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Brasile: il caso Belo Monte va in tribunale

Il sistema giudiziario brasiliano ha fornito nuove ragioni alle proteste contro la costruzione (iniziata lo scorso giugno [it]) della centrale idroelettrica di Belo Monte. Una causa giudiziaria intentata nel 2006 dal Ministero Pubblico-Federale dello stato di Pará (MPF/PA) è stata riportata in aula il 17 ottobre scorso [pt, eccetto ove diversamente indicato] nel Tribunale Federale Regionale della 1a Regione, nella capitale Brasilia.

L'azione mette in discussione l'Atto 788/2005 del Congresso Nazionale, che autorizzava la costruzione della diga senza la consultazione anticipata delle popolazioni indigene della città di Altamira e delle aree confinanti. La consultazione per un lavoro del genere è un diritto costituzionale previsto dall'Articolo 231.

Il seguente video, prodotto dal movimento Xingu Vivo Sempre, mostra la disapprovazione nei confronti della costruzione della diga e le richieste di tutela da parte delle popolazioni indigene del fiume Xingu:

 

 

MPF/PA ha pubblicato un sito ‘Belo Monte – problemi relativi al progetto e azioni del MPF‘, in cui si possono seguire gli aggiornamenti, le azioni legali e le valutazioni riguardo il tema della centrale. Uno dei link contenuti nella lista del sito collega al blog Belo Monte de Violências [gioco di parole con Belo Monte che si traduce in ‘Bellissima montagna di Violenza’], curato dal pubblico ministero del MPF/PA Felício Pontes Jr.

Il blog ha provocato numerose controversie; in esso, Pontes Jr ha pubblicato lo sfondo giudiziario del caso e alcuni articoli che ha scritto per criticare il progetto e le azioni prese dal Tribunale Civile. Inoltre, ha pubblicato un link che collega a una petizione contro la centrale, un banner del Movimento Xingu Vivo Sempre e il video ‘Difendendo i fiumi dell'Amazzonia‘, che espone le conseguenze del progetto.

Nei primi di settembre, la Norte Energia S.A. (NESA), la compagnia responsabile della costruzione della diga, ha intentato una causa contro Pontes Jr, chiedendogli di allontanarsi dal caso e di rimuovere il collegamento al suo blog dal sito del MPF/PA.

Cause legali in sospeso

Il Ministro delle Miniere e della Energia, Edson Lobão, e il Presidente del Brasile Dilma Rousseff fanno un brindisi alla distruzione della foresta da parte dalla centrale. Vignetta di Ju Borges (@peledaterra), dal Pele da Terra, ripresa con licenza.

Il Ministro delle Miniere e della Energia, Edson Lobão, e il Presidente del Brasile Dilma Rousseff fanno un brindisi alla distruzione della foresta da parte dalla centrale. Vignetta di Ju Borges (@peledaterra), dal blog Pele da Terra, ripresa con licenza.

Al momento, ci sono varie cause legali che chiedono lo stop della costruzione della centrale elettrica. Una di queste è stata presentata dal Municipio di Altamira, insieme al MPF/PA. All'inizio, il sindaco di Altamira aveva aderito al progetto, ma ora afferma che le condizioni dell'accordo non sono state rispettate e che la città ha affrontato diversi problemi [en] da quando la costruzione fu approvata.

Verso la fine di settembre, il Ministero Pubblico-Federale di Pará ha dichiarato nel suo profilo su Twitter:

@MPF_PA: Íntegra do ofício da prefeitura de Altamira, da câmara e de mais de 40 associações pedindo suspensão de Belo Monte: http://bit.ly/r35c37

@MPF_PA: Il documento completo presentato dal Municipio di Altamira, dalla sua assemblea e dalle 40 associazioni che richiedono la sospensione della diga: http://bit.ly/r35c37

Il Comune dichiara:

Os estudos preliminares ao empreendimento criaram um sonho de uma Altamira de primeiro mundo, com uma infraestrutura urbana e saneamento nunca antes imaginada por nossa sociedade. Não pode agora a nossa população ver transformado este sonho em pesadelo, e passar a acreditar que essa obra só veio para agredir o meio ambiente e trazer miséria para a já sofrida população de Altamira.

Studi preliminari del progetto [Belo Monte] hanno fomentato il sogno di una Altamira del primo mondo, con infrastrutture urbane e nella sanità mai concepite prima. Il nostro popolo non vedrà questo sogno trasformarsi in un incubo e ha iniziato a credere che questo progetto è nato solo per attaccare l'ambiente e per portare ulteriore povertà alla gente di Altamira.

Secondo il sito di Xingu Vivo, docenti, studenti e la chiesa della vicina città Vitória do Xingu non approvano la mancanza di rispetto delle condizioni del progetto e hanno chiesto un'udienza pubblica per discuterne.

La dodicesima causa civile contro Belo Monte è stata intentata da contadini locali, stando a ciò che il 4 ottobre scorso ha dichiarato Verena Glass su Twitter:

@VerenaGlass: 12a Ação Civil Publica Belo Monte: MPF quer obrigar NESA a respeitar direitos dos agricultores atingidos http://bit.ly/oauebT

@VerenaGlass:  dodicesima causa civile di Belo Monte: il Ministero Pubblico-Federale vuole obbligare la Norte Energia S.A. (NESA) a rispettare i diritti dei contadini colpiti http://bit.ly/oauebT

La più efficace azione legale contro Belo Monte è stata l'ingiunzione del 27 settembre, che ha interrotto i lavori sul fiume Xingu. La causa è stata intentata dall'Altamira Association of Breeders and Exporters of Ornamental Fish [Acepoat, Associazione degli Allevatori ed Esportatori di Pesci Ornamentali di Altamira]. Dato che l'Instituto per l'Ambiente e le Risorse Naturali Rinnovanili brasiliano (Ibama) aveva in precedenza autorizzato la pesca nel fiume Xingu da parte dell'Acepoat, il permesso per la costruzione della diga è incompatibile, in quanto limita l'accesso al fiume e altererebbe la fauna della regione.

Belo Monte, diritti umani e popolazioni indigene

L'impatto iniziale della diga è stato avvertito soprattutto tra gli indigeni della regione dello Xingu; secondo Xingu Vivo, la malaria e la mortalità infantile sono fenomeni in aumento nella loro popolazione, in quanto i servizi che ricevono sono di bassa qualità. Anche la deforestazione illegale è diventata più frequente.

Per tutte queste ragioni, il giornalista e blogger Leonardo Sakamoto dice che Belo Monte è “ il nocciolo del discorso” del Presidente Dilma Rousseff, riferendosi allo storico discorso all'apertura dell'Assemblea Generale dell'ONU, lo scorso settembre (post [en] da Global Voices). Sakamoto sottolinea il bisogno del governo di dare una risposta all’appello emanato lo scorso aprile dalla Commissione Interamericana dei Diritti Umani riguardo la protezione delle comunità indigene e altri gruppi.

Il 30 settembre, Kayopó “Cacique” Raoni, abitante del fiume Xingu, si trovava nelle sede dell'ONU a Ginevra, in Svizzera, dove in un video ha dichiarato che “non accetterà mai Belo Monte”. Il video è stato doppiato in portoghese e sottotitolato in inglese:

L'ultima grande protesta contro la centrale elettrica è avvenuta lo scorso agosto, raggiungendo proporzioni internazionali [it]. L’ 11 ottobre scorso il movimento Xingu Vivo Sempre, una delle voci più attive contro Belo Monte, ha incitato alla protesta tramite Twitter, collegando la protesta contro la diga a quella globale del 15 ottobre.
In Brasile, la protesta per un reale democrazia è avvenuta in molte città. Nel profilo Twitter @xinguvivo si legge:

Porque Belo Monte é um projeto que vai na contramão do desenvolvimento que respeita a vida.#reasons15o

Perchè Belo Monte è un progetto che va contro la tendenza di uno sviluppo rispettoso della vita. #reasons15o (motivi per la protesta del 15 ottobre)

Il 15 ottobre, l'utente di YouTube rodrigoguim1 ha pubblicato un video dell’ “Acampada Indígena”, a San Paolo:

 

 

Una nuova campagna mira a fare pressioni sul Tribunale Federale Regionale (TRF1) per portare in giudizio le dodici denunce contro Belo Monte. Il sito della campagna ‘TRF1, la responsabilità di prevenire i crimini nel fiume Xingu è tua!’ mostra gli indirizzi email dei tre giuduci che stanno analizzando il caso del MPF/PA. Il processo è stato rimandato, e deve essere ancora programmato; sarà rimandato, nella situazione più ottimista, dopo un periodo di 15 giorni.

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