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Nicaragua: azienda telefonica CLARO censura i clienti

Lo scorso 29 novembre un gruppo di clienti insoddisfatti ha deciso di aprire il blog Claro que NO! [es, come gli altri link eccetto ove diversamente indicato], per protestare contro il cattivo servizio e la scortesia degli impiegati della società di telecomunicazioni CLARO Nicaragua, succursale del gruppo América Móvil [en], che appartiene al messicano Carlos Slim Helú (l'uomo più ricco del mondo).

In meno di tre giorni, l'azienda ha reagito a questa iniziativa bloccando il sito, e cercando in questo modo di impedire che i clienti insoddisfatti si potessero esprimere liberamente attraverso internet. Molti utenti hanno manifestato il proprio disaccordo sui blog, su Twitter e Facebook.

Juan Ortega è stato uno dei primi a scrivere su questo argomento nel suo blog juanortega.info:

Esto claramente atenta no solo a la neutralidad de la red, sino que es una clara violación a nuestro derecho de libertad de expresión en cualquier medio, por lo que esperemos que Claro Nicaragua se pronuncie al respecto, y rectifique su error. Mientras tanto, invito a todos mis colegas blogueros, tumbleros, y demás, a que denuncien por cualquier vía lo que está sucediendo, en twitter pueden encontrar mas información, de igual forma se está siguiendo el caso con el hashtag #clarobloqueo.

Chiaramente questo non solo è una minaccia alla neutralità della rete, ma anche un'evidente violazione del nostro diritto alla libertà di espressione in qualunque mezzo di comunicazione, e quindi speriamo che Claro Nicaragua riconosca il proprio errore e lo corregga. Intanto invito tutti i miei colleghi di blog, tumblr e altro a denunciare con qualunque mezzo quello che sta succedendo. Si possono trovare maggiori informazioni su Twitter, dove si sta seguendo il caso con el hashtag #clarobloqueo.
Immagine per la campagna contro la censura.

Immagine per la campagna contro la censura.

A questo proposito il blogger Adolfo Fitoria commenta:

Esto sienta un terrible precedente, en un futuro podrían bloquear a otras empresas competidoras, blogs independientes, alguna aplicación que no les convenga y a como ya hacen: limitar ancho de banda en cierto sitios como youtube.
No esperen ver nada de esto en los medios, no creo que publiquen algo al respecto ya que casi NUNCA critican a esta empresa, que es una de las que mas gasta en publicidad en el país, y los medios escritos que por esta época mueren no tienen otro palo donde ahorcarse.

Questo costituisce un terribile precedente: in futuro potrebbero venire bloccati i siti di aziende concorrenti, blog indipendenti, applicazioni non gradite e, come già si fa, potrebbe venire limitata la larghezza della banda per alcuni siti come YouTube.
Non aspettatevi di vedere niente di tutto questo sui media: non credo che pubblicheranno qualcosa su questo argomento, dato che non criticano quasi MAI questa azienda, che è fra quelle che più spendono in pubblicità nel Paese, e i giornali, che in questo momento rischiano di morire, non hanno altra scelta.

Allo stesso modo, Leandro Gómez, sul suo blog comuNIdad, afferma:

Esta acción ilegal de parte de Claro Nicaragua puede representar el comienzo de una nueva era para los ciudadanos digitales en Nicaragua. Si esta empresa, una organización privada extranjera, no tiene el menor reparo en prohibirte visitar sitios que los critican abiertamente, el día de mañana podrían comenzar a bloquear otros sitios; por presiones políticas, por conveniencia económica, o porque simplemente les dió las ganas, y nosotros, los ciudadanos de este país no vamos a poder hacer absolutamente nada.

Questa azione illegale da parte di Claro Nicaragua può rappresentare l'inizio di una nuova era per i cittadini digitali del Paese. Se questa azienda, che è una organizzazione privata straniera, non ha nessun problema a proibire di visitare siti che la criticano apertamente, in futuro si potrebbero iniziare a bloccare altri siti: per pressioni politiche, per convenienza economica, o solo perché qualcuno ne ha voglia, e noi, cittadini di questo Paese, non potremo farci proprio niente.

I blog non sono stati l'unico mezzo per manifestare il rifiuto contro l'iniziativa di Claro: anche le reti sociali come Twitter (@CQN_Nicaragua) e Facebook sono state utili per informare su quanto è avvenuto. I blogger nicaraguensi hanno unito le proprie voci per denunciare questo fatto nelle reti sociali, e grazie alla loro insistenza hanno ricevuto una risposta molto poco convincente da parte di CLARO, che sostiene di non avere bloccato niente e che quanto accaduto sia stato dovuto alla configurazione del server. L'amministratore del sito www.claroqueno.com ha ribattuto di non avere mai eseguito una configurazione con lo scopo di impedire agli abbonati CLARO di accedere alla pagina web.

Da parte sua, il 13 dicembre l'utente ufficale Twitter @ClaroNicaragua ha affermato:

@evialejandrina Ya le indicamos a @nim_rod que no hemos bloqueado esa página y que no hay ningún inconveniente

@evialejandrina abbiamo già indicato a @nim_rod che non abbiamo oscurato questa pagina e che non c'è nessun problema.

Quello stesso giorno, il direttore marketing di CLARO Nicaragua ha pubblicato un articolo sul quotidiano La Prensa, facendo riferimento al vandalismo e alla diffamazione contro le imprese che possono essere messi in atto nelle reti sociali attraverso l'uso di utenti falsi. Anche se non riportava il caso di claroqueno.com, l'articolo ha provocato molte proteste nella comunità Twitter del Nicaragua.

Il movimento dei blogger indipendenti è stato l'unico a denunciare il fatto; il mezzi di comunicazione tradizionale non hanno pubblicato niente sulla censura esercitata da parte di CLARO Nicaragua verso i propri clienti. Il 25 dicembre CLARO Nicaragua ha tolto la censura, consentendo nuovamente l'accesso al sito. SuTwitter, ClaroQueNo (@CQN_Nicaragua) si è rallegrato:

Ganamos! aparentemente @claronicaragua al fín enmendó su error y levantaron el bloqueo. Por favor entren a http://claroqueno.com y confirmen

Abbiamo vinto! apparentemente @claronicaragua alla fine ha rimediato al suo errore e rimosso la censura. Per favore aprite la pagina http://claroqueno.com e confermate.

In un articolo del giornalista Oliver Gómez, pubblicato mercoledì 28 dicembre sul quotidiano El Nuevo Diario, CLARO Nicaragua ha riconosciuto di avere oscurato il sito, sostenendo di avere preso questo provvedimento a causa delle calunnie e falsità contro CLARO ivi pubblicate. Azalia Salmerón, responsabile della Comunicazione Corporativa, ha dichiarato: “Rispettiamo la libertà di espressione, ma non la spregiudicatezza e la diffamazione”.

Il gruppo Claro que NO! ha celebrato la sua vittoria e confermato il proprio impegno a collaborare con gli utenti insoddisfatti; le sue pagine Twitter e Facebook, così come il sito web, continuano a essere attivi e a ricevere nuove denunce da pubblicare.

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