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Colombia: i citizen media nella campagna per le imminenti elezioni presidenziali

La corsa alle elezioni presidenziali colombiane, in programma per il 30 maggio (con eventuale ballottaggio fissato al 20 giugno nel caso nessun candidato dovesse superare il 50% dei consensi), è stata segnata tra l'altro dall'uso diffuso dei social network online quali Facebook e Twitter [sp, come tutti i link successivi] (e piattaforme video come YouTube) sia dalle campagne che dai sostenitori dei maggiori candidati (e perifno da quanti non ne ne appoggiano nessuno).

Pur con nove candidati presidenziali in lizza, gran parte dell'attenzione è diretta a Juan Manuel Santos, candidato del Partito della U del presidente uscente Álvaro Uribe (ufficialmente, il Partito sociale d'unità nazionale), e Antanas Mockus, candidato del Partito Verde centrista, i cui sorprendenti risultati positivi nelle elezioni parlamentari del 14 marzo ne hanno rilanciato le aspirazioni ad occupare la Casa de Nariño. (Mockus ha vinto nella stessa giornata le elezioni interne del suo partito, mentre Sergio Fajardo, il candidato centrista ed ex sindaco di Medellín, gli si è affiancato come candidato alla vicepresidenza). Santos non ha mai partecipato a elezioni presidenziali, al contrario di Mockus (sindaco di Bogotá in due occasioni) già sceso in lizza nel 1998 e 2006.

Antanas Mockus and Juan Manuel Santos

Antanas Mockus e Juan Manuel Santos al World Economic Forum dell'America Latina, maggio 2010

La campagna di Mockus, centrata su questioni quali “legalità democratica” (in  contrasto con la “sicurezza democratica” del Presidente Uribe), istruzione, moralità, e “santità” della vita e delle risorse pubbliche, ha catturato l'attenzione soprattutto dei giovani adulti urbanizzati. Usando in gran parte (ma non solo) i social network online, costoro hanno lanciato la cosidetta “onda verde” (ola verde) per mostrare sostegno e cercare di convincere altri a unirsi al voto per l’“eccentrico” ex direttore dell'università Nazionale e figlio di immigrati lituani.  La strategia ha avuto successo: Mockus è salito considerevolmente nei sodaggi d'opinione, a inizio aprile era salito al secondo posto (superando la candidata del partito conservatore Noemí Sanín) e a fine mese ha conquistato il primo posto. La campagna va conquistando attenzione perfino fuori dal Paese, ed è stata discussa da blogger come Charles Lemos che su Direct Democracy scrive: “In base all'entusiasmo che vedo nei sondaggi da parte di molti colombiani, se anzi la gran parte di loro, mi sembra si stia per affermare una completa e radicale dipartita dalla situazione attuale, pur se quanto propone Antanas Mockus non è certo radicale.”

Non tutti condividono però quest'opinione sul candidato verde. Il blogger Noel Carrascal scrive:

El principal problema de la falta de legalidad es que la justicia está politizada, no que los Colombianos somos pillos. Como con la superioridad educativa de sus lecciones, en legalidad Mockus suena como auto-proclamado autoridad moral–se necesita más que ser honesto para llegar a ese nivel. El problema de Mockus no solo es identificar el problema sino encontrar la solución ¿Como piensa Mockus quitarle a las cortes esa ambición de poder que se hace evidente en sus prepotentes decisiones y sus intromisiones en los otros poderes? La Corte Suprema dobla las leyes para entrometerse en temas muy politizados como los procesos contra algunos congresistas y la elección del fiscal. Las cortes de Colombia están llenas de legalidad, pero también de injusticias. [...] El problema principal de la legalidad no está en los colombianos, está en la forma en que se imparte justicia y como unos pocos abusan de esta.

La maggiore ricaduta dell'assenza di legalità è la politicizzazione della giustizia, non certo il fatto che noi colombiani siamo dei furfanti. Come per la superiorità didattica delle sue lezioni, quando si tratta di legalità Mockus sembra un'autorità morale auto-proclamatasi, devi fare qualcosa di più che essere onesto per arrivare a quel livello. Il punto con Mockus è che non si tratta soltanto di identificare il problema ma anche la soluzione. Come pensa di poter eliminare quell'ambizione del potere che i giudici hanno dimostrato con le loro arroganti decisioni e le interferenze con altre strutture governative?  La Corte Suprema stravolge le leggi per immischiarsi in questioni assai politicizzate, come i procedimenti [penali] contro membri del Parlamento e l'elezione del Procuratore Generale.  I tribunali colombiani traboccano di legalità ma anche di ingiustizie. [...] Il maggiore problema con la legalità non riguarda i colombiani in sé, ma la gestione della giustizia e l'abuso che ne fanno alcuni.

Tale questione ha spinto la campagna Santos a rivedere la propria strategia a inizio maggio. Abbandonato il colore arancione usato fino ad allora e ripresa l'identitià visuale del Partito della U, Ravi Singh è stato prescelto per guidare l'apparato giovanile la cui attività si è poi concentrata sui social network. La roccaforte di Santos è la Colombia rurale, la prima a beneficiare dei decisi interventi del President Uribe contro i gruppi armati (soprattutto i guerriglieri delle FARC e dell'ELN), che Santos ha promesso di continuare.

La notizia dell'arrivo nella campagna Santos del guru del marketing politico venezuelano J. J. Rendón ha prodotto ampie controversie, perchè costui viene percepito come un esperto della “politica sporca”. Si sono poi diffuse altre voci, come quella di persone pagate 40.000 pesos al giorno (20 dollari USA) per inserire commenti positivi nei forum di siti d'informazione, blog pagine e gruppi di Facebook e su Twitter (voci negate dalla campagna e difficili da documentare, nonostante le “prove” apparenti). Alla domanda del motivo per cui in uno spot radiofonico si usava l'imitazione della voce del President Uribe, Santos tha spiegato ai giornalisti che ciò “porta una ventata scherzosa e divertente nella campagna.” [Santos ha usato il termine spagnolo picardía, che oltre a 'divertimento' o 'scherzo' sta anche a significare 'malizioso' o 'briccone']

Prendendo spunto da tali affermazioni, @donAlvar pone alcune domande “retoriche” sulla ‘malizia’ dell'amministrazione Uribe e dei suoi alleati (Santos è stato Ministro della Difesa dal luglio 2006 al maggio 2009).

  • La contratación de criminales para traer a Rodrigo Granda de venezuela. ¿#picardía o secuestro? #
  • Las zonas francas de Mosquera ¿#picardía o peculado? #
  • El asesinato de Edwin Legarda. ¿#picardía o crimen de estado? #
  • Las reuniones de Santos con la guerrilla y los paras para bajar a Samper ¿#picardía o conspiración de golpe de estado? #
  • El bombardeo en suelo ecuatoriano. ¿#picardía o violación de soberanía? #
  • La operación Jaque ¿#picardía o violación de tratados internacionales? #
  • Mapiripán ¿#picardia o transporte de decenas de asesinos por el ejército? #
  • Los falsos positivos ¿#picardia o asesinato? #
  • La compra de la reelección ¿#picardia o soborno? #
  • El manual del DAS para hacer terrorismo de estado ¿#picardia o matoneo? #
  • Las chuzadas del DAS. ¿picardía, o presión a la oposición? #

Jaime Restrepo lamenta tattiche da “politica sporca”, dirette non soltanto ai danni di Mockus:

Esta campaña presidencial ha sido una patética muestra de la aplicación de estrategias propagandísticas malintencionadas para golpear al adversario: las vallas en Villavicencio contra Mockus, o los miles de mensajes e imágenes contra Santos, evidencian la poca altura que tiene el actual debate y el predominio del impacto publicitario sobre las propuestas y el análisis de los discursos de los candidatos.

[...]

Curiosamente los ahora furibundos detractores de la publicidad negra, o promovieron o guardaron silencio frente a la constante campaña de desprestigio contra el Presidente y en este momento quieren mostrar al sujeto de culto —Antanas Mockus— como víctima exclusiva de la propaganda negra.

A muchos les irrita J.J. Rendón, pero son benévolos y hasta complacientes con los “voluntarios” de la campaña del Partido Verde… ¡Qué coherencia!

Questa campagna presidenziale si è rivelata un patetico spettacolo nell'uso di malintenzionate strategie di propaganda sper colpire gli oppositori: i cartelloni a Villavicencio contro Mockus, o le migliaia di messaggi e volantini contro Santos, sono prova del basso livello del dibattito e della predominanza dell'aspetto pubblicitario rispetto alle proposte e alle analisi nelle posizioni dei candidati.

[...]

Interessante notare come gli attuali convinti detrattori del marketing da politica sporca abbiano promosso o siano rimasti in silenzio davanti alle continue accuse contro il Presidente [Uribe] e adesso provino a indicare il loro oggetto di culto—Antanas Mockus—come vittima escllusiva di questa politica sporca.

Molti se la sono presa con  J.J. Rendón, ma sono rimasti silenziosi e perfino complici dei “volontari” del Partito Verde… davvero coerenti!

Sembra comunque che il ‘contro-attacco’ di Santos abbia funzionato, perché i sondaggi della scorsa settimana (l'ultim prima delle elezioni) il candidato della coalizione al potere tcomapre al primoposto, pur se seguito a ruota da Mockus. Secondo tali sondaggi, si andrà al ballottaggio del 20 giugno e alla vittoria finale di Mockus su Santos.

Inoltre, alcune affermazioni e chiarimenti di Mockus sembrano aver beneficiato i suoi oppositori, soprattutto Santos e il candidato della sinistra Gustavo Petro. Marsares scrive quanto segue sul blog Equinoxio:

Cada día que pasa, cada entrevista, cada opinión del profesor Mockus muestra a un hombre abstracto y dubitativo, que comienza a gastar a manos llenas el inmenso capital político que los colombianos le entregaron

Todos tenemos derecho a equivocarnos, pero cuando esas equivocaciones son reiteradas, comienza la preocupación. ¿De verdad Mockus está preparado para gobernar un país violento y corrupto como éste o tiene razón el jubilado que lo calificó como el mejor gobernante pero para un país de ángeles?
[...]
En las últimas semanas, una tras otra, les dio la agenda a sus adversarios para que le dañaran el caminado. Extradición de Uribe, ateísmo, Chávez y alianzas. En los cuatro temas trastabilló lamentablemente [...]

Ogni giorno, in ogni intervista e opinione, il professor Mockus rivela un uomo astratto e dubbioso che sta sperperando l'enorme patrimonio politico assegnatogli dai colombiani.

Tutti hanno diritto a fare degli sbagli, ma quando si ripetono continuamente gli stessi errori, è il caso di iniziare a preoccuparsi. Mockus è davvero pronto a governare un Paese corroto e violento come questo oppure, come ha detto un pensionato, sarebbe un leader per un Paese di angeli?

[...]

Nelle recenti settimane, ha messo nelle mani dei suoi avversari il proprio programma politico, consentendo loro di attaccarlo pubblicamente. L'estradizione di Uribe, l'ateismo, [il presidente venezuelano Hugo] Chávez e le alleanze [politiche]. Quattro temi su cui è inciampato in maniera deplorevole.  [...]

Più oltre Marsares spiega che, pur se Mockus non è un ateista né un nemico del Presidente Uribe, e si limiti a “rispettare” puttosto che ammirare la “legittimità” di Chávez, “appare convoluto, enfatizza semplici spiegazioni  e alal fine crea confusione nel messaggio che vuole ttrasmettere.” Il blogger critica infine Mockus per aver chiuso le porte a possibili alleanze con la conservatrice Noemí Sanín o il rappresentante della sinistra Gustavo Petro per il ballottaggio. Anche Rafael Pardo del Partito Liberale o Germán Vargas della coalizione di centro-destra potrebbero allearsi sia con Santos che con Mockus.

Sono decine le pagine e i gruppi attivati su Facebook, ufficiali o meno, a sostengo o contro i candidati,  alcuni con nomipoco covenzionali quali Prefiero el Parkinson de Mockus a la gonorrea de Santos (“Preferisco il morbo di Parkinson di Mockusalla gonorrea di Santos”), Yo no como Mockus (“Non mangio Mockus”, gioco di parolae col termine spagnolo mocos, “boogers”), Las inconsistencias de Mockus (“Le contraddizioni  di Mockus”), A que esta inerte barra de carbón consigue mas fans que Juan Manuel Santos (“Scommetto che questo pezzo di carbone conquista più fan di Juan Manuel Santos”), A que esta mosca tiene más seguidores que Noemí Sanín (“Scommetto che questa mosca ha più fan di Noemí Sanín”), Los Verdes: la nueva derecha hippie-chic (“I Verdi: la nuova coalizione di destra radical-chic”), ecc.

Anche Twitter viene usato come strumento politico. Sebbene in Colombia i candidati presidenziali abbiano iniziato nel 2009 a ricorrere ai social media, come fa notare Juanita León su La Silla Vacía, “si sono accorti che l'investimento nel mondo rvirtuale non compensa gli sforzi nel mondo reale”, per rallentare o abbandonare le iniziative online anche a causa della scarsa penetrazione di Internet in Colombia (pur in contrasto con i dati ufficiali pubblicati a fine aprile).

Da fine 2009 nella twittosfera colombiana circolano profili chiaramente fasulli di politici e altre figure influenti,  dove questi vengon presi in giro per i loro scandali ed errori. L'elenco comprende non solo candidati quali @ElFalsoPositivo (Santos) o @AnterasMickus (Antanas Mockus), ma anche @JOBMontesinos (l'ex consigliere presidenziale José Obdulio Gaviria), @Proc_Marianito (il Procuratore Generale Alejandro Ordóñez), @JJ_Rendon (J. J. Rendón), @trollbarreras (il neo-senatore Roy Barreras), e natirualmente, @myPresident (il President Uribe, il cui vero acconto è @AlvaroUribeVel).

Non sono soltanto i candidati più in vista a usare Internet per la loro campagna. Ad esempio, Róbinson Devia di La Voz de la Consciencia (che ha avviato uno sciopero della fame per protestare  contro la scarsa attenzione dei media alla sua campagna) cura un ampio  sito web sul programma del suo movimento. Devia è riuscito a raccogliere un milione di firme a sostegno del movimento ed è stato il primo candidato a scendere in lizza a inizio febbraio. Anche l'ex magistrato Jaime Araújo Rentería e Jairo Calderón di Apertura Liberal hanno lanciato propri siti web, oltre ad acconti su Twitter, YouTube e Facebook. Devia, Araújo, e Calderón hanno raggiunto meno del 2% nei sondaggi popolari e sono regolarmente assenti nei dibattiti televisivi.

Pur se la campagna per le presidenziali è partita con un certo ritardo dovuto alla sentenza giudiziaria che ha negato al Presidente Uribe la possibilità del terzo mandato (diminuendone l’influenza sulle elezioni), solo i risultati potranno rivelare se Internet abbia avuto o meno qualcosa a che fare con il successo o il fallimento dei maggiori candidati. Non manca ovviamente lo scetticismo al riguardo, come sottolinea Messtiza commentando la “radiografia” dei candidati in cyberspace (usando per lo più Google Trends) su La Silla Vacía:

Muy interesante, pero en Colombia hay digiVOTOS? En la realidad el top hashtags es Pobreza, desempleo y Uribe que ha sido el top de los top durante 8 años. El top de las fuentes es la radio, porque es el medio de mayor cubrimiento en el territorio Colombiano. Para los ciudadanos que tienen conque comprar la prensa o pueden pagar n acceso a Internet la fuente principal es el Tiempo, periódico pro Santos. En la TV es Caracol, su noticiero es pro Santos. Desde la semana pasada no transmiten noticias de Noemí Sanín. En la vida real no hay buscador, no hay google que valga. La mayoría de la gente está en el país del rebusque no en el político.

Molti interessante, ma esiste il voto digitale in Colombia? Sembra in realtà che gli hashtag più diffusi siano povertà, disoccupazione e Uribe, che per 8 anni è stato in testa a tutto. La primaria fonte d'informazione rimane la radio, perchè è il mezzo più diffuso nel Paese. Per quei cittadini che hanno denaro per acquistare un giornale o navigare su Internet, la maggior fonte d'informazione è El Tiempo, giornale pro-Santos. In TV c'è Caracol, e i telegiornali sono pro-Santos. Dalla settimana scorsa non si sente più parlare di Noemí Sanín. Nella vita reale non esistono i motori di ricerca,  niente Google. La maggior parte della popolazione cerca di sopravvivere, non s'interessa di politica.

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