maggio, 2011
primo piano: da maggio 2011
Egitto: tribunale egiziano multa Mubarak per il blocco di internet del gennaio scorso

Un tribunale egiziano ha condannato l'ex presidente egiziano Hosni Mubarak ed altri funzionari del vecchio regime a pagare 540 milioni di sterline egiziane per aver impedito l'accesso a Internet ed alle linee telefoniche mobili durante la rivoluzione. Le reazioni dai citizen media.
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Sénégal: monta la contestazione giovanile, dal web alle strade alle presidenziali 2012 30 maggio 2011
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Russia: lettera aperta di giornalisti russi riaccende il dibattito sulla censura 30 maggio 2011
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Stati Uniti: un blog e progetto culturale per ripensare l'universo ispanico
30 maggio 2011
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Cina: critica letteraria per libri immaginari
29 maggio 2011
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Egitto: preparativi per un 'secondo giro di rivoluzione'?
29 maggio 2011
articoli da maggio, 2011
30 maggio 2011
Egitto: una Giornata dedicata alla critica delle forze armate
Dopo la deposizione di Hosni Mubarak, l'esercito continua a costituire una sorta di linea rossa difficile da superare per i media. I blogger egiziani hanno deciso di dedicare il 23 maggio a una giornata di critica dell'esercito e del Consiglio Supremo delle Forze Armate attraverso le loro pagine.
27 maggio 2011
Cina: il governo ammette i gravi problemi della Diga delle Tre Gole
In maniera inusuale, il 18 maggio scorso il governo cinese ha rilasciato una dichiarazione ufficiale per riconoscere i gravi difetti del progetto della Diga delle Tre Gole, dopo averla decantata per anni come una delle meraviglie ingegneristiche del pianeta. Il Consiglio di Stato ha ammesso gli urgenti problemi di tipo ambientale, antropico e geologico.
India: al bando il pesticida-killer che ha avvelenato il Kerala
Lo Stato indiano del Kerala sta vivendo un incubo: sono già molte le persone rimaste vittima dell’uso improprio del pesticida endosulfano. Mentre la Convenzione di Stoccolma, a fine aprile, discuteva della sua nocività, in India si è scatenato un movimento d'opinione, sia online che per le strade, per chiedere al Governo la sua messa al bando.
Rising Voices: A Salonicco il progetto “Blind Dates”

Rising Voice sovvenziona questo progetto per consentire ai non-vedentidi usare blog e podcast -- per consentire loro di esprimersi in maniera autonoma e di parlare delle difficoltà, ma anche dei miglioramenti, che intercorrono nella vita di un cieco in Grecia.
26 maggio 2011
Iran: “Siamo dappertutto”, campagna contro l'omofobia
Il 17 maggio scorso, Giornata Internazionale contro l'Omofobia e la Transfobia, molti iraniani hanno fatto sentire la loro voce partecipando a questa iniziativa diffusa tramite YouTube, Facebook e nei blog di tutto il mondo. In Iran l'omosessualità è punibile, a norma di legge, con la condanna a morte.
Libano
Bras for a Cause (Reggiseni per una causa) è il primo concorso per il design di lingeria femminile nel suo genere organizzato in Medio Oriente. Lanciata lo scorso 19 maggio, l'iniziativa è aperta a stilisti, artisti, studenti, blogger e persone comuni e ha l'obiettivo di sensibilizzare e aiutare le donne colpite da cancro al seno. Le creazioni migliori, selezionate tramite votazione aperta al pubblico e da una giuria specializzata, verranno prodotte e commercializzate nell'intero mondo arabo. I modelli possono essere di vario tipo, ed è prevista una categoria per i capi destinati a donne sottopostesi a mastectomia. Informazioni sul contest, con questionari, consigli e testimonianze, sono disponibili sui siti One Wig Stand [en, come tutti i link] e Fustany, mentre è possibile sostenere la campagna anche su Twitter e Facebook.
Serbia: arrestato Ratko Mladić, l'uomo del massacro di Srebenica
Tra i crimini di cui è accusato ex capo militare serbo-bosniaco, arestato oggi, c'è il massacro di Srebenica del luglio 1995, che per i familiari delle vittime fece oltre 10.000 morti. In attesa delle mosse del Tribunale internazionale dell'Aja, non si placano i sospetti che Mladić si sia potuto nascondere tutto questo tempo grazie alla complicità delle autorità serbe .
Produzioni creative al femminile su economia, debito e povertà
L'IMOW (International Museum of Women) ha organizzato una mostra interattiva sul tema donne e economia -- basata su materiale digitale proveniente da Paesi di tutto il mondo. Ecco gli interventi creativi di molte donne su questioni come la povertà, l'economia, la famiglia, i diritti, i soldi e molto altro.
25 maggio 2011
Arabia Saudita: giovane donna sfida il regime guidando un'automobile
Manal al Sharif -- arrestata, poi rilasciata su cauzione, quindi nuovamente arrestata, per aver guidato in pubblico e poi diffuso il video su YouTube -- è tra le promotrici di "Woman2Drive", movimento che sta organizzando una giornata di disobbedienza nazionale per il 17 giugno prossimo.
Tecnologia per la trasparenza: relazione conclusiva

Il Technology for Trasparency Network annuncia la pubblicazione della sua relazione conclusiva che documenta la mappatura su scala globale delle tecnologie per favorire la trasparenza e l'assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni pubbliche di vari Paesi. Sintesi dei punti salienti.
Georgia: scontri a Tbilisi sulle note di Bella Ciao
Il 21 maggio, pochi giorni dopo la celebrazione dei vent'anni di indipendenza dall'ex Unione Sovietica, i cortei di protesta organizzati dal partito di opposizione People's Assembly hanno centralizzato l'interesse dei social media. Alcuni blogger hanno vissuto con ironia l'ennesimo scontro politico e di piazza.
Tunisia
Lo scorso 23 maggio, il blogger tunisino Slim Amamou ha annunciato via Twitter [fr] le sue dimissioni dall'incarico di sottosegretario per la Gioventù e lo Sport. Amamou, trentatreenne cyber-attivista incarcerato durante la rivoluzione tunisina, era entrato a far parte del governo di transizione il 17 gennaio 2011 e aveva l'abitudine di commentare in diretta sul suo account Twitter (@slim4040) le riunioni ministeriali.
“Ho portato a termine il mio compito nell'esecutivo”, ha dichiarato [fr] il blogger all'emittente radiofonica tunisina Express Fm, descrivendo la sua esperienza come importante ma faticosa. Intervistato da un'altra radio, Amamou ha poi spiegato [fr] di volersi dimettere a causa del disaccordo coi colleghi su alcune modifiche al Codice elettorale da lui proposte e per potersi presentare alle prossime elezioni come candidato indipendente dal governo. All'origine della sua decisione ci sarebbe inoltre il disappunto, condiviso da molti netizen tunisini, per la censura [it] di quattro pagine Facebook in seguito a un mandato del Tribunale Militare Permanente di Tunisi.





















































proprio oggi stavo acquistado un cane su internet ma dopo varie ricerche sul web mi...