i biodigestori. Quando lavoravo alla Divisione Ricerca e Sviluppo del Ministero dell'Agricoltura, negli anni '90, c'era molto interesse sia per i biodigestori che per gli essiccatori solari, e stava emergendo l'impegno per migliorare le tecnologie disponibili. Ricordo il progetto targato GTZ degli anni '90, e anche il lavoro svolto sugli essiccatori solari dal professor Clem Sankat e altri ancora presso l’UWI. Due anni fa, quando ero alla OECS [it], ho avviato un dialogo con UNIDO per collaborare alla costruzione di essiccatori solari nel nostro Paese. Tutto ciò serve a far comprendere che sono d'accordo con te sul fatto che sia doveroso, da parte nostra, esplorare tutte le applicazioni pratiche dell'energia rinnovabile e sostenibile, e fornire inoltre il supporto necessario per l'assimilazione di tali tecnologie da parte dei cittadini. Per quanto riguarda i digestori hai assolutamente ragione, hanno il valore aggiunto di porre rimedio all'annoso problema della gestione dei rifiuti in fattorie e allevamenti.

Pur essendo felice per le prospettive di sviluppo del biocarburante, Jana Auguste è preoccupata per la sua sostenibilità:

Mi elettrizza vedere attivarsi, a Santa Lucia, tutte queste iniziative di energia rinnovabile; in quanto esperta di sostenibilità resto però in apprensione davanti all'utilizzo del cibo come materia prima, per ragioni che credo siano ovvie: sfruttamento del suolo, costi… e così via.

L'ex ministro dell'Agricoltura, Ignatius Jean, ha anche posto alcuni interrogativi riguardo a questa eventualità:

Buona idea. Tuttavia, ora che la banana non può più essere definita “oro verde”, come pensi di attirare gli ex produttori e convincerli a produrre nuovamente banane per ottenere metano? Quale prezzo ne ricaverà la banana, inclusa ogni sua parte, dall'impianto di generazione dell'energia? Non sono sciocchezze. La capacità di generazione dell'azienda elettrica LUCELEC equivale a oltre 66 Kw, perciò quali sono le proiezioni mirate alla realizzazione di questa nuova idea?

Proprio come Jana Auguste, Jean è preoccupato per la sostenibilità della produzione di biocarburante, e ritiene più preferibili altre fonti di energia rinnovabile:

Dato l'elevato costo di produzione delle banane e i rischi annessi e connessi, nonchè le “cattive pratiche di produzione”, personalmente mi ispirano maggiore fiducia il geotermico, il solare e l'eolico.

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