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Iran: Blogger rischia la pena di morte per offesa all'Islam

Il blogger Mohammad Reza Pour Shajari (noto anche con lo pseudonimo di Siamak Mehr) è stato incriminato per “offesa del Profeta dell'Islam”, “ostilità verso Dio” e “guerra contro Dio”, tutti capi di imputazione che in Iran possono comportare la pena capitale. Il processo ha avuto luogo lo scorso 21 dicembre ed è durato solo 15 minuti.

La figlia di Mohammad, Mitra Pour Sharjari, ha riferito alla redazione in farsi della Deutsche Welle [fa] che il padre ha rinunciato alla difesa, in un processo dove non è stato permesso l'accesso né al suo avvocato né ai membri della giuria né tantomeno alla stampa. L'accusato ha solo detto al giudice: “Un giorno, come Gheddafi, dovrete nascondervi in una tana”. Il giudice ha replicato che non fa alcuna differenza, dato che “Ora siamo qui, e tu, e tutti quelli come te, ne pagano il prezzo.”

Siamak Mehr era stato arrestato nel settembre del 2010, per aver espresso sul suo blog, Iran Land's Report, pesanti critiche nei confronti della Repubblica Islamica e dell'Islam.

Nell'ultimo post [fa], datato 8 settembre 2010, definisce i clerici sciiti un gruppo mafioso, che dal 1979, anno della Rivoluzione Islamica, sta dilapidando le risorse nazionali.

Il video che segue mostra Siamak Mehr, in catene, probabilmente condotto in tribunale:

Il blogger Azarmehr scrive [en]:

Chi vi aspettereste di vedere, condotto davanti al Tribunale Rivoluzionario, con le mani e i piedi in catene e circondato da unità speciali della Guardia Rivoluzionaria? Un pericoloso criminale? In realtà la persona che vedete nel video con mani e piedi legati è un uomo distinto e cortese, un uomo che ha perso un rene a seguito delle torture subite in prigione.

E Mehdi Roud commenta così [fa]:

Questo blogger è stato incriminato da una legge medievale per aver espresso le sue opinioni nel suo blog. Alla famiglia è stato negato il diritto di essere presente durante il processo … e un prigioniero politico come lui rischia la pena di morte.

Nel febbraio 2011, Bazaferinieazad pubblicava [fa] una lettera di Siamak Mehr in cui questi riferiva di essere accusato di aver agito contro la sicurezza nazionale e aver offeso i leader del regime. Sembra inoltre che la sua scheda riportava che aveva insultato la santità dell'Islam, così come già aveva fatto Salman Rushdie [it] (lo scrittore anglo-indiano contro cui l'Ayatollah Khomeini lanciò la famosa fatwa).

In una lettera alla figlia, Siamak Mehr scrive [en]:

Cara Mitra,
Ricordati che io non sono solo una persona, ma sono anche un'idea. Un'idea che è profondamente radicata negli iraniani, e io nutro una forte speranza che un giorno sconfiggeremo questo male che va contro l'umanità, la libertà, la vita. Dunque non considerare mai la mia distruzione fisica come la distruzione di questa idea vitale.”

Il regime iraniano ha incarcerato numerosi blogger negli ultimi anni, e come ci ha tristemente mostrato la tragica morte, avvenuta nel 2010, di Omid Reza Mirsayafi, più un blogger è isolato e senza rete di solidarietà, più è in pericolo.

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