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	<title>Comments on: Riusciranno i social media a far decollare la microfinanza globale?</title>
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	<description>Il mondo ti parla. Stai ascoltando?</description>
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		<title>By: andrea zanchetta</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/7954/comment-page-1/#comment-2145</link>
		<dc:creator>andrea zanchetta</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 20:16:42 +0000</pubDate>
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		<description>Non conoscevo la vicenda di Zopa e adesso mi informerò meglio. Lunedì scorso nella mia città (Oderzo, in provincia di Treviso) ha tenuto una conferenza la professoressa Loretta Napoleoni, famosa economista. Esperta e brava a spiegare in modo chiaro senza tecnicismi. Per quanto cercasse di portare la 
discussione sui risvolti sociali della crisi economica, dal pubblico venivano solo interventi e domande volte a creare rassicurazioni sul futuro dei propri risparmi. Come se, salvato il gruzzolo, il resto si risolvesse tutto da se. Io credo non sia così. La funzione sociale delle banche è sparita. Le attività imprenditoriali (oneste) non trovano appoggi economici per sostenersi. Il microcredito potrebbe essere la soluzione e ha già dimostrato di funzionare in molte realtà. Un sistema economico deve svolgere anche una 
funzione sociale, non c&#039;è scampo e i fatti lo dimostrano. Il microcredito ha nel suo piccolo una grande lungimiranza: quella di sostenere buone idee e risolvere problemi locali ed immediati, dando un ruolo significativo all&#039;investitore che dismette le vesti 
dello speculatore. Di questi tempi non è poco. Inoltre i piccoli investitori darebbero molta più forza ai propri risparmi con il microcredito, perchè &quot;rischierebbero&quot; cifre contenute e comunque decise nella più completa libertà. Avrebbero anche coscienza che i soldi, che da risparmi diventano investimenti, sono messi (giocati) sul mercato e quindi in balia di molti fattori, tra i quali anche il default. Per le banche i nostri piccoli risparmi sono un ottimo boccone. Per il microcredito sono un capitale. Sta a noi.

Saluti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non conoscevo la vicenda di Zopa e adesso mi informerò meglio. Lunedì scorso nella mia città (Oderzo, in provincia di Treviso) ha tenuto una conferenza la professoressa Loretta Napoleoni, famosa economista. Esperta e brava a spiegare in modo chiaro senza tecnicismi. Per quanto cercasse di portare la<br />
discussione sui risvolti sociali della crisi economica, dal pubblico venivano solo interventi e domande volte a creare rassicurazioni sul futuro dei propri risparmi. Come se, salvato il gruzzolo, il resto si risolvesse tutto da se. Io credo non sia così. La funzione sociale delle banche è sparita. Le attività imprenditoriali (oneste) non trovano appoggi economici per sostenersi. Il microcredito potrebbe essere la soluzione e ha già dimostrato di funzionare in molte realtà. Un sistema economico deve svolgere anche una<br />
funzione sociale, non c&#8217;è scampo e i fatti lo dimostrano. Il microcredito ha nel suo piccolo una grande lungimiranza: quella di sostenere buone idee e risolvere problemi locali ed immediati, dando un ruolo significativo all&#8217;investitore che dismette le vesti<br />
dello speculatore. Di questi tempi non è poco. Inoltre i piccoli investitori darebbero molta più forza ai propri risparmi con il microcredito, perchè &#8220;rischierebbero&#8221; cifre contenute e comunque decise nella più completa libertà. Avrebbero anche coscienza che i soldi, che da risparmi diventano investimenti, sono messi (giocati) sul mercato e quindi in balia di molti fattori, tra i quali anche il default. Per le banche i nostri piccoli risparmi sono un ottimo boccone. Per il microcredito sono un capitale. Sta a noi.</p>
<p>Saluti.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Davide Galati</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/7954/comment-page-1/#comment-2139</link>
		<dc:creator>Davide Galati</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 11:21:54 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie per il suo commento: mi è stato segnalato, e inoltro l&#039;informazione a mia volta, il caso di Zopa.it (principale piattaforma di social lending in Italia), che recentemente sta attraversando un periodo travagliato dal punto di vista istituzionale (cancellazione dall&#039;elenco degli intermediari finanziari riconosciuti da Bankitalia) e al momento ha dovuto sospendere le proprie attività. Una buona sintesi di quello che è successo sta nello stesso portale zopa.it,
saluti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per il suo commento: mi è stato segnalato, e inoltro l&#8217;informazione a mia volta, il caso di Zopa.it (principale piattaforma di social lending in Italia), che recentemente sta attraversando un periodo travagliato dal punto di vista istituzionale (cancellazione dall&#8217;elenco degli intermediari finanziari riconosciuti da Bankitalia) e al momento ha dovuto sospendere le proprie attività. Una buona sintesi di quello che è successo sta nello stesso portale zopa.it,<br />
saluti.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: andrea zanchetta</title>
		<link>http://it.globalvoicesonline.org/2009/09/7954/comment-page-1/#comment-2129</link>
		<dc:creator>andrea zanchetta</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 08:39:51 +0000</pubDate>
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		<description>Ho trovato questo articolo molto interessante. Data la situazione italiana credo che il modello del microcredito potrebbe trovare applicazione anche da noi. Se molti risparmiatori hanno dato decine di migliaia di euro a banche o a società di investimento, senza conoscere nemmeno il nome di chi gestisce il loro denaro, perchè non dovrebbero dare qualche centinaio di euro per un progetto di cui conosce nomi, cognomi, facce ed indirizzi? Credo che gli &quot;interessi&quot; generati da un prestito attraverso il microcredito, non siano di tipo monetario, ma di tipo sociale. lo vedo come una sorta di sistema per riequilibrare le ingiustizie. Andrea.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho trovato questo articolo molto interessante. Data la situazione italiana credo che il modello del microcredito potrebbe trovare applicazione anche da noi. Se molti risparmiatori hanno dato decine di migliaia di euro a banche o a società di investimento, senza conoscere nemmeno il nome di chi gestisce il loro denaro, perchè non dovrebbero dare qualche centinaio di euro per un progetto di cui conosce nomi, cognomi, facce ed indirizzi? Credo che gli &#8220;interessi&#8221; generati da un prestito attraverso il microcredito, non siano di tipo monetario, ma di tipo sociale. lo vedo come una sorta di sistema per riequilibrare le ingiustizie. Andrea.</p>
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