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Siria: libertà immediata per Razan Ghazzawi!

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Libertà per Razan Ghazzawi

Mini-poster diffuso online immediatamente dopo la diffusione della notizia

Ieri, domenica 3 dicembre, le autorità siriane hanno tratto in arresto la blogger Razan Ghazzawi al confine con la Giordania.  Ghazzawi era in viaggio verso Amman per partecipare a un workshop sulla libertà di stampa nel mondo arabo. L'arresto ha immediamente provocato rabbia e critiche da parte degli attivisti online di ogni parte del mondo, che hanno subito lanciato appelli per la sua pronta liberazione.

Ghazzawi, che ha la doppia nazionalità USA e siriana, è assai attiva nella blogosfera [en, come i link successivi salvo ove diversamente indicato] e su Twitter, oltre ad aver curato articoli per Global Voices Online e Global Voices Advocacy. Ghazzawi è anche una delle poche blogger siriane che si firma con il proprio nome, sostenendo da tempo i diritti degli attivisiti arrestati dal regime siriano come anche quelli di gay e altre minoranze locali.

Il suo ultimo post del 1. dicembre festeggiava la libertà concessa al blogger Hussein Ghrer, detenuto dalle autorità siriane per 37 giorni. Ecco cosa scriveva Razan:

Stasera Hussein tornerà a casa, dove potrà abbracciare ben stretta la moglie e i suoi preziosi figli. Le cose torneranno a posto e presto sarà tutto finito.

L'ironia della battuta non è certo sfuggita ai netizen arabi, che ieri hanno lanciato l'allarme sulle piattaforme dei social media subito dopo il suo arresto.

Razan Saffour scrive su Twitter (sotto l'hashtag #FreeRazan, come i successivi):

@RazanSpeaks: Razan Ghazzawi era solita creare consapevolezza sugli arrestati, diffondendo notizie e sostenendoli. Adesso è diventata una di loro.

Più tardi aggiunge:

@RazanSpeaks: Il nostro cuore e pensiero sono con te @RedRazan. Una delle persone più coraggiose che ho avuto modo di conoscere su twitter.

Sempre dalla Siria, Sasa nota:

@syrianews: Quasi tutti i miei tweet adesso includono l'hashtag #FreeRazan. Li stete seguendo, alla polizia siriana?

E il collega di Global Voices, Anas Qtiesh, ricorda:

@anasqtiesh: È stata Razan a farmi conoscere la meravigliosa squadra di @globalvoices e decidere di parteciparvi come traduttore.

Shakeen Al Jabri si rivolge alla Lega Araba:

@LeShaque: Allora, Lega Araba: come procede la vostra malaccorta strategia? Pensate ancora che Bashar farà le reforme?

Mentre dal Baharain, Chanad spiega:

@chanadbh: .@RedRazan, @alaa and @abdulemam erano presenti al primo raduno dei blogger arabi in Libano nel 2008. Oggi sono tutti in galera o in clandestinità.

Il noto blogger egiziano Alaa Abdel Fattah è tuttora detenuto sotto false accuse, mentre il blogger del Bahrain Ali Abdulemam è in clandestinità per via del suo attivismo online.

Nel frattempo, gli account su Twitter e Gmail di Ghazzawi vengono ora gestiti da amici fidati, come pure il suo blog, mentre la sua pagina Facebook è stata disabilitata dietro richiesta della stessa Ghazzawi.

Un recente “tweet” dal suo account annuncia:

@RedRazan: Razan non può più curare il suo account twitter, ma lo facciamo noi, suoi amici e sostenitori! #FreeRazan

Per ulteriori reazioni e aggiornamenti sull'arresto di Ghazzawi, si può seguire l'hashtag #FreeRazan su Twitter, mentre è stata attivata un'apposita pagina Facebook [ar] per chiederne l'immediato rilascio.

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