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Egitto: il Paese al voto

Nonostante i tentativi di boicottaggio [en, come gli altri link, eccetto ove diversamente indicato], molti cittadini egiziani hanno deciso di partecipare alle elezioni parlamentari [it] del 28 e 29 novembre.

Non tutti i cittadini sono stati chiamati alle urne, il calendario delle elezioni prevede infatti la scansione in nove tappe da nove provincie ciascuna. Tra le provincie coinvolte nella prima tornata elettorale Il Cairo e Alessandria.

Alcuni cittadini hanno deciso di seguire fino in fondo i propri principi e di non recarsi alle urne. È questo il caso della blogger e giornalista Sarah Carr, la quale spiega così la propria decisione:

Se per caso qualcuno se lo stesse chiedendo: non andrò a votare. La stessa cosa faranno molti miei conoscenti. Sebbene ci siano valide ragioni da opporre al boicottaggio (che potrebbe favorire le forze religiose conservatrici) resto convinta del fatto che partecipare alle elezioni significherebbe  ammettere la legittimità di un regime che non merita di essere legittimato, un regime che ha trattato i cittadini egiziani come bambini idioti e che, durante questi interminabili mesi di transizione, non ha dato altra prova della propria creatività se non durante gli scontri con i manifestanti, nei quali ha sperimentato metodi sempre nuovi per uccidere e costruire muri.

Anche Ismail Naguib ha scelto di non recarsi alle urne:

A mia opinione, non andare a votare non significa affatto essere apatici. Credo che la gente dovrebbe esigere la presenza di un civile senza macchia (all'occorrenza nelle vesti di un forte Primo Ministro) o di un consiglio composto da civili (perché no, un Consiglio Presidenziale) che funga da supervisore nei confronti dei Ministri scelti per le elezioni parlamentari. Finché questo non si verificherà non potrò partecipare, con la coscienza tranquilla, a delle elezioni parlamentari che legittimizzino forze dittatoriali i cui interessi prevaricano quelli del nostro stesso popolo.

Alla fine della prima giornata di voto, anche Mostafa Hussein è poco convinto:

@moftasa: le elezioni sono state libere, per un parlamento che invece non lo è.

Sherief Gaber commenta:

@cairocitylimits: non importa per chi voterete, saranno gli uomini del regime ad essere eletti.

Ciò nonostante, come dimostrato dalle lunghe code nei seggi di tutto il Paese, un gran numero di cittadini egiziani ha deciso di esprimere il proprio voto.

Waiting for voting papers to be delivered. Image by Twitter user @Selnadeem

Cittadini egiziani attendono la distribuzione delle schede elettorali. Immagine condivisa su Twitter da @Selnadeem

Le lunghe code ai seggi non hanno intimorito Pakinam Amer:

@pakinamamer: sono in coda da due ore ma si sa, la democrazia è una cosa dura (!).

Nemmeno @CokiCoussa, un altro utente di Twitter, si è lasciato scoraggiare:

@CokiCoussa: la fila sembra interminabile! Però non è tanto noioso né tanto male, quantomeno è motivante :)

Nada Heggy ha qualche dubbio sull'organizzazione:

@NadaHeggy: perchè non farci votare online, invece di obbligarci a fare ore e ore di coda?

Queuing to vote in Alexandria. Image by Twitter user @mfatta7

Alessandria: in coda per votare. Immagine condivisa su Twitter da @mfatta7

Mohamed El Dahshan ricorda come si sia giunti a questo momento:

@TravellerW: ok, esco per andare a votare. Nella mente ho il ricordo dei nostri martiri, dei manifestanti e di tutti i  prigionieri innocenti.

A Zamalek, un sobborgo de Il Cairo, Fatenn Mostafa incontra altri elettori che, come El Dahshan,  ricordano i compatrioti morti durante gli scontri:

@FatennMostafa: molte donne in coda per le votazioni sono vestite a lutto! Perché? In memoria dei martiri egiziani, rispondono.

Nonostante la lunga attesa, la complessità del processo elettorale e le accuse di violazioni, le elezioni hanno provocato un diffuso senso di euforia:

Voters in Assiut. Image by Twitter user @LaurenBohn

Elettori ad Assiut. Immagine condivisa su Twitter da @LaurenBohn

Il giornalista canadese Firas Al-Atraqchi si è rivolto agli elettori cairoti:

@Firas_Atraqchi: parlando con alcune persone in coda, ho avuto l'impressione che i cittadini fossero emotivamente coinvolti nel processo elettorale. Vogliono che la loro voce sia ascoltata.

Mosa'ab Elshamy è ottimista:

@mosaaberizing: oggi ho visitato cinque luoghi di votazione. La gente si gode l'attesa in fila e vota con il sorriso sulle labbra. Nonostante le violazioni, è un gran giorno.

Anche Mohamed Soliman si mostra ottimista:

@msoliman7: sono orgoglioso di ogni cittadino egiziano andato a votare o ancora in fila davanti al proprio seggio. Il futuro è racchiuso nelle loro mani macchiate di inchiostro.

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