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Iran: Radio Zamaneh, una “radio per i blogger”

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2008-09-15 @ 11:04 EDT · articolo originale di Amid Tehrani

tradotto da Tamara Nigi · vai all'articolo originale


paesi:
Iran
canali:
Idee, Libertà d'espressione, Cyber-attivismo, Media
lingue:
Inglese, Italiano

 

Radio Zamaneh

Radio Zamaneh (رادیو زمانه) [fa] è una radio che trasmette da Amsterdam in farsi ([lingua nella quale Zamaneh significa ‘tempo'). Emittente radiofonica indipendente, Radio Zamaneh (RZ), è registrata come ente non-profit in Olanda, con quartier generale e studio ad Amsterdam. Coordinata dalla ONG olandese Press Now, Radio Zamaneh è stata lanciata circa due anni fa e si definisce ‘la radio dei blogger'.

Kamran Ashtary [in], blogger, fotografo e direttore del settore Comunicazione e Sviluppo dell'emittente, ci racconta le sfide e le speranze di Zamaneh, parlando dei risultati raggiunti e dei citizen media iraniani.

RZ si è autodefinita la radio dei blogger. Perché questo slogan? Quale l'influenza dei blogger su RZ?

Parecchi giornalisti iraniani sono passati al blog per comunicare, visto che molti giornali sono oggetto di continue vessazioni e costretti a chiudere. La gran parte dei collaboratori di Radio Zamaneh sono stati dei blogger, e lo sono tuttora. Il direttore Mehdi Jami, ad  esempio, pubblica un blog da diversi anni, ben prima di cominciare ad occuparsi dell’emittente.
Poiché la struttura comunicativa di Radio Zamaneth si fonda sul Citizen Journalism, è naturale relazionarsi direttamente con i blogger. Fin dal suo lancio, agosto 2006, Radio Zamaneh ha promosso i blogger tanto sul sito quanto nei programmi radiofonici. Molti di loro hanno anche partecipato al suo sviluppo.

Radio Zamaneh è legata sotto molti aspetti ai blogger e alla blogosfera. Basti dare un’occhiata al nutrito elenco del blogroll. Radio Zamaneh punta alla comunicazione bidirezionale tipica dei blog. Ecco perché il nostro sito si presenta come aggregato di blog, dove ogni collaboratore regolare gestisce una propria pagina/blog, e i lettori possono lasciare commenti su ogni pagina.

Esistono diversi siti d'informazione fuori dall'Iran che propongono servizi sui blog iraniani, per esempio Deutsche Welle (DW) [fa]. C'è qualche differenza fra il loro e il vostro approccio ai blog?

Noi non ci limitiamo a fare servizi sui blog, siamo blogger noi stessi e quindi il nostro è lo stile tipico dei blogger: amichevole, informale, alternativo, personalizzato e multiforme. Fare blog è parte della nostra vita quotidiana. Parliamo di blog e ne rilanciamo i contenuti. Per noi i blog sono una fonte di informazione sulle opinioni della gente riguardo a questioni politiche e sociali. In essi vediamo un veicolo di promozione della cultura giovanile iraniana e quindi cerchiamo di far sì che la tipica informalità di questi mezzi diventi tendenza nel fare informazione. Radio Zamaneh si ispira ai blog e da questi nasce. Ciò è ben diverso dal proporre servizi sui blog come fanno altri mezzi d'informazione.

Qual è stata la reazione dei blogger iraniani a RZ? Hanno collaborato o vi hanno criticato?

Una semplice ricerca su Technorati riporta oltre 30.000 link ai contenuti pubblicati sul nostro sito.

Inoltre il Didish Report [in] dell'iraniano Arash Kamangir [in] residente in Canada, che indicizza i link esterni presenti nei feed dei siti iraniani, ci segnala ripetutamente ai primi posti per numero di link che rimandano a noi. Questo dimostra quanto siano numerosi i blogger che si interessano e fanno riferimento a RZ. Molti di loro collaborano con noi a vario titolo e alcuni in modo sostanziale. I blogger non ignorano certo quello che pubblichiamo.

Siamo aperti alle collaborazioni come alle critiche. Anzi, uno dei nostri collaboratori è convinto che dovremmo valorizzare di più le voci che ci scherniscono.

Le critiche rivolte a Radio Zamaneh sono benvenute, abbiamo persino finanziato un concorso centrato sulle recensioni del nostro sito. È grazie a questo concorso che abbiamo scoperto alcuni dei nostri attuali colleghi. Radio Zamaneh pubblica costantemente opinioni discordanti.

RZ presenta nella sua prima pagina una lista di blogger. Alcuni vi hanno criticato per [aver scelto di] pubblicare solo i blog “politically correct”, e non anche quelli contrari alla Repubblica Islamica. Come rispondete a queste critiche?

Secondo il Berkman Center della Harvard University in Iran esistono oltre 60.000 blog che vengono costantemente aggiornati. Ovviamente non possiamo inserire il link a ciascuno di questi.

Radio Zamaneh non sceglie i blogger in base alle loro idee politiche. Pur cercando di restare indipendenti, abbiamo link a blog che esprimono precise posizioni, compresi quelli che potrebbero essere ritenuti ‘pro' o ‘contro' il regime. Comunque ne leggiamo abitualmente molti, non ci limitiamo a elencarne un gruppo ristretto. Ciò detto, Radio Zamaneh cerca di evitare i link a blog direttamente affiliati a gruppi politici o estremisti.

Alcuni siti giornalistici temono il fatto che si dia più voce ai citizen media, perché li ritengono fonti di informazione inattendibili. Qual è il vostro parere?

Si fa fatica a cedere il controllo. Fortunatamente, noi stessi siamo stati dei blogger, quindi possiamo comprendere le ragioni di entrambi le parti. Quello che di solito si trova sui blog sono punti di vista, non informazione. Le notizie pubblicate sui blog vanno verificate confrontandole con altre fonti. Possono magari essere il punto di partenza per scrivere un articolo, ma noi non ci affidiamo ai blog come fonti d'informazione. Nello stesso tempo, promuoviamo attività di formazione e collaborazione con i citizen journalist, per metterli in grado di fornire informazioni attendibili. Attualmente stiamo anzi lavorando alla costruzione di un sito speciale dedicato al citizen journalism che andrà a beneficio del nostro network e degli utenti registrati.

Fuori dall'Iran, molti siti persiani che si occupano di politica, quali DW o Gozarr [in/fa], hanno una sezione blog. Nel Paese invece, sono pochi i siti giornalistici tradizionali dotati di spazi simili. Perché questa differenza?

In Iran si cerca di avere un maggior controllo su quello che la gente legge. Non c'è l'abitudine di esporre punti di vista che possano essere messi in discussione. A ben vedere, anche le maggiori fonti di informazione occidentali hanno aperto lentamente ai blog. Non è comune per un mezzo di informazione fornire link a fonti concorrenti.

Quale è stato il maggior contribito di RZ ai media iraniani?

RZ ha dimostrato come sia possibile guardare all’Iran e all’informazione con occhio indipendente, dando voce a chi non viene ascoltato e ai gruppi emarginati del Paese: scrittori, sunniti, donne, blogger, armeni, zoroastriani e altre minoranze etniche e religiose. Radio Zamaneh rilancia, evidenzia e richiama articoli scritti sul web da persone che vivono in Iran, critiche verso la politica iraniana e ignorate dai mezzi d'informazione interni.

Inoltre la nostra programmazione sfida certi tabù della società iraniana, quali i rapporti di coppia e il sesso. Talvolta mettiamo in discussione la lettura ufficiale della politica, altre volte le posizioni dogmatiche che sono diffuse tanto in Iran quanto all’estero.

Quali sono le sfide più importanti?

Se vogliamo restare sulla cresta dell’onda e mantenere il gradimento del pubblico, dobbiamo essere in costante contatto con la gente. Bisogna lasciare aperto il canale della comunicazione. Occorre incrementare la partecipazione dei lettori e degli ascoltatori. Bisogna restare in ascolto. Dobbiamo continuare a essere originali e al tempo stesso spietati critici di noi stessi, facendo il possibile per mantenerci imparziali e indipendenti.

Sono molti quelli che vorrebbero vederci schierati a favore o contro il governo iraniano, ma noi facciamo di tutto per rimanere indipendenti a prescindere dalle nostre convinzioni politiche.

L’altra grande sfida è assicurarci la sopravvivenza e rendere il nostro un mezzo di informazione sostenibile. Crediamo che per [avere] una società civile sostenibile in Iran occorrano testate democratiche sostenibili in Iran e per l’Iran.

Come vi comportate con il filtering [il sistema che blocca l'accesso a determinati siti]?

È come giocare al gatto e al topo. Siamo alla costante ricerca di nuovi nascondigli. Abbiamo [già] cambiato nome al dominio cinque volte! Ogni giorno inviamo le nostre newsletter a chi vuole leggere RZ ma non può accedervi direttamente. Ma non si può dire che riusciamo a eludere tutti i filtri. Sono molte le pagine che restano bloccate. Ciò nonostante, oltre il 60% dei nostri lettori ci segue dall’Iran.

Talvolta viene pubblicato il contributo di un blogger locale o di qualche provincia. Che cosa distingue nei contenuti i blogger di Terhan da quelli delle varie province?

Per tanti versi quelli che non vivono nella capitale si sentono isolati e ignorati. Molti identificano l’Iran con Tehran. Certo Tehran è assai importante, però noi non ignoriamo le città del Kurdistan, Khorasan, Azarbayjan, Khuzistan, Fars e del resto del Paese. Cerchiamo di prestare attenzione a tutti, dando loro voce, fiducia e sostegno.

Usiamo un apposito programma per individuare blog locali di buona qualità, che promuoviamo rilanciandone i contenuti e dialogando con loro. Le collaborazioni dalle zone di provincia sono sempre ben accette, anche se non possiamo dedicar loro lo stesso tempo che riserviamo alle città più importanti.

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