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Brasile: il maggior quotidiano di São Paulo impone censura di un blog che ne faceva la satira

Falha de São Paulo

Fotomontaggio della copertina del quotidiano Folha de São Paulo che recita: "solo il Folha può dire cos'è la democrazia". Immagine ripresa con licenza Creative Commons 2.0

Verso la fine dello scorso settembre, il sito di satira Falha de São Paulo è stato oscurato in base all'ordinanza di un tribunale brasiliano.

Il sito era stato creato con lo scopo di satireggiare il più importante quotidiano brasiliano, il Folha de São Paulo, pubblicando fotomontaggi di scherno [pt, come gli altri link eccetto ove diversamente indicato] del giornale, titoli falsi e ironici, e mettendo a disposizione un “generatore di titoli” basato sul layout del Folha. [il generatore non è stato ideato dai creatori del Falha de São Paulo, bensì da autori anonimi – nota di GV].

I creatori del blog, i fratelli Lino e Mario Bocchini, spiegano [en] il caso:

Il blog era una parodia del più importante giornale del Brasile, Folha de São Paulo. In portoghese, il termine “folha” è simile nel significato a “giornale”. E “folha” assomiglia a “falha”, che in portoghese significa “fallimento”. (…) Al Folha de São Paulo è bastato un mese per presentare in tribunale una richiesta di censura nei confronti del blog satirico (…) e, peggio ancora, il giornale ha anche avviato una causa di 88 pagine contro i creatori del blog per una richiesta di risarcimento per danni materiali e morali.

Il generatore di titoli del Falha

Il generatore di titoli del Falha – Utilizzato sotto licenza CC 2.0

Fausto Salvadori, del blog Boteco Sujo [Bar Sporco], chiarisce:

Em 30 de setembro, o jornal conseguiu uma liminar que obrigava os irmãos Lino e Mario Bocchini a tirar do ar o conteúdo da Falha de S. Paulo, um site de humor que tirava um barato do indisfarçável viés pró-tucano que aterrissou com mais força do que nunca na Barão de Limeira dos últimos tempos. Os dois foram obrigados a remover do ar todo o conteúdo do site, sob pena de pagar multa diária de R$ 1.000. Segundo Lino, a empresa nem chegou a enviar uma notificação extrajudicial ou um pedido por e-mail: já foi logo apelando para o processo.

Il 30 settembre, il giornale [Folha] ha subìto un'ordinanza di tribunale che obbligava i fratelli Lino e Mario Bocchini a eliminare i contenuti del Falha de São Paulo, un sito umoristico che continuava imperterrito a farsi beffe della tendenza “pro-tucano” [termine che indica il maggior partito di opposizione brasiliano, il PSDB] che ultimamente era più forte che mai dalle parti di Barão de Limeira [l’indirizzo del Folha de São Paulo]. I due sono stati costretti a rimuovere tutto il contenuto del sito, in caso contrario avrebbero dovuto pagare una multa di 1.000 real brasiliani (circa 440 euro) al giorno. Secondo quanto dichiara Lino, la compagnia non è ricorsa né a un atto extragiudiziale, né ha avanzato una richiesta via e-mail: ha immediatamente avviato un procedimento legale.

Molti blog, giornali e riviste si sono schierati in difesa del sito e dei suoi creatori in nome della libertà di espressione. Il Folha è conosciuto per i suoi atteggiamenti di censura [en] verso le critiche nei suo confronti che appaiono nella blogosfera, e questa non è la prima volta che i blogger brasiliani si uniscono contro tali pratiche.

Nel frattempo, il sindacato dei giornalisti di San Paolo ha condannato la censura del Falha, citando altri casi recenti di censura messi in atto dai principali mezzi di comunicazione.

Obbligati a rimuovere i contenuti del sito, i fratelli Bocchini sono ricorsi allo stesso tono ironico utilizzato quando il loro progetto era online e hanno pubblicato una copia dell'ordinanza firmata dal giudice, insieme all'e-mail ricevuta dal consulente legale di Registro.br, la compagnia che si occupa della registrazione dei domini internet in Brasile. I fratelli hanno aggiunto un messaggio nel quale hanno criticato “l'atto violento di censura”.

Anche il musicista ed ex Ministro della Cultura Gilberto Gil ha detto la sua riguardo al caso [video con sottotitoli in inglese]

Gio Mendes, dal blog Mondo Cane, ha espresso un suo commento a proposito dell'ipocrisia del giornale che critica i blogger per avere, a quanto si dice, utilizzato impropriamente il suo marchio, mentre i suoi stessi giornalisti sono autorizzati a fare satira liberamente:

A advogada da Folha, Taís Gasparian, alegou que o jornal não queria censurar o site, mas apenas impedir o uso indevido da marca Folha de S.Paulo. Uso indevido? Os caras apenas satirizaram uma marca, coisa que o colunista José Simão tem liberdade para fazer no jornalão da família Frias. Aliás, como bem lembrou o mano Fausto, do blog Boteco Sujo, quando o Simão foi vítima da mesma censura judicial por conta de uma piada que ele fez com a atriz Juliana Paes, a mesma advogada disse que a decisão do juiz tratava “o humor como ilícito e, no fim das contas, é a mesma coisa que censura”.

L'avvocata del Folha, Taís Gasparian, sostiene che il giornale non aveva l'intenzione di censurare il sito, ma soltanto di prevenire l'utilizzo improprio del suo marchio. Utilizzo improprio? I ragazzi hanno solo scherzato un po', cosa che il giornalista José Simão ha la libertà di fare nell'importante giornale posseduto dalla famiglia Frias [proprietaria del Folha]. Inoltre, come ricordato da mio fratello Fausto sul blog Boteco Sujo, quando Simão era stato vittima della stessa censura a causa di una battuta sull'attrice Juliana Paes [un'attrice della tv brasiliana], la stessa avvocata aveva dichiarato che la decisione del giudice aveva trattato “l'umorismo come una cosa illegale che, in fondo, equivale a censura”.

I fratelli Bocchini spiegano [en] la ragione che sta dietro alla loro censura, sostenendo che si tratta della prima volta per un evento di questo genere in Brasile:

Questo è il motivo per il quale i fratelli hanno deciso di diffondere la notizia al di fuori dei confini del loro Paese. In Brasile, meno di dieci famiglie gestiscono i più influenti mezzi di comunicazione (…) Per questioni aziendali, questi stessi mezzi di comunicazione non mettono mai in evidenza delle notizie che potrebbero avere influenza su uno o sull'altro e, in Brasile, questa è diventata una tradizione. È la prima volta che, per questa ragione, in Brasile un blog è stato censurato e chiamato in giudizio.

Rodrigo Vianna, dal blog Escrevinhador, dà la sua opinione sulla questione sollevata dal giornale a proposito del marchio:

A questão da marca foi só a brecha que eles encontraram; o fato é que a Folha mostrou como é contraditória – defende a liberdade de expressão pra ela, mas quando passa a ser vítima de crítica, aí o jornal se transforma em censor de fato.

La questione del marchio è il solo appiglio che hanno trovato, la realtà è che il Folha ha dimostrato quanto sia contraddittorio: difende la libertà di espressione per se stesso, ma invoca la censura quando diventa vittima delle critiche.

E aggiunge:

É preciso dizer duas coisas ao diretor do jornal:

- Todo poder tem limite;

- Fique advertido, seu tempo de falar sozinho acabou!

Bisogna dire due cose al direttore del giornale:
- tutti i poteri hanno un limite;
- attento, il tempo a tua esclusiva disposizione per parlare è scaduto!

Lua Barbosa scrive così sul blog Molho de Pimenta [Salsa di Peperoncino]:

A liberdade de expressão existe (ou deveria existir!) para que as pessoas possam dizer o que pensam. Porém, isso é o que menos tem ocorrido.

La libertà di espressione esiste (o dovrebbe esistere!) in modo che le persone possano dire quello che pensano, ma questo non sempre succede.
Otavinho-Vader

Esempi di fotomontaggi umoristici: il volto di Otavio Frias Filho, il proprietario del giornale, sul corpo di Darth Vader. Immagine utilizzata su licenza Creative Commons 2.0

Per salvare i post del Falha è stato aperto anche un account Tumblr da un blogger anonimo. I fratelli Bocchini hanno anche creato il blog Desculpe a Nossa Falha [Perdona il nostro Fallimento] per fornire aggiornamenti ai lettori e raccogliere un sostegno per la loro campagna internazionale a favore della libertà di espressione. I fratelli hanno tradotto i testi esplicativi in diverse lingue [en] alla ricerca di sostegno e visibilità tra i blogger e i media internazionali, contro la censura della quale sono stati vittime.

Recentemente, il 15 dicembre scorso, una corte di giustizia dello Stato di San Paolo ha negato l'applicazione della sospensione dell'ordinanza contro il Falha con una motivazione, rilasciata da uno dei giudici presenti alla seduta, che era del tutto simile a quella sostenuta dal giornale. Il sito, infatti, è stato definito come “un palese caso di concorrenza parassitaria”.

In una video-intervista curata dagli studenti della Pontificia Università Cattolica di San Paolo, Lino Bocchini chiarisce le ripercussioni del caso.

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