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Angola: polemiche sulle relazioni economiche con il Portogallo

Per anni l'Angola ha vissuto all'ombra del Portogallo, ma oggi il rapporto si è invertito e sono i soldi dei turisti angolani a gonfiare le casse dei negozi di lusso portoghesi. Secondo lo studio diffuso da Visa Europe “Mediterranean Rim Tourism Monitor” [en], i turisti angolani hanno speso più di 87 milioni di euro tra il gennaio e l'aprile di quest'anno, 30 milioni di euro in più rispetto ai 56.9 milioni di euro spesi durante l'intero 2011.
In ogni caso si tratta di una tendenza in netto contrasto con la realtà africana in cui la maggior parte delle persone vive con meno di 100 dollari al mese, come sottolinea [pt, come i link successivi eccetto ove diversamente specificato] il giornalista angolano, Orlando Castro, nel suo blog Alto Hama:

o perfil do povo angolano, que representa 70% da população, é pé descalço, barriga vazia, vive nos bairros de lata, é gerado com fome, nasce com fome e morre pouco depois com… fome.

il prototipo del cittadino angolano che rappresenta il 70% della popolazione, va a piedi nudi, pancia vuota, vive in baracche, nasce, vive e muore giovane e…affamato.
Il contrasto tra lo sviluppo e la povertà a Luanda. Foto di mp3ief no Flickr (Licenza Creative commons)

Il contrasto tra lo sviluppo e la povertà a Luanda. Foto di mp3ief su Flickr (Licenza Creative Commons)

Secondo il giornalista, i turisti angolani che spendono i loro soldi in Portogallo sono in maggioranza “uomini, quarantenni, impresari del mondo delle costruzioni, ex militari o legati in qualche modo al governo”.

Gli angolani, che rappresentano più del 30% del mercato di lusso portoghese, spendono circa 350 euro per ogni bene comprato, aggiunge il giornalista Orlando Castro:

É comum uma loja de luxo facturar, numa só venda, entre 50 e 100 mil euros, pagos por transferência bancária ou cartão de crédito.

Succede spesso che un negozio di lusso, fatturi in un solo movimento dai 50 ai 100 mila euro, che vengono pagati tramite trasferimento bancario o carta di credito.

Le spese dei turisti angolani e di quelli mozambicani, sono quelle che hanno registrato l'aumento maggiore in Portogallo. L'Angola è ormai il secondo nella classifica dei maggiori compratori dei prodotti portoghesi.

Lo studio di Visa Europe, rivela inoltre che i prelievi di denaro ammontano ad un totale di 220 milioni di euro fra gennaio ed aprile 2012, “essendosi verificato un aumento considerevole delle spese da parte dei turisti in vacanza in Portogallo in quasi tutti i settori”.

All'inizio dell'anno il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz ha dichiarato che l'entrata dei capitali angolani contribuirebbe al “declino” del Portogallo, dato che il denaro proveniente da stati in cui la democrazia non è rispettata, mette in questione i principi stessi della democrazia portoghese.

Cisco António, nel sito della Associação Cívica de Cabinda Mpalabanda ha ripreso le parole di Martin Schulz:

Esse é o futuro de Portugal: o declínio, também um perigo social para as pessoas, se não compreendermos que, economicamente, e sobretudo com o nosso modelo democrático, estável, em conjugação com a nossa estabilidade económica, só teremos hipóteses no quadro da União Europeia.

Questo è il futuro del Portogallo: il declino che include un pericolo per la società se non capiamo in tempo che nel quadro dell'Unione Europea possiamo continuare ad esistere solamente con un modello democratico stabile unito alla nostra stabilità economica.

Secondo il presidente del Parlamento Europeo, il Portogallo dovrebbe guardare all'Europa, in cui però la maggior parte degli stati sta sperimentando una forte crisi. Per uscire da questa situazione il Portogallo si sta invece orientando verso stati in cui la democrazia è considerata un’ “utopia”, come nel caso dell'Angola e della Cina.

Publicidade a banco angolano no aeroporto de Lisboa. Foto de Chiva Congelado no Flickr (CC BY-NC-SA 2.0)

Pubblicità di una banca angolana all'aeroporto di Lisbona. Foto di Chiva Congelado su Flickr (Licenza Creative Commons)

Nel sito Maka Angola il giornalista Rafael Marques de Morais racconta:

os grandes parceiros económicos de Angola, como a China, Brasil e Portugal têm alimentado, de forma directa, a corrupção, através de concessão de linhas de crédito por petróleo e acordos económicos bilaterais opacos.

i più importanti soci economici dell'Angola, come la Cina, il Brasile ed il Portogallo hanno fomentato la corruzione attraverso la concessione di linee di credito in cambio di petrolio e oscuri accordi economici bilaterali.

Nonostante questo il governo portoghese continua a chiedere la collaborazione dell'Angola e come scrive Rafael Marques de Morais

tais comportamentos asseguram que pouco ou nada se altere em Angola, excepto o dinheiro envolvido que se torna cada vez mais apetecível.

questi comportamenti fanno si che poco o niente cambi in Angola eccetto il denaro in gioco, ogni giorno più appetibile

Nel blog Pegadas Luís Moreira afferma:

a pouco a pouco o dinheiro angolano vai dominando empresas e sectores económicos em Portugal, desde a banca, à comunicação social, aos sectores agrícolas do azeite e do vinho.

poco a poco il denaro angolano inizia a dominare imprese e settori economici portoghesi, dalle banche alla comunicazione sociale, dai settori agricoli dell”olio e del vino.

Un articolo [de] pubblicato a fine luglio da Deutsche Welle indica che per il ministro portoghese degli affari parlamentati, Miguel Relvas, le relazioni con l'Angola sono “indissolubili, per questo motivo si registra un aumento degli investimenti angolani in Portogallo”. Il ministro fu coinvolto nella chiusura di un programma della radio pubblica nel gennaio del 2012 dopo l'emissione di un servizio in cui veniva criticato il controllo della comunicazione sociale portoghese da parte di gruppi economici angolani, come raccontato anche da Global Voices.

Luís Moreira, nel blog Pegadas, sostiene:

o grande problema de aceitarmos como sócios países não democráticos e sem estado de direito é que os novos sócios, rapidamente, olham para o nosso país como olham para o deles. Tudo se compra, não há limites à trafulhice, nem à ganância.

il grande pericolo del legarci come soci a Paesi non democratici e senza uno Stato di diritto è che i nostri nuovi soci in breve pensino che siamo uguali a loro. Tutto si compra, non ci sono limiti all'ingordigia nè al guadagno.

Nel maggio del 2011 la Invest Lisboa, socia di AICEP (Agência para o Investimento e Comércio Externo de Portugal), ha organizzato una conferenza a Luanda destinata ad attrarre investitori angolani, un gruppo specifico di impresari dotati delle capacità e dei mezzi per investire a livello internazionale, e lo slogan era ‘Lisbona è la vostra capitale europea’ [en].

Nel blog, Maka Angola, riferisce:

entre o investimento legítimo e o branqueamento de capitais, Portugal contínua a ser o destino preferido dos ricos angolanos e a sua melhor lavandaria financeira.

fra l'investimento legittimo ed il riciclaggio di soldi sporchi, il Portogallo continua ad essere la meta preferita dei ricchi angolani e la loro migliore lavanderia finanziaria.

Il sito Circulo Angolanos Intelectual sottolinea:

O novo-riquismo angolano em todo o seu esplendor, têm muito dinheiro e gastam muito dinheiro, todos viajam muito, por todo o mundo, compram palácios, mansões, não têm mãos a medir dado o seu incomensurável poder aquisitivo. É assim a vida dos mais ricos e mais abastados angolanos, continuam na rota do dinheiro indiferentes a pobreza da maior parte da população angolana. As desigualdades sociais em Angola, Luanda em particular, são enormes, aberrantes e absurdas para um país que ainda não se afirmou e tarda em encontrar-se.

i nuovi ricchi angolani in tutto il loro splendore hanno molto denaro. E ne spendono molto, viaggiano molto, dappertutto, comprano palazzi, proprietà e si permettono di tutto dato il loro potere acquisitivo illimitato. Ed in questo modo segue la vita degli angolani più abbienti e ricchi, indifferenti alla povertà della maggior parte dei propri connazionali. Le diseguaglianze sociali in Angola ed in particolare a Luanda, sono enormi. Aberranti ed assurde per un Paese che non si è ancora affermato internazionalmente e non ha ancora un'identità propria.

Il Portogallo continua dunque a essere un destino obbligatorio per gli angolani ricchi che continuano a scommettere sul Paese, nonostante la crisi economica che sta danneggiando l'Europa.

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