Sul blog Über Desi [in], Santosh riflette sul significato dell'accordo sul nucleare [it] siglato qualche mese fa tra India e Stati Uniti e appena ratificato dal Senato americano [it]. “L'accordo, che stabilisce la collaborazione tecnologica in materia nucleare fra i due Paesi, segna per molti la fine di un lungo periodo di diffidenza fra Washington e Nuova Delhi aprendo all'India le porte del cartello che regola l'interscambio dei prodotti e delle tecnologie nucleari ad uso civile (il Nuclear Supplier Group), con la possibilità, per i suoi scienziati, di partecipare a importanti attività di ricerca”. Uber Desi rimanda altresì all'articolo di Time.com [in]. L'India spera così di ottenere maggior peso nella sfera internazionale, oltre che la possibilità di non vedersi più equiparata al Pakistan per non aver mai sottoscritto il Trattato di Non Proliferazione Nucleare del 1968 e quella di recuperare terreno nei confronti della Cina. Come spiega Madhur Singh nell'articolo su Time.com, pur se la notizia non manca di destare apprensione tanto in India quanto in Europa, è passata in secondo piano in occidente per via della crisi dei mercati finanziari, dei relativi piani di salvataggio e delle questioni pre-elettorali. Intanto - osserva ancora Singh - sui mezzi di informazione indiani le immagini relative all'accordo sono intercalate da quelle dei reportage sulle esplosioni avvenute nello stato di Tripura il 2 ottobre scorso.
Quello sul nucleare resta un accordo controverso e osteggiato, come dimostra anche l'ambiguo dibattito parlamentare che ha preceduto la ratifica del trattato [it] al parlamento indiano quest'estate. Global Voices Online [it] ne aveva dato conto in questo articolo [it], mentre la redazione italiana ha realizzato questo speciale con i report di GV sugli attentati che hanno colpito l'India nel luglio scorso.




















