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Messico: la blogosfera analizza il processo elettorale nello Stato del Messico

Il 3 luglio prossimo si svolgerà nello Stato del Messico (Edomex nella sua sigla in spagnolo) il processo elettorale locale per l'elezione del Governatore che dovrà succedere in carica a Enrique Peña Nieto [es, come tutti gli altri link tranne ove diversamente segnalato], del Partito Rivoluzionario Istituzionale [PRI, it]. Tre sono i candidati in questa corsa elettorale: Luis Felipe Bravo Mena del Partito Azione Nazionale [PAN,it]; Eruviel Ávila Villegas del PRI, alla guida della coalizione “Uniti per te”; e Alejandro Encinas Rodríguez del Partito della Rivoluzione Democratica [PRD,it], in rappresentanza della coalizione denominata “Uniti possiamo di più”.

Juan José Solis, per il blog Hispanic LA, indica la rilevanza di questo processo elettorale locale e punta su un aspetto che, a suo avviso, non deve passare inosservato:

Luis Felipe Bravo Mena-PAN. Foto: Presidenza della Repubblica (CC-BY-NC-ND)

In questo senso, l'elezione nello Stato del Messico, più che un laboratorio dei risultati elettorali, è uno scenario di pratiche discorsive e di demoscopia della percezione per gli aspiranti ad occupare la Presidenza della Repubblica.

Da ciò che si vede (e si misura), queste elezioni non saranno dure, come non lo sono mai state. Però, ciò che faranno i candidati presidenziali attorno a quest'elezione è quello che veramente non possiamo perdere di vista, giàcché da lì usciranno i candidati meglio preparati per poi affrontare una corsa che si prevede di alto contenuto di “guerra sporca”… e dunque di vari capitoli politici da scrivere.

Sulla stessa questione, tale autore esprime le sue considerazioni rispetto alle proposte degli aspiranti a governare l'entità in questione:

Nell'offerta e nei discorsi che per il momento si sono tenuti nelle diverse strategie di campagna, non c'è un solo candidato che offra un vero piano e delle doti di governo che portino soluzioni ai complessi problemi dell'entità. Fino adesso, quello che si ha è mera retorica e delle promesse che difficilmente potranno materializzarsi. Alcune offerte vaghe, come per esempio la firma davanti a un notaio delle promesse di governo, sono strategie che cercano di sedurre il cittadino messicano per fargli credere che l'impegno acquisito avrà un'obbligatorietà di carattere legale per il fatto di avere il supporto notarile di mezzo, quando in realtà nulla obbliga il candidato a osservare gli accordi firmati, poiché l'unico atto notarile è il far fede della firma, ma questa non vincola a nessun quadro giuridico di carattere legale.

Un blog di taglio radicale come il Círculo de Estudios Coapa punta sulla sua percezione in relazione al processo elettorale locale del 3 luglio e la sua rilevanza in vista della successione presidenziale del prossimo anno:

La borghesia cercherà con tutti i mezzi di evitare che la sinistra arrivi alla Presidenza nel 2012; banchieri, impresari, proprietari terrieri, trafficanti di droga, gli imperialisti, per tutti costoro non c'è peggiore incubo possibile che la perdita delle elezioni presidenziali, un colpo così metterebbe in dubbio i loro interessi e il loro sistema di dominazione. Perciò si aggrapperanno con le unghie e con i denti al governatorato dello Stato del Messico, sarà Eruviel Avila a lottare per il trionfo nelle prossime elezioni statali del 3 luglio, rappresentando ciò il primo passo per confrontarsi con la sinistra in vista delle presidenziali del 2012.

Alejandro de Jesús Encinas Rodríguez

Alejandro Encinas Rodríguez-PRD. Foto di Mimikamen di dominio pubblico

Altri membri della blogosfera nazionale esprimono in maniera categorica il loro parere su ciascuno dei candidati; è il caso di Arcadio González, che segnala nel blog Nuestro México bizarro:

Per quanto riguarda i due primi candidati, quelli del PAN Luis Felipe Bravo Mena e del PRD Alejandro de Jesús Encinas Rodríguez, non so se RIDERE o PIANGERE per la loro ostinazione nel tornare a essere candidati al Governo dello Stato del Messico 18 anni dopo, quando ottennero il 17.89% e il 8.73% rispettivamente nelle votazioni dell'anno 1993.

Del candidato del PRI, Eruviel Ávila Villegas, non c'è dubbio che è una persona preparata e di successo perchè nella sua vita politica ha vinto le sue candidature per scelta e maggioranza di voti, non come gli altri candidati. Egli è l'unico dei tre che è nato nello Stato del Messico e l'unico a conoscerne davvero le problematiche e quelle dei suoi municipi, giacché il suo lavoro si è sempre svolto attorno allo Stato del Messico, sempre col PRI e convinto della sua ideologia; almeno non ha cambiato partito, il che per molti può essere il suo difetto, ma se facciamo un po’ d'analisi è in realtà la sua virtù.

Analisti come Juan José Rodríguez Prats (il cui apporto sulla questione si trova nel blog La voz de la región) criticano la campagna del candidato del PRI:

Nello Stato del Messico, come in altre entità, si sta uccidendo l'opinione pubblica. La pubblicità di Eruviel Ávila nella sua ambizione di raggiungere il governatorato diventa schiacciante, travolgente. Ovunque uno guardi, si trova qualcosa sul candidato del PRI. Se ostentano il loro enorme vantaggio nei sondaggi, qual'è il punto per questo smisurato spreco delle risorse?

Eruviel Ávila Villegas

Eruviel Ávila Villegas-PRI. Foto dell'utente Flickr di Eruviel Avila (CC BY-NC-SA 2.0)

Inoltre, Rodríguez Prats indica ciò che, a suo parere, sarebbe la possibile conseguenza del fatto che Eruviel Ávila possa vincere le prossime elezioni:

Nello Stato del Messico, come a Coahuila e a Nayarit (altri Stati messicani), è latente un'enorme minaccia di regressione al più vecchio autoritarismo e all'antica corruzione prodotto della sovrapposizione PRI – governi statali. Contrariamente alle sue origini (del PRI), quando le decisioni venivano prese dal governo centrale, ora i governatori sono signori e padroni nelle loro entità.

E’ ovvio che analizzo la performance dei tre candidati allo Stato del Messico dalla mia trincea partìtica, ma il fatto è che non ho trovato nel candidato del PRI nessun argomento convincente per l'appoggio cittadino di cui presume. L'unica cosa che percepisco è il peso dei soldi e l'appoggio incondizionato e travolgente dell'apparato governativo messicano, come dimostrato nel video che, come tante altre prove evidenti, è stato rifiutato dagli organi elettorali.

Per concludere, è importante menzionare il fatto che a un mese dall'elezione, il Centro Studi Strategici & Internazionali CSIS [en] ha riportato che il candidato Eruviel Ávila contava su un 45% di approvazione dell'elettorato secondo un sondaggio fatto alla fine di maggio. D'altra parte, a 12 giorni dell'elezione, il Gabinete de Comunicación Estratégica riporta che secondo il suo sondaggio giornaliero, il candidato del PRI beneficia del 52% delle preferenze, mentre i candidati del PRD e del PAN contano sul 20.2% e il 13.2% rispettivamente.

In un sistema democratico come è quello messicano, sono gli elettori ad avere l'ultima parola e dovranno farla valere nelle urne.

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