E' andata consolidandosi negli ultimi anni una comunità online di scienziati che comincia ad avere voce in capitolo nell'ambito del giornalismo su scala globale. Grazie a una migliore qualità della comunicazione, questi blogger riescono ormai a catturare l'attenzione di quei giornalisti che prima snobbavano i media partecipativi di stampo scientifico.
In agosto è stato lanciato Scienceblogging.org [en, come tutti gli altri link di questo articolo se non indicato altrimenti], ricco aggregatore di contenuti di blog scientifici da tutto il mondo. Oltre ai contenuti delle testate scientifiche tradizionali, sono accessibili sul sito anche quelli delle reti di blogger indipendenti. Al momento sono presenti 57 feed con svariate centinaia di blog. Il materiale presente è in prevalenza americano, ma l'aggregatore contiene anche reti cinesi, brasiliane, tedesche, neozelandesi, belghe, canadesi e francesi. Ad allestirlo, tre blogger e ideatori della conferenza annuale ScienceOnline, Bora Zivkovic, Anton Zuiker e Dave Munger.
ScienceOnline2010, pubblicizzata come “quarta conferenza annuale sul rapporto fra scienza e Rete,” si è svolta fra il 14 e il 17 gennaio scorsi presso Sigma Xi [l'associazione per la ricerca scientifica] del Research Triangle Park, in North Carolina. Negli anni, la conferenza è cresciuta per numero di partecipanti e popolarità attirando, con l'edizione del 2010, blogger da ben dieci paesi. In questo quadro di accresciuto accoglimento e legittimazione, l'ultima edizione ha visto presenti e attivamente coinvolti giornalisti di diverse testate tradizionali, come Reuters, BBC, New York Times. Una conferenza analoga, dal titolo Science Online London si è svolta all'inizio di settembre [alla British Library].
Il science blogging non è tuttavia un fenomeno nuovo. Bora Zivkovic racconta di come, nel corso di questo decennio, abbia visto la comunità dei blogger scientifici crescere ed espandersi, attirando più di un ex-giornalista mainstream.
“Man mano che i giornalisti perdevano il lavoro, si davano ai blog” dice Zivkovic, precisando che sono sempre di più le testate professionali che aprono blog sui loro siti Internet.
In questa video-intervista di bkthrough su YouTube, Zivkovic parla di ScienceOnline, della sua crescita e di come il programma della conferenza oggi non veda più solo dibattiti intorno al blogging, ma si estenda anche ad altre forme di attività online.
Da notare che fra i temi centrali affrontati nella conferenza vi sono state anche le imprecisioni dei giornalisti mainstream nei servizi di tipo scientifico. Molti dei ricercatori e blogger scientifici presenti hanno espresso rammarico per le limitazioni imposte dal giornalismo tradizionale a questo tipo di comunicazione, come il fatto che si esiga il riassunto di complessi argomenti in una semplice battuta. Altro aspetto importante, la necessità di diventare comunicatori migliori per rendere il proprio lavoro accessibile a un pubblico più vasto.
Molti blogger scientifici stanno attivamente provando a estendere la community oltre il mondo accademico. Darlene Cavalier, autrice del blog Science Cheerleader, si batte per l'alfabetizzazione scientifica ed è anche fondatrice del sito web Science for Citizens. Il suo sito si pone come risorsa per chi desideri prendere parte a iniziative di ricerca partecipativa guidate da ricercatori professionisti che si avvalgono di volontari per attività di raccolta dati, calcolo, ecc.. In questo modo i ricercatori possono anche promuovere loro progetti reclutando volontari sul sito. Lo stesso è attualmente disponibile soltanto in inglese, ma ai vari progetti possono partecipare volontari di tutti Paesi - dice la Cavalier, che spera, in futuro, di poterne mettere a disposizione una versione plurilingue.
Gli organizzatori di ScienceOnline hanno anche annunciato che, per il prossimo anno, al Research Triangle Park vogliono organizzare una conferenza ancora più grande. Zivkovic rileva intanto che lo scetticismo di un tempo, quello dei giornalisti verso i blogger, sta ormai assumendo altri connotati.
“I giornalisti della vecchia guardia che scrivevano articoli in vena luddista, della serie ‘quando non ci saremo più ci rimpiangerete', ora non possono più scrivere cose del genere,” afferma. Questo sarcasmo, sovente basato sugli stessi cliché che usavano contro i blogger cinque anni fa, ora lo riservano a Twitter.
[Per dovere di cronaca: Lavoro per un'azienda che ha fatto da sponsor alla conferenza ScienceOnline 2010]
























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