Lunedì scorso l'amministrazione Obama [in] ha annunciato importanti modifiche [in] nella politica USA intese a “porgere la mano ai Cubani e sostenerne l'aspirazione a determinare in autonomia l'avvenire del Paese.” Mentre le modifiche contemplano la revoca delle restrizioni imposte ai viaggi e ai trasferimenti di denaro, aprendo la strada anche a nuovi collegamenti con l'isola sul fronte delle telecomunicazioni, alcuni blogger lamentano la scarsa incisività dell'intervento (resta infatti in vigore l'embargo commerciale), che, secondo The Cuban Triangle [in], renderebbe la nuova politica “umanitaria, non sostenibile, di modesta portata, un blando antidoto e un punto interrogativo.”
Così [in] prosegue il blogger:
I nuovi provvedimenti – rivolti a viaggi e rimesse di denaro, servizi e apparati per le telecomunicazioni, ma anche alle spedizioni di beni personali – hanno fatto scalpore perché invertono una tendenza che in questi ultimi otto anni si è mossa nella direzione opposta, lasciando però il Presidente Obama con una politica per Cuba ancora targata Bush al 90% (politica che lo stesso Obama, quando era ancora candidato [in], aveva definito “inflessibile nella lettera e vana nei fatti.”). A parte l'effetto sui Cubano-Americani, non affronta la questione del rapporto con la società americana nel suo insieme: dai turisti alle università, dalle associazioni professionali alle chiese e sinagoghe e agli altri ambiti della società civile. Non contempla neanche i rapporti diplomatici, a ben vedere, dato che l'ufficio stampa del Presidente ha eluso a più riprese le domande sul tipo di dialogo che l'Amministrazione potrebbe imbastire con Cuba.
Invece Cuba-Blog [in] esprime soddisfazione perché il Presidente sta mantenendo le promesse fatte in campagna elettorale, quando scrive:
[Obama] ha aperto ancora un po' di più la porta a Cuba e ai Cubani…
Le reazioni a Cuba [it] - come pure fra gli espatriati - sono state… beh… variegate [in]. Latin Americanist [in] parla della delusione di Fidel Castro per il persistere dell'embargo:
In un suo articolo a stampa, Castro è parso contento del fatto che il Presidente Barack Obama abbia rimosso buona parte [in] delle esecrabili restrizioni varate dall'amministrazione precedente. Castro ha usato toni concilianti scrivendo della volontà del governo cubano di normalizzare le relazioni [in] con gli Stati Uniti. Non ha però risparmiato aspre critiche alle quarantennali sanzioni, stigmatizzandole come vere e proprie misure da genocidio [in].
Anche il blog The Cuban Triangle [in] pubblica una sintesi delle reazioni.
Cuba, desde mi ventana [sp], blog che così dichiara i propri intenti: “Vorrei scambiare con voi informazioni sull'attività internazionale di Cuba, mio Paese d'origine, la cui immagine nel mondo è distorta dai nemici della Rivoluzione Cubana”, dimostra insoddisfazione perché la nuova politica statunitense non si estende all'embargo:
El presidente Barack Obama eliminó el lunes ”todas las restricciones” para que los cubanosamericanos puedan visitar Cuba y enviar remesas desde Estados Unidos, pero sin tocar aspectos del criminal bloqueo económico…que ha provocado pérdidas directas a la Isla caribeña por más de 93 mil millones de dólares…
Intanto un blog con sede a L'Avana, Yohandry's Weblog [sp] ha pubblicato una sintesi delle varie reazioni suscitate da questa manovra fra la gente comune a Cuba.
La foto del titolo, “propaganda”, è di fudj, usata con licenza Creative Commons. Visita il photostream di fudj su Flickr.




















